Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0789      FEDERICO GONZAGA  Marchese e duca di Mantova; marchese del Monferrato per avere sposato Margherita e Maria Paleologo. Figlio di Francesco.

               1500 (maggio) – 1540 (giugno)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1509

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Lombardia

Viene nominato erede al marchesato di Mantova, allorché il padre Francesco è catturato dai veneziani ad Isola della Scala.

1510

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Emilia Marche e Lazio

Si trova a Bologna. Quando il padre viene liberato dai veneziani, è condotto in ostaggio a Roma da Girolamo della Mirandola. Dopo una breve sosta ad Urbino, sarà ospitato negli appartamenti del papa Giulio II sino al febbraio dell’anno seguente. Diventa in breve il beniamino del pontefice.

1511

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Lazio

Ritorna a Roma e vi rimarrà fino alla morte di Giulio II, avvenuta nel marzo 1513.

1512

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Lazio

Viene segnalato all’apertura del concilio in San Giovanni in Laterano.

Lug.

 

 

 

Lazio

Riceve la cresima a Roma dal cardinale di San Giorgio Raffaello Riario.

1515

 

 

 

 

 

Ott. nov.

 

 

 

Lombardia

Si reca a Milano, per rendere omaggio al re di Francia Francesco I;  offre in dono al sovrano quattro   tra i più belli cavalli degli allevamenti gonzagheschi.

Dic.

 

 

 

Emilia

A Bologna, per l’incontro tra il re francese ed il papa Leone X.

1516

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardiae  Francia

Parte da Milano e si porta a Lione al seguito di Francesco I, a garanzia che il marchesato di Mantova non cambi politica. Nel periodo è nominato cavaliere dell’ordine di San Michele.

Ago.

 

 

 

Francia

Ai funerali del Longueville.

1517

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Lombardia

Lascia Parigi per Casale Monferrato e Mantova.

Mag.

 

 

 

Veneto e Lombardia

In visita ufficiale a Venezia: è alloggiato nel palazzo già del marchese di Ferrara. Il collegio dei Pregadi decide di venire incontro alle sue spese riconoscendogli la somma giornaliera di 25 ducati. Si incontra con il doge Leonardo Loredan; partecipa ad una seduta del Gran Consiglio e si sposta a Padova ospite di Vico da Camposampiero, da sempre al servizio dei Gonzaga. Da Chioggia perviene a Mantova.

1518

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Francia

Ad Amboise, per il battesimo di un figlio di Francesco I.

Mag.

 

 

 

Francia

Partecipa ad una giostra.

Sett.

 

 

 

Piemonte

Segue il padre Francesco a Casale Monferrato.

1519

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Lombardia

Accompagnato da Francesco Maria della Rovere, è nominato marchese di Mantova alla morte del padre. La cerimonia nella chiesa di San Pietro a Mantova. Arma 14 cavalieri.

……......

 

 

 

 

Avverte tempestivamente Alfonso d’Este del tentativo portato dal vescovo di Ventimiglia Alessandro Fregoso e da Alberto Pio, ai danni del ducato di Ferrara per  conto del papa Leone X.

1520

 

 

 

 

 

Gen.

Francia

 

100 lance

Piemonte

Ha l'incarico di luogotenente del Boucar, che pone le sue stanze nell’astigiano: disgustato dal comportamento di quest’ultimo, decide di abbandonare gli stipendi dei francesi.

Feb.

 

 

 

Lombardia

Partecipa ad una giostra a Mantova.

Mar.

 

 

 

Veneto

Si offre ai veneziani. E’ segnalato a Sanguinetto, ad Albaredo d’Adige ed a Lonigo

Mag.

 

 

 

Veneto e Lombardia

In incognito a Venezia con Francesco Maria della Rovere, per assistere alle feste legate allo “sposalizio del mare”. Prende alloggio alla Giudecca ed è accolto nella compagnia degli “Immortali”; accompagnato da venti gentiluomini veneziani e da venticinque “Immortali”, è pure ricevuto in collegio dal doge. A Mantova è contattato dai francesi tramite Alessandro da Trivulzio.

Ott.

Chiesa

Francia Ferrara Venezia

Gonfa loniere

Lazio

Viene nominato dal pontefice gonfaloniere della Chiesa: prima di accettare la carica restituisce al re di Francia il collare dell’ordine di San Michele.

1521

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Gli è riconosciuta una provvigione annua di 33000 ducati ed un piatto di 3000 ducati. A seguito della condotta (300 lance e 200 cavalli leggeri), il della Rovere deve abbandonare Mantova. Il Gonzaga invia a Roma alcuni cavalli berberi per correre dei palii organizzati in tale città. E’ capitano generale dei pontifici solo di nome; di fatto, il comando si trova nelle mani di Prospero Colonna.

Lug.

 

 

 

 

E’ contattato dal Lescun, che gli offre una condotta di 100 lance, una pensione annua di 10000 ducati ed il titolo di capitano dell’avanguardia o della retroguardia, a sua scelta. Rifiuta.

Ago.

 

 

 

Emilia

Occupa il castello di Concordia ed ha modo di litigare con il Colonna. Si sposta all’assedio di Parma. E’ inviato con 200 cavalli leggeri, le artiglierie gonzaghesche e 2000 provvigionati incontro a 8000 fanti, che da Trento stanno scendendo verso il monte Baldo nel veronese.

Sett.

 

 

 

 

Gli sono consegnati il bastone del comando e lo stendardo della Chiesa.

Ott.

 

 

 

Emilia

Conquista Cento.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Si trova al fianco del Colonna a Gerolanuova ed a Torlengo; attraversa l’Oglio sotto il fuoco dell’artiglieria nemica di Orzinuovi; tocca Vailate e supera anche l’Adda su un ponte di barche a Rivolta. Da Pandino punta su Milano ed entra nella città per porta Ticinese con il Colonna ed il cardinale legato Giuliano dei Medici (il futuro Clemente VII). A Milano alloggia nel palazzo di Teodoro da Trivulzio, cui presta una fidejussione di 4000 ducati per la sua liberazione. Si dirige, quindi, alla volta di Como con Ferdinando d’Avalos ed i suoi uomini catturano in Brianza Mercurio Bua, in fuga da Milano; penetra in Lodi con 200 lance e 200 cavalli leggeri.

Dic.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Con la morte di Leone X, si offre nuovamente ai veneziani, tanto più che è scaduta la sua ferma con i pontifici: in tale ottica libera il Bua e non pretende alcun riscatto. Giunge a Piacenza ed i suoi uomini alloggiano a discrezione nelle case dei cittadini.

1522

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Alla difesa di Parma, con 50 uomini d’arme e 700 fanti italiani: è attaccato da Federico Gonzaga da Bozzolo, dal Buonavalle e da Marcantonio Colonna, che conducono 5000 fanti e 600 lance. Respinti gli avversari, occupa Monticelli d’Ongina; si unisce con Vitello Vitelli, Guido Rangoni, Prospero Colonna, Antonio di Leyva ed il d’Avalos, per fronteggiare il Lautrec che viene in aiuto del Bozzolo e del Lescun: i francesi si accampano dietro l’Enza e si ritirano.

Mar.

 

 

Gonfa loniere

Emilia e Lombardia

A Piacenza. Si collega con il duca di Bari Francesco Sforza: il papa Adriano VI lo riconferma nella carica di gonfaloniere della Chiesa. Il Gonzaga si porta a Pavia con 300 uomini d'arme e da qui si sposta verso Gambolò; respinge sul Ticino un attacco portato dal Sainte-Colombe, dal Ribrac (ucciso) e dal Rocheposay (gravemente ferito). Nulla può, al contrario, di fronte al Bozzolo, che conduce 400 lance e 7000 fanti fra svizzeri ed italiani; non riesce ad impedire che Novara cada nelle mani del Bozzolo e del Lescun.

Apr.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Viene assediato in Pavia dal Lautrec. Il Colonna invia subito in rinforzo ai 2000 fanti che ha disposizione, altri 1000 fanti corsi e 4 compagnie di fanti spagnoli che, sotto la guida del Corbera, rompono l’accerchiamento e penetrano nella città. Il Lautrec batte le mura con l’artiglieria da due punti, al borgo di Santa Maria in Pertica verso il Ticino ed a Borgoratto. Sono gettate a terra trenta/quaranta braccia di mura: le forti piogge ostacolano l’effettuazione dell’assalto generale. L’arrivo, infine, del Colonna con gli uomini d’arme, del d’Avalos con le fanterie e di Girolamo Adorno con i cavalli leggeri, inducono i francesi ad allontanarsi da Pavia. Il Gonzaga si trasferisce con 800 cavalli nel modenese; passa, infine, a Bologna a seguito di un tentativo dei Bentivoglio di riavere la signoria della città.

Mag.

Impero

 

 

 

Gli sono riconosciuti dall’imperatore Carlo V uno stipendio annuo di 10000 franchi ed una condotta di 100 lance.

Ago.

 

 

 

Lazio

A Roma, per accogliervi il pontefice e portare il suo baldacchino.

Dic.

Impero

Rimini

 

Romagna

Al comando di 3000 spagnoli, minaccia in Rimini Pandolfo Malatesta e lo costringe a recarsi a Roma dal papa Adriano VI ad implorare la sua benevolenza.

1523

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Carlo V gli dà in feudo i beni di Federico Gonzaga da Bozzolo; sempre l’imperatore gli concede come arma araldica il simbolo del monte Olimpo con l’Altare delle Fede, per il valore dimostrato nella difesa di Pavia.

Ago.

Chiesa Firenze

 

Capitano g.le 300 lance 400 cavalli leggeri

 

Gli è concesso uno stipendio annuo di 100000 scudi, con le ritenzioni ordinarie e piatto per la sua persona di 10000 carlini. Ha sempre il comando di altri 100 uomini d’arme per conto degli imperiali; i pontifici, inoltre, gli danno a parte una condotta di 400 cavalli leggeri.

Sett.

Chiesa Firenze

Francia Ferrara

 

Lombardia

E’ mandato alla difesa di Lodi con 250 uomini d’arme, 300 cavalli leggeri e 500 schioppettieri: alla notizia dell’arrivo del Baiardo, di Renzo di Ceri e del Bozzolo con 400 lance e 5000 fanti, rompe il ponte sull’Adda e lascia la città. Si incontra a Castelleone con il provveditore generale Leonardo Emo per concertare linee comuni per la difesa di Cremona, si colloca a Pontevico nel veneziano ed invia in aiuto agli assediati Sigismondo Gonzaga e Ludovico da Fermo con 100 uomini d’arme, 100 cavalli leggeri e 400 fanti. Altri soldati fa entrare in Cremona nei giorni successivi, specie 600 fanti, che hanno disertato dal campo francese.

Ott.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Con la ritirata dei nemici, entra in Cremona per provvedere al pagamento del soldo della guarnigione; spedisce 50 cavalli leggeri a Pizzighettone. E’ lodato dagli imperiali; solo i veneziani si lamentano per il comportamento molesto delle sue truppe nel territorio di Pontevico. Si sposta nel modenese per contrastarvi gli estensi.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Il Colonna lo avvia alla difesa di Pavia; nella città è accolto con tutti gli onori dal di Leyva e dalle salve ben auguranti degli schioppetti delle fanterie spagnole. Ha il compito di tagliare le linee di rifornimento ai francesi che assediano Milano. Con il suo arrivo, i nemici gettano sul Ticino un secondo ponte di barche a Turbigo.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Ammalatosi, ritorna a Mantova dopo avere lasciato 100 lance e 800 fanti alla guardia di Piacenza.

1524

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

Capitano g.le

Lombardia

Il papa Clemente VII lo riconferma nel suo incarico e gli invia a Mantova, dove è sempre ammalato, 4000 ducati per i suoi uomini alloggiati nel cremonese: 100 uomini d’arme pagati dagli imperiali, 300 lance pagate da pontifici e da fiorentini, 400 cavalli leggeri  agli stipendi dei soli pontifici.

Mar.

 

 

 

Lombardia

Ritornato al campo, fa caricare nottetempo su alcune chiatte 200 lunghe scale perché vuole occupare di sorpresa Pizzighettone. Arriva all’alba, è respinto ed è obbligato ad abbandonare chiatte, scale e fuochi artificiati.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Affianca il della Rovere, quando il Bozzolo si arrende a patti in Lodi.

……......

 

 

 

Lombardia

Ritorna alla guardia di Pavia.

1525

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Emilia

I suoi uomini alloggiano prima nel bolognese e, successivamente, nel modenese.

Mag.

 

 

 

Emilia

Si trova a Concordia.

Ott.

 

 

 

Emilia

Raccoglie a Parma 4000/5000 fanti per i pontifici.

Nov.

 

 

 

Emilia

A Piacenza.

1526

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Veneto

Su sua richiesta, ottiene la cittadinanza di Verona.

Mag. giu.

Chiesa Firenze

 

200 lance e 240 cavalli leggeri

 

Rinnova la condotta con pontifici e fiorentini per altri quattro anni con l’espressa condizione di non essere tenuto a combattere gli imperiali. Gli è riconosciuta una provvigione annua di 33250 ducati. A giugno, i suoi uomini d’arme sono inviati alla difesa di Piacenza.

Ago.

 

 

 

 

Il papa riconferma il Gonzaga nella sua carica. Federico, come altri marchesi di Mantova del passato, comincia la politica del doppio binario: è sì nemico degli imperiali, però non può/vuole ostacolare il passo ai lanzichenecchi.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Si dichiara neutrale e permette agli imperiali di attraversare i suoi territori; ne favorisce la fornitura di vettovaglie, apre loro un passaggio al Serraglio e nega il passo a Giovanni dei Medici per tutta una notte.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Ai primi del mese, partecipa a Mantova con il della Rovere alle esequie di Giovanni dei Medici, ferito mortalmente a Governolo, mentre stava combattendo i nemici. Viene chiamato in suo soccorso dal papa. Il Gonzaga accampa scuse di ogni sorta, per ritardare la marcia dei suoi soldati perché non vuole inimicarsi l’imperatore. Ha anche l’impudenza di reclamare le sue spettanze e fa sottrarre dall’archivio papale, attraverso la corruzione di un funzionario effettuata per mezzo di Baldassarre Castiglione, un documento che attesta il suo obbligo di marciare contro i nemici del pontefice. Continua sempre nella sua politica ambigua, fatta di incontri con il provveditore generale veneziano Agostino da Mula, con la fornitura di cavalli ad un capitano imperiale, il principe d’ Orange, al bando dai suoi territori di un altro capitano imperiale, Sigismondo Malatesta, che da Ponte Molino ha compiuto una scorreria nel veronese.

1527

 

 

 

 

 

Mag.

Impero

Francia

 

 

Rompe gli indugi: al soldo degli imperiali dopo il sacco di Roma.

Ott.

Firenze

Impero

85 cavalli leggeri

 

Nuova capriola : su pressione del Lautrec entra nella confederazione filofrancese.

Dic.

 

 

 

 

Rinnova i capitoli con l’esercito della lega: i suoi stati passano sotto la protezione di francesi e veneziani.

1528

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Restituisce a Ludovico Gonzaga da Bozzolo i beni del fratello Federico, già confiscati a suo favore dall’imperatore.

Apr.

 

 

 

 

Fornisce al Lautrec 80 uomini d’arme per la sua spedizione nel regno di Napoli.

Mag.

Impero

Francia

 

 

Si delinea la sconfitta dei francesi ed aderisce nuovamente al partito imperiale.

Giu.

 

 

 

Emilia

Viene a Parma ed a Piacenza ed appoggia i lanzichenecchi del duca di Brunswick, impegnati in Lombardia contro sforzeschi e veneziani.

1529

 

 

 

 

 

……......

 

 

 

Veneto e Lombardia

Asseconda l’attacco dei lanzichenecchi del conte Felice di Werdenberg contro Peschiera del Garda. Muove verso Cremona, al fine di assediarvi il duca Francesco Sforza.

Ago.

 

 

 

Liguria

A Genova, per rendere omaggio a Carlo V.

Sett.

 

 

Capitano g.le 400 lance

 

Ha il comando delle truppe imperiali operanti in Italia. Si iniziano le trattative per le sue nozze con la figlia del duca di Clèves, anziché con Maria Paleologo: suo obiettivo è quello di diventare duca di Milano al posto dello Sforza e può avvalersi di potenti paladini quali il papa, Andrea Doria, il di Leyva ed il vescovo di Vaison.

Ott. dic.

 

 

 

 

Rimane deluso nelle sue speranze di divenire duca di Milano. Aspira ora di ottenere la consegna dai veneziani di Asola, di Lonato, di Peschiera del Garda e di Sirmione; in linea subordinata, si dichiara propenso di accontentarsi di Casalmaggiore, di Spineda, di Calvatone, di Piadena e di Sabbioneta. Le risposte sono sempre negative.

1530

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lombardia

La sua ambizione è soddisfatta: ottiene il titolo di duca di Mantova.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Ospita a Mantova l’imperatore che proviene da Bologna.

1531

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lombardia

Si oppone al duello che deve svolgersi a Mantova tra i due capitani imperiali Cesare da Napoli e Fabrizio Maramaldo.

Ott.

 

 

 

Piemonte

Si reca in Monferrato; si incontra a Gropello Cairoli con Roberto da San Severino.

1531

 

 

 

 

 

……......

Impero

Impero Ottomano

 

Austria

Prende parte alla difesa di Vienna contro i turchi. Ha il comando dei cavalli leggeri.

Nov.

 

 

 

Veneto

A Vicenza. Con il della Rovere accoglie nella città l’imperatore.

Dic.

 

 

 

Emilia

Viene ospitato a Modena dal Rangoni: affianca il duca di Ferrara per il solito atto di omaggio nei confronti di Carlo V.

1533

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Emilia

A Piacenza. E’ ospite dei Landi.

Nov.

 

 

 

Piemonte

Si porta nel Monferrato, per prendere possesso del marchesato: a Casale Monferrato viene attaccato da molti fanti guasconi che militano per i francesi.

1537

 

 

 

Lombardia

Accetta inizialmente di fare svolgere a Mantova il concilio di riconciliazione con i protestanti ed a marzo il papa Paolo III gli invia l’onorificenza della rosa d’oro.   Pretende un presidio, che sorvegli i lavori conciliari ai suoi ordini e che, nello stesso tempo, sia finanziato dagli altri stati. Il pontefice si oppone al suo progetto collegato con l’aspetto della giurisdizione dei numerosi partecipanti alle sessioni.

1540

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Lombardia

Muore nella sua villa di Marmirolo . Il suo corpo è trasportato a Mantova, per essere sepolto nel monastero di San Paolo, accanto alla madre Isabella d’Este. E' sepolto con il saio francescano.

TREDICI CITAZIONI

Non dissimile dal padre nella milizia. Uomo di grande animo e valore.

Esperto nell’arte della guerra.

Splendido e generoso in ogni sua azione.

Molto religioso. Disinteressato, sincero.

Incline ai piaceri.

Di statura normale (o di grande statura, secondo le fonti). Di carnagione bianca, occhi, barba e capelli neri.

Grande amico delle belle arti.