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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri
fatti salienti
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1509
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Mag.
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Lombardia
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Viene nominato erede al
marchesato di Mantova, allorché il padre Francesco è catturato dai veneziani
ad Isola della Scala.
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1510
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Ago.
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Emilia Marche e Lazio
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Si trova a Bologna. Quando il
padre viene liberato dai veneziani, è condotto in ostaggio a Roma da Girolamo
della Mirandola. Dopo una breve sosta ad Urbino, sarà ospitato negli appartamenti
del papa Giulio II sino al febbraio dell’anno seguente. Diventa in breve il
beniamino del pontefice.
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1511
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Apr.
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Lazio
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Ritorna a Roma e vi rimarrà
fino alla morte di Giulio II, avvenuta nel marzo 1513.
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1512
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Mag.
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Lazio
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Viene segnalato all’apertura
del concilio in San Giovanni in Laterano.
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Lug.
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Lazio
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Riceve la cresima a Roma dal
cardinale di San Giorgio Raffaello Riario.
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1515
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Ott. nov.
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Lombardia
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Si reca a Milano, per rendere
omaggio al re di Francia Francesco I;
offre in dono al sovrano quattro tra i più
belli cavalli degli allevamenti gonzagheschi.
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Dic.
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Emilia
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A Bologna, per l’incontro
tra il re francese ed il papa Leone X.
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1516
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Gen.
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Lombardiae Francia
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Parte da Milano e si porta a
Lione al seguito di Francesco I, a garanzia che il marchesato di Mantova non
cambi politica. Nel periodo è nominato cavaliere dell’ordine di San Michele.
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Ago.
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Francia
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Ai funerali del Longueville.
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1517
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Apr.
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Lombardia
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Lascia Parigi per Casale
Monferrato e Mantova.
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Mag.
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Veneto e Lombardia
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In visita ufficiale a
Venezia: è alloggiato nel palazzo già del marchese di Ferrara. Il collegio
dei Pregadi decide di venire incontro alle sue spese riconoscendogli la somma
giornaliera di 25 ducati. Si incontra con il doge Leonardo Loredan; partecipa
ad una seduta del Gran Consiglio e si sposta a Padova ospite di Vico da
Camposampiero, da sempre al servizio dei Gonzaga. Da Chioggia perviene a
Mantova.
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1518
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Apr.
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Francia
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Ad Amboise, per il battesimo
di un figlio di Francesco I.
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Mag.
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Francia
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Partecipa ad una giostra.
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Sett.
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Piemonte
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Segue il padre Francesco a
Casale Monferrato.
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1519
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Apr.
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Lombardia
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Accompagnato da Francesco
Maria della Rovere, è nominato marchese di Mantova alla morte del padre. La
cerimonia nella chiesa di San Pietro a Mantova. Arma 14 cavalieri.
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……......
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Avverte tempestivamente
Alfonso d’Este del tentativo portato dal vescovo di Ventimiglia Alessandro
Fregoso e da Alberto Pio, ai danni del ducato di Ferrara per conto del papa Leone X.
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1520
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Gen.
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Francia
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100 lance
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Piemonte
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Ha l'incarico di luogotenente del Boucar,
che pone le sue stanze nell’astigiano: disgustato dal comportamento di
quest’ultimo, decide di abbandonare gli stipendi dei francesi.
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Feb.
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Lombardia
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Partecipa ad una giostra a
Mantova.
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Mar.
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Veneto
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Si offre ai veneziani. E’
segnalato a Sanguinetto, ad Albaredo d’Adige ed a Lonigo
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Mag.
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Veneto e Lombardia
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In incognito a Venezia con
Francesco Maria della Rovere, per assistere alle feste legate allo
“sposalizio del mare”. Prende alloggio alla Giudecca ed è accolto nella
compagnia degli “Immortali”; accompagnato da venti gentiluomini veneziani e da
venticinque “Immortali”, è pure ricevuto in collegio dal doge. A Mantova è contattato
dai francesi tramite Alessandro da Trivulzio.
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Ott.
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Chiesa
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Francia Ferrara Venezia
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Gonfa loniere
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Lazio
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Viene nominato dal pontefice gonfaloniere
della Chiesa: prima di accettare la carica restituisce al re di Francia il
collare dell’ordine di San Michele.
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1521
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Gen.
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Lombardia
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Gli è riconosciuta una
provvigione annua di 33000 ducati ed un piatto di 3000 ducati. A seguito
della condotta (300 lance e 200 cavalli leggeri), il della Rovere deve
abbandonare Mantova. Il Gonzaga invia a Roma alcuni cavalli berberi per
correre dei palii organizzati in tale città. E’ capitano generale dei pontifici
solo di nome; di fatto, il comando si trova nelle mani di Prospero Colonna.
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Lug.
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E’ contattato dal Lescun, che
gli offre una condotta di 100 lance, una pensione annua di 10000 ducati ed il
titolo di capitano dell’avanguardia o della retroguardia, a sua scelta.
Rifiuta.
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Ago.
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Emilia
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Occupa il castello di
Concordia ed ha modo di litigare con il Colonna. Si sposta all’assedio di Parma.
E’ inviato con 200 cavalli leggeri, le artiglierie gonzaghesche e 2000
provvigionati incontro a 8000 fanti, che da Trento stanno scendendo verso il
monte Baldo nel veronese.
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Sett.
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Gli sono consegnati il
bastone del comando e lo stendardo della Chiesa.
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Ott.
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Emilia
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Conquista Cento.
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Nov.
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Lombardia
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Si trova al fianco del Colonna a
Gerolanuova ed a Torlengo; attraversa l’Oglio sotto il fuoco dell’artiglieria
nemica di Orzinuovi; tocca Vailate e supera anche l’Adda su un ponte di
barche a Rivolta. Da Pandino punta su Milano ed entra nella città per porta
Ticinese con il Colonna ed il cardinale legato Giuliano dei Medici (il futuro
Clemente VII). A Milano alloggia nel palazzo di Teodoro da Trivulzio, cui
presta una fidejussione di 4000 ducati per la sua liberazione. Si dirige, quindi,
alla volta di Como con Ferdinando d’Avalos ed i suoi uomini catturano in
Brianza Mercurio Bua, in fuga da Milano; penetra in Lodi con 200 lance e 200
cavalli leggeri.
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Dic.
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Lombardia ed Emilia
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Con la morte di Leone X, si
offre nuovamente ai veneziani, tanto più che è scaduta la sua ferma con i
pontifici: in tale ottica libera il Bua e non pretende alcun riscatto. Giunge a
Piacenza ed i suoi uomini alloggiano a discrezione nelle case dei cittadini.
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1522
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Gen.
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Emilia
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Alla difesa di Parma, con 50
uomini d’arme e 700 fanti italiani: è attaccato da Federico Gonzaga da
Bozzolo, dal Buonavalle e da Marcantonio Colonna, che conducono 5000 fanti e
600 lance. Respinti gli avversari, occupa Monticelli d’Ongina; si unisce con
Vitello Vitelli, Guido Rangoni, Prospero Colonna, Antonio di Leyva ed il
d’Avalos, per fronteggiare il Lautrec che viene in aiuto del Bozzolo e del
Lescun: i francesi si accampano dietro l’Enza e si ritirano.
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Mar.
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Gonfa loniere
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Emilia e Lombardia
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A Piacenza.
Si collega con il duca di Bari Francesco Sforza: il papa Adriano
VI lo riconferma nella carica di gonfaloniere della Chiesa.
Il Gonzaga si porta a Pavia con 300 uomini d'arme e da qui si
sposta verso Gambolò; respinge sul Ticino un attacco portato
dal Sainte-Colombe, dal Ribrac (ucciso) e dal Rocheposay (gravemente
ferito). Nulla può, al contrario, di fronte al Bozzolo, che
conduce 400 lance e 7000 fanti fra svizzeri ed italiani; non
riesce ad impedire che Novara cada nelle mani del Bozzolo e
del Lescun.
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Apr.
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Lombardia ed Emilia
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Viene assediato in Pavia dal
Lautrec. Il Colonna invia subito in rinforzo ai 2000 fanti che ha
disposizione, altri 1000 fanti corsi e 4 compagnie di fanti spagnoli che,
sotto la guida del Corbera, rompono l’accerchiamento e penetrano nella città.
Il Lautrec batte le mura con l’artiglieria da due punti, al borgo di Santa
Maria in Pertica verso il Ticino ed a Borgoratto. Sono gettate a terra trenta/quaranta
braccia di mura: le forti piogge ostacolano l’effettuazione dell’assalto
generale. L’arrivo, infine, del Colonna con gli uomini d’arme, del d’Avalos
con le fanterie e di Girolamo Adorno con i cavalli leggeri, inducono i
francesi ad allontanarsi da Pavia. Il Gonzaga si trasferisce con 800 cavalli nel
modenese; passa, infine, a Bologna a seguito di un tentativo dei Bentivoglio
di riavere la signoria della città.
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Mag.
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Impero
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Gli sono riconosciuti
dall’imperatore Carlo V uno stipendio annuo di 10000 franchi ed una condotta
di 100 lance.
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Ago.
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Lazio
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A Roma, per accogliervi il
pontefice e portare il suo baldacchino.
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Dic.
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Impero
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Rimini
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Romagna
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Al comando di 3000 spagnoli,
minaccia in Rimini Pandolfo Malatesta e lo costringe a recarsi a Roma dal
papa Adriano VI ad implorare la sua benevolenza.
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1523
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Gen.
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Carlo V gli dà in feudo i
beni di Federico Gonzaga da Bozzolo; sempre l’imperatore gli concede come
arma araldica il simbolo del monte Olimpo con l’Altare delle Fede, per il
valore dimostrato nella difesa di Pavia.
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Ago.
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Chiesa Firenze
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Capitano g.le 300 lance 400
cavalli leggeri
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Gli è concesso uno stipendio
annuo di 100000 scudi, con le ritenzioni ordinarie e piatto per la sua
persona di 10000 carlini. Ha sempre il comando di altri 100 uomini d’arme per
conto degli imperiali; i pontifici, inoltre, gli danno a parte una condotta
di 400 cavalli leggeri.
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Sett.
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Chiesa Firenze
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Francia Ferrara
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Lombardia
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E’ mandato alla difesa di
Lodi con 250 uomini d’arme, 300 cavalli leggeri e 500 schioppettieri: alla
notizia dell’arrivo del Baiardo, di Renzo di Ceri e del Bozzolo con 400 lance
e 5000 fanti, rompe il ponte sull’Adda e lascia la città. Si incontra a
Castelleone con il provveditore generale Leonardo Emo per concertare linee
comuni per la difesa di Cremona, si colloca a Pontevico nel veneziano ed
invia in aiuto agli assediati Sigismondo Gonzaga e Ludovico da Fermo con 100
uomini d’arme, 100 cavalli leggeri e 400 fanti. Altri soldati fa entrare in
Cremona nei giorni successivi, specie 600 fanti, che hanno disertato dal campo
francese.
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Ott.
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Lombardia ed Emilia
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Con la ritirata dei nemici,
entra in Cremona per provvedere al pagamento del soldo della guarnigione;
spedisce 50 cavalli leggeri a Pizzighettone. E’ lodato dagli imperiali; solo
i veneziani si lamentano per il comportamento molesto delle sue truppe nel
territorio di Pontevico. Si sposta nel modenese per contrastarvi gli estensi.
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Nov.
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Lombardia
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Il Colonna lo avvia alla
difesa di Pavia; nella città è accolto con tutti gli onori dal di Leyva e
dalle salve ben auguranti degli schioppetti delle fanterie spagnole. Ha il
compito di tagliare le linee di rifornimento ai francesi che assediano
Milano. Con il suo arrivo, i nemici gettano sul Ticino un secondo ponte di
barche a Turbigo.
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Dic.
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Lombardia
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Ammalatosi, ritorna a
Mantova dopo avere lasciato 100 lance e 800 fanti alla guardia di Piacenza.
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1524
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Gen.
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Capitano g.le
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Lombardia
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Il papa Clemente VII lo
riconferma nel suo incarico e gli invia a Mantova, dove è sempre ammalato,
4000 ducati per i suoi uomini alloggiati nel cremonese: 100 uomini d’arme
pagati dagli imperiali, 300 lance pagate da pontifici e da fiorentini, 400
cavalli leggeri agli stipendi dei
soli pontifici.
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Mar.
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Lombardia
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Ritornato al campo, fa
caricare nottetempo su alcune chiatte 200 lunghe scale perché vuole occupare
di sorpresa Pizzighettone. Arriva all’alba, è respinto ed è obbligato ad
abbandonare chiatte, scale e fuochi artificiati.
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Mag.
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|
Lombardia
|
Affianca il della Rovere,
quando il Bozzolo si arrende a patti in Lodi.
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……......
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Lombardia
|
Ritorna alla guardia di
Pavia.
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1525
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Apr.
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Emilia
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I suoi uomini alloggiano
prima nel bolognese e, successivamente, nel modenese.
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Mag.
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Emilia
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Si trova a Concordia.
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Ott.
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Emilia
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Raccoglie a Parma 4000/5000
fanti per i pontifici.
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Nov.
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Emilia
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A Piacenza.
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1526
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Mar.
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Veneto
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Su sua richiesta, ottiene la
cittadinanza di Verona.
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Mag. giu.
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Chiesa Firenze
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200 lance e 240 cavalli
leggeri
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Rinnova la condotta con
pontifici e fiorentini per altri quattro anni con l’espressa condizione di
non essere tenuto a combattere gli imperiali. Gli è riconosciuta una provvigione
annua di 33250 ducati. A giugno, i suoi uomini d’arme sono inviati alla difesa
di Piacenza.
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|
Ago.
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Il papa riconferma il
Gonzaga nella sua carica. Federico, come altri marchesi di Mantova del
passato, comincia la politica del doppio binario: è sì nemico degli
imperiali, però non può/vuole ostacolare il passo ai lanzichenecchi.
|
|
Nov.
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Lombardia
|
Si dichiara neutrale e
permette agli imperiali di attraversare i suoi territori; ne favorisce la
fornitura di vettovaglie, apre loro un passaggio al Serraglio e nega il passo
a Giovanni dei Medici per tutta una notte.
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Dic.
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Lombardia
|
Ai primi del mese, partecipa
a Mantova con il della Rovere alle esequie di Giovanni dei Medici, ferito
mortalmente a Governolo, mentre stava combattendo i nemici. Viene chiamato in suo soccorso
dal papa. Il Gonzaga accampa scuse di ogni sorta, per ritardare la marcia dei suoi soldati perché
non vuole inimicarsi l’imperatore. Ha anche l’impudenza di reclamare le sue
spettanze e fa sottrarre dall’archivio papale, attraverso la corruzione di un
funzionario effettuata per mezzo di Baldassarre Castiglione, un documento che attesta
il suo obbligo di marciare contro i nemici del pontefice. Continua sempre
nella sua politica ambigua, fatta di incontri con il provveditore generale
veneziano Agostino da Mula, con la fornitura di cavalli ad un capitano
imperiale, il principe d’ Orange, al bando dai suoi territori di un altro
capitano imperiale, Sigismondo Malatesta, che da Ponte Molino ha compiuto una
scorreria nel veronese.
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1527
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Mag.
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Impero
|
Francia
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Rompe gli indugi: al soldo
degli imperiali dopo il sacco di Roma.
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Ott.
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Firenze
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Impero
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85 cavalli leggeri
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Nuova capriola : su
pressione del Lautrec entra nella confederazione filofrancese.
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Dic.
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Rinnova i capitoli con
l’esercito della lega: i suoi stati passano sotto la protezione di francesi e
veneziani.
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1528
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Gen.
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Lombardia
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Restituisce a Ludovico
Gonzaga da Bozzolo i beni del fratello Federico, già confiscati a suo favore
dall’imperatore.
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Apr.
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Fornisce al Lautrec 80
uomini d’arme per la sua spedizione nel regno di Napoli.
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|
Mag.
|
Impero
|
Francia
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Si delinea la sconfitta dei
francesi ed aderisce nuovamente al partito imperiale.
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Giu.
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|
Emilia
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Viene a Parma ed a Piacenza
ed appoggia i lanzichenecchi del duca di Brunswick, impegnati in Lombardia
contro sforzeschi e veneziani.
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1529
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|
……......
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Veneto e Lombardia
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Asseconda l’attacco dei
lanzichenecchi del conte Felice di Werdenberg contro Peschiera del Garda.
Muove verso Cremona, al fine di assediarvi il duca Francesco Sforza.
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|
Ago.
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Liguria
|
A Genova, per rendere
omaggio a Carlo V.
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Sett.
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Capitano g.le 400 lance
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Ha il comando delle truppe
imperiali operanti in Italia. Si iniziano le trattative per le sue nozze con
la figlia del duca di Clèves, anziché con Maria Paleologo: suo obiettivo è
quello di diventare duca di Milano al posto dello Sforza e può avvalersi di
potenti paladini quali il papa, Andrea Doria, il di Leyva ed il vescovo di
Vaison.
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|
Ott. dic.
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|
|
Rimane deluso nelle sue
speranze di divenire duca di Milano. Aspira ora di ottenere la consegna dai
veneziani di Asola, di Lonato, di Peschiera del Garda e di Sirmione; in linea
subordinata, si dichiara propenso di accontentarsi di Casalmaggiore, di Spineda,
di Calvatone, di Piadena e di Sabbioneta. Le risposte sono sempre negative.
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1530
|
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|
Mar.
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|
Lombardia
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La sua ambizione è soddisfatta: ottiene il titolo di duca di
Mantova.
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|
Apr.
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Lombardia
|
Ospita a Mantova
l’imperatore che proviene da Bologna.
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1531
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|
Mar.
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|
Lombardia
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Si oppone al duello che deve
svolgersi a Mantova tra i due capitani imperiali Cesare da Napoli e Fabrizio
Maramaldo.
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Ott.
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|
Piemonte
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Si reca in Monferrato; si
incontra a Gropello Cairoli con Roberto da San Severino.
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1531
|
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……......
|
Impero
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Impero Ottomano
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Austria
|
Prende parte alla difesa di Vienna
contro i turchi. Ha il comando dei cavalli leggeri.
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|
Nov.
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Veneto
|
A Vicenza. Con il della
Rovere accoglie nella città l’imperatore.
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|
Dic.
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|
Emilia
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Viene ospitato a Modena dal
Rangoni: affianca il duca di Ferrara per il solito atto di omaggio nei
confronti di Carlo V.
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1533
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|
|
Ago.
|
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|
Emilia
|
A Piacenza. E’ ospite dei
Landi.
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|
Nov.
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|
Piemonte
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Si porta nel Monferrato, per
prendere possesso del marchesato: a Casale Monferrato viene attaccato da molti
fanti guasconi che militano per i francesi.
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1537
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|
Lombardia
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Accetta inizialmente di fare
svolgere a Mantova il concilio di riconciliazione con i protestanti ed a marzo
il papa Paolo III gli invia l’onorificenza della rosa d’oro. Pretende un presidio, che sorvegli i
lavori conciliari ai suoi ordini e che, nello stesso tempo, sia finanziato dagli
altri stati. Il pontefice si oppone al suo progetto collegato con l’aspetto della
giurisdizione dei numerosi partecipanti alle sessioni.
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1540
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Giu.
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|
Lombardia
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Muore nella sua villa di
Marmirolo . Il suo corpo è trasportato a Mantova, per essere sepolto nel
monastero di San Paolo, accanto alla madre Isabella d’Este. E' sepolto con il saio francescano.
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