Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0790      FRANCESCO GONZAGA  Conte e marchese di Mantova. Padre di Gian Francesco, suocero di Conte da Carrara; cognato di Pandolfo, Carlo ed Andrea Malatesta e di Carlo Visconti.

               1366 – 1407 (marzo)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1383          
Lug.       Lombardia
L'imperatore Venceslao di Boemia lo nomina suo vicario per Mantova, Reggio Emilia, Mirandola, Corti di Quarantola e San Possidonio.

1385

 

 

 

 

 

Estate

 

 

 

Lombardia

Fornisce un salvacondotto al cognato Carlo Visconti, figlio di Bernabò, affinché possa recarsi in Germania a sollecitare aiuti dai congiunti tedeschi contro Gian Galeazzo Visconti, che si è impadronito della signoria di Milano.

1387

 

 

 

 

 

Apr.

Mantova

Padova

 

Lombardia

Si reca a Pavia e si allea con il conte di Virtù contro scaligeri e carraresi.

Lug.

 

 

 

 

Ritorna a Pavia.

1389

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

Viene aggregato alla nobiltà veneziana.

Giu.

 

 

 

Piemonte e Francia

Con il marchese Teodoro di Monferrato, Antonio Porro e Beltramo Guasco, accompagna in Francia la figlia di Gian Galeazzo Visconti, che deve sposarsi con il duca di Turenna: passa per Alessandria, dove la sposa è accolta da Anderlino Trotti.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Viene riconosciuto capitano di Mantova sei anni dopo la morte del padre Ludovico.

……......

 

 

 

Lombardia

Fa catturare e decapitare il fratello Febo.

1390

 

 

 

 

 

Giu.

Mantova

Firenze

 

 

Invia 200 provvigionati a Ugolotto Biancardo, per aiutarlo a rientrare in Verona.

1391

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

Allorché sembra mutare alleanza, il Visconti esercita notevoli pressioni nei suoi  confronti per timore della moglie Agnese Visconti, figlia di Bernabò da lui fatto  uccidere. Gli fa trovare delle lettere che ne rivelano l’adulterio : il cancelliere della moglie, sottoposto a tortura, confessa ogni cosa. Vi è una parodia di processo ed Agnese Visconti, dalla quale il Gonzaga ha avuto quattro figli, viene decapitata con il presunto amante, Antonio da Scandiano, nemico della sua casata; il cancelliere è impiccato.

Giu.

Milano

 

 

Lombardia

Compra Asola dal Visconti per 30000 ducati e ne dà in prestito al conte di Virtù altri 20000 dietro il pegno di Ostiglia. Si porta, successivamente, a Pavia e vi resta per sei mesi.

1392

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

Muta partito ed entra nella lega antiviscontea: gli viene promessa una provvigione mensile per dieci anni di 1000 fiorini in tempo di pace e di 2000 in tempo di guerra.

Mar.

 

 

 

Emilia

Si trova a Bologna ed è accolto con grandi onori in vescovado; passa a Forlì e vi si incontra con Carlo, Pandolfo e Malatesta Malatesta.

Apr.

 

 

 

Lazio

Tocca Città di Castello e raggiunge Roma, per omaggiare il papa Bonifacio IX.

Giu.

 

 

 

Emilia

A Bologna, per colloqui con Astorre Manfredi ed Alberto d’Este.

1393

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Lombardia Emilia e Toscana

Il Visconti fa approntare alcune opere di deviazione delle acque del Mincio mediante la costruzione di un ponte diga a Valeggio: le acque del fiume, secondo i progetti devono essere riversate nell’Adige su un canale, di cui hanno inizio i lavori. Il Gonzaga si reca subito a Bologna ed a Firenze alla ricerca di alleanze.

Ago.

 

 

 

 

Ottiene in pegno, dal marchese Niccolò d’Este, Melara a fronte di un prestito di 28000 ducati concesso a suo tempo dai Gonzaga ai marchesi di Ferrara.

1394

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

E' nominato conte dal papa..

Dic.

 

 

 

Veneto

Viene ospitato a Padova da Francesco Novello da Carrara. L’imperatore gli concede il permesso di aggiungere allo stemma famigliare l'impresa araldica utilizzata dai re di Boemia.

1395

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Toscana

A Firenze, alla ricerca di validi alleati.

Ago.

 

 

 

Veneto

A Padova, per il duello che vi si svolge tra Galeazzo da Mantova ed il Boucicaut.

1396

 

 

 

 

Stipula un trattato di alleanza con la Francia. E’ scomunicato e sarà assolto l’anno successivo.

1397

 

 

 

 

 

Mar.

Mantova

Milano

 

Lombardia

Jacopo dal Verme attacca di sorpresa i suoi stati. Agli ordini del Gonzaga militano 1000 cavalli, 700 provvigionati e moltissimi contadini.

……......

 

 

 

Lombardia

Alla notizia che Castellucchio è sul punto di cedere, entra nella fortezza con 500 cavalli e 100 fanti, arresta i fautori della resa e li porta in catene a Mantova: lascia nel castello un presidio di 100 cavalli e di 100 fanti. Attraversa, indi, il Po con Guido Torelli e si dirige verso Luzzara e Suzzara, per impedire ai nemici di penetrare nel serraglio di Mantova. Recupera molte terre, ritorna a Borgoforte e ne rimane alla guardia Guidone Torelli.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Fornisce ai suoi uomini viveri per tre giorni, supera il Po e punta su Borgoforte, il cui castello è assediato dal dal Verme. E’ messo in fuga dal capitano avversario (800 morti nel combattimento, di cui più di 500 fra i collegati). Dopo la sconfitta, si lascia prendere dallo sconforto ed è tentato di abbandonare la stessa Mantova; ne è dissuaso da Conte da Carrara. Il Gonzaga fa avere al  dal Verme una lettera contraffatta del  Visconti, con la quale gli si ordina di allontanarsi dal mantovano: ciò permette l’arrivo in rinforzo al Gonzaga di 3000 cavalli condotti da Carlo Malatesta e da Paolo Orsini, ed una flottiglia di 150 galeoni e 12 galee veneziane.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Partecipa alla battaglia di Governolo, dove vince la resistenza del Biancardo.  Recupera Borgoforte.

Sett.

 

 

 

Veneto

Occupa Melara ed ha numerose località prese in precedenza dagli avversari.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Con la nuova sconfitta di Borgoforte ad opera del dal Verme e di Alberico da Barbiano, perde  Marcaria, Luzzara, Suzzara, Solferino.

1398

 

 

 

 

 

……......

 

 

 

Lombardia

Conclude con il dal Verme una tregua decennale con Milano, che si trasformerà in pace due anni dopo: può fortificare il serraglio e ricostruire il ponte di Borgoforte; il Mincio non sarà più deviato.

……......

Venezia

Padova

 

Veneto

Si impadronisce di Feltre.

1399

 

 

 

Israele

In pellegrinaggio in Terrasanta, per un voto fatto per essere sfuggito alla peste.

1401

 

 

 

 

 

Ott.

Milano

Firenze

 

Lombardia

Si trova alla difesa di Brescia. Prende parte alla battaglia di Nave..

……......

Milano

Bologna

Capitano g.le

Emilia

Combatte Giovanni Bentivoglio e lo contrasta nel bolognese con Pandolfo Malatesta.

1402

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Emilia

Si muove nel territorio di Carpi.

Mag.

 

 

 

Emilia

Giunge a Cento dove le sue schiere si scontrano con quelle di Muzio Attendolo Sforza e di Fuzzolino Tedesco.

Giu.

 

 

 

Emilia

Ha ai suoi ordini 8000 cavalli. Partecipa alla battaglia di Casalecchio di Reno inserito nella seconda schiera (forte di 2500 cavalli) con Ludovico da Zagonara: si batte con le truppe dello Sforza.  Ottiene una completa vittoria sul capitano avversario Bernardo della Serra ed entra in Bologna. Fa prigioniero Giacomo da Carrara, che conduce prima a Milano e, successivamente, a Mantova. Con Alberico da Barbiano, fa trascinare il Bentivoglio, scovato nella casupola della sua nutrice presso ponticello di Sant’Arcangelo sulla Aposa, nel palazzo della Reggenza. Nella città arma alcuni cavalieri sulla porta del palazzo fra i quali vi è Alberto Pio; fa in modo che il duca di Milano sia nominato signore di Bologna contrastando in tal modo le ambizioni di Nanne Gozzadini.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Viene chiamato a far parte del consiglio ducale con il Barbiano, Carlo e Pandolfo Malatesta, i vescovi di Pavia, di Novara e di Feltre, Antonio da Montefeltro, Giovanni Colonna, Paolo Savelli, il dal Verme, Baldassarre Spinola, Leonardo Doria, il camerario Francesco Barbavara, il cancelliere Giovanni da Carnago, i due consiglieri Pietro di Corte e Filippo dei Migli.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Alla notizia della grave malattia di Gian Galeazzo Visconti, si reca in gran fretta a Milano; presenzia ai funerali del duca di Milano nel duomo. Interviene alla lettura del testamento del defunto con Pandolfo Malatesta, il Montefeltro ed il Barbavara.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Chiede a Francesco Novello da Carrara 100000 fiorini per il riscatto del figlio Giacomo; costui ne offre 50000. Nel mese, il giovane carrarese riesce a fuggire a Castelbaldo eludendo la sorveglianza dei suoi uomini. Costui gioca alla palla, come al solito, vicino al lago di Mantova; vi è un tiro più lungo oltre il muro che lo separa dalle acque; esce per un portello per pigliarla ed entra velocemente in una barca che lo sta aspettando; trova, infine, 12 cavalli carraresi, che si trovano anch'essi in sua attesa, e che lo portano in salvo.

Dic.

 

 

 

Lombardia

A Milano. Con il dal Verme ed il Savelli, presenzia alla cerimonia in cui i milanesi  giurano fedeltà al nuovo duca Giovanni Maria Visconti.

1403

 

 

 

 

 

……......

 

 

 

 

Ottiene il titolo marchionale dall’imperatore Venceslao di Boemia, nella realtà deposto tre anni prima; due anni dopo sarà riconfermato nel grado dal papa. 

Giu.

 

 

 

Lombardia

Ugolino Cavalcabò e Giovanno Ponzoni sollevano Cremona contro i viscontei: il Gonzaga è inviato nella città, per cercare di mettere d’accordo le fazioni. La sua mediazione non porta ad alcun risultato.

Ago.

 

 

 

 

Per conto dei Visconti, negozia la pace di Caledio con Carlo Malatesta ed il legato pontificio, il cardinale legato Baldassarre Cossa.

Sett.

 

 

 

Emilia

A Bologna. Con il dal Verme induce Facino Cane ad accettare la pace appena sot toscritta tra ducali e pontifici.

Ott.

Milano

Cremona

 

Lombardia

Chiede al Cavalcabò ed al Ponzoni la consegna delle fortezze di Cremona: avuta risposta negativa, muove contro la città con Galeazzo da Mantova.

……......

Mantova

Padova

 

Veneto

Si allea con i viscontei contro Francesco Novello da Carrara. Recupera Legnago.

1404

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Ritorna a Milano. Con l'arcivescovo della città, accoglie all'esterno di una porta il Barbavara, che è stato in precedenza scacciato dalla località dal partito ghibellino.

Feb.

 

 

 

Lombardia

Ottiene Castiglione delle Stiviere, Lonato, Castelgoffredo e Solferino da Caterina Visconti in cambio di 63650 lire imperiali, di cui è creditore per stipendi arretrati.

Apr.

 

 

 

Veneto

Favorisce i carraresi quando costoro si impossessano di Verona: per il suo appoggio, si fa cedere alcuni castelli del veronese. Il signore di Padova non vuole ottemperare alle sue promesse e trama contro la vita del Gonzaga.

Mag.

 

 

 

Veneto

Ha dai Visconti Ostiglia e Peschiera del Garda, suscitando con ciò le rimostranze dei carraresi. Nel contempo, appoggia nel parmense i Rossi contro il signore di Parma  Ottobono Terzi.

Ago.

Venezia

Padova

Capitano g.le 200 lance e 100 fanti

Veneto

Gli è riconosciuta una provvigione mensile di 500 fiorini: la Serenissima, in caso di vittoria, gli assicura il possesso di Ostiglia, di Villapenta, di Castellaro Lagusello, di Belforte e di Peschiera del Garda Il Gonzaga si porta all’assedio di Peschiera del Garda: assalito all’ improvviso da Cecco da San Severino, deve fuggire con la cattura di 300 cavalli e di tutti i bagagli. Stipula una tregua con gli avversari.

Sett. ott.

 

 

 

Lombardia e Veneto

Si riconcilia con il Cavalcabò ed il Terzi; scorre il veronese con il dal Verme e lo stesso Terzi. Depreda il contado fino a Villafranca di Verona e rompe il serraglio difensivo in più punti.

Nov.

 

 

 

Veneto

Si congiunge ancora con il dal Verme; fa costruire una bastia a Bussolengo ed un ponte sull’Adige. Altre bastie sono edificate fra Arce e Pescantina, un’altra ancora a Castelrotto: le rifornisce tutte di uomini e di mezzi e si sposta in Valpolicella con 100 lance. In breve, riduce in potere dei veneziani tutto il territorio; anche Nogarole Rocca gli apre le porte.

Dic.

 

 

 

Veneto e Lombardia

Si reca a Monselice; rientra nel veronese. Con la sconfitta a Roncà di Giacomo Suriano e di Francesco dall’Aquila, lascia con il dal Verme il campo in Valpolicella e ritorna in fretta nel mantovano.

1405

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

Assale Verona con il dal Verme e Guido Torelli. Esce nottetempo da Cavaion Veronese e giunge sotto le mura del capoluogo, in cui è stato organizzato un trattato con alcune sentinelle. L’attacco è portato vicino alla porta dei Calzari; 300/400 soldati scalano le mura e si impadroniscono di tre torri. Alcuni scendono a combattere fra la porta ed il monastero della Trinità: il pronto intervento di Ludovico degli Obizzi e di Giacomo da Carrara ributta le milizie gonzaghesche dalle mura. Nello scontro rimangono uccisi 400 uomini, quasi tutti veneziani, ed anche il Gonzaga è ferito da un colpo di lancia infertogli alla schiena da Giacomo da Carrara. E’ convocato a Venezia per un consiglio di guerra.

Feb.

 

 

 

Veneto

A San Bonifacio. Con il dal Verme occupa i castelli di Illasi, di Montorio Veronese e quasi tutta la Valpantena;  fa costruire una forte bastia ad Albarè.

Mag.

 

 

 

Veneto

Dopo un’offensiva dei carraresi condotta in Valpolicella da Paolo Lion, attraversa rapidamente il monte di San Leonardo, presso San Mattia, recupera senza fatica Arbizzano e Pescantina; ottiene a patti anche Castelrotto, che è dato alle fiamme. Si ritira ad Avesa ed a Quinzano Veronese, per non essere assalito alle spalle dai nemici.

Giu.

 

 

 

Veneto

Chiesto soccorso a Galeazzo da Mantova, che si trova ad Oppeano, attacca i nemici, che escono da Verona fino al borgo di Sorio per venirlo a combattere.  I carraresi, capitanati da Giacomo da Carrara, dal Lion e dall’ Obizzi, assalgono la sua retroguardia e lo mettono in fuga. Il Gonzaga si rifugia nel borgo di Sorio, lo dà alle fiamme e ripara nel castello di Zevio: nel combattimento, senza contare gli annegati, perde 200 uomini, le bombarde ed alcune insegne. Da porta Calzari esce anche il San Severino che lo stana all’Acquaccio: ripiega ancora una volta con la perdita di 100 uomini (5 fra i carraresi). Si trasferisce a Villafranca di Verona e non trova più la solita accoglienza: gli abitanti si fortificano nel castello e respingono i suoi assalti, portati in tre giorni di inutili attacchi con grosse perdite. Viene a Vigasio per avere una grossa bastia: il  Carrara lo previene ed invia 36 balestrieri nella rocca; ne escono i difensori che bruciano la bastia assieme ad un’altra. Il Gonzaga assale la rocca, per vendicarsi  delle sconfitte: i ripetuti attacchi si rivelano infruttuosi. Dopo alcuni giorni, varca l’ Adige ad Albarè, arriva a San Bonifacio e da qui si sposta nel padovano. Rientra all’assedio di Verona ed a fine mese gli abitanti si arrendono nelle mani di Jacopo dal Verme; entra solennemente nella città per la porta Calzari con il condottiero, Gabriele Emo, il Suriano, Rosso Marino e Barbone Morosini. Gli sono consegnate  Peschiera del Garda ed  Ostiglia, come da accordi.

Lug.

 

 

 

Veneto

Affianca il dal Verme all’assedio di Padova. Si colloca al Bassanello e conduce vari assalti alle mura cittadine. La città è travagliata dalla carestia e dalla peste.

Nov.

 

 

 

Veneto

Con la conquista di Padova, i veneziani gli restituiscono 4600 moggia di sale grosso a saldo della metà dote che i carraresi non hanno potuto restituirgli per la morte della figlia Alda, sposatasi con Francesco Terzo da Carrara.

1406

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Veneto

In pellegrinaggio a Verona, per visitare la chiesa di Santa Maria della Scala.

Dic.

 

 

 

Emilia

Il giorno di Natale si trova a Parma per il battesimo di un figlio del Terzi.

1407

 

 

 

 

 

Feb.

Mantova

Cane

 

Lombardia

Invia truppe in soccorso al dal Verme ed al Terzi in lotta con Facino Cane.

Mar.

 

 

 

Lombardia

Muore a Mantova. E' sepolto nella chiesa di San Francesco.

SEDICI CITAZIONI

Assai rinomato per il suo valore.

Grande uomo di stato. Abile politico. Attento all’amministrazione del suo stato.

Saggio, di grande autorità.

Di molta pietà. Religioso. Osservatore di fede. Amabile. Generoso. Liberale. Molto amato dal suo popolo per la sua liberalità.

Ambizioso di titoli e di onori, di parentele.

Alto, di volto bianco, capelli castani ed occhi neri.

Amante delle belle lettere.