Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0794      GIOVANNI GONZAGA  Marchese di Vescovado. Principe del Sacro Romano Impero. Signore di Piadena, Casalmaggiore, Belgioioso, Sermide, Revere. Figlio di Federico, fratello di Francesco, padre di Alessandro e di Sigismondo, cognato di Guidobaldo da Montefeltro e di Giberto Pio, suocero di Piermaria dei Rossi.

                1474- 1526

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1491

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Emilia

Si reca a Bologna con il fratello Francesco per sposarsi con Laura Bentivoglio; nella città prende alloggio in casa di Carlo degli Ingrati.

1492

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

A Bologna per il carnevale. Durante il soggiorno, il suocero Giovanni Bentivoglio organizza una festa basata sul lancio di uova da parte di 120 giovani contro altri 10 che, armati di lunghe pertiche, colpiscono gli antagonisti per difendersi.

Ott.

 

 

 

Emilia e Lazio

Passa per Bologna con 40 cavalli; è diretto a Roma per rendere omaggio al nuovo pontefice Alessandro VI.

1493

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Emilia

Accompagna a Bologna il fratello.

1494

 

 

 

 

 

Ago.

Napoli

Francia

50 lance

 

Agli stipendi di Alfonso d’Aragona. Gode di una provvigione annua di 1000 ducati.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Lascia Mantova con i suoi uomini d’arme.

Ott.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Viene invitato a raggiungere in Romagna l’esercito aragonese. Si muove con 600 cavalli; pervenuto nel ferrarese, sa che Caterina Sforza, signora di Forlì, si è accordata con i francesi e che, nel contempo, Gaspare da San Severino è pronto a sbarrargli la strada. A causa di tali ostacoli se ne ritorna nel Mantovano.

1495

 

 

 

 

 

Lug.

Milano

Francia

40 lance

Emilia e Piemonte

Si trova nel parmense, dove ha il comando di 200 balestrieri a cavallo e di 11 squadre di uomini d’arme. Partecipa alla battaglia di Fornovo; passa, successivamente, in Piemonte all’assedio di Novara. E’ al campo di Vespolate e con Annibale Bentivoglio e Giampiero Gonzaga viene incontro agli ambasciatori veneziani, venuti a consegnare al fratello il bastone e lo stendardo simboli del capitanato generale della Lega Italica. Penetra nel vercellese con il San Severino e ne devasta terre e castelli, perché la duchessa di Savoia continua a favorire i francesi.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Ancora intento ad assediare Novara.

1496

 

 

 

 

 

Apr.

Milano

Francia

50 lance

Lombardia

 

Mag.

 

 

 

Lazio e Campania

Da Roma si dirige verso Napoli. Tocca Padula, si congiunge con Giovanni Sforza (200 uomini d’arme) ed a Fragneto Monforte con il resto dell’esercito aragonese.

……......

 

 

 

Campania

Il re Ferdinando d’Aragona lo ricompensa con il ducato di Sora, tolto a Giovanni della Rovere.

Nov.

 

 

 

Lombardia

A Milano.

1497

 

 

 

 

 

Estate

 

 

 

Veneto

A Venezia, a causa del licenziamento del fratello Francesco da parte dei veneziani: non è neppure ricevuto dal senato.

1498

 

 

 

 

 

Mar.       Lombardia Rientra a Milano dove vive alla corte del duca di Milano Ludovico Sforza.

Sett.

Milano

Venezia

100 uomini d'arme

Veneto e Romagna

Contatta i veneziani, per passare ai loro stipendi; si reca anche a Venezia, per tentare di convincere la Serenissima a dare una condotta al fratello. nel contempo esercita vane pressioni sul signoore di Faenza Astorre Manfredi affinché non dia il passo alle truppe della Serenissima in marcia verso il Casentino. Ha il comando di 100 uomini d'arme. Gli è richiesto di trasferirsi a sua volta in Toscana in soccorso dei fiorentini: chiede per mettere in ordine la sua compagnia 30 ducati per ogni uomo d'arme.

Ott.

 

 

 

Veneto

A Venezia, per discutere su una possibile condotta del fratello Francesco;  gli sono consegnati 3000 ducati (di cui 1000 per raccogliere 1000 provvigionati) per muoversi in soccorso di Pisa contro i fiorentini. Alla fine, il marchese di Mantova si conduce agli stipendi del duca di Milano Ludovico Sforza; il Gonzaga ne ragguaglia i veneziani e cerca di giustificare il suo comportamento in senato. Non è creduto, anzi ancora una volta non è neppure ricevuto e la sua condotta va in fumo.

1499

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

A Venezia; alloggia in San Giorgio. Gli è negata la condotta dal lui richiesta; ottiene solo, in esenzione di dazio, sei botti di vino friulano che può condurre con sé a Mantova.

Mag.

 

 

 

Emilia e Veneto

Ritorna alla carica per avere una condotta dalla Serenissima. Si incontra a Ferrara con il vicedomino veneziano; non viene ricevuto per parlarne nel consiglio dei Savi.

Sett.

 

 

 

Lombardia

A Milano, per accogliervi il re di Francia Luigi XII. Rientrato a Mantova, esercita forti pressioni su Francesco affinché abbandoni Ludovico Sforza al suo destino.

1500

 

 

 

 

 

Feb.

Sforza

Francia

 

Lombardia

Su invito del fratello, coadiuva lo Sforza nel suo tentativo di recuperare il ducato di Milano a spese dei francesi. Gli è concesso uno stipendio di 15000 ducati. Recupera Vigevano; esce dalla città con Giovanni Bernardino Caracciolo alla testa di 400 cavalli e si scontra in aperta campagna con il Chastellart, che proviene da Mortara con 50 uomini d’arme. E’ messo in fuga.

Mar.

 

 

 

Lombardia

A Melegnano, con 70 balestrieri a cavallo.

Apr.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Alla notizia della sconfitta e della cattura dello Sforza a Novara, si dà alla fuga. Incalzato dai contadini, si salva a Sant’Angelo Lodigiano; si unisce con altri sforzeschi ed è sconfitto in val di Tidone con Alessandro Sforza dai veneziani di Carlo Orsini e di Soncino Benzoni. Si rifugia nel castello di Rivalta Trebbia: vi è catturato dai due capitani veneziani, che lo mandano prigioniero a Crema ed a Piacenza con altri nobili. In tale località viene salvato dal suocero Giovanni Bentivoglio, che invia alcuni uomini per aiutarlo a fuggire. Per gli annalisti veneziani il Gonzaga è liberato mediante il riconoscimento all’Orsini di una taglia di 3000 ducati. A Mantova.

Ago.

 

 

 

Marche Croazia Bosnia Slovenia Veneto

Raggiunge Pesaro; si imbarca con l’intenzione ufficiale di recarsi a Costantinopoli. Attraversa l’Adriatico con un seguito di 40 persone e si porta in Istria, territorio controllato dall’imperatore Massimiliano d’Austria. Giunto a Quarnaro, vi uccide tre uomini, fra i quali Giulio da Carpi che fa seppellire a Fiume; si sposta in Bosnia e si incontra con Schander pascià, prosegue per Ragusa e risale a Capodistria, Fiume e Lubiana. Dalla Slovenia ritorna in Italia e tocca Pieve di Cadore con soli 12 cavalli.

Sett.

 

 

 

Germania

Si congiunge con il San Severino e continua il suo viaggio per Augusta, al fine di incontrarvi l’imperatore: suo obiettivo è sia quello di spingerlo ad intercedere a favore del fratello nei confronti dei francesi, sia di ottenere il permesso di riscuotere l’eredità della zia Paola Gonzaga moglie del conte di Gorizia.

1502

 

 

 

 

 

Ott.

Bologna

Chiesa

100 lance

Lombardia

Si dichiara partigiano dei veneziani; coadiuva Guidobaldo da Montefeltro contro i pontifici di Cesare Borgia. Passa, alfine, al servizio dei Bentivoglio contro i pontifici. Esce da Bologna con 200 uomini d’arme e recupera Castel Bolognese.

Nov.

 

 

 

Emilia

Staziona a Bologna. E' alla guardia della città minacciata dal Borgia.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Si offre al sevizio dei veneziani.

1503

 

 

 

 

 

Feb.

Bologna

 

Governatore g.le

 

 

Giu.

Firenze

Pisa

50 lance

Toscana

 

1504

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia e Toscana

A Ferrara. E’ diretto in Toscana, per vedere se viene rinnovata dai fiorentini la sua condotta.

Mag.

Chiesa

Borgia

 

Toscana e Lazio

Licenziato dai fiorentini, si reca in incognito a Roma, per chiedere di essere nominato luogotenente della compagnia del giovane Francesco Maria della Rovere. Milita agli stipendi del papa Giulio II e gli è concessa una provvigione di 2000 ducati.

Giu.

 

 

 

Romagna

A Cesena. Con 200 cavalli, 2 cannoni e 2 falconetti prelevati nella rocca, si porta a Forlì ed a Forlimpopoli.

Lug.

 

 

 

Romagna

A Forlì, con il Montefeltro.

Ago.

 

 

 

Romagna

A Ravenna. Si offre come ostaggio per permettere ai pontifici di ottenere la rocca di Forlì, secondo i patti conclusi con il castellano del Borgia, Consalvo di Mirafonte. Raggiunge a Ravenna presso il camerlengo della Serenissima; con l'arrivo del Mirafonte in tale città, può rientrare libero a Forlì.

Sett.

 

 

 

Romagna

A Forlì, sempre con il Montefeltro.

1505

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lazio

A Roma, per trattare le nozze della sorella Eleonora con il della Rovere.

Ago.

Chiesa 

Venezia 

Governatore g.le

 

Ricopre la carica di governatore generale agli ordini di Guidobaldo da Montefeltro. Alloggia a Cesenatico, effettua scorrerie ai danni dei veneziani e si impadronisce di un carico d’armi proveniente da Rimini. Fugge verso il ponte del fiume Savio; lo trova rotto ed abbandona il bottino.

Sett.

 

 

 

Romagna

Incarcera nella rocca di Cesena alcuni partigiani dei Tiberti.

1506

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

Organizza in Cesena una festa per il carnevale.

Mar.

 

 

 

Emilia

A Bologna, allorché il fratello Sigismondo riceve le insegne cardinalizie.

Apr.

 

 

 

Romagna

Presenzia in Cesena alla pace generale stipulata fra le fazioni.

Lug.

 

 

 

Romagna

Rafforza la guarngione di Cesena con 300 fanti, a causa del riacutizzarsi della lotta fra  le fazioni.

Sett.

Chiesa

Bologna

200 lance

Umbria ed Emilia

Affianca il pontefice a Perugia e contro i Bentivoglio. Ha il comando di 200 lance appartenenti a metà compagnia di Guidobaldo da Montefeltro.

Ott.

 

 

 

Romagna

A Cesena per la rassegna dell’esercito pontificio. Esce da Imola con Giovanni da Sassatello e si accampa all'alba sotto Castel San Pietro Terme. La località si arrende a seguito della fuge della guarnigione.

Nov.

 

 

 

Emilia

Con la fuga da Bologna dei Bentivoglio, entra nella città al seguito del papa.

……......

 

 

 

 

Ha il comando della guardia pontificia.

1507

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

Viene licenziato da Giulio II.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Si reca a Milano con 40 cavalli, per andarvi a rendere omaggio al re di Francia Luigi XII.

1508

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Emilia

A Bologna, nella cerimonia in cui in San Petronio sono consegnate al cognato della Rovere le insegne di capitano generale dello stato della Chiesa.

1509

 

 

 

 

 

Lug.

Impero

Venezia

100 lance

Veneto e Lombardia

Fronteggia i veneziani a Caldiero con 300 cavalli; giunge a Verona, dove alloggia nella cittadella. Con la cattura del fratello Francesco ad Isola della Scala, ritorna a Mantova e sorveglia la città: per strada cade in un’imboscata nella quale sono catturati tre capitani francesi.

Ago.

 

 

 

Veneto

Si trova all’assedio di Padova con 200 cavalli.

Sett.

 

 

 

Veneto

Tenta di impadronirsi di Legnago.

Ott.

 

 

 

Lombardia

A Mantova.

Nov.

 

 

 

Veneto

Passa alla difesa di Verona con 30 uomini d’arme, 50 cavalli leggeri e 1500 fanti spagnoli: nella città alloggia a San Nazzaro.

Dic.

 

 

 

Veneto

A Verona. Ha l’incarico della sorveglianza di porta Vescovo.

1510

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

Viene battuto a Villanova da frà Leonardo Prato; deve lasciare Verona per la mancanza di foraggio.

Feb.

 

 

100 cavalli

Veneto

A Verona, con soli 100 cavalli tra uomini d’arme e cavalli leggeri.

Mar.

 

 

 

Veneto

I veneziani gli impediscono di allontanarsi da Verona e di raggiungere Mantova.

Apr.

 

 

 

Veneto

Si offre come intermediario, per trattare la pace fra veneziani ed imperiali: i negoziati non hanno seguito.

Mag.

 

 

 

Veneto

Esce da Verona per porta Vescovo con Federico e Ludovico Gonzaga da Bozzolo; depreda il territorio circostante.

Giu.

Impero

Venezia

 

Veneto

A Montagnana, con Gian Giacomo da Trivulzio ed Alfonso d’Este.

Lug.

 

 

 

Veneto

Partecipa alla conquista di Monselice. E’ eletto governatore di Lazise.

Ago.

 

 

 

A. Adige

 Lascia Verona e si reca a Bressanone dall’imperatore.

Sett.

 

 

 

Veneto

Rientra a Verona senza essere stato soddisfatto nelle sue richieste economiche: domanda del denaro al vescovo di Trento. Insoddisfatto delle risposte, abbandona la città.

Nov.

 

 

 

Veneto

A Verona, con due soli uomini d’arme: impegna alcuni gioielli per potersi mantenere. Esce dalla città e vi rientra con 50 balestrieri a cavallo.

1511

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Francia

 

Emilia

Si trova a San Felice sul Panaro ed all’assedio di Mirandola al fianco del papa.

Feb.

Impero

Venezia

200 cavalli

Veneto

Viene nominato governatore di Verona.

Mar.

 

 

 

Veneto ed Emilia

Seda in Verona un ammutinamento di soldati. Ritorna a Mantova;  si reca a Bologna per le trattative di pace tra imperiali e veneziani, che si adopera a far fallire.

Apr.       Emilia
Accompagna a Parma l'ambasciatore imperiale. A rendergli omaggio vengono Troilo dei Rossi e Giacomo da Correggio.

Giu.

 

 

 

Veneto

Sostituisce alla guardia di Verona Ludovico Gonzaga da Bozzolo, che ha preso temporaneamente il suo posto.

Ago.

 

 

 

Veneto

A Vicenza, con il Connestabile di Borbone (400 cavalli e 300 fanti). L’imperatore gli dimezza la condotta a seguito dell’andamento dei colloqui con la Serenissima.

Sett.

 

 

 

Veneto

Viene impegnato in un servizio di scorta delle artiglierie che sono condotte da Soave a Vicenza (5 grossi cannoni, 2 colubrine e 4 falconetti).

Ott.

 

 

 

Veneto

A Conegliano, con 50 cavalli: partecipa all’assedio di Treviso. Quando gli imperiali ed i francesi sono costretti a desistere dalle operazioni, gli è dato l’incarico di provvedere alla fornitura di pane per le truppe ferme a Nervesa della Battaglia. Ha il compito di scortare con 400 cavalli cento carri di vettovaglie: gli si fanno incontro al ponte del Piave 600 lance, molti cavalli leggeri e fanti. 70 carri attraversano il ponte, finché il manufatto non crolla sotto il peso di parte del convoglio: rimasto sull’altra sponda con 50/ 60 cavalli ed il resto dei carriaggi, sale su un battello ed abbandona i suoi uomini. A Vicenza; 20 cavalli della sua compagnia sono catturati da Renzo Mancini.

Nov.

 

 

 

Veneto e Germania

Abbandona Vicenza e ripara a Verona: lascia nella città come governatrice Isabella da Sessa. Si dirige in Germania per conto del fratello Francesco.

1512

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Veneto

A Verona. Con il cardinale Sedunense, riceve nella città gli ambasciatori veneziani, pontifici e spagnoli. Sempre nel periodo, il fratello Sigismondo gli consegna i feudi di Sermide, di Revere e di Borgofranco sul Po, di cui è già stato investito nel 1503 dal precedente vescovo di Mantova, Ludovico Gonzaga.

Lug.

 

 

 

Trentino e Veneto

Transita per Trento e Pergine Valsugana a fianco del cardinale di Gurk, Matteo Lang.  Viene segnalato, quindi, a Lazise.

Dic.

 

 

 

Lombardia

A Milano, con il nuovo duca Massimiliano Sforza al suo  ingresso nella città.

1513

 

 

 

 

 

Feb.

Milano

Venezia Francia

Governatore g.le

Lombardia

Gli è riconosciuto dagli sforzeschi uno stipendio di 1000 ducati l’anno. Nel medesimo mese gli sono concessi i feudi di Calvatone, di Piadena e di Spineda, cui seguirà a marzo quello di Casalmaggiore.

Giu.

 

 

 

Piemonte

Partecipa alla battaglia di Novara.

Ott.

 

 

50 lance

 

 

Dic.

 

 

 

Lombardia

Giunge a Cremona e ne ottiene la fortezza a seguito di alcuni negoziati con il castellano francese.

1514

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Lombardia

Combatte nel cremasco le milizie di Renzo di Ceri. Si scontra con i nemici presso Lodi e recupera le vettovaglie di cui costoro si sono impadroniti: attaccato a sua volta, è obbligato a ripiegare con la perdita di alcuni uomini. Nel mese, gli sono concessi in feudo Casteldidone e Belgioioso, confiscati ai nemici del duca.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Parte da Lodi, infesta i contadi di Codogno, di San Colombano al Lambro e di Paullo.

1515

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

Gli è donato a Milano il palazzo del vescovo di Lodi, posto tra porta Tosa ed il fossato: è nominato governatore di Milano.

Mar.

 

 

 

Lombardia

Mentre passeggia nei pressi del Castello Sforzesco con il duca Massimiliano Sforza, per poco non viene ucciso dagli svizzeri di guardia alla fortezza, perché non ri sponde con la giusta parola d’ordine ad una ronda: rimane ferito nella colluttazione.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Sorgono alcuni tumulti in Milano ed alcuni svizzeri tentano di catturarlo.

Lug.

 

 

Capitano g.le

Lombardia

Combatte i francesi.

Ago.

 

 

 

Emilia

Si trova nel piacentino con 1500 cavalli e 300 cavalli leggeri.

Sett.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Alla difesa di Cremona: la città cade nelle mani dei veneziani. Abbandona Lodi e si ritira con lo Sforza a Piacenza, allorché il Trivulzio si muove sotto Milano. Partecipa alla battaglia di Melegnano: dopo il primo giorno, si sposta a Milano per sostenere i combattenti con vettovaglie e vino. Con la sconfitta viene assediato nel Castello Sforzesco da Pietro Navarro alla testa di 1000 fanti svizzeri e di 500 milanesi.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Si reca a Pavia con Girolamo Morone e tratta la resa a patti: l’arrivo di soccorsi ai difensori entro il termine di trenta giorni. Al rientro, convince il duca a capitolare nelle mani del Connestabile di Borbone, suo cugino: per tale fatto, viene accusato dagli sforzeschi di avere forzato Massimiliano Sforza ad accettarne i termini fornendogli informazioni false; è anche accusato di avere incentivato, con  un’offerta di 6000 scudi, il rientro degli  svizzeri nel loro paese. Come risultato, lo Sforza è condotto prigioniero in Francia; il Gonzaga ha, viceversa, riconfermati dai francesi i beni  donatigli dal duca nel milanese; gli sono anche concessi un assegno di 2000 scudi ed una pensione annua di altri 2000 scudi.

Nov.

Francia

 

50 lance

Lombardia

Ritorna a Milano, per ossequiarvi il re Francesco I. Gli è tolta in breve tempo la condotta dai francesi.

1516

 

 

 

 

 

……......

dal Verme

Francia

 

Emilia

Entra con i dal Verme in val di Tidone e fa strage dei partigiani dei francesi.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Il re Francesco I pretende che le sue truppe svernino nelle terre gonzaghesche.

1517

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Viene licenziato dai francesi.

Apr.

Francia

Comp. ventura

 

Romagna

E’ riassunto ed è inviato con Ugo Pepoli e le lance francesi in soccorso dei pontifici, impegnati in guerra contro il della Rovere. A Sant’Arcangelo di Romagna.

1519

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lombardia

Alla morte del fratello Francesco, eredita la corte della Bocca (rendita di 1500/1600 ducati l’anno).

Apr.

 

 

 

Lombardia

Fa parte del consiglio di tutela del nipote Federico; presenzia a Mantova ai funerali del fratello.

1520

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Lombardia

A Milano, in visita al Lautrec.

1521

 

 

 

 

 

Lug.

Chiesa

Francia Venezia

50 lance

 

Combatte agli ordini del nipote Federico contro veneziani e francesi.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Giunge a Medole con 800 cavalli di scorta a 60000 ducati, che devono essere consegnati agli svizzeri per le loro paghe.

Dic.

 

 

 

Emilia

Sul Po, alla difesa di Parma. Ha con sé 200 lance.

1522

 

 

 

 

 

……......

Chiesa

Rimini

 

Romagna

Al servizio del papa Adriano VI per espellere i Malatesta da Rimini.

Estate

 

 

 

Romagna

E’ chiamato a Ravenna dai Rasponi, per prendere possesso del castello cittadino controllato dal ghibellino Giovanni Antonio Artusini: ne fa uscire il castellano e lo fa accompagnare a Forlimpopoli.

1526

 

 

 

 

Muore.

UNA CITAZIONE

Celebre guerriero.