Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
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0921      CARLO MALATESTA  Di Rimini. Signore di Rimini, Sansepolcro, Cantiano, Bertinoro, Ostra. Figlio di Galeotto, fratello di Andrea e Pandolfo. Cognato di Guidantonio da Montefeltro e di Francesco Gonzaga, zio di Gian Francesco Gonzaga.

               1368 (giugno) – 1429 (settembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1385

 

 

 

 

 

Mar.

Chiesa

 

 

Romagna

A metà mese viene nominato dalla Santa Sede conte e rettore della Romagna.

1386

 

 

 

 

 

Ott.

Rimini

Balacchi

 

Romagna

Occupa a forza con il fratello Pandolfo Santarcangelo di Romagna ai danni di Gaspare e Lorenzo Balacchi.

1387

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Romagna

Impedisce a Bernardo della Sala di attraversare le sue terre e di condursi, in tal modo, al soldo di Antonio della Scala al fine di combattere i viscontei.

Sett.

Chiesa

 

Gonfaloniere

Toscana Umbria e Marche

Viene nominato gonfaloniere della Chiesa. Si reca a Firenze ed a Lucca, scorta il papa Urbano VI da tale città a Perugia con 200 lance di Giovanni Beltoft e gli uomini d’arme della sua compagnia.. A fine mese, Giovanni Acuto ed il Beltoft irrompono nel vicariato di Mondaino con l’aiuto dei Petrucci: il Malatesta accorre subito per affrontare costoro, punta verso il castello di Fratta e cade in un’imboscata tesagli da Ubertinello e da Boccaccino Petrucci con la collaborazione dei due condottieri inglesi.

Dic.

Rimini

Ravenna

 

Romagna

Fronteggia Guido da Polenta. Con il fratello Pandolfo, ha un colloquio a Rimini con Giovanni Ordelaffi.

1388

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Romagna

Si accorda con il signore di Ravenna.

Giu.

Chiesa

Urbino

 

Marche

Su richiesta del pontefice depreda le terre di Antonio da Montefeltro

Ago.

Milano

Padova

300 lance

Romagna

Transita per Forlì, per combattere i carraresi agli stipendi del conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti.

Sett.

Chiesa

Urbino

 

Romagna Marche

Sollecitato dal pontefice rientra nei suoi possedimenti per contrastare ancora una volta Antonio da Montefeltro.

Nov.

Milano

Padova

 

Veneto

Conclude un accordo con il Montefeltro grazie all’intervento del Visconti;  ritorna a combattere i carraresi.

1389

 

 

 

 

 

……..........

 

 

 

Romagna

Tenta di catturare Francesco Novello da Carrara, mentre l'ex signore di Padova sta attraversando in incognito i suoi stati: vuole consegnarlo al signore di Milano.

Mar.

Chiesa

Antipapa

 

Umbria

Spinto da Urbano VI, con il fratello Pandolfo (2000 cavalli) assale nei pressi di Umbertide le compagnie del Beltoft e di Everardo della Campana. Toglie loro tutte le salmerie e cattura 50 cavalli: fra i nemici rimangono uccisi 220 cavalli.

Apr.

Rimini

Urbino

 

Marche

Lotta ancora contro il Montefeltro per tutto aprile e maggio.

Giu.

Milano

Firenze Bologna

 

Romagna

Invia a Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) 150 lance per sostenere nel perugino l’azione dei viscontei. Giovanni da Barbiano si allontana, nel contempo, dalla Romagna con 800 cavalli e cerca di unirsi con i fiorentini. Il Malatesta si collega con il fratello Pandolfo e sorprende l’avversario nelle vicinanze di Sant’Arcangelo di Romagna: le insegne portate via al capitano avversario vengono collocate nella chiesa di San Giorgio a Rimini.

1390

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna

Sconfigge nei pressi di San Marino (in località le Penne) 150 lance bolognesi comandate dal Barbiano. Il conte di Cunio è bloccato dalle sue truppe in San Marino. Sempre nel mese, batte vicino a Rimini altre 300 lance bolognesi condotte da Ugolino Ghislieri, Conte da Carrara e Corrado Prospero. I tre capitani sono catturati.

……..........

Rimini

Urbino Milano

 

 

Aderisce alla lega antiviscontea e con Astorre Manfredi si oppone agli avversari.

Sett.

 

 

 

 

Il nuovo papa Bonifacio IX condona a lui ed ai fratelli Pandolfo ed  Andrea una rata del censo dovuta alla Santa Sede per i loro vicariati: ciò a titolo di compensazione delle spese da essi sostenute per il riacquisto di Bertinoro allo stato della Chiesa. Ottiene con Pandolfo il vicariato di Imola.

1391

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

Il papa rinnova a lui ed ai fratelli il vicariato di Fano.

……..........

Rimini

Urbino

 

Marche e Umbria

Ottiene Cantiano da Francesco da Cantiano; per tale motivo deve affrontare ancora una volta i Montefeltro; accorre in aiuto di Ungaro degli Atti dopo che Antonio da Montefeltro si è impadronito di Sassoferrato. Manda contro gli avversari Giovanni Schiavone che, muovendo da Pergola, occupa Valferraia e fa guerra a Gubbio.

Mag.

 

 

 

Marche e Umbria

Alla testa di 6000 armati, il Malatesta assale i nemici nel Montefeltro e nel territorio di Gubbio, verso Pergola e Costacciaro. Attacca Sassoferrato, vi cattura Piero di Frontino e chiede la liberazione di Giovanni Gabrielli, tenuto prigioniero dal rivale. Non riesce ad impadronirsi della rocca, alla cui difesa si trova Gioacchino degli Atti.

Lug.

 

 

 

Marche

Conquista Ripalta nel pesarese.

Ago.

 

 

 

Marche

Si scontra con Azzo da Castello, perde Valferraia; si rifà occupando Costacciaro e la Serra di Sant’Onda di cui devasta i contadi.

1392

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

Si trova a Forlì.

Apr.

 

 

 

 

Interviene il pontefice nel conflitto che oppone Malatesta e Montefeltro: il papa fa firmare la pace ad entrambi i contendenti.

Lug.

Rimini

Forlì

 

Romagna

Il Malatesta è in lotta con Pino Ordelaffi e depreda il contado di Maiano.

1393

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

 

Vi sono ripetuti interventi di terzi per fare cessare il conflitto con i Montefeltro, dal papa, al conte di Virtù, ai veneziani. A febbraio viene bandita la pace a Mondaino.

Apr.

Rimini

Urbino

 

Marche

Riprende la guerra con i Montefeltro per il mancato accordo su alcuni dettagli. Rifornisce di vettovaglie il castello di Cantiano e ne fa uscire le persone inutili per la difesa.

Mag.

 

 

 

Emilia

E’ segnalato a Bologna nella chiesa di San Domenico.

……..........

Rimini

Forlì Urbino

 

Romagna

Difende Bertinoro dalle incursioni degli Ordelaffi, che invadono i territori di Cesena e di Rimini. Depreda a sua volta il forlivese con i fratelli Andrea e Pandolfo.

Ago.

 

 

 

Romagna

Irrompe nel forlivese con molti cavalli e fanti. Si avvicina a Magliano con il fratello Pandolfo. Sconfigge a Bosecchio Pino e Cecco Ordelaffi ; sono fatti 300 prigionieri, quasi tutti risultano abitanti del capoluogo. I forlivesi sono costretti a cedere perché inferiori numericamente, anche perché Astorre Manfredi ha impedito con la sua azione l'arrivo di soccorsi in loro aiuto. Di seguito, il Malatesta conquista Montebello, Rontagnano ed altri castelli.

Sett.

Chiesa

Comp. ventura

 

Romagna

Marcia contro Antonio degli Ubaldini, che si è impossessato nel cesenate di alcuni castelli appartenenti all’arcivescovo di Ravenna.

Ott.

 

 

 

Umbria

Si reca a Perugia con il fratello Andrea, per rendere omaggio al papa; negli stessi giorni, ha termine la sua contesa con gli Ordelaffi e con il Montefeltro. Sono restituiti i prigionieri d'ambo le parti.

Dic.

 

 

 

Marche

Si incontra con il conte di Urbino a Montevecchio.

1394

 

 

 

 

 

Feb.       Toscana
I fiorentini sollecitano il Malatesta a scacciare da Sansepolcro i fuoriusciti di Città di Castello.

……..........

 

 

 

 

Consolida il raggiunto accordo con i Montefeltro tramite una duplice promessa di matrimonio: sua sorella Rengarda sposerà il figlio di Antonio, Guidantonio; il fratello Galeotto Belfiore, invece, la figlia del conte di Urbino.

Mag.

 

 

 

Romagna e Marche

Bonifacio IX dà l'incarico al Malatesta di rettore della Romagna e di riformatore di Rocca Contrada (Arcevia).

Lug.

 

 

 

Romagna

Ottiene con Pandolfo il vicariato di Bertinoro dietro un prestito alla camera apostolica di 22000 ducati.

Nov.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Si reca Mantova per le nozze di Francesco Gonzaga con la sorella Margherita. Sulla strada del ritorno, si ferma a Bologna con Astorre Manfredi; i due condottieri vengono ospitati nel palazzo di Egano Lambertini.

1395

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

Preme sul congiunto Malatesta Malatesta affinché si rappacifichi con i pontifici: si fa consegnare da costui la rocca di Narni e la restituisce al papa.

Ago.

 

 

 

Marche e Veneto

Si porta a Fano per il matrimonio della sorella Rengarda con Guidantonio da Montefeltro e dell’altra sorella Gentile con Giovan Galeazzo Manfredi, figlio di Astorre. Si reca pure a Padova in occasione del duello che si svolge in tale città fra Galeazzo da Mantova e il Boucicaut.

1397

 

 

 

 

 

Mar.

Mantova

Milano

 

Emilia e Lombardia

Attraversa il Po a Bondeno e si muove in soccorso del cognato Francesco Gonzaga con 400 cavalli e 800 fanti.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Batte un a prima volta Jacopo dal Verme a Governolo.

Lug.

 

 

Capitano g.le

Lombardia e Veneto

Viene nominato capitano generale della lega antiviscontea; ai suoi ordini militano quattro marescialli di campo nelle persone di Giovanni da Barbiano, di Pattaro Buzzaccarini, di Guardone Inglese e di Paolo Orsini. Il Malatesta tenta un’azione diversiva nel Veneto: supera le difese che uniscono Valeggio sul Mincio e Villafranca di Verona, oltrepassa le paludi  vicine e riesce a raggiungere Verona. Affrontato da Ugolotto Biancardo, è obbligato a ritirarsi. Un analogo risultato ha anche una seconda incursione, portata di notte nel veronese con 2000 cavalli. Rientra in Lombardia ed è sconfitto a Borgoforte sulla riva del Po. I viscontei decidono di incendiare un ponte di legno, alla cui difesa il Malatesta ha collocato 1000 uomini. Il dal Verme fa riempire numerose imbarcazioni di fascine, pece e zolfo e fa dare loro fuoco quando il vento comincia a soffiare in direzione del ponte; le zattere sono trattenute da una catena stesa davanti al ponte. Ciò non impedisce alle fiamme di procedere oltre, di attaccarsi al manufatto e di bruciarvi più di 500 uomini, ai quali il Malatesta ha proibito di abbandonare la posizione.

Ago.

 

 

 

Emilia Lombardia

Si trova a Stellata, dove arrivano notevoli rinforzi alle sue truppe. Con l’appoggio della flotta veneziana (20 galeoni, 7 galee ed altri 300 navigli), risale il Mincio alla testa di 500 lance fiorentine, di 100 estensi e di 160 carraresi. Giunge a Sermide, vince la resistenza del Biancardo e, con Conte da Carrara, attacca i viscontei a Governolo pur se costoro sono superiori di numero. Divide l’esercito in sei schiere, contro le otto degli avversari e sbaraglia il dal Verme che deve riparare nel parmense. Nel corso del combattimento, ferisce e disarciona il Biancardo; al suo termine, insegue i fuggitivi e mette a sacco il campo nemico. I vincitori si impadroniscono di 170 imbarcazioni fra galeoni ed altre navi e vengono catturati 6000 uomini, fra i quali sono compresi 2000 cavalli; il bottino complessivo è stimato in 200000 fiorini. Il Malatesta non consegue alcun frutto dalla vittoria e si accontenta di recuperare Revere e Melara (a patti). Respinto da Ostiglia, si collega con il Gonzaga, per predare il bresciano. A fine mese, entra in Mantova e nella piazza delle Erbe fa abbattere una statua di Virgilio, che viene gettata nel lago finitimo la città (o nel Mincio).

……..........

 

 

 

Toscana Romagna

Litiga con Francesco Novello da Carrara; si allontana dal campo e si dirige a Firenze; da qui fa ritorno nei suoi possedimenti.

1398

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Lombardia

Si reca a Pavia come procuratore del papa; con il dal Verme ed il vescovo di Novara Pietro Visconti, viene stipulata una tregua decennale fra i vari contendenti: si vocifera che durante le trattative riveli al duca di Milano come un suo segretario da tempo lo abbia tradito, per consegnare ai suoi nemici copia dei documenti dello stato milanese. Il Visconti affida nelle mani del Malatesta i castelli conquistati dai ducali nel mantovano affinché li custodisca sino alla pace definitiva.

Giu.        
E' rimproverato dai fiorentini perché, nei territori da lui controllati, è stato catturato un cittadino della repubblica (Bernardo Salviati).

1399

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Bonifacio IX gli rinnova anzitempo la concessione dei suoi vicariati e gli conferisce l’onorificenza della rosa d’oro.

Mag.

Chiesa

Comp. ventura

 

Marche

Difende con i fratelli la marca di Ancona dalle scorrerie della compagnia di Ceccolo Broglia e di Conte da Carrara; contrasta gli avversari, che si sono accampati a Cingoli. Assalito dal da Carrara, si pone al suo inseguimento e cade in un agguato tesogli dal Broglia: viene messo in rotta.

1400

 

 

 

 

 

……..........

Chiesa

Colonna

 

Marche

E' nominato rettore della Romagna. Assedia i Colonna in Palestrina.

Giu.

 

 

 

Lombardia

A Mantova.

Ago.       Lombardia
E' sempre a Mantova. Ha notizia della morte a Montalboddo (Ostra) del fratello Galeotto Belfiore: ordina solenni esequie in suo onore.

……..........

Rimini

Cunio

 

Romagna

Soccorre il Manfredi dagli attacchi portati da Alberico da Barbiano ed usa a favore del signore di Faenza tutta la sua influenza presso il duca di Milano.

1401

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

 

 

Lazio

A Roma. Firma la pace con i Colonna a nome dei pontifici. Gian Galeazzo Visconti lo utilizza per una sua missione diplomatica. Il Malatesta cerca di convincere il papa ad allearsi con i viscontei in funzione antifiorentina.

Mar.

 

 

 

Marche

Convoca a Fano un parlamento, cui sono presenti il fratello Andrea, gli ambasciatori dei Montefeltro e quelli del marchese della Marca Andrea Tomacelli, per valutare la situazione di Bologna.

……..........

Rimini

Bologna

 

Romagna Emilia e Lazio

Fiancheggia ancora il Manfredi nelle sue lotte contro i bolognesi ed Alberico da Barbiano; assolda Ottobono Terzi con 2000 cavalli e lo manda alla difesa di Faenza. Scorre nel bolognese e spiana alcuni borghi a Fiorenzuola d’Arda; si reca a Roma per indurre  il papa a non intervenire a favore della lega antiviscontea.

Lug.       Romagna
Si porta a Forlì e si rallegra con Giorgio Ordelaffi per l'acquisizione della signoria cittadina. A Cesena.

Sett.

Milano

Firenze Bologna

 

Romagna

Milita agli stipendi di Gian Galeazzo Visconti, per combattere le truppe dell’imperatore Roberto di Baviera. Ad Imola.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Sconfigge nel bresciano, a Nave, gli avversari. Nello scontro, si batte a duello con il duca Leopoldo d’Austria, lo scavalca e lo cattura; viene, viceversa, ferito al petto da Giacomo da Carrara che lo butta giù da cavallo: nel frangente è aiutato dai suoi e da Facino Cane, che lo rimettono in sella; vuole vendicarsi del carrarese. I provvigionati nemici continuano nella loro azione volta all'uccisione delle cavalcature, per cui i ducali preferiscono suonare la ritirata e ritornare a Brescia con i prigionieri tedeschi.

1402

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Ottiene da Bonifacio IX i beni di Paolo Balacchi, confiscati a quest’ultimo per i suoi  delitti a Sant’Arcangelo di Romagna dal rettore pontificio. E’ acclamato, con il fratello Pandolfo, signore di San Giovanni in Persiceto dagli abitanti.

Apr.

 

 

 

Emilia

Sfida Giovanni Bentivoglio a mezzo di un araldo; gli avversari costringono i suoi uomini a rinchiudersi in Mirandola.

Mag.

 

 

 

Emilia

Si unisce a Cento con i viscontei e, da qui, si trasferisce nel bolognese.

Giu.

 

 

 

Emilia

Partecipa alla battaglia di Casalecchio di Reno; al comando della seconda squadra sconfigge Bernardo della Serra. Negli stessi giorni, dopo un colloquio con l'ambasciatore fiorentino Rinaldo degli Albizzi, consente alla repubblica di potere utilizzare il porto di Rimini.

Lug.

 

 

 

Emilia

Entra in Bologna.

Ago.

 

 

 

Lombardia Romagna

Viene chiamato a far parte del consiglio ducale con Alberico da Barbiano, il fratello Pandolfo, i vescovi di Pavia, di Novara, di Pisa e di Feltre, il Gonzaga, Antonio da Montefeltro, Giovanni Colonna, Paolo Savelli, il dal Verme, Baldassarre Spinola, Leonardo Doria, il camerario Francesco Barbavara, il cancelliere Giovanni da Carnago, i due consiglieri Pietro da Corte e Filippo dei Migli. Rientra a Rimini e si incontra con l’ambasciatore fiorentino Rinaldo degli Albizzi, per trattare un accordo commerciale tra i due stati.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Si reca a Milano per i funerali di Gian Galeazzo Visconti; il Malatesta abbandona la causa viscontea a seguito di una rivolta contro il governo del Barbavara.

Ott.

Chiesa Firenze

Milano

Capitano g.le 500 lance

Emilia

I fiorentini gli riconoscono 21000 fiorini ed egli passa agli stipendi dello stato della Chiesa contro i ducali (ferma di sei mesi). Viene riconfermato nel suo incarico di gonfaloniere della Chiesa ed è nominato capitano generale della lega antiviscontea.

Nov.

 

 

 

Emilia

Si dirige a San Giovanni in Persiceto; devasta per qualche giorno il bolognese.

1403

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

Giunge a Chioggia con Rodolfo da Varano e Niccolò d’Este, per accogliervi Belfiore da Varano, promessa sposa a Giacomo da Carrara.

Mar.

 

 

 

 

Gli è rinnovata da pontifici e fiorentini la condotta per altri sei mesi.

Giu.

 

 

 

Emilia

Con Alberico da Barbiano e Paolo Orsini, cavalca nel parmense, vi fa numerosi prigionieri e razzia molto bestiame. Ritorna nel bolognese, si accampa a otto miglia dal capoluogo e compie quotidianamente scorrerie fin sulle porte cittadine. Apre, nel contempo, negoziati di pace con la duchessa di Milano.

Lug.

 

 

 

Emilia

Viene organizzato un trattato a Bologna, per cui il Malatesta si pone davanti a porta Castiglione ed a porta Santo Stefano: assale la città con l’Orsini a seguito dell'apertura di una breccia  nella cinta muraria da parte dei fautori dei pontifici. Penetrano nella città 200 fanti, che si trovano presto circondati dai nemici; interviene Facino Cane con 1200 cavalli e costui approfitta dello scompiglio verificatosi nel campo del Malatesta: il capitano visconteo viene, tuttavia, ricacciato entro le mura. Negli stessi giorni, il Malatesta obbliga il signore di Imola Ludovico Alidosi ad abbandonare l’alleanza con i ducali.

Ago.

 

 

 

Emilia

Si leva dall’assedio di Bologna e con Niccolò d’Este si sposta nel parmense alla testa di 1000 lance e di 600 fanti; si attenda nei pressi di Torricella e nelle terre dei Terzi e spera di potere attraversare il Po con l’aiuto dei Rossi, dei da Correggio e dei da Fogliano. Si allontana dall’Enza con Pietro dei Rossi e si dirige verso Colorno e Coenzo: è qui bloccato da 3 galeoni pavesi e da 3 galeoni dei Pallavicini, che lo fanno desistere da ogni velleità offensiva in Lombardia. Retrocede nel modenese con il legato pontificio e, sempre con il cardinale Baldassarre Cossa, porta a termine con gli emissari di Caterina Visconti la pace di Caledio (senza, peraltro, l’autorizzazione dei fiorentini che pure pagano la sua condotta). Il testo del trattato viene pubblicato dopo qualche giorno a Milano: da parte viscontea e pontificia con la solennità usuale; al contrario, improperi nei suoi confronti sono lanciati dagli alleati che vedono frustrate loro mire espansive.

Sett.

 

 

 

Emilia e Romagna

Entra nella cittadella di Bologna con l’Orsini: il popolo, spinto da Gabbione Gozzadini, insorge e lo forza a rientrare a Rimini.

Ott.

 

 

256 lance

 

Conduce una politica antifiorentina e contrasta le aspirazioni della repubblica su Pisa. Prende parte alla rassegna dei suoi uomini (256 lance di varie nazionalità fra tedeschi, polacchi, austriaci, inglesi, francesi ed italiani); al suo termine risulta creditore di 34450 fiorini. Chiede ai fiorentini il saldo delle sue spettanze.

Nov.

 

 

 

Romagna

Si reca a Forlì con 100 cavalli, vi preleva la moglie del fratello Andrea, Lucrezia Ordelaffi, e la conduce a Cesena.

Dic. Chiesa      
Viene ricondotto dai pontifici con il fratello Andrea (850 lance con 3 cavalli per uomo d'arme) e 25 arcieri a cavallo (2 cavalli per arciere). Ad ogni lancia sono riconosciuti 15 fiorini mese; ad ogni arciere vanno, viceversa, 10 fiorini. Al Malatesta, infine, è concessa una provvigione mensile di 500 fiorini.

1404

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

Viene raggiunto da Rinaldo degli Albizzi. Costui gli propone, per conto di Firenze, un accordo con la duchessa di Milano concernente il possesso di Pisa a favore dei viscontei: in cambio i mercanti fiorentini dovrebbero usufruire nella città degli stessi privilegi già goduti ai tempi della signoria dei Gambacorta.

Apr.        
Esercita pressioni sui fiorentini affinché riconsiderino Riccardo da Bagno come loro raccomandato e perché sia rinnovata la tregua in essere con Bartolomeo da Pietramala.

Mag.

 

 

 

 

Ha l’incarico dai fiorentini di fare da mediatore per la pace fra fiorentini e ducali.

Sett.

 

 

 

Lombardia

A Brescia con il fratello Pandolfo.

1405

 

 

 

 

 

……..........

Chiesa

Cunio

Capitano g.le

Romagna

Affronta le truppe di Alberico da Barbiano.

Giu.

 

 

 

Marche e Romagna

Ad Urbino per le nozze di Galeazzo Malatesta con Battista da Montefeltro; subito dopo rientra nel faentino per soccorrervi i pontifici.

Lug.

 

 

 

Emilia

Giunge a Castel San Pietro Terme con il Cossa ed il marchese di Ferrara per le prime trattative di pace con il Barbiano.

Ago.

 

 

 

Emilia

Assale Loiano ed i terrazzani gli uccidono il cavallo con un colpo di spingarda. Il Malatesta prosegue la campagna ed in suo potere pervengono Liano, Granarolo, Fagnano, Pieve di Sant’Andrea e la rocca di Sassuolo.

Sett.

 

 

 

Romagna

A Rimini.

1406

 

 

 

 

 

Feb.

Milano

 

 

Lombardia

Su consiglio del dal Verme, viene nominato tutore di Giovanni Maria Visconti e governatore del ducato di Milano; gli è data in signoria Bergamo.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Tenta di entrare in Bergamo; i Suardi si oppongono al suo ingresso, per cui è obbligato e ritornare a Milano con il podestà della città Bertolino di Zambuono.

Lug. ago.

 

 

 

Lombardia

Si accorda con i guelfi di Milano e con quelli delle province finitime; conclude tregue con Giovanni da Vignate, Giorgio Benzoni, Ottobono Terzi e Gabrino Fondulo, signori rispettivamente di Lodi, Crema, Parma e Cremona. Viene considerato dai pontifici loro aderente nel trattato di pace con il re di Napoli Ladislao d’Angiò.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Invita i fuoriusciti milanesi a rientrare nelle loro terre ed emana un bando a carico di alcune famiglie di ribelli; ordina, inoltre, a tutti i sudditi di abbandonare il soldo del Cane, pena la confisca dei beni e la condanna a morte in caso di loro cattura.

Dic.

 

 

 

Emilia

Il giorno di Natale si trova a Parma per il battesimo di un figlio del Terzi.

1407

 

 

 

 

 

Gen.

Milano

Cane

Capitano g.le

Lombardia

Ricondotto l’ordine in Milano con la riforma del comune, si porta sul Ticino al comando dell’esercito, per contrastare la prepotenza del Cane che controlla l’Oltrepo pavese e l’alessandrino.

Mar.

 

 

 

Lombardia

Fa riconoscere come signore di Mantova il nipote Gian Francesco Gonzaga, di cui assume la tutela. La città è presidiata da 150 lance veneziane; il provveditore Francesco Foscari partecipa al governo del marchesato con lo stesso Malatesta.

Mag.

Milano

Ghibellini

 

Lombardia

Con il fratello Pandolfo, si impadronisce nel bergamasco e nel bresciano di Tagliuno, di Grumello, di Chiuduno, di Telgate e delle torri di Gorlago; si ferma a Bergamo; si offre di assumere il governo cittadino, al fine di pacificare le varie fazioni.

Giu.

 

 

 

Lombardia

I ghibellini consegnano a lui ed al fratello Pandolfo i castelli di Grassobio e di Nembro. Il Malatesta, di fronte all’esitazione generale, ritorna a Milano e convince il duca a conferirgli il governo di Bergamo. Viene, tuttavia, preceduto nei suoi disegni dai ghibellini, che introducono nella città per la porta di San Lorenzo, fatta trovare appositamente aperta, Giovanni Piccinino Visconti con 400 cavalli e 1500 fanti; anche i Suardi tentano di insignorirsi della città. Giovanni Suardi entra nella cittadella con i suoi famigliari e 300 fanti delle valli. Costoro escono per una sortita e mettono in fuga gli uomini del Visconti. Alla fine, quest'ultimo viene forzato ad abbandonare Bergamo perché la popolazione non si è mossa a suo favore: il Malatesta, da parte sua, non ottiene il controllo della città, per cui viene costretto anch'egli ad allontanarsene con il podestà Bertolino di Zambuono.

……..........

 

 

 

Lombardia

Nell’estate il dal Verme lo sostituisce a Milano nel suo incarico di governatore. Sulla fine dell’anno tuttavia, il condottiero veronese cede le armi definitivamente ed il Malatesta rientra a Milano sempre con il medesimo compito: riassesta le finanze e tenta di instaurare una disciplina statale combattendo ogni forma di intrusione esterna.

1408

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Combatte ancora i ghibellini, assedia con le bombarde il castello di porta Giovia a Milano ed obbliga gli avversari, che vi sono asserragliati con Gabriele Maria Vi sconti, alla resa: fra gli altri, vengono catturati Francesco Visconti e Giovanni Pusterla.  Sopprime il consiglio generale dei Novecento e crea al suo posto un organo consultivo di settantadue cittadini. Rinnova la tregua con il Vignate per tre anni.

Feb.

 

 

 

Lombardia

Stipula una tregua anche con il Benzoni.

Mar.

Rimini

Camerino

 

Romagna e Marche

Rientra nei suoi stati ed inizia a molestare i da Varano a causa delle taglie imposte dal capitano pontificio della marca di Ancona Berardo da Varano. Si impossessa di Castelraimondo di cui devasta il contado; viene affrontato da Braccio di Montone che forza i suoi uomini ad abbandonare la località ed a rifugiarsi a Fabriano.

Apr.

Milano

Cane

 

Lombardia

In Lombardia, per continuare la sua lotta con il Cane.

Mag.

Milano

Ghibellini

 

Lombardia

Muove contro Astorre Visconti, che da Monza conduce pericolosi attacchi su Milano fino alla porta Orientale ed a quella Comasina.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Assedia, invano, Monza con il fratello Pandolfo.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Ottiene la resa di Cassano d’Adda;  per volere di Pandolfo sono strangolati come traditori Antonio e Francesco Visconti. Il Malatesta Si fa eleggere dal duca governatore di Bergamo e si fa consegnare le fortezze cittadine. Il Cane, che ha già conquistato Como, si spinge sotto Busto Arsizio e cerca di impadronirsi con l’inganno di Vigevano: lo stesso giorno, il Malatesta abbandona il ducato e lascia il governo al fratello Andrea, divenuto di recente suocero del duca. Nell'occasione a Giovanni Maria Visconti consegna una specie di testamento politico.

Sett.

 

 

 

Emilia e Veneto

Viene ricevuto con tutti gli onori a Ferrara da Niccolò d’Este; tocca, successivamente, Venezia e raggiunge i suoi territori.

Nov.

 

 

 

Romagna

Ospita a Rimini il papa Gregorio XII, che da Siena, divenuta non più sicura per il pontefice, si è trasferito in tale città. Il Malatesta ritorna a Milano e si accorda con i castellani di porta Giovia, ribelli alla politica ducale, con l’intermediazione di Bernardo della Serra, governatore di Asti per conto del duca di Orléans.

1409

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

E’ impegnato a Cesena in colloqui con il cardinale legato, il Cossa, rappresentante dell’antipapa Alessandro V eletto dal concilio di Pisa. Viene costretto ad allontanarsi da Milano per il prevalere della fazione ghibellina.

Apr.

Brescia

Milano

 

Lombardia Toscana  Romagna

Fronteggia ancora il Cane con il fratello Pandolfo ed il giorno di Pasqua si scontra con gli avversari a Rovegnate. Il giorno seguente si riconcilia con l'avversario e tutti insieme impediscono che Milano sia occupata dai francesi del Boucicaut,  chiamati nel frattempo dal duca. Il Malatesta si porta al concilio di Pisa e vi difende la causa di Gregorio XII, che raggiungerà poco dopo a Rimini.

Sett.

 

 

 

 

Su pressione dei fratelli Andrea e Pandolfo si riconcilia con il Cossa.

1410

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Si reca a Ferrara ed aspetta che l’Este rientri da Roma; con il marchese, si dirige a Mantova per presenziare alle nozze della figlia di Malatesta Malatesta con il nipote Gian Francesco Gonzaga. Nella città partecipa ad un torneo in cui la sua squadra, contrassegnata da una livrea turchina, batte quella dei rossi del Gonzaga, dei bianchi del fratello Pandolfo e dei verdi del congiunto Malatesta Malatesta.

……..........

Milano

 

 

Lombardia

A Milano come governatore.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Con Andrea da Birago, opera una rappacificazione fra Giovanni Maria Visconti ed il Cane, che è stato oggetto di un maldestro tentativo di omicidio da parte del duca. Viene subito sostituito nella carica di governatore dallo stesso Cane.

Giu.

Manfredi

Antipapa

 

Romagna

Soccorre con proprie truppe Giovan Galeazzo Manfredi e lo aiuta a rientrare in Faenza ai danni di Giovanni XXIII (il cardinale Cossa): fra gli avversari sono fatti prigionieri Lazzaro Cancellieri e Riccardo Pepoli.

1411

 

 

 

 

 

……..........

Rimini

Antipapa

 

Emilia

Bologna si ribella all’antipapa ed il Malatesta, a nome di Gregorio XII, riprende il conflitto con il fratello Andrea. Devasta il bolognese; la razzia termina con la cattura di 400 uomini e di altrettanti capi di bestiame.

Mag.

 

 

 

Emilia

Si trova a Medicina e tenta di impadronirsi del castello per trattato. A San Giovanni in Persiceto.

Giu.

 

 

 

Emilia

Viene assediato in San Giovanni in Persiceto dai bolognesi e dagli estensi. Stipula una tregua con i nemici, si reca a Modena per incontrarvi l’Este. I bolognesi, per avere il castello, sono obbligati a riconoscergli, su mediazione di Uguccione Contrari, la somma di 10000/30000 ducati.

Lug.

 

 

 

Romagna

Aiuta Giorgio Ordelaffi a recuperare la signoria di Forlì. A Cesena.

Nov.

Venezia

Ungheria

Capitano g.le 500 lance e 300 fanti

 

Viene contattato dal collaterale della Serenissima Domenico Bonagiunta, per affrontare le truppe dell’imperatore Sigismondo d’Ungheria, che sono comandate da Filippo Scolari (Pippo Spano). Gli è riconosciuto uno stipendio mensile di 1000 ducati; la ferma è stabilita in sei mesi, più altri tre di rispetto.

1412

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto e Toscana

Si reca a Venezia; alla notizia che il nemico è più numeroso del previsto, si porta in Toscana per nuove leve.

Apr.

 

 

 

Veneto

E’ ancora a Venezia, ove prende alloggio, a spese pubbliche, nel monastero di San Giorgio. Nella chiesa di San Marco il doge Michele Steno gli conferisce le insegne del comando. Raggiunge Verona, perché nella città vi sono segnali di rivolta a favore degli scaligeri e degli imperiali.

Mag.

 

 

 

Friuli

Si trasferisce in Friuli, per combattere gli ungheri. Attraversa il Livenza e si collega a Polcenigo con Taddeo dal Verme; occupa Aviano e si muove verso Spilimbergo, Udine e Cividale del Friuli.

Giu.

 

 

 

Friuli e Veneto

Respinto da Udine, dà il guasto alle campagne; conquista Latisana. Lo Scolari lo  costringe a ripiegare nel trevigiano; il Malatesta non riesce ad avere Oderzo, nonostante una favorevole scaramuccia. Consegue la rocca di Ceneda (Vittorio Veneto) da Martino Unghero mediante l'esborso di 3000 ducati; si accampa a Motta di Livenza.

Ago.

 

 

 

Veneto

Si fortifica con i suoi uomini dietro un fossato lungo ventidue miglia ed è coadiuvato dalla flotta di Piero Loredan che staziona sul Livenza. Gli ungheri attaccano di sorpresa il campo veneziano. Il Malatesta, con l’aiuto di Taddeo dal Verme e degli altri  capitani della Serenissima, inquadra i reparti ed organizza la resistenza. I nemici sono, alfine, sconfitti per il contributo di Ruggero Cane Ranieri e di Crasso da Venosa; egli riporta tre gravi ferite. Nel combattimento, sono uccisi 1500 ungheri e molti altri sono fatti  prigionieri; delle 6 bandiere nemiche, 5 cadono nelle mani dei veneziani. Il Malatesta  deve, tuttavia, abbandonare il suo incarico per la serietà delle sue ferite; il suo posto viene preso dal fratello Pandolfo.

Ott.

 

 

 

Romagna

Gregorio XII è scacciato dal regno di Napoli da Ladislao d’Angiò. Il papa si imbarca con il suo seguito su 2 galeee veneziane e punta sulla Dalmazia: a causa di una tempesta, affonda la nave su cui è imbarcato; il pontefice sale allora sull’altra; indi, a bordo di piccoli navigli raggiunge Cesenatico. Il Malatesta lo accoglie e lo ospita a Rimini nel vescovado.

Dic.

Chiesa

Antipapa

 

Marche

Riprende il suo ruolo di difensore del pontefice contro l’antipapa; contrasta il cardinale Giordano Orsini, raggiunto a Macerata dal fratello Paolo con 1500 cavalli. Perde Sassoferrato e con 600 cavalli e 500 fanti occupa Monterubbiano a spese del signore di Fermo Ludovico Migliorati. Riordina il governo cittadino e vi lascia un forte presidio.

1413

 

 

 

 

 

Gen.       Romagna
Viene interessato dall'Albizzi per una composizione pacifica dello scisma della Chiesa.

……..........

 

 

 

Marche ed Emilia

Ha il controllo di Recanati e con altri signori romagnoli minaccia da vicino Bologna ed i suoi dintorni.

Sett.

 

 

 

Emilia

Con Alberico da Barbiano compie una scorreria fino a San Lazzaro di Savena; minaccia Altedo e Cento, si muove verso Medicina dove la strada gli è sbarrata da 2000 contadini delle vicinanze: fra costoro sono catturati 600 uomini.

Ott.

 

 

 

Marche

Opera attorno a Montolmo (Corridonia) con il fratello Andrea alla testa di 1000 cavalli e di altrettanti fanti: in suo potere pervengono  Francavilla d’Ete (i cui abitanti si arrendono alla vista di una grossa bombarda), Alteta, Cerreto, Montegiorgio (in cui entra per trattato), Falerone, Belmonte Piceno, Monte Vidon Corrado, Massa Fermana,Montappone, Magliana di Tenne e Grottazzolina.

Nov.

 

 

 

Marche e Romagna

Stipula una tregua con il Migliorati ed i da  Varano. Lascia Angelo della Pergola a Montegiorgio con 200 lance e rientra in Romagna. Organizza a Rimini una grande festa in onore del nipote Galeotto, figlio di Andrea; nel corso dei festeggiamenti ha pure modo di partecipare ad una giostra.

1414

 

 

 

 

 

Primavera

Napoli

Antipapa Firenze

 

Romagna

Lotta ancora contro i seguaci dell’antipapa Giovanni XXIII; i fiorentini lo mettono in fuga nei pressi di Faenza. Si salva nella città.

Giu.

 

 

 

 

Viene compreso tra i collegati di Ladislao d’Angiò in occasione della pace.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Si avvicina a Filippo Maria Visconti e con i fratelli Andrea e Pandolfo si allea con il duca di Milano ai danni del Fondulo: i Malatesta promettono di restituire Cremona dieci anni dopo la sua eventuale conquista da parte di Pandolfo.

Ago.

Chiesa

Antipapa

 

Marche

Muore il re di Napoli e riprende il conflitto tra seguaci del papa e quelli dell'antipapa. Il Migliorati rompe le ostilità ed il Malatesta ricomincia la guerra con la collaborazione di Angelo della Pergola.

Ott.

 

 

 

Marche

Affianca l’azione di Galeazzo Malatesta contro Ancona; si ferma a Montemarciano e deve ripiegare.

Nov.       Marche
Attacca nottetempo Fermo con il fratello Andrea alla testa di 1500 cavalli e di 1500 fanti. All'interno della città alcuni suoi fautori cercano di agevolargli l'ingresso rompendo un tratto delle mura sotto la pescaria. Le sentinelle si sccorgono del fatto, lanciano l'allarme ed il Malatesta si ritira precipitosamente.

Dic.

 

 

 

Marche

Si impadronisce della torre di Montone; ottiene a patti il castello di Rapagnano, la torre di San Patrizio e Monturano; entra in Monsampietro Morico; Monterubbiano si ribella a suo favore.

1415

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Marche

Occupa Monteverde ed assale Montottone, di cui dà alle fiamme i mulini cittadini.

Mar.

 

 

 

Marche

Ha Monteleone di Fermo, Montottone, Monte San Pietrangeli, Sant’Elpidio a Mare, Monte Vidon Corrado.

Apr.       Marche
Ai primi del mese stipula con il Migliorati una tregua di due mesi; in tal modo, con 2000 cavalli e 3000 fanti può meglio contrastare i da Varano, cui - nel frattempo - si è data Macerata.

Mag.

 

 

 

Marche

Rompe una tregua firmata il mese precedente ed entra in San Severino Marche; punta su Beldiletto, dove si trovano Berardo e Rodolfo da Varano, e cerca di catturarli con un’azione di sorpresa. Conquista Montecosaro.

Giu.

 

 

 

Marche e Germania

Ottiene Morro, Petriolo, San Giusto e Montegranaro. Si reca al concilio di Costanza dove rappresenta il papa Gregorio XII; il Malatesta abdica a nome di tale pontefice alla tiara. Nella circostanza, veste gli abiti pontificali e siede sul trono papale.

……..........

Rimini

Fermo Camerino

 

Marche

Rientra nelle Marche per fronteggiare il Migliorati ed i da Varano che godono dell’appoggio di Braccio di Montone.

1416

 

 

 

 

 

Giu.

Perugia

Montone

 

 

Viene contattato dal rappresentante dei raspanti di Perugia Benedetto di Paoluccio per contrastare il Montone ed i fuoriusciti del comune. I perugini gli danno la signoria della città con il titolo di “defensor perusinorum”.

Lug.

 

 

 

Umbria

Invia 100 cavalli in soccorso di Perugia. Raduna, di seguito, i suoi uomini e, con il della Pergola, muove verso Assisi con 2000 cavalli e 700 fanti. Raggiunge Perugia, si sposta a Sant’Egidio, dove si scontra con il Montone ed il Tartaglia. Nel corso della battaglia, dirada le sue squadre in un ampio arco come per aspettare i bracceschi; questi ultimi attuano una nuova tattica e lo assalgono ad ondate successive. Dopo una lotta accanita di sette ore, il della Pergola è messo in fuga; egli si arrende nelle mani del Tartaglia e viene catturato con 3000 cavalli assieme con il nipote Galeazzo, Ceccolino e Guido dei Michelotti. Il Montone lo fa salire su un ronzino e lo invia con i prigionieri a Torgiano ed a Fratticciola Selvatica.

……..........

 

 

 

Umbria e Marche

E’ condotto a Narni, indi a Camerino, dove è custodito con il nipote da Berardo da Varano.

Nov.

 

 

 

 

I veneziani inviano Andrea Contarini dal Montone, per ottenere la sua liberazione: il condottiero perugino chiede una taglia di 100000 ducati.

1417

 

 

 

 

 

……..........

 

 

 

 

Il Montone abbassa le sue pretese a 80000 ducati; chiede pure la cessione di Jesi.

Apr.

 

 

 

Marche e Umbria

Pandolfo Malatesta si procura 30000 ducati dai veneziani ed altri 30000 li ha in prestito dal suo capitano Martino da Faenza: altre due rate, di 10000 ducati ciascuna, dovranno seguire al primo pagamento. Di queste se ne fa mallevadore Guidantonio da Montefeltro, che ospita Carlo Malatesta a Gubbio. Appena libero, il Malatesta dona al Tartaglia un cavallo e raggiunge Urbino. Viene   firmata la pace con il Montone e Rodolfo da Varano, su un lodo preparato dall’ambasciatore del concilio di Costanza Bartolomeo Bonetti.

……..........

 

 

 

 

Fa condannare a morte con l’accusa di tradimento Martino da Faenza: risparmia in tal modo la restituzione di 30000 ducati.

Sett.

Brescia

Milano

 

Emilia

Coadiuva il fratello Pandolfo contro i viscontei; giunge presso Parma, al ponte   dell’Enza con 1500 cavalli e 500 fanti, per unire le sue forze con quelle del Fondulo e degli estensi.

Ott.

 

 

 

 

E’ contattato dall’inviato della regina Giovanna d’Angiò Francesco Riccardi per un’alleanza contro il Montone.

Nov.

 

 

 

Romagna

A Rimini. Decide di fare restaurare il porto cittadino.

1418

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Veneto e Lombardia

Si reca a Bevilacqua con Gian Francesco Gonzaga e Carlo da Pietramala; è ospite di Galeotto Bevilacqua. Prosegue per Brescia.

……..........

Rimini

Perugia

 

 

Riprende a lottare contro il Montone, divenuto signore di Perugia.

1419

 

 

 

 

 

Mag.

Chiesa

 

 

 

Viene nominato rettore della Romagna dal papa Martino V.

Nov.

 

 

 

 

E' esentato dal pontefice del censo dovuto alla camera apostolica.

1420

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

A Bologna, per rendere omaggio al legato pontificio, il cardinale di Siena Michele Condulmer.

Mar.       Romagna
A fine mese, si reca a Forlì con il della Pergola , Ludovico Alidosi ed Obizzo da Polenta, per incontrarsi nuovamente con il cardinale di Siena: obiettivo, preparare il piano di guerra contro i bolognesi.

Mag.

Chiesa

Bologna

 

Emilia

Il papa Martino V gli rinnova i vicariati di Osimo, di Sarsina, di Penna, di Calbana.

……..........

Brescia

Milano

 

 

Invia in soccorso al fratello Pandolfo, impegnato con i ducali, 3000 cavalli e 1000 fanti agli ordini del Migliorati.

Ott.

 

 

 

 

Il fratello è sbaragliato a Montichiari dal Carmagnola.

Nov.

 

 

 

Romagna

A Rocca delle Caminate, per una partita di caccia organizzata da Pandolfo.

1422

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

E’ ancora debitore verso i veneziani per 28000 ducati.

1423

 

 

 

 

 

Mag.

Rimini

Milano

 

Romagna

Appoggia ancora il fratello Pandolfo contro le truppe di Filippo Maria Visconti. Il duca di Milano ha spedito in Romagna ai danni dei Malatesta il della Pergola e Secco da Montagnana.

Sett.

 

 

 

Romagna

E’ raggiunto a Cesena dall’ambasciatore fiorentino Rinaldo degli Albizzi a seguito della sconfitta al ponte di Ronco del fratello e di Niccolò da Tolentino. Rientra a  Rimini accompagnato dai fiorentini Giuliano Davanzati e Giovanni Guicciardini, che lo incaricano di fare pressione sulla signora di Faenza, Gentile Manfredi, affinché si allei con la repubblica contro il duca di Milano.

Ott.

 

 

 

 

Si incontra a Rimini con Guidantonio da Montefeltro.

Nov.

 

 

 

Romagna

Si trova a Rimini con Pandolfo e l’Albizzi.

1424

 

 

 

 

 

Primavera

Firenze

Milano

Capitano g.le

Romagna

Si accampa al ponte di Ronco al comando di 8000/9000 cavalli e 3000 fanti.

Giu.

 

 

 

Romagna

Espugna Fiumana e vi fa impiccare il castellano Rondone Ugolini (Domenico del Scrivano per altre fonti).

Lug.

 

 

 

Romagna

Espugna Sadurano, che viene data alle fiamme, ed assedia in Forlì Secco da Montagnana:  sollecitato da Alberico da Barbiano, si muove in soccorso di Zagonara; solo Ludovico degli Obizzi contesta il progetto. Il Malatesta si avvia con le truppe verso la località sotto una fitta pioggia; dopo una lunga marcia notturna, condotta in condizioni disagiate, si scontra con gli avversari comandati da Guido Torelli, dal della Pergola e dal Montagnana. I fiorentini combattono quasi accecati dall’acqua e su un terreno fatto allagare dal della Pergola; la carica di Ardizzone da Carrara non viene sostenuta dalle sue schiere. Il Malatesta è disfatto e viene fatto prigioniero con 3200 cavalli ( 5000 cavalli e 2000 fanti per le fonti fiorentine).

Ago.

 

 

 

Lombardia

Viene condotto a Lugo ed a Milano dal Montagnana; è, quindi, ad Abbiategrasso.

1425