| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1385 |
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Mar. |
Chiesa |
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Romagna |
A metà
mese viene nominato dalla Santa Sede conte e rettore della Romagna. |
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1386 |
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Ott. |
Rimini |
Balacchi |
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Romagna |
Occupa a forza
con il fratello Pandolfo Santarcangelo di Romagna ai danni di
Gaspare e Lorenzo Balacchi. |
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1387 |
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Ago. |
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Romagna |
Impedisce a
Bernardo della Sala di attraversare le sue terre e di condursi,
in tal modo, al soldo di Antonio della Scala al fine di combattere
i viscontei. |
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Sett. |
Chiesa |
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Gonfaloniere |
Toscana Umbria e Marche |
Viene nominato
gonfaloniere della Chiesa. Si reca a Firenze ed a Lucca, scorta
il papa Urbano VI da tale città a Perugia con 200 lance di Giovanni
Beltoft e gli uomini d’arme della sua compagnia.. A fine mese,
Giovanni Acuto ed il Beltoft irrompono nel vicariato di Mondaino
con l’aiuto dei Petrucci: il Malatesta accorre subito per affrontare
costoro, punta verso il castello di Fratta e cade in un’imboscata
tesagli da Ubertinello e da Boccaccino Petrucci con la collaborazione
dei due condottieri inglesi. |
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Dic. |
Rimini |
Ravenna |
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Romagna |
Fronteggia
Guido da Polenta. Con il fratello Pandolfo, ha un colloquio
a Rimini con Giovanni Ordelaffi. |
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1388 |
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Mag. |
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Romagna |
Si accorda con il signore di
Ravenna. |
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Giu. |
Chiesa |
Urbino |
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Marche |
Su richiesta
del pontefice depreda le terre di Antonio da Montefeltro |
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Ago. |
Milano |
Padova |
300 lance |
Romagna |
Transita per
Forlì per combattere i carraresi agli stipendi del conte di
Virtù Gian Galeazzo Visconti. |
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Sett. |
Chiesa |
Urbino |
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Romagna e Marche |
Sollecitato
dal pontefice rientra nei suoi possedimenti per contrastare
ancora una volta Antonio da Montefeltro. |
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Nov. |
Milano |
Padova |
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Veneto |
Conclude un
accordo con il Montefeltro grazie all’intervento del Visconti;
ritorna a combattere i carraresi. |
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1389 |
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…….......... |
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Romagna |
Tenta di catturare
Francesco Novello da Carrara, mentre l'ex signore di Padova
sta attraversando in incognito i suoi stati: vuole consegnarlo
al signore di Milano. |
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Mar. |
Chiesa |
Antipapa |
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Umbria |
Spinto da Urbano
VI, con il fratello Pandolfo (2000 cavalli) assale nei pressi
di Umbertide le compagnie del Beltoft e di Everardo della Campana.
Toglie loro tutte le salmerie e cattura 50 cavalli: fra i nemici
rimangono uccisi 220 cavalli. |
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Apr. |
Rimini |
Urbino |
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Marche |
Lotta ancora contro il Montefeltro
per tutto aprile e maggio. |
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Giu. |
Milano |
Firenze Bologna |
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Romagna |
Invia a Borgo
San Sepolcro (Sansepolcro) 150 lance per sostenere nel perugino
l’azione dei viscontei. Giovanni da Barbiano si allontana, nel
contempo, dalla Romagna con 800 cavalli e cerca di unirsi con
i fiorentini. Il Malatesta si collega con il fratello Pandolfo
e sorprende l’avversario nelle vicinanze di Sant’Arcangelo di
Romagna: le insegne portate via al capitano avversario vengono
collocate nella chiesa di San Giorgio a Rimini. |
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1390 |
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Apr. |
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Romagna |
Sconfigge nei
pressi di San Marino (in località le Penne) 150 lance bolognesi
comandate dal Barbiano. Il conte di Cunio è bloccato dalle sue
truppe in San Marino. Sempre nel mese, batte vicino a Rimini
altre 300 lance bolognesi condotte da Ugolino Ghislieri, Conte
da Carrara e Corrado Prospero. I tre capitani sono catturati. |
|
…….......... |
Rimini |
Urbino Milano |
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Aderisce alla
lega antiviscontea e con Astorre Manfredi si oppone agli avversari. |
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Sett. |
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Il nuovo papa
Bonifacio IX condona a lui ed ai fratelli Pandolfo ed
Andrea una rata del censo dovuta alla Santa Sede per
i loro vicariati: ciò a titolo di compensazione delle
spese da essi sostenute per il riacquisto di Bertinoro allo
stato della Chiesa. Ottiene con Pandolfo il vicariato di Imola. |
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1391 |
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Gen. |
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Marche |
Il papa rinnova a lui ed ai
fratelli il vicariato di Fano. |
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…….......... |
Rimini |
Urbino |
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Marche e Umbria |
Ottiene Cantiano
da Francesco da Cantiano; per tale motivo deve affrontare ancora
una volta i Montefeltro; accorre in aiuto di Ungaro degli Atti
dopo che Antonio da Montefeltro si è impadronito di Sassoferrato.
Manda contro gli avversari Giovanni Schiavone che, muovendo
da Pergola, occupa Valferraia e fa guerra a Gubbio. |
|
Mag. |
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Marche e Umbria |
Alla testa
di 6000 armati il Malatesta assale i nemici nel Montefeltro
e nel territorio di Gubbio, verso Pergola e Costacciaro. Attacca
Sassoferrato, vi cattura Piero di Frontino e chiede la liberazione
di Giovanni Gabrielli, tenuto prigioniero dal rivale. Non riesce
ad impadronirsi della rocca, alla cui difesa si trova Gioacchino
degli Atti. |
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Lug. |
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Marche |
Conquista Ripalta nel pesarese. |
|
Ago. |
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Marche |
Si scontra
con Azzo da Castello, perde Valferraia; si rifà occupando Costacciaro
e la Serra di Sant’Onda di cui devasta i contadi. |
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1392 |
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Mar. |
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Romagna |
Si trova a Forlì. |
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Apr. |
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Interviene
il pontefice nel conflitto che oppone Malatesta e Montefeltro:
il papa fa firmare la pace ad entrambi i contendenti. |
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Lug. |
Rimini |
Forlì |
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Romagna |
Il Malatesta
è in lotta con Pino Ordelaffi e depreda il contado di
Maiano. |
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1393 |
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Gen. feb. |
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Vi sono ripetuti
interventi di terzi per fare cessare il conflitto con i Montefeltro,
dal papa, al conte di Virtù, ai veneziani. A febbraio viene
bandita la pace a Mondaino. |
|
Apr. |
Rimini |
Urbino |
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Marche |
Riprende la
guerra con i Montefeltro per il mancato accordo su alcuni dettagli.
Rifornisce di vettovaglie il castello di Cantiano e ne fa uscire
le persone inutili per la difesa. |
|
Mag. |
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Emilia |
E’ segnalato a Bologna nella
chiesa di San Domenico. |
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…….......... |
Rimini |
Forlì Urbino |
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Romagna |
Difende Bertinoro
dalle incursioni degli Ordelaffi, che invadono i territori di
Cesena e di Rimini. Depreda a sua volta il forlivese con i fratelli
Andrea e Pandolfo. |
|
Ago. |
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|
Romagna |
Irrompe nel
forlivese con molti cavalli e fanti. Si avvicina a Magliano
con il fratello Pandolfo. Sconfigge a Bosecchio Pino e Cecco
Ordelaffi ; sono fatti 300 prigionieri, quasi tutti risultano
abitanti del capoluogo. I forlivesi sono costretti a cedere
perché inferiori numericamente, anche perché Astorre
Manfredi ha impedito con la sua azione l'arrivo di soccorsi
in loro aiuto. Di seguito, il Malatesta conquista Montebello,
Rontagnano ed altri castelli. |
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Sett. |
Chiesa |
Comp. ventura |
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Romagna |
Marcia contro
Antonio degli Ubaldini, che si è impossessato nel cesenate di
alcuni castelli appartenenti all’arcivescovo di Ravenna. |
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Ott. |
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Umbria |
Si reca a Perugia
con il fratello Andrea, per rendere omaggio al papa; negli stessi
giorni, ha termine la sua contesa con gli Ordelaffi e con il
Montefeltro. Sono restituiti i prigionieri d'ambo le parti.
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Dic. |
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Marche |
Si incontra con il conte di
Urbino a Montevecchio. |
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1394 |
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| Feb. |
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Toscana |
I fiorentini
sollecitano il Malatesta a scacciare da Sansepolcro i fuoriusciti
di Città di Castello. |
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…….......... |
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|
Consolida il
raggiunto accordo con i Montefeltro tramite una duplice promessa
di matrimonio: sua sorella Rengarda sposerà il figlio di Antonio,
Guidantonio; il fratello Galeotto Belfiore, invece, la figlia
del conte di Urbino. |
|
Mag. |
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Romagna e Marche |
Bonifacio IX
dà l'incarico al Malatesta di rettore della Romagna e
di riformatore di Rocca Contrada (Arcevia). |
| Giu. |
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|
Marche |
Con il fratello Pandolfo stipula
un trattato di pace riguardante da un lato i comuni di Osimo,
Castelfidardo, Montelupone, Offagna, Montefano, Filottrano e
Percozzone, e dall'altro Ancona, Gentile da Varano (Camerino),
Sciarra Simonetti (Jesi) e Benuttino Cima (Cingoli). |
|
Lug. |
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Romagna |
Ottiene con
Pandolfo il vicariato di Bertinoro dietro un prestito alla camera
apostolica di 22000 ducati. |
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Nov. |
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Lombardia ed Emilia |
Si reca Mantova
per le nozze di Francesco Gonzaga con la sorella Margherita.
Sulla strada del ritorno si ferma a Bologna con Astorre Manfredi;
i due condottieri vengono ospitati nel palazzo di Egano Lambertini.
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1395 |
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|
Mar. |
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Preme sul congiunto
Malatesta Malatesta affinché si rappacifichi con i pontifici:
si fa consegnare da costui la rocca di Narni e la restituisce
al papa. |
|
Ago. |
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Marche e Veneto |
Si porta a
Fano per il matrimonio della sorella Rengarda con Guidantonio
da Montefeltro e dell’altra sorella Gentile con Giovan Galeazzo
Manfredi, figlio di Astorre. Si reca pure a Padova in occasione
del duello che si svolge in tale città fra Galeazzo da
Mantova e il Boucicaut. |
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1397 |
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|
Mar. |
Mantova |
Milano |
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Emilia e Lombardia |
Attraversa
il Po a Bondeno e si muove in soccorso del cognato Francesco
Gonzaga con 400 cavalli e 800 fanti. |
|
Apr. |
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Lombardia |
Batte un a prima volta Jacopo
dal Verme a Governolo. |
|
Lug. |
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Capitano g.le |
Lombardia e Veneto |
Viene nominato
capitano generale della lega antiviscontea; ai suoi ordini militano
quattro marescialli di campo nelle persone di Giovanni da Barbiano,
di Pattaro Buzzaccarini, di Guardone Inglese e di Paolo Orsini.
Il Malatesta tenta un’azione diversiva nel Veneto: supera le
difese che uniscono Valeggio sul Mincio e Villafranca di Verona,
oltrepassa le paludi vicine e riesce a raggiungere Verona. Affrontato
da Ugolotto Biancardo, è obbligato a ritirarsi. Un analogo risultato
ha anche una seconda incursione, portata di notte nel veronese
con 2000 cavalli. Rientra in Lombardia ed è sconfitto a Borgoforte
sulla riva del Po. I viscontei decidono di incendiare un ponte
di legno, alla cui difesa il Malatesta ha collocato 1000 uomini.
Il dal Verme fa riempire numerose imbarcazioni di fascine, pece
e zolfo e fa dare loro fuoco quando il vento comincia a soffiare
in direzione del ponte; le zattere sono trattenute da una catena
stesa davanti al ponte. Ciò non impedisce alle fiamme di procedere
oltre, di attaccarsi al manufatto e di bruciarvi più di 500
uomini, ai quali il Malatesta ha proibito di abbandonare la
posizione. |
|
Ago. |
|
|
|
Emilia e Lombardia |
Si trova a
Stellata dove arrivano notevoli rinforzi alle sue truppe. Con
l’appoggio della flotta veneziana (20 galeoni, 7 galee ed altri
300 navigli), risale il Mincio alla testa di 500 lance fiorentine,
di 100 estensi e di 160 carraresi. Giunge a Sermide, vince la
resistenza del Biancardo e, con Conte da Carrara, attacca i
viscontei a Governolo pur se costoro sono superiori di numero.
Divide l’esercito in sei schiere, contro le otto degli avversari
e sbaraglia il dal Verme che deve riparare nel parmense. Nel
corso del combattimento, ferisce e disarciona il Biancardo;
al suo termine, insegue i fuggitivi e mette a sacco il campo
nemico. I vincitori si impadroniscono di 170 imbarcazioni fra
galeoni ed altre navi e vengono catturati 6000 uomini, fra i
quali sono compresi 2000 cavalli; il bottino complessivo è stimato
in 200000 fiorini. Il Malatesta non consegue alcun frutto dalla
vittoria e si accontenta di recuperare Revere e Melara (a patti).
Respinto da Ostiglia, si collega con il Gonzaga, per predare
il bresciano. A fine mese entra in Mantova e nella piazza delle
Erbe, con il pretesto che la sua presenza sia un'offesa alla
religione cristiana, fa abbattere una statua di Virgilio, benché
il poeta goda della fama di avere annunciato la venuta di Gesù
Cristo. Questa viene gettata nel lago finitimo la città (o nel
Mincio): l'azione sarà fortemente criticata dagli umanisti
dell'epoca. |
|
…….......... |
|
|
|
Toscana
Romagna |
Litiga con
Francesco Novello da Carrara; si allontana dal campo e si dirige
a Firenze; da qui fa ritorno nei suoi possedimenti. |
|
1398 |
|
|
|
|
|
|
Mag. |
|
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|
Lombardia |
Si reca a Pavia
come procuratore del papa; con il dal Verme ed il vescovo di
Novara Pietro Visconti, viene stipulata una tregua decennale
fra i vari contendenti: si vocifera che durante le trattative
riveli al duca di Milano come un suo segretario da tempo lo
abbia tradito, per consegnare ai suoi nemici copia dei documenti
dello stato milanese. Il Visconti affida nelle mani del Malatesta
i castelli conquistati dai ducali nel mantovano affinché li
custodisca sino alla pace definitiva. |
| Giu. |
|
|
|
|
E'
rimproverato dai fiorentini perché, nei territori da
lui controllati, è stato catturato un cittadino della
repubblica (Bernardo Salviati). |
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1399 |
|
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|
|
|
|
Gen. |
|
|
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|
Bonifacio IX gli rinnova anzitempo
la concessione dei suoi vicariati e gli conferisce l’onorificenza
della rosa d’oro. |
|
Mag. |
Chiesa |
Comp. ventura |
|
Marche |
Difende con
i fratelli la marca di Ancona dalle scorrerie della compagnia
di Ceccolo Broglia e di Conte da Carrara; contrasta gli avversari,
che si sono accampati a Cingoli. Assalito dal da Carrara, si
pone al suo inseguimento e cade in un agguato tesogli dal Broglia:
viene messo in rotta. |
|
1400 |
|
|
|
|
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…….......... |
Chiesa |
Colonna |
|
Marche |
E' nominato
rettore della Romagna. Assedia i Colonna in Palestrina. |
|
Giu. |
|
|
|
Lombardia |
A Mantova. |
| Ago. |
|
|
|
Lombardia |
E' sempre a Mantova. Ha notizia
della morte a Montalboddo (Ostra) del fratello Galeotto Belfiore:
ordina solenni esequie in suo onore. |
|
…….......... |
Rimini |
Cunio |
|
Romagna |
Soccorre il
Manfredi dagli attacchi portati da Alberico da Barbiano ed usa
a favore del signore di Faenza tutta la sua influenza presso
il duca di Milano. |
|
1401 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Chiesa |
|
|
Lazio |
A Roma. Firma
la pace con i Colonna a nome dei pontifici. Gian Galeazzo Visconti
lo utilizza per una sua missione diplomatica. Il Malatesta
cerca di convincere il papa ad allearsi con i viscontei
in funzione antifiorentina. |
|
Mar. |
|
|
|
Marche |
Convoca a Fano
un parlamento, cui sono presenti il fratello Andrea, gli ambasciatori
dei Montefeltro e quelli del marchese della Marca Andrea Tomacelli,
per valutare la situazione di Bologna. |
|
…….......... |
Rimini |
Bologna |
|
Romagna Emilia e Lazio |
Fiancheggia
ancora il Manfredi nelle sue lotte contro i bolognesi ed Alberico
da Barbiano; assolda Ottobono Terzi con 2000 cavalli e lo manda
alla difesa di Faenza. Scorre nel bolognese e spiana alcuni
borghi a Fiorenzuola d’Arda; si reca a Roma per indurre il papa a non intervenire a favore della lega antiviscontea. |
| Lug. |
|
|
|
Romagna |
Si porta a Forlì e
si rallegra con Giorgio Ordelaffi per l'acquisizione della signoria
cittadina. A Cesena. |
|
Sett. |
Milano |
Firenze Bologna |
|
Romagna |
Milita agli
stipendi di Gian Galeazzo Visconti, per combattere le truppe
dell’imperatore Roberto di Baviera. Ad Imola. |
|
Ott. |
|
|
|
Lombardia |
Sconfigge nel
bresciano, a Nave, gli avversari. Nello scontro, si batte a
duello con il duca Leopoldo d’Austria, lo scavalca e lo cattura;
viene, viceversa, ferito al petto da Giacomo da Carrara che
lo butta giù da cavallo: nel frangente è aiutato dai suoi e
da Facino Cane, che lo rimettono in sella; vuole vendicarsi
del carrarese. I provvigionati nemici continuano nella loro
azione volta all'uccisione delle cavalcature, per cui i ducali
preferiscono suonare la ritirata e ritornare a Brescia con i
prigionieri tedeschi. |
|
1402 |
|
|
|
|
|
|
Mar. |
|
|
|
Emilia |
Ottiene da
Bonifacio IX i beni di Paolo Balacchi, confiscati a quest’ultimo
per i suoi delitti a
Sant’Arcangelo di Romagna dal rettore pontificio. E’ acclamato,
con il fratello Pandolfo, signore di San Giovanni in Persiceto
dagli abitanti. |
|
Apr. |
|
|
|
Emilia |
Sfida Giovanni
Bentivoglio a mezzo di un araldo; gli avversari costringono
i suoi uomini a rinchiudersi in Mirandola. |
|
Mag. |
|
|
|
Emilia |
Si unisce a
Cento con i viscontei e, da qui, si trasferisce nel bolognese. |
|
Giu. |
|
|
|
Emilia |
Partecipa alla
battaglia di Casalecchio di Reno; al comando della seconda squadra
sconfigge Bernardo della Serra. Negli stessi giorni, dopo un
colloquio con l'ambasciatore fiorentino Rinaldo degli Albizzi,
consente alla repubblica di potere utilizzare il porto di Rimini. |
|
Lug. |
|
|
|
Emilia |
Entra in Bologna. |
|
Ago. |
|
|
|
Lombardia Romagna |
Viene chiamato
a far parte del consiglio ducale con Alberico da Barbiano, il
fratello Pandolfo, i vescovi di Pavia, di Novara, di Pisa e
di Feltre, il Gonzaga, Antonio da Montefeltro, Giovanni Colonna,
Paolo Savelli, il dal Verme, Baldassarre Spinola, Leonardo Doria,
il camerario Francesco Barbavara, il cancelliere Giovanni da
Carnago, i due consiglieri Pietro da Corte e Filippo dei Migli.
Rientra a Rimini e si incontra con l’ambasciatore fiorentino
Rinaldo degli Albizzi per trattare un accordo commerciale tra
i due stati. |
|
Sett. |
|
|
|
Lombardia |
Si reca a Milano
per i funerali di Gian Galeazzo Visconti; il Malatesta abbandona
la causa viscontea a seguito di una rivolta contro il governo
del Barbavara. |
|
Ott. |
Chiesa Firenze |
Milano |
Capitano g.le 500 lance |
Emilia |
I fiorentini
gli riconoscono 21000 fiorini ed egli passa agli stipendi dello
stato della Chiesa contro i ducali (ferma di sei mesi). Viene
riconfermato nel suo incarico di gonfaloniere della Chiesa ed
è nominato capitano generale della lega antiviscontea. |
|
Nov. |
|
|
|
Emilia |
Si dirige a San Giovanni in
Persiceto; devasta per qualche giorno il bolognese. |
|
1403 |
|
|
|
|
|
|
Feb. |
|
|
|
Veneto |
Giunge a Chioggia
con Rodolfo da Varano e Niccolò d’Este, per accogliervi Belfiore
da Varano, promessa sposa a Giacomo da Carrara. |
|
Mar. |
|
|
|
|
Gli è rinnovata
da pontifici e fiorentini la condotta per altri sei mesi. Nello
stesso mese gli è ingiunto da Bonifacio IX di pagare
il censo annuale dovuto per Rimini a Paolo Orsini, a fronte
delle esigenze della condotta di uomini d'arme di quest'ultimo,
anziché alla curia apostolica. |
|
Giu. |
|
|
|
Emilia |
Con Alberico
da Barbiano e Paolo Orsini, cavalca nel parmense, vi fa numerosi
prigionieri e razzia molto bestiame. Ritorna nel bolognese,
si accampa a otto miglia dal capoluogo e compie quotidianamente
scorrerie fin sulle porte cittadine. Apre, nel contempo, negoziati
di pace con la duchessa di Milano. |
|
Lug. |
|
|
|
Emilia |
Viene organizzato
un trattato a Bologna, per cui il Malatesta si pone davanti
a porta Castiglione ed a porta Santo Stefano: assale la città
con l’Orsini a seguito dell'apertura di una breccia
nella cinta muraria da parte dei fautori dei pontifici.
Penetrano nella città 200 fanti, che si trovano presto circondati
dai nemici; interviene Facino Cane con 1200 cavalli e costui
approfitta dello scompiglio verificatosi nel campo del Malatesta:
il capitano visconteo viene, tuttavia, ricacciato entro le mura.
Negli stessi giorni, il Malatesta obbliga il signore di Imola
Ludovico Alidosi ad abbandonare l’alleanza con i ducali. |
|
Ago. |
|
|
|
Emilia |
Si leva dall’assedio
di Bologna e con Niccolò d’Este si sposta nel parmense alla
testa di 1000 lance e di 600 fanti; si attenda nei pressi di
Torricella e nelle terre dei Terzi e spera di potere attraversare
il Po con l’aiuto dei Rossi, dei da Correggio e dei da Fogliano.
Si allontana dall’Enza con Pietro dei Rossi e si dirige verso
Colorno e Coenzo: è qui bloccato da 3 galeoni pavesi e da 3
galeoni dei Pallavicini, che lo fanno desistere da ogni velleità
offensiva in Lombardia. Retrocede nel modenese con il legato
pontificio e, sempre con il cardinale Baldassarre Cossa, porta
a termine con gli emissari di Caterina Visconti la pace di Caledio
(senza, peraltro, l’autorizzazione dei fiorentini che pure pagano
la sua condotta). Il testo del trattato viene pubblicato dopo
qualche giorno a Milano: da parte viscontea e pontificia con
la solennità usuale; al contrario, improperi nei suoi confronti
sono lanciati dagli alleati che vedono frustrate loro mire espansive. |
|
Sett. |
|
|
|
Emilia e Romagna |
Entra nella
cittadella di Bologna con l’Orsini: il popolo, spinto da Gabbione
Gozzadini, insorge e lo forza a rientrare a Rimini. |
|
Ott. |
|
|
256 lance |
|
Conduce una
politica antifiorentina e contrasta le aspirazioni della repubblica
su Pisa. Prende parte alla rassegna dei suoi uomini (256 lance
di varie nazionalità fra tedeschi, polacchi, austriaci, inglesi,
francesi ed italiani); al suo termine risulta creditore di 34450
fiorini. Chiede ai fiorentini il saldo delle sue spettanze. |
|
Nov. |
|
|
|
Romagna |
Si reca a Forlì
con 100 cavalli, vi preleva la moglie del fratello Andrea, Lucrezia
Ordelaffi, e la conduce a Cesena. |
| Dic. |
Chiesa |
|
|
|
Viene ricondotto dai pontifici
con il fratello Andrea (850 lance con 3 cavalli per uomo d'arme)
e 25 arcieri a cavallo (2 cavalli per arciere). Ad ogni lancia
sono riconosciuti 15 fiorini mese; ad ogni arciere vanno, viceversa,
10 fiorini. Al Malatesta, infine, è concessa una provvigione
mensile di 500 fiorini. |
|
1404 |
|
|
|
|
|
|
Mar. |
|
|
|
Romagna |
Viene raggiunto
da Rinaldo degli Albizzi. Costui gli propone, per conto di Firenze,
un accordo con la duchessa di Milano concernente il possesso
di Pisa a favore dei viscontei: in cambio i mercanti fiorentini
dovrebbero usufruire nella città degli stessi privilegi già
goduti ai tempi della signoria dei Gambacorta. |
| Apr. |
|
|
|
|
Esercita pressioni sui fiorentini
affinché riconsiderino Riccardo da Bagno come loro raccomandato
e perché sia rinnovata la tregua in essere con Bartolomeo
da Pietramala. |
|
Mag. |
|
|
|
|
Ha l’incarico
dai fiorentini di fare da mediatore per la pace fra fiorentini
e ducali. |
|
Sett. |
|
|
|
Lombardia |
A Brescia con il fratello Pandolfo. |
|
1405 |
|
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|
|
|
|
…….......... |
Chiesa |
Cunio |
Capitano g.le |
Romagna |
Affronta le truppe di Alberico
da Barbiano. |
|
Giu. |
|
|
|
Marche e Romagna |
Ad Urbino per
le nozze di Galeazzo Malatesta con Battista da Montefeltro;
subito dopo rientra nel faentino per soccorrervi i pontifici. |
|
Lug. |
|
|
|
Emilia |
Giunge a Castel
San Pietro Terme con il Cossa ed il marchese di Ferrara per
le prime trattative di pace con il Barbiano. |
|
Ago. |
|
|
|
Emilia |
Assale Loiano
ed i terrazzani gli uccidono il cavallo con un colpo di spingarda.
Il Malatesta prosegue la campagna ed in suo potere pervengono
Liano, Granarolo, Fagnano, Pieve di Sant’Andrea e la rocca di
Sassuolo. |
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Sett. |
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Romagna |
A Rimini. |
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1406 |
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Feb. |
Milano |
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Lombardia |
Su consiglio
del dal Verme viene nominato tutore di Giovanni Maria Visconti
e governatore del ducato di Milano; gli è data in signoria
Bergamo. |
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Giu. |
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Lombardia |
Tenta di entrare
in Bergamo; i Suardi si oppongono al suo ingresso, per cui è
obbligato e ritornare a Milano con il podestà della città Bertolino
di Zambuono. |
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Lug. ago. |
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Lombardia |
Si accorda
con i guelfi di Milano e con quelli delle province finitime;
conclude tregue con Giovanni da Vignate, Giorgio Benzoni, Ottobono
Terzi e Gabrino Fondulo, signori rispettivamente di Lodi, Crema,
Parma e Cremona. Viene considerato dai pontifici loro aderente
nel trattato di pace con il re di Napoli Ladislao d’Angiò. |
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Sett. |
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Lombardia |
Invita i fuoriusciti
milanesi a rientrare nelle loro terre ed emana un bando a carico
di alcune famiglie di ribelli; ordina, inoltre, a tutti i sudditi
di abbandonare il soldo del Cane, pena la confisca dei beni
e la condanna a morte in caso di loro cattura. |
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Dic. |
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Emilia |
Il giorno di
Natale si trova a Parma per il battesimo di un figlio del Terzi. |
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1407 |
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Gen. |
Milano |
Cane |
Capitano g.le |
Lombardia |
Ricondotto
l’ordine in Milano con la riforma del comune, si porta sul Ticino
al comando dell’esercito, per contrastare la prepotenza del
Cane che controlla l’Oltrepo pavese e l’alessandrino. |
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Mar. |
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Lombardia |
Fa riconoscere
come signore di Mantova il nipote Gian Francesco Gonzaga, di
cui assume la tutela. La città è presidiata da 150 lance veneziane;
il provveditore Francesco Foscari partecipa al governo del marchesato
con lo stesso Malatesta. |
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Mag. |
Milano |
Ghibellini |
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Lombardia |
Con il fratello
Pandolfo, si impadronisce nel bergamasco e nel bresciano di
Tagliuno, di Grumello, di Chiuduno, di Telgate e delle torri
di Gorlago; si ferma a Bergamo; si offre di assumere il governo
cittadino, al fine di pacificare le varie fazioni. |
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Giu. |
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Lombardia |
I ghibellini
consegnano a lui ed al fratello Pandolfo i castelli di Grassobio
e di Nembro. Il Malatesta, di fronte all’esitazione generale,
ritorna a Milano e convince il duca a conferirgli il governo
di Bergamo. Viene, tuttavia, preceduto nei suoi disegni dai
ghibellini, che introducono nella città per la porta di San
Lorenzo, fatta trovare appositamente aperta, Giovanni Piccinino
Visconti con 400 cavalli e 1500 fanti; anche i Suardi tentano
di insignorirsi della città. Giovanni Suardi entra nella
cittadella con i suoi famigliari e 300 fanti delle valli. Costoro
escono per una sortita e mettono in fuga gli uomini del Visconti.
Alla fine, quest'ultimo viene forzato ad abbandonare Bergamo
perché la popolazione non si è mossa a suo favore:
il Malatesta, da parte sua, non ottiene il controllo della città,
per cui viene costretto anch'egli ad allontanarsene con il podestà
Bertolino di Zambuono. |
|
…….......... |
|
|
|
Lombardia |
Nell’estate
il dal Verme lo sostituisce a Milano nel suo incarico di governatore.
Sulla fine dell’anno
tuttavia, il condottiero veronese cede le armi definitivamente
ed il Malatesta rientra a Milano sempre con il medesimo compito:
riassesta le finanze e tenta di instaurare una disciplina statale
combattendo ogni forma di intrusione esterna. |
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1408 |
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Gen. |
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Lombardia |
Combatte ancora
i ghibellini, assedia con le bombarde il castello di porta Giovia
a Milano ed obbliga gli avversari, che vi sono asserragliati
con Gabriele Maria Vi sconti, alla resa: fra gli altri, vengono
catturati Francesco Visconti e Giovanni Pusterla. Sopprime il consiglio generale dei Novecento e crea al suo posto
un organo consultivo di settantadue cittadini. Rinnova la tregua
con il Vignate per tre anni. |
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Feb. |
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|
Lombardia |
Stipula una tregua anche con
il Benzoni. |
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Mar. |
Rimini |
Camerino |
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Romagna e Marche |
Rientra nei
suoi stati ed inizia a molestare i da Varano a causa delle taglie
imposte dal capitano pontificio della marca di Ancona Berardo
da Varano. Si impossessa di Castelraimondo di cui devasta il
contado; viene affrontato da Braccio di Montone che forza i
suoi uomini ad abbandonare la località ed a rifugiarsi a Fabriano. |
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Apr. |
Milano |
Cane |
|
Lombardia |
In Lombardia, per continuare
la sua lotta con il Cane. |
|
Mag. |
Milano |
Ghibellini |
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Lombardia |
Muove contro
Astorre Visconti, che da Monza conduce pericolosi attacchi su
Milano fino alla porta Orientale ed a quella Comasina. |
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Giu. |
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Lombardia |
Assedia, invano, Monza con
il fratello Pandolfo. |
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Ago. |
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Lombardia |
Ottiene la
resa di Cassano d’Adda; per volere di Pandolfo sono strangolati come
traditori Antonio e Francesco Visconti. Il Malatesta Si fa eleggere
dal duca governatore di Bergamo e si fa consegnare le fortezze
cittadine. Il Cane, che ha già conquistato Como, si spinge sotto
Busto Arsizio e cerca di impadronirsi con l’inganno di Vigevano:
lo stesso giorno, il Malatesta abbandona il ducato e lascia
il governo al fratello Andrea, divenuto di recente suocero del
duca. Nell'occasione a Giovanni Maria Visconti consegna una
specie di testamento politico. |
|
Sett. |
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Emilia e Veneto |
Viene ricevuto
con tutti gli onori a Ferrara da Niccolò d’Este; tocca, successivamente,
Venezia e raggiunge i suoi territori. |
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Nov. |
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Romagna |
Ospita a Rimini il papa Gregorio
XII, che da Siena, divenuta non più sicura per il pontefice,
si è trasferito in tale città. Il Malatesta ritorna
a Milano e si accorda con i castellani di porta Giovia, ribelli
alla politica ducale, con l’intermediazione di Bernardo della
Serra, governatore di Asti per conto del duca di Orléans. |
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1409 |
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Feb. |
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Romagna |
E’ impegnato
a Cesena in colloqui con il cardinale legato, il Cossa, rappresentante
dell’antipapa Alessandro V eletto dal concilio di Pisa. Viene
costretto ad allontanarsi da Milano per il prevalere della fazione
ghibellina. |
|
Apr. |
Brescia |
Milano |
|
Lombardia Toscana
Romagna |
Fronteggia
ancora il Cane con il fratello Pandolfo ed il giorno di Pasqua
si scontra con gli avversari a Rovegnate. Il giorno seguente
si riconcilia con l'avversario e tutti insieme impediscono che
Milano sia occupata dai francesi del Boucicaut,
chiamati nel frattempo dal duca. Il Malatesta si porta
al concilio di Pisa e vi difende la causa di Gregorio XII, che
raggiungerà poco dopo a Rimini. |
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Sett. |
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Su pressione
dei fratelli Andrea e Pandolfo si riconcilia con il Cossa. |
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1410 |
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Gen. |
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Emilia e Lombardia |
Si reca a Ferrara
ed aspetta che l’Este rientri da Roma; con il marchese, si dirige
a Mantova per presenziare alle nozze della figlia di Malatesta
Malatesta con il nipote Gian Francesco Gonzaga. Nella città
partecipa ad un torneo in cui la sua squadra, contrassegnata
da una livrea turchina, batte quella dei rossi del Gonzaga,
dei bianchi del fratello Pandolfo e dei verdi del congiunto
Malatesta Malatesta. |
|
…….......... |
Milano |
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|
Lombardia |
A Milano come governatore. |
|
Mag. |
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|
Lombardia |
Con Andrea
da Birago, opera una rappacificazione fra Giovanni Maria Visconti
ed il Cane, che è stato oggetto di un maldestro tentativo di
omicidio da parte del duca. Viene subito sostituito nella carica
di governatore dallo stesso Cane. |
|
Giu. |
Manfredi |
Antipapa |
|
Romagna |
Soccorre con
proprie truppe Giovan Galeazzo Manfredi e lo aiuta a rientrare
in Faenza ai danni di Giovanni XXIII (il cardinale Cossa): fra
gli avversari sono fatti prigionieri Lazzaro Cancellieri e Riccardo
Pepoli. |
|
1411 |
|
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…….......... |
Rimini |
Antipapa |
|
Emilia |
Bologna si
ribella all’antipapa ed il Malatesta, a nome di Gregorio XII,
riprende il conflitto con il fratello Andrea. Devasta il bolognese;
la razzia termina con la cattura di 400 uomini e di altrettanti
capi di bestiame. |
|
Mag. |
|
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|
Emilia |
Si trova a
Medicina e tenta di impadronirsi del castello per trattato.
A San Giovanni in Persiceto. |
|
Giu. |
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|
Emilia |
Viene assediato
in San Giovanni in Persiceto dai bolognesi e dagli estensi.
Stipula una tregua con i nemici, si reca a Modena per incontrarvi
l’Este. I bolognesi, per avere il castello, sono obbligati a
riconoscergli, su mediazione di Uguccione Contrari, la somma
di 10000/30000 ducati. |
|
Lug. |
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|
|
Romagna |
Aiuta Giorgio
Ordelaffi a recuperare la signoria di Forlì. A Cesena. |
|
Nov. |
Venezia |
Ungheria |
Capitano g.le 500 lance e 300
fanti |
|
Viene contattato
dal collaterale della Serenissima Domenico Bonagiunta, per affrontare
le truppe dell’imperatore Sigismondo d’Ungheria, che sono comandate
da Filippo Scolari (Pippo Spano). Gli è riconosciuto uno stipendio
mensile di 1000 ducati; la ferma è stabilita in sei mesi, più
altri tre di rispetto. |
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1412 |
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Gen. |
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Veneto e Toscana |
Si reca a Venezia;
alla notizia che il nemico è più numeroso del previsto, si porta
in Toscana per nuove leve. |
|
Apr. |
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Veneto |
E’ ancora a
Venezia, ove prende alloggio, a spese pubbliche, nel monastero
di San Giorgio. Nella chiesa di San Marco il doge Michele Steno
gli conferisce le insegne del comando. Raggiunge Verona, perché
nella città vi sono segnali di rivolta a favore degli
scaligeri e degli imperiali. |
|
Mag. |
|
|
|
Friuli |
Si trasferisce
in Friuli, per combattere gli ungheri. Attraversa il Livenza
e si collega a Polcenigo con Taddeo dal Verme; occupa Aviano
e si muove verso Spilimbergo, Udine e Cividale del Friuli. |
|
Giu. |
|
|
|
Friuli e Veneto |
Respinto da
Udine, dà il guasto alle campagne; conquista Latisana. Lo Scolari
lo costringe a ripiegare
nel trevigiano; il Malatesta non riesce ad avere Oderzo, nonostante
una favorevole scaramuccia. Consegue la rocca di Ceneda (Vittorio
Veneto) da Martino Unghero mediante l'esborso di 3000 ducati;
si accampa a Motta di Livenza. |
|
Ago. |
|
|
|
Veneto |
Si fortifica
con i suoi uomini dietro un fossato lungo ventidue miglia ed
è coadiuvato dalla flotta di Piero Loredan che staziona sul
Livenza. Gli ungheri attaccano di sorpresa il campo veneziano.
Il Malatesta, con l’aiuto di Taddeo dal Verme e degli altri capitani della Serenissima, inquadra i reparti ed organizza la
resistenza. I nemici sono, alfine, sconfitti per il contributo
di Ruggero Cane Ranieri e di Crasso da Venosa; egli riporta
tre gravi ferite. Nel combattimento, sono uccisi 1500 ungheri
e molti altri sono fatti prigionieri;
delle 6 bandiere nemiche, 5 cadono nelle mani dei veneziani.
Il Malatesta deve, tuttavia,
abbandonare il suo incarico per la serietà delle sue ferite;
il suo posto viene preso dal fratello Pandolfo. |
|
Ott. |
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|
Romagna |
Gregorio XII
è scacciato dal regno di Napoli da Ladislao d’Angiò. Il papa
si imbarca con il suo seguito su 2 galeee veneziane e punta
sulla Dalmazia: a causa di una tempesta, affonda la nave su
cui è imbarcato; il pontefice sale allora sull’altra;
indi, a bordo di piccoli navigli raggiunge Cesenatico. Il Malatesta
lo accoglie e lo ospita a Rimini nel vescovado. |
|
Dic. |
Chiesa |
Antipapa |
|
Marche |
Riprende il
suo ruolo di difensore del pontefice contro l’antipapa; contrasta
il cardinale Giordano Orsini, raggiunto a Macerata dal fratello
Paolo con 1500 cavalli. Perde Sassoferrato e con 600 cavalli
e 500 fanti occupa Monterubbiano a spese del signore di Fermo
Ludovico Migliorati. Riordina il governo cittadino e vi lascia
un forte presidio. |
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1413 |
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| Gen. |
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Romagna |
Viene interessato dall'Albizzi
per una composizione pacifica dello scisma della Chiesa. |
|
…….......... |
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Marche ed Emilia |
Ha il controllo
di Recanati e con altri signori romagnoli minaccia da vicino
Bologna ed i suoi dintorni. |
|
Sett. |
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|
Emilia |
Con Alberico
da Barbiano compie una scorreria fino a San Lazzaro di Savena;
minaccia Altedo e Cento, si muove verso Medicina dove la strada
gli è sbarrata da 2000 contadini delle vicinanze: fra costoro
sono catturati 600 uomini. |
|
Ott. |
|
|
|
Marche |
Opera attorno
a Montolmo (Corridonia) con il fratello Andrea alla testa di
1000 cavalli e di altrettanti fanti: in suo potere pervengono
Francavilla d’Ete (i cui abitanti si arrendono alla vista
di una grossa bombarda), Alteta, Cerreto, Montegiorgio (in cui
entra per trattato), Falerone, Belmonte Piceno, Monte Vidon
Corrado, Massa Fermana,Montappone, Magliana di Tenne e Grottazzolina. |
|
Nov. |
|
|
|
Marche e Romagna |
Stipula una
tregua con il Migliorati ed i da Varano. Lascia Angelo della Pergola a Montegiorgio
con 200 lance e rientra in Romagna. Organizza a Rimini una grande
festa in onore del nipote Galeotto, figlio di Andrea; nel corso
dei festeggiamenti ha pure modo di partecipare ad una giostra. |
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1414 |
|
|
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|
|
Primavera |
Napoli |
Antipapa Firenze |
|
Romagna |
Lotta ancora
contro i seguaci dell’antipapa Giovanni XXIII; i fiorentini
lo mettono in fuga nei pressi di Faenza. Si salva nella città. |
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Giu. |
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|
Viene compreso
tra i collegati di Ladislao d’Angiò in occasione della pace. |
|
Lug. |
|
|
|
Lombardia |
Si avvicina
a Filippo Maria Visconti e con i fratelli Andrea e Pandolfo
si allea con il duca di Milano ai danni del Fondulo: i Malatesta
promettono di restituire Cremona dieci anni dopo la sua eventuale
conquista da parte di Pandolfo. |
|
Ago. |
Chiesa |
Antipapa |
|
Marche |
Muore il re
di Napoli e riprende il conflitto tra seguaci del papa e quelli
dell'antipapa. Il Migliorati rompe le ostilità ed il Malatesta
ricomincia la guerra con la collaborazione di Angelo della Pergola.
|
|
Ott. |
|
|
|
Marche |
Affianca l’azione
di Galeazzo Malatesta contro Ancona; si ferma a Montemarciano
e deve ripiegare. |
| Nov. |
|
|
|
Marche |
Attacca nottetempo
Fermo con il fratello Andrea alla testa di 1500 cavalli e di
1500 fanti. All'interno della città alcuni suoi fautori
cercano di agevolargli l'ingresso rompendo un tratto delle mura
sotto la pescaria. Le sentinelle si sccorgono del fatto, lanciano
l'allarme ed il Malatesta si ritira precipitosamente. |
|
Dic. |
|
|
|
Marche |
Si impadronisce
della torre di Montone; ottiene a patti il castello di Rapagnano,
la torre di San Patrizio e Monturano; entra in Monsampietro
Morico; Monterubbiano si ribella a suo favore. |
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1415 |
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Feb. |
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|
Marche |
Occupa Monteverde ed assale
Montottone, di cui dà alle fiamme i mulini cittadini. |
|
Mar. |
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|
Marche |
Ottiene Monteleone
di Fermo, Montottone, Monte San Pietrangeli, Sant’Elpidio a
Mare, Monte Vidon Corrado. |
| Apr. |
|
|
|
Marche |
Ai primi del
mese stipula con il Migliorati una tregua di due mesi; in tal
modo, con 2000 cavalli e 3000 fanti può meglio contrastare
i da Varano, cui - nel frattempo - si è data Macerata. |
|
Mag. |
|
|
|
Marche |
Rompe una tregua
firmata il mese precedente ed entra in San Severino Marche;
punta su Beldiletto, dove si trovano Berardo e Rodolfo da Varano,
e cerca di catturarli con un’azione di sorpresa. Conquista Montecosaro. |
|
Giu. |
|
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|
Marche e Germania |
Ottiene Morro,
Petriolo, San Giusto e Montegranaro. Si reca al concilio di
Costanza dove rappresenta il papa Gregorio XII; il Malatesta
abdica a nome di tale pontefice alla tiara. Nella circostanza,
veste gli abiti pontificali e siede sul trono papale. |
|
…….......... |
Rimini |
Fermo Camerino |
|
Marche |
Rientra nelle
Marche per fronteggiare il Migliorati ed i da Varano che godono
dell’appoggio di Braccio di Montone. |
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1416 |
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Giu. |
Perugia |
Montone |
|
|
Viene contattato
dal rappresentante dei raspanti di Perugia Benedetto di Paoluccio
per contrastare il Montone ed i fuoriusciti del comune. I perugini
gli danno la signoria della città con il titolo di “defensor
perusinorum”. |
|
Lug. |
|
|
|
Umbria |
Invia 100 cavalli
in soccorso di Perugia. Raduna, di seguito, i suoi uomini e,
con il della Pergola, muove verso Assisi con 2000 cavalli e
700 fanti. Raggiunge Perugia, si sposta a Sant’Egidio, dove
si scontra con il Montone ed il Tartaglia. Nel corso della battaglia,
dirada le sue squadre in un ampio arco come per aspettare i
bracceschi; questi ultimi attuano una nuova tattica e lo assalgono
ad ondate successive. Dopo una lotta accanita di sette ore,
il della Pergola è messo in fuga; egli si arrende nelle mani
del Tartaglia e viene catturato con 3000 cavalli assieme con
il nipote Galeazzo, Ceccolino e Guido dei Michelotti. Il Montone
lo fa salire su un ronzino e lo invia con i prigionieri a Torgiano
ed a Fratticciola Selvatica. |
|
…….......... |
|
|
|
Umbria e Marche |
E’ condotto
a Narni, indi a Camerino, dove è custodito con il nipote da
Berardo da Varano. |
|
Nov. |
|
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|
|
I veneziani
inviano Andrea Contarini dal Montone, per ottenere la sua liberazione:
il condottiero perugino chiede una taglia di 100000 ducati. |
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1417 |
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|
…….......... |
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|
Il Montone
abbassa le sue pretese a 80000 ducati; chiede pure la cessione
di Jesi. |
|
Apr. |
|
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|
Marche e Umbria |
Pandolfo Malatesta
si procura 30000 ducati dai veneziani ed altri 30000 li ha in
prestito dal suo capitano Martino da Faenza: altre due rate,
di 10000 ducati ciascuna, dovranno seguire al primo pagamento.
Di queste se ne fa mallevadore Guidantonio da Montefeltro, che
ospita Carlo Malatesta a Gubbio. Appena libero, il Malatesta
dona al Tartaglia un cavallo e raggiunge Urbino. Viene firmata la pace con il Montone e Rodolfo
da Varano, su un lodo preparato dall’ambasciatore del concilio
di Costanza Bartolomeo Bonetti. |
|
…….......... |
|
|
|
|
Fa condannare
a morte con l’accusa di tradimento Martino da Faenza: risparmia
in tal modo la restituzione di 30000 ducati. |
|
Sett. |
Brescia |
Milano |
|
Emilia |
Coadiuva il
fratello Pandolfo contro i viscontei; giunge presso Parma, al
ponte dell’Enza con
1500 cavalli e 500 fanti, per unire le sue forze con quelle
del Fondulo e degli estensi. |
|
Ott. |
|
|
|
|
E’ contattato
dall’inviato della regina Giovanna d’Angiò Francesco Riccardi
per un’alleanza contro il Montone. |
|
Nov. |
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|
Romagna |
A Rimini. Decide di fare restaurare
il porto cittadino. |
|
1418 |
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Mar. |
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|
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Veneto e Lombardia |
Si reca a Bevilacqua
con Gian Francesco Gonzaga e Carlo da Pietramala; è ospite
di Galeotto Bevilacqua. Prosegue per Brescia. |
|
…….......... |
Rimini |
Perugia |
|
|
Riprende a lottare contro il
Montone, divenuto signore di Perugia. |
|
1419 |
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Mag. |
Chiesa |
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|
|
Viene nominato rettore della
Romagna dal papa Martino V. |
|
Nov. |
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|
E' esentato dal pontefice del
censo dovuto alla camera apostolica. |
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1420 |
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|
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|
|
Feb. |
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|
Emilia |
A Bologna,
per rendere omaggio al legato pontificio, il cardinale di Siena
Michele Condulmer. |
| Mar. |
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|
Romagna |
A fine mese, si reca a Forlì
con il della Pergola , Ludovico Alidosi ed Obizzo da Polenta,
per incontrarsi nuovamente con il cardinale di Siena: obiettivo,
preparare il piano di guerra contro i bolognesi. |
|
Mag. |
Chiesa |
Bologna |
|
Emilia |
Il papa Martino
V gli rinnova i vicariati di Osimo, di Sarsina, di Penna, di
Calbana. |
|
…….......... |
Brescia |
Milano |
|
|
Invia in soccorso
al fratello Pandolfo, impegnato con i ducali, 3000 cavalli e
1000 fanti agli ordini del Migliorati. |
|
Ott. |
|
|
|
|
Il fratello è sbaragliato a
Montichiari dal Carmagnola. |
|
Nov. |
|
|
|
Romagna |
A Rocca delle
Caminate, per una partita di caccia organizzata da Pandolfo. |
|
1422 |
|
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|
|
Sett. |
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|
E’ ancora debitore verso i
veneziani per 28000 ducati. |
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1423 |
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|
|
Mag. |
Rimini |
Milano |
|
Romagna |
Appoggia ancora
il fratello Pandolfo contro le truppe di Filippo Maria Visconti.
Il duca di Milano ha spedito in Romagna ai danni dei Malatesta
il della Pergola e Secco da Montagnana. |
|
Sett. |
|
|
|
Romagna |
E’ raggiunto
a Cesena dall’ambasciatore fiorentino Rinaldo degli Albizzi
a seguito della sconfitta al ponte di Ronco del fratello e di
Niccolò da Tolentino. Rientra a
Rimini accompagnato dai fiorentini Giuliano Davanzati
e Giovanni Guicciardini, che lo incaricano di fare pressione
sulla signora di Faenza, Gentile Manfredi, affinché si allei
con la repubblica contro il duca di Milano. |
|
Ott. |
|
|
|
|
Si incontra a Rimini con Guidantonio
da Montefeltro. |
|
Nov. |
|
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|
Romagna |
Si trova a Rimini con Pandolfo
e l’Albizzi. |
|
1424 |
|
|
|
|
|
|
Primavera |
Firenze |
Milano |
Capitano g.le |
Romagna |
Si accampa
al ponte di Ronco al comando di 8000/9000 cavalli e 3000 fanti. |
|
Giu. |
|
|
|
Romagna |
Espugna Fiumana
e vi fa impiccare il castellano Rondone Ugolini (Domenico del
Scrivano per altre fonti). |
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Lug. |
|
|
|
Romagna |
Espugna Sadurano,
che viene data alle fiamme, ed assedia in Forlì Secco da Montagnana:
sollecitato da Alberico da Barbiano, si muove in soccorso
di Zagonara; solo Ludovico degli Obizzi contesta il progetto.
Il Malatesta si avvia con le truppe verso la località
sotto una fitta pioggia; dopo una lunga marcia notturna, condotta
in condizioni disagiate, si scontra con gli avversari comandati
da Guido Torelli, dal della Pergola e dal Montagnana. I fiorentini
combattono quasi accecati dall’acqua e su un terreno fatto allagare
dal della Pergola; la carica di Ardizzone da Carrara non viene
sostenuta dalle sue schiere. Il Malatesta è disfatto e viene
fatto prigioniero con 3200 cavalli ( 5000 cavalli e 2000 fanti
per le fonti fiorentine). |
|
Ago. |
|
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|
Lombardia |
Viene condotto a Lugo ed a
Milano dal Montagnana; è, quindi, ad Abbiategrasso. |
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1425 |
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Gen. |
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Lombardia Romagna |
E’ liberato
con ricchi doni (facenti parte del patrimonio del Carmagnola,
appena fuggito dal ducato) da Filippo Maria Visconti, memore
del tempo in cui il Malatesta è stato suo tutore. Il Malatesta
raggiunge subito Ravenna e Cervia e viene a rendergli omaggio
il governatore visconteo di Forlì Luigi Crotti. |
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Apr. |
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Romagna |
A
Cesenatico, per colloqui con il Crotti, il Montagnana ed il
Torelli. |
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Ago. |
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Il Visconti
gli concede alcuni beni mobili ed immobili confiscati al Carmagnola
a Casalpusterlengo. Il Malatesta si allea con il duca di Milano,
anche a nome del fratello Pandolfo, e gli vengono restituite
tutte le sue terre occupate dai ducali nella sua assenza milanese. |
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1426 |
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Romagna |
Rafforza le difese di Rimini. |
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1427 |
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Mar. |
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Toscana
Lazio e Marche |
Tocca Sansepolcro
e si reca a Roma per il rinnovarsi delle sue contese con i Montefeltro:
ottiene la legittimazione dei nipoti Sigismondo Pandolfo e Domenico,
con la facoltà che essi possano succedergli negli stati. Al
ritorno, è ospitato ad Urbino. |
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Apr. |
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Romagna |
Si rappacifica con veneziani
e fiorentini. |
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Giu. |
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Lazio |
Si riconcilia
a Roma con il Montefeltro, che lascia nelle mani del papa Castel
Durante (Urbania) ed i castelli di Pietrarubbia e di Pennabilli,
da lui conquistati nel settembre 1424. |
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1428 |
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Feb. |
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Lazio |
Da Rimini si porta a Roma con
300 cavalli. |
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Lug. |
Chiesa |
Bologna |
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Marche |
Accoglie a Fano Jacopo Caldora
e lo segue contro i bolognesi. |
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…….......... |
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Emilia |
Giunge a Castel
San Pietro Terme ed a Castel Bolognese per fronteggiarvi Luigi
da San Severino. |
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1429 |
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Gen. |
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Romagna |
Riceve a Rimini il nipote Guidantonio
Manfredi. |
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Lug. |
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Romagna |
Viene a trovarlo a Rimini Niccolò
da Tolentino. |
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Sett. |
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Romagna |
Muore a Longiano
di febbre quartana. E’ sepolto a Rimini nella chiesa di San
Francesco: alle sue esequie sono presenti Niccolò d’Este, il
nipote Galeazzo, gli ambasciatori di Mantova e quelli delle
città vicine. Allievo di umanisti ed amico di Coluccio Salutati. |
Valoroso capitano. Bellicoso. Senza alcuna paura. Animo
pronto e forte.
Condottiero esperto.
Capitano di prestigio.
Il più leale dei capitani di casa Malatesta.
Uno dei condottieri più eccellenti del suo tempo.
Non troppo fortunato nelle azioni di guerra. Fu sempre
sconfitto. Abituato a perdere. Saggio, giusto, prudente, cortese e
clemente. Di grande liberalità. Con fama di uomo pio
Devoto.
Inetto e simulatore.
Uomo versato nelle lettere. Arca di scienza.
Dotato di moltissime virtù, bello e robusto, simile a Marco Porcio Catone.