Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it

0924      CARLO MALATESTA  Figlio naturale di Roberto, fratello di Pandolfo, padre di Roberto.

                1480 (ottobre) – 1508 (marzo)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1486

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Emilia

Viene armato cavaliere a San Lazzaro, presso Rimini, dal duca di Calabria Alfonso d’ Aragona nella chiesa del Pantano.

1492

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Emilia

E’ inviato dai famigliari a Ferrara, al fine di addestrarsi nel mestiere delle armi alla corte estense.

1499

 

 

 

 

 

Inverno

 

 

 

Romagna

Si ammala gravemente.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Guarito, si reca a Milano di nascosto ai veneziani.

Ago.

Venezia

Milano

50 cavalli leggeri

Lombardia

Combatte gli sforzeschi con il fratello Pandolfo.

1500

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Romagna

Si ammala nuovamente.

Ott. nov.

Rimini

Chiesa

 

Veneto e Emilia

Si reca a Venezia e difende davanti al doge Agostino Barbarigo la causa del fratello, il cui possesso di Rimini è minacciato da Cesare Borgia. Rientra a Rimini e consegna  la rocca ai pontifici: a Pandolfo sono rimessi dagli avversari 2900 ducati per la cessione della fortezza. Ripara a Bologna. A novembre, si trova a Venezia con il fratello Pandolfo e viene ricevuto dal doge.

1503

 

 

 

 

 

Ago.

Venezia

 

 

Romagna

Ottiene una condotta dai veneziani. Con il fratello Pandolfo e Bartolomeo d’Alviano si muove alla riconquista di Rimini.

Sett.

 

 

 

Romagna e Veneto

Depreda del bestiame nel cesenate. Ritorna a Venezia e nel collegio dei Pregadi perora, ancora una volta, la causa del fratello che, dopo la morte del papa Alessandro VI, è sì rientrato a Rimini, ma non è riescito ad avere in suo potere la rocca.

Ott.

Malate sta        ……… Venezia

Chiesa  ………

 

Romagna e Emilia

Combatte i pontifici e raggiunge Santarcangelo di Romagna con numerose truppe. Si collega con Melchiorre Ramazzotto (150 cavalli ed alcuni fanti), libera a Santa Giustina dodici cittadini di Rimini, inviati in ostaggio a Cesena dai nemici, e si appropria di un bottino valutato sui 5000 ducati. Entra, successivamente, nei borghi di Rimini ed obbliga Giovanni da Sassatello a rinchiudersi nella cittadella; raccoglie 500 cavalli e 3000 fanti e può penetrare nella città. Respinto dagli abitanti, si stringe con Giovanni di Carpegna, Lattanzio da Bergamo, Francesco di Gataia ed Ugolino da Pian di Meleto; con costoro (e 2 falconetti) assale Sant’Arcangelo di Romagna, alla cui difesa si trovano 600 terrazzani e 100 fanti di Forlimpopoli. In nove ore il Malatesta si impossessa di due porte e costringe i difensori ad arrendersi a patti dietro il pagamento di 2000 ducati. Le truppe entrano nella località e sono trucidati 50 uomini; Sant’Arcangelo di Romagna è messa a sacco dai soldati di Giovanni Rossetto, giunti, peraltro, sul posto alla conclusione delle trattative. Il comportamento del Malatesta nell’assalto viene elogiato da Guidobaldo da Montefeltro. Si reca a Cesenatico con Ottaviano Fregoso e da qui si sposta a Rimini, dove negozia la resa della rocca cittadina.

Nov.

 

 

 

Romagna e Veneto

Rimini si ribella ai Malatesta e Pandolfo vende la città ai veneziani per 4000 ducati, che sono pagati a Pesaro nelle mani di Galeazzo Sforza. Il Malatesta tergiversa prima di cedere la città al provveditore Domenico Malipiero (che vede a Bellaria) e la rocca al castellano Vincenzo Valier. Si porta a Ravenna ed a Venezia.

Dic.

 

 

 

Veneto

E’ aggregato con il fratello Pandolfo al Maggior Consiglio. Il doge Leonardo Loredan assicura ai due fratelli una condotta congiunta di 100 uomini d’arme e di 50    balestrieri a cavallo, nonché una provvigione di 500 ducati.

1504

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Veneto

Ha un nuovo incontro con il doge, che gli fornisce la medesima indicazione. Fa pressioni  sui veneziani affinché sia liberato Girolamo Barisello.

1505

 

 

 

 

 

Gen.

Venezia

 

40 lance e 25 cavalli leggeri

 

Gli è confermata dalla Serenissima la provvigione annua di 500 ducati.

1506

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

Si trova a Montagnana con il fratello Pandolfo, alla mostra dei suoi uomini che si svolge davanti al podestà di Padova Andrea Gritti. Ritorna a Cittadella con la compagnia.

1507

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Veneto

Ad Oderzo, per la rassegna della sua compagnia.

……...

 

 

 

Veneto

A Bassano del Grappa, per sorvegliare il passo del Canale.

Dic.

 

 

 

Veneto

A Venezia, ove partecipa alle sedute del Maggior Consiglio; ottiene una sovvenzione di 150 ducati per l’acquisto di alcune cavalcature..

1508

 

 

 

 

 

Gen.

Venezia

Impero

60 lance

Veneto

Di stanza nel vicentino.

Feb.

 

 

 

Veneto

Opera nei pressi di Bassano del Grappa e recupera un bastione conquistato dai nemici in precedenza.

Mar.

 

 

 

Veneto

Segue l’Alviano e partecipa alla battaglia di Tai di Cadore. Muore in un assalto al castello di Pieve di Cadore per un sasso gettato dalla torre. La sua provvigione annua è concessa alla moglie Quirina Gradenigo ed al figlio.

QUATTRO CITAZIONI

Buon soldato. Valoroso.

Esperto nell’arte della guerra nonostante la giovane età.