Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0927      DOMENICO MALATESTA  (Malatesta Novello Malatesta) Di Brescia. Signore di Cesena, Cervia, Bertinoro, Meldola, Sarsina, Gatteo, Longiano, Rocca delle Caminate, Predappio, Cesenatico. Figlio naturale di Pandolfo, fratello di Sigismondo Pandolfo, cognato di Federico da Montefeltro.

               1418 (agosto) – 1465 (novembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1430

 

 

 

 

 

Mag.

Rimini

Pesaro

 

Romagna

I Malatesta di Pesaro cercano di togliere Rimini ai figli di Pandolfo. Domenico raccoglie con il fratello fautori e seguaci e previene gli avversari nella città.

1431

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Veneto

Si porta a Venezia dove il Senato lo insignisce del titolo di nobile della repubblica.

……......

 

 

 

Marche

Si reca a Fano per un torneo organizzato in suo onore.

Dic.

 

 

 

Marche

Fano si ribella ai Malatesta: deve intervenire il fratello per domare l’insurrezione.

1432

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Romagna

Alla morte del fratello Galeotto Roberto, ottiene la signoria di Cesena, di Bertinoro, di Meldola, di Sarsina, di Roncofreddo e dei castelli del piviere di Sestino.

1433

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Marche

Ha il governo di Fano per qualche tempo. Lascia la città a giugno ed offre un banchetto a tutti i cittadini.

Sett.

 

 

 

Romagna

Viene armato cavaliere a Rimini dall’imperatore Sigismondo d’Ungheria; gli è dato dal sovrani il soprannome di Novello.

Ott.

 

 

 

Marche

Rientra a Fano per domarvi una rivolta.

Dic.

 

 

 

Marche

Aiuta il fratello a soggiogare una nuova rivolta in Fano.

1434

 

 

 

 

 

……......

 

 

 

Romagna

Sigismondo Pandolfo gli cede Cervia con le saline.

……......

 

 

 

Romagna

Toglie Pianetto, nella valle del Bidente, al conte Galeotto da Cusercoli.

Nov.

 

 

 

Marche

Si sposa con Violante da Montefeltro; si reca a Fano e ad Urbino con la moglie.

1435

 

 

 

 

 

Mag.

Chiesa

Forlì

 

Romagna

Combatte gli Ordelaffi agli stipendi del papa Eugenio IV. Alla testa di 500 cavalli e di molte cernite, scorre nel forlivese con il fratello; si scontra con le truppe di Antonio Ordelaffi presso Ronco, vi fa 70 prigionieri di taglia e preda molto bestiame.

Giu.

Chiesa

Fortebraccio

 

Toscana  Romagna

Favorisce un trattato, per fare ribellare Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) a Niccolò Fortebraccio; corre il rischio di essere sopraffatto dalle forze preponderanti di Niccolò e di Francesco Piccinino. Viene raggiunto a Cesena con 3000 cavalli da Francesco Sforza.

Ago.

 

 

 

Marche

Esce da Fermo con 80 lance, si porta a Rocca Contrada (Arcevia) e si sposta ad Osimo.

1436

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

Si incontra a Cesena con Francesco Piccinino.

Mar.

 

 

 

Marche

Parte da San Lorenzo in Campo, entra nel contado di Fano e nella rocca cittadina.

……......

Chiesa

Milano Forlì

 

Emilia

Alla guardia di Bologna.

Giu.

 

 

 

Romagna

Alloggia a San Martino con Taliano Furlano ed il fratello Sigismondo Pandolfo. Depreda il forlivese ed occupa Forlimpopoli.

Sett.

 

 

 

Emilia

Viene in sospetto al commissario generale dell’esercito pontificio Baldassarre da Offida, che tenta di metterlo in cattiva luce agli occhi dello Sforza. Come risultato, non interviene con il fratello a contrastare l’azione dello Sforza ai danni dello stesso Offida, che viene catturato dagli sforzeschi a Budrio.

1437

 

 

 

 

 

Apr.

Venezia

Milano

 

 

 

Mag.

 

 

 

Emilia

E’ scacciato da Bologna dal Piccinino.

1438

 

 

 

 

 

……......

 

 

 

Emilia

A Bologna. E’ senza alcuna condotta.

Mar.

 

 

 

Romagna

Si incontra a Capenella, vicino a Forlì, con il Piccinino; gli fa alcuni doni e si impegna ad allontanare da Cesena i figli di Niccolò da Tolentino, che ne sono alla difesa per conto dei pontifici.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Si reca in Lombardia, ha un nuovo colloquio con il Piccinino; chiede che gli siano affidati alcuni fuoriusciti di Ravenna, incarcerati a Forlì, fra i quali vi è un suo debitore.

1439

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Si porta a Forlì; gli è consegnato il prigioniero richiesto in precedenza, la cui taglia gli frutta 1000 fiorini.

Feb.

 

 

 

Romagna

Ospita a Cesena Francesco Piccinino.

Mag.

Venezia Firenze

Milano

500 cavalli

Romagna

Viene assoldato dalla lega antiviscontea ed affianca lo Sforza nell’imolese.

Lug.

 

 

 

Romagna

Si trova a Forlimpopoli. Con Pietro Giampaolo Orsini, stipula una tregua con Guidantonio Manfredi, Antonio Ordelaffi ed i da Polenta.

Ott.

Rimini

Urbino

 

Marche

Combatte i Montefeltro con il fratello. Conquista a Federico da Montefeltro tre castelli sull’alto corso del Senatello (Casteldelci, Senatello e Faggiuola).

Nov.

Venezia

Milano

 

Marche Trentino  Lombardia

Richiamato dai veneziani, abbandona le Marche per lottare con i ducali. Prende parte all’assedio di Tenno e vi è fatto prigioniero da Gian Francesco Gonzaga, perché il suo cavallo lo trascina lontano dalle file amiche: non mancano i sospettosi, che menzionano il fatto come un suo tentativo di diserzione.Viene condotto a Mantova.

1440

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

E’ liberato in cambio di Carlo Gonzaga, catturato dallo Sforza nella medesima battaglia di Tenno.

Mar.

 

 

650 cavalli

Veneto Marche e Romagna

Si reca a Venezia con 400 cavalli della sua compagnia ed altri 200 dello Sforza; ritorna a Cesena con il rinnovo e l’aumento della condotta. Si dirige a Fano, per affrontarvi Baldaccio d’Anghiari: viene assalito dal Piccinino, che occupa Meldola. Il Malatesta è costretto a venire a patti con il capitano visconteo e gli deve consegnare in pegno le rocche di Cesena, di Montefiore Conca ed altre due. Su pressione  del Piccinino, è forzato con il fratello a riconciliarsi con Guidantonio da Montefeltro.

Apr.

 

 

 

Marche

Viene firmato a Gubbio l’accordo con i Montefeltro. Si porta a Fano.

Lug.

 

 

 

Romagna e Emilia

Con la sconfitta del Piccinino ad Anghiari, il Malatesta lascia Cesena, tocca Forlì (dove si reca a salutarlo l’Ordelaffi) e raggiunge Ferrara. Si allea con Guidantonio Manfredi; a fine mese rientra via mare ai suoi stati.

Ago.

Milano

Firenze Chiesa

300 cavalli

Romagna  Lombardia

Cambia ufficialmente coalizione, gli viene restituita Meldola e passa al soldo dei ducali: nei capitoli della condotta gli è, tuttavia, consentito di fornire vettovaglie alle  genti dei fiorentini ed a quelle del legato, il patriarca Ludovico Scarampo. Si reca a Milano.

Ott.

 

 

 

Romagna

In Romagna. Fronteggia gli avversari verso Forlimpopoli. Si unisce con il Manfredi ed i pontifici abbandonano la località. Con il ritiro dei fiorentini verso la Toscana, si porta a Cesena; per strada si ferma a Forlì, ospite di Antonio Ordelaffi.

Dic.

 

 

 

Emilia

A Bologna; raggiunge Forlì ed i suoi possedimenti per la pausa invernale.

1441

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

Ottiene Rocca delle Caminate da Roberto da Montalboddo.

Apr.

 

 

 

Romagna

Entra alla difesa di Forlì in soccorso dell’Ordelaffi.

Mag.

 

 

 

Romagna

Si reca a Forlì ed ignora il signore della città (sospettato di volere defezionare nel campo avverso), nonostante che costui gli venga incontro per tributargli i rituali onori.

Giu.

 

 

 

Romagna e Emilia

Viene catturato dai viscontei l'arciprete Giacomo da Modigliana, inviato a Firenze dall'Ordelaffi; costui è condotto in prigione a Cesena e sfugge per poco alla morte. Il Malatesta invia 250 uomini alla difesa di Forlì. Egli si porta, invece, a Bologna, a Meldola ed a Faenza, ove si incontra con Francesco Piccinino ed il Manfredi, al fine di organizzare un trattato volto a togliere all'Ordelaffi la signoria della città. A fine mese, entra all’improvviso in Forlì con Francesco Piccinino: pone le truppe fra Russi e Villafranca ed irrompe all'improvviso nel palazzo dell’Ordelaffi, che viene trovato a tavola. Il Malatesta, esce, quindi, per la porta di Ravaldino, tocca Rocca San Casciano con Francesco Piccinino, e rientra ancora nel capoluogo. Fa alloggiare le sue milizie a San Martino.

Lug.

 

 

 

Romagna

Ai primi di luglio, un giorno di festa, mentre la popolazione è dispersa nelle varie chiese a messa, entra in Forlì con Francesco Piccinino e le sue squadre. Arriva nella piazza, dove è raggiunto dall'Ordelaffi; lo invita a salire a cavallo e lo conduce fuori città per la porta di San Pietro con la scorta di un caposquadra del Manfredi. L'Ordelaffi viene condotto a Bagnolo. Allorché il signore di Forlì è liberato a Forlimpopoli dai suoi fautori, il Malatesta si volge contro la città; è respinto dalla porta di San Pietro, per cui può entrare in Forlì solo per il castello di Ravaldino. Gli abitanti, nel frattempo, si organizzano ed allestiscono nelle strade cittadine trincee e ripari, nonostante il cannoneggiamento proveniente dalla rocca. Il Malatesta affronta con le sue lance i cittadini; lo scontro dura quasi tutto il giorno ed al suo termine, dopo che sono state incendiate molte case, il Piccinino si ritira a San Martino, mentre egli deve riparare a Meldola.

Sett.

 

 

 

 

Si accosta a Federico da Montefeltro, che già da tempo milita con i ducali.

1442

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Partecipa a Bologna ad una giostra con il Manfredi e Ludovico Malvezzi.

Mag.

Chiesa

Sforza

 

Romagna

Milita ancora al soldo del papa Eugenio IV. Dal faentino penetra nel forlivese, per lottare  agli ordini del Piccinino contro lo Sforza ed il fratello Sigismondo Pandolfo. Ospita a pranzo a Cesena il Piccinino.

Giu.

 

 

 

Marche

Sposa ad Urbino Violante da Montefeltro, figlia di Guidantonio.

Lug.

 

 

 

Marche

Assale Sarnano.

Ago.

 

 

 

Marche

Si accampa sul Metauro con il Piccinino ed assedia in Fano lo Sforza ed il fratello.

Nov.

 

 

 

 Umbria

Affianca il Piccinino alla conquista di Assisi.

1443

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Si incontra con il fratello a Cesena e gli restituisce la visita a Rimini.

Feb.

 

 

 

Marche

Si porta ad Urbino per i funerali del suocero.

Mar.

 

 

 

Marche

Si incontra ancora con il fratello tra Fano e Rimini.

Apr.

 

 

 

Emilia

Si reca a Ferrara e si fa promotore di una tregua tra il fratello ed il nuovo conte di Urbino, Oddantonio da Montefeltro.

Ago.

 

 

 

Emilia

Riprende il conflitto ed opera alcune scorrerie tra Rimini e Pesaro con il Piccinino e Federico da Montefeltro. All’assedio di Fano.

Sett.

 

 

 

Marche

Abbandona l’assedio di Fano, espugna Piandimeleto, si sposta sul Foglia e si ferma a Montecchio (Treia). Passa alla difesa di Recanati.

Nov.

 

 

 

Marche e Romagna

Con il Montalboddo, Angelo di Roncone e Pietro da Bevagna (4000 cavalli) viene inviato a Montelabbate, per tagliare la strada allo Sforza che vuole congiungere le sue truppe con quelle del fratello Sigismondo Pandolfo. Gli avversari superano il guado del Foglia, si collegano con i riminesi e battono i pontifici a Montelauro. Il Malatesta si rifugia in tale castello; assalito dagli sforzeschi, ripara a Cesena.

1444

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

Si accampa a Sant’Elpidio a Mare.

Feb.

 

 

 

Marche

Si impossessa di San Marino: abbandona la località dopo un giorno.

Mar.

 

 

 

Marche

Tenta di avere Arcevia; ritorna a Sant’Elpidio a Mare, occupa un castello sul litorale e se ne allontana dopo alcuni giorni.

……......

 

 

 

Romagna

Si trova a Ferrara ed a Rimini.

Giu.

 

 

 

Marche

Il Piccinino lo lascia a Recanati.

Ago.

 

 

 

Marche

Ottiene a patti Castelfidardo; consiglia Francesco Piccinino ad accettare lo scontro con gli avversari a Montolmo (Corridonia). Con il Montalboddo respinge inizialmente gli sforzeschi; Alessandro Sforza, Dolce dell’Anguillara e Manno Barile lo colgono. tuttavia, alle spalle a seguito di un movimento aggirante. Messo in fuga, ripara a Montecosaro con il Montalboddo, indi a Recanati, dove giungono anche Jacopo Piccinino e Giacomo da Caivana.

Sett.

 

 

 

Marche

Contrasta animosamente lo Sforza con il Roncone ed il Montalboddo.

……......

 

 

 

Marche

Combatte il capitano rivale nel fermano.

1445

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Marche

Si trova a Pesaro con il fratello.

Giu.

Chiesa

Sforza

 

Romagna

Coadiuva il fratello (che ha mutato partito) contro lo Sforza ed il Montefeltro.

Lug.

 

 

 

Romagna e Marche

Si imbarca a Rimini con Taliano Furlano, il Caivana ed il Montalboddo sulla flotta aragonese di Bernardo Villamarina e si dirige alla volta di Fano dove è previsto il concentramento delle forze alleate.

Ott.

 

 

 

Marche

A Fano. Si accampa ad Osimo con il Furlano, il fratello ed il Montalboddo.

1446

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Romagna

Parte da San Giovanni in Marignano per unirsi in Umbria con il fratello.

Lug.

 

 

 

Marche

Si muove tra Fossombrone e Fano e partecipa al consiglio di guerra in cui si decide di proseguire la campagna fino alla cacciata dello Sforza dalla marca di Ancona. Si impossessa di Monticello.

Ago.

 

 

 

Marche

Ottiene Montefabbri; conquista nel Montefeltro i castelli di Monte Cerignone, di Montegaudio e di Soanne.

Sett.

 

 

 

Marche

Lascia i territori di Fano e di Senigallia, punta su Osimo e si impossessa di Arcevia.

Ott.

 

 

 

Romagna

Batte a Montelauro Dolce dell’Anguillara: nel combattimento fra gli sforzeschi sono uccisi 50 fanti; sono catturati 3 capisquadra e 40 uomini d’arme.

Nov.

 

 

 

Marche

Saccheggia Ripalta e dà alle fiamme la località.

1447

 

 

 

 

 

Mar.

Napoli

Firenze

400 cavalli

 

Alla fine del conflitto addiviene, sempre con il fratello, ad una tregua con Alessandro Sforza ed il Montefeltro. Passa agli stipendi del re di Napoli Alfonso d’Aragona.

……......

 

 

 

Toscana

Combatte i fiorentini; in uno scontro subisce tali ferite da rimanerne per sempre menomato.

Giu.

 

 

 

Romagna

Si ammala a Rimini.

Ago.

 

 

 

Romagna

Rientra a Cesena: non si è ancora ripreso dalla sua malattia.

1450

 

 

 

Lazio

Accompagna a Roma l’imperatore Federico d’Austria; il papa Niccolò V gli dà il permesso affinché il territorio di Cervia sia unito con quello di Cesena sotto forma di vicariato.

1451

Firenze

Napoli

 

 

Combatte gli aragonesi con il fratello.

1452          

Sett. ott.

 

 

400 cavalli

Toscana

Si reca a Firenze e vi è accolto benevolmente.

1454

 

 

500 cavalli e 100 fanti

Toscana

 

1455

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Romagna

Con Borso d’Este, favorisce Jacopo Piccinino nella sua scorreria nel senese: si incontra a Forlì con il condottiero e lo spinge ad attaccare il fratello nel riminese.

1456

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Romagna

Si rappacifica una volta di più con il fratello a Cesenatico.

1457

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

Si allea con il Montefeltro contro Sigismondo Pandolfo.

Nov.

 

 

 

Marche e Romagna

Sempre con Borso d’Este, cerca invano di fare desistere Jacopo Piccinino dall’attacco portato con il Montefeltro ai danni del fratello. Si incontra con il condottiero a Fossombrone e tenta di sviare la sua ambizione, volta a ritagliarsi una signoria, su Bologna o su altre località dello stato della Chiesa. Il Malatesta si reca anche ad Urbino;  il suo colloquio con il Montefeltro risulta parimenti infruttuoso. Rientra a Cesena.

1458          
Feb.       Romagna
Invia Goffredo d'Iseo come oratore dal re di Napoli Alfonso d'Aragona per trattare la pace fra il sovrano ed il fratello Sigismondo Pandolfo.

1460

 

 

 

 

 

……......

 

 

 

Romagna

Aiuta Jacopo Piccinino della sua spedizione nel regno di Napoli contro gli aragonesi; forniisce ospitalità alle sue truppe nel cesenate.

Dic.

 

 

 

Romagna

Il giorno di Natale viene, con il fratello, scomunicato  e bandito come ribelle da Pio II per l’aiuto fornito a Jacopo Piccinino: la motivazione ufficiale è il ritardato pagamento del censo alla camera apostolica e nell’essere venuto meno ai suoi obblighi di fedeltà verso lo stato della Chiesa.

1462

 

 

 

 

 

……......

 

 

 

 

E’ di nuovo scomunicato dal papa, per non avere voluto pagare il censo pregresso.

Dic.

Cesena

Chiesa

 

Romagna

Viene assalito dai pontifici comandati da Astorre Manfredi (500 cavalli e 1000 fanti). Cattura Cocco Malatesta e gli confisca i suoi beni, che concede al suo capitano Francesco da Tiano.

1463

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

Si riconcilia con il pontefice su intervento dei veneziani, dei fiorentini e dello Sforza, da tempo duca di Milano.

Mag.

 

 

 

Romagna

Vende Cervia e le sue saline alla Serenissima per 4000 ducati e la fornitura di 2000 sacchi di sale. Ciò provoca l’irritazione di Pio II.

Lug.       Romagna
Preferisce arrendersi senza condizioni prima della definitiva sconfitta militare sul campo.

Ago. nov.

 

 

 

Romagna

A novembre ratifica l'accordo di pace con lo stato della Chiesa, già stipulato a Tivoli alla fine di agosto. Gli sono restituite dai pontifici Longhiano e Gatteo; rimane signore di Cesena, di Bertinoro e di Meldola dietro la promessa, da parte sua, che tali possedimenti, alla sua morte, ritornino allo stato della Chiesa nel caso che non abbia come erede alcun figlio maschio legittimo. E’ costretto a riconoscere i propri errori, a chiedere perdono al papa, accettandone gli amici ed i nemici come propri (fra costoro, in particolare, il fratello). Si impegna a pagare alla camera apostolica i censi arretrati (4600 fiorini) entro il termine di venti mesi e di restituire a Cocco Malatesta ed a Carlo Malatesta da Sogliano le terre loro tolte in precedenza.

1464          
Nov.       Romagna
Accoglie a Cesena il Piccinino che da Milano è diretto a Napoli. Inutilmente lo mette in guardia nei confronti del re di Napoli Ferrante d'Aragona.

1465

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Alla falsa notizia della morte del fratello in Morea, benché sofferente di gotta, desidera portarsi a Rimini alla difesa dello stato malatestiano: ne è dissuaso dai famigliari per cui invia nella città solo 50 fanti. D’altra parte, la cognata Isotta degli Atti lo accusa apertamente di favorire alla signoria di Rimini il nipote Roberto.

Lug.

 

 

 

Romagna

Cerca di salvare la vita a Jacopo Piccinino allorché tale condottiero viene incarcerato in Napoli dal re Ferrante d’Aragona. Intercede sullo Sforza e dà riparo alle schiere braccesche (capitanate da Silvestro da Lucino), allorché queste vengono svaligiate dagli aragonesi.

Nov.

 

 

 

Romagna

Muore a fine mese a Bellaria. E’ sepolto a Cesena, fuori la porta  laterale della chiesa dei frati conventuali di San Francesco.

DICIANNOVE CITAZIONI

Capitano eccellente. Bellicoso. Seguace della scuola braccesca.

Famoso condottiero. Famosissimo nei fatti d’arme.

Prudente.

Vero signore e perfetto gentiluomo. Magnanimo e cortese. Amante della giustizia. Pio e religioso.

Un po’ meno scellerato degli altri congiunti.

Letterato e virtuoso.

Literis praesertim historia ornatissimi..a quo ornatur bibliotheca melioribus Italiae equiparanda, quum tunc hospitale idem in urbe sumptuosissimum aedificet, ac moenibus illam novis alicubi communiat, ponte lapideo et quidem insigni Sapim fluvium ad viam Flaminiam iunxerit.