| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1322 |
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Romagna |
Con il fratello
Malatesta aiuta Ostasio da Polenta ad impadronirsi della signoria di Ravenna
dopo che costui ha ucciso il cugino arcivescovo della città.
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1323 |
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| ............... |
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Sposa Elisa de la Villette,
nipote del rettore della Marca Amelio di Lautrec. |
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Giu. |
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Romagna |
Viene armato
cavaliere a Rimini con il padre Pandolfo, il fratello Malatesta
ed il cugino Ferrandino, dall’ arcivescovo di Ravenna Almerico
di Castel Lucio. |
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1324 |
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Mag. |
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Sposa in prime
nozze Elisa della Vallette, nipote del rettore della marca di
Ancona Amelio di Lautrec: la dote è stabilita in 1600 fiorini.
Il papa chiede il suo aiuto per combattere gli estensi. |
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Ott. |
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Con il padre
ed il fratello, è nominato “cavaliere di Cristo” dal rettore
della marca. |
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1326 |
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Lug. |
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Romagna |
Alla morte
del padre viene catturato con Ferrandino, durante un convito,
da Ramberto Malatesta, conte di Ghiaggiolo. Il congiunto si
autoproclama signore di Rimini; interviene dopo tre giorni il
fratello, che obbliga il ribelle a fuggire dalla città. Galeotto
è costretto a seguire il suo carceriere a Sant’Arcangelo di
Romagna. |
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Ago. |
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Con il fratello
ottiene dal papa l’annullamento di una taglia di 3600 fiorini. |
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1327 |
Rimini |
Fano |
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Marche |
Coadiuva Guido
da Carignano a scacciare da Fano Giacomo da Carignano. |
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1330 |
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Apr. |
Chiesa |
Modena |
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Emilia |
E’ sconfitto
e fatto prigioniero da Guido e Manfredo Pio nella battaglia
di Formigine. |
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1331 |
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……....... |
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Lazio |
Viene segnalato
a Roma; nel Colosseo prende parte ad una caccia al toro. |
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Mag. |
Chiesa |
Malatesta |
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Romagna |
Con il fratello
Malatesta assedia in Mondaino Malatestino Novello Malatesta,
figlio di Ferrandino, che non vuole consegnare ai pontifici
alcuni castelli del riminese. |
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1333 |
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……....... |
Chiesa |
Ferrara |
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Emilia |
Combatte le
truppe di Rinaldo d’Este e quelle della lega antipontificia. |
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Apr. |
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Emilia |
E’ sconfitto
e fatto prigioniero nella battaglia di Ferrara. Viene liberato
senza il pagamento di alcun riscatto. |
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Ago. |
Malatesta |
Chiesa |
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Romagna |
Si ribella
al cardinale legato Bertrando del Poggetto e si riconcilia a
Scorticata con il cugino Ferrandino. Con l’aiuto degli aretini
(400 cavalli), devasta le campagne di Rimini fino alle porte
della città; si ferma a Santa Maria di Belvedere. |
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Sett. |
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Romagna |
Occupa Mondaino;
il fratello Malatesta, pure rilasciato dagli estensi dopo la
battaglia di Ferrara, ritorna a Pesaro. Galeotto lascia Sant’Arcangelo
di Romagna con Ferrandino, supera il Marecchia con 1500 fanti,
160 cavalli e molti fuoriusciti ed attacca a Rimini la porta
di Sant’Andrea (porta Montanara). Gli abitanti creano disordini
all’interno della città e chiudono le strade con alcune barricate.
Un partigiano di Ferrandino fa entrare 400 fanti attraverso
la finestra di una casa che si trova sulle mura; costoro si
impadroniscono del trebbio, spezzano le catene della porta ed
immettono nella città il cugino Ferandino con il resto delle
truppe. |
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1334 |
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Gen. |
Rimini |
Chiesa |
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Aderisce alla
lega contro il del Poggetto e l’imperatore Giovanni di Boemia. |
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Mar. |
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Marche |
Con Ferrandino,
il fratello Malatesta e Jacopo da Carignano, si impossessa di
Fano e di Fossombrone. |
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Mag. giu. |
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Romagna |
Con il fratello
cattura a tradimento in Rimini Ferrandino ed il figlio di quest'ultimo
Guido. Il primo è incarcerato a Gradara, il secondo viene ucciso
in prigione. |
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……....... |
Rimini |
Malatesta |
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Marche |
Lotta contro
Ferrandino Novello Malatesta, altro figlio di Ferrandino, che
è sfuggito alla strage e che viene aiutato da Nolfo da Montefeltro. |
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1335 |
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Mar. |
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Marche |
Il fratello
Malatesta viene sconfitto a Tomba da Galasso da Montefeltro,
da Antoniuccio della Tomba e da Ferrandino Novello Malatesta. |
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Lug. sett. |
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Romagna e Marche |
Con Malatesta
e Giovanni Malatesta ottiene Monleone dagli abitanti e ne assedia
il castello; cadono pure in suo possesso Calbana, Calbanella
e Secchiano. |
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1337 |
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Giu. |
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Romagna |
Si riconcilia
con Ferrandino e Ferrandino Novello, su mediazione di Ostasio
da Polenta e del signore di Fermo Mercenario da Monteverde. |
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1340 |
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Mag. |
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Marche |
Con il fratello
approfitta di una grave malattia di Guido da Carignano e si
impossessa di Fano. |
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Lug. |
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Il papa Benedetto
XII chiede soccorsi ai fiorentini, affinché egli ed il fratello
restituiscano allo stato della Chiesa le terre usurpate. |
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1342 |
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Ott. |
Rimini |
Comp. ventura |
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Romagna |
E’ assalito
nei suoi territori dalla Grande Compagnia di Guarnieri di Urslingen:
è costretto ad accordarsi con gli avversari. |
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1343 |
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Primavera |
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Con il fratello
ottiene dall’imperatore Ludovico il Bavaro l’investitura di
Fano, di Pesaro e di Rimini. Nella divisione dei poteri Galeotto
rimane al governo di Fano; Malatesta ha quello di Rimini ed
il nipote Pandolfo quello di Pesaro. |
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Mag. |
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Romagna |
Su mediazione
del vicario di Romagna Filippo dell’Antella si ricompone una
volta di più con il cugino Ferrandino. |
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Giu. |
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Fa atto di
sottomissione allo stato della Chiesa e gli viene tolto l’interdetto. |
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1347 |
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Mag. |
Ancona |
Osimo |
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Marche |
Entra in Osimo
con il fratello. E’ subito ammonito dal pontefice. |
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Dic. |
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Marche |
Riceve a Fano
il re Ludovico d’Ungheria diretto alla conquista del regno di
Napoli. |
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1348 |
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……....... |
Rimini |
Ancona Cingoli Fermo Jesi |
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Marche |
Invade la marca
di Ancona, conquista Senigallia, Jesi, Orciano, Cingoli, Montecosaro
e Monterubbiano. Diviene in breve tempo signore di gran parte
del territorio marchigiano. |
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Mag. |
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Marche |
Parte da Fano
e riceve dagli abitanti anche la signoria di Ascoli Piceno a
seguito della ribellione della città ai danni del governatore
pontificio. Rimarrà signore di tale città fino
al 1353. Gli abitanti lo eleggono loro capitano generale per
combattere Fermo. |
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Ott. |
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Marche |
Sconfigge gli
avversari a Sassoferrato. Assedia la città difesa da Ungaro
degli Atti. Scaccia Lomo da Jesi da Jesi; dopo alcuni giorni,
tuttavia, deve accorrere a Fano, assalita dal signore di Fermo
Gentile da Mogliano. |
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Nov. |
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Marche |
Sottomette
Pergola e Rocca Contrada (Arcevia). Con il fratello Malatesta
tende un’imboscata nei pressi di San Severino Marche all’esercito
di Gentile da Mogliano che sta ripiegando verso Fermo: molti
prigionieri e numerose vettovaglie cadono nelle mani degli ascolani.
Galeotto Malatesta torna verso Ascoli Piceno; campeggia più
giorni sotto Fermo. Per strada mette a sacco i castelli di Marano,
Castignano, Montolivo e Carassai. Occupa San Benedetto a Mare
(San Benedetto del Tronto) grazie al tradimento di Pietro Mancini,
che gli cede la città dietro l'esborso di 1000 fiorini
pagati dagli ascolani. |
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Dic. |
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Marche |
Assedia Offida
sotto le cui mura si accampa con l'esercito. Rovina le strade
all'intorno dell'abitato e rompe l'acquedotto che alimenta le
fontane fuori le mura. Gli offidani sono costretti alla resa.
Si muove sotto Ancona; occupa anche tale centro con l’aiuto
del connestabile Vanni da Tolentino, che lo fa entrare nell'abitato
per la porta di San Cataldo. Entra nella città con il
fratello Malatesta: i soldati commettono non poche ruberie ai
danni degli abitanti. Farà costruire in Ancona le rocche
di San Cataldo e di Santa Caterina. |
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1349 |
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Apr. |
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Romagna e Israele |
Con il nipote
Malatesta Ungaro (è accompagnato anche da un buffone), si imbarca
a Rimini su una galea anconetana e si reca in pellegrinaggio
in Terrasanta. |
| Ago.
sett. |
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|
Marche |
Rientra dalla
Palestina. E' scoperta in Ascoli Piceno una trama ai suoi danni:
due congiurati sono decapitati in piazza dell'Arengo ed altri
due, ai primi di settembre al campo di Parignano. Fa incarcerare
anche il vescovo della città Isacco Bindi con due suoi
fratelli: il prelato si è, infatti, presentato al suo
cospetto con i parametri sacri per rimproverarlo severamente.
I tre congiunti sono rinchiusi in prigione per essere liberati
solamente dopo undici mesi. Gli abitanti fuggono nelle loro
abitazioni. Gli uomini del Malatesta saccheggiano e chiudono
le chiese soffocando nel sangue ogni possibile tentativo di
ribellione. Nella città fa costruire un forte presso
Porta Maggiore sul greto del torrente Castellano: la costruzione
sarà demolita con la sua cacciata da Ascoli Piceno per
essere ricostruito secoli dopo da Sangallo il Giovane. Sempre
nell'anno ordina l'edificazione di un altro cassero sul colle
pelasgico: anche questa fortezza sarà successivamente
abbattuta per essere ricostruita dalle fondamenta per volontà
del papa Pio IV (Fortezza Pia). Il Malatesta, inoltre, fa sistemare
i fossati che circondano la città, rafforzare le mura
di cinta e pavimentare le strade cittadine. |
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1350 |
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| Gen.
apr. |
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Marche |
Si forma in Ascoli Piceno
un'altra congiura ai suoi danni. la cospirazione gli è
rivelata da Lozzo da Cascia che per la delazione riceve un premio
di 100 fiorini. Ai primi di febbraio sono catturati quattro
congiurati: costoro sono fatti trascinare per le vie cittadine
alle code di quattro cavalli. In piazza dell'Arengo sono squartati
ed i loro cadaveri sono ridotti a pezzi; le loro teste sono
infisse sulle picche. Gli si ribellano a causa del suo temperamento
tirannico i castelli della montagna ascolana di Monte Calvo,
Arquata del Tronto, Quintodecimo, Cocoscia, Lisciano di Collolo,
Cervara, Appignano del Tronto, Folignano e di Acquasanta Terme.
Per calmare la popolazione cittadina e gli abitanti della montagna
ai primi di aprile il Malatesta promette la scarcerazione del
vescovo e dei suoi fratelli (cosa che succederà nel successivo
agosto); nello stesso tempo bandisce da Ascoli Piceno molti
abitanti. Mentre è fuori città, gli avversari
si avvicinano alle mura di Ascoli Piceno, si fermano fuori Porta
Romana ed attaccano i suoi uomini. I nemiici sono respinti con
molte perdite fra morti in combattimento e prigionieri: sei
uomini sono impiccati davanti alla porta. Effettua subito una
spedizione punitiva contro i ribelli; avanza sino ad Acquasanta
Terme dove stabilisce il suo quartiere generale. Da qui per
quattordici giorni opera continui rastrellamenti che terminano
puntualmente con morti e prigionieri. Lascia Acquasanta Terme. |
|
Mag. |
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Marche |
Affronta sempre
il Mogliano per il possesso
di alcuni castelli di confine e per l’uso del porto fluviale
dislocato alla foce del Tronto. Sottomette Santa Vittoria in
Matenano (grazie alla diserzione notturna dell'intera guarnigione
di 40 uomini), si spinge a Servigliano e sfida a battaglia l’avversario.
Conquista Petritoli dopo otto giorni di assedio; conquista Monteguidone
e Monte San Pietrangeli.
Rientra in trionfo ad Ascoli Piceno. |
| Giu.
lug. |
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|
|
Marche |
A metà mese di ritorno
da Santa Vittoria in Matenano per rientrare ad Ascoli Piceno,
si accampa sotto Castel San Pietro, sottomette la località
dopo una settimana di assedio. Ai primi di luglio si impadronisce
di Quinzano, Castelfiorito, Vindola e Roccafluvione. |
|
Sett. |
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|
Marche |
Con gli ascolani
e 300 soldati di Ripatransone, si porta in soccorso di Osimo,
assediata dai fermani e costringe gli avversari a cessare dalle
operazioni. Il Malatesta è accolto come liberatore e
stabilisce la sua signoria anche su tale città. Assale
Civitanova Marche e vi cattura Ruggero da Mogliano: tutti i
prigionieri sono condotti ad Ascoli Piceno. |
|
Ott. |
Napoli |
Ungheria |
300 cavalli |
Abruzzi |
Stipula la
pace con Gentile da Mogliano ed è assoldato dal gran siniscalco
del regno di Napoli Niccolò Acciaiuoli per contrastare le truppe
del re Ludovico d’Ungheria. Penetra negli Abruzzi al fine di
recuperare L’Aquila. Si trova a Chieti ed a Lanciano; viene
sconfitto nei pressi della seconda località da Corrado Lupo.
Analoghi insuccessi riporta a Monteodorisio ed a Vasto; ritorna
nelle Marche. |
| 1351 |
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| Apr. |
Rimini |
Fermo |
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Marche |
Si impadronisce con gli ascolani
di Montefalcone Appennino: gli ascolani recuperano nell'occasione
il loro vessillo sottratto loro dai fermani tre anni prima allorché
questi ultimi hanno occupato e distrutto Porto d'Ascoli. |
| Giu.
ott. |
Rimini |
Fermo |
|
Marche |
L'arcivescovo di Milano Giovanni
Visconti fa da paciere nella contesa tra Ascoli Piceno e Fermo.
Il Visconti invia tre suoi ambasciatori nelle Marche (Tommaso
da Lampugnano, Iacopo Boffi e Niccolò dei Fei). Ai primi
di luglio le due parti si incontrano a Monterubbiano ed a fine
ottobre sono stipulati gli accordi di pace ad Ascoli Piceno
nel palazzo del Malatesta. |
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1352 |
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| Feb. |
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Marche |
E' scoperta in Ascoli Piceno
una nuova congiura nei suoi confronti. La situazione è
così crudele da costringere il vescoovo a chiedere al
papa il trasferimento alla sede dell'Aquila. E' sostituito da
Paolo di Barzano. |
| Mag. |
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Marche |
Il Malatesta alla testa degli
ascolani del quartiere di Sant'Emidio muove contro il castello
di Petritoli, lo assedia e ne distrugge le mura ed i raccolti.
Da qui muove contro il castello di Monte Vidon, lo conquista
e gli abitanti del quartiere di Sant'Emidio ne prendono possesso.
Costoro, di seguito, sono avvicendati dagli abitanti del quartiere
di Santa Maria Intervenias. |
| ............... |
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|
Marche |
Nuova trama in Ascoli Piceno.
I congiurati sono catturati, trascinati a coda di cavallo per
le vie cittadine ed impiccati. |
|
Sett. |
Rimini |
Ribelli |
|
Marche |
Combatte i
signori della montagna ascolana. Occupa i castelli di Lugo,
di Fonditorio, di Castel San Pietro, di Santa Maria in Lapide,
di Vitreto e di Monte Passilli. Nel frattempo gli ascolani si
sollevano al suo dominio; nella rivolta è ucciso il suo
vicario con altri 25 uomini. Il Malatesta si barrica nella fortezza
di Porta Maggiore. Questa è espugnata e nell'attacco
trovano la morte molti dei suoi fautori, mentre altri si salvano
con la fuga attraverso il Ponte di Cecco, chiamato poi il "ponte
delle sortite". Il Malatesta abbandona definitivamente
Ascoli Piceno. Nel periodo risponde negativamente alle richieste
degli ambasciatori di Firenze, Lucca, Pisa e Perugia di partecipare
all'ambasceria in Germania per sollecitare l'aiuto dell'imperatore
Carlo di Boemia contro i Visconti. |
| ............... |
|
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|
Abruzzi |
Viene nominato dal re di Napoli Luigi di Taranto
viceré d'Abruzzo e gran giustiziere del regno. Opera tra
Chieti e Lanciano. |
|
Dic. |
Napoli |
Ungheria |
|
Campania |
Al comando
di 400 barbute assedia con il fratello Malatesta frà Moriale
in Aversa e lo obbliga alla resa. |
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1353 |
|
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Lug. |
Rimini |
Fermo Cingoli |
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Marche |
Lotta ancora
contro il Mogliano e rafforza le difese di Fano verso il mare.
Vince il capitano avversario ed assedia Fermo. L’arcivescovo
di Milano Giovanni Visconti impone una breve tregua fra i contendenti.
Il Malatesta assedia Cingoli. |
|
Ago. |
|
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|
Marche |
Entra in Cingoli
ed occupa, in breve progressione, Montecchio (Treia), Montecosaro
e Monterubbiano. Assedia nuovamente il Mogliano in Fermo. |
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Sett. nov. |
Rimini |
Comp. ventura |
|
Marche |
Ha per trattato
Porto San Giorgio. Gentile da Mogliano chiama in suo soccorso
la Grande Compagnia di frà Moriale che, non solo costringe il
Malatesta a desistere dalle operazioni di assedio, ma si trasferisce
– successivamente – anche nei suoi stati che vengono in tal
modo devastati. |
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1354 |
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|
Gen. |
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Marche |
Gli avversari,
con l’aiuto di Ludovico Ordelaffi, occupano Montefeltrano; il
Malatesta cavalca allora a Montefano per bruciarne il castello:
gli abitanti gli si oppongono ed è costretto a ritirarsi. |
|
Feb. ago. |
|
|
|
Marche Umbria e Toscana |
Si colloca
alla difesa di Fano. Subisce da parte della Grande Compagnia
la distruzione di quarantaquattro castelli; cerca soccorsi in
Toscana per fronteggiare i venturieri. Si reca a Perugia, a
Siena ed a Firenze: i fiorentini gli promettono 200 cavalli,
che, tuttavia, ritornano nei loro contadi perché perugini e
senesi non confermano i loro impegni. Il Malatesta si accorda con frà
Moriale e gli riconosce 60000 fiorini: l’ultima rata scade a
metà agosto e fino ad allora il nipote Malatesta Ungaro rimane
come ostaggio nelle mani della compagnia. A luglio viene citato
a comparire ad Avignone dal pontefice. |
|
Ott. |
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|
|
Convocato ad
Avignone, non vi si reca ed è condannato in contumacia. |
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1355 |
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Feb. |
Rimini |
Chiesa |
|
Marche |
Viene scomunicato
ed è aggredito nelle sue terre dalle milizie del cardinale
Albornoz. |
|
Mar. |
|
|
|
Marche |
Sfida a duello
il cardinale Egidio Albornoz; quando costui accetta, il Malatesta
preferisce ritirarsi. Esce da Ancona con 600 barbute ed espugna
un castello nei pressi di Recanati. Assedia la città dopo avere
fortificato il suo campo con una trincea. Viene assalito per
due volte da Rodolfo da Varano, che guida 800 cavalli e molti
fanti. |
|
Apr. |
|
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|
Marche e Umbria |
Gli abitanti
del castello di Paterno d'Ancona si accordano con i pontifici
e chiedono soccorsi al marchese Fernando Blasco (Blasco di Monviso).
Al castello giungono, nel frattempo, gli esattori dei Malatesta
a riscuotere le gabelle; la popolazione si ribella e chiude
le porte in faccio agli emissari dei signori di Rimini venuti
a chiiedere ragione del loro comportamento. Il Malatesta marcia
da Ancona contro i terrazzani e pione il suo alloggio in un
piccolo ospedale. Il Blasco fa entrare nottetempo nel centro,
per la porta rivolta verso Jesi, alcune truppe. Attaccato dagli
avversari in un punto male sorvegliato del suo campo, i suoi
alloggiamenti vengono forzati dal Varano. Il Malatesta si rafforza
allora nel borgo con 400 cavalli: respinge tre assalti in uno
scontro che dura dalle prime ore del mattino a mezzogiorno.
Circondati da ogni parte, i suoi uomini si danno alfine alla
fuga. Due volte catturato nel corso del combattimento, il Malatesta
viene liberato dai suoi cavalli. Da ultimo, uccisagli la cavalcatura,
mentre cerca di salvarsi è ferito ad una coscia ed è
fatto prigioniero dal connestabile Everardo di Anstorp, che
nel successivo luglio avrà per tale fatto un premio di
200 fiorini. Il Malatesta viene incarcerato a Gubbio nel palazzo
dei consoli; l’Albornoz, nonostante l’intercessione dell’Acciaiuoli,
lo minaccia di morte. Galeotto persuade il fratello Malatesta
a capitolare. A ricordo di questa vittoria a Paterno di Ancona
sarà consacrata una cappella in onore di San Giacomo,
che andrà distrutta nel tempo. |
|
Giu. |
|
|
|
|
Liberato, fa
atto di soggezione e gli viene concesso per dodici anni il vicariato
di Rimini, di Fano, di Pesaro e di Fossombrone dietro un censo
annuo di 9000 fiorini. Nella divisione dei beni ottiene la signoria
di Fano. |
|
Ago. |
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Marche |
Accoglie in
Fano l’Albornoz, che lo assolve da ogni censura ecclesiastica. |
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1356 |
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Apr. |
Chiesa |
Forlì Faenza |
Gonfaloniere |
Romagna |
E’ nominato
gonfaloniere della Chiesa e gli è riconosciuta una provvigione
mensile di 500 ducati: la cerimonia avviene a Rimini nella chiesa
di San Giuliano. Ottiene in affitto
per cinque anni, dall’arcivescovo di Ravenna, alcuni
castelli del riminese, peraltro già in suo possesso, quali Gemmano,
Monte Colombo, Montescudo, Marazzano, Coriano e nel pesarese
Gabicce, Cattolica, Gazolo, Granarola, Fanano e Catignano. Apre
le ostilità nei confronti di Ludovico Ordelaffi con 1000 cavalli. |
|
Mag. |
|
|
|
Romagna |
Distrugge la
palizzata che protegge il porto di Cesenatico; si porta al campo
di Ronta nel cesenate dove si trova Roberto Alidosi con l'esercito
crociato, nel quale si contano 12000 soldati e 3000 guastatori.
Al suono delle trombe i suoi uomini danno il guasto a tutto
il contado. A metà mese si sposta sulla Limata dove stanzia
quattordici giorni, attraversa il ponte del Ronco e si trasferisce
nel forlivese, per rimanervi fino al termine del mese. Malatesta
Ungaro si allontana con una parte dell'esercito e si accampa
presso il Savio, nel cesenate alla Torre del Vescovo. |
|
Giu. |
|
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|
Romagna |
Si attenda
a Matalardo ed a Bulgaria. A metà mese, ottiene per tradimento
il castello di Montevecchio da Giovanni di Montevecchio dietro
la promessa di 400 ducati. |
|
Lug. |
|
|
|
Romagna |
E’ segnalato
al campo di San Valeriano in Livia tra il fiume Ronco ed il
canale; guasta i raccolti; supera successivamente il fiume,
si porta a San Martino, a Ronco, a Magliano; depreda il contado
di Forlimpopoli e di Bagnolo; si accampa a Villafranca. Da ultimo,
arretra di fronte alla Grande Compagnia ora comandata dal conte
Lando. |
|
Ago. dic. |
|
|
|
Romagna |
Si sposta nel
faentino e colloca il campo a Cosina. Devasta il territorio
finitimo. Ha ragione della resistenza dei Manfredi, che a dicembre
fanno atto di sottomissione all'Albornoz. Sempre in questo mese,
entra in Faenza in trionfo ed ha dal cardinale legato il vicariato
di Bagnacavallo e di altri castelli. |
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1357 |
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|
|
Mar. |
|
|
|
Romagna |
Rientra nel
forlivese con il nipote e l'Alidosi. Presto si congiungono loro
anche Ostasio da Polenta e l'ex-alleato dell'Ordelaffi Giovanni
Manfredi. |
|
Apr. |
|
|
Capitano g.le |
Marche |
Ha inizio la
campagna: il campo viene collocato a Brusada, dove è
agevolmente rifornito di vettovaglie e di foraggio provenienti
da Faenza, da Imola, da Bologna e da Ravenna. Si reca a Fano,
per ricevervi l’Albornoz proveniente da Ancona: si decide di
attaccare Cesena e gli è dato il comando delle operazioni. Scorre
le campagne con il da Polenta, depreda i villaggi e fa molti
prigionieri. A fine mese, Cesena si solleva a favore dei pontifiici.
Cia degli Ubaldini, moglie dell'Ordelaffi, si ritira nella rocca
dopo avere fatto dare alle fiamme gli edifici e le case circostanti.
|
|
Giu. |
|
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|
Romagna |
A fine mese,
obbliga alla resa Cia degli Ubaldini. Occupa Bertinoro a seguito
di una scaramuccia davanti ad una porta;
i pontifici hanno modo di mescolarsi con gli abitanti
che, usciti dalla città a respingere i suoi uomini, si
sono dati ad una disordinata fuga. I suoi soldati irrompono
nella città. |
|
Lug. |
|
|
|
Romagna e Marche |
Assedia il
castello di Bertinoro; fa scavare (come a Cesena) alcuni cunicoli
sotto le mura per farle crollare. Giovanni Ordelaffi, che ne
è alla difesa, rinuncia in breve tempo alla lotta. Con
l'arrivo in soccorso all'Ordelaffi della Grande Compagnia, il
Malatesta si ritira a Fano. |
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1358 |
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Gen. |
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Marche |
Con il fratello,
ottiene dal papa Innocenzo VI, dietro un canone annuo di 300
fiorini, il vicariato di molti castelli nei territori di Rimini,
di Fano e di Fossombrone. |
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……....... |
Chiesa |
Milano |
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Emilia |
Viene battuto
dai viscontei nel bolognese ed è ferito in una scaramuccia. |
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Apr. |
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Romagna |
Assedia Forlì;
si accampa al ponte di Ronco e vi fa costruire una bastia. |
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Lug. |
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Romagna |
Ha a patti
Meldola. |
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1359 |
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Lug. |
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Romagna |
Con Albertaccio
Ricasoli e l’Albornoz, organizza in Forlì una festa per solennizzare
la vittoria sull’Ordelaffi. |
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1360 |
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Mag. |
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Capitano g.le |
Emilia |
Si porta a
Bologna ed è eletto capitano generale dai pontifici. |
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Lug. |
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Marche |
Toglie Corinaldo
a Niccolò da Buscareto, che si è ribellato allo stato della
Chiesa: si impadronisce del castello e lo dà alle fiamme con
la città, previo saccheggio da parte dei suoi soldati.
Si volge contro Buscareto e Montenovo (Ostra Vetere), che sono
soccorsi dai viscontei di Anichino di Baumgarten. I suoi attacchi
sono respinti, per cui cede il comando al nipote Pandolfo e
rientra nel bolognese. |
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Ago. |
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Marche |
A metà
mese si impadronisce di Corinaldo che è rasa al suolo;
con il ritiro del Baumgarten, Niccolò da Buscareto cede
anche Buscareto. |
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Sett. |
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Emilia |
Arrivano 6000
ungheri condotti da Simone della Morte: occupa Castenaso, recupera
Varignana e vi fa molti prigionieri che sono condotti a Bologna.
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Ott. |
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Emilia |
Rientra a Bologna
con l’Albornoz e vi è accolto con grandi feste ed onori. Per
vendicarsi del Varano, che lo ha sconfitto a Paterno d’Ancona,
il Malatesta lo fa catturare a Fermo da Giovanni Visconti da
Oleggio con l’accusa di tradimento: il signore di Camerino è
trovato innocente dal cardinale legato e sarà liberato
il mese successivo. Sempre a metà ottobre, Galeotto esce ancora
da Bologna ed assale la bastia di Casalecchio di Reno (o della
Canonica) alla cui difesa si trova Pagano di Panico. Al rientro
nel capoluogo, arma alcuni cavalieri con l’Acciaiuoli. |
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Nov. |
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Emilia |
Bernabò Visconti
licenzia in Lombardia 1000 ungheri che si dirigono su Reggio
Emilia: costoro sono subito assoldati dall’Albornoz, che si
avvale anche delle truppe di Feltrino Gonzaga. Il Malatesta
affianca il della Morte nel modenese; cinge d’assedio Castelfranco
Emilia e raggiunge nel parmense gli ungheri con 1000 barbute
tedesche. |
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Dic. |
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Emilia |
Valica la Fossata
e penetra nel borgo di Sant’Elpidio a Parma; brucia la porta
di San Francesco a Codiponte; è, alfine, respinto da un contrattacco
dei difensori. Desola il parmense per venticinque giorni con
incendi e ruberie. Ritorna a Bologna ed il della Morte è sospettato
di essersi fatto corrompere dal Visconti. |
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1361 |
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Gen. |
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Emilia |
Ottiene rinforzi
dal duca d’Austria; assale Castelfranco Emilia ed altri fortilizi. |
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Feb. |
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Romagna |
Tenta di impossessarsi
di Lugo: è abbandonato da gran parte dei suoi uomini e dagli
ungheri per la mancanza di denaro. |
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Mar. |
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Emilia Romagna e Marche |
Si trova alla
difesa di Bologna con il fratello Malatesta. Spinto dalla necessità,
si sposta a Molinella ed a Argenta; si imbarca sul Po di Primaro
e si porta ad Ancona con Antonio Galluzzi ed Ubaldino Malavolti
al fine di esporre la sitazione all’ Albornoz. Il cardinale
si reca in Ungheria dal re Ludovico, alla ricerca di denari
e di milizie per potere continuare la guerra con i viscontei. |
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Giu. |
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Emilia |
Giovanni da
Bileggio tenta di tagliare l’ultima via dei rifornimenti rimasta
ai bolognesi, vale a dire la strada degli Appennini che porta
a Firenze. |
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Lug. |
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Romagna e Emilia |
Il Bileggio
inizia la costruzione di una bastia sul Savena, a San Ruffillo.
Il Malatesta con 500 barbute e 300 ungheri, raccolti a Faenza
per guerreggiare l’Ordelaffi che sta infestando il riminese,
cavalca ad Imola ed entra all’improvviso in Bologna senza che
gli avversari se ne accorgano. Spedisce subito un grosso contingente
a Jola, un punto che domina la pianura, debolmente sorvegliato
dagli avversari. Arma cavalieri alcuni capitani quali Blasco
Fernandez, si collega con il nipote Malatesta Ungaro ed insieme
(700 barbute, 300 ungheri e 4000 bolognesi) attaccano all'alba
gli avversari sul Savena (1500 cavalli, 2000 fanti e molti partigiani
degli Ubaldini) fuori porta Santo Stefano. L'esercito è
diviso in due parti; al comando dell'ala destra si trova Gomez
Albornoz (sostituito da Piero Farnese allorché lo spagnolo,
gravemente ferito, deve lasciare il combattimento), alla sinistra
il Fernandez, mentre egli si colloca al centro con la cavalleria
pesante. I bolognesi armati, infine, si pongono alla retroguardia.
I nemici sono sconfitti: nel combattimento muoiono 970 uomini
e ne sono catturati altri 1300, fra i quali vi sono il Bileggio,
Gaspare e Giovanni degli Ubaldini. Fra i pontifici i morti sono
200, compreso il Fernandez, sepolto successivamente a Bologna
nella chiesa di San Francesco.Tutti i prigionieri sono condotti
nel capoluogo: i tedeschi ed i connestabili sono rilasciati
con le armi ed un cavallo, i capisquadra possono, invece, allontanarsi
con la sopravveste e la spada. Grandi sono le feste organizzate
in Bologna per la vittoria; è pure elargita in elemosina
una notevole somma di denaro. Il senato bolognese ordina che,
per commemorare tale giorno, nel futuro si corra un palio per
la strada di Santo Stefano con premio una pezza di velluto ed
un pennone raffiguranti San Ruffillo e lo stemma cittadino,
nonché uno stocco dorato, manopole di ferro, lancia,
scudo e speroni. Si dispone anche che, sempre annualmente per
tale festività, siano donate al cappellano di San Ruffillo
dieci lire e che la mattina sia celebrata una messa nella piazza
di Santo Stefano con l'esposizione del palio premio della corsa.
Da ultimo si narra che, poco prima del combattimento, una donna,
Francesca da Polenta, figlia del signore di Ravenna Bernardino
e moglie del bolognese Alberto Galluzzi, soprannominata per
la sua bellezza Venusta, abbia donato al Malatesta tre fiaschi
impagliati con erica dorata ed argentata (contenenti uno giulebbe,
un succo di frutta bollito con zucchero, uno vino ed uno aceto
rosato) ed una grande cesta di pane bianco accompagnati da una
lettera in cui si raccomandano i beni dei bolognesi al valore
del signore di Rimini. |
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1362 |
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Mag. |
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Emilia |
Raduna le truppe
a Modena, si dirige a Massa Finalese e vi costruisce una bastia. |
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Lug. |
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Emilia |
Marcia nel
parmense e vince i viscontei nei pressi di Peschiera. |
|
……....... |
Napoli |
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Campania |
Viene chiamato
a Napoli dalla regina Giovanna d’Angiò; è nominato viceré e
gli è dato l’incarico di reprimere il brigantaggio con 400 barbute. |
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1363 |
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Feb. |
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Il papa Urbano
V gli rinnova anzitempo la concessione dei vicariati di Rimini,
di Fossombrone e quello dei castelli di Cartoceto e di San Biagio
per altri dieci anni; lo dispensa, inoltre, dal raggiungerlo
alla corte pontificia di Avignone per il relativo giuramento. |
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Ott. |
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Il fratello
Malatesta rinuncia alla signoria di Rimini a suo favore. |
|
Nov. |
Firenze |
Pisa |
Capitano g.le |
Toscana |
Osteggiato
alla corte angioina, depone ogni incarico e passa al servizio
dei fiorentini per contrastare i pisani comandati da Alberto
Sterz. Viene eletto capitano generale al posto del nipote Pandolfo. |
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1364 |
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Gen. |
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Emilia |
Presto si congeda.
Si reca a Bologna e lascia la città con Gomez Albornoz, che
ha terminato nella località il suo mandato di rettore. |
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Apr. |
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Emilia |
A Bologna,
per rendere atto di omaggio al nuovo legato pontificio, il cardinale
Androino di Cluny. |
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Giu. |
Firenze |
Pisa |
Capitano g.le |
|
Viene richiamato
in Toscana dai fiorentini che lo nominano loro capitano generale
al posto di Arrigo di Montfort. |
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Lug. |
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Toscana |
Si reca a Firenze
e perde alcuni giorni circa le prerogative dei suoi poteri;
riceve le insegne del comando a metà mese da Angelo Bardi
e raggiunge Peccioli. Si accampa con 4000 cavalli e 11000 fanti
a Cascina. Si ammala di terzana per cui sono Manno Donati e
Bonifacio Lupo a governare le truppe. Costoro rafforzano la
strada che porta a San Savino ed a Pisa e vi fanno appostare
lungo i lati i fanti dei conti Guidi, quelli aretini e Ricceri
Grimaldi con 400 balestrieri genovesi. A causa del gran caldo
i fiorentini si tolgono le armi e fanno il bagno nell'Arno.
I pisani cercano di trarre profitto da tale occasione; verso
mezzogiorno Giovanni Acuto attacca il campo fiorentino e viene
respinto dagli interventi del Grimaldi, del Donati, dei tedeschi
del Montfort e dei conti Giovanni e Rodolfo di Asburgo. Il Malatesta
si fa vivo solo al termine dello scontro quando fa muovere l’insegna
reale: non permette di inseguire i fuggitivi perché teme un
agguato da parte dell’Acuto. Nel combattimento vi sono più di
1000 morti e sono catturati più di 2000 uomini: i forestieri
sono subito rilasciati secondo gli usi del tempo, i pisani .
Il Malatesta si trasferisce a Montopoli in Val d’Arno ed a Marti
e, come a San Ruffillo, concede ai suoi uomini paga doppia e
mese compiuto: l’iniziativa costerà ai fiorentini 170000
fiorini. Si avvicina a Pisa ed a San Piero a Grado fa impiccare,
in segno di disprezzo per gli avversari, due grosse cornacchie,
due cani (o due asini) e due montoni con la scritta "veniste
come montoni & come chani asaglire il nostro campo. e così
come chani & montoni v'abiamo tractati"; fa correre
il palio dei barattieri e delle meretrici. Inoltre, secondo
il costume del tempo si batte moneta; sono coniati i cosiddetti
fiorini della vittoria rappresentanti, da un lato, San Giovanni
che tiene in mano le catene del porto di Pisa e, dall'altro,
il giglio. Il Malatesta si porta a San Miniato, vi arma alcuni
cavalieri e si dirige su Firenze. I pisani fatti prigionieri(un
migliaio) sono legati e caricati su cinquanta carri: nel primo
si trova anche un'aquila allevata dagli avversari e catturata
dai fiorentini durante lo scontro dopo averla ferita. I prigionieri
sono utilizzati per costruire in piazza della Signoria la Loggia
dei Pisani. I fiorentini saranno grati al santo del giorno che
ha contribuito al buon esito della giornata: San Vittore, al
quale verrà dedicato, per riconoscenza, un altare in
Santa Maria del Fiore e la cui ricorrenza sarà a lungo
ricordata con la corsa di un palio per le vie cittadine. Il
condottiero, nonostante i rischi che ha fatto correre all'esercito,
entra in Firenze, salutato come un eroe, per la porta di San
Frediano: su questa è innalzata l'insegna del comune,
il leone, vale a dire il Marzocco, che i prigionieri sono costretti
a baciare. L'ingresso trionfale del Malatesta sarà ricordato
in ottava rima da Antonio Pucci. |
|
Ago. |
|
|
|
Toscana |
Attacca Lucca
e si attesta a San Piero in Campo: sorgono continue risse fra
i suoi mercenari inglesi e tedeschi, che si concludono con morti
e feriti da entrambe le parti.
Preda Moriano e congeda una parte delle milizie. |
|
Sett. |
|
|
|
Toscana |
E’ firmata
la pace con i pisani; a Firenze, per restituire le insegne del comando. |
|
1364 |
|
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|
Marche |
A Fano, per
timore di scorrerie da parte di compagnie di ventura inglesi. |
|
1365 |
|
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|
Feb. |
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|
Marche |
Rafforza i
presidi dei territori sottoposti al suo governo. |
|
Mag. |
|
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|
Marche |
Si incontra
a Fano con gli ambasciatori fiorentini Niccolò Acciaiuoli e
Stefano Buonincontri, per discutere un’alleanza con il re di
Napoli, con Genova, con gli estensi ed altri signori romagnoli. |
| 1366 |
|
|
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| Giu. |
|
|
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|
Il papa Urbano V chiede il suo aiuto per reprimere
la Compagnia di San Giorgio, guidata da Ambrogio Visconti e dall'Acuto.
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1367 |
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|
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Ott. |
|
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|
Lazio |
Giunge a Viterbo
con 500 fanti, per rendere omaggio al pontefice proveniente
da Avignone. A metà mese, con i nipoti Malatesta Ungaro
e Pandolfo, il Varano, Niccolò d’Este ed il conte Amedeo di
Savoia, marcia con i suoi fanti armati di corazzine immediatamente
prima del pontefice e lo scorta fino a Roma. Smonta in San Pietro
ed arma cavalieri due riminesi. Lo stesso giorno si sposa con
Gentile da Varano, figlia di Rodolfo. |
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1368 |
|
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Gen. |
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Lazio e Emilia |
E’ nominato
senatore di Roma per sei mesi. Accompagna a Bologna il cardinale
legato Anglico Grimoard, fratello del pontefice. |
|
Feb. |
|
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Emilia e Veneto |
Con il Grimoard
e Blasco Gomez, si reca a Ferrara, a Padova ed a Venezia per
organizzare le truppe della lega antiviscontea. |
|
Apr. |
Chiesa |
Milano |
50 lance |
Emilia |
Con il Varano,
si incontra a Bologna con l’imperatore Carlo di Boemia, che
ha lasciato la Lombardia. |
|
Mag. |
|
|
|
Lombardia |
Prende parte
all’assedio della bastia di Borgoforte, che blocca l’avanzata
alle milizie della lega; a fine mese, batte nei pressi gli avversari. |
|
Giu. |
|
|
|
Marche |
A Senigallia
con il Varano. |
|
Lug. |
|
|
|
Marche |
Ospita a Fano
il Grimoard, Guido da Polenta, Francesco Gonzaga, Niccolò ed
Ugo d'Este, gli Alidosi, Feltrino Gonzaga, il Varano, Giovanni
da Bagnacavallo, Francesco e Marsilio da Carrara. |
|
1369 |
|
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|
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|
|
Feb. |
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|
Viene compreso
nell’effimera pace stipulata tra lo stato della Chiesa ed i
Visconti. |
|
Apr. |
|
|
|
|
Il papa Urbano
V gli rinnova le concessioni precedenti. |
|
……....... |
|
|
|
|
Ha una condotta
dall’imperatore di Costantinopoli. |
|
1370 |
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|
……....... |
Chiesa |
Perugia |
|
|
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Sett. |
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|
Il papa è costretto
a rientrare ad Avignone. |
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1371 |
|
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|
……....... |
|
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|
|
Appoggia Niccolò
d’Este ai danni di Manfredino da Sassuolo. |
|
Lug. |
|
|
|
|
A metà
mese acquista per 18000 fiorini Borgo Sanm Sepolcro (Sansepolcro)
da Raimondo di Montealto, il cardinale de Grissac, vescovo di
Albano Laziale, fratello del pontefice Urbano V morto da poco.
La somma è da pagarsi in tre rate e ne sono mallevadori i nipoti
Malatesta Ungaro e Pandolfo. Galeotto viene infeudato di Sansepolcro
dal papa Gregorio XI.
Fa ricostruire le mura cittadine ed edificare una torre alta
60 braccia al posto della chiesa e dell'ospedale di San Niccolò
spostati in altro sito; fa ampliare, nel contempo, il palazzo
del comune. |
|
Nov. |
Chiesa |
Milano |
Capitano g.le |
|
E’ nominato,
con il conte Amedeo di Savoia, capitano generale della lega
antiviscontea. |
|
1372 |
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|
|
Mar. |
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|
Marche |
Riceve a Fano
il legato pontificio Pietro di Bourges. |
|
Estate |
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|
Emilia |
Risiede a Bologna
con il legato. |
|
……....... |
|
|
|
Emilia |
Giunge a Modena
e vi coordina l’azione degli uomini d’arme pontifici; deve presto
declinare dall’incarico di capitano generale, perché la morte
di Malatesta Ungaro lo priva dell’ausilio di un valido e fidato
comandante in seconda. |
|
1373 |
|
|
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|
|
……....... |
|
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|
|
Muove lite
agli eredi del nipote Pandolfo, per la restituzione di 34650
ducati, da lui dati in prestito al signore di Pesaro, che è
morto negli stessi giorni. |
|
Mar. |
|
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|
Emilia |
Al governo
di Bologna. Il papa lo chiama a mediare in una contesa sorta
tra gli Orsini ed i Varano. |
|
Apr. |
Chiesa |
Milano |
|
Lombardia |
Si trova a
Cento, si reca ad Ostiglia ed a Borgoforte. |
|
Mag. |
|
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|
Lombardia |
Prende parte
alla battaglia di Montichiari. |
|
Ott. |
|
|
|
Emilia |
E’ richiamato
dal pontefice a Bologna. |
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1374 |
|
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|
|
Feb. |
|
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|
|
Per i suoi
meriti, nel periodo è l’unico signore dello stato della Chiesa
a non incorrere nelle censure ecclesiastiche per il mancato
pagamento del censo (3150 fiorini). |
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1375 |
|
|
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|
|
……....... |
Chiesa |
Firenze |
|
|
Si schiera
a favore dei pontifici contro i fiorentini nella guerra degli
Otto Santi. |
|
Ott. dic. |
|
|
|
Veneto Marche Umbria e Romagna |
Viene designato
da Cangrande della Scala, prima della morte di quest'ultimo,
come tutore dei figli Bartolomeo ed Antonio; il Malatesta si
reca a Verona per aiutare i due giovani nelle prime difficoltà.
Dopo nove giorni di lutto, li arma cavalieri con altri nobili
della città. E’ forzato a ritornarsene nelle Marche a causa
della sollevazione di Urbino: Antonio da Montefeltro entra nella
città con 400 cavalli fiorentini e numerosi fanti e lo costringe
a retrocedere. Il Malatesta si porta a Cagli; è cacciato anche
da tale località dai partigiani dei Montefeltro. Si oppone con
tutte le forze all’azione del conte di Urbino; rimette in Castel
Durante (Urbania) Branca Brancaleoni, affinché impedisca sull’
alto Metauro il congiungimento delle milizie feltresche con
quelle della lega antipontificia. Allo stesso modo, aiuta gli
Olivi, signori di Piandimeleto e di altri castelli sull’alto
corso del Foglia; sostiene a Gubbio Gabriello Gabrielli ad ottenere
il vescovado della città; agevola Taddeo da Cagli a Mazziero
ed il vescovo Claro Peruzzi nel Montefeltro. Sono infestati
i suoi possedimenti dagli avversari fin sulle porte di Rimini.
|
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1376 |
|
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|
|
Gen. |
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|
Romagna |
Rafforza la
guarnigione di Cesena. L’Acuto gli dà in custodia l’abate di
Montmajeur, Gherardo di Puy, fino al saldo delle spettanze della sua compagnia
(130000 ducati). |
|
Mar. |
|
|
|
Romagna |
Acquista Sant’Arcangelo
di Romagna da Muzolo Balacchi con il consenso dei pontifici.
Dà a costui in moglie una figlia naturale. |
|
Mag. |
|
|
|
Marche |
E’ sconfitto
da Lucio Lando, da Lucio Sparviero e dal Montefeltro. |
|
Lug. |
|
|
|
Romagna |
Convince i
cesenati a rimanere fedeli allo stato della Chiesa: i bretoni
(al servizio dei pontifici) escono dalla città in cambio di
60000 ducati. Riconquista Sant’Arcangelo di Romagna. |
|
Ott. |
|
|
|
Romagna |
Parte da Cesena
con 1000 cavalli, attraversa il riminese e giunge sul Foglia.
I nemici ostacolano il suo passaggio, cosicché deve rientrare,
portando il bestiame razziato in precedenza ai contadini. |
|
Nov. |
|
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|
Romagna |
Abbandona Cesena
nelle mani dei pontifici e della compagnia dei bretoni. |
|
1377 |
|
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|
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|
|
Feb. |
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|
Romagna |
I cesenati
uccidono in una sommossa 300 bretoni; interviene il Malatesta,
persuade gli abitanti a deporre le armi con la promessa del
perdono; si associa, al contrario, al saccheggio della città
in cui in tre giorni sono ammazzate 5000 persone. |
|
Mag. |
|
|
|
Romagna |
I cesenati
lo ritengono artefice della strage avvenuta nella città e ne
acclamano signore Guido da Polenta, che vi entra con rinforzi
avuti dal Montefeltro, da Astorre Manfredi e dagli Ordelaffi. |
|
Lug. |
|
|
|
Romagna |
Ospita a Montefiore
Conca Luigi di Montjoie e Giovanni di Maléstroit, responsabili
dell’eccidio di Cesena. |
|
……....... |
|
|
|
Umbria |
Il Malatesta
è impegnato in Umbria contro i ribelli della Chiesa ed agevola
il passaggio delle truppe pontificie in transito per Sansepolcro.
I fiorentini ed i loro
alleati lo costringono ad una tregua. |
|
1378 |
|
|
|
|
|
|
Feb. |
|
|
|
Liguria |
Si trova a
Sarzana con Ottone di Brunswick e l’Acuto, per seguire i negoziati
di pace che devono mettere fine alla guerra. |
|
Primavera |
Gubbio |
Fuoriusciti |
|
Umbria |
Invia 1380
uomini, fra cavalli e fanti, in soccorso del vescovo di Gubbio,
in crisi nel domare la rivolta di alcuni centri del contado. |
|
Mag. |
|
|
|
Lazio |
A Roma, per
ossequiare il nuovo papa Urbano VI. |
|
Lug. |
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|
|
Romagna |
Rientra a Rimini. |
|
Ott. |
Rimini |
Ravenna |
|
Romagna |
Parte da Fano;
si porta sotto Cesena con 300 cavalli e 3000 fanti per scacciarne
il Polenta; assedia
il castello cittadino, fa scavare quattro cave sotto le sue
mura, lo circonda con mangani e bombarde, entra nella città.
Negli stessi giorni, fa uccidere la nipote Costanza, unica figlia
di Malatesta Ungaro, per i suoi costumi ritenuti troppo liberi. |
|
Nov. |
|
|
|
Romagna |
Occupa Bertinoro
e ne assedia la rocca. |
|
Dic. |
|
|
|
Romagna |
Ha il castello
di Bertinoro con l’esborso di 3000 ducati; è chiamato a Cesena
dagli abitanti e ne viene acclamato signore. |
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1379 |
|
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|
|
Gen. |
|
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|
Romagna |
Gli si arrende
anche la rocca di Cesena. Richiama i fuoriusciti nella città
e la rifornisce di frumento che fa venire da Rimini. Il papa
lo nomina rettore della Romagna e gli concede Bertinoro in vicariato.
Il Malatesta si rappacifica con il Montefeltro e parteggia per
Urbano VI contro l’antipapa Clemente VII. |
|
Feb. |
|
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|
Veneto |
Viene nominato
conservatore della pace, per impedire un conflitto nel veronese
che vede di fronte i pupilli della Scala da un lato e Bernabò
Visconti dall’altro. |
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Mag. |
Rimini |
Comp. ventura |
|
Emilia |
Con estensi,
bolognesi e fiorentini (1100 lance), si contrappone alla Campagnia
della Stella del Manfredi (600lance); devia le incursioni dei
venturieri su Genova. |
|
……....... |
|
|
|
Umbria |
Viene chiamato
come paciere in una vertenza tra il signore di Urbania Brancaleone
Brancaleoni ed il comune di Città di Castello. |
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1380 |
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|
|
Giu. |
Chiesa |
|
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Marche e Lazio |
E’ scelto da
Urbano VI come vicario generale della Santa Sede e rettore della
Romagna. Accoglie in Fano Carlo di Durazzo, Alberico da Barbiano
e Guglielmo Ferrebach, volti alla conquista del regno di Napoli,
la cui regina favorisce, al contrario, la causa dell’antipapa.
Il Malatesta accompagna a Roma il Durazzo. |
|
Autunno |
|
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|
Marche |
Conclude una
tregua con il Montefeltro su pressione degli ambasciatori perugini;
gli sono riconosciuti alcuni possessi nel Montefeltro, nella
Massa Trabaria e nel contado di Cagli; al suo emulo vanno, invece,
altri siti posti nei distretti di Cesena, di Sant’Arcangelo
di Romagna e di Fano. |
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1381 |
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Mag. |
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Umbria |
Stipula con
il comune di Perugia un trattato quinquennale di mutua difesa:
ciascuna parte si impegna
ad inviare all’altra 50 lance in caso di aggressione da terzi. |
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Ago. |
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Rimini |
Ospita a Rimini
il Durazzo. |
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Nov. dic. |
Rimini |
Urbino |
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Umbria |
Difende il
vescovo di Gubbio, che è stato allontanato dalla sua sede dai
partigiani dei Montefeltro. |
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1382 |
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……....... |
Rimini |
Ravenna |
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Romagna |
Il Polenta
rinnova il conflitto con i Malatesta e toglie loro Cesenatico:
il signore di Ravenna ha, infatti, acquistato la località
dall’antipapa per 6000 fiorini. |
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Giu. |
Rimini |
Urbino |
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Marche |
Si reitera
la contesa con il Montefeltro: il contrasto è sedato prontamente
con l’interposizione dei perugini. Deve accettare una penale
di 20000 ducati a suo carico nel caso in cui sia egli a violare
i patti sottoscritti. L’intesa è suggellata dalla promessa di
un parentado reciproco. |
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Lug. |
Chiesa |
Antipapa |
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Romagna |
Fa rafforzare
le difese di Cesena, a causa del passaggio in Romagna delle
truppe di Luigi d’Angiò dirette nel regno di Napoli contro Carlo
di Durazzo. Non concede loro vettovaglie, né permette
loro di entrare nelle località sottoposte al suo controllo:
dà l'ordine, anzi, di condurre entro le mura cittadine
tutto il bestiame, il foraggio e quant'altro possa agevolare
logisticamente il transito dei francesi. |
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Ago. |
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Romagna |
Contrasta il
transito alle milizie francesi: i nemici devastano Bellaria
ed assalgono San Giovanni in Marignano. Alla difesa di Rimini
si colloca la Compagnia di San Giorgio del Barbiano. |
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Sett. |
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Marche |
Conquista Senigallia.
E' sollecitato da Urbano VI a scacciare da Montenovo (Ostra
Vetere), da Corinaldo e da Mondolfo, l'angioino Niccolò
Spinelli bandito dal pontefice in quanto fautore dell'antipapa.
Si impadronisce del castello di Corinaldo mentre gli resistono
Montenovo e Mondolfo che sono protetti dai Montefeltro. |
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Ott. |
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Marche |
Invia 50 lance,
50 fanti e 50 guastatori in soccorso degli anconetani, intenti
ad assediare la rocca cittadina in cui si sono rinserrati i
fautori degli angioini. |
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……....... |
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Emilia |
Firma la pace
con gli angioini su mediazione del marchese d’Este. Si reca
a Ferrara. |
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1383 |
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Mar. |
Rimini |
Ravenna |
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Romagna |
Attacca i da
Polenta: il pretesto
è l’assistenza fornita in Romagna alle truppe dell’Angiò nella
loro avanzata verso il regno di Napoli. |
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Nov. |
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Romagna |
Si impossessa
di Polenta, dopo essere ricorso, come altre volte, allo scavo
di gallerie sotterranee sotto le mura, per puntellarle prima
e farle crollare, successivamente, al momento opportuno. Occupa
Coglianello e Bastia; ottiene Cervia per trattato e ne ha il
vicariato. |
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1384 |
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Toscana |
Interviene in Sansepolcro, per sedare le contese
sorte in tale centro tra i Graziani ed i Bernardini. |
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Giu. |
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Romagna |
Si trova a
Cesena. |
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Ago. |
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Romagna |
Si attenda
alla bastia di Alfiano, chiamata Schivanoia, e si porta sotto
Ravenna per otto giorni; fa distruggere vigneti, alberi e case.
Cerca di irrompere nottetempo nella città: il tentativo è respinto.
I suoi uomini, fatti prigionieri dopo averne scalate le mura,
sono impiccati. |
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Nov. |
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Grazie al conte
di Virtù Gian Galeazzo Visconti, sottoscrive l’ennesima pace
solenne con il Montefeltro. |
| Dic. |
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Romagna |
Viene considerato
dai fiorentini loro aderente. |
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1385 |
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Gen. |
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Romagna |
Si ammala a
Rocca delle Caminate. A fine mese, muore a Cesena nel palazzo
della Murata. E’ sepolto a Rimini nella chiesa di San Francesco.
Analoghe esequie hanno corso a Fano, anche qui nella chiesa
di San Francesco dei padri conventuali. |
Capitano valoroso. Grande maestro di guerra. Di grande
coraggio e di tempra eccezionale.
Esperto nel mestiere delle armi.
Guerriero molto stimato. Uno dei più illustri capitani del
suo tempo. Capitano di gran nome.
Avido di sempre nuovi acquisti.
Savio e prudente. Dotato di molte virtù.