Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
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0932      GALEOTTO MALATESTA  Signore di Rimini, Cesena, Fano, Pesaro, Ascoli Piceno, Sansepolcro, Senigallia, Osimo, Recanati, Jesi, Fossombrone, Ancona, Cervia, Bertinoro, Cattolica. Figlio di Pandolfo, fratello di Malatesta, padre di Carlo e di Pandolfo, cugino di Ferrandino e di Giovanni, zio di Malatesta Ungaro e di Pandolfo, genero di Rodolfo da Varano, suocero di Guidantonio da Montefeltro, di Ranuccio Farnese ed Astorre Manfredi.

               1305 ca. – 1385 (gennaio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1322

 

 

 

Romagna

Con il fratello Malatesta, aiuta Ostasio da Polenta  ad impadronirsi della signoria di Ravenna dopo che costui ha ucciso il cugino arcivescovo della città.

1323

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Romagna

Viene armato cavaliere a Rimini con il padre Pandolfo, il fratello Malatesta ed il cugino Ferrandino, dall’ arcivescovo di Ravenna Almerico di Castel Lucio.

1324

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

Sposa in prime nozze Elisa della Vallette, nipote del rettore della marca di Ancona Amelio di Lautrec: la dote è stabilita in 1600 fiorini. Il papa chiede il suo aiuto per combattere gli estensi.

Ott.

 

 

 

 

Con il padre ed il fratello, è nominato “cavaliere di Cristo” dal rettore della marca.

1326

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Romagna

Alla morte del padre viene catturato con Ferrandino, durante un convito, da Ramberto Malatesta, conte di Ghiaggiolo. Il congiunto si autoproclama signore di Rimini; interviene dopo tre giorni il fratello, che obbliga il ribelle a fuggire dalla città. Galeotto è costretto a seguire il suo carceriere a Sant’Arcangelo di Romagna.

Ago.

 

 

 

 

Con il fratello ottiene dal papa l’annullamento di una taglia di 3600 fiorini.

1327

Rimini

Fano

 

Marche

Coadiuva Guido da Carignano a scacciare da Fano Giacomo da Carignano.

1330

 

 

 

 

 

Apr.

Chiesa

Modena

 

Emilia

E’ sconfitto e fatto prigioniero da Guido e Manfredo Pio nella battaglia di Formigine.

1331

 

 

 

 

 

…….......

 

 

 

Lazio

Viene segnalato a Roma; nel Colosseo prende parte ad una caccia al toro.

Mag.

Chiesa

Malatesta

 

Romagna

Con il fratello Malatesta assedia in Mondaino Malatestino Novello Malatesta, figlio di Ferrandino, che non vuole consegnare ai pontifici alcuni castelli del riminese.

1333

 

 

 

 

 

…….......

Chiesa

Ferrara

 

Emilia

Combatte le truppe di Rinaldo d’Este e quelle della lega antipontificia.

Apr.

 

 

 

Emilia

E’ sconfitto e fatto prigioniero nella battaglia di Ferrara. Viene liberato senza il pagamento di alcun riscatto.

Ago.

Malatesta

Chiesa

 

Romagna

Si ribella al cardinale legato Bertrando del Poggetto e si riconcilia a Scorticata con il cugino Ferrandino. Con l’aiuto degli aretini (400 cavalli), devasta le campagne di Rimini fino alle porte della città; si ferma a Santa Maria di Belvedere.

Sett.

 

 

 

Romagna

Occupa Mondaino; il fratello Malatesta, pure rilasciato dagli estensi dopo la battaglia di Ferrara, ritorna a Pesaro. Galeotto lascia Sant’Arcangelo di Romagna con Ferrandino, supera il Marecchia con 1500 fanti, 160 cavalli e molti fuoriusciti ed attacca a Rimini la porta di Sant’Andrea (porta Montanara). Gli abitanti creano disordini all’interno della città e chiudono le strade con alcune barricate. Un partigiano di Ferrandino fa entrare 400 fanti attraverso la finestra di una casa che si trova sulle mura; costoro si impadroniscono del trebbio, spezzano le catene della porta ed immettono nella città il cugino Ferandino con il resto delle truppe.

1334

 

 

 

 

 

Gen.

Rimini

Chiesa

 

 

Aderisce alla lega contro il del Poggetto e l’imperatore Giovanni di Boemia.

Mar.

 

 

 

Marche

Con Ferrandino, il fratello Malatesta e Jacopo da Carignano, si impossessa di Fano e di Fossombrone.

Mag. giu.

 

 

 

Romagna

Con il fratello cattura a tradimento in Rimini Ferrandino ed il figlio di quest'ultimo Guido. Il primo è incarcerato a Gradara, il secondo viene ucciso in prigione.

…….......

Rimini

Malatesta

 

Marche

Lotta contro Ferrandino Novello Malatesta, altro figlio di Ferrandino, che è sfuggito alla strage e che viene aiutato da Nolfo da Montefeltro.

1335

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Marche

Il fratello Malatesta viene sconfitto a Tomba da Galasso da Montefeltro, da Antoniuccio della Tomba e da Ferrandino Novello Malatesta.

Lug. sett.

 

 

 

Romagna e Marche

Con Malatesta e Giovanni Malatesta, ottiene Monleone dagli abitanti e ne assedia il castello; cadono pure in suo possesso Calbana, Calbanella e Secchiano.

1337

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Romagna

Si riconcilia con Ferrandino e Ferrandino Novello, su mediazione di Ostasio da Polenta e del signore di Fermo Mercenario da Monteverde.

1340

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Marche

Con il fratello approfitta di una grave malattia di Guido da Carignano e si impossessa di Fano.

Lug.

 

 

 

 

Il papa Benedetto XII chiede soccorsi ai fiorentini, affinché egli ed il fratello restituiscano allo stato della Chiesa le terre usurpate.

1342

 

 

 

 

 

Ott.

Rimini

Comp. ventura

 

Romagna

E’ assalito nei suoi territori dalla Grande Compagnia di Guarnieri di Urslingen: è costretto ad accordarsi con gli avversari.

1343

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

 

Con il fratello ottiene dall’imperatore Ludovico il Bavaro l’investitura di Fano, di Pesaro e di Rimini. Nella divisione dei poteri, Galeotto rimane al governo di Fano; Malatesta ha quello di Rimini ed il nipote Pandolfo quello di Pesaro.

Mag.

 

 

 

Romagna

Su mediazione del vicario di Romagna Filippo dell’Antella, si ricompone una volta di più con il cugino Ferrandino.

Giu.

 

 

 

 

Fa atto di sottomissione allo stato della Chiesa e gli viene tolto l’interdetto.

1347

 

 

 

 

 

Mag.

Ancona

Osimo

 

Marche

Entra in Osimo con il fratello. E’ subito ammonito dal pontefice.

Dic.

 

 

 

Marche

Riceve a Fano il re Ludovico d’Ungheria diretto alla conquista del regno di Napoli.

1348

 

 

 

 

 

…….......

Rimini

Ancona Cingoli Fermo Jesi

 

Marche

Invade la marca di Ancona, conquista Senigallia, Jesi, Orciano e diviene in breve tempo signore di gran parte del territorio marchigiano.

Mag.

 

 

 

Marche

Parte da Fano e riceve dagli abitanti anche la signoria di Ascoli Piceno a seguito della ribellione della città ai danni del governatore pontificio.

Ott.

 

 

 

Marche

Sconfigge gli avversari a Sassoferrato. Assedia la città difesa da Ungaro degli Atti. Scaccia Lomo da Jesi da Jesi; dopo alcuni giorni, tuttavia, deve accorrere a Fano, assalita dal signore di Fermo Gentile da Mogliano.

Nov.

 

 

 

Marche

Con Malatesta tende un’imboscata nei pressi di San Severino Marche all’esercito di Gentile da Mogliano: costui è catturato e per riavere la libertà, più tardi, è obbligato a cedere Ascoli Piceno ai Malatesta.

Dic.

 

 

 

Marche

Si muove sotto Ancona; occupa anche tale centro con l’aiuto del connestabile Vanni da Tolentino, che lo fa entrare nell'abitato per la porta di San Cataldo. Entra nella città con il fratello Malatesta: i soldati commettono non poche ruberie ai danni degli abitanti. Farà costruire in Ancona le rocche di San Cataldo e di Santa Caterina.

1349

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna e Israele

Con il nipote Malatesta Ungaro (è accompagnato anche da un buffone), si imbarca a Rimini su una galea anconetana e si reca in pellegrinaggio in Terrasanta.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Al ritorno dalla Palestina si porta in Lombardia.

Nov.

Rimini

Fermo

 

Marche

Riprende il conflitto nelle Marche, sottomette Pergola e Rocca Contrada (Arcevia). Campeggia più giorni sotto Fermo ed occupa il castello di Carassai.

1350

 

 

 

 

 

…….......

 

 

 

Marche

Gli si ribella Ascoli Piceno: sono squartati, dopo essere stati trascinati a coda di cavallo, quattro congiurati.

Mag.

 

 

 

Marche

Fa arrestare il vescovo di Ascoli Piceno Isacco Bindi con tre fratelli e lo fa rinchiudere nella fortezza di porta Maggiore. Il prelato sarà liberato dopo undici mesi.

1351

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Marche

Affronta sempre il  Mogliano per il possesso di alcuni castelli di confine e per l’uso del porto fluviale dislocato alla foce del Tronto. Sottomette Santa Vittoria in Matenano, si spinge a Servigliano e sfida a battaglia l’avversario. Conquista Petritoli dopo otto giorni di assedio; conquista Monteguidone e Monte San  Pietrangeli. Rientra in trionfo ad Ascoli Piceno.

Sett.

 

 

 

Marche

Con gli ascolani e 300 soldati di Ripatransone, si porta in soccorso di Osimo, assediata dai fermani; assale Civitanova Marche e vi cattura Ruggero da Mogliano. 

Ott.

Napoli

Ungheria

300 cavalli

Abruzzi

Stipula la pace con Gentile da Mogliano ed è assoldato dal gran siniscalco del regno di Napoli Niccolò Acciaiuoli per contrastare le truppe del re Ludovico d’Ungheria. Penetra negli Abruzzi al fine di recuperare L’Aquila. Si trova a Chieti ed a Lanciano; viene sconfitto nei pressi della seconda località da Corrado Lupo. Analoghi insuccessi riporta a Monteodorisio ed a Vasto; ritorna nelle Marche.

1352

 

 

 

 

 

…….......

 

 

 

Abruzzi

Viene nominato dal re di Napoli Luigi di Taranto viceré d’Abruzzo e gran giustiziere del regno. Opera tra Chieti e Lanciano.

Autunno

Rimini

Ribelli

 

Marche

Combatte i signori della montagna ascolana. Occupa i castelli di Lugo, di Fonditorio, di San Pietro, di Santa Maria in Lapide, di Vitreto e di Monte Passilli.

Dic.

Napoli

Ungheria

 

Campania

Al comando di 400 barbute, assedia con il fratello Malatesta frà Moriale in Aversa e lo obbliga alla resa.

1353

 

 

 

 

 

Lug.

Rimini

Fermo Cingoli

 

Marche

Lotta ancora contro il Mogliano e rafforza le difese di Fano verso il mare. Vince il capitano avversario ed assedia Fermo. L’arcivescovo di Milano Giovanni Visconti impone una breve tregua fra i contendenti. Il Malatesta assedia Cingoli.

Ago.

 

 

 

Marche

Entra in Cingoli ed occupa, in breve progressione, Montecchio (Treia), Montecosaro e Monterubbiano. Assedia nuovamente il Mogliano in Fermo.

Sett. nov.

Rimini

Comp. ventura

 

Marche

Ha per trattato Porto San Giorgio. Gentile da Mogliano chiama in suo soccorso la Grande Compagnia di frà Moriale che, non solo costringe il Malatesta a desistere dalle operazioni di assedio, ma si trasferisce – successivamente – anche nei suoi stati che vengono in tal modo devastati. 

1354

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

Gli avversari, con l’aiuto di Ludovico Ordelaffi, occupano Montefeltrano; il Malatesta cavalca allora a Montefano per bruciarne il castello: gli abitanti gli si oppongono ed è costretto a ritirarsi.

Feb. ago.

 

 

 

Marche Umbria e Toscana

Si colloca alla difesa di Fano. Subisce da parte della Grande Compagnia la distruzione di quarantaquattro castelli; cerca soccorsi in Toscana per fronteggiare i venturieri. Si reca a Perugia, a Siena ed a Firenze: i fiorentini gli promettono 200 cavalli, che, tuttavia, ritornano nei loro contadi perché perugini e senesi  non confermano i loro impegni. Il Malatesta si accorda con frà Moriale e gli riconosce 60000 fiorini: l’ultima rata scade a metà agosto e fino ad allora il nipote Malatesta Ungaro rimane come ostaggio nelle mani della compagnia. A luglio viene citato a comparire ad Avignone dal pontefice.

Ott.

 

 

 

 

Convocato ad Avignone, non vi si reca ed è condannato in contumacia.

1355

 

 

 

 

 

Feb.

Rimini

Chiesa

 

Marche

Viene scomunicato ed è aggredito nelle sue terre dalle milizie del cardinale Albornoz.

Mar.

 

 

 

Marche

Sfida a duello il cardinale Egidio Albornoz; quando costui accetta, il Malatesta preferisce ritirarsi. Esce da Ancona con 600 barbute ed espugna un castello nei pressi di Recanati. Assedia la città dopo avere fortificato il suo campo con una trincea. Viene assalito per due volte da Rodolfo da Varano, che guida 800 cavalli e molti fanti.

Apr.

 

 

 

Marche e Umbria

Gli abitanti del castello di Paterno d'Ancona si accordano con i pontifici e chiedono soccorsi al marchese Fernando Blasco (Blasco di Monviso). Al castello giungono, nel frattempo, gli esattori dei Malatesta a riscuotere le gabelle; la popolazione si ribella e chiude le porte in faccio agli emissari dei signori di Rimini venuti a chiiedere ragione del loro comportamento. Il Malatesta marcia da Ancona contro i terrazzani e pione il suo alloggio in un piccolo ospedale. Il Blasco fa entrare nottetempo nel centro, per la porta rivolta verso Jesi, alcune truppe. Attaccato dagli avversari in un punto male sorvegliato del suo campo, i suoi alloggiamenti vengono forzati dal Varano. Il Malatesta si rafforza allora nel borgo con 400 cavalli: respinge tre assalti in uno scontro che dura dalle prime ore del mattino a mezzogiorno. Circondati da ogni parte, i suoi uomini si danno alfine alla fuga. Due volte catturato nel corso del combattimento, il Malatesta viene liberato dai suoi cavalli. Da ultimo, uccisagli la cavalcatura, mentre cerca di salvarsi è ferito ad una coscia ed è fatto prigioniero dal connestabile Everardo di Anstorp, che nel successivo luglio avrà per tale fatto un premio di 200 fiorini. Il Malatesta viene incarcerato a Gubbio nel palazzo dei consoli; l’Albornoz, nonostante l’intercessione dell’Acciaiuoli, lo minaccia di morte. Galeotto persuade il fratello Malatesta a capitolare.

Giu.

 

 

 

 

Liberato, fa atto di soggezione e gli viene concesso per dodici anni il vicariato di Rimini, di Fano, di Pesaro e di Fossombrone dietro un censo annuo di 9000 fiorini. Nella divisione dei beni ottiene la signoria di Fano.

Ago.

 

 

 

Marche

Accoglie in Fano l’Albornoz, che lo assolve da ogni censura ecclesiastica.

1356

 

 

 

 

 

Apr.

Chiesa

Forlì Faenza

Gonfaloniere

Romagna

E’ nominato gonfaloniere della Chiesa e gli è riconosciuta una provvigione mensile di 500 ducati: la cerimonia avviene a Rimini nella chiesa di San Giuliano. Ottiene in affitto  per cinque anni, dall’arcivescovo di Ravenna, alcuni castelli del riminese, peraltro già in suo possesso, quali Gemmano, Monte Colombo, Montescudo, Marazzano, Coriano e nel pesarese Gabicce, Cattolica, Gazolo, Granarola, Fanano e Catignano. Apre le ostilità nei confronti di Ludovico Ordelaffi con 1000 cavalli.

Mag.

 

 

 

Romagna

Distrugge la palizzata che protegge il porto di Cesenatico; si porta al campo di Ronta nel cesenate dove si trova Roberto Alidosi con l'esercito crociato, nel quale si contano 12000 soldati e 3000 guastatori. Al suono delle trombe i suoi uomini danno il guasto a tutto il contado. A metà mese si sposta sulla Limata dove stanzia quattordici giorni, attraversa il ponte del Ronco e si trasferisce nel forlivese, per rimanervi fino al termine del mese. Malatesta Ungaro si allontana con una parte dell'esercito e si accampa presso il Savio, nel cesenate alla Torre del Vescovo.

Giu.

 

 

 

Romagna

Si attenda a Matalardo ed a Bulgaria. A metà mese, ottiene per tradimento il castello di Montevecchio da Giovanni di Montevecchio dietro la promessa di 400 ducati.

Lug.

 

 

 

Romagna

E’ segnalato al campo di San Valeriano in Livia tra il fiume Ronco ed il canale; guasta i raccolti; supera successivamente il fiume, si porta a San Martino, a Ronco, a Magliano; depreda il contado di Forlimpopoli e di Bagnolo; si accampa a Villafranca. Da ultimo, arretra di fronte alla Grande Compagnia ora comandata dal conte Lando.

Ago. dic.

 

 

 

Romagna

Si sposta nel faentino e colloca il campo a Cosina. Devasta il territorio finitimo. Ha ragione della resistenza dei Manfredi, che a dicembre fanno atto di sottomissione all'Albornoz. Sempre in questo mese, entra in Faenza in trionfo ed ha dal cardinale legato il vicariato di Bagnacavallo e di altri castelli.

1357

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

Rientra nel forlivese con il nipote e l'Alidosi. Presto si congiungono loro anche Ostasio da Polenta e l'ex-alleato dell'Ordelaffi Giovanni Manfredi.

Apr.

 

 

Capitano g.le

Marche

Ha inizio la campagna: il campo viene collocato a Brusada, dove è agevolmente rifornito di vettovaglie e di foraggio provenienti da Faenza, da Imola, da Bologna e da Ravenna. Si reca a Fano, per ricevervi l’Albornoz proveniente da Ancona: si decide di attaccare Cesena e gli è dato il comando delle operazioni. Scorre le campagne con il da Polenta, depreda i villaggi e fa molti prigionieri. A fine mese, Cesena si solleva a favore dei pontifiici. Cia degli Ubaldini, moglie dell'Ordelaffi, si ritira nella rocca dopo avere fatto dare alle fiamme gli edifici e le case circostanti.

Giu.

 

 

 

Romagna

A fine mese, obbliga alla resa Cia degli Ubaldini. Occupa Bertinoro a seguito di una scaramuccia davanti ad una porta;  i pontifici hanno modo di mescolarsi con gli abitanti che, usciti dalla città a respingere i suoi uomini, si sono dati ad una disordinata fuga. I suoi soldati irrompono nella città.

Lug.

 

 

 

Romagna e Marche

Assedia il castello di Bertinoro; fa scavare (come a Cesena) alcuni cunicoli sotto le mura per farle crollare. Giovanni Ordelaffi, che ne è alla difesa, rinuncia in breve tempo alla lotta. Con l'arrivo in soccorso all'Ordelaffi della Grande Compagnia, il Malatesta si ritira a Fano.

1358

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

Con il fratello, ottiene dal papa Innocenzo VI, dietro un canone annuo di 300 fiorini, il vicariato di molti castelli nei territori di Rimini, di Fano e di Fossombrone.

…….......

Chiesa

Milano

 

Emilia

Viene battuto dai viscontei nel bolognese ed è ferito in una scaramuccia.

Apr.

 

 

 

Romagna

Assedia Forlì; si accampa al ponte di Ronco e vi fa costruire una bastia.

Lug.

 

 

 

Romagna

Ha a patti Meldola.

1359

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Romagna

Con Albertaccio Ricasoli e l’Albornoz, organizza in Forlì una festa per solennizzare la vittoria sull’Ordelaffi.

1360

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

Capitano g.le

Emilia

Si porta a Bologna ed è eletto capitano generale dai pontifici.

Lug.

 

 

 

Marche

Toglie Corinaldo a Niccolò da Buscareto, che si è ribellato allo stato della Chiesa: si impadronisce del castello e lo dà alle fiamme con la città, previo saccheggio da parte dei suoi soldati. Si volge contro Buscareto e Montenovo (Ostra Vetere), che sono soccorsi dai viscontei di Anichino di Baumgarten. I suoi attacchi sono respinti, per cui cede il comando al nipote Pandolfo e rientra nel bolognese.

Ago.

 

 

 

Marche

Con il ritiro del Baumgarten, Niccolò da Buscareto cede.

Sett.

 

 

 

Emilia

Arrivano 6000 ungheri condotti da Simone della Morte: occupa Castenaso, recupera Varignana e vi fa molti prigionieri, che sono condotti a Bologna.

Ott.

 

 

 

Emilia

Rientra a Bologna con l’Albornoz e vi è accolto con grandi feste ed onori. Per vendicarsi del Varano, che lo ha sconfitto a Paterno d’Ancona, il Malatesta lo fa catturare a Fermo da Giovanni Visconti da Oleggio con l’accusa di tradimento: il signore di Camerino è trovato innocente dal cardinale legato e sarà liberato il mese successivo. Sempre a metà ottobre, Galeotto esce ancora da Bologna ed assale la bastia di Casalecchio di Reno (o della Canonica) alla cui difesa si trova Pagano di Panico. Al rientro nel capoluogo, arma alcuni cavalieri con l’Acciaiuoli.

Nov.

 

 

 

Emilia

Bernabò Visconti licenzia in Lombardia 1000 ungheri che si dirigono su Reggio Emilia: costoro sono subito assoldati dall’Albornoz, che si avvale anche delle truppe di Feltrino Gonzaga. Il Malatesta affianca il della Morte nel modenese; cinge d’assedio Castelfranco Emilia e raggiunge nel parmense gli ungheri con 1000 barbute tedesche.

Dic.

 

 

 

Emilia

Valica la Fossata e penetra nel borgo di Sant’Elpidio a Parma; brucia la porta di San Francesco a Codiponte; è, alfine, respinto da un contrattacco dei difensori. Desola il parmense per venticinque giorni con incendi e ruberie. Ritorna a Bologna ed il della Morte è sospettato di essersi fatto corrompere dal Visconti.

1361

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Ottiene rinforzi dal duca d’Austria; assale Castelfranco Emilia ed altri fortilizi.

Feb.

 

 

 

Romagna

Tenta di impossessarsi di Lugo: è abbandonato da gran parte dei suoi uomini e dagli ungheri per la mancanza di denaro.

Mar.

 

 

 

Emilia Romagna e Marche

Si trova alla difesa di Bologna con il fratello Malatesta. Spinto dalla necessità, si sposta a Molinella ed a Argenta; si imbarca sul Po di Primaro e si porta ad Ancona con Antonio Galluzzi ed Ubaldino Malavolti al fine di esporre la sitazione all’ Albornoz. Il cardinale si reca in Ungheria dal re Ludovico, alla ricerca di denari e di milizie per potere continuare la guerra con i viscontei.

Giu.

 

 

 

Emilia

Giovanni da Bileggio tenta di tagliare l’ultima via dei rifornimenti rimasta ai bolognesi, vale a dire la strada degli Appennini che porta a Firenze.

Lug.

 

 

 

Romagna e Emilia

Il Bileggio inizia la costruzione di una bastia sul Savena, a San Ruffillo. Il Malatesta con 500 barbute e 300 ungheri, raccolti a Faenza per guerreggiare l’Ordelaffi che sta infestando il riminese, cavalca ad Imola ed entra all’improvviso in Bologna senza che gli avversari se ne accorgano. Spedisce subito un grosso contingente a Jola, un punto che domina la pianura, debolmente sorvegliato dagli avversari. Arma cavalieri alcuni capitani quali Blasco Fernandez, si collega con il nipote Malatesta Ungaro ed insieme (700 barbute, 300 ungheri e 4000 bolognesi) attaccano all'alba gli avversari sul Savena (1500 cavalli, 2000 fanti e molti partigiani degli Ubaldini) fuori porta Santo Stefano. L'esercito è diviso in due parti; al comando dell'ala destra si trova Gomez Albornoz (sostituito da Piero Farnese allorché lo spagnolo, gravemente ferito, deve lasciare il combattimento), alla sinistra il Fernandez, mentre egli si colloca al centro con la cavalleria pesante. I bolognesi armati, infine, si pongono alla retroguardia. I nemici sono sconfitti: nel combattimento muoiono 970 uomini e ne sono catturati altri 1300, fra i quali vi sono il Bileggio, Gaspare e Giovanni degli Ubaldini. Fra i pontifici i morti sono 200, compreso il Fernandez, sepolto successivamente a Bologna nella chiesa di San Francesco.Tutti i prigionieri sono condotti nel capoluogo: i tedeschi ed i connestabili sono rilasciati con le armi ed un cavallo, i capisquadra possono, invece, allontanarsi con la sopravveste e la spada. Grandi sono le feste organizzate in Bologna per la vittoria; è pure elargita in elemosina una notevole somma di denaro. Il senato bolognese ordina che, per commemorare tale giorno, nel futuro si corra un palio per la strada di Santo Stefano con premio una pezza di velluto ed un pennone raffiguranti San Ruffillo e lo stemma cittadino, nonché uno stocco dorato, manopole di ferro, lancia, scudo e speroni. Si dispone anche che, sempre annualmente per tale festività, siano donate al cappellano di San Ruffillo dieci lire e che la mattina sia celebrata una messa nella piazza di Santo Stefano con l'esposizione del palio premio della corsa. Da ultimo si narra che, poco prima del combattimento, una donna, Francesca da Polenta, figlia del signore di Ravenna Bernardino e moglie del bolognese Alberto Galluzzi, soprannominata per la sua bellezza Venusta, abbia donato al Malatesta tre fiaschi impagliati con erica dorata ed argentata (contenenti uno giulebbe, un succo di frutta bollito con zucchero, uno vino ed uno aceto rosato) ed una grande cesta di pane bianco accompagnati da una lettera in cui si raccomandano i beni dei bolognesi al valore del signore di Rimini.

1362

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Emilia

Raduna le truppe a Modena, si dirige a Massa Finalese e vi costruisce una bastia.

Lug.

 

 

 

Emilia

Marcia nel parmense e vince i viscontei nei pressi di Peschiera.

…….......

Napoli

 

 

Campania

Viene chiamato a Napoli dalla regina Giovanna d’Angiò; è nominato viceré e gli è dato l’incarico di reprimere il brigantaggio con 400 barbute.

1363

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

Il papa Urbano V gli rinnova anzitempo la concessione dei vicariati di Rimini, di Fossombrone e quello dei castelli di Cartoceto e di San Biagio per altri dieci anni; lo dispensa, inoltre, dal raggiungerlo alla corte pontificia di Avignone per il relativo giuramento.

Ott.

 

 

 

 

Il fratello Malatesta rinuncia alla signoria di Rimini a suo favore.

Nov.

Firenze

Pisa

Capitano g.le

Toscana

Osteggiato alla corte angioina, depone ogni incarico e passa al servizio dei fiorentini per contrastare i pisani comandati da Alberto Sterz. Viene eletto capitano generale al posto del nipote Pandolfo.

1364

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Presto si congeda. Si reca a Bologna e lascia la città con Gomez Albornoz, che ha terminato nella località il suo mandato di rettore.

Apr.

 

 

 

Emilia

A Bologna, per rendere atto di omaggio al nuovo legato pontificio, il cardinale Androino di Cluny.

Giu.

Firenze

Pisa

Capitano g.le

 

Viene richiamato in Toscana dai fiorentini che lo nominano loro capitano generale al posto di Arrigo di Montfort.

Lug.

 

 

 

Toscana

Si reca a Firenze e perde alcuni giorni circa le prerogative dei suoi poteri; riceve le insegne del comando a metà mese da Angelo Bardi e raggiunge Peccioli. Si accampa con 4000 cavalli e 11000 fanti a Cascina. Si ammala di terzana per cui sono Manno Donati e Bonifacio Lupo a governare le truppe. Costoro rafforzano la strada che porta a San Savino ed a Pisa e vi fanno appostare lungo i lati i fanti dei conti Guidi, quelli aretini e Ricceri Grimaldi con 400 balestrieri genovesi. A causa del gran caldo i fiorentini si tolgono le armi e fanno il bagno nell'Arno. I pisani cercano di trarre profitto da tale occasione; verso mezzogiorno Giovanni Acuto attacca il campo fiorentino e viene respinto dagli interventi del Grimaldi, del Donati, dei tedeschi del Montfort e dei conti Giovanni e Rodolfo di Asburgo. Il Malatesta si fa vivo solo al termine dello scontro quando fa muovere l’insegna reale: non permette di inseguire i fuggitivi perché teme un agguato da parte dell’Acuto. Nel combattimento vi sono più di 1000 morti e sono catturati più di 2000 uomini: i forestieri sono subito rilasciati secondo gli usi del tempo. Il Malatesta si trasferisce a Montopoli in Val d’Arno ed a Marti e, come a San Ruffillo, concede ai suoi uomini paga doppia e mese compiuto: l’iniziativa costa ai fiorentini 170000 fiorini. Si avvicina a Pisa ed a San Piero a Grado fa impiccare, in segno di disprezzo per gli avversari, due grosse cornacchie, due cani (o due asini) e due montoni; fa correre il palio dei barattiri e delle meretrici. Si porta a San Miniato, vi arma alcuni cavalieri e si dirige su Firenze. I pisani fatti prigionieri sono legati e caricati su cinquanta carri: nel primo si trova anche un'aquila allevata dagli avversari e catturata dai fiorentini durante lo scontro dopo averla ferita. Il Malatesta entra in Firenze per la porta di San Frediano: su questa è innalzata l'insegna del comune, il leone, vale a dire il Marzocco, che i prigionieri sono costretti a baciare.

Ago.

 

 

 

Toscana

Attacca Lucca e si attesta a San Piero in Campo: sorgono continue risse fra i suoi mercenari inglesi e tedeschi, che si concludono con morti e feriti da entrambe le  parti. Preda Moriano e congeda una parte delle milizie.

Sett.

 

 

 

Toscana

E’ firmata la pace con i pisani;  a Firenze, per restituire le insegne del comando.

1364

 

 

 

Marche

A Fano, per timore di scorrerie da parte di compagnie di ventura inglesi.

1365

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Marche

Rafforza i presidi dei territori sottoposti al suo governo.

Mag.

 

 

 

Marche

Si incontra a Fano con gli ambasciatori fiorentini Niccolò Acciaiuoli e Stefano Buonincontri, per discutere un’alleanza con il re di Napoli, con Genova, con gli estensi ed altri signori romagnoli.

1366          
Giu.         Il papa Urbano V chiede il suo aiuto per reprimere la Compagnia di San Giorgio, guidata da Ambrogio Visconti e dall'Acuto.

1367

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Lazio

Giunge a Viterbo con 500 fanti, per rendere omaggio al pontefice proveniente da Avignone. A metà mese, con i nipoti Malatesta Ungaro e Pandolfo, il Varano, Niccolò d’Este ed il conte Amedeo di Savoia, marcia con i suoi fanti armati di corazzine immediatamente prima del pontefice e lo scorta fino a Roma. Smonta in San Pietro ed arma cavalieri due riminesi. Lo stesso giorno si sposa con Gentile da Varano, figlia di Rodolfo.

1368

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio e Emilia

E’ nominato senatore di Roma per sei mesi. Accompagna a Bologna il cardinale legato Anglico Grimoard, fratello del pontefice.

Feb.

 

 

 

Emilia e Veneto

Con il Grimoard e Blasco Gomez, si reca a Ferrara, a Padova ed a Venezia, per organizzare le truppe della lega antiviscontea.

Apr.

Chiesa

Milano

50 lance

Emilia

Con il Varano, si incontra a Bologna con l’imperatore Carlo di Boemia, che ha lasciato la Lombardia.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Prende parte all’assedio della bastia di Borgoforte, che blocca l’avanzata alle milizie della lega; a fine mese, batte nei pressi gli avversari.

Giu.

 

 

 

Marche

A Senigallia con il  Varano.

Lug.

 

 

 

Marche

Ospita a Fano il Grimoard, Guido da Polenta, Francesco Gonzaga, Niccolò ed Ugo d'Este, gli Alidosi, Feltrino Gonzaga, il Varano, Giovanni da Bagnacavallo, Francesco e Marsilio da Carrara.

1369

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

Viene compreso nell’effimera pace stipulata tra lo stato della Chiesa ed i Visconti.

Apr.

 

 

 

 

Il papa Urbano V gli rinnova le concessioni precedenti.

…….......

 

 

 

 

Ha una condotta dall’imperatore di Costantinopoli.

1370

 

 

 

 

 

…….......

Chiesa

Perugia

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

Il papa è costretto a rientrare ad Avignone.

1371

 

 

 

 

 

…….......

 

 

 

 

Appoggia Niccolò d’Este ai danni di Manfredino da Sassuolo.

Lug.

 

 

 

 

A metà mese acquista per 18000 fiorini Borgo Sanm Sepolcro (Sansepolcro) da Raimondo di Montealto, il cardinale de Grissac, vescovo di Albano Laziale, fratello del pontefice Urbano V morto da poco. La somma è da pagarsi in tre rate e ne sono mallevadori i nipoti Malatesta Ungaro e Pandolfo. Galeotto viene infeudato di Sansepolcro dal  papa Gregorio XI. Fa ricostruire le mura cittadine ed edificare una torre alta 60 braccia al posto della chiesa e dell'ospedale di San Niccolò spostati in altro sito; fa ampliare, nel contempo, il palazzo del comune.

Nov.

Chiesa

Milano

Capitano g.le

 

E’ nominato, con il conte Amedeo di Savoia, capitano generale della lega antiviscontea.

1372

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Marche

Riceve a Fano il legato pontificio Pietro di Bourges.

Estate

 

 

 

Emilia

Risiede a Bologna con il legato.

…….......

 

 

 

Emilia

Giunge a Modena e vi coordina l’azione degli uomini d’arme pontifici; deve presto declinare dall’incarico di capitano generale, perché la morte di Malatesta Ungaro lo priva dell’ausilio di un valido e fidato comandante in seconda.

1373

 

 

 

 

 

…….......

 

 

 

 

Muove lite agli eredi del nipote Pandolfo, per la restituzione di 34650 ducati, da lui dati in prestito al signore di Pesaro, che è morto negli stessi giorni.

Mar.

 

 

 

Emilia

Al governo di Bologna. Il papa lo chiama a mediare in una contesa sorta tra gli Orsini ed i Varano.

Apr.

Chiesa

Milano

 

Lombardia

Si trova a Cento, si reca ad Ostiglia ed a Borgoforte.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Prende parte alla battaglia di Montichiari.

Ott.

 

 

 

Emilia

E’ richiamato dal pontefice a Bologna.

1374

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

Per i suoi meriti, nel periodo è l’unico signore dello stato della Chiesa a non incorrere nelle censure ecclesiastiche per il mancato pagamento del censo (3150 fiorini).

1375

 

 

 

 

 

…….......

Chiesa

Firenze

 

 

Si schiera a favore dei pontifici contro i fiorentini nella guerra degli Otto Santi.

Ott. dic.

 

 

 

Veneto Marche Umbria e Romagna

Viene designato da Cangrande della Scala, prima della morte di quest'ultimo, come tutore dei figli Bartolomeo ed Antonio; il Malatesta si reca a Verona per aiutare i due giovani nelle prime difficoltà. Dopo nove giorni di lutto, li arma cavalieri con altri nobili della città. E’ forzato a ritornarsene nelle Marche a causa della sollevazione di Urbino: Antonio da Montefeltro entra nella città con 400 cavalli fiorentini e numerosi fanti e lo costringe a retrocedere. Il Malatesta si porta a Cagli; è cacciato anche da tale località dai partigiani dei Montefeltro. Si oppone con tutte le forze all’azione del conte di Urbino; rimette in Castel Durante (Urbania) Branca Brancaleoni, affinché impedisca sull’ alto Metauro il congiungimento delle milizie feltresche con quelle della lega antipontificia. Allo stesso modo, aiuta gli Olivi, signori di Piandimeleto e di altri castelli sull’alto corso del Foglia; sostiene a Gubbio Gabriello Gabrielli ad ottenere il vescovado della città; agevola Taddeo da Cagli a Mazziero ed il vescovo Claro Peruzzi nel Montefeltro. Sono infestati i suoi possedimenti dagli avversari fin sulle porte di Rimini.

1376

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Rafforza la guarnigione di Cesena. L’Acuto gli dà in custodia l’abate di Montmajeur, Gherardo di Puy, fino al  saldo delle spettanze della sua compagnia (130000 ducati).

Mar.

 

 

 

Romagna

Acquista Sant’Arcangelo di Romagna da Muzolo Balacchi con il consenso dei pontifici. Dà a costui in moglie una figlia naturale.

Mag.

 

 

 

Marche

E’ sconfitto da Lucio Lando, da Lucio Sparviero e dal Montefeltro.

Lug.

 

 

 

Romagna

Convince i cesenati a rimanere fedeli allo stato della Chiesa: i bretoni (al servizio dei pontifici) escono dalla città in cambio di 60000 ducati. Riconquista Sant’Arcangelo di Romagna.

Ott.

 

 

 

Romagna

Parte da Cesena con 1000 cavalli, attraversa il riminese e giunge sul Foglia. I nemici ostacolano il suo passaggio, cosicché deve rientrare, portando il bestiame razziato in precedenza ai contadini.

Nov.

 

 

 

Romagna

Abbandona Cesena nelle mani dei pontifici e della compagnia dei bretoni.

1377

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

I cesenati uccidono in una sommossa 300 bretoni; interviene il Malatesta, persuade gli abitanti a deporre le armi con la promessa del perdono; si associa, al contrario, al saccheggio della città in cui in tre giorni sono ammazzate 5000 persone.

Mag.

 

 

 

Romagna

I cesenati lo ritengono artefice della strage avvenuta nella città e ne acclamano signore Guido da Polenta, che vi entra con rinforzi avuti dal Montefeltro, da Astorre Manfredi e dagli Ordelaffi.

Lug.

 

 

 

Romagna

Ospita a Montefiore Conca Luigi di Montjoie e Giovanni di Maléstroit, responsabili dell’eccidio di Cesena.

…….......

 

 

 

Umbria

Il Malatesta è impegnato in Umbria contro i ribelli della Chiesa ed agevola il passaggio delle truppe pontificie in transito per Sansepolcro. I fiorentini  ed i loro alleati lo costringono ad una tregua.

1378

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Liguria

Si trova a Sarzana con Ottone di Brunswick e l’Acuto, per seguire i negoziati di pace che devono mettere fine alla guerra.

Primavera

Gubbio

Fuoriusciti

 

Umbria

Invia 1380 uomini, fra cavalli e fanti, in soccorso del vescovo di Gubbio, in crisi nel domare la rivolta di alcuni centri del contado.

Mag.

 

 

 

Lazio

A Roma, per ossequiare il nuovo papa Urbano VI.

Lug.

 

 

 

Romagna

Rientra a Rimini.

Ott.

Rimini

Ravenna

 

Romagna

Parte da Fano; si porta sotto Cesena con 300 cavalli e 3000 fanti per scacciarne il  Polenta; assedia il castello cittadino, fa scavare quattro cave sotto le sue mura, lo circonda con mangani e bombarde, entra nella città. Negli stessi giorni, fa uccidere la nipote Costanza, unica figlia di Malatesta Ungaro, per  i suoi costumi ritenuti troppo liberi.

Nov.

 

 

 

Romagna

Occupa Bertinoro e ne assedia la rocca.

Dic.

 

 

 

Romagna

Ha il castello di Bertinoro con l’esborso di 3000 ducati; è chiamato a Cesena dagli abitanti e ne viene acclamato signore.

1379

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Gli si arrende anche la rocca di Cesena. Richiama i fuoriusciti nella città e la rifornisce di frumento che fa venire da Rimini. Il papa lo nomina rettore della Romagna e gli concede Bertinoro in vicariato. Il Malatesta si rappacifica con il Montefeltro e parteggia per Urbano VI contro l’antipapa Clemente VII.

Feb.

 

 

 

Veneto

Viene nominato conservatore della pace, per impedire un conflitto nel veronese che vede di fronte i pupilli della Scala da un lato e Bernabò Visconti dall’altro.

Mag.

Rimini

Comp. ventura

 

Emilia

Con estensi, bolognesi e fiorentini (1100 lance), si contrappone alla Campagnia della Stella del Manfredi (600lance); devia le incursioni dei venturieri su Genova.

…….......

 

 

 

Umbria

Viene chiamato come paciere in una vertenza tra il signore di Urbania Brancaleone Brancaleoni ed il comune di Città di Castello.

1380

 

 

 

 

 

Giu.

Chiesa

 

 

Marche e Lazio

E’ scelto da Urbano VI come vicario generale della Santa Sede e rettore della Romagna. Accoglie in Fano Carlo di Durazzo, Alberico da Barbiano e Guglielmo Ferrebach, volti alla conquista del regno di Napoli, la cui regina favorisce, al contrario, la causa dell’antipapa. Il Malatesta accompagna a Roma il Durazzo.

Autunno

 

 

 

Marche

Conclude una tregua con il Montefeltro su pressione degli ambasciatori perugini; gli sono riconosciuti alcuni possessi nel Montefeltro, nella Massa Trabaria e nel contado di Cagli; al suo emulo vanno, invece, altri siti posti nei distretti di Cesena, di Sant’Arcangelo di Romagna e di Fano.

1381

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Umbria

Stipula con il comune di Perugia un trattato quinquennale di mutua difesa: ciascuna  parte si impegna ad inviare all’altra 50 lance in caso di aggressione da terzi.

Ago.

 

 

 

Rimini

Ospita a Rimini il Durazzo.

Nov. dic.

Rimini

Urbino

 

Umbria

Difende il vescovo di Gubbio, che è stato allontanato dalla sua sede dai partigiani dei Montefeltro.

1382

 

 

 

 

 

…….......

Rimini

Ravenna

 

Romagna

Il Polenta rinnova il conflitto con i Malatesta e toglie loro Cesenatico: il signore di Ravenna ha, infatti, acquistato la località dall’antipapa per 6000 fiorini.

Giu.

Rimini

Urbino

 

Marche

Si reitera la contesa con il Montefeltro: il contrasto è sedato prontamente con l’interposizione dei perugini. Deve accettare una penale di 20000 ducati a suo carico nel caso in cui sia egli a violare i patti sottoscritti. L’intesa è suggellata dalla promessa di un parentado reciproco.

Lug.

Chiesa

Antipapa

 

Romagna

Fa rafforzare le difese di Cesena, a causa del passaggio in Romagna delle truppe di Luigi d’Angiò dirette nel regno di Napoli contro Carlo di Durazzo. Non concede loro vettovaglie, né permette loro di entrare nelle località sottoposte al suo controllo: dà l'ordine, anzi, di condurre entro le mura cittadine tutto il bestiame, il foraggio e quant'altro possa agevolare logisticamente il transito dei francesi.

Ago.

 

 

 

Romagna

Contrasta il transito alle milizie francesi: i nemici devastano Bellaria ed assalgono San Giovanni in Marignano. Alla difesa di Rimini si colloca la Compagnia di San Giorgio del Barbiano.

Sett.

 

 

 

Marche

Conquista Senigallia e scaccia da Corinaldo l’angioino Niccolò Spinelli.

Ott.

 

 

 

Marche

Invia 50 lance, 50 fanti e 50 guastatori in soccorso degli anconetani, intenti ad assediare la rocca cittadina in cui si sono rinserrati i fautori degli angioini.

…….......

 

 

 

Emilia

Firma la pace con gli angioini su mediazione del marchese d’Este. Si reca a Ferrara.

1383

 

 

 

 

 

Mar.

Rimini

Ravenna

 

Romagna

Attacca i da Polenta:  il pretesto è l’assistenza fornita in Romagna alle truppe dell’Angiò nella loro avanzata verso il regno di Napoli.

Nov.

 

 

 

Romagna

Si impossessa di Polenta, dopo essere ricorso, come altre volte, allo scavo di gallerie sotterranee sotto le mura, per puntellarle prima e farle crollare, successivamente, al momento opportuno. Occupa Coglianello e Bastia; ottiene Cervia per trattato e ne ha il vicariato.

1384

 

 

 

 

 

...............       Toscana Interviene in Sansepolcro, per sedare le contese sorte in tale centro tra i Graziani ed i Bernardini.

Giu.

 

 

 

Romagna

Si trova a Cesena.

Ago.

 

 

 

Romagna

Si attenda alla bastia di Alfiano, chiamata Schivanoia, e si porta sotto Ravenna per otto giorni; fa distruggere vigneti, alberi e case. Cerca di irrompere nottetempo nella città: il tentativo è respinto. I suoi uomini, fatti prigionieri dopo averne scalate le mura, sono impiccati.

Nov.

 

 

 

 

Grazie al conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti, sottoscrive l’ennesima pace solenne con il Montefeltro.

Dic.       Romagna
Viene considerato dai fiorentini loro aderente.

1385

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Si ammala a Rocca delle Caminate. A fine mese, muore a Cesena nel palazzo della Murata. E’ sepolto a Rimini nella chiesa di San Francesco. Analoghe esequie hanno corso a Fano, anche qui nella chiesa di San Francesco dei padri conventuali.

TRENTA CITAZIONI

Capitano valoroso. Grande maestro di guerra. Di grande coraggio e di tempra eccezionale.

Esperto nel mestiere delle armi.

Guerriero molto stimato. Uno dei più illustri capitani del suo tempo. Capitano di gran nome.

Avido di sempre nuovi acquisti.

Savio e prudente. Dotato di molte virtù.