Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0933      GALEOTTO MALATESTA UNGARO  (Malatesta Ungaro) Signore di Jesi. Figlio di Malatesta, fratello di Pandolfo, padre di Niccolò, nipote di Galeotto.

               1327 (giugno) – 1372 (luglio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1347

 

 

 

 

 

……..

Rimini

Comp. ventura

 

Marche

Difende Fossombrone dalle minacce della compagnia del Conte Lando.

Dic.

 

 

 

Marche

Con Masio da Pietramala viene armato cavaliere a Rimini dal re Ludovico d’Ungheria e per tale motivo è detto l’Ungaro.

1348

 

 

 

 

 

Nov.

Rimini

Ancona Cingoli Fermo Jesi

 

Marche

Affianca lo zio Galeotto quando è tesa un’imboscata a San Severino Marche all’esercito del signore di Fermo: Gentile da Mogliano è sconfitto e fatto prigioniero. Prende parte alla conquista di Osimo, Ancona e Rocca Contrada (Arcevia). Fa presidiare quest'ultima località con 50 soldati di Fano comandati da Pietruccio da Recanati.

1349

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

Si impadronisce, dopo accanita lotta, di Jesi a spese di Lomo da Jesi.

……..

 

 

 

Marche

Occupa Mondolfo e Sassoferrato, che toglie ad Ungaro degli Atti.

Apr.

 

 

 

Romagna e Israele

Con lo zio Galeotto, si imbarca a Rimini su una galea anconetana e si reca in pellegrinaggio in Terrasanta.

1353

 

 

 

 

 

Ago.

Este

Ferrara

 

Romagna

Con 500 cavalli e 4000 fanti, viene in soccorso di Francesco d’Este che si è ribellato al marchese Aldobrandino. Transita per le terre dei Polenta e spunta all’improvviso ad Argenta: ha il comando delle truppe riminesi allorché il padre si ammala a San Biagio. E’ costretto a ritirarsi dopo alcuni giorni, perché i fautori di Francesco d’Este non riescono a suscitare alcun tumulto nel ferrarese.

……..

Rimini

Comp. ventura

 

Marche

Contrasta la compagnia di frà Moriale.

1354

 

 

 

 

 

……..

 

 

 

Toscana

Accompagna lo zio Galeotto a Firenze alla vana ricerca di rinforzi per combattere i venturieri. Si colloca alla difesa di Fossombrone.

Lug.

Siena

 

Capitano g.le

Toscana

A Siena a prendere le insegne del comando.

Ago.

 

 

 

 

E’ dato dallo zio in ostaggio alla Grande Compagnia, fino al saldo del pagamento della taglia di 60000 fiorini imposta da frà Moriale ai Malatesta.

1355

 

 

 

 

 

……..

Rimini

Chiesa

 

Marche

Combatte le truppe del cardinale legato Egidio Albornoz. Dopo la sconfitta subita dallo zio a Paterno d’Ancona, prende parte ai negoziati di pace ed è dato ancora in ostaggio dai suoi congiunti sino alla ratifica ed alla esecuzione delle clausole.

Giu.         Con la sconfitta dei suoi famigliari e la pace con i pontidfici, ottiene Fossombrone.

Ago.

 

 

 

Marche

Accoglie a Fano l’Albornoz, che lo assolve da ogni censura ecclesiastica.

1356

 

 

 

 

 

Mar.

Chiesa

Forlì Faenza

 

Romagna ed Emilia

Accoglie a Rimini l’arcivescovo di Ravenna Fortunerio che predica la crociata contro gli Ordelaffi; si impegna ad aprire le ostilità con il padre e Giovanni Malatesta alla testa di più di 600 uomini.Si reca, succesivamente, ad Imola per incontrarsi con Roberto Alidosi, ed a Bologna, per rendere omaggio all'Albornoz.

Mag.

 

 

 

Romagna

Assale il cesenate e distrugge la palizzata che protegge il porto di Cesenatico. Gli è riconosciuta una provvigione mensile di 150 fiorini. Si porta al campo di Ronta nel cesenate, dove si trova l' Alidosi con l'esercito crociato forte di 12000 soldati e di 3000 guastatori che danno il guasto al contado. Segue sempre Galeotto Malatesta a Ronta ed alla Limata, attraversa il ponte del Ronco e si trasferisce nel forlivese dove rimane fino al termine del mese.

Giu.

 

 

 

Romagna

Si sposta con parte delle truppe presso il Savio, nel cesenate. Dà il guasto alle campagne forlivesi.

Lug.

 

 

 

Romagna

Si fortifica a San Valeriano in Livia, tra il fiume Ronco ed il canale. Collegatosi con Francesco Manfredi ed i fuoriusciti forlivesi come Azzo degli Orgogliosi, si porta a San Martino, a Ronco, a Magliano dove è costruita una piccola bastia. Supera il Viti e depreda il villaggio di Pieve di Quinta, il contado di Forlimpopoli e Bagnolo. Da qui si trasferisce a Villafranca, dove staziona diversi giorni, sempre portando ovunque la desolazione All’esaurirsi del primo impeto offensivo, Francesco Ordelaffi porta le sue scorrerie fino a Rimini, al borgo di San Giuliano. Da ultimo, il Malatesta ripiega di fronte alla Grande Compagnia del conte Lando.

Ago. sett.

 

 

 

Romagna

Si sposta nel faentino e vi combatte Giovanni e Guglielmo Manfredi; si accampa a Cosina in località Brusada. Sono qui distrutti i raccolti ed incendiate molte case del villaggio. Il Malatesta ottiene per trattato Oriolo (Oriolo dei Mille Fichi).

1357

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

Rientra nel forlivese con lo zio Galeotto e l'Alidosi. Si congiungono a costoro anche Ostasio da Polenta e l'ex-alleato dell'Ordelaffi Giovanni Manfredi. Si oppone inizialmente all'arrivo di tali truppe, perché nel territorio è carente per tutti il foraggio necessario per la cavalleria.

Apr.       Romagna
Ha inizio la nuova campagna. I collegati collocano il loro campo a Brusada: vettovaglie e foraggi giungono loro con facilità da Faenza, da Imola, da Bologna e da Ravenna.
Lug. ago.       Romagna
Con l'arrivo in soccorso dell'Ordelaffi della Grande Compagnia, si ritira a Faenza. Ad agosto la Grande Compagnia accetta del denaro dai pontifiici ed abbandona il signore di Forlì alla sua sorte. Il Malatesta occupa nuovamente Oriolo dei Mille Fichi e ritorna ad accamparsi a Cosina. I pontifici rafforzano la bastia di San Bartolo e si fermano a Villafranca per tutto l'inverno.

1358

 

 

 

 

 

Feb. ago.

 

 

 

Francia Belgio Inghilterra Irlanda

Si reca in Francia con Ludovico Faitani; si sposta nelle Fiandre, in Inghilterra ed in Irlanda per amore di una donna. Visita anche il cosiddetto Purgatorio di San Patrizio, di cui il re Edoardo III gli rilascia una lettera, al fine di attestare che vi è disceso veramente. nel suo viaggio il Malatesta è accompagnato da Niccolò Beccari.

Sett.

Chiesa

Forlì

 

Romagna

Riprende il conflitto con gli Ordelaffi e si accampa a San Varano. Battuto a San Lazzaro, presso Forlì, dal conte Lando e da Francesco Ordelaffi, deve ritirarsi nella bastia di Villanova con 2000 soldati.

1359

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

Rientra a Rimini e vi è accolto con grandi manifestazioni di allegrezza.

Lug.

 

 

 

Romagna

L’Ordelaffi deve arrendersi ed il Malatesta entra in Forlì con i pontifici.

1360

 

 

 

 

 

Mag.

Chiesa

Milano

 

Emilia

A Bologna.

Sett.

 

 

 

Emilia

Alla testa di molti cavalli e di 1500 fanti, espugna la bastia di Castenaso: la fortezza viene distrutta. Assale Varignana, alla cui difesa si trovano 200 cavalli; espugna a forza la località ed i prigionieri sono condotti a Bologna.

Ott.

 

 

 

Emilia

A Bologna, dove il cardinale Albornoz arma cavalieri alcuni bolognesi.

Nov.

 

 

 

Emilia

Scorre verso Modena e Parma con lo zio e gli ungheri di Simone della Morte.

1361

 

 

 

 

 

……..

 

 

 

Emilia

Viene assediato in Bologna da Giovanni da Bileggio.

Giu.

 

 

 

Emilia

E’ informato che i viscontei stanno organizzando a Pianoro una cavalcata, per tagliare l’ultima via dei rifornimenti rimasta a Bologna, la strada degli Appennini che porta a Firenze. Si pone in agguato ed in esso cadono 200 barbute, delle quali poche riescono a sfuggire alla cattura o alla morte.

Lug.

 

 

 

Emilia

E’ raggiunto nottetempo a Bologna dallo zio Galeotto. Il mattino seguente sono armati cavalieri alcuni capitani quali Blasco Gomez. I pontifici (700 barbute, 300   ungheri e 4000 bolognesi) escono di nascosoto dalla città ed al ponte di San Ruffillo, sul Savena, sbaragliano il Bileggio (1500 cavalli, 2000 fanti e molti partigiani degli Ubaldini). Nello scontro sono catturati il capitano generale visconteo, Gaspare e Giovanni degli Ubaldini; i morti sono 970 ed i prigionieri più di 1300.

Nov.

 

 

 

Emilia

Si trova sempre a Bologna; accoglie alla porta di Santo Stefano il nuovo vescovo della città.

1362

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

Capitano g.le

 

Viene nominato capitano generale della lega antiviscontea per un anno.

Mag.

 

 

 

Emilia

Giunge a Modena alla testa di 5500 cavalli e di 11500 fanti; fa costruire una bastia presso Massa Finalese, affronta Anichino di Baumgarten; la sua avanzata è bloccata dalle fortificazioni apprestate dagli avversari. Allorché il capitano visconteo si allontana per spostarsi nel bolognese, il Malatesta investe la bastia di Solara e prende alla sprovvista 200 cavalli di scorta ad un convoglio di vettovaglie.

Giu.

 

 

 

Emilia e Veneto

Si muove presso Crevalcore; si trasferisce nel veronese ed imperversa tra Cento, Crevalcore, San Giovanni in Persiceto e Rubiera, per interrompere le linee di rifornimento ai nemici che si sono asserragliati in Crevalcore.

1363

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

A Faenza. Ha con Tommaso da Spoleto il compito di espugnare la bastia di Solara.

Apr.

 

 

 

Emilia e Romagna

I viscontei si portano alla bastia di Solara con 2500 cavalli. Il Baumgarten lascia il campo con 800 barbute; in contemporanea, anche Bernabò Visconti deve abbandonare Solara per una ferita riportata ad un braccio da un verrettone. Il Malatesta si accorge del disordine presente nel campo degli avversari e decide di attaccarli: sul far della sera avvia nelle vicinanze alcune schiere. Ne esce Ambrogio Visconti; i pontifici si ritirano sino al mulino dei Rangoni, dove si è posto in agguato il grosso dell’esercito. In quattro ore i viscontei sono sconfitti con la cattura di 38 condottieri e di 1000 cavalli. Allo scadere del suo capitanato, il Malatesta depone le insegne del comando, che vengono date a Feltrino Gonzaga. Si reca a Cesena, per rendere visita all’Albornoz; ritorna al campo a seguito dell’assedio di Formigine ed aggredisce ancora la bastia di Solara.

Mag.

 

 

 

Emilia

A Ferrara, per un consiglio di guerra; rientra nel modenese ed ottiene la resa di Solara.

……..

 

 

 

Romagna

Assale i conti di Cunio, fautori dei Visconti, e saccheggia il territorio di Lugo.

1364

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Marche Romagna e Francia

E’ vicino al padre in fin di vita, prima a Fano e, successivamente, a Rimini. Alla sua morte, si porta ad Avignone alla corte pontificia a prestare il giuramento di fedeltà a nome dello zio e del fratello. Il papa Urbano V scrive all’Albornoz di infeudarlo di qualche località appartenente allo stato della Chiesa.

Ago.

 

 

 

Romagna

A Rimini, per il funerale del padre.

1366

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Lombardia e Francia

E’ diretto ad Avignone con Niccolò d’Este per stringere una lega fra i signori lombardi, l’imperatore ed il re d’Ungheria contro le compagnie di ventura. Per strada si ferma a Pavia, perché i Visconti lo vogliono come padrino di battesimo di Valentina, figlia di Galeazzo. Visita a Milano Bernabò Visconti.

Ott. Chiesa Brancaleoni   Marche Chiede ai pontifici il vicariato di Cagli e quello di Rocca Contrada (Arcevia). Assale i territori dei Brancaleoni e si impossessa di Castel Durante (Urbania).

1367

 

 

 

 

 

Apr.

Chiesa

Comp. ventura

Gonfaloniere

Marche

Viene eletto gonfaloniere della Chiesa. Allontana da Fossombrone la Compagnia di San Giorgio di Giovanni Acuto e di Ambrogio Visconti.

Ott.

 

 

 

Lazio

Si trova a Viterbo al fianco del papa Urbano V, che ha lasciato Avignone; ha il comando di 1000 barbute e con lo zio Galeotto, il fratello Pandolfo, Rodolfo da Varano, Niccolò d’Este ed il conte Amedeo di Savoia scorta il pontefice da tale città a Roma, in San Pietro.

1368

 

 

 

 

 

Feb.

Chiesa

Milano

 

 

Raggiunge il nuovo legato, il cardinale Anglico Grimoard.

Mag. giu.

 

 

Capitano g.le

Veneto e Lombardia

Si congiunge a Padova con le truppe dell’imperatore Carlo di Boemia; anziché dirigersi su Milano, logora le sue ingenti forze (dai 30000 ai 50000 uomini) in devastazioni fini a sé stesse nel veronese e nel mantovano: a queste, seguono vani assedi ad Ostiglia ed altri attacchi dello stesso tenore, tesi a forzare il serraglio di Mantova.

Lug.

 

 

 

Emilia

A Bologna con l’imperatore.

Sett.

Impero

 

 

Toscana

Scoppiano a Siena sanguinose discordie tra nobili e popolani, a seguito delle quali i Salimbeni chiedono l’aiuto di Carlo di Boemia per vincere i rivali. Viene mandato nella città con 800 cavalli quale vicario imperiale in Toscana. Un tumulto suscitato dai Salimbeni gli permette di entrare per la porta di San Prospero; affronta i partigiani dei Dodici (il governo legittimo). I nobili contrastano le sue forze; hanno la peggio in più scontri e riparano nei propri castelli. Nella circostanza, è svaligiato il conservatore Francesco da Calboli con 200 barbute, accorso per sedare gli scontri.

Ott.

 

 

 

Toscana

A Siena si trasferisce nel palazzo dei Malavolti. Riceve nella città Carlo di Boemia e vi resta come suo luogotenente quando l’imperatore si allontana da Siena.

Nov.

 

 

 

Toscana

Nomina responsabile del bargello di Siena il nobile fedele all'imperatore Massolo di Polverigi. Nello stesso mese i Malavolti, i Tolomei, i Piccolomini con altre casate gentilizie si ribellano apertamente a Carlo di Boemia.

Dic.

 

 

 

Toscana

Nasce a Siena un nuovo tumulto, che porta a mutare l’assetto istituzionale.

1369

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

Niccolò Salimbeni solleva ancora una volta Siena per impedire nella città il ritorno dei rappresentanti del partito nobiliare. Il Malatesta si porta in piazza della Fontana con tutta la sua cavalleria; Carlo di Boemia esce con le sue lance dal palazzo dei Salimbeni. Il condottiero ordina ai difensori di fare uscire dal palazzo i Nove, partito favorevole alla causa imperiale; i Quindici, rappresentanti del partito popolare, non si danno per vinti, fanno suonare a stormo le campane e chiamano la polazione a raccolta; sono assalite le milizie del Malatesta. Molti degli uomini del condottiero sono uccisi; il Malatesta è costretto ad allontanarsi dalla piazza ed a riparare nel palazzo dei Malavolti, dove è alloggiato. L’imperatore si fortifica, invece, in un primo momento nelle case dei Tolomei e, dopo sette ore in cui sono catturati fra i suoi 400 uomini, in quelle dei Salimbeni. Il Malatesta deve patteggiare, si fa aprire la porta di San Prospero e con 200 cavalli fugge dalla città con Giovanni Salimbeni ed il podestà Simone da Spoleto. E’ seguito anche da Carlo di Boemia, che raggiunge Lucca dopo avere preteso dai fiorentini 1000 fiorini dovuti  al Malatesta per un prestito.

……..

 

 

 

Romagna

Rientra a Rimini.

Apr.

 

 

 

 

Domanda ai veneziani un salvacondotto per il trasporto di 100 anfore di gesso, necessarie per la costruzione di un immobile in una sua proprietà nel ferrarese. Il papa Urbano V gli rinnova le precedenti concessioni.

1370

 

 

 

 

 

……..

Chiesa

Perugia

 

Umbria

Appoggia il legato Grimoard contro i perugini.

……..

 

 

 

Francia

In Francia dal pontefice.

Giu.

Firenze

Milano

 

Francia  Toscana e Lazio

Alla morte del pontefice, il suo successore Gregorio XI lo invia in Italia a stringere le file della coalizione antiviscontea. Si reca a Poggibonsi. Con il Varano (4000 cavalli e 1000 uomini tra balestrieri e fanti), obbliga l’Acuto ad uscire dal pisano. Parte da Calcinaia, attraversa l’Arno e giunge alla porta della Pace di Pisa. Si sposta, quindi, in val di Serchio, respinge i nemici da Pietrasanta e Sarzana; giunge a Montefiascone.

Ott.

 

 

 

Emilia

E’ sconfitto dall’Acuto a Mirandola.

1371

 

 

 

 

 

……..

 

 

 

Emilia

Appoggia Niccolò d’Este contro Manfredino da Sassuolo.

Nov.

 

 

 

 

Tratta per conto dei pontifici un’alleanza fra carraresi, genovesi, estensi, gonzagheschi, fiorentini e Gambacorta di Pisa ai danni dei viscontei.

1372

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Romagna

Rientra a Rimini.

Lug.

 

 

 

Romagna

A Rimini. E’ colto da un malore che in diciotto giorni lo conduce alla tomba. Viene sepolto nella stessa città..

TRE CITAZIONI

Capitano valoroso.

Capitano esperto.