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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Ancora bambino, viene inviato
dal padre presso Sigismondo Malatesta. |
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1541 |
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Germania Francia Algeria e
Lombardia |
Entra fra i paggi di Ferrante
Gonzaga e lo segue nelle sue imprese in Germania ed in Francia
(ove prende parte alle battaglie di Duren e di Landrecies), ad Algeri e nel 1546 nel governatorato
di Milano. |
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1549 |
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Colonna |
Chiesa |
300 fanti |
Lazio |
Alla morte del papa Paolo III,
il Gonzaga lo manda a Roma con 300 fanti e 12 cavalli, al fine di aiutare
il genero Fabrizio Colonna a recuperare i suoi possedimenti, che gli
sono stati tolti in precedenza dai pontifici. |
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Lazio e Lombardia |
A Roma sfida a duello un capitano
spagnolo, con il quale è venuto a contesa: sono scelti modalità (all'ultimo sangue,
con pugnale e spada) e terreno. Il rivale, tuttavia, non trova il coraggio
di battersi con lui. Con l’elezione a papa di Giulio III, il Malatesta
rientra a Milano al servizio del Gonzaga: viene seguito nella città
dallo spagnolo, che lo assale con altri sei sicari a porta Comacina.
Ferito alle spalle, riesce a salvarsi uccidendo uno degli aggressori.
Sopraggiunge il bargello che cattura i sicari: il Gonzaga li farà
tutti impiccare, compreso lo scherano rimasto ucciso durante l'aggressione. |
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Toscana |
Si trova alla corte del duca
di Firenze: la abbandona presto per alcune incomprensioni con Cosimo
dei Medici. |
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1551 |
Chiesa |
Francia |
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Emilia |
Prende parte all’assedio di
Mirandola agli ordini di Giambattista del Monte. |
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1552 |
Impero |
Francia |
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Emilia |
Agli ordini di Gian Giacomo
dei Medici. Si muove sotto Parma. |
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1553 |
Impero
Firenze |
Francia
Francia |
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Toscana e Francia |
Segue Ascanio della Cornia
e lo affianca all’occupazione di Chiusi. Gli è affidato il comando
di 2 compagnie di fanti, viene nominato alfiere generale e capitano
delle lance spezzate. E’ prersente all’espugnazione di Monticello ed
a quella di di Sinalunga. Sotto le mura di Montalcino entra a discordia con
il della Cornia per cui, sempre contro i francesi, ritorna agli stipendi
di Cosimo dei Medici. Milita
prima con il padre e, in un secondo momento, con Chiappino Vitelli.
Combatte sempre i francesi in Corsica. |
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1554 |
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Gen. |
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300 fanti |
Toscana |
Rientrato in Toscana, coopera
con i suoi uomini alla conquista di un forte, a Siena, davanti alla
porta Camollia. |
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Toscana |
E’ preposto alla guardia di Colle di
Val d’Elsa ed ha l’incarico di sottomettere in val d’Elsa tutti i castelli
che inalberino le insegne senesi. Giunge a Col di Valdiriso e conquista
il castello di Marmoraia. |
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Ago. |
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Toscana |
Agli ordini di Gian Giacomo
dei Medici partecipa alla battaglia di Marciano. |
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Ott. |
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Toscana |
Ha il compito di difendere
Piombino dagli attacchi dei turchi con tre cannoni e 300 fanti italiani.
Presidia l’isola d’Elba e viene nominato governatore di Piombino. |
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Toscana |
Espugna Monterotondo Marittimo,
Massa Marittima e Montepescali. Si trova alla guardia di Gacirano, da dove
continua nelle sue scorrerie nella maremma. Con l’avvicinarsi dello
Strozzi a Montepescali, demolisce tale castello e rientra a Piombino. |
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1555 |
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Gen. |
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Toscana |
Si nasconde in un bosco per
due giorni ed entra per primo in Scarlino: vi cattura il capitano Bastiano
Guascone con 50 fanti. |
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Toscana |
Difende Scarlino dagli attacchi
portati da Leone Strozzi: quest'ultimo rimane ucciso in combattimento. Il Malatesta impone
forti taglie agli abitanti: costoro se ne lamentano con il duca e Cosimo
dei Medici gli ordina di restituire i loro beni e di liberare i terrazzani
imprigionati. |
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Apr. |
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Toscana |
Affianca ancora Gian Giacomo
dei Medici nella sua azione contro Porto Ercole. |
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Comp. ventura |
Zampeschi |
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Romagna |
Alla morte del papa Giulio
III, rientra in Romagna e con 2000 fanti medicei tenta di occupare Roncofreddo,
che fa parte della dote della moglie Cleopatra Zampeschi, il cui possesso gli è
contestato dai parenti. |
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1556 |
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Gen. |
Chiesa |
Impero |
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Romagna |
Combatte agli stipendi del
papa Paolo IV. Assiste in Romagna il marchese di Montebello Antonio
Carafa contro Giovan Francesco da Bagno. |
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600 fanti |
Romagna |
Ha l'incarico, con 600 fanti, di passare alla guardia
di Faenza e di Imola; è mandato verso Castrocaro Terme a controllare
i confini con il ducato di Firenze. |
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1557 |
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600 fanti |
Abruzzi |
Contrasta gli imperiali agli
ordini del duca di Guisa. Si sposta negli Abruzzi con i fuoriusciti del
regno di Napoli ed ottiene Termoli. Si trova alla difesa di Tortoreto; i
francesi sono costretti a ritirarsi ed anche il Malatesta abbandona
la località con 500 fanti e 100 archibugieri a cavallo. Ne viene una
grossa scaramuccia con le truppe del duca d’Alba; alla fine, è respinto
con la perdita di 40 uomini. Catturato dai nemici, riesce a salvarsi
anche se riporta una ferita ad una gamba. |
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Marche |
Staziona sul Tronto alla conclusione
della guerra: sfida vanamente a duello il conte di Bagno, che milita
nelle file avversarie. |
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Francia |
Impero |
800 fanti |
Toscana |
Afffronta i medicei nel senese
con l’incarico di luogotenente del duca di Somma. Depreda il territorio
di Montalcino, giunge a Chiesa con Biagio di Montluc, si impossessa di Pienza e viene
gravemente ferito nel corso di tale azione. |
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1558 |
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Giu. |
Comp. ventura |
Zampeschi |
500 fanti |
Romagna |
Con la fine della repubblica
di Montalcino, ritorna nelle sue terre ed alla testa di 500 fanti assedia nuovamente
Roncofreddo. Preda il territorio bruciandone i raccolti e distruggendone
le case; gli abitanti si arrendono ed egli vi entra per la porta della
Noce (porta Pia) proclamandosi signore della località. Fa subito imprigionare
sei abitanti, che vengono condotti a Pesaro con la mordacchia alla bocca;
due di costoro moriranno stremati dalla fame e dalla sete a Cattolica.
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Viene accusato a Roma dei fatti
di Roncofreddo: intervengono a suo favore amici potenti e tutto viene
messo a tacere. |
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1559 |
Chiesa |
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Toscana e Umbria |
Milita al servizio del papa Pio
IV: ha il comando di una compagnia di cavalli leggeri. Si reca Firenze
con il conte Federico Borromeo, nipote del papa, e fratello di Carlo (il futuro San Carlo Borromeo);
ne diventa amico e confidente. Ottiene prima il comando di un colonnello
di fanti in Umbria e, successivamente, quello delle bande destinate a garantire la
sicurezza nel Patrimonio |
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1561 |
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Mar. |
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Lazio |
Si istruisce a Roma il processo
contro i nipoti del papa Paolo IV, i Carafa, che si concluderà
con lo strangolamento del cardinale Carlo e la decapitazione del duca
di Paliano, Giovanni. Il Malatesta cade in disgrazia, perché sospettato
di essere stato e di esere ancora loro vicino . Viene imprigionato in Castel Sant’Angelo a Roma.
Ne potrà uscire alcuni mesi dopo per l’intercessione del duca
di Urbino, a patto che abbandoni lo stato della Chiesa. |
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Venezia |
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Veneto |
Si porta a Padova; viene accolto
benevolmente da Alvise Mocenigo e passa agli stipendi dei veneziani,
che gli concedono una provvigione ed il comando di un colonnello. Dopo
alcuni mesi, gli verrà assegnata la responsabilità dell' addestramento
delle cernite. |
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1563 |
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Gen. |
Venezia |
Impero Ottomano |
1200 fanti |
Cipro |
Viene inviato a Famagosta con
1200 fanti come governatore generale dell’isola. |
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1564 |
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Cipro |
E’ ordinato il suo arresto
da parte del rettore veneziano, per avere punito arbitrariamente con
la morte coloro che ritiene
colpevoli dell’assassinio del fratello Malatesta, ucciso a Cipro. Compiacenti
amici lo avvertono in tempo e gli danno modo di partire di nascosto
dall’isola. |
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Marche |
Sbarca a Pesaro, perseguitato
non solo dai pontifici ma anche dai veneziani. Si propone di recarsi
in Francia; il duca di Urbino Guidobaldo della Rovere gli dà riparo
nei suoi territori e cerca di farlo rientrare nelle grazie dei suoi
nemici. Il papa gli fa confiscare i suoi beni: Roncofreddo appartiene
ora al cardinale Corner. |
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Nov. |
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Marche |
A Pesaro. Le autorità di Roncofreddo, per ingraziarselo,
gli inviano un presente del valore di 50 scudi. |
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1565 |
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Gen. |
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Marche |
A Pesaro. |
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Ago. |
Spagna |
Impero Ottomano |
2000 fanti |
Malta |
Al servizio del re di Spagna
Filippo II. E’ inviato alla difesa di Malta con 2000 fanti, per affrontarvi
i turchi sbarcati nell’isola. |
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1566 |
Chiesa |
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Lazio e Romagna |
Alla morte di Pio IV, il nuovo
papa Pio V lo riammette alla sua presenza, accetta le sue scuse, gli
restituisce i beni confiscati e lo prende al suo servizio. Il pontefice
è anzi padrino di battesimo del figlio Carlo Felice. Il Malatesta viene
inviato contro il Bagno, cui toglie Montebello, Ghiaggiolo ed altre
terre, occupate da tale condottiero durante il periodo vacante. Obiettivo è la loro restituzione al conte di Montebello. |
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1568 |
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Lug. |
Chiesa |
Impero Ottomano |
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Marche |
Ha il comando del presidio
di Ancona con il titolo di governatore generale delle Marche; gli è dato l’incarico
di sovrintendere alle fortificazioni dell’Adriatico, a seguito del suicidio
dell’architetto Cesare Guasco che si è gettato da una finestra. |
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1569 |
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Lug. |
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Lazio |
Ottiene il comando dei cavalli leggeri
della guardia pontificia. |
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Ago. |
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Lazio |
Si porta fino ai confini della
Toscana (il ponte di Centeno tra Radicofani ed Acquapendente) con 70
cavalli leggeri e scorta fino a Roma Cosimo dei Medici, che deve assumervi
il titolo di granduca. |
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1570 |
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Sett. |
Venezia |
Impero Ottomano |
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Veneto |
Con il consenso del papa, ritorna
al servizio dei veneziani in guerra con il sultano Selim. |
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Dic. |
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Viene creato da Pio V marchese
di Roncofreddo e di Montiano e conte di Montecodruzzo. |
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1571 |
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Primavera |
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Montenegro e Turchia |
I veneziani lo nominano governatore
generale dell’Albania. Giunge a Cattaro. Esce dalla città
contro gli ordini ricevuti e dà alle fiamme Risano. Sulla strada
del ritorno, si fa cogliere incautamente in una gola: i suoi uomini
fuggono. Cerca di resistere, ferito ad una gamba da un sasso, viene
catturato ed è condotto a Risano. Viene rinchiuso dai turchi in una torre
del mar di Marmara con altri 40 capitani; gli è imposta una taglia
di 6000 ducati. |
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1572 |
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Apr. sett. |
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Veneto |
Viene liberato su pressione del
re di Francia Carlo IX dopo undici mesi; il papa Pio V paga il suo riscatto
di 3500 scudi. Raggiunge Ragusa (Dubrovnik) ed a settembre si reca
a Venezia, dove è redarguito solennemente per avere disubbidito
agli ordini che gli erano stati dati. Nella galea, ferma in porto per
un periodo di quarantena, si reca a rendergli visita il nunzio Gian Antonio Facchinetti
(il futuro papa Innocenzo IX). |
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Lazio Veneto e Grecia |
Si incontra con il pontefice
e ritorna a Padova per curarsi la grave ferita alla gamba subita a Risano.
Viene ricondotto, con aumento di 700 ducati della provvigione annua
ed un dono di 500 ducati a compenso delle spese sopportate nella prigionia.
E’ inviato a Candia con 2000 fanti. |
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Veneto |
Rientra presto in Italia per
la conclusione della guerra con i turchi. |
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1573 |
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| Gen. |
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Irritato per un prestito negatogli
dall'ambasciatore di Ragusa, da lui conosciuto durante la prigionia a
Costantinopoli, informa la Serenissima che la repubblica adriatica funge
da base di spionaggio a favore dei turchi. |
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Lug. dic. |
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Romagna Lazio Marche |
E’ nominato governatore di
Bergamo. Prima di raggiungere la sua sede, visita i suoi possedimenti
e si porta a Roma per rendere omaggio al nuovo papa Gregorio XIII: il
pontefice gli regala 3000 scudi e gli conferma l’investitura dei suoi
beni. Nello stesso periodo, si reca a Loreto per sciogliere un voto formulato
in prigionia. A Bergamo accoglie il cardinale Carlo Borromeo, arcivescovo
di Milano: ciò non impedisce che si veda infliggere con altri novantadue cittadini
una grave pena canonica, causata dalla traslazione, senza l'apposita
autorizzazione, dei corpi di
alcuni santi. |
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1574 |
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Gen. |
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Lombardia |
Raggiunge Bergamo e provvede
alle fortificazioni della città. Eserciterà il suo incarico per alcuni
anni. |
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Veneto |
A Padova, allorché il fratello
Lamberto è accusato di avere coniato moneta falsa. Viene congedato dal
servizio; il senato riconosce in breve tempo la sua innocenza
ed il Malatesta sarà reintegrato nei suoi incarichi. |
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1577 |
Venezia |
Impero Ottomano |
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Grecia |
E' inviato nuovamente alla
difesa di Candia a seguito delle minacce dei turchi. |
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1583 |
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Friuli |
Segue le fortificazioni del
Friuli. |
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1587 |
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Estate |
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Veneto |
Preme sul papa Sisto V a favore
del fratello Lamberto, condannato dai pontifici ad essere impiccato
e squartato. |
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1589 |
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Friuli |
Viene inviato nel Friuli, per
distruggervi alcune opere idrauliche che, costruite dagli imperiali
sull’Isonzo, danneggiano il territorio veneziano. |
| 1600 |
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| Marzo |
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Lazio |
Muore a Roma. E' sepolto prima a Roma nella chiesa dell'Araceli. Il corpo sarà trasportato a Cesena in un secondo momento, per essere tumulato nella chiesa dei cappuccini di San Francesco. |
Capitano valoroso.
Di inconsulta ferocia, pronto di mano e sfrenato nell’ira.
Tipico rappresentante dei soldati di ventura proveniente
dai rami cadetti delle grandi famiglie.
Rappresentante tipico della Controriforma che familiarizza
con gli esponenti più in vista di quella singolare epoca, fossero essi papi o principi, uomini d’arme o di toga,
santi o artisti.
Ha lasciato dei “ricordi militari”.