| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1385 |
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Marche |
Diviene signore
di Pesaro. |
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1387 |
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Ott. |
Chiesa |
Antipapa |
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Milita al servizio
del papa Urbano VI ed affronta i fautori dell’antipapa Clemente
VII al comando di 200 lance e 300 fanti. |
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1389 |
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Lazio |
E' nominato
senatore di Roma. |
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1390 |
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Apr. |
Rimini |
Bologna |
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Romagna |
Con Carlo Malatesta,
sconfigge nei pressi di San Marino, in località le Penne, 150
lance comandate da Giovanni da Barbiano. |
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……...... |
Firenze |
Milano |
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Emilia |
Viene inviato
con Giovanni Acuto, il Barbiano, Conte da Carrara e Niccolò
Roberti nel bolognese (12000 cavalli e 4000 fanti). |
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1391 |
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Marche |
Bonifacio IX
gli conferma il vicariato di Pesaro dietro il censo annuo di
1800 fiorini. |
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1392 |
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Mar. |
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Romagna |
Si trova a
Forlì con i Malatesta di Rimini e Gian Francesco Gonzaga. |
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Apr. |
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Umbria |
Si reca a Città
di Castello al fine di trattare una lega ai danni dei viscontei. |
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Mag. |
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Umbria |
Si impadronisce
di Todi. Ottiene dal pontefice il vicariato di tale città
per dieci anni in cambio dell’esborso di 40000 fiorini. |
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Giu. |
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Umbria |
Viene scomunicato. |
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Lug. |
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Umbria |
E’ invitato
a comparire alla presenza del papa. |
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1393 |
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……...... |
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Umbria |
Catalano degli
Atti, mal soddisfatto della sua signoria a Todi, cerca di fare
ribellare la città. Gli si oppone il luogotenente del Malatesta
Guido da Bagno: costui cattura il ribelle e lo rinchiude nella
rocca di Orte, di cui il signore di Pesaro si è in precedenza
impadronito. |
| Ago. |
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Umbria |
I fiorentini
intercedono a favore del degli Atti e del figlio di quest'ultimo
Francesco, entrambi tenuti in carcere dal Malatesta. |
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Dic. |
Todi |
Chiesa |
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Umbria |
La moglie del
degli Atti fa entrare 200 cavalli di Biordo dei Michelotti nel
suo castello di Sismano; costoro incominciano ad infestare il
territorio di Todo. Il Malatesta per rappresaglia fa decapitare
Catalano degli Atti. |
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1394 |
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Gen. |
Antipapa |
Chiesa |
Capitano g.le |
Umbria |
Viene nominato
capitano generale di Bologna e combatte per l’antipapa Benedetto
XIII contro Bonifacio IX. Gli si ribellano Monte Castello di
Vibio e Fratta del Vescovo (Fratta Todina); con l’aiuto di Francesco
da Montemarte assume Giovanni Tedesco da Pietramala e con lui
si collegano Francesco e Rodolfo da Titignano e Ranuccio da
Montemarte. |
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Mag. |
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Umbria |
Con Ceccolo
Broglia e Brandolino Brandolini, da lui assoldati, recupera
Fratta Todina, Monte Elci e Sismano; si impadronisce di Narni,
dove entra con l’ausilio dei ghibellini; ne assedia la rocca. |
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Giu. |
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Umbria |
Dà il guasto
ai territori di Spoleto e di Terni; introduce in Orte i bretoni
ed altri soldati dell’antipapa. Nel medesimo periodo, si allea
con i perugini e con Uguccione Casali, signore di Cortona: i
perugini gli donano una casa in città. |
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Lug. |
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Umbria |
Gli è rinnovata
la scomunica: entra in urto con il Broglia ed il Brandolini
cui dà in pegno, a copertura delle paghe non saldate, le rocche
di Orte e di Acquasparta. |
|
Ago. |
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Umbria |
Ordina che
il Brandolini sia imprigionato in Todi ed il Broglia a Orte:
il primo condottiero è incarcerato, il secondo è salvato dal
capitano Verrocchio da Orte, che tradisce la fiducia del Malatesta:
alla fine, il condottiero è costretto a scendere a patti con
il Broglia ed a liberare, su mediazione di Gian Galeazzo Visconti,
il Brandolini. |
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……...... |
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Umbria |
Favorisce in
Orvieto la fazione dei mercorini ai danni di quella dei beffati. |
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1395 |
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Mar. |
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Umbria e Lazio |
Conquista la
rocca di Narni, nonostante un tentativo dei pontifici di soccorrerne
i difensori. Interviene Carlo Malatesta, si rappacifica con
Bonifacio IX, che gli rinnova il vicariato di Todi per dieci
anni dietro la somma di 3000 fiorini. Rientra a Pesaro. |
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Mag. |
Pesaro |
Perugia |
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I todini si
danno al signore di Perugia Biordo dei Michelotti. |
|
Ago. |
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I Chiaravalle
richiamano il Michelotti dalla marca di Ancona e gli consegnano
le fortezze detenute dal Malatesta nel todino. |
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Sett. |
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Marche |
Il Malatesta
deve restituire allo stato della Chiesa altre località in suo
possesso in Umbria: nonostante le pressioni dei fiorentini,
non ha alcuna intenzione di rilasciare Francesco degli Atti.
Viene ancora scomunicato; a Rimini, frà Giacomo de Opizis, a
causa della sua precedente occupazione di Todi, di Orte e di
Narni, brucia tre bolle con le quali gli erano stati concessi
in precedenza i vicariati di Osimo, di Numana, di Filottrano,
di Castelfidardo, di Offagna, di Pennabilli e di Cattolica. |
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1396 |
Comp. ventura |
Foligno |
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Umbria |
Si vendica
sui pontifici; con Ceccolino dei Michelotti e Conte da Carrara,
attacca un fedele alleato del papa, il signore di Foligno Ugolino
Trinci. Devasta il folignate e causa la rivolta in molti centri,
quali Nocera Umbra, Sellano e Castelbuono. |
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1397 |
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Apr. |
Bologna |
Milano |
200 lance |
Toscana |
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Lug. |
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Lombardia |
Si trova alla
difesa serraglio di Mantova. |
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1398 |
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Feb. |
Chiesa |
Perugia |
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Umbria |
Passa al servizio
del pontefice, per contrastare Biordo dei Michelotti;
alla testa di 600 cavalli e di 500 fanti, tenta di impadronirsi
di Montone con Bartolomeo da Pietramala, Braccio di Montone
e Carlo di Montone. |
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Mar. |
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Umbria |
Il Michelotti
è ucciso a Perugia; il Malatesta avanza fino a tre miglia dalla
città. Il popolo non abbandona i Michelotti, per cui egli è
costretto a ritirarsi. |
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1400 |
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Lug. |
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Capitano g.le |
Lazio |
A seguito della
sottomissione di Roma ai pontifici, Bonifacio IX gli conferisce
la dignità di senatore della città per sei mesi; è pure nominato
capitano generale dello stato della Chiesa. |
|
Ago. |
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Lazio |
Fa catturare
e decapitare molti cittadini romani. |
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Sett. |
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Lombardia |
Tocca Parma
ed è diretto a Milano. |
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1401 |
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Mar. |
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Veneto |
Viene aggregato
alla nobiltà veneziana. |
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1402 |
Milano |
Bologna |
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Emilia |
Combatte Giovanni
Bentivoglio per conto dei ducali. |
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1403 |
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Gen. |
Chiesa |
Milano |
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Feb. |
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Veneto |
Si reca a Chioggia
ed a Padova con Francesco Terzo da Carrara. |
| Mar. |
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Il papa Bonifacio IX gli ingiunge
di pagare il censo annuale per Pesaro a Paolo Orsini, a fronte
delle spese per la condotta d'uomini d'arme di quest'ultimo,
anziché alla curia apostolica. |
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Nov. |
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Emilia |
Si trova a
Bologna e presenzia al solenne ingresso nella città del cardinale
legato Baldassarre Cossa. Nello stesso mese si sposa con Lucrezia
Ordelaffi, figlia del signore di Forlì Cecco. |
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1404 |
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Apr. |
Venezia |
Padova |
Capitano g.le 300 lance e 200
fanti |
Veneto |
Si reca a Forlì
con la moglie; viene ricevuto con tutti gli onori mentre il
suocero è bloccato a letto per un attacco di gotta. Un
giorno si presenta alla fortezza di Ravaldino con alcuni armati
e chiede al castellano di poterla visitare. Costui si rifiuta
di farlo entrare; il Malatesta rientra a palazzo e convince
la moglie a procurarsi dal padre i contrassegni per entrare
nella rocca. La donna li ruba al genitore. Il Malatesta si ripresenta
a Ravaldino con una forte scorta; il castellano prende tempo,
contatta Cecco Ordelaffi e viene a conoscenza della trama. Come
risultato, il Malatesta è costretto ad allontanarsi dalla
città. Nel successivo ottobre l'Ordelaffi farà
uccidere per vendetta a Cesena la figlia con del veleno contenuto
in una minestra di ceci. Negli stessi giorni, infine, il Malatesta
viene assoldato dai veneziani per quattro mesi di ferma più
due di rispetto. Gli è concessa una provvigione mensile di 1000
ducati; gli sono pure riconosciuti due paghe di prestanza prima
dell’arruolamento ed il trasporto dei soldati a spese della
Signoria da Primaro a Venezia. E’ sottoposto all’obbligo della
mostra una volta il mese e gli è assicurata la giurisdizione
criminale e disciplinare su tutto l’esercito; le truppe saranno
alloggiate gratuitamente nei territori soggetti alla Serenissima.
Le insegne del comando sono consegnate al Malatesta dal doge
Michele Steno al termine della processione che giunge in San
Marco da Sant’Isidoro. Nella città prende alloggio a Sant’Eustachio.
Il Malatesta conduce le milizie a Mestre per la rassegna; propone
l’alleanza con il marchese di Mantova Francesco Gonzaga: la
sua richiesta è respinta dal senato. |
|
Mag. |
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Veneto |
Raccoglie a
Castelfranco Veneto 9000 cavalli e 10000 fanti. |
|
Giu. |
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Veneto |
Cavalca contro
le prime trincee di confine, lungo il Musone, nelle vicinanze
di Noale e si apre la strada verso Padova. E’ ricacciato inizialmente;
non ha successo un tentativo perpetrato con le bombarde ad Oriago;
falliscono anche le manovre volte a far disertare i soldati,
che militano per i carraresi, e trovare così un valico libero. |
|
Ago. |
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Veneto |
Attacca il
campo di Gorgo, alla cui difesa si trovano Filippo da Pisa,
Francesco Novello da
Carrara, Ludovico Buzzaccarini e Cecco da San Severino. L’assalto
al serraglio di Padova è portato in cinque punti: l’intervento
del Carrara, del Buzzaccarini e di Ludovico degli
Obizzi fugano le sue speranze di vittoria. I capitani avversari
fanno calare un ponte ed irrompono dalle linee difensive 4000
cavalli per colpire alle spalle i guastatori. Il Malatesta li
contrasta con la cavalleria pesante e respinge gli avversari,
che ripiegano verso il ponte. I veneziani non riescono, tuttavia,
a superare le linee difensive. |
|
Sett. |
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Veneto |
Conquista la
bastia di Gorgo nei pressi di Piove di Sacco; approfitta della
cattiva guardia che vi fanno i carraresi, obbligati dalle insistenti
piogge a riparare nei borghi finitimi. Avanza sino a Vigodarzere
e porta le sue scorrerie fino alla porta di Ognissanti a Padova.
Invia in soccorso di Jacopo dal Verme, che combatte i padovani
nel veronese, 12000 uomini fra fanti e cavalli: l’insorgere
di alcuni dissapori con Paolo Savelli ritarda, alfine, l’azione
conclusiva contro il nemico. All’arrivo degli estensi, venuti
in aiuto degli avversari, si accampa sugli argini del Brenta
di fronte alla porta della Trinità. Il Savelli è sconfitto
a Limena ed egli non si muove a sostegno della sua azione. Da
ultimo, a fine mese, Taddeo dal Verme, che deve portare al suo
campo 200 carri di rifornimenti, è battuto e catturato dai nemici.
Il Malatesta deve in tal modo abbandonare Vigodarzere e trasferirsi
a Mazzacavallo verso il trevigiano: vi si fortifica e vi fa
costruire una bastia. |
|
Ott. |
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Veneto |
Si ammala di
malaria contratta nelle zone paludose. Allo scadere della ferma,
chiede licenza di rientrare a Pesaro. |
| 1405 |
Pesaro |
Forlì |
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Romagna |
Conquista a Cecco Ordelaffi i castelli di Rocca
delle Caminate, di Belfiore, di Ranchio e di Campiano. |
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1406 |
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|
Ago. |
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|
E’ considerato
dai pontifici loro aderente in occasione della pace stipulata
con il re di Napoli Ladislao d’Angiò. |
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1407 |
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Mar. |
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Marche |
Gregorio XII
riduce il censo annuo per il vicariato di Pesaro da 1800 a 1200
fiorini. |
|
……...... |
Chiesa |
Napoli |
|
Umbria |
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1408 |
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Gen. |
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Toscana |
Si reca a Lucca
per rendere omaggio al papa: è ospitato nel palazzo dei Boccella. |
|
……...... |
Antipapa |
Chiesa |
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Si avvicina
all’antipapa Alessandro V ed al suo legato, il cardinale Cossa. |
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1409 |
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Feb. |
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Romagna e Emilia |
Si incontra
a Cesena con Gregorio XII e cerca di porre fine allo scisma
che sta dilaniando la vita della Chiesa. Si reca a Bologna,
per riconciliare il Cossa con il cugino Carlo, ardente fautore
del papa. |
|
Mar. |
Firenze Antipapa |
Napoli |
Capitano g.le 400 lance |
|
Viene assoldato
dai fiorentini per nove mesi con una condotta di 400 lance per
contrastare le truppe di Ladislao d'Angiò. |
|
Apr. |
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Toscana |
A Pisa ed a
Firenze. |
|
Mag. |
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Toscana e Emilia |
Si congiunge
con Braccio di Montone e si sposta con 1900 lance da Firenze
verso Arezzo. Difende il centro dagli attacchi portati da Guidantonio
da Montefeltro. A metà mese, si allontana dal campo e giunge
a Bologna per le esequie di Alessandro V e per sorvegliare i
lavori del conclave, che si concluderanno con la tiara per il
Cossa. |
|
Giu. |
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Toscana |
Si trova a
Monte San Savino con i commissari fiorentini Jacopo Salviati
e Vieri Guadagni; dà il guasto alle terre di Cocco Salimbeni,
nemico dei senesi, con 1500 cavalli. Si attenda a Bagno Vignoni:
è assalito nottetempo da Gentile da Monterano, cui si collegano
da Perugia Paolo Orsini e Giovanni Colonna con più di 300 cavalli.
Il Monterano cade nell’imboscata; egli può intervenire ed in
un’ora di combattimento obbliga gli avversari a rifugiarsi nella
rocca. Di notte, costoro si danno alla fuga ed abbandonano nelle
sue mani numerosi uomini d’arme. |
|
……...... |
|
|
|
Toscana |
Penetra in
val d’Orcia alla ricerca di vettovaglie; si porta a Pisa per
rendere omaggio all’antipapa Giovanni XXIII. |
|
Sett. |
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Toscana Umbria Lazio
|
Tocca Arezzo
e Montepulciano. Avanza verso i confini del Patrimonio. La sua
marcia è bloccata ad Orvieto, finché la defezione di Paolo Orsini
gli apre le strada per Roma. Riduce all'obbedienza nel suo passaggio
le città di Cetona, di Orvieto, di Montefiascone e di
Viterbo. In quest'ultima località la sua presenza provoca
una sollevazione popolare ai danni del vicario del papa Gregorio
XII: costui viene catturato nel palazzo presso la Fontana del
Sepale, è spogliato di ogni suo avere ed è, da
ultimo, trascinato nelle carceri della torre del podestà.
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|
Ott. |
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Lazio |
Occupa il portico
di San Pietro, posto allora al di fuori delle mura. Sono respinti
due suoi attacchi alla città da parte di Pieretto de
Andreis e dei colonnesi. Ne supera, infine, la resistenza ed
assedia Castel Sant’Angelo; negli ultimi giorni del mese, viste
le difficoltà delle operazioni, invia gran parte delle truppe
agli accampamenti invernali. |
|
Dic. |
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|
Lazio |
Si attenda
fuori Roma presso Sant’Agnese, verso San Lorenzo: la notte stessa,
l’ Orsini entra nel Borgo Leonino e l’Andreis viene disfatto
a porta Settimiana. |
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1410 |
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Gen. |
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Lazio e Lombardia |
Contatta un
notabile romano, Cola di Lello Cerbello, e gli promette 5000
fiorini nel caso in cui riesca a provocare un’insurrezione popolare.
Questa si accende nei rioni Parione e Regola; l’Orsini e Lorenzo
Annibaldi irrompono in Trastevere ed in Campo dei Fiori; con
Francesco Orsini li segue il Malatesta lo stesso giorno. Indossa
le insegne spiegate del giglio, nonostante che i romani vogliano
che la sua entrata si effettui con i contrassegni della Chiesa.
Partecipa ad una grande festa in piazza Navona; sottomette Ostia
e Tivoli e toglie agli angioini le fortezze ancora in loro possesso
nel circondario. Ha pure modo di andare a Mantova per le nozze
di sua figlia con Gian Francesco Gonzaga: nell’occasione prende
parte ad un torneo in cui la sua squadra, contrassegnata da
una livrea verde, ha la peggio rispetto a quella del congiunto
Carlo. Per le sue benemerenze, ottiene il vicariato di Jesi
dall’antipapa. |
|
Feb. |
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Toscana Marche |
Rientra a Firenze;
depone le insegne del comando a seguito delle trattative di
pace in corso fra le parti. A Pesaro. |
|
Giu. |
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|
Lazio |
Ritorna a Roma
per la ripresa del conflitto: batte i nemici ai Prati di Nerone
e cerca, inutilmente, di impadronirsi sul Tevere di un ponte
fortificato. |
|
……...... |
|
|
|
Romagna |
Combatte i
Malatesta di Rimini, fautori del papa Gregorio XII;
si rappacificherà con costoro l’anno seguente. |
|
1412 |
|
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|
|
Ago. |
Firenze |
Napoli |
|
Toscana |
E’ segnalato
a Firenze. |
|
Sett. |
|
|
Capitano g.le |
Toscana |
Viene nuovamente
eletto capitano generale dai fiorentini. |
|
……...... |
Napoli |
Antipapa |
250 lance e 150 fanti |
Umbria e Toscana |
Defeziona nel
campo avverso e gli è data una condotta di 250 lance, di 75
fanti e di 75 balestrieri. Contrasta i fiorentini nell’alta
valle del Tevere e soccorre i Pietramala. |
|
1413 |
|
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|
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|
|
Mag. |
|
|
|
Marche |
Con il Montefeltro
e Muzio Attendolo Sforza, assedia l’Orsini in Rocca Contrada
(Arcevia): il Montone lo costringe ad arretrare. |
|
Ago. |
|
|
|
Marche |
Riprende le
operazioni di assedio ad Arcevia; il suo comportamento non è
molto limpido, perché permette all’Orsini di allontanarsi nottetempo
da tale castello. Subito dopo, ottiene la località con la relativa
rocca. |
|
……...... |
|
|
|
Marche |
Pone gli accampamenti
invernali nel pesarese; aspetta di unirsi con Niccolò d’Este,
per assalire insieme l’antipapa in Bologna. |
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1414 |
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|
|
Gen. |
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Emilia e Romagna |
Si porta a
Budrio con Micheletto Attendolo, raggiunge Riccardina e desola
il bolognese, fa molti prigionieri e razzia molti capi di bestiame.
Nel rientrare in Romagna, parte del bestiame predato è ucciso;
vince a Forzano, presso Imola, i bolognesi che tentano
di bloccargli il passo e rientra a Cesena. |
|
Giu. |
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|
|
Umbria |
Assedia Lorenzo
Attendolo in Foligno con lo Sforza e Micheletto Attendolo. Segue
la pace fra i contendenti ed in essa è compreso tra i collegati
dei fiorentini. |
|
Nov. |
Pesaro |
Ancona |
|
Marche |
Cerca di impossessarsi
di Ancona per trattato: il tentativo va a vuoto con l’uccisione
o la cattura di molti dei suoi partigiani. In breve conquista
ventinove castelli del contado finitimo; si muove fra Fiumesino
e Senigallia. |
|
Dic. |
Bologna |
|
200 lance |
Marche e Toscana |
Sconfitto dagli
anconetani, i veneziani compongono il conflitto. Passa agli
stipendi dei bolognesi, che lo inviano in Toscana in soccorso
dei fiorentini con 200 lance. |
|
1415 |
Pesaro |
Perugia |
|
Marche |
Combatte in
difesa dei suoi possedimenti contro il Montone. I fiorentini
gli saldano le sue spettanze. |
|
1416 |
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|
|
……...... |
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|
|
Marche |
Non può intervenire
ad Osimo, allorché la città si ribella ad Andrea Malatesta;
giunge ad Offagna e deve accettare gli impegni imposti dai ribelli. |
|
Apr. mag. |
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|
Toscana |
Si trova a
Bagni di Petriolo con una sorella: vi è ospitato per un mese
da Tommaso della Garzaia. Si reca anche a Siena. |
|
1417 |
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Marche |
Alla morte
del cugino Andrea si impossessa di Fossombrone. |
|
1419 |
|
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|
|
Feb. |
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|
Marche |
Ottiene il
vicariato di Fossombrone dal papa Martino V. Il pontefice convalida
la riduzione del censo per il vicariato di Pesaro, già concessagli
da Gregorio XII. |
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1420 |
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|
|
Nov. |
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Romagna |
A Rocca delle
Caminate, per una partita di caccia indetta da Pandolfo Malatesta. |
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1422 |
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|
|
Ago. |
|
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|
|
Invia alcune
schiere al Montone, impegnato nell’assedio di Città di Castello. |
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1423 |
Firenze |
Milano |
|
Romagna |
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1424 |
|
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|
Mar. |
|
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|
Toscana |
A Siena, per
seguire i lavori del concilio per conto del papa. |
|
Ago. |
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|
Marche |
Con la sconfitta
e la cattura a Zagonara del cugino Carlo e l’imprigionamento
a Gradara dei figli Carlo e Galeazzo, si riavvicina al duca
di Milano. |
|
……...... |
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|
Lombardia |
Si reca a Milano
da Filippo Maria Visconti con il figlio Carlo. |
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1425 |
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|
Feb. |
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|
Lombardia |
Firma ad Abbiategrasso
una convenzione, che offre ai Malatesta di Pesaro la protezione
delle armi ducali ed il recupero delle terre perdute nelle Marche. |
|
Lug. |
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|
Il duca di
Milano lo esonera dal pagamento delle taglie, che gli sono state
imposte da Angelo della Pergola. |
|
Ago. |
|
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|
Romagna |
A Ravenna ed
a Forlì; rientra a Pesaro. |
|
……...... |
|
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|
Al fine di
ottenere la signoria di Rimini, ricorre alla Santa Sede a Roma
contro i figli naturali di Pandolfo Malatesta. |
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1429 |
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Dic. |
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Muore a Gradara.
E’ sepolto a Pesaro nella chiesa di San Francesco. Autore di
una canzone alla Madonna in occasione di un pellegrinaggio a
Loreto. |
Valoroso. Bellicoso.
Esperto nell’arte militare.
Capitano insigne.
Onesto, abile politico.
Privo di ogni vizio.
Uomo di lettere (da cui il soprannome “dei Sonetti”).