Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0940      MALATESTA MALATESTA  (Malatesta dei Sonetti) Signore di Pesaro, Gradara, Jesi, Todi, Narni, Orte, Fossombrone,  Fratta Todina, Acquasparta. Figlio di Pandolfo, padre di Carlo, suocero di  Gian Francesco Gonzaga.

               1370 – 1429 (dicembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1385

 

 

 

Marche

Diviene signore di Pesaro.

1387

 

 

 

 

 

Ott.

Chiesa

Antipapa

 

 

Milita al servizio del papa Urbano VI ed affronta i fautori dell’antipapa Clemente VII al comando di 200 lance e 300 fanti.

1389

 

 

 

Lazio

E' nominato senatore di Roma.

1390

 

 

 

 

 

Apr.

Rimini

Bologna

 

Romagna

Con Carlo Malatesta, sconfigge nei pressi di San Marino, in località le Penne, 150 lance comandate da Giovanni da Barbiano.

……......

Firenze

Milano

 

Emilia

Viene inviato con Giovanni Acuto, il Barbiano, Conte da Carrara e Niccolò Roberti nel bolognese (12000 cavalli e 4000 fanti).

1391

 

 

 

Marche

Bonifacio IX gli conferma il vicariato di Pesaro dietro il censo annuo di 1800 fiorini.

1392

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

Si trova a Forlì con i Malatesta di Rimini e Gian Francesco Gonzaga.

Apr.

 

 

 

Umbria

Si reca a Città di Castello al fine di trattare una lega ai danni dei viscontei.

Mag.

 

 

 

Umbria

Si impadronisce di Todi. Ottiene dal pontefice il vicariato di tale città per dieci anni in cambio dell’esborso di 40000 fiorini.

Giu.

 

 

 

Umbria

Viene scomunicato.

Lug.

 

 

 

Umbria

E’ invitato a comparire alla presenza del papa.

1393

 

 

 

 

 

……......

 

 

 

Umbria

Catalano degli Atti, mal soddisfatto della sua signoria a Todi, cerca di fare ribellare la città. Gli si oppone il luogotenente del Malatesta Guido da Bagno: costui cattura il ribelle e lo rinchiude nella rocca di Orte, di cui il signore di Pesaro si è in precedenza impadronito.

Ago.       Umbria
I fiorentini intercedono a favore del degli Atti e del figlio di quest'ultimo Francesco, entrambi tenuti in carcere dal Malatesta.

Dic.

Todi

Chiesa

 

Umbria

La moglie del degli Atti fa entrare 200 cavalli di Biordo dei Michelotti nel suo castello di Sismano; costoro incominciano ad infestare il territorio di Todo. Il Malatesta per rappresaglia fa decapitare Catalano degli Atti.

1394

 

 

 

 

 

Gen.

Antipapa

Chiesa

Capitano g.le

Umbria

Viene nominato capitano generale di Bologna e combatte per l’antipapa Benedetto XIII contro Bonifacio IX. Gli si ribellano Monte Castello di Vibio e Fratta del Vescovo (Fratta Todina); con l’aiuto di Francesco da Montemarte assume Giovanni Tedesco da Pietramala e con lui si collegano Francesco e Rodolfo da Titignano e Ranuccio da Montemarte.

Mag.

 

 

 

Umbria

Con Ceccolo Broglia e Brandolino Brandolini, da lui assoldati, recupera Fratta Todina, Monte Elci e Sismano; si impadronisce di Narni, dove entra con l’ausilio dei ghibellini; ne assedia la rocca.

Giu.

 

 

 

Umbria

Dà il guasto ai territori di Spoleto e di Terni; introduce in Orte i bretoni ed altri soldati dell’antipapa. Nel medesimo periodo, si allea con i perugini e con Uguccione Casali, signore di Cortona: i perugini gli donano una casa in città.

Lug.

 

 

 

Umbria

Gli è rinnovata la scomunica: entra in urto con il Broglia ed il Brandolini cui dà in pegno, a copertura delle paghe non saldate, le rocche di Orte e di Acquasparta.

Ago.

 

 

 

Umbria

Ordina che il Brandolini sia imprigionato in Todi ed il Broglia a Orte: il primo condottiero è incarcerato, il secondo è salvato dal capitano Verrocchio da Orte, che tradisce la fiducia del Malatesta: alla fine, il condottiero è costretto a scendere a patti con il Broglia ed a liberare, su mediazione di Gian Galeazzo Visconti, il Brandolini.

……......

 

 

 

Umbria

Favorisce in Orvieto la fazione dei mercorini ai danni di quella dei beffati.

1395

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Umbria e Lazio

Conquista la rocca di Narni, nonostante un tentativo dei pontifici di soccorrerne i difensori. Interviene Carlo Malatesta, si rappacifica con Bonifacio IX, che gli rinnova il vicariato di Todi per dieci anni dietro la somma di 3000 fiorini. Rientra a Pesaro.

Mag.

Pesaro

Perugia

 

 

I todini si danno al signore di Perugia Biordo dei Michelotti.

Ago.

 

 

 

 

I Chiaravalle richiamano il Michelotti dalla marca di Ancona e gli consegnano le fortezze detenute dal Malatesta nel todino.

Sett.

 

 

 

Marche

Il Malatesta deve restituire allo stato della Chiesa altre località in suo possesso in Umbria: nonostante le pressioni dei fiorentini, non ha alcuna intenzione di rilasciare Francesco degli Atti. Viene ancora scomunicato; a Rimini, frà Giacomo de Opizis, a causa della sua precedente occupazione di Todi, di Orte e di Narni, brucia tre bolle con le quali gli erano stati concessi in precedenza i vicariati di Osimo, di Numana, di Filottrano, di Castelfidardo, di Offagna, di Pennabilli e di Cattolica.

1396

Comp. ventura

Foligno

 

Umbria

Si vendica sui pontifici; con Ceccolino dei Michelotti e Conte da Carrara, attacca un fedele alleato del papa, il signore di Foligno Ugolino Trinci. Devasta il folignate e causa la rivolta in molti centri, quali Nocera Umbra, Sellano e Castelbuono.

1397

 

 

 

 

 

Apr.

Bologna

Milano

200 lance

Toscana

 

Lug.

 

 

 

Lombardia

Si trova alla difesa serraglio di Mantova.

1398

 

 

 

 

 

Feb.

Chiesa

Perugia

 

Umbria

Passa al servizio del pontefice, per contrastare Biordo dei Michelotti; alla testa di 600 cavalli e di 500 fanti,  tenta di impadronirsi di Montone con Bartolomeo da Pietramala, Braccio di Montone e Carlo di  Montone.

Mar.

 

 

 

Umbria

Il Michelotti è ucciso a Perugia; il Malatesta avanza fino a tre miglia dalla città. Il popolo non abbandona i Michelotti, per cui egli è costretto a ritirarsi.

1400

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

Capitano g.le

Lazio

A seguito della sottomissione di Roma ai pontifici, Bonifacio IX gli conferisce la dignità di senatore della città per sei mesi; è pure nominato capitano generale dello stato della Chiesa.

Ago.

 

 

 

Lazio

Fa catturare e decapitare molti cittadini romani.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Tocca Parma ed è diretto a Milano.

1401

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Veneto

Viene aggregato alla nobiltà veneziana.

1402

Milano

Bologna

 

Emilia

Combatte Giovanni Bentivoglio per conto dei ducali.

1403

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Milano

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

Si reca a Chioggia ed a Padova con Francesco Terzo da Carrara.

Mar.        
Il papa Bonifacio IX gli ingiunge di pagare il censo annuale per Pesaro a Paolo Orsini, a fronte delle spese per la condotta d'uomini d'arme di quest'ultimo, anziché alla curia apostolica.

Nov.

 

 

 

Emilia

Si trova a Bologna e presenzia al solenne ingresso nella città del cardinale legato Baldassarre Cossa. Nello stesso mese si sposa con Lucrezia Ordelaffi, figlia del signore di Forlì Cecco.

1404

 

 

 

 

 

Apr.

Venezia

Padova

Capitano g.le 300 lance e 200 fanti

Veneto

Si reca a Forlì con la moglie; viene ricevuto con tutti gli onori mentre il suocero è bloccato a letto per un attacco di gotta. Un giorno si presenta alla fortezza di Ravaldino con alcuni armati e chiede al castellano di poterla visitare. Costui si rifiuta di farlo entrare; il Malatesta rientra a palazzo e convince la moglie a procurarsi dal padre i contrassegni per entrare nella rocca. La donna li ruba al genitore. Il Malatesta si ripresenta a Ravaldino con una forte scorta; il castellano prende tempo, contatta Cecco Ordelaffi e viene a conoscenza della trama. Come risultato, il Malatesta è costretto ad allontanarsi dalla città. Nel successivo ottobre l'Ordelaffi farà uccidere per vendetta a Cesena la figlia con del veleno contenuto in una minestra di ceci. Negli stessi giorni, infine, il Malatesta viene assoldato dai veneziani per quattro mesi di ferma più due di rispetto. Gli è concessa una provvigione mensile di 1000 ducati; gli sono pure riconosciuti due paghe di prestanza prima dell’arruolamento ed il trasporto dei soldati a spese della Signoria da Primaro a Venezia. E’ sottoposto all’obbligo della mostra una volta il mese e gli è assicurata la giurisdizione criminale e disciplinare su tutto l’esercito; le truppe saranno alloggiate gratuitamente nei territori soggetti alla Serenissima. Le insegne del comando sono consegnate al Malatesta dal doge Michele Steno al termine della processione che giunge in San Marco da Sant’Isidoro. Nella città prende alloggio a Sant’Eustachio. Il Malatesta conduce le milizie a Mestre per la rassegna; propone l’alleanza con il marchese di Mantova Francesco Gonzaga: la sua richiesta è respinta dal senato.

Mag.

 

 

 

Veneto

Raccoglie a Castelfranco Veneto 9000 cavalli e 10000 fanti.

Giu.

 

 

 

Veneto

Cavalca contro le prime trincee di confine, lungo il Musone, nelle vicinanze di Noale e si apre la strada verso Padova. E’ ricacciato inizialmente; non ha successo un tentativo perpetrato con le bombarde ad Oriago; falliscono anche le manovre volte a far disertare i soldati, che militano per i carraresi, e trovare così un valico libero.

Ago.

 

 

 

Veneto

Attacca il campo di Gorgo, alla cui difesa si trovano Filippo da Pisa, Francesco  Novello da Carrara, Ludovico Buzzaccarini e Cecco da San Severino. L’assalto al serraglio di Padova è portato in cinque punti: l’intervento del  Carrara, del Buzzaccarini e di Ludovico degli Obizzi fugano le sue speranze di vittoria. I capitani avversari fanno calare un ponte ed irrompono dalle linee difensive 4000 cavalli per colpire alle spalle i guastatori. Il Malatesta li contrasta con la cavalleria pesante e respinge gli avversari, che ripiegano verso il ponte. I veneziani non riescono, tuttavia, a superare le linee difensive.

Sett.

 

 

 

Veneto

Conquista la bastia di Gorgo nei pressi di Piove di Sacco; approfitta della cattiva guardia che vi fanno i carraresi, obbligati dalle insistenti piogge a riparare nei borghi finitimi. Avanza sino a Vigodarzere e porta le sue scorrerie fino alla porta di Ognissanti a Padova. Invia in soccorso di Jacopo dal Verme, che combatte i padovani nel veronese, 12000 uomini fra fanti e cavalli: l’insorgere di alcuni dissapori con Paolo Savelli ritarda, alfine, l’azione conclusiva contro il nemico. All’arrivo degli estensi, venuti in aiuto degli avversari, si accampa sugli argini del Brenta di fronte  alla porta della Trinità. Il Savelli è sconfitto a Limena ed egli non si muove a sostegno della sua azione. Da ultimo, a fine mese, Taddeo dal Verme, che deve portare al suo campo 200 carri di rifornimenti, è battuto e catturato dai nemici. Il Malatesta deve in tal modo abbandonare Vigodarzere e trasferirsi a Mazzacavallo verso il trevigiano: vi si fortifica e vi fa costruire una bastia.

Ott.

 

 

 

Veneto

Si ammala di malaria contratta nelle zone paludose. Allo scadere della ferma, chiede licenza di rientrare a Pesaro.

1405 Pesaro Forlì   Romagna Conquista a Cecco Ordelaffi i castelli di Rocca delle Caminate, di Belfiore, di Ranchio e di Campiano.

1406

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

E’ considerato dai pontifici loro aderente in occasione della pace stipulata con il re di Napoli Ladislao d’Angiò.

1407

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Marche

Gregorio XII riduce il censo annuo per il vicariato di Pesaro da 1800 a 1200 fiorini.

……......

Chiesa

Napoli

 

Umbria

 

1408

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

Si reca a Lucca per rendere omaggio al papa: è ospitato nel palazzo dei Boccella.

……......

Antipapa

Chiesa

 

 

Si avvicina all’antipapa Alessandro V ed al suo legato, il cardinale Cossa.

1409

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna e Emilia

Si incontra a Cesena con Gregorio XII e cerca di porre fine allo scisma che sta dilaniando la vita della Chiesa. Si reca a Bologna, per riconciliare il Cossa con il cugino Carlo, ardente fautore del papa.

Mar.

Firenze Antipapa

Napoli

Capitano g.le 400 lance

 

Viene assoldato dai fiorentini per nove mesi con una condotta di 400 lance per contrastare le truppe di Ladislao d'Angiò.

Apr.

 

 

 

Toscana

A Pisa ed a Firenze.

Mag.

 

 

 

Toscana e Emilia

Si congiunge con Braccio di Montone e si sposta con 1900 lance da Firenze verso Arezzo. Difende il centro dagli attacchi portati da Guidantonio da Montefeltro. A metà mese, si allontana dal campo e giunge a Bologna per le esequie di Alessandro V e per sorvegliare i lavori del conclave, che si concluderanno con la tiara per il Cossa.

Giu.

 

 

 

Toscana

Si trova a Monte San Savino con i commissari fiorentini Jacopo Salviati e Vieri Guadagni; dà il guasto alle terre di Cocco Salimbeni, nemico dei senesi, con 1500 cavalli. Si attenda a Bagno Vignoni: è assalito nottetempo da Gentile da Monterano, cui si collegano da Perugia Paolo Orsini e Giovanni Colonna con più di 300 cavalli. Il Monterano cade nell’imboscata; egli può intervenire ed in un’ora di combattimento obbliga gli avversari a rifugiarsi nella rocca. Di notte, costoro si danno alla fuga ed abbandonano nelle sue mani numerosi uomini d’arme.

……......

 

 

 

Toscana

Penetra in val d’Orcia alla ricerca di vettovaglie; si porta a Pisa per rendere omaggio all’antipapa Giovanni XXIII.

Sett.

 

 

 

Toscana Umbria Lazio

 

Tocca Arezzo e Montepulciano. Avanza verso i confini del Patrimonio. La sua marcia è bloccata ad Orvieto, finché la defezione di Paolo Orsini gli apre le strada per Roma. Riduce all'obbedienza nel suo passaggio le città di Cetona, di Orvieto, di Montefiascone e di Viterbo. In quest'ultima località la sua presenza provoca una sollevazione popolare ai danni del vicario del papa Gregorio XII: costui viene catturato nel palazzo presso la Fontana del Sepale, è spogliato di ogni suo avere ed è, da ultimo, trascinato nelle carceri della torre del podestà.

Ott.

 

 

 

Lazio

Occupa il portico di San Pietro, posto allora al di fuori delle mura. Sono respinti due suoi attacchi alla città da parte di Pieretto de Andreis e dei colonnesi. Ne supera, infine, la resistenza ed assedia Castel Sant’Angelo; negli ultimi giorni del mese, viste le difficoltà delle operazioni, invia gran parte delle truppe agli accampamenti invernali.

Dic.

 

 

 

Lazio

Si attenda fuori Roma presso Sant’Agnese, verso San Lorenzo: la notte stessa, l’ Orsini entra nel Borgo Leonino e l’Andreis viene disfatto a porta Settimiana.

1410

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio e Lombardia

Contatta un notabile romano, Cola di Lello Cerbello, e gli promette 5000 fiorini nel caso in cui riesca a provocare un’insurrezione popolare. Questa si accende nei rioni Parione e Regola; l’Orsini e Lorenzo Annibaldi irrompono in Trastevere ed in Campo dei Fiori; con Francesco Orsini li segue il Malatesta lo stesso giorno. Indossa le insegne spiegate del giglio, nonostante che i romani vogliano che la sua entrata si effettui con i contrassegni della Chiesa. Partecipa ad una grande festa in piazza Navona; sottomette Ostia e Tivoli e toglie agli angioini le fortezze ancora in loro possesso nel circondario. Ha pure modo di andare a Mantova per le nozze di sua figlia con Gian Francesco Gonzaga: nell’occasione prende parte ad un torneo in cui la sua squadra, contrassegnata da una livrea verde, ha la peggio rispetto a quella del congiunto Carlo. Per le sue benemerenze, ottiene il vicariato di Jesi dall’antipapa.

Feb.

 

 

 

Toscana Marche

Rientra a Firenze; depone le insegne del comando a seguito delle trattative di pace in corso fra le parti. A Pesaro.

Giu.

 

 

 

Lazio

Ritorna a Roma per la ripresa del conflitto: batte i nemici ai Prati di Nerone e cerca, inutilmente, di impadronirsi sul Tevere di un ponte fortificato.

……......

 

 

 

Romagna

Combatte i Malatesta di Rimini, fautori del papa Gregorio XII;  si rappacificherà  con costoro l’anno seguente.

1412

 

 

 

 

 

Ago.

Firenze

Napoli

 

Toscana

E’ segnalato a Firenze.

Sett.

 

 

Capitano g.le

Toscana

Viene nuovamente eletto capitano generale dai fiorentini.

……......

Napoli

Antipapa

250 lance e 150 fanti

Umbria e Toscana

Defeziona nel campo avverso e gli è data una condotta di 250 lance, di 75 fanti e di 75 balestrieri. Contrasta i fiorentini nell’alta valle del Tevere e soccorre i Pietramala.

1413

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Marche

Con il Montefeltro e Muzio Attendolo Sforza, assedia l’Orsini in Rocca Contrada (Arcevia): il Montone lo costringe ad arretrare.

Ago.

 

 

 

Marche

Riprende le operazioni di assedio ad Arcevia; il suo comportamento non è molto limpido, perché permette all’Orsini di allontanarsi nottetempo da tale castello. Subito dopo, ottiene la località con la relativa rocca.

……......

 

 

 

Marche

Pone gli accampamenti invernali nel pesarese; aspetta di unirsi con Niccolò d’Este, per assalire insieme l’antipapa in Bologna.

1414

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia e Romagna

Si porta a Budrio con Micheletto Attendolo, raggiunge Riccardina e desola il bolognese, fa molti prigionieri e razzia molti capi di bestiame. Nel rientrare in Romagna, parte del bestiame predato è ucciso;  vince a Forzano, presso Imola, i bolognesi che tentano di bloccargli il passo e rientra a Cesena.

Giu.

 

 

 

Umbria

Assedia Lorenzo Attendolo in Foligno con lo Sforza e Micheletto Attendolo. Segue la pace fra i contendenti ed in essa è compreso tra i collegati dei fiorentini.

Nov.

Pesaro

Ancona

 

Marche

Cerca di impossessarsi di Ancona per trattato: il tentativo va a vuoto con l’uccisione o la cattura di molti dei suoi partigiani. In breve conquista ventinove castelli del contado finitimo; si muove fra Fiumesino e Senigallia.

Dic.

Bologna

 

200 lance

Marche e Toscana

Sconfitto dagli anconetani, i veneziani compongono il conflitto. Passa agli stipendi dei bolognesi, che lo inviano in Toscana in soccorso dei fiorentini con 200 lance.

1415

Pesaro

Perugia

 

Marche

Combatte in difesa dei suoi possedimenti contro il Montone. I fiorentini gli saldano le sue spettanze.

1416

 

 

 

 

 

……......

 

 

 

Marche

Non può intervenire ad Osimo, allorché la città si ribella ad Andrea Malatesta; giunge ad Offagna e deve accettare gli impegni imposti dai ribelli.

Apr. mag.

 

 

 

Toscana

Si trova a Bagni di Petriolo con una sorella: vi è ospitato per un mese da Tommaso della Garzaia. Si reca anche a Siena.

1417

 

 

 

Marche

Alla morte del cugino Andrea si impossessa di Fossombrone.

1419

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Marche

Ottiene il vicariato di Fossombrone dal papa Martino V. Il pontefice convalida la riduzione del censo per il vicariato di Pesaro, già concessagli da Gregorio XII.

1420

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Romagna

A Rocca delle Caminate, per una partita di caccia indetta da Pandolfo Malatesta.

1422

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

Invia alcune schiere al Montone, impegnato nell’assedio di Città di Castello.

1423

Firenze

Milano

 

Romagna

 

1424

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Toscana

A Siena, per seguire i lavori del concilio per conto del papa.

Ago.

 

 

 

Marche

Con la sconfitta e la cattura a Zagonara del cugino Carlo e l’imprigionamento a Gradara dei figli Carlo e Galeazzo, si riavvicina al duca di Milano.

……......

 

 

 

Lombardia

Si reca a Milano da Filippo Maria Visconti con il figlio Carlo.

1425

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

Firma ad Abbiategrasso una convenzione, che offre ai Malatesta di Pesaro la protezione delle armi ducali ed il recupero delle terre perdute nelle Marche.

Lug.

 

 

 

 

Il duca di Milano lo esonera dal pagamento delle taglie, che gli sono state imposte da Angelo della Pergola.

Ago.

 

 

 

Romagna

A Ravenna ed a Forlì; rientra a Pesaro.

……......

 

 

 

 

Al fine di ottenere la signoria di Rimini, ricorre alla Santa Sede a Roma contro i figli naturali di Pandolfo Malatesta.

1429

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

 

Muore a Gradara. E’ sepolto a Pesaro nella chiesa di San Francesco. Autore di una canzone alla Madonna in occasione di un pellegrinaggio a Loreto.

DIECI CITAZIONI

Valoroso. Bellicoso.

Esperto nell’arte militare.

Capitano insigne.

Onesto, abile politico.

Privo di ogni vizio.

Uomo di lettere (da cui il soprannome “dei Sonetti”).