Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0941      MALATESTA MALATESTA DA SOGLIANO  (Malatesta da Cesena) Di Cesena. Conte. Signore di Montecodruzzo. Figlio naturale di Carlo, padre di Sigismondo e di Leonida, zio di Carlo, genero di Francesco degli Ubaldini.

               + 1528 (settembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……..

 

 

 

Romagna

E' destinato dai suoi famigliari alla carriera ecclesiastica; si pone al servizio del cardinale Raffaello Riario, che gli fa avere prima i benefici dell’abbazia benedettina di Ranchio e, successivamente, quella di Montetifi.

1486

 

 

 

Romagna

Alla morte del padre, litiga con il fratello Ramberto che non vuole riconoscergli la sua eredità consistente in alcuni beni allodiali.

1498

Firenze

Venezia

 

Romagna

Combatte in val di Bagno contro il fratello. Prende la propria residenza in Cesena. Affianca i Tiberti contro i Martinelli. Ammazza al ponte di San Lazzaro Giovanni Paolo di Roncofreddo e, di seguito, fa uccidere Lionello da Bologna. Minacciato dal governatore pontificio, interviene a suo favore Polidoro Tiberti.

1499

 

 

 

 

 

Feb.

Firenze

Venezia

 

Romagna

Contrasta i veneziani nel Casentino. Cerca di consegnare ai fiorentini, comandati da da Achille Tiberti e da Ottaviano Manfredi, il castello di Sogliano al Rubicone che appartiene al fratello Ramberto.

……..

 

 

 

Romagna

Abita a Cesena e diviene capo del partito guelfo in opposizione a quello ghibellino capeggiato da Niccolò Guerra da Bagno. I suoi sicari uccidono in città un bolognese; deve allontanarsi dalla località su ordine del papa Giulio II.

Sett. ott. Firenze Pisa 25 balestrieri a cavallo Toscana
Agli ordini di Paolo Vitelli, milita agli stipendi dei fiorentini contro i pisani. Allorché il Vitelli è imprigionato e fatto decapitare dai fiorentini, viene condotto come lancia spezzata.

Nov.

Tiberti

Martinelli

 

Toscana

Ridotto in cattive condizioni rientra a Cesena. A metà mese, esce dalla città con i Tiberti, per contrastare 500 fanti tedeschi, spagnoli e guasconi assoldati dai fuoriusciti. Segue una breve scaramuccia.

1500

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Romagna

Sospetta del fratello e fa catturare due suoi partigiani. Immediata è la rappresaglia di Ramberto; la contesa termina in breve con lo scambio dei prigionieri.

Ago.

Orsini

Colonna

 

Lazio

Segue Vitellozzo Vitelli e Paolo Orsini nella loro azione contro Viterbo. Partecipa al sacco della città e, della sua parte di bottino, invia quattro some di panni a Cesena. Si accampa sotto Amelia.

1502

Condottieri

Chiesa

 

Romagna  Toscana

Organizza una congiura in Cesena ai danni di Cesare Borgia; scoperto, fugge a Firenze.

1503

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Dopo l’uccisione di Vitellozzo Vitelli e di Oliverotto da Fermo a Senigallia da parte del Borgia, è catturato ed i suoi uomini sono svaligiati.

……..

Firenze

Pisa

 

Toscana

 

Sett.

Chiesa

Malatesta

 

Romagna

Si pone al servizio del Borgia. Entra in Rimini e saccheggia la città.

Nov.

Firenze

Venezia

 

Romagna

Si trova alla difesa di Faenza contro i veneziani.

Dic.

 

 

 

Romagna

Viene accusato, in un colloquio riservato, dal papa Giulio II di agire in Romagna per conto della Serenissima, al fine di fare ribellare la regione allo stato della Chiesa.

1504

 

 

 

 

 

Feb.

Firenze

Ordelaffi

 

Romagna

E’ inviato dai fiorentini a Forlì per prestare soccorso pontifici: con 50 balestrieri a cavallo ed altri 50 da assoldare sul posto, assedia la rocca della città tenuta da Ludovico Ordelaffi e dagli uomini di Cesare Borgia.

Mar.

Firenze

Pisa

70 cavalli leggeri

Toscana

Ha ai suoi ordini 70 balestrieri a cavallo.

Apr.

 

 

 

Toscana

Segue Luca Savelli con 400 cavalli e 500 fanti. Rifornisce di vettovaglie il castello di Ripafratta e decide di espugnare Filitello (Filettole) sull’altra sponda del Serchio di fronte a Ripafratta, onde bloccare le vie di rifornimento da Lucca a Pisa. Effettua una scorreria nel territorio e l’incursione termina con la razzia di più di 400 capi di bestiame bovino; al ritorno, viene assalito al ponte Cappellese da Corrado Tarlatini che, con 15 uomini d’arme, 40 cavalli leggeri e 60 fanti, recupera tutta la preda e mette in fuga i fiorentini: fra questi ultimi sono uccisi 50 uomini e ne sono fatti prigionieri 370 con 5 bandiere, fra le quali quella del Malatesta. Il condottiero è ferito in combattimento.

Ago.

Firenze

Comp. ventura

60 cavalli leggeri

Toscana

Fronteggia Bartolomeo d’Alviano; partecipa alla battaglia di Campiglia Marittima. Con Paolo da Parrano (100 cavalli leggeri), attacca alla torre di San Vincenzo la retroguardia degli avversari e facilita l’intervento della fanteria di Zitolo da Perugia.

1506

 

 

 

 

 

Sett.

Firenze

Pisa

 

ToscanaRomagna

Corre sotto le mura di Pisa e cattura 18 nemici. Fa molte prede e si impadronisce di tutto il bestiame rimasto ai difensori. Invia a Cesena 17 buoi, facenti parte della sua fetta di bottino. Rientra, infine, anch’egli in tale città.

1508

 

 

 

 

 

Feb.       Toscana
Al campo di Cascina. Dà il guasto al contado pisano con i suoi cavalli leggeri affiancando il commissario Niccolò Capponi.

Mag.

 

 

 

Toscana

All’assedio di Pisa.

……..

 

 

 

Toscana

Accoglie a Pisa il fratello Ramberto, scacciato dai suoi territori dai pontifici per avere ucciso la moglie.

1512

 

 

 

 

 

Sett.

Firenze

 

 

Toscana

Vive ancora a Pisa. Non vuole seguire i partigiani dei Medici nella loro sollevazione contro le supreme magistrature dello stato.

Ott.

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia con il suocero del fratello Marino Gritti e si offre agli stipendi dei veneziani: almeno per il momento non è ricevuto nel collegio dei Pregadi.

Nov.

 

 

 

Veneto

A Venezia. Si trova al fianco del doge Leonardo Loredan con Gaspare da San Severino per la festa di Ognissanti.

Dic.

 

 

 

Veneto

Compare in numerose cerimonie pubbliche; alla fine, sarà condotto con 50 uomini d’ arme con decorrenza il marzo 1513.

1513

 

 

 

 

 

Apr.

Venezia

Spagna Impero

35 lance

Lazio e Veneto

Raccoglie 35 uomini d’arme; si porta a Roma per rendere omaggio al nuovo papa Leone X. Ottiene dal pontefice che il fratello rientri nelle sue terre con il pagamento di 4000 scudi a Cesare Alidosi, che ne è stato investito da Giulio II. Presta parte del denaro a Ramberto, che gli cede il castello di Montecodruzzo, Ciola Araldi, Tornano e Serra. Rientra al campo.

Mag.

 

 

 

Veneto

A Rovigo.

Lug.

 

 

50 lance

Veneto

Alla difesa di Treviso contro gli spagnoli, con Giampaolo Baglioni e Taddeo della Volpe. Si reca a Venezia; si colloca a Noale a metà strada tra Padova e Treviso.

Ago.

 

 

 

Lazio

A Roma con Guido Rangoni, per incontrarsi con il pontefice.

Sett.

 

 

 

Friuli e Veneto

E’ inviato in Friuli dall’Alviano; giunto a Sacile, è richiamato a Treviso per le minacce alla città da parte degli spagnoli.

Ott.

 

 

 

Veneto

Quando i nemici si ritirano dal veneziano, si pone al loro inseguimento. Partecipa alla battaglia di Creazzo, dove è inquadrato nell’ala destra agli ordini del Baglioni. Catturato, nonostante la resistenza opposta ai nemici, è condotto a Vicenza: è liberato dopo pochi giorni con la promessa di riconoscere a Prospero Colonna una taglia di 600 ducati. Giunge a Venezia in collegio e riferisce sulla situazione militare: focalizza in particolare l’aspetto dell’amicizia del Colonna nei riguardi della Serenissima; a suo parere, la sconfitta non è tanto da addebitarsi alla incapacità dell’Alviano, quanto a quella del Baglioni il cui cedimento ha provocato la disfatta.

Dic.

 

 

35 lance

Friuli

E’ nominato governatore del Friuli al posto di Baldassarre di Scipione. La situazione economica dei veneziani è tanto grave che solo a stento sono trovati i 300 ducati necessari per trasferire in Friuli i suoi uomini d’arme. Affronta gli imperiali alla testa di 600 cavalli e di 200 fanti; un importante apporto alle sue truppe è dato da Girolamo Savorgnano, che conduce 2000 contadini.

1514

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Friuli

Si trova ad Udine. Gli viene contro Cristoforo Frangipane con 27 pezzi di artiglieria, 6000 fanti e 1000 cavalli ed egli si rinchiude nella città.

Feb.

 

 

 

Friuli

Attaccato da 2000 lanzichenecchi e da 5000 cernite condotte dal Frangipane, stabilisce di abbandonare Udine e di ritirarsi al di là del Piave. Si sposta a Sacile con il provveditore Giovanni Vitturi, mentre il Savorgnano si rinchiude in Osoppo. Non contrasta le scorrerie che il Rizzano compie da Pordenone con 400 cavalli; afferma, anzi, di volere lasciare il soldo della repubblica, sia per l’esiguità della sua condotta, sia per il ritardo delle paghe alle truppe. A Venezia si esprime un parere sfavorevole sul suo operato.

Mar.

 

 

50 lance

Friuli

Il consiglio dei Savi gli aumenta la condotta da 35 a 50 uomini d’arme; parte da Sacile ed al suo posto è nominato governatore della regione Giampaolo Manfrone. Appoggia l’ Alviano alla riconquista del Friuli ed a Pordenone, con il suo intervento, decide l’esito della battaglia. Cattura il Rizzano: costui è trattenuto prigioniero, mentre gli altri capitani tedeschi sono liberati, perché ritenuto responsabile dell’incendio di Mestre verificatosi nell’anno precedente.

Apr.

 

 

 

Veneto

A Venezia; chiede il congedo al doge. E’ rassicurato con buone parole. Ritornato al campo, quando i tedeschi si dividono per saccheggiare il territorio tra Feltre e Bassano del Grappa, assale nella seconda località 500 tedeschi, ne uccide 300 e fa prigionieri molti soldati e capitani. Chiude al momento il rapporto con la Serenissima.

1515

 

 

 

 

 

Mag.

Venezia

 

 

 

Ritorna al soldo dei veneziani: gli è data una condotta di 100 uomini d’arme ed una provvigione di 100 ducati per paga, per dieci paghe l’anno.

Giu.

 

 

 

Veneto e Emilia

Ricevuti 1500 ducati, esce da Vicenza e si dirige a Cesena, ove sono radunati i suoi uomini. Un editto pontificio gli impedisce di raccogliere di fatto tali truppe, perché i sudditi della Santa Sede non possono militare per altri stati, né tanto meno il papa Leone X gli dà il permesso di combattere per i veneziani. Il Malatesta raccoglie nel complesso solo 10/20 uomini d’arme: sfuma, in tal modo, la condotta con i veneziani.

Ott.

 

 

 

Veneto

Si reca in incognito a Venezia e tratta con il consiglio di Dieci sulla possibile assunzione di Francesco Maria della Rovere.

1516

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Lazio

Si porta a Roma; si offre di ritornare agli stipendi della Serenissima e di condurre la sua famiglia a Venezia.

1521

 

 

 

 

 

Sett5.

Chiesa

Francia

 

Emilia

Alla difesa di Parma.

Dic.

 

 

 

Veneto e Marche

Ritorna a Venezia a chiedere una condotta. Rientra nelle Marche ed a Lunano viene sfidato a duello da Niccolò Guerra da Bagno.

1522

 

 

 

Toscana

Vive a Pisa.

…….

 

 

 

Romagna

Niccolò Guerra da Bagno gli tende una vana imboscata alle Cave dei Colli. 

1528

 

 

 

 

 

Apr.

Venezia

Impero

 

 

Il consiglio dei Savi gli dà il comando di 600 fanti.

Mag.

 

 

1000 fanti

Veneto

Il consiglio dei Savi rivede la sua precedente decisione e gli eleva la condotta a 1000 fanti. Si ammala a Verona.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Passa alla difesa di Bergamo con 1300 fanti. La sua compagnia è in val Brembana con Maffeo Cagnolo, Filippino da Salò, Giovanni Battista da Faenza, per sorprendere a Zogno 500 uomini di Gian Giacomo dei Medici. Il provveditore generale Carlo Contarini richiama indietro i veneziani, perché l’esercito degli avversari è più forte del previsto. I capitani decidono, viceversa, di attaccare una chiesa, dove i nemici hanno ammassato le loro prede; vinta la resistenza dei difensori, le truppe si danno al saccheggio. Come epilogo, il resto delle milizie imperiali fuga i razziatori.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Prende parte all’assedio di Pavia agli ordini del Saint-Pol e del della Rovere. A  metà mese, mentre si trova nelle trincee, è ucciso da un colpo di archibugio alla testa. Per i suoi meriti, i veneziani assegnano una provvigione di 300 scudi ai figli.

TRE CITAZIONI

Capitano animoso, di grande ardire, strenuo. Di molta bravura.

Celebre capitano.