| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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…….. |
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Romagna |
E' destinato
dai suoi famigliari alla carriera ecclesiastica; si pone al
servizio del cardinale Raffaello Riario, che gli fa avere prima
i benefici dell’abbazia benedettina di Ranchio e, successivamente,
quella di Montetifi. |
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1486 |
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Romagna |
Alla morte
del padre, litiga con il fratello Ramberto che non vuole riconoscergli
la sua eredità consistente in alcuni beni allodiali. |
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1498 |
Firenze |
Venezia |
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Romagna |
Combatte in
val di Bagno contro il fratello. Prende la propria residenza
in Cesena. Affianca i Tiberti contro i Martinelli. Ammazza al
ponte di San Lazzaro Giovanni Paolo di Roncofreddo e, di seguito,
fa uccidere Lionello da Bologna. Minacciato dal governatore
pontificio, interviene a suo favore Polidoro Tiberti. |
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1499 |
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Feb. |
Firenze |
Venezia |
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Romagna |
Contrasta i
veneziani nel Casentino. Cerca di consegnare ai fiorentini,
comandati da da Achille Tiberti e da Ottaviano Manfredi, il
castello di Sogliano al Rubicone che appartiene al fratello
Ramberto. |
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…….. |
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Romagna |
Abita a Cesena
e diviene capo del partito guelfo in opposizione a quello ghibellino
capeggiato da Niccolò Guerra da Bagno. I suoi sicari uccidono
in città un bolognese; deve allontanarsi dalla località
su ordine del papa Giulio II. |
| Sett.
ott. |
Firenze |
Pisa |
25 balestrieri a cavallo |
Toscana |
Agli ordini di Paolo Vitelli,
milita agli stipendi dei fiorentini contro i pisani. Allorché
il Vitelli è imprigionato e fatto decapitare dai fiorentini,
viene condotto come lancia spezzata. |
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Nov. |
Tiberti |
Martinelli |
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Toscana |
Ridotto in
cattive condizioni rientra a Cesena. A metà mese, esce dalla
città con i Tiberti, per contrastare 500 fanti tedeschi, spagnoli
e guasconi assoldati dai fuoriusciti. Segue una breve scaramuccia.
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1500 |
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Mag. |
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Romagna |
Sospetta del
fratello e fa catturare due suoi partigiani. Immediata è la
rappresaglia di Ramberto; la contesa termina in breve con lo
scambio dei prigionieri. |
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Ago. |
Orsini |
Colonna |
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Lazio |
Segue Vitellozzo
Vitelli e Paolo Orsini nella loro azione contro Viterbo. Partecipa
al sacco della città e, della sua parte di bottino, invia quattro
some di panni a Cesena. Si accampa sotto Amelia. |
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1502 |
Condottieri |
Chiesa |
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Romagna
Toscana |
Organizza una
congiura in Cesena ai danni di Cesare Borgia; scoperto, fugge
a Firenze. |
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1503 |
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Gen. |
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Romagna |
Dopo l’uccisione
di Vitellozzo Vitelli e di Oliverotto da Fermo a Senigallia
da parte del Borgia, è catturato ed i suoi uomini sono svaligiati. |
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…….. |
Firenze |
Pisa |
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Toscana |
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Sett. |
Chiesa |
Malatesta |
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Romagna |
Si pone al
servizio del Borgia. Entra in Rimini e saccheggia la città. |
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Nov. |
Firenze |
Venezia |
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Romagna |
Si trova alla
difesa di Faenza contro i veneziani. |
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Dic. |
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Romagna |
Viene accusato,
in un colloquio riservato, dal papa Giulio II di agire in Romagna
per conto della Serenissima, al fine di fare ribellare la regione
allo stato della Chiesa. |
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1504 |
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Feb. |
Firenze |
Ordelaffi |
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Romagna |
E’ inviato
dai fiorentini a Forlì per prestare soccorso pontifici: con
50 balestrieri a cavallo ed altri 50 da assoldare sul posto,
assedia la rocca della città tenuta da Ludovico Ordelaffi e
dagli uomini di Cesare Borgia. |
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Mar. |
Firenze |
Pisa |
70 cavalli leggeri |
Toscana |
Ha ai suoi
ordini 70 balestrieri a cavallo. |
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Apr. |
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Toscana |
Segue Luca
Savelli con 400 cavalli e 500 fanti. Rifornisce di vettovaglie
il castello di Ripafratta e decide di espugnare Filitello (Filettole)
sull’altra sponda del Serchio di fronte a Ripafratta, onde bloccare
le vie di rifornimento da Lucca a Pisa. Effettua una scorreria
nel territorio e l’incursione termina con la razzia di più di
400 capi di bestiame bovino; al ritorno, viene assalito al ponte
Cappellese da Corrado Tarlatini che, con 15 uomini d’arme, 40
cavalli leggeri e 60 fanti, recupera tutta la preda e mette
in fuga i fiorentini: fra questi ultimi sono uccisi 50 uomini
e ne sono fatti prigionieri 370 con 5 bandiere, fra le quali
quella del Malatesta. Il condottiero è ferito in combattimento. |
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Ago. |
Firenze |
Comp. ventura |
60 cavalli leggeri |
Toscana |
Fronteggia
Bartolomeo d’Alviano; partecipa alla battaglia di Campiglia
Marittima. Con Paolo da Parrano (100 cavalli leggeri), attacca
alla torre di San Vincenzo la retroguardia degli avversari e
facilita l’intervento della fanteria di Zitolo da Perugia. |
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1506 |
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Sett. |
Firenze |
Pisa |
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ToscanaRomagna |
Corre sotto
le mura di Pisa e cattura 18 nemici. Fa molte prede e si impadronisce
di tutto il bestiame rimasto ai difensori. Invia a Cesena 17
buoi, facenti parte della sua fetta di bottino. Rientra, infine,
anch’egli in tale città. |
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1508 |
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| Feb. |
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Toscana |
Al campo di Cascina. Dà
il guasto al contado pisano con i suoi cavalli leggeri affiancando
il commissario Niccolò Capponi. |
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Mag. |
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Toscana |
All’assedio
di Pisa. |
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…….. |
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Toscana |
Accoglie a
Pisa il fratello Ramberto, scacciato dai suoi territori dai
pontifici per avere ucciso la moglie. |
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1512 |
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Sett. |
Firenze |
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Toscana |
Vive ancora
a Pisa. Non vuole seguire i partigiani dei Medici nella loro
sollevazione contro le supreme magistrature dello stato. |
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Ott. |
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Veneto |
Si reca a Venezia
con il suocero del fratello Marino Gritti e si offre agli stipendi
dei veneziani: almeno per il momento non è ricevuto nel collegio
dei Pregadi. |
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Nov. |
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Veneto |
A Venezia.
Si trova al fianco del doge Leonardo Loredan con Gaspare da
San Severino per la festa di Ognissanti. |
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Dic. |
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Veneto |
Compare in
numerose cerimonie pubbliche; alla fine, sarà condotto
con 50 uomini d’ arme con decorrenza il marzo 1513. |
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1513 |
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Apr. |
Venezia |
Spagna Impero |
35 lance |
Lazio e Veneto |
Raccoglie 35
uomini d’arme; si porta a Roma per rendere omaggio al nuovo
papa Leone X. Ottiene dal pontefice che il fratello rientri
nelle sue terre con il pagamento di 4000 scudi a Cesare Alidosi,
che ne è stato investito da Giulio II. Presta parte del
denaro a Ramberto, che gli cede il castello di Montecodruzzo,
Ciola Araldi, Tornano e Serra. Rientra al campo. |
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Mag. |
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Veneto |
A Rovigo. |
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Lug. |
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50 lance |
Veneto |
Alla difesa
di Treviso contro gli spagnoli, con Giampaolo Baglioni e Taddeo
della Volpe. Si reca a Venezia; si colloca a Noale a metà strada
tra Padova e Treviso. |
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Ago. |
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Lazio |
A Roma con
Guido Rangoni, per incontrarsi con il pontefice. |
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Sett. |
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Friuli e Veneto |
E’ inviato
in Friuli dall’Alviano; giunto a Sacile, è richiamato a Treviso
per le minacce alla città da parte degli spagnoli. |
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Ott. |
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Veneto |
Quando i nemici
si ritirano dal veneziano, si pone al loro inseguimento. Partecipa
alla battaglia di Creazzo, dove è inquadrato nell’ala destra
agli ordini del Baglioni. Catturato, nonostante la resistenza
opposta ai nemici, è condotto a Vicenza: è liberato dopo pochi
giorni con la promessa di riconoscere a Prospero Colonna una
taglia di 600 ducati. Giunge a Venezia in collegio e riferisce
sulla situazione militare: focalizza in particolare l’aspetto
dell’amicizia del Colonna nei riguardi della Serenissima; a
suo parere, la sconfitta non è tanto da addebitarsi alla incapacità
dell’Alviano, quanto a quella del Baglioni il cui cedimento
ha provocato la disfatta. |
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Dic. |
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35 lance |
Friuli |
E’ nominato
governatore del Friuli al posto di Baldassarre di Scipione.
La situazione economica dei veneziani è tanto grave che solo
a stento sono trovati i 300 ducati necessari per trasferire
in Friuli i suoi uomini d’arme. Affronta gli imperiali alla
testa di 600 cavalli e di 200 fanti; un importante apporto alle
sue truppe è dato da Girolamo Savorgnano, che conduce 2000 contadini. |
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1514 |
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Gen. |
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Friuli |
Si trova ad
Udine. Gli viene contro Cristoforo Frangipane con 27 pezzi di
artiglieria, 6000 fanti e 1000 cavalli ed egli si rinchiude
nella città. |
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Feb. |
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Friuli |
Attaccato da
2000 lanzichenecchi e da 5000 cernite condotte dal Frangipane,
stabilisce di abbandonare Udine e di ritirarsi al di là del
Piave. Si sposta a Sacile con il provveditore Giovanni Vitturi,
mentre il Savorgnano si rinchiude in Osoppo. Non contrasta le
scorrerie che il Rizzano compie da Pordenone con 400 cavalli;
afferma, anzi, di volere lasciare il soldo della repubblica,
sia per l’esiguità della sua condotta, sia per il ritardo delle
paghe alle truppe. A Venezia si esprime un parere sfavorevole
sul suo operato. |
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Mar. |
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50 lance |
Friuli |
Il consiglio
dei Savi gli aumenta la condotta da 35 a 50 uomini d’arme; parte
da Sacile ed al suo posto è nominato governatore della regione
Giampaolo Manfrone. Appoggia l’ Alviano alla riconquista del
Friuli ed a Pordenone, con il suo intervento, decide l’esito
della battaglia. Cattura il Rizzano: costui è trattenuto prigioniero,
mentre gli altri capitani tedeschi sono liberati, perché ritenuto
responsabile dell’incendio di Mestre verificatosi nell’anno
precedente. |
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Apr. |
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Veneto |
A Venezia;
chiede il congedo al doge. E’ rassicurato con buone parole.
Ritornato al campo, quando i tedeschi si dividono per saccheggiare
il territorio tra Feltre e Bassano del Grappa, assale nella
seconda località 500 tedeschi, ne uccide 300 e fa prigionieri
molti soldati e capitani. Chiude al momento il rapporto con
la Serenissima. |
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1515 |
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Mag. |
Venezia |
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Ritorna al
soldo dei veneziani: gli è data una condotta di 100 uomini d’arme
ed una provvigione di 100 ducati per paga, per dieci paghe l’anno. |
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Giu. |
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Veneto e Emilia |
Ricevuti 1500
ducati, esce da Vicenza e si dirige a Cesena, ove sono radunati
i suoi uomini. Un editto pontificio gli impedisce di raccogliere
di fatto tali truppe, perché i sudditi della Santa Sede non
possono militare per altri stati, né tanto meno il papa Leone
X gli dà il permesso di combattere per i veneziani. Il Malatesta
raccoglie nel complesso solo 10/20 uomini d’arme: sfuma, in
tal modo, la condotta con i veneziani. |
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Ott. |
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Veneto |
Si reca in
incognito a Venezia e tratta con il consiglio di Dieci sulla
possibile assunzione di Francesco Maria della Rovere. |
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1516 |
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Dic. |
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Lazio |
Si porta a
Roma; si offre di ritornare agli stipendi della Serenissima
e di condurre la sua famiglia a Venezia. |
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1521 |
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Sett5. |
Chiesa |
Francia |
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Emilia |
Alla difesa
di Parma. |
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Dic. |
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Veneto e Marche |
Ritorna a Venezia
a chiedere una condotta. Rientra nelle Marche ed a Lunano viene
sfidato a duello da Niccolò Guerra da Bagno. |
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1522 |
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Toscana |
Vive a Pisa. |
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……. |
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Romagna |
Niccolò Guerra
da Bagno gli tende una vana imboscata alle Cave dei Colli.
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1528 |
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Apr. |
Venezia |
Impero |
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Il consiglio
dei Savi gli dà il comando di 600 fanti. |
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Mag. |
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1000 fanti |
Veneto |
Il consiglio
dei Savi rivede la sua precedente decisione e gli eleva la condotta
a 1000 fanti. Si ammala a Verona. |
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Giu. |
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Lombardia |
Passa alla
difesa di Bergamo con 1300 fanti. La sua compagnia è in val
Brembana con Maffeo Cagnolo, Filippino da Salò, Giovanni Battista
da Faenza, per sorprendere a Zogno 500 uomini di Gian Giacomo
dei Medici. Il provveditore generale Carlo Contarini richiama
indietro i veneziani, perché l’esercito degli avversari è più
forte del previsto. I capitani decidono, viceversa, di attaccare
una chiesa, dove i nemici hanno ammassato le loro prede; vinta
la resistenza dei difensori, le truppe si danno al saccheggio.
Come epilogo, il resto delle milizie imperiali fuga i razziatori. |
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Sett. |
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Lombardia |
Prende parte
all’assedio di Pavia agli ordini del Saint-Pol e del della Rovere.
A metà mese, mentre
si trova nelle trincee, è ucciso da un colpo di archibugio alla
testa. Per i suoi meriti, i veneziani assegnano una provvigione
di 300 scudi ai figli. |
Capitano animoso, di grande ardire, strenuo. Di molta
bravura.
Celebre capitano.