Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0947      PANDOLFO MALATESTA  Signore di Fano, Pesaro, Fossombrone. Figlio di Malatesta, fratello di Malatesta Ungaro, padre di Malatesta, nipote di Galeotto, suocero di Rodolfo da Varano e di Sinibaldo Ordelaffi.

                1325 – 1373 (gennaio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1342

 

 

 

 

 

Dic.

Rimini

Carignano

 

Marche

Il padre lo invia a Fano con 1000 cavalli della Grande Compagnia di Guarnieri di Urslingen, che sono astati assoldati per un mese. Obiettivo è quello di domarvi una rivolta provocata da Teresino da Carignano. Parte da Pesaro.

1343

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

Entra in Fano per il castello vicino al mare e si scontra con i cittadini.

Primavera

 

 

 

Marche

Ha in signoria Pesaro dal padre.

Lug.

 

 

 

Romagna

Riceve a Rimini il vicario pontificio di Romagna Filippo dell’Antella, priore di San Scheraggio, alla porta di San Giuliano e gli consegna in atto di omaggio le chiavi.

1347

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Marche

Accoglie a Fano il re Ludovico d’Ungheria, dal quale viene armato cavaliere con Masio da Pietramala.

1348

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Emilia

Si reca a Ferrara per incontrarsi con il marchese Obizzo d’Este.

1351

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Toscana

A Bagni di Petriolo per curarsi. I senesi lo accolgono con tutti gli onori.

1352

Napoli

Ungheria

400 cavalli

Campania

Assedia in Aversa frà Moriale.

1354

Pesaro

Comp. ventura

 

Marche

Contrasta nelle Marche la Grande Compagnia condotta da frà Moriale.

1355

 

 

 

 

 

…….......

Rimini

Chiesa

 

Marche

 

Giu.         Con la sconfitta e la resa dei suoi famigliari di fronte ai pontifici, gli è conferito il governo di Pesaro con il titolo di podestà.

Lug.

 

 

 

Umbria

E’ segnalato a Gubbio con Malatesta Malatesta Guastafamiglia e l’Albornoz.

1356

 

 

 

 

 

Mag.

Milano

Monferrato

Capitano g.le

Lombardia

Ha il comando della cavalleria nella campagna contro il marchese Giovanni di Monferrato. Si muove sotto Pavia con Galeazzo Visconti. Si accampa nella regione, detta Sicomario, tra il Ticino ed il Po e si impadronisce del ponte di Gravellona Lomellina. Quando il Visconti rientra a Milano, il Malatesta ha la responsabilità dell’assedio: costruisce alcune bastie attorno la città, per impedirne il vettovagliamento dall’esterno. L’avversario esce da Pavia con gli abitanti guidati dal frate Jacopo Bussolari; sono assalite tre  bastie che sono date alle fiamme; analoga sorte subisce tutto il naviglio proveniente da Piacenza per l’attacco finale.

Autunno

Milano

Lega

 

Lombardia

Si collega con Lodrisio Visconti e Francesco d’Este: alla testa di 4000 cavalli e di molti fanti, si dirige contro l’esercito della lega antiviscontea fermo a Magenta. I nemici ripiegano ed il Malatesta si mette al loro inseguimento.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Prende parte alla battaglia di casorate Primo.

1357

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Ha la piena fiducia di Galeazzo Visconti perché sa dare un’organizzazione all’esercito milanese. Ciò suscita la gelosia di Bernabò Visconti, che tende a fare il vuoto intorno a sé eliminando i fratelli ed i loro collaboratori. Durante i festeggiamenti seguiti alla vittoria di Casorate Primo, il Malatesta ha modo di frequentare il palazzo di San Giovanni in Conca appartenente al signore di Milano. Si interessa troppo ad una sua favorita (Giovannola di Montebretto dalla quale Bernabò Visconti ha avuto una figlia). La donna consegna al Malatesta come pegno d'amore un anello donatole proprio dal signore di Milano. Costui riconosce il gioiello mentre Pandolfo fa l'inchino di rito; Bernabò si avventa subito su di lui sguainando la spada. In un istintivo gesto di difesa il Malatesta, che si trova in ginocchio, si aggrappa al fodero finendo lungo disteso. E' la sua salvezza, perché in tal modo va a vuoto la stoccata. Nel frattempo la moglie del Visconti Regina della Scala, che è presente alla scena, riesce a riportare alla ragione il marito pregandolo di non uccidere un ospite nella sua casa. Bernabò ordina che il Malatesta sia arrestato per essere decapitato. Interviene Galeazzo Visconti reclamando la vita del suo capitano; Bernabò, ancora una volta per le pressioni della moglie, accetta di consegnare il condottieri al fratello dietro l'impegno di quest'ultimo a mantenere la punizione inflittagli. Pandolfo viene invece liberato e si rifugia nelle Marche.

Feb.

 

 

 

Cechia

Si allontana da Pesaro e si reca a Praga dall’imperatore Carlo di Boemia: gli svela le macchinazioni di Bernabò Visconti, che si fa gioco della maestà dell’impero.

…….......

 

 

 

Inghilterra

Si reca a Londra e ripete le accuse nei confronti del Visconti alla corte del re Edoardo III. E’ sfidato a duello dall’ambasciatore visconteo, che lo ha seguito da Praga, Sagremor di Pommiers.

Estate/ autunno

 

 

 

Veneto

E’ segnalato a Venezia. Gli è offerto dalla Serenissima il capitanato generale delle truppe: i negoziati non hanno seguito.

…….......

Chiesa

Forlì

 

Romagna

Passa al servizio del cardinale legato Egidio Albornoz e contrasta in Romagna la Grande Compagnia, comandata dal conte Lando, che combatte, a sua volta, agli stipendi di Francesco Ordelaffi.

1358

Firenze

Comp. ventura

Capitano di guerra

Toscana

Viene assunto dai fiorentini allorché il conte Lando dall’alta valle del Tevere si sta trasferendo in val di Chiana.

1359

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Toscana

Fa la rassegna delle sue truppe: 2000 barbute, 500 ungheri, 2500 balestrieri scelti.

Giu.

 

 

 

Toscana

Gli è dato dai fiorentini come gonfaloniere di giustizia il senese Niccolò dei Tolomei, mentre l’insegna dei feditori è portata da Orlando Tedesco. In val di Pesa aumentano gli uomini a sua disposizione: oltre gli iniziali effettivi, si aggiungono alle sue truppe altri 2000 masnadieri, 1200 barbute e 400 cavalli, che hanno combattuto agli ordini di Bernabò Visconti, nonché i soccorsi inviati dal marchese di Ferrara (200 cavalli), dal signore di Padova (200 cavalli), dal legato pontificio (300 cavalli), dai nobili napoletani (50), da Bonifacio Lupo (30), dagli aretini (80 cavalli e molti fanti), dai pistoiesi (Ricciardo Cancellieri). Di fronte il Malatesta ha la Grande Compagnia del conte Lando, che consta di 12000 uomini, fra i quali vi sono 5000 cavalli, 1000 ungheri e più di 2000 masnadieri. Il Malatesta affronta l’esercito nemico, che da Pratolino muove verso Pontedera; tallona gli avversari a Pieve a Nievole e spedisce contro i loro alloggiamenti, posti a San Pietro in Campo nel lucchese, il Cancellieri con 500 cavalli. E’ qui sfidato a battaglia dal conte Lando, che gli invia il guanto insanguinato. Accetta prontamente, memore della vittoria riportata sull'avversario a Casorate Primo.

Lug.

 

 

 

Toscana

Il conte Lando manda 300 cavalli e 300 masnadieri a Castelfranco. Il Malatesta si prepara ad attaccarlo al “campo delle mosche”; l’avversario preferisce fuggire ed i fiorentini proibiscono al signore di Pesaro di inseguirlo nel lucchese. Viene fatto correre un palio per ricordare l’avvenimento. Il Malatesta rientra in Romagna.

Dic.

 

 

 

Toscana

E’ inviato dall’Albornoz a Firenze, per proporre un patto di alleanza fra fiorentini e pontifici. La missione non ha esito.

1360

 

 

 

 

 

Lug. ago.

Chiesa

Milano

 

Marche

Sottomette Corinaldo, che si è ribellata allo stato della Chiesa: costringe Niccolò da Buscareto ad abbandonare la località. Assedia Buscareto e Montenovo (Ostra Vetere), finché è obbligato ad allontanarsi per l’intervento di 1500 barbute e di 1000 masnadieri condotti da Anichino di Baumgarten. Ad agosto, il condottiero tedesco si ritira ed il Buscareto è costretto alla resa.

1361

 

 

 

 

 

Sett.

Padova

 

Capitano di guerra

Veneto

A Padova rinnova l’amicizia con Francesco Petrarca, fuggito da Milano a causa della peste.

1362

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Marche

Ha dall’Albornoz il permesso di edificare il castello di Novilara.

Dic.

 

 

 

Marche

Gli è pure concesso di ampliare il porto di Pesaro.

1363

 

 

 

 

 

Ago.

Firenze

Pisa

 

Toscana

Le trattative con i fiorentini per il suo arruolamento vanno a rilento per le sue richieste ritenute eccessive. Si porta a Firenze con 100 cavalli e 100 fanti.

Sett.

 

 

 

Toscana

Contro il parere di Ranuccio Farnese e di Amerigone Tedesco, fa porre il campo ad Incisa. Si sposta a Firenze.

Ott.

 

 

Capitano g.le

Toscana

Distacca dal campo di Incisa 500 cavalli, che invia nel pisano. I fiorentini sono sconfitti ed i trinceramenti di Incisa cadono nelle mani degli avversari: i fiorentini, tra morti e prigionieri, perdono più di 400 uomini; sono catturati anche il Farnese e Giovanni degli Obizzi. Il Malatesta, che si trova a San Donato in Collina (San Donato) con 500 fanti, alla notizia della sconfitta si dà alla fuga e rientra a Firenze. Viene nominato capitano generale: non ottiene, tuttavia, i poteri straordinari da lui domandati con insistenza. Licenzia il conte Artimanno con 800 cavalli, già alla difesa di Incisa, e rafforza le opere difensive di Firenze. Se ne sta inoperoso quando gli inglesi, che militano al soldo dei pisani, saccheggiano il piano di Ripoli. Nell'occasione il Malatesta non chiude loro i passi della val di Pesa e del Chianti.

Nov.

 

 

 

Toscana

Gli inglesi giungono a Figline; per potere ritornare nel pisano con le prede  ed i prigionieri, i venturieri fanno sapere di volersi portare all’abbazia di San Salvi per l’ordinazione di un nuovo prete. Il Malatesta dà credito all’informazione ed in tal modo permette ai nemici di  ritirarsi senza problemi dalla val di Pesa. Si rinserra in Firenze e non consente a 8000 cittadini di rientrare nella città, dopo che ne sono usciti contro i suoi ordini per contrastare gli avversari. Il suo operato è sempre più criticato.

1364

 

 

 

 

 

Apr.

Firenze

Pisa

 

Toscana

Ritorna al soldo dei fiorentini per combattere la Compagnia Bianca, capitanata da Alberto Sterz e da Giovanni Acuto e 3000 barbute tedesche condotte dal Baumgarten. Nonostante il parere contrario degli otto della Guerra, vuole cavalcare con 1000 barbute nel Mugello: prevale la sua volontà, ma deve accettare di essere accompagnato da Arrigo di Montfort. Si attenda a Borgo San Lorenzo: non riesce ad impedire che gli inglesi abbandonino di notte il territorio per San Giorgio a Colonica e se ne tornino indisturbati a Pistoia per la val di Bisenzio. Chiede di rientrare a Rimini per dieci/quindici giorni ed i fiorentini gli rispondono che non hanno più bisogno del suo operato. Lascia Firenze ed il Montfort gli succede come capitano generale.

Ago.

 

 

 

Romagna

A Rimini per il funerale del padre.

1365

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Lombardia

Si riconcilia con i Visconti e si reca a Milano.

1366

 

 

 

 

 

Estate

Milano

 

 

Lombardia

Si incontra a Pavia con il Petrarca.

1367

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Romagna

Ritorna a Rimini.

Ott.

 

 

 

Lazio

Si porta a Viterbo; inserito con 400 cavalli nella retroguardia del corteo, scorta da tale città a Roma il papa Urbano V, che proviene da Avignone. Sono con lui, nell'ingresso trionfale in San Pietro, i congiunti Galeotto Malatesta e Malatesta  Ungaro, nonché Rodolfo da Varano, Niccolò d’Este ed il conte Amedeo di Savoia.

1368

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Affianca a Bologna il cardinale legato Anglico Grimoard, fratello del pontefice.

Feb.

 

 

 

Emilia e Veneto

Segue il Grimoard a Ferrara, a Padova ed a Venezia, per organizzare la spedizione antiviscontea.

Ago.

 

 

 

Francia

Si trova alla corte del papa, per trattare la tregua tra Città di Castello e Perugia.

Nov.

Chiesa

Perugia

 

Umbria

Agli stipendi del papa Urbano V. Assale Città di Castello ed entra nella città con Bartolomeo da Genova.

1369

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Umbria

Ottiene il cassero di Città di Castello da Branca Guelfucci.

Apr.

 

 

 

 

Gli sono rinnovate da Urbano V le precedenti concessioni.

…….......

Chiesa

Montefeltro

 

Marche

Difende Cagli ed Urbino dagli attacchi portati da Antonio da Montefeltro.

Nov.

 

 

 

Umbria

Viene pubblicata la pace con i perugini; entra in Città di Castello a nome dei pontifici.

1370

 

 

 

 

 

…….......

Chiesa

Perugia

 

 

 

Mar.

Chiesa

Comp. ventura

 

Marche

Interviene ancora alla difesa di Urbino ai danni del Montefeltro. Contrasta la compagnia dell’Acuto.

1371

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Giunge a Bologna e si incontra ancora una volta con il Petrarca; nella chiesa di San Domenico presenzia alle esequie del papa, morto di recente. Accoglie nella città il  nuovo legato, il cardinale Pietro di Bourges.

1372

 

 

 

 

 

Mag.

Chiesa

Milano

 

Emilia

E’ al servizio del papa Gregorio XI. Combatte Ambrogio Visconti e Manfredino da Sassuolo nel modenese.

1373

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

Muore a Pesaro. Amico di Francesco Petrarca.

NOVE CITAZIONI

Grande maestro di guerra. cavaliere ardito, franco e di grande aspetto. Uomo di grande cuore.

Capitano prudente.

Di autorità.

Amato e ricercato.