| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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……........ |
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E' educato
da Francesco Filelfo. |
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1385 |
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Gen. |
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Romagna |
Si trova a
Forlì per le nozze di Pino Ordelaffi con Venanzia Brancaleoni.
Ha una contesa con il fratello Andrea per il possesso di Fossombrone. |
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1386 |
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Ott. |
Rimini |
Balacchi |
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Romagna |
Con il fratello
Carlo, ottiene a forza Santarcangelo di Romagna ai danni di Gaspare
e Lorenzo Balacchi. |
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1387 |
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Gen. |
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Toscana |
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Mag. |
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Emilia |
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Autunno |
Rimini |
Petrucci |
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Marche e Emilia |
Ritorna a Fano
per vendicare la sconfitta del fratello Carlo ad opera dei Petrucci,
coadiuvati da Giovanni Acuto e da Giovanni Beltoft: investe
Tomba ed il Montale, che appartengono ai Petrucci, espugna le
due località, le fa distruggere, confisca tutti i beni alla
famiglia rivale con l'eccezione di alcuni mulini. Si reca a
Bologna ed a Ferrara. |
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Dic. |
Rimini |
Comp. ventura |
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Romagna |
Con il fratello
Carlo, si incontra a Rimini con Giovanni Ordelaffi. Successivamente,
entra in guerra con Guido da Polenta. Blocca a Cervia Giovanni
degli Ubaldini, spinto contro di lui dal signore di Ravenna. |
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1388 |
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Feb. |
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Marche |
Riceve il giuramento
di fedeltà dagli abitanti di Fano. |
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Primavera |
Rimini |
Ravenna |
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Romagna |
Accorre in
difesa di Cervia e delle saline minacciate dai
Polenta. |
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Mag. |
Milano |
C.di Castello |
800 cavalli |
Romagna Toscana e Umbria |
Si accorda
con i Polenta e passa agli stipendi del conte di Virtù Gian
Galeazzo Visconti. Attraversa il Montefeltro e penetra in Toscana
con l’intenzione di unirsi con l’Ubaldini; non presta ascolto
agli ammonimenti di Maso degli Albizzi, tesi a fargli rispettare
il territorio della repubblica e quelli dei suoi alleati, i
comuni di Ancona, di Ascoli Piceno, di Cortona e di Città di
Castello. Entra così nel tifernate e vi procura gravi danni:
fa demolire il palazzo di Piero Leone e quello di Angelo Dotti
nel borgo di San Giustino. Rafforzato da milizie ausiliarie,
fornitegli da Bartolomeo da Pietramala e da Tancredi degli Ubaldini,
muove verso Citerna e libera la città dalle molestie dei castellani.
Si pone a Lippiano con 1000 cavalli e 300 fanti; a Lama si impadronisce
di un palazzo, a San Giustino occupa quello di Pierleone. Sempre
nel perugino, assedia il castello di Celle e procura con la
sua compagnia gravi danni tra il Tevere ed il Cerfone. Ai fiorentini,
che si lamentano della sua azione predatrice, risponde che ha
speso più di 30000 fiorini per formare la sua compagnia e che,
dovendo rientrare nelle spese, non può astenersi dal fare scorrerie.
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Giu. |
Bologna |
Firenze |
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Umbria e Toscana |
Viene condotto
per un mese dai bolognesi. Si sposta verso Cortona e da qui
devia per la Romagna. E’ sollecitato dal papa Urbano VI affinché
con il fratello Carlo assalga Antonio da Montefeltro. E’ attaccato
ad Umbertide da milizie fiorentine che, comandate da Giovanni
Beltoft, lo costringono a rifugiarsi prima nell’omonimo castello,
poi nelle terre dei Pietramala, indi a Borgo San Sepolcro (Sansepolcro)
dopo avere subito numerose perdite. Ripara a Perugia; si porta
a Ponte San Giovanni e con l’aiuto dei pontifici e dei perugini
può radunare molti uomini d’arme. |
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……....... |
Rimini |
Ravenna |
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Romagna |
Fronteggia
le truppe di Guido da Polenta nel contado di Cervia. |
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Nov. |
Milano |
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Conclude la
pace con il Montefeltro grazie all’intervento del Visconti e
ritorna agli stipendi di quest’ultimo. |
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1389 |
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Mar. |
Chiesa |
Antipapa |
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Umbria |
Si congiunge
con il fratello Carlo ed assale nei pressi di Umbertide le compagnie
del Beltoft e di Everardo della Campana (2500 cavalli), cui
toglie tutte le salmerie, cattura 50 cavalli e 200 fanti. Fra
i nemici sono uccisi 220 uomini. |
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……....... |
Rimini |
Urbino |
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Marche |
Contrasta Antonio
da Montefeltro. |
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Giu. |
Milano |
Firenze Bologna |
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Marche e Romagna |
Sempre con
il fratello Carlo, batte a Sant’Arcangelo di Romagna Giovanni
da Barbiano che, con 800 cavalli bolognesi, cerca di raggiungere
la Toscana per collegarsi con i fiorentini. |
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Dic. |
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Marche |
Entra nottetempo
in Corinaldo con il favore dei guelfi locali e ne espelle i
ghibellini: questi ultimi tentano di resistere; una decina sono
subito decapitati ed a altri sono confiscati i loro beni. |
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1390 |
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Apr. |
Milano |
Bologna |
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Romagna |
Vince e fa
prigionieri, nei pressi di Rimini, Ugolino Ghislieri, Conte
da Carrara e Corrado
Prospero. |
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……....... |
Rimini |
Urbino Milano |
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Aderisce alla
lega promossa dai fiorentini contro i viscontei e riprende le
armi contro Antonio da Montefeltro, alleato dei milanesi. |
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Sett. |
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Marche |
Riceve magnificamente
in Fano la moglie di Gentile da Varano. Il papa Bonifacio IX
condona a lui ed al fratello Carlo una rata del censo dovuto
per i loro vicariati, a compensazione delle spese sostenute
nel riacquisto di Bertinoro allo stato della Chiesa. Ottiene
con Carlo il vicariato di Imola. |
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Ott. |
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Marche |
Si oppone al
passaggio nei suoi territori delle compagnie del condottiero
visconteo Gherardo Tedesco. |
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1391 |
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Gen. |
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Il papa gli
rinnova il vicariato di Fano. |
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Lug. |
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Marche |
Si impossessa
di Ripalta nel pesarese. |
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Ago. |
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Marche e Romagna |
Coadiuva il
fratello Carlo contro il Montefeltro ed affronta, con scarso
successo, Azzo da Castello. Il conflitto durerà fino al febbraio
dell’anno seguente. |
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1392 |
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Mar. |
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Romagna |
Viene ospitato
a Forlì. |
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……....... |
Rimini |
Forlì |
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Romagna |
E’ in lotta
con Pino Ordelaffi. |
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Lug. |
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Romagna |
Depreda il
contado di Maiano. |
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1393 |
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Gen. |
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Il papa Bonifacio
IX, il conte di Virtù ed i veneziani intervengono nella contesa
che vede di fronte i Malatesta ed i Montefeltro. |
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Feb. |
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Romagna |
A Mondaino
è bandita la pace fra i contendenti. Le ostilità riprendono
presto per il mancato accordo su alcuni dettagli. Non cessa
la guerra con gli Ordelaffi. |
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……....... |
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|
Romagna |
Compie scorrerie
nel forlivese. |
|
Ago. |
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Romagna |
Irrompe nel
forlivese con il fratello Carlo alla testa di molti cavalli
e fanti. Sconfigge a Bosecchio Cecco e Pino Ordelaffi, che hanno
a loro disposizione un minore numero di soldati: il combattimento
termina con la cattura di 300 uomini, quasi tutti abitanti della
città. |
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……....... |
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Marche |
Si reca a Camerino
e, con la mediazione del signore di Foligno Ugolino Trinci,
ottiene da Gentile da Varano la liberazione del fratello del
pontefice Andrea Tomacelli. Gli viene concessa Montelupone,
che appartiene a Francesco Brancaleoni. |
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1394 |
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……....... |
Chiesa |
Ancona |
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Marche |
Recupera Recanati,
Morro, Montefeltrano ed assale Ancona. |
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Giu. |
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Marche |
Si trova con
Corrado di Altinberg per firmare i preliminari di pace. |
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Lug. |
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Per ricompensa,
ha dai pontifici il vicariato di Bertinoro (dietro il prestito
di 22000 ducati) e quello di Rocca Contrada (Arcevia). |
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Dic. |
Milano |
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Lombardia |
Viene a Milano
e gli è concessa una condotta di 40 lance e 200 fanti. |
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1395 |
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Feb. lug. |
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Israele e Romagna |
Si imbarca
sulla galea di Niccolò Muazzo e compie un pellegrinaggio in
Terrasanta. Nella basilica del Santo Sepolcro viene armato cavaliere
dal gran maresciallo d’Inghilterra insieme con Galeotto Malatesta.
Rientra a Rimini a luglio. |
|
Ago. |
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|
Marche |
Si trova a
Fano; con il fratello Carlo, assiste al matrimonio della sorella
Rengarda con Guidantonio da Montefeltro e della sorella Gentile
con Giovanni Galeazzo Manfredi, figlio di Astorre. |
| 1396 |
Rimini |
C. di Castello |
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Toscana |
Coadiuva i fiorentini nel
danneggiare il territorio di Città di Castello. |
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1397 |
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Mar. |
Ravenna Faenza |
Milano |
1000 cavalli e 600 fanti |
Lombardia |
E’ mandato
dai polentani e dai Manfredi in soccorso del signore di Mantova
Francesco Gonzaga, che è stato attacccato dai viscontei. |
|
Ago. |
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|
Lombardia |
Al comando
della terza schiera, forte di 1500 cavalli e di 500 provvigionati,
batte a Governolo Jacopo dal Verme e, con il Barbiano, contribuisce
al riequilibrio delle sorti del combattimento. |
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Sett. |
Chiesa |
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Capitano g.le |
Umbria |
Viene eletto
rettore del ducato di Spoleto e delle terre di Arnolfo. |
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1398 |
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Gen. |
Chiesa |
Perugia |
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Umbria |
Contrasta nel
perugino Biordo dei Michelotti. |
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Apr. |
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Umbria |
Occupa Todi
con i Chiaravalle e ne scaccia Ceccolino dei Michelotti; consegna
la città a Giannello Tomacelli, nuovo rettore del Patrimonio
e del ducato di Spoleto. |
|
Mag. |
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Lombardia |
In Lombardia,
per ottenere il saldo delle paghe arretrate. |
|
Giu. |
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Marche |
Ritorna precipitosamente
a Fano alla notizia che la prima moglie Paola Bianca Malatesta
sta morendo. |
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1399 |
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Gen. |
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Marche |
Il papa Bonifacio
IX gli conferma il vicariato di Fano con il consueto censo e
concede per cinque anni a lui ed ai fratelli, quelli di Osimo,
di Montelupone, di Castelfidardo, di Montefano e di Filottrano. |
|
Mag. |
Chiesa |
Comp. ventura |
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Marche |
Difende la
marca di Ancona dalle incursioni di Ceccolo Broglia e di Conte
da Carrara; fattosi dare dal duca di Milano 200 lance e 100
dai bolognesi, fronteggia gli avversari, che si sono accampati
a Cingoli con forze inferiori alle sue. E’ assalito dal Carrara:
il condottiero nemico si ritira, il Malatesta si pone al suo
inseguimento e cade in un’imboscata tesagli dal Broglia. E’
sconfitto ed i venturieri si impadroniscono di un ricco bottino. |
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Nov. |
Rimini |
Montalboddo |
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Marche |
Assedia Montalboddo
per conto del fratello Carlo. |
|
Dic. |
Milano |
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1400 |
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Marche |
Si ferma a
Fano. |
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1401 |
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Lug. |
Milano |
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Romagna |
Lascia Rimini,
per raggiungere in Lombardia i ducali. Chiede il passo al signore
di Bologna Giovanni Bentivoglio. |
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Sett. |
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Emilia |
Ai primi del
mese, arriva a Bologna a Ponte Vecchio, fuori Strada Maggiore:
gli viene incontro il Bentivoglio con 800 lance e lo invita
ad entrare nella città. Il Malatesta sembra accettare, tocca
porta Maggiore, volta per le mura e si allontana. Avverte il
signore della città come il duca di Milano voglia muovere ai
suoi danni. |
|
Ott. |
Milano |
Firenze |
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Lombardia |
Con Alberico
da Barbiano, Facino Cane, Ottobono Terzi ed il dal Verme (4500
lance italiane), vince a Nave, alle porte di Brescia,
le truppe tedesche dell’imperatore Roberto di Baviera, assoldate
dai fiorentini e dai carraresi. |
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1402 |
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……....... |
Milano |
Bologna |
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Emilia |
Combatte inizialmente
il Bentivoglio quasi a titolo personale, con la scusa che costui
non ha osservato alcuni patti nei suoi confronti. |
|
Mar. |
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Emilia e Romagna |
Viene acclamato
con il fratello Carlo signore di San Giovanni in Persiceto dalla
popolazione. Raccoglie soldati in Romagna con il fratello Andrea
e si porta a Carpi, dove è raggiunto dal resto dell’esercito
visconteo. |
|
Apr. |
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Emilia |
Sfida a battaglia
il Bentivoglio per mezzo di un araldo e si ferma a Mirandola.
In una scaramuccia le milizie dell’avversario hanno la meglio
sui suoi uomini. |
|
Mag. |
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|
Emilia |
Si sposta in
soccorso di San Giovanni in Persiceto con Alberico da Barbiano
ed il Cane; è affrontato da Giacomo da Carrara, da Muzio Attendolo
Sforza e da Lancillotto Beccaria. Nel corso del combattimento,
si batte con lo Sforza; cadono entramnbi a terra e continuano
il confronto a piedi. |
|
Giu. lug. |
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Emilia |
Partecipa alla
battaglia di Casalecchio di Reno dove ha, con il fratello Carlo,
il comando della seconda squadra. Bernardo della Serra è sbaragliato
e catturato. Entra in Bologna per la porta di San Donato con
il dal Verme, Galeazzo da Mantova ed il Cane; sulla porta del
pubblico palazzo arma cavalieri alcuni bolognesi fra i quali
Galeazzo Pepoli. Con il controllo ufficiale della città
da parte di Gian Galeazzo Visconti e l’uccisione del Bentivoglio,
viene nominato luogotenente ducale della città; è investito
della signoria di San Giovanni in Persiceto e di quella di Manzolino. |
|
Ago. |
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E’ chiamato
a far parte del consiglio ducale con Alberico da Barbiano, il
fratello Carlo, i vescovi di Pavia, di Novara, di Pisa e di
Feltre, Francesco Gonzaga, Antonio da Montefeltro, Giovanni
Colonna, Paolo Savelli, il dal Verme, Baldassarre Spinola, Leonardo
Doria, il camerario Francesco Barbavara, il cancelliere Giovanni
da Carnago, i due consiglieri Pietro da Corte e Filippo dei
Migli. |
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Sett. |
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Emilia e Lombardia |
Si allontana
dal bolognese con 1000 lance e perviene in Lombardia a seguito
della grave malattia del duca di Milano. E’ presente ai funerali
di Gian Galeazzo Visconti; con il Gonzaga, il Montefeltro ed
il Barbavara, prende parte alla lettura del testamento; subito
dopo si porta con tutti i suoi uomini a Pavia. |
|
Ott. |
Milano |
Chiesa |
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Emilia |
Con Tommaso
Trotti e Marcoardo dalla Rocca, affianca il Cane nel parmense.
Arriva sino a porta Cristina ed a porta Benedetta del capoluogo:
i territori che vanno da Parma a Brescello e Reggio Emilia sono
devastati e dati alle fiamme. |
|
Nov. |
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Emilia |
Lascia il bolognese
con i fratelli Carlo ed Andrea e sosta a San Giovanni in Persiceto
per contrastarvi i pontifici. |
|
Dic. |
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Emilia |
Entra in Parma
con il Cane, il Trotti, il dalla Rocca e Guglielmo della Scala. |
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1403 |
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Feb mar. |
Milano |
Firenze |
|
Toscana |
Si porta a
Siena con molte lance per mantenere la città fedele ai
Isconti. Effettua numerose scorrerie nel fiorentino. |
|
Giu. |
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Toscana e Umbria |
Giunge a Lucignano
con 1000 cavalli; da qui cavalca più volte nell’aretino, fa
numerosi prigionieri e razzia bestiame. I perugini gli anticipano
1000 fiorini, per mettere in ordine i suoi uomini. Con il Terzi
e Ceccolino dei Michelotti, cerca di prestare aiuto alle due
rocche di Assisi, che sono assediate dai nemici. |
|
Lug. |
|
|
|
Toscana |
Rafforzato
da 300 lance di Giovanni Colonna, si sposta a Sarteano mentre
il Michelotti, Ludovico Gabriotto Cantelli ed Antonio Balestrazzo
rimangono nei pressi di Assisi con 1200 cavalli. |
|
Ago. |
|
|
|
Toscana |
Firma la pace
con le forze della lega antiviscontea e presta atto di omaggio
al papa; ciò non gli impedisce di saccheggiare la Toscana in
difesa dei senesi. |
|
……....... |
Guelfi |
Ghibellini |
|
Lombardia |
Rientra in
Lombardia e viene coinvolto nelle lotte fra i guelfi ed i ghibellini
della regione; parteggia per i primi e si impossessa con un
lungo assedio del castello di Trezzo sull’Adda. |
|
Nov. |
Guelfi |
Como |
|
Lombardia |
Con il dal
Verme ed i Vitani (i partigiani dei da Carcano e dei Grassi)
muove da Cantù verso Como, dominata dai Rusca. Franchino Rusca
viene loro incontro al Pratomarcio, una vasta pianura presso
Montorfano, dove le truppe comasche sono disfatte. Mentre il
capitano avversario si rifugia nel castello di San Pietro, presso
Balerno, il Malatesta irrompe nella città per la porta del castello
della torre rotonda. In un primo momento, sono evitate le case
dei Vitani, sulle cui porte è stato infisso, a titolo
di segnalazione, un grosso chiodo; in un secondo momento, anche
queste vengono svaligiate. Il Malatesta, con il sacco, fa recuperare
ai suoi soldati le paghe arretrate. Le devastazioni dureranno
cinquanta giorni. |
|
Dic. |
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|
|
Lombardia |
Il nuovo duca
di Milano Giovanni Maria Visconti, per l’efferatezza del saccheggio
perpetrato dai suoi soldati, confisca i beni al Malatesta, annulla
le obbligazioni che i Vitani hanno dovuto contrarre per recuperare
le cose da essi possedute e fa liberare i prigionieri, cui è
stata imposta una taglia. |
|
1404 |
|
|
|
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|
|
Gen. |
Guelfi
Milano |
Ghibellini
Guelfi
Padova |
|
Lombardia |
Su ordine di
Caterina Visconti, vedova di Gian Galeazzo, con il dal Verme
e Delfino di Brivio arresta nel castello di Monza Antonio Visconti,
Antonio e Galeazzo Porro, Giovanni Aliprandi ed altri capi della
fazione ghibellina. La sera stessa, tutti sono decapitati nel
castello di porta Giovia a Milano davanti alla cappella di San
Donato ed il giorno dopo i loro corpi sono esposti al pubblico
al Broletto Nuovo in piazza dei Mercanti. Solo Antonio Visconti
si sottrae alla condanna per grazia speciale della duchessa.
Il procedimento fulmineo tronca temporaneamente la possibilità
di resistenza al potere centrale da parte dei ghibellini, per
cui il Malatesta viene inviato, con il Cane ed il Cantelli (7000 cavalli e 2000
fanti), alla volta di Verona, minacciata dai carraresi. Conquista
Pandino, attraversa l’Adda ed assale invano Brescia: respinto,
contatta per mezzo del Cantelli il capo dei guelfi locali Giovanni
da Martinengo. |
|
Feb. |
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Lombardia e Veneto |
Con il Cane,
assale nuovamente Brescia con le bombarde e vi penetra domando
la resistenza dei Gambara: rimangono uccisi 300 guelfi; molti
altri sono catturati. Il Malatesta prosegue per Verona con il
Cane; qui giunto, il governatore visconteo della città Ugolotto
Biancardo, per timore di possibili disordini da parte delle
truppe militanti ai loro ordini, non permette l’ingresso in
città a tali milizie. |
|
Mar. |
Comp. ventura |
Brescia |
|
Veneto e Lombardia |
Continua la
sua marcia nel vicentino e nel padovano; ributtato dai carraresi
a Tencarola, ne approfitta per ritornare subito sotto Brescia
ed avviare trattative con i Martinengo al fine di essere dichiarato
signore della città. Ne ottiene, infine, il dominio, compreso
tutto il circondario sino alla riviera del Garda, dalla duchessa
Caterina a compenso delle sue paghe arretrate ammontanti a 20000
ducati. Secondo altre fonti, viceversa, se ne impossessa semplicemente
con la forza, dopo avere approntato 3 batterie di artiglieria.
I ghibellini, che si sono asserragliati nella cittadella, restano
fermi nelle loro fortificazioni; i guelfi si arrendono nelle
sue mani ed egli diventa signore della città, anticipando con
le sue mosse l’arrivo del Cane. Quando tale condottiero si presenta sotto le mura, gli impedisce di immettersi
in Brescia con le sue milizie; al massimo vi può entrare il
Cane con la scorta di 50 cavalli. Facino si sente beffato ed
irato si dirige verso Milano; il Malatesta si appaga nel controllarne
le mosse. |
|
Apr. |
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|
Lombardia |
Nei primi giorni
del mese, su ordine della duchessa, si porta con 2000 uomini
nelle terre di Capriate-San Gervasio, di Marne, di Grignano
e di altri comuni circostanti: distrugge nelle campagne i raccolti
di segale e di frumento, razzia bestiame, deruba i cittadini
delle loro vettovaglie. Dopo sei giorni, entra ufficialmente
in Brescia; gli si oppongono il capitano della guarnigione viscontea
Giovanni dell’Agnello, il provveditore delle lance Bernabò Lunello
ed il capitano dei balestrieri Manfredo da Roscoalio: tutti
costoro non cedono agli ordini della reggente se non dopo il
saldo delle loro paghe arretrate. |
|
Mag. |
Brescia |
Milano |
|
Lombardia |
A metà
mese, occupa nuovamente il castello di Trezzo sull’Adda a nome
del giovane duca; i suoi uomini escono dal castello per scorrere
nei contadi di Capriate-San Gervasio ed in quello di Grignano.
A seguito delle sue depredazioni, il Visconti gli invia contro
Ottone da Mandello con un buon numero di soldati. Il Malatesta
lo batte e lo cattura con l’aiuto dei guelfi. Il Mandello, dopo
essere stato spogliato di armi e cavalcature, viene condotto
a Caprino Bergamasco e per la sua liberazione deve riconoscere
agli avversari una taglia di 2000 fiorini. |
|
Giu. |
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|
Lombardia |
Si incontra
a Trezzo sull’Adda con Giovanni da Vignate, per aiutare Caterina
Visconti, che è stata costretta
ad abbandonare Milano ed a riparare a Monza. |
|
Lug. |
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|
Lombardia |
Con i guelfi
della valle di San Martino e di Casate, scorre fino a Ponte
San Pietro: sono uccisi alcuni ghibellini; altri sono fatti
prigionieri. Si trasferisce nel territorio di Locate Bergamasco,
per compiere le medesime depredazioni: gli si oppongono i ducali
e Francesco Visconti. Si reca a Monza. |
|
Ago. |
|
|
|
Lombardia |
Castellino
Beccaria e Bertolino di Zambuono, grazie al trattato concluso
con Giovanni Pusterla, entrano nel castello di Monza e vi fanno
prigioniera la duchessa con i fedeli Uberto Visconti, Gaspare
e Delfino di Brivio, Pietrino e Cristoforo Casati. Il Malatesta
si salva, senza armi e spogliato di tutto, in un mulino vicino:
i suoi 300 uomini sono catturati e disarmati. Fugge prima a
Trezzo sull’Adda e, successivamente, a Brescia; viene proclamato
nemico pubblico. Caterina Visconti è incarcerata dagli avversari;
due mesi più tardi (ottobre) ne sarà comunicata la morte, dovuta
probabilmente a veleno. |
|
Sett. |
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|
|
Lombardia |
Stringe alleanza
con il signore di Cremona Ugolino Cavalcabò; 200 suoi uomini
si uniscono con le truppe del signore di Lodi Giovanni da Vignate
e spingono le razzie sino a lambire Bergamo, alla porta Colognola
del borgo di San Leonardo. Nel ritorno, in cui portano con sé
molti prigionieri di tutte le età, sono inutilmente fronteggiati
dagli avversari a Stezzano. Più tardi il Malatesta attraversa
l’Adda a Trezzo ed invade il milanese; saccheggia Orgnano e
con Antonio da Monterulo mette a ferro e fuoco tutto il territorio
sino a Pioltello ed a Melzo. Rientra in Brescia e provvede alla
difesa della città, a sua volta minacciata da Astorre Visconti,
che da Bergamo ha dato inizio ad una vivace attività offensiva.
|
|
Ott. |
|
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|
Lombardia |
Assedia Montichiari;
vi invia Ugolino da Fano che ottiene la resa della località. |
|
Nov. |
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|
Lombardia |
Il duca chiama
in suo soccorso i ghibellini; il Cane e Francesco Visconti sconfiggono
il Malatesta a Pieve d’Inzino e lo assediano in Erba. Il Malatesta
è salvato dalle intimidazioni portate a
Milano da altri avversari;
il Cane e Francesco Visconti preferiscono tralasciare
le operazioni e stipulare con lui una tregua di un mese ed otto
giorni. Il malatesta fornisce Erba di un presidio di 300 cavalli
e si ritira con il grosso del suo esercito nel castello di San
Pietro presso Bergamo; fa poi ritorno a Brescia, dove Loreto
dei Beccai si è impossessato del forte di porta Pile. Il Malatesta
ne incomincia l’assedio. |
|
Dic. |
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|
Lombardia |
Si muove in
difesa del Vignate, di Giorgio Benzoni, signore di Crema, di
Ugolino Cavalcabò, di Carlo Cavalcabò e di Gabrino Fondulo.
Ugolino Cavalcabò è sconfitto e fatto prigioniero a Manerbio
da Astorre Visconti: il
Malatesta rientra a Brescia e vi attacca il forte Cidneo, ancora
nelle mani dei suoi nemici. |
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1405 |
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Gen. |
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Lombardia |
Conclude una
tregua con il Secondone, che gli cede la rocca di Brescia in
cambio di 12000 ducati. |
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Mar. |
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Lombardia |
Assale i Colleoni
e conquista il Vescovato. |
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Apr. |
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Lombardia |
Toglie Cologne
a Giovanni Piccinino Visconti. |
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Mag. |
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Lombardia |
Difende in
Lodi il Vignate. |
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Giu. |
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Emilia e Lombardia |
Con il Fondulo
ed i Cavalcabò, occupa Piacenza: sono saccheggiate le case dei
ghibellini, dei quali ne sono uccisi 200 e molti altri sono
fatti prigionieri. Deve, tuttavia, allontanarsi dalla città
dopo soli quattro giorni a causa dell’intervento di Francesco Visconti, del Terzi e del Cane, i quali approfittano dell’occasione
per massacrare (è il loro turno) i guelfi. Per mettere il Malatesta
in difficoltà, il duca di Milano, nel frattempo, concede l’investitura
di Brescia, della val Camonica e della riviera di Salò a Giovanni
Piccinino Visconti. Anche Astorre Visconti entra in campo ai
suoi danni per difendere i diritti del congiunto. |
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Lug. |
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Lombardia |
Astorre Visconti
entra a forza nel bresciano; il condottiero è sbaragliato a
Soncino, dove è catturato con 200 uomini. Il Visconti è condotto
prigioniero a Brescia e per il suo riscatto sono chiesti 10000
fiorini. |
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Ago. |
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Lombardia |
Il signore
di Bergamo Giovanni Piccinino Visconti per la liberazione di
Astorre cede al Malatesta le ragioni da lui detenute sul castello
di Palazzolo sull’Oglio. Pandolfo, negli stessi giorni, diventa
amico di Astorre Visconti e quest’ultimo consiglia il nipote
Giovanni Piccinino di rinunciare a Bergamo a favore del signore
di Brescia. |
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Sett. |
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Lombardia |
Compie una
scorreria nel milanese con 2000 uomini in appoggio ai guelfi.
A fine mese, con Giovanni Piccinino Visconti, il Vignate e Giacomino
d'Iseo, entra nella rocca di Urgnano e ne scaccia i ghibellini.
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Ott. |
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Lombardia |
Con gli alleati
Carlo Cavalcabò, nuovo signore di Cremona, il Vignate ed il
Benzoni, è obbligato a ripiegare ed a riparare nel castello di Martinengo. |
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Nov. |
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Lombardia |
Si impossessa
di Coccaglio a spese di Berardo Maggi. |
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Dic. |
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Lombardia |
Si reca a Milano,
per siglare la solita tregua di un mese ed otto giorni con il
Cane e l’intero partito ghibellino. |
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1406 |
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Mar. |
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Lombardia |
Riprende il
conflitto ed effettua improvvise incursioni nel bergamasco ai
danni dei Suardi. Con Giovanni Piccinino Visconti, parte da
Palazzolo sull’Oglio con 800 cavalli, giunge al Castellaccio,
ad Alzano Lombardo ed a Cologno al Serio procurando ovunque
gravissimi danni. Sono uccisi e fatti alcuni prigionieri. Si
sposta, di seguito, nel contado di Stezzano. La preda raccolta
è portata nel suo possedimento di
Martinengo. Il mese termina con una scorreria a Comun
Nuovo. |
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Apr. |
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Lombardia |
Razzia bestiame
nei pressi di Tezze e di Brignano Gera d’Adda: i ducali gli
vengono contro per alleggerire la pressione dei guelfi ed assediano
Trezzo sull’Adda. Alcuni suoi saccomanni, che stanno conducendo
del bestiame a Martinengo, cadono in un'imboscata: molti sono
i prigionieri ed alcuni sono uccisi. |
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Ago. |
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Viene considerato
dai pontifici aderente allo stato della Chiesa in occasione
del trattato di pace con il re di Napoli Ladislao d’Angiò. |
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Dic. |
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Lombardia |
Stipula una
nuova tregua con il Cane per un mese ed otto giorni. |
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1407 |
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Feb. |
Brescia |
Milano Cane |
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Lombardia |
Invia truppe
in soccorso del dal Verme e del Terzi, i quali sconfiggono le
milizie del Cane a Morimondo. |
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Mag. |
Brescia |
Ghibellini |
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Lombardia |
Con il fratello
Carlo, si impadronisce nel bergamasco e nel bresciano di Tagliuno,
di Grumello, di Chiuduno, di Telgate e di Gorlago; rientra,
nel contempo, nelle grazie del duca per opera del fratello governatore
del ducato. Invia a Bergamo un proprio ambasciatore, per chiedere
ai Suardi la città a nome del duca: la risposta è
negativa in quanto, a loro dire, i Suardi già detengono
Bergamo per conto del Visconti. Sempre nel medesimo periodo,
il Malatesta occupa e mette a sacco Lovere e rivende quasi subito
la località. Con denari avuti da banchi veneziani e da anticipi
ottenuti da abitanti di Fano e di Brescia, si assume le spese
dei castelli di Almenno, di Romano di Lombardia e di Lecco,
sostenute precedentemente da Muto Ceresoli, da Stangalino della
Palude e dal conte Arrighetto de Flagerolis. |
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Giu. |
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Lombardia |
I ghibellini
consegnano a lui ed al fratello Carlo i castelli di Grassobio
e di Nembro; il Malatesta toglie Urago ad Antonio Secco. |
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Lug. |
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Lombardia |
Tiene Bergamo
quasi sotto assedio; occupa Trescore Balneario e Stezzano, dove
sono saccheggiate e bruciate le case dei ghibellini. Anche Giovanni
Suardi non resiste alla sua pressione e gli cede il controllo
delle fortezze di Bergamo in cambio di 30000 ducati e della
restituzione ai membri della sua famiglia di Morengo, di Pagazzano,
di Cologno al Serio, di Verdello, di Recolasio, di Bariani e
di Albino. Il denaro per l’acquisto è fornito al Malatesta dagli
stessi bresciani che, per il prestito, sono esentati da dazi
e gabelle per un anno. A fine mese entra in Comun Nuovo mentre
il conte Bartolomeo Calepio, suo seguace, riduce la val di Caleppio
alla sua devozione. Il papa Gregorio XII gli conferma per cinque
anni il governo di Osimo, di Montelupone, di Castelfidardo e
di Montefano. |
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1408 |
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……....... |
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Aderisce alla
lega formatasi contro il signore di Parma Ottobono Terzi. |
| Mag. |
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Lombardia |
Ricopre la carica di podestà a Como. E'
scacciato con i suoi soldati dalla città dal Cane e da
Franchino Rusca. |
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Giu. |
Brescia |
Parma |
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Lombardia |
Combatte il
Terzi e lo sconfigge nel cremonese a Castelponzone. |
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Estate |
Brescia |
Ghibellini |
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Lombardia |
Assedia Astorre
Visconti in Monza e Francesco Visconti in Cassano d’Adda; fa
arrestare a Ferrara Antonio Visconti da Niccolò d’Este ed opera
in modo che gli sia consegnato. |
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Ago. |
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Lombardia |
I difensori
di Cassano d’Adda capitolano: il Malatesta fa strangolare come
traditori Antonio Visconti a Cassano d’Adda e Francesco Visconti
e Cristoforo Casati a Somaglia. |
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1409 |
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Gen. |
Brescia |
Parma |
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Emilia |
Si reca a Finale
Emilia per un consiglio di guerra contro il Terzi: invia 800
cavalli in soccorso agli estensi. Costoro passano per Bondeno
e si fermano a San Giovanni in Persiceto pronti per essere utilizzati. |
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Feb. |
Brescia |
Cane Monferrato |
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Romagna Emilia e Lombardia |
Si incontra
a Cesena con il papa Gregorio XII; si porta a Bologna per porsi
come paciere nel conflitto in corso fra il cardinale Baldassarre
Cossa ed il fratello Carlo. Sempre con Carlo, deve abbandonare
Milano per il prevalere della fazione avversa; si ritira a Brescia
e si oppone all’assalto congiunto alla capitale del ducato da
parte del Cane e del marchese del Monferrato. |
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Mar. |
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Lombardia |
E’ segnalato
in rapida successione a Modena, a Bondeno, a Mantova ed a Brescia.
Raduna un potente esercito (3000 cavalli e molti fanti) e dal
bresciano si sposta nel bergamasco. Nella valle di San Martino;
attraversa l’Adda a Brivio e si trasferisce in Martesana, dove
è affrontato da Astorre Visconti, dal Cane e da Teodoro di Monferrato. |
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Apr. |
Brescia |
Milano Genova |
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Lombardia |
A Pasqua si
scontra con gli avversari a Rovegnate per due ore. Il giorno
successivo, si riconcilia con costoro ed insieme impediscono
che Milano sia occupata dai francesi del Boucicaut, chiamati
dal duca. Il Malatesta attacca il capoluogo dalla porta Comacina,
mentre il Cane punta su porta Ticinese per espellervi Antonio
dalla Torre e Marco Posbonello, che hanno fatto fuggire da Milano
Andrea Malatesta. Allorché Filippino di Desio gli cede il castello
di Melegnano, è assalito dalle milizie ducali, che lo obbligano
a rientrare al di là dell’Adda. |
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Mag. |
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Lombardia |
Appoggia secondo
gli accordi il Cane contro i francesi del governatore di Genova
Boucicaut e le truppe del governatore di Asti Bernardo della
Serra. I veneziani, in guerra con i genovesi, gli consegnano
20000 ducati, affinché si muova dal bresciano ai danni dei francesi
che controllano Genova. Si congiunge con Giorgio Benzoni e Gabrino
Fondulo, assale il comasco e conquista la rocca di Offanengo,
alla cui guardia rimane Martino da Faenza. |
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Giu. |
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Lombardia |
Ha termine
la guerra tra le parti. |
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Sett. |
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Romagna |
Con Niccolò
d’Este, si incontra a Cesena con i signori di Imola, di Forlì,
di Faenza e gli ambasciatori veneziani: tema della riunione
la possibilità di una lega e la rappacificazione del fratello
Carlo con l’antipapa Alessandro V. |
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1410 |
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Gen. |
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Lombardia |
Si trova a
Mantova alla nozze di Paola Malatesta, figlia di Malatesta,
con Gian Francesco Gonzaga: partecipa ad un torneo in cui i
suoi uomini, contrassegnati da una livrea bianca , sono battuti
da quelli del fratello Carlo. |
|
……....... |
Brescia |
Cane |
|
Lombardia |
E’ podestà
di Bergamo. Riprende la guerra con il Cane e si allea con il
conte di Savoia, il principe di Savoia-Acaia, il marchese del
Monferrato ed Asti. |
|
……....... |
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Marche |
Deve
rientrare a Fano, a seguito degli scontri che avvengono
nella città tra i partigiani di Gregorio XII e quelli
dell’antipapa. |
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Mag. |
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1411 |
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Gen. |
Brescia |
Cremona |
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Lombardia |
Si impadronisce
di Soncino ai danni dei Barbuò; ciò desta il risentimento del
Fondulo che mira allo stesso obiettivo. |
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……....... |
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|
Lombardia |
Rafforza i
presidi di Pontevico e di Quinzano d'Oglio, occupa Romanengo
ed ordina a Giovanni da Terzo, che sta a Soncino, di impedire
il vettovagliamanto delle truppe nemiche. La guerra continuerà
per tutta la primavera senza arrivare ad alcun risultato. |
|
Mag. |
Rimini |
Bologna |
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Emilia |
Aiuta il fratello
Carlo contro i bolognesi e le milizie dell’antipapa Giovanni
XXIII (il cardinale Cossa). |
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Giu. |
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Emilia |
Entra in San
Giovanni in Persiceto e devasta ininterrottamente il bolognese.
Dopo qualche giorno, vi è attaccato dal capitano generale pontificio
Uguccione Contrari e dagli estensi comandati da Guido Torelli.
A fine mese, conclude una tregua con i bolognesi, che riconoscono
a Carlo Malatesta la somma di 10000 ducati. |
|
Estate |
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Lombardia |
Contatta il
capitano sabaudo Enrico di Colombier per avere l’appoggio di
Amedeo di Savoia contro Facino Cane. |
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1412 |
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……....... |
Brescia |
Cane |
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Lombardia |
Il Malatesta
è attaccato dal Cane: il condottiero avversario si accorda con
alcuni nobili bresciani affinché si ribellino mentre egli assale
Bergamo. Fa ritirare tutti i presidii dai castelli di Fontanella,
Antegnate, Romanengo, Gallignano e li fa rientrare nel bergamasco.
Lo seguono anche Giacomo di Covo e Giovanni da Terzo. |
|
Mag. |
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|
Lombardia |
E’ assediato
in Brescia; alla fine, il Cane è costretto a desistere dalla
sua azione per un attacco di gotta che lo porta a morire di
lì a poco a Pavia. |
|
……....... |
Venezia |
Ungheria |
1000 lance |
Lombardia |
Ospita a Brescia
la nipote Antonia, vedova del duca di Milano Giovanni Maria
Visconti. Viene raggiunto nella città da Andrea Redusio; passa
agli stipendi dei veneziani per fronteggiare le truppe dell’imperatore
Sigismondo d’Ungheria. Gli è concessa una condotta di 1000 lance. |
|
Sett. |
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Capitano g.le |
Veneto |
Prende il posto
del fratello Carlo rimasto ferito in combattimento a Motta di
Livenza; recupera Feltre, dove i nemici hanno ammassato molte
prede. |
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Ott. |
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Veneto e Friuli |
Conquista Oderzo,
Portogruaro, l’abbazia di Sesto al Reghena, Salvarolo, Prata
di Pordenone; si muove sotto Udine e vi cattura 300 cavalli
ungheri sorpresi per strada; pone un durissimo assedio alla
città, mentre parte delle sue truppe depreda il goriziano. |
|
Nov. |
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Friuli |
Nel proseguimento
dellla sua offensiva, si impadronisce di Artegna e di Codroipo,
dove sono trovate biade in grande quantità. |
|
Dic. |
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Friuli e Veneto |
Sconfigge nella
pianura friulana 1000 cavalli ungheri condotti da Filippo Scolari
(Pippo Spano). Si avvicina un nuovo esercito dell’imperatore
Sigismondo (11000 cavalli) ed il Malatesta decide di ripiegare
nel trevigiano pper distribuire le sue truppe nelle fortezze.
Attraversa il Piave su un ponte di barche dopo avere superato
la resistenza di un contingente unghero, del quale sono uccisi
più di 300 uomini. Stabilisce di seguire la politica della terra
bruciata, fa incendiare i piccoli castelli e dare alle fiamme
i foraggi non trasportabili. |
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1413 |
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|
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Gen. |
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Veneto |
Si rinchiude
in Padova con 6000 cavalli ed altrettanti fanti e vi previene
ogni tentativo di ribellione fomentato dai seguaci dei carraresi.
Difende Cittadella e si muove verso Vicenza; tallona sempre
gli ungheri con continue sortite e blocca un attacco diversivo
su Verona. Con Martino da Faenza, costringe lo Scolari a ritirarsi
sulle prealpi vicentine; allorché il capitano nemico
assale Vicenza, lo batte ancora una volta ed entra alla difesa
della località. A verona fa giustiziare Giovanni Nogarola
colpevole di avere promesso agli avversari la consegna di una
porta cittadina. |
|
Apr. |
Venezia |
|
1000
lance |
Veneto |
Al termine
delle ostilità è ricondotto dai veneziani per sei mesi con 1000
lance; ha la possibilità
di utilizzare tali truppe per suo conto in Lombardia, purché
gli eventuali avversari non siano aderenti dell’imperatore.
E’ pure aggregato alla nobiltà della Serenissima, gli è assegnata
una pensione annua di 1000 ducati; gli sono donati un palazzo
sul Canal Grande costato 6000 ducati e 600 ducati in panni di
oro e di argento; declina, invece, il titolo di duca di Candia
(e le relative incombenze). Sempre nel periodo, cattura in Brescia
Taddeo da Martinengo ed Antonio Nassino, per un complotto da
essi ordito a favore del Fondulo. Li invia in carcere a Fano. |
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1414 |
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|
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|
| Gen. |
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|
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Lombardia |
Si reca a Cremona per rendervi
omaggio all'imperatore Sigismondo d'Ungheria ed all'antipapa
Giovanni XXIII. |
| Apr. |
Brescia |
Cremona |
|
Lombardia |
Invade il cremonese. Occupa
Quinzano d'Oglio che gli si è ribellata. Ne fa demolire
il castello. |
|
Mag. |
|
|
|
|
E’ ricondotto
dai veneziani per quattro mesi con 1000 lance di tre uomini
a cavallo: il soldo è pari a circa un terzo della paga normale
in guerra. |
|
Giu. |
|
|
|
Lombardia |
Forte della
condotta che gli concede un favorevole supporto economico, continua
con più forza nelle sue operazioni contro il Fondulo.
Esce da Carpenedolo e giunge ad Asola, affronta i cremonesi
e li sconfigge più volte; toglie al rivale diciotto castelli
ed arriva fino alle mura di Cremona. |
| Lug. |
|
|
|
Lombardia |
Nel castello
di porta Giovia, a Milano, è stipulato un atto tra il
duca ed il Malatesta con il quale si permette al signore di
Brescia di conquistare la città ed il contado di Cremona.
Il Visconti promette al Malatesta 6 galeoni ed il libero corso
nelle acque del Po e dell'Adda. Se il Malatesta dovesse conquistare
Cremona, si pattuisce, dopo dieci anni tale territorio avrebbe
fatto parte del ducato. Il signore di Brescia si unisce con
il congiunto Gian Francesco Gonzaga, cui consegna la rocca di
Asola, e si riversa con lui nuovamente nel cremonese: occupa
Pizzighettone, assedia Castelleone e la stessa Cremona; distacca
2 compagnie di fanti per rinforzare le guarnigioni poste sulla
sponda dell'Oglio. Si attenda a Pianengo: dalla porta di San
Luca irrompe un grosso contingente di fanti comandati da Marsilio
Fondulo che assale la sua ala destra con il marchese Antonio
Pallavicini, proveniente a sua volta dalla porta di Ognissanti.
Il Fondulo lo attacca, invece, dal castello di Santa Croce al
centro dello schieramento e la cavalleria di Luchino Ponzoni
sul fianco sinistro. Sconfitto, dopo quattro ore è forzato a
ritirarsi a Robecco d’Oglio con la perdita di 300 uomini, fra
morti e feriti, di 4 cannoni di ferro fornitigli dai veneziani
e la cattura di altri 1000 soldati. Mantiene, tuttavia, assediate
le rocche e dalla linea di confine fa effettuare continue scorrerie
nel cremonese per ostacolare il lavoro nei campi. Viene, alfine,
firmata una tregua fra le parti. Il Fondulo gli riconosce un
forte indennizzo a fronte delle spese di guerra sopportate per
la guerra ed il dominio delle terre conquistate. |
|
……....... |
Brescia |
Crema |
|
Lombardia |
Si rivolge
contro il Benzoni e si impossessa di Offanengo. |
|
1415 |
|
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|
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|
Gen. |
|
|
|
Lombardia |
Il duca di
Milano Filippo Maria Visconti compie un atto di ostilità nei
suoi riguardi: nel nominare il Fondulo conte di Cremona, lo
investe, infatti, non solo dei possedimenti effettivamente nelle
sue mani, ma anche di quelli che sono stati tolti a tale condottiero
dal Malatesta nella recente guerra. |
|
……....... |
Brescia |
Cremona |
|
Lombardia |
|
|
Giu. |
|
|
|
Lombardia |
Rinnova la
tregua con il Fondulo. Si allea con i Beccaria ai danni del
Visconti: la congiura è presto scoperta. |
|
Lug. |
Brescia Brescia |
Cremona Milano |
|
Lombardia |
Il Fondulo
occupa alcuni territori appartenenti ai Cavalcabò di
Viadana. Ne seguono alcune scaramucce al cui termine il signore
di Cremona è costretto a riconoscergli una certa somma
di denaro. Negli stessi giorni il Visconti ordina a tutti i
suoi sudditi che militano al suo soldo di rimpatriare entro
quindici giorni; sono minacciate gravi sanzioni per i disubbidienti
che toccano i loro ascendenti e discendenti fino al secondo
grado. Anche questo conflitto è, nonostante tutto breve, ed
ha fine per volontà dei veneziani con la firma di una tregua
biennale. |
|
Sett. |
Rimini |
Antipapa |
|
Romagna |
Contrasta nel
cesenate con 800 cavalli le scorrerie di Braccio di Montone:
consapevole della superiorità numerica del capitano pontificio,
non cerca lo scontro, preferisce incalzarlo da vicino con una
tattica prudente dall’alto delle colline. Quando il Montone
decide di rientrare a Bologna con le prede ed i prigionieri
collocati nella retroguardia, assale gli avversari. Rimane ferito
nello scontro ed è facilmente respinto in una scaramuccia dalla
furia dei bracceschi. |
|
Ott. |
Brescia |
Milano |
|
Lombardia |
Si collega
con Giovanni da Vignate, il Fondulo, Filippo Arcelli, signore
di Piacenza, ed il marchese di Ferrara contro il duca di Milano. |
|
Nov. |
|
|
|
|
I veneziani
gli danno in prestito 12000 ducati. |
|
Dic. |
|
|
|
Lombardia |
Nuova tregua
con il Visconti, che non dà alcuno frutto per i sospetti reciproci. |
|
1416 |
|
|
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|
|
Apr. |
Brescia |
Milano |
|
Lombardia |
Si impadronisce
di Lecco: ne verrà poco dopo ricacciato dai ducali. |
|
Lug. |
|
|
|
Lombardia Romagna |
Con la cattura
del fratello Carlo da parte del Montone e la morte dell’altro
fratello Andrea, è costretto ad acconsentire ad un’ulteriore
tregua di due anni con il Visconti. Lascia la Lombardia e si
reca a difendere le terre malatestiane in Romagna. |
|
............... |
Rimini |
Perugia |
|
Romagna |
A Rimini, con
4000 cavalli e molti fanti. |
|
Ott. nov. |
|
|
|
Marche |
Con Martino
da Faenza contrasta il Montone nelle Marche. Insieme allontanano
gli avversari da Corinaldo e travolgono ogni ostacolo ad Osimo,
a Montelupone ed a Civitanova Marche. |
|
Dic. |
|
|
|
Marche |
Firma una tregua
con il signore di Fermo Ludovico Migliorati, alleato del Montone |
|
1417 |
|
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|
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|
|
Apr. |
|
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|
Marche |
Ottiene la
liberazione del fratello Carlo, catturato nella battaglia di
Sant’Egidio dal Montone, solo dopo il pagamento di una taglia
di 60000 ducati (dei quali 30000 gli sono forniti dai veneziani
e 30000 da Martino da Faenza) e della consegna di Jesi. Negli
stessi giorni firma la pace con il capitano perugino ed il signore
di Camerino Rodolfo da Varano su un lodo preparato dall’ambasciatore
del concilio di Costanza Bartolomeo Bonetti. |
|
Giu. |
Venezia |
|
Capitano g.le |
Romagna
Lombardia |
Dalla Romagna
transita per Forlì con 3000 cavalli e 500 fanti; rientra in
Lombardia con la protezione dei veneziani che lo nominano loro
capitano generale. |
|
Lug. |
Brescia |
Milano |
|
Lombardia ed Emilia |
Riprende la
guerra contro i ducali con l’Arcelli ed il Fondulo. Contrasta
il Carmagnola e tenta di liberare dall’assedio il castello di
Piacenza. |
|
Ago. |
|
|
|
Emilia |
Rioccupa Piacenza
con l’Arcelli, dopo che la città è stata fatta evacuare dal
Visconti. Espugna la cittadella di Stralevata e saccheggia quel
poco che è rimasto nelle case cittadine. I cronisti coevi
riferiscono che sono tolti dalle porte i cardini e le inferriate
dalle finestre. Niccolò da Tolentino ed il Biancarello sono
inviati dal Malatesta in soccorso del Fondulo, che è minacciato
dal Carmagnola. Gli abitanti di Castelponzone e quelli di San
Giovanni in Croce si danno in signoria al Malatesta in odio
al signore di Cremona. |
|
Sett. |
|
|
|
Emilia |
Si trasferisce
nel parmense, per unirsi con gli estensi al ponte sull’Enza
con 2500 cavalli e 500 fanti. Viene depredato il territorio. |
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Ott. |
|
|
|
Emilia |
Prende parte
alla conquista di Castell’Arquato con gli estensi del Contrari.
Ricevuti aiuti dal Fondulo, recupera in Piacenza la cittadella
di Stralevata e rientra a Parma. Si muove alla volta di Torricella,
controllata dai veneziani, ed attraversa il Po. |
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1418 |
|
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|
|
Inverno |
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|
Lombardia |
Ha incontri
con il signore di Cremona a Robecco d’Oglio ed a Quinzano d'Oglio. |
|
……....... |
|
|
|
Lombardia |
Si allea con
i genovesi ed è aiutato contro il Carmagnola dalle truppe feltresche,
comandate da Bernardino degli Ubaldini. |
|
Mag. |
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Lombardia |
Si allontana
da Brescia con 1500 cavalli e 400 fanti per devastare il territorio
di Soncino. A fine mese (in un giorno in cui si trova ad Orzinuovi)
le sue schiere sono assalite da Giacomo di Covo e da Pietro
Barbuò, assistiti da 400 cavalli provenienti da Pumenengo.
I suoi uomini sono colti impreparati ed in disordine; i bresciani
devono abbandonare le operazioni di assedio subendo la cattura
di 50 cavalli e l'uccisione di altri 12. Rientra a Bergamo. |
|
Giu. |
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Lombardia |
Guada l’Adda
nei pressi di Olginate per tentare un’incursione nell’alto comasco
con 1000 fanti; si spinge innanzi animosamente lungo la sponda
sinistra dell'Adda verso Lecco; a fine mese, mentre sta attraversando
il fiume su un ponte di barche di fronte a tale località,
viene sconfitto ancora dai ducali che gli infliggono la perdita
di 400 uomini, tra i soldati uccisi nella scaramuccia e quelli
che muoiono affogati nel fiume mentre stanno cercando di fuggire.
Deve riattraversare l'Adda. A seguito di questa disavventura
incomincia ad accarezzare un progetto che prevede la permuta
dei suoi possedimenti più lontani (la riviera di Salò)
con altri più vicini (alcune località di confine
del cremonese). |
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Ott. |
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Lombardia |
A metà
mese riceve a Brescia il papa Martino V di ritorno dal concilio
di Costanza dove è stato appena eletto. Il Malatesta
lo accompagna fino a Mantova. Il pontefice opera da intermediario
per la firma di un trattato di pace fra il duca di Milano ed
il Malatesta. Il Fondulo si vede escluso e chiede la mediazione
dei veneziani. |
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1419 |
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Feb. |
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Lombardia |
Il tentativo
del pontefice ha successo; il Malatesta si rappacifica con il
duca di Milano e gli promette la restituzione alla sua morte
di Bergamo e di Brescia. Si impegna, inoltre, a versare a Filippo
Maria Visconti la somma di 70000 fiorini: a sua volta, dovrebbe
ricevere 1500 fiorini l’anno come provvigione ed altri 12000
per la costruzione di una fortezza. |
| Mar. |
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Si riavvicina al Fondulo.
I due signori comprendono che per sopravvivere devono combattere
insieme il duca di Milano. |
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Veneto |
Si reca a Venezia e chiede la mediazione della
Serenissima. |
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Nov. |
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Martino V lo
esenta dal pagamento del censo dovuto alla camera apostolica. |
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1420 |
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Apr. |
Brescia |
Milano |
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Lombardia |
Rompe la tregua
con i ducali ed invia 300 lance a Cremona in aiuto del Fondulo:
quest'ultimo, infatti, gli ha ceduto la città ed il suo contado
in cambio della riviera di Salò. Cremona è assediata
ed egli è attaccato nel bergamasco. |
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Lug. |
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Lombardia |
Il Carmagnola
occupa Bergamo con un mese di assedio; il Malatesta è soccorso
solamente dal fratello Carlo (non dai veneziani cui tenta, inutilmente,
di mettere a disposizione il bresciano e neppure dai fiorentini)
che gli manda 3000 cavalli e 1000 fanti agli ordini di Ludovico
Migliorati. |
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Ott. |
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Lombardia |
E’ sbaragliato
dal Carmagnola con il Migliorati a Montichiari: sono catturati
2500 cavalli e tutti i fanti. |
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Nov. |
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Romagna |
Alla ricerca
di nuove alleanze e per verificare nel contempo la situazione,
organizza a Rocca delle Caminate una grande partita di caccia,
cui partecipano l’Este, Gian Francesco Gonzaga, Carlo e Malatesta
Malatesta, Smeduccio Smeducci, Bartolomeo e Corrado Trinci,
nonché il Migliorati. |
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Dic. |
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Lombardia |
Viene assediato
in Brescia dal Carmagnola. |
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1421 |
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Mar. |
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