Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
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0948      PANDOLFO MALATESTA  Signore di Bergamo, Brescia, Trezzo sull’Adda, Lecco, Martinengo, San Giovanni in Persiceto, Fano, Mondolfo, Arcevia, Bertinoro, Ostra, Corinaldo. Figlio di Galeotto, fratello  di Carlo e di Andrea, padre di Sigismondo Pandolfo e di Domenico, genero di Rodolfo da Varano, suocero di Ludovico Migliorati.

               1370 (gennaio) – 1427 (ottobre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……........

 

 

 

 

E' educato da Francesco Filelfo.

1385

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Si trova a Forlì per le nozze di Pino Ordelaffi con Venanzia Brancaleoni. Ha una contesa con il fratello Andrea per il possesso di Fossombrone.

1386

 

 

 

 

 

Ott.

Rimini

Balacchi

 

Romagna

Con il fratello Carlo, ottiene a forza  Santarcangelo di Romagna ai danni di Gaspare e Lorenzo Balacchi.

1387

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

 

Mag.

 

 

 

Emilia

 

Autunno

Rimini

Petrucci

 

Marche e Emilia

Ritorna a Fano per vendicare la sconfitta del fratello Carlo ad opera dei Petrucci, coadiuvati da Giovanni Acuto e da Giovanni Beltoft: investe Tomba ed il Montale, che appartengono ai Petrucci, espugna le due località, le fa distruggere, confisca tutti i beni alla famiglia rivale con l'eccezione di alcuni mulini. Si reca a Bologna ed a Ferrara.

Dic.

Rimini

Comp. ventura

 

Romagna

Con il fratello Carlo, si incontra a Rimini con Giovanni Ordelaffi. Successivamente, entra in guerra con Guido da Polenta. Blocca a Cervia Giovanni degli Ubaldini, spinto contro di lui dal signore di Ravenna.

1388

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Marche

Riceve il giuramento di fedeltà dagli abitanti di Fano.

Primavera

Rimini

Ravenna

 

Romagna

Accorre in difesa di Cervia e delle saline minacciate dai  Polenta.

Mag.

Milano

C.di Castello

800 cavalli

Romagna Toscana e Umbria

Si accorda con i Polenta e passa agli stipendi del conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti. Attraversa il Montefeltro e penetra in Toscana con l’intenzione di unirsi con l’Ubaldini; non presta ascolto agli ammonimenti di Maso degli Albizzi, tesi a fargli rispettare il territorio della repubblica e quelli dei suoi alleati, i comuni di Ancona, di Ascoli Piceno, di Cortona e di Città di Castello. Entra così nel tifernate e vi procura gravi danni: fa demolire il palazzo di Piero Leone e quello di Angelo Dotti nel borgo di San Giustino. Rafforzato da milizie ausiliarie, fornitegli da Bartolomeo da Pietramala e da Tancredi degli Ubaldini, muove verso Citerna e libera la città dalle molestie dei castellani. Si pone a Lippiano con 1000 cavalli e 300 fanti; a Lama si impadronisce di un palazzo, a San Giustino occupa quello di Pierleone. Sempre nel perugino, assedia il castello di Celle e procura con la sua compagnia gravi danni tra il Tevere ed il Cerfone. Ai fiorentini, che si lamentano della sua azione predatrice, risponde che ha speso più di 30000 fiorini per formare la sua compagnia e che, dovendo rientrare nelle spese, non può astenersi dal fare scorrerie.

Giu.

Bologna

Firenze

 

Umbria e Toscana

Viene condotto per un mese dai bolognesi. Si sposta verso Cortona e da qui devia per la Romagna. E’ sollecitato dal papa Urbano VI affinché con il fratello Carlo assalga Antonio da Montefeltro. E’ attaccato ad Umbertide da milizie fiorentine che, comandate da Giovanni Beltoft, lo costringono a rifugiarsi prima nell’omonimo castello, poi nelle terre dei Pietramala, indi a Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) dopo avere subito numerose perdite. Ripara a Perugia; si porta a Ponte San Giovanni e con l’aiuto dei pontifici e dei perugini può radunare molti uomini d’arme.

…….......

Rimini

Ravenna

 

Romagna

Fronteggia le truppe di Guido da Polenta nel contado di Cervia.

Nov.

Milano

 

 

 

Conclude la pace con il Montefeltro grazie all’intervento del Visconti e ritorna agli stipendi di quest’ultimo.

1389

 

 

 

 

 

Mar.

Chiesa

Antipapa

 

Umbria

Si congiunge con il fratello Carlo ed assale nei pressi di Umbertide le compagnie del Beltoft e di Everardo della Campana (2500 cavalli), cui toglie tutte le salmerie, cattura 50 cavalli e 200 fanti. Fra i nemici sono uccisi 220 uomini.

…….......

Rimini

Urbino

 

Marche

Contrasta Antonio da Montefeltro.

Giu.

Milano

Firenze Bologna

 

Marche e Romagna

Sempre con il fratello Carlo, batte a Sant’Arcangelo di Romagna Giovanni da Barbiano che, con 800 cavalli bolognesi, cerca di raggiungere la Toscana per collegarsi con i fiorentini.

Dic.

 

 

 

Marche

Entra nottetempo in Corinaldo con il favore dei guelfi locali e ne espelle i ghibellini: questi ultimi tentano di resistere; una decina sono subito decapitati ed a altri sono confiscati i loro beni.

1390

 

 

 

 

 

Apr.

Milano

Bologna

 

Romagna

Vince e fa prigionieri, nei pressi di Rimini, Ugolino Ghislieri, Conte da Carrara e  Corrado Prospero.

…….......

Rimini

Urbino Milano

 

 

Aderisce alla lega promossa dai fiorentini contro i viscontei e riprende le armi contro Antonio da Montefeltro, alleato dei milanesi.

Sett.

 

 

 

Marche

Riceve magnificamente in Fano la moglie di Gentile da Varano. Il papa Bonifacio IX condona a lui ed al fratello Carlo una rata del censo dovuto per i loro vicariati, a compensazione delle spese sostenute nel riacquisto di Bertinoro allo stato della Chiesa. Ottiene con Carlo il vicariato di Imola.

Ott.

 

 

 

Marche

Si oppone al passaggio nei suoi territori delle compagnie del condottiero visconteo Gherardo Tedesco.

1391

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Il papa gli rinnova il vicariato di Fano.

Lug.

 

 

 

Marche

Si impossessa di Ripalta nel pesarese.

Ago.

 

 

 

Marche e Romagna

Coadiuva il fratello Carlo contro il Montefeltro ed affronta, con scarso successo, Azzo da Castello. Il conflitto durerà fino al febbraio dell’anno seguente.

1392

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

Viene ospitato a Forlì.

…….......

Rimini

Forlì

 

Romagna

E’ in lotta con Pino Ordelaffi.

Lug.

 

 

 

Romagna

Depreda il contado di Maiano.

Ago. sett. Chiesa Ancona Camerino   Marche
Con il rettore della Marca Andrea Tomacelli assume le compagnie di Giovanni da Barbiano, di Conte da Carrara, di Ceccolo Broglia e Brandolino Brandolini (licenziate dopo la pace di Genova) per depredare i territori di signorie e comuni avversi alla politica della Chiesa. Suo intendimento è quello di pagare tali truppe con le taglie imposte alle varie località. Inoltre ad esse viene promesso il saccheggio di Fabriano, Cingoli, San Severino Marche e Tolentino. Loro destinazione ufficiale è la Puglia. Ai primi di settembre il Malatesta risponde agli ambasciatori di Ancona che le compagnie sono state assunte da lui personalmente e da Tomacelli per contrastare la compagnia di Azzo da Castello.

1393

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Il papa Bonifacio IX, il conte di Virtù ed i veneziani intervengono nella contesa che vede di fronte i Malatesta ed i Montefeltro.

Feb.

 

 

 

Romagna

A Mondaino è bandita la pace fra i contendenti. Le ostilità riprendono presto per il mancato accordo su alcuni dettagli. Non cessa la guerra con gli Ordelaffi.

…….......

 

 

 

Romagna

Compie scorrerie nel forlivese.

Ago.

 

 

 

Romagna

Irrompe nel forlivese con il fratello Carlo alla testa di molti cavalli e fanti. Sconfigge a Bosecchio Cecco e Pino Ordelaffi, che hanno a loro disposizione un minore numero di soldati: il combattimento termina con la cattura di 300 uomini, quasi tutti abitanti della città.

…….......

 

 

 

Marche

Si reca a Camerino e, con la mediazione del signore di Foligno Ugolino Trinci, ottiene da Gentile da Varano la liberazione del fratello del pontefice Andrea Tomacelli. Gli viene concessa Montelupone, che appartiene a Francesco Brancaleoni.

1394

 

 

 

 

 

…….......

Chiesa

Ancona

 

Marche

Recupera Recanati, Morro, Montefeltrano ed assale Ancona.

Giu.

 

 

 

Marche

Si trova con Corrado di Altinberg per firmare i preliminari di pace riguardante da un lato i comuni di Osimo, Castelfidardo, Montelupone, Offagna, Montefano, Filottrano e Percozzone, e dall'altro Ancona, Gentile da Varano (Camerino), Sciarra Simonetti (Jesi) e benuttino Cima (Cingoli).

Lug.

 

 

 

 

Per ricompensa, ha dai pontifici il vicariato di Bertinoro (dietro il prestito di 22000 ducati) e quello di Rocca Contrada (Arcevia).

Dic.

Milano

 

 

Lombardia

Viene a Milano e gli è concessa una condotta di 40 lance e 200 fanti.

1395

 

 

 

 

 

Feb. lug.

 

 

 

Israele e Romagna

Si imbarca sulla galea di Niccolò Muazzo e compie un pellegrinaggio in Terrasanta. Nella basilica del Santo Sepolcro viene armato cavaliere dal gran maresciallo d’Inghilterra insieme con Galeotto Malatesta. Rientra a Rimini a luglio.

Ago.

 

 

 

Marche

Si trova a Fano; con il fratello Carlo, assiste al matrimonio della sorella Rengarda con Guidantonio da Montefeltro e della sorella Gentile con Giovanni Galeazzo Manfredi, figlio di Astorre.

1396 Rimini C. di Castello   Toscana
Coadiuva i fiorentini nel danneggiare il territorio di Città di Castello.

1397

 

 

 

 

 

Mar.

Ravenna Faenza

Milano

1000 cavalli e 600 fanti

Lombardia

E’ mandato dai polentani e dai Manfredi in soccorso del signore di Mantova Francesco Gonzaga, che è stato attacccato dai viscontei.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Al comando della terza schiera, forte di 1500 cavalli e di 500 provvigionati, batte a Governolo Jacopo dal Verme e, con il Barbiano, contribuisce al riequilibrio delle sorti del combattimento.

Sett.

Chiesa

 

Capitano g.le

Umbria

Viene eletto rettore del ducato di Spoleto e delle terre di Arnolfo.

1398

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Perugia

 

Umbria

Contrasta nel perugino Biordo dei Michelotti.

Apr.

 

 

 

Umbria

Occupa Todi con i Chiaravalle e ne scaccia Ceccolino dei Michelotti; consegna la città a Giannello Tomacelli, nuovo rettore del Patrimonio e del ducato di Spoleto.

Mag.

 

 

 

Lombardia

In Lombardia, per ottenere il saldo delle paghe arretrate.

Giu.

 

 

 

Marche

Ritorna precipitosamente a Fano alla notizia che la prima moglie Paola Bianca Malatesta  sta morendo.

1399

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

Il papa Bonifacio IX gli conferma il vicariato di Fano con il consueto censo e concede per cinque anni a lui ed ai fratelli, quelli di Osimo, di Montelupone, di Castelfidardo, di Montefano e di Filottrano.

Mag.

Chiesa

Comp. ventura

 

Marche

Difende la marca di Ancona dalle incursioni di Ceccolo Broglia e di Conte da Carrara; fattosi dare dal duca di Milano 200 lance e 100 dai bolognesi, fronteggia gli avversari, che si sono accampati a Cingoli con forze inferiori alle sue. E’ assalito dal Carrara: il condottiero nemico si ritira, il Malatesta si pone al suo inseguimento e cade in un’imboscata tesagli dal Broglia. E’ sconfitto ed i venturieri si impadroniscono di un ricco bottino.

Nov.

Rimini

Montalboddo

 

Marche

Assedia Montalboddo per conto del fratello Carlo.

Dic.

Milano

 

 

 

 

1400

 

 

 

Marche

Si ferma a Fano.

1401

 

 

 

 

 

Lug.

Milano

 

 

Romagna

Lascia Rimini, per raggiungere in Lombardia i ducali. Chiede il passo al signore di Bologna Giovanni Bentivoglio.

Sett.

 

 

 

Emilia

Ai primi del mese, arriva a Bologna a Ponte Vecchio, fuori Strada Maggiore: gli viene incontro il Bentivoglio con 800 lance e lo invita ad entrare nella città. Il Malatesta sembra accettare, tocca porta Maggiore, volta per le mura e si allontana. Avverte il signore della città come il duca di Milano voglia muovere ai suoi danni.

Ott.

Milano

Firenze

 

Lombardia

Con Alberico da Barbiano, Facino Cane, Ottobono Terzi ed il dal Verme (4500  lance italiane), vince a Nave, alle porte di Brescia, le truppe tedesche dell’imperatore Roberto di Baviera, assoldate dai fiorentini e dai carraresi.

1402

 

 

 

 

 

…….......

Milano

Bologna

 

Emilia

Combatte inizialmente il Bentivoglio quasi a titolo personale, con la scusa che costui non ha osservato alcuni patti nei suoi confronti.

Mar.

 

 

 

Emilia e Romagna

Viene acclamato con il fratello Carlo signore di San Giovanni in Persiceto dalla popolazione. Raccoglie soldati in Romagna con il fratello Andrea e si porta a Carpi, dove è raggiunto dal resto dell’esercito visconteo.

Apr.

 

 

 

Emilia

Sfida a battaglia il Bentivoglio per mezzo di un araldo e si ferma a Mirandola. In una scaramuccia le milizie dell’avversario hanno la meglio sui suoi uomini.

Mag.

 

 

 

Emilia

Si sposta in soccorso di San Giovanni in Persiceto con Alberico da Barbiano ed il Cane; è affrontato da Giacomo da Carrara, da Muzio Attendolo Sforza e da Lancillotto Beccaria. Nel corso del combattimento, si batte con lo Sforza; cadono entramnbi a terra e continuano il confronto a piedi.

Giu. lug.

 

 

 

Emilia

Partecipa alla battaglia di Casalecchio di Reno dove ha, con il fratello Carlo, il comando della seconda squadra. Bernardo della Serra è sbaragliato e catturato. Entra in Bologna per la porta di San Donato con il dal Verme, Galeazzo da Mantova ed il Cane; sulla porta del pubblico palazzo arma cavalieri alcuni bolognesi fra i quali Galeazzo Pepoli. Con il controllo ufficiale della città da parte di Gian Galeazzo Visconti e l’uccisione del Bentivoglio, viene nominato luogotenente ducale della città; è investito della signoria di San Giovanni in Persiceto e di quella di Manzolino.

Ago.

 

 

 

 

E’ chiamato a far parte del consiglio ducale con Alberico da Barbiano, il fratello Carlo, i vescovi di Pavia, di Novara, di Pisa e di Feltre, Francesco Gonzaga, Antonio da Montefeltro, Giovanni Colonna, Paolo Savelli, il dal Verme, Baldassarre Spinola, Leonardo Doria, il camerario Francesco Barbavara, il cancelliere Giovanni da Carnago, i due consiglieri Pietro da Corte e Filippo dei Migli.

Sett.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Si allontana dal bolognese con 1000 lance e perviene in Lombardia a seguito della grave malattia del duca di Milano. E’ presente ai funerali di Gian Galeazzo Visconti; con il Gonzaga, il Montefeltro ed il Barbavara, prende parte alla lettura del testamento; subito dopo si porta con tutti i suoi uomini a Pavia.

Ott.

Milano

Chiesa

 

Emilia

Con Tommaso Trotti e Marcoardo dalla Rocca, affianca il Cane nel parmense. Arriva sino a porta Cristina ed a porta Benedetta del capoluogo: i territori che vanno da Parma a Brescello e Reggio Emilia sono devastati e dati alle fiamme.

Nov.

 

 

 

Emilia

Lascia il bolognese con i fratelli Carlo ed Andrea e sosta a San Giovanni in Persiceto per contrastarvi i pontifici.

Dic.

 

 

 

Emilia

Entra in Parma con il Cane, il Trotti, il dalla Rocca e Guglielmo della Scala.

1403

 

 

 

 

 

Feb mar.

Milano

Firenze

 

Toscana

Si porta a Siena con molte lance per mantenere la città fedele ai Isconti. Effettua numerose scorrerie nel fiorentino. Sempre a marzo il papa Bonifacio IX gli ingiunge di pagare il censo annuale per i suoi vicariati a Paolo Orsini, a fronte della condotta di uomini d'arme di quest'ultimo, anziché alla curia pontificia.

Giu.

 

 

 

Toscana e Umbria

Giunge a Lucignano con 1000 cavalli; da qui cavalca più volte nell’aretino, fa numerosi prigionieri e razzia bestiame. I perugini gli anticipano 1000 fiorini, per mettere in ordine i suoi uomini. Con il Terzi e Ceccolino dei Michelotti, cerca di prestare aiuto alle due rocche di Assisi, che sono assediate dai nemici.

Lug.

 

 

 

Toscana

Rafforzato da 300 lance di Giovanni Colonna, si sposta a Sarteano mentre il Michelotti, Ludovico Gabriotto Cantelli ed Antonio Balestrazzo rimangono nei pressi di Assisi con 1200 cavalli.

Ago.

 

 

 

Toscana

Firma la pace con le forze della lega antiviscontea e presta atto di omaggio al papa; ciò non gli impedisce di saccheggiare la Toscana in difesa dei senesi.

…….......

Guelfi

Ghibellini

 

Lombardia

Rientra in Lombardia e viene coinvolto nelle lotte fra i guelfi ed i ghibellini della regione; parteggia per i primi e si impossessa con un lungo assedio del castello di Trezzo sull’Adda.

Nov.

Guelfi

Como

 

Lombardia

Con il dal Verme ed i Vitani (i partigiani dei da Carcano e dei Grassi) muove da Cantù verso Como, dominata dai Rusca. Franchino Rusca viene loro incontro al Pratomarcio, una vasta pianura presso Montorfano, dove le truppe comasche sono disfatte. Mentre il capitano avversario si rifugia nel castello di San Pietro, presso Balerno, il Malatesta irrompe nella città per la porta del castello della torre rotonda. In un primo momento, sono evitate le case dei Vitani, sulle cui porte è stato infisso, a titolo di segnalazione, un grosso chiodo; in un secondo momento, anche queste vengono svaligiate. Il Malatesta, con il sacco, fa recuperare ai suoi soldati le paghe arretrate. Le devastazioni dureranno cinquanta giorni.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Il nuovo duca di Milano Giovanni Maria Visconti, per l’efferatezza del saccheggio perpetrato dai suoi soldati, confisca i beni al Malatesta, annulla le obbligazioni che i Vitani hanno dovuto contrarre per recuperare le cose da essi possedute e fa liberare i prigionieri, cui è stata imposta una taglia.

1404

 

 

 

 

 

Gen.

Guelfi

   Milano

Ghibellini

       Guelfi Padova

 

Lombardia

Su ordine di Caterina Visconti, vedova di Gian Galeazzo, con il dal Verme e Delfino di Brivio arresta nel castello di Monza Antonio Visconti, Antonio e Galeazzo Porro, Giovanni Aliprandi ed altri capi della fazione ghibellina. La sera stessa, tutti sono decapitati nel castello di porta Giovia a Milano davanti alla cappella di San Donato ed il giorno dopo i loro corpi sono esposti al pubblico al Broletto Nuovo in piazza dei Mercanti. Solo Antonio Visconti si sottrae alla condanna per grazia speciale della duchessa. Il procedimento fulmineo tronca temporaneamente la possibilità di resistenza al potere centrale da parte dei ghibellini, per cui il Malatesta  viene inviato, con il Cane ed il Cantelli (7000 cavalli e 2000 fanti), alla volta di Verona, minacciata dai carraresi. Conquista Pandino, attraversa l’Adda ed assale invano Brescia: respinto, contatta per mezzo del  Cantelli il capo dei guelfi locali Giovanni da Martinengo. 

Feb.

 

 

 

Lombardia e Veneto

Con il Cane, assale nuovamente Brescia con le bombarde e vi penetra domando la resistenza dei Gambara: rimangono uccisi 300 guelfi; molti altri sono catturati. Il Malatesta prosegue per Verona con il Cane; qui giunto, il governatore visconteo della città Ugolotto Biancardo, per timore di possibili disordini da parte delle truppe militanti ai loro ordini, non permette l’ingresso in città a tali milizie.

Mar.

Comp. ventura

Brescia

 

Veneto e Lombardia

Continua la sua marcia nel vicentino e nel padovano; ributtato dai carraresi a Tencarola, ne approfitta per ritornare subito sotto Brescia ed avviare trattative con i Martinengo al fine di essere dichiarato signore della città. Ne ottiene, infine, il dominio, compreso tutto il circondario sino alla riviera del Garda, dalla duchessa Caterina a compenso delle sue paghe arretrate ammontanti a 20000 ducati. Secondo altre fonti, viceversa, se ne impossessa semplicemente con la forza, dopo avere approntato 3 batterie di artiglieria. I ghibellini, che si sono asserragliati nella cittadella, restano fermi nelle loro fortificazioni; i guelfi si arrendono nelle sue mani ed egli diventa signore della città, anticipando con le sue mosse l’arrivo del Cane. Quando tale condottiero si presenta  sotto le mura, gli impedisce di immettersi in Brescia con le sue milizie; al massimo vi può entrare il Cane con la scorta di 50 cavalli. Facino si sente beffato ed irato si dirige verso Milano; il Malatesta si appaga nel controllarne le mosse.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Nei primi giorni del mese, su ordine della duchessa, si porta con 2000 uomini nelle terre di Capriate-San Gervasio, di Marne, di Grignano e di altri comuni circostanti: distrugge nelle campagne i raccolti di segale e di frumento, razzia bestiame, deruba i cittadini delle loro vettovaglie. Dopo sei giorni, entra ufficialmente in Brescia; gli si oppongono il capitano della guarnigione viscontea Giovanni dell’Agnello, il provveditore delle lance Bernabò Lunello ed il capitano dei balestrieri Manfredo da Roscoalio: tutti costoro non cedono agli ordini della reggente se non dopo il saldo delle loro paghe arretrate.

Mag.

Brescia

Milano

 

Lombardia

A metà mese, occupa nuovamente il castello di Trezzo sull’Adda a nome del giovane duca; i suoi uomini escono dal castello per scorrere nei contadi di Capriate-San Gervasio ed in quello di Grignano. A seguito delle sue depredazioni, il Visconti gli invia contro Ottone da Mandello con un buon numero di soldati. Il Malatesta lo batte e lo cattura con l’aiuto dei guelfi. Il Mandello, dopo essere stato spogliato di armi e cavalcature, viene condotto  a Caprino Bergamasco e per la sua liberazione deve riconoscere agli avversari una taglia di 2000 fiorini.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Si incontra a Trezzo sull’Adda con Giovanni da Vignate, per aiutare Caterina Visconti, che è stata costretta  ad abbandonare Milano ed a riparare a Monza.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Con i guelfi della valle di San Martino e di Casate, scorre fino a Ponte San Pietro: sono uccisi alcuni ghibellini; altri sono fatti prigionieri. Si trasferisce nel territorio di Locate Bergamasco, per compiere le medesime depredazioni: gli si oppongono i ducali e Francesco Visconti. Si reca a Monza.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Castellino Beccaria e Bertolino di Zambuono, grazie al trattato concluso con Giovanni Pusterla, entrano nel castello di Monza e vi fanno prigioniera la duchessa con i fedeli Uberto Visconti, Gaspare e Delfino di Brivio, Pietrino e Cristoforo Casati. Il Malatesta si salva, senza armi e spogliato di tutto, in un mulino vicino: i suoi 300 uomini sono catturati e disarmati. Fugge prima a Trezzo sull’Adda e, successivamente, a Brescia; viene proclamato nemico pubblico. Caterina Visconti è incarcerata dagli avversari; due mesi più tardi (ottobre) ne sarà comunicata la morte, dovuta probabilmente a veleno.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Stringe alleanza con il signore di Cremona Ugolino Cavalcabò; 200 suoi uomini si uniscono con le truppe del signore di Lodi Giovanni da Vignate e spingono le razzie sino a lambire Bergamo, alla porta Colognola del borgo di San Leonardo. Nel ritorno, in cui portano con sé molti prigionieri di tutte le età, sono inutilmente fronteggiati dagli avversari a Stezzano. Più tardi il Malatesta attraversa l’Adda a Trezzo ed invade il milanese; saccheggia Orgnano e con Antonio da Monterulo mette a ferro e fuoco tutto il territorio sino a Pioltello ed a Melzo. Rientra in Brescia e provvede alla difesa della città, a sua volta minacciata da Astorre Visconti, che da Bergamo ha dato inizio ad una vivace attività offensiva.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Assedia Montichiari; vi invia Ugolino da Fano che ottiene la resa della località.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Il duca chiama in suo soccorso i ghibellini; il Cane e Francesco Visconti sconfiggono il Malatesta a Pieve d’Inzino e lo assediano in Erba. Il Malatesta è salvato dalle intimidazioni portate a  Milano da altri avversari;  il Cane e Francesco Visconti preferiscono tralasciare le operazioni e stipulare con lui una tregua di un mese ed otto giorni. Il malatesta fornisce Erba di un presidio di 300 cavalli e si ritira con il grosso del suo esercito nel castello di San Pietro presso Bergamo; fa poi ritorno a Brescia, dove Loreto dei Beccai si è impossessato del forte di porta Pile. Il Malatesta ne incomincia l’assedio.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Si muove in difesa del Vignate, di Giorgio Benzoni, signore di Crema, di Ugolino Cavalcabò, di Carlo Cavalcabò e di Gabrino Fondulo. Ugolino Cavalcabò è sconfitto e fatto prigioniero a Manerbio da Astorre Visconti:  il Malatesta rientra a Brescia e vi attacca il forte Cidneo, ancora nelle mani dei suoi nemici.

1405

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Conclude una tregua con il Secondone, che gli cede la rocca di Brescia in cambio di 12000 ducati.

Mar.

 

 

 

Lombardia

Assale i Colleoni e conquista il Vescovato.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Toglie Cologne a Giovanni Piccinino Visconti.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Difende in Lodi il Vignate.

Giu.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Con il Fondulo ed i Cavalcabò, occupa Piacenza: sono saccheggiate le case dei ghibellini, dei quali ne sono uccisi 200 e molti altri sono fatti prigionieri. Deve, tuttavia, allontanarsi dalla città dopo soli quattro giorni a causa dell’intervento di Francesco  Visconti, del Terzi e del Cane, i quali approfittano dell’occasione per massacrare (è il loro turno) i guelfi. Per mettere il Malatesta in difficoltà, il duca di Milano, nel frattempo, concede l’investitura di Brescia, della val Camonica e della riviera di Salò a Giovanni Piccinino Visconti. Anche Astorre Visconti entra in campo ai suoi danni per difendere i diritti del congiunto.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Astorre Visconti entra a forza nel bresciano; il condottiero è sbaragliato a Soncino, dove è catturato con 200 uomini. Il Visconti è condotto prigioniero a Brescia e per il suo riscatto sono chiesti 10000 fiorini.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Il signore di Bergamo Giovanni Piccinino Visconti per la liberazione di Astorre cede al Malatesta le ragioni da lui detenute sul castello di Palazzolo sull’Oglio. Pandolfo, negli stessi giorni, diventa amico di Astorre Visconti e quest’ultimo consiglia il nipote Giovanni Piccinino di rinunciare a Bergamo a favore del signore di Brescia.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Compie una scorreria nel milanese con 2000 uomini in appoggio ai guelfi. A fine mese, con Giovanni Piccinino Visconti, il Vignate e Giacomino d'Iseo, entra nella rocca di Urgnano e ne scaccia i ghibellini.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Con gli alleati Carlo Cavalcabò, nuovo signore di Cremona, il Vignate ed il Benzoni, è obbligato a ripiegare  ed a riparare nel castello di Martinengo.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Si impossessa di Coccaglio a spese di Berardo Maggi.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Si reca a Milano, per siglare la solita tregua di un mese ed otto giorni con il Cane e l’intero partito ghibellino.

1406

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lombardia

Riprende il conflitto ed effettua improvvise incursioni nel bergamasco ai danni dei Suardi. Con Giovanni Piccinino Visconti, parte da Palazzolo sull’Oglio con 800 cavalli, giunge al Castellaccio, ad Alzano Lombardo ed a Cologno al Serio procurando ovunque gravissimi danni. Sono uccisi e fatti alcuni prigionieri. Si sposta, di seguito, nel contado di Stezzano. La preda raccolta è portata nel suo possedimento di   Martinengo. Il mese termina con una scorreria a Comun Nuovo.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Razzia bestiame nei pressi di Tezze e di Brignano Gera d’Adda: i ducali gli vengono contro per alleggerire la pressione dei guelfi ed assediano Trezzo sull’Adda. Alcuni suoi saccomanni, che stanno conducendo del bestiame a Martinengo, cadono in un'imboscata: molti sono i prigionieri ed alcuni sono uccisi.

Ago.

 

 

 

 

Viene considerato dai pontifici aderente allo stato della Chiesa in occasione del trattato di pace con il re di Napoli Ladislao d’Angiò.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Stipula una nuova tregua con il Cane per un mese ed otto giorni.

1407

 

 

 

 

 

Feb.

Brescia

Milano Cane

 

Lombardia

Invia truppe in soccorso del dal Verme e del Terzi, i quali sconfiggono le milizie del Cane a Morimondo.

Mag.

Brescia

Ghibellini

 

Lombardia

Con il fratello Carlo, si impadronisce nel bergamasco e nel bresciano di Tagliuno, di Grumello, di Chiuduno, di Telgate e di Gorlago; rientra, nel contempo, nelle grazie del duca per opera del fratello governatore del ducato. Invia a Bergamo un proprio ambasciatore, per chiedere ai Suardi la città a nome del duca: la risposta è negativa in quanto, a loro dire, i Suardi già detengono Bergamo per conto del Visconti. Sempre nel medesimo periodo, il Malatesta occupa e mette a sacco Lovere e rivende quasi subito la località. Con denari avuti da banchi veneziani e da anticipi ottenuti da abitanti di Fano e di Brescia, si assume le spese dei castelli di Almenno, di Romano di Lombardia e di Lecco, sostenute precedentemente da Muto Ceresoli, da Stangalino della Palude e dal conte Arrighetto de Flagerolis.

Giu.

 

 

 

Lombardia

I ghibellini consegnano a lui ed al fratello Carlo i castelli di Grassobio e di Nembro; il Malatesta toglie Urago ad Antonio Secco.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Tiene Bergamo quasi sotto assedio; occupa Trescore Balneario e Stezzano, dove sono saccheggiate e bruciate le case dei ghibellini. Anche Giovanni Suardi non resiste alla sua pressione e gli cede il controllo delle fortezze di Bergamo in cambio di 30000 ducati e della restituzione ai membri della sua famiglia di Morengo, di Pagazzano, di Cologno al Serio, di Verdello, di Recolasio, di Bariani e di Albino. Il denaro per l’acquisto è fornito al Malatesta dagli stessi bresciani che, per il prestito, sono esentati da dazi e gabelle per un anno. A fine mese entra in Comun Nuovo mentre il conte Bartolomeo Calepio, suo seguace, riduce la val di Caleppio alla sua devozione. Il papa Gregorio XII gli conferma per cinque anni il governo di Osimo, di Montelupone, di Castelfidardo e di Montefano.

1408

 

 

 

 

 

…….......

 

 

 

 

Aderisce alla lega formatasi contro il signore di Parma Ottobono Terzi.

Mag.       Lombardia Ricopre la carica di podestà a Como. E' scacciato con i suoi soldati dalla città dal Cane e da Franchino Rusca.

Giu.

Brescia

Parma

 

Lombardia

Combatte il Terzi e lo sconfigge nel cremonese a Castelponzone.

Estate

Brescia

Ghibellini

 

Lombardia

Assedia Astorre Visconti in Monza e Francesco Visconti in Cassano d’Adda; fa arrestare a Ferrara Antonio Visconti da Niccolò d’Este ed opera in modo che gli sia consegnato.

Ago.

 

 

 

Lombardia

I difensori di Cassano d’Adda capitolano: il Malatesta fa strangolare come traditori Antonio Visconti a Cassano d’Adda e Francesco Visconti e Cristoforo Casati a Somaglia.

1409

 

 

 

 

 

Gen.

Brescia

Parma

 

Emilia

Si reca a Finale Emilia per un consiglio di guerra contro il Terzi: invia 800 cavalli in soccorso agli estensi. Costoro passano per Bondeno e si fermano a San Giovanni in Persiceto pronti per essere utilizzati.

Feb.

Brescia

Cane Monferrato

 

Romagna Emilia e Lombardia

Si incontra a Cesena con il papa Gregorio XII; si porta a Bologna per porsi come paciere nel conflitto in corso fra il cardinale Baldassarre Cossa ed il fratello Carlo. Sempre con Carlo, deve abbandonare Milano per il prevalere della fazione avversa; si ritira a Brescia e si oppone all’assalto congiunto alla capitale del ducato da parte del Cane e del marchese del Monferrato.

Mar.

 

 

 

Lombardia

E’ segnalato in rapida successione a Modena, a Bondeno, a Mantova ed a Brescia. Raduna un potente esercito (3000 cavalli e molti fanti) e dal bresciano si sposta nel bergamasco. Nella valle di San Martino; attraversa l’Adda a Brivio e si trasferisce in Martesana, dove è affrontato da Astorre Visconti, dal Cane e da Teodoro di Monferrato.

Apr.

Brescia

Milano Genova

 

Lombardia

A Pasqua si scontra con gli avversari a Rovegnate per due ore. Il giorno successivo, si riconcilia con costoro ed insieme impediscono che Milano sia occupata dai francesi del Boucicaut, chiamati dal duca. Il Malatesta attacca il capoluogo dalla porta Comacina, mentre il Cane punta su porta Ticinese per espellervi Antonio dalla Torre e Marco Posbonello, che hanno fatto fuggire da Milano Andrea Malatesta. Allorché Filippino di Desio gli cede il castello di Melegnano, è assalito dalle milizie ducali, che lo obbligano a rientrare al di là dell’Adda.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Appoggia secondo gli accordi il Cane contro i francesi del governatore di Genova Boucicaut e le truppe del governatore di Asti Bernardo della Serra. I veneziani, in guerra con i genovesi, gli consegnano 20000 ducati, affinché si muova dal bresciano ai danni dei francesi che controllano Genova. Si congiunge con Giorgio Benzoni e Gabrino Fondulo, assale il comasco e conquista la rocca di Offanengo, alla cui guardia rimane Martino da Faenza.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Ha termine la guerra tra le parti.

Sett.

 

 

 

Romagna

Con Niccolò d’Este, si incontra a Cesena con i signori di Imola, di Forlì, di Faenza e gli ambasciatori veneziani: tema della riunione la possibilità di una lega e la rappacificazione del fratello Carlo con l’antipapa Alessandro V.

1410

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Si trova a Mantova alla nozze di Paola Malatesta, figlia di Malatesta, con Gian Francesco Gonzaga: partecipa ad un torneo in cui i suoi uomini, contrassegnati da una livrea bianca , sono battuti da quelli del fratello Carlo.

…….......

Brescia

Cane

 

Lombardia

E’ podestà di Bergamo. Riprende la guerra con il Cane e si allea con il conte di Savoia, il principe di Savoia-Acaia, il marchese del Monferrato ed Asti.

…….......

 

 

 

Marche

Deve  rientrare a Fano, a seguito degli scontri che avvengono nella città tra i partigiani di Gregorio XII e quelli dell’antipapa.

Mag.

 

 

 

 

 

1411

 

 

 

 

 

Gen.

Brescia

Cremona

 

Lombardia

Si impadronisce di Soncino ai danni dei Barbuò; ciò desta il risentimento del Fondulo che mira allo stesso obiettivo.

…….......

 

 

 

Lombardia

Rafforza i presidi di Pontevico e di Quinzano d'Oglio, occupa Romanengo ed ordina a Giovanni da Terzo, che sta a Soncino, di impedire il vettovagliamanto delle truppe nemiche. La guerra continuerà per tutta la primavera senza arrivare ad alcun risultato.

Mag.

Rimini

Bologna

 

Emilia

Aiuta il fratello Carlo contro i bolognesi e le milizie dell’antipapa Giovanni XXIII (il cardinale Cossa).

Giu.

 

 

 

Emilia

Entra in San Giovanni in Persiceto e devasta ininterrottamente il bolognese. Dopo qualche giorno, vi è attaccato dal capitano generale pontificio Uguccione Contrari e dagli estensi comandati da Guido Torelli. A fine mese, conclude una tregua con i bolognesi, che riconoscono a Carlo Malatesta la somma di 10000 ducati.

Estate

 

 

 

Lombardia

Contatta il capitano sabaudo Enrico di Colombier per avere l’appoggio di Amedeo di Savoia contro Facino Cane.

1412

 

 

 

 

 

…….......

Brescia

Cane

 

Lombardia

Il Malatesta è attaccato dal Cane: il condottiero avversario si accorda con alcuni nobili bresciani affinché si ribellino mentre egli assale Bergamo. Fa ritirare tutti i presidii dai castelli di Fontanella, Antegnate, Romanengo, Gallignano e li fa rientrare nel bergamasco. Lo seguono anche Giacomo di Covo e Giovanni da Terzo.

Mag.

 

 

 

Lombardia

E’ assediato in Brescia; alla fine, il Cane è costretto a desistere dalla sua azione per un attacco di gotta che lo porta a morire di lì a poco a Pavia.

…….......

Venezia

Ungheria

1000 lance

Lombardia

Ospita a Brescia la nipote Antonia, vedova del duca di Milano Giovanni Maria Visconti. Viene raggiunto nella città da Andrea Redusio; passa agli stipendi dei veneziani per fronteggiare le truppe dell’imperatore Sigismondo d’Ungheria. Gli è concessa una condotta di 1000 lance.

Sett.

 

 

Capitano g.le

Veneto

Prende il posto del fratello Carlo rimasto ferito in combattimento a Motta di Livenza; recupera Feltre, dove i nemici hanno ammassato molte prede.

Ott.

 

 

 

Veneto e Friuli

Conquista Oderzo, Portogruaro, l’abbazia di Sesto al Reghena, Salvarolo, Prata di Pordenone; si muove sotto Udine e vi cattura 300 cavalli ungheri sorpresi per strada; pone un durissimo assedio alla città, mentre parte delle sue truppe depreda il goriziano.

Nov.

 

 

 

Friuli

Nel proseguimento dellla sua offensiva, si impadronisce di Artegna e di Codroipo, dove sono trovate biade in grande quantità.

Dic.

 

 

 

Friuli e Veneto

Sconfigge nella pianura friulana 1000 cavalli ungheri condotti da Filippo Scolari (Pippo Spano). Si avvicina un nuovo esercito dell’imperatore Sigismondo (11000 cavalli) ed il Malatesta decide di ripiegare nel trevigiano pper distribuire le sue truppe nelle fortezze. Attraversa il Piave su un ponte di barche dopo avere superato la resistenza di un contingente unghero, del quale sono uccisi più di 300 uomini. Stabilisce di seguire la politica della terra bruciata, fa incendiare i piccoli castelli e dare alle fiamme i foraggi non trasportabili.

1413

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

Si rinchiude in Padova con 6000 cavalli ed altrettanti fanti e vi previene ogni tentativo di ribellione fomentato dai seguaci dei carraresi. Difende Cittadella e si muove verso Vicenza; tallona sempre gli ungheri con continue sortite e blocca un attacco diversivo su Verona. Con Martino da Faenza, costringe lo Scolari a ritirarsi sulle prealpi vicentine; allorché il capitano nemico assale Vicenza, lo batte ancora una volta ed entra alla difesa della località. A verona fa giustiziare Giovanni Nogarola colpevole di avere promesso agli avversari la consegna di una porta cittadina.

Apr.

Venezia

 

1000 lance

Veneto

Al termine delle ostilità è ricondotto dai veneziani per sei mesi con 1000 lance; ha  la possibilità di utilizzare tali truppe per suo conto in Lombardia, purché gli eventuali avversari non siano aderenti dell’imperatore. E’ pure aggregato alla nobiltà della Serenissima, gli è assegnata una pensione annua di 1000 ducati; gli sono donati un palazzo sul Canal Grande costato 6000 ducati e 600 ducati in panni di oro e di argento; declina, invece, il titolo di duca di Candia (e le relative incombenze). Sempre nel periodo, cattura in Brescia Taddeo da Martinengo ed Antonio Nassino, per un complotto da essi ordito a favore del Fondulo. Li invia in carcere a Fano.

1414

 

 

 

 

 

Gen.       Lombardia
Si reca a Cremona per rendervi omaggio all'imperatore Sigismondo d'Ungheria ed all'antipapa Giovanni XXIII.
Apr. Brescia Cremona   Lombardia
Invade il cremonese. Occupa Quinzano d'Oglio che gli si è ribellata. Ne fa demolire il castello.

Mag.

 

 

 

 

E’ ricondotto dai veneziani per quattro mesi con 1000 lance di tre uomini a cavallo: il soldo è pari a circa un terzo della paga normale in guerra.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Forte della condotta che gli concede un favorevole supporto economico, continua con più forza nelle sue operazioni contro il Fondulo. Esce da Carpenedolo e giunge ad Asola, affronta i cremonesi e li sconfigge più volte; toglie al rivale diciotto castelli ed arriva fino alle mura di Cremona.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Nel castello di porta Giovia, a Milano, è stipulato un atto tra il duca ed il Malatesta con il quale si permette al signore di Brescia di conquistare la città ed il contado di Cremona. Il Visconti promette al Malatesta 6 galeoni ed il libero corso nelle acque del Po e dell'Adda. Se il Malatesta dovesse conquistare Cremona, si pattuisce, dopo dieci anni tale territorio avrebbe fatto parte del ducato. Il signore di Brescia si unisce con il congiunto Gian Francesco Gonzaga, cui consegna la rocca di Asola, e si riversa con lui nuovamente nel cremonese: occupa Pizzighettone, assedia Castelleone e la stessa Cremona; distacca 2 compagnie di fanti per rinforzare le guarnigioni poste sulla sponda dell'Oglio. Si attenda a Pianengo: dalla porta di San Luca irrompe un grosso contingente di fanti comandati da Marsilio Fondulo che assale la sua ala destra con il marchese Antonio Pallavicini, proveniente a sua volta dalla porta di Ognissanti. Il Fondulo lo attacca, invece, dal castello di Santa Croce al centro dello schieramento e la cavalleria di Luchino Ponzoni sul fianco sinistro. Sconfitto, dopo quattro ore è forzato a ritirarsi a Robecco d’Oglio con la perdita di 300 uomini, fra morti e feriti, di 4 cannoni di ferro fornitigli dai veneziani e la cattura di altri 1000 soldati. Mantiene, tuttavia, assediate le rocche e dalla linea di confine fa effettuare continue scorrerie nel cremonese per ostacolare il lavoro nei campi. Viene, alfine, firmata una tregua fra le parti. Il Fondulo gli riconosce un forte indennizzo a fronte delle spese di guerra sopportate per la guerra ed il dominio delle terre conquistate.

…….......

Brescia

Crema

 

Lombardia

Si rivolge contro il Benzoni e si impossessa di Offanengo.

1415

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Il duca di Milano Filippo Maria Visconti compie un atto di ostilità nei suoi riguardi: nel nominare il Fondulo conte di Cremona, lo investe, infatti, non solo dei possedimenti effettivamente nelle sue mani, ma anche di quelli che sono stati tolti a tale condottiero dal Malatesta nella recente guerra.

…….......

Brescia

Cremona

 

Lombardia

 

Giu.

 

 

 

Lombardia

Rinnova la tregua con il Fondulo. Si allea con i Beccaria ai danni del Visconti: la congiura è presto scoperta.

Lug.

Brescia Brescia

Cremona Milano

 

Lombardia

Il Fondulo occupa alcuni territori appartenenti ai Cavalcabò di Viadana. Ne seguono alcune scaramucce al cui termine il signore di Cremona è costretto a riconoscergli una certa somma di denaro. Negli stessi giorni il Visconti ordina a tutti i suoi sudditi che militano al suo soldo di rimpatriare entro quindici giorni; sono minacciate gravi sanzioni per i disubbidienti che toccano i loro ascendenti e discendenti fino al secondo grado. Anche questo conflitto è, nonostante tutto breve, ed ha fine per volontà dei veneziani con la firma di una tregua biennale.

Sett.

Rimini

Antipapa

 

Romagna

Contrasta nel cesenate con 800 cavalli le scorrerie di Braccio di Montone: consapevole della superiorità numerica del capitano pontificio, non cerca lo scontro, preferisce incalzarlo da vicino con una tattica prudente dall’alto delle colline. Quando il Montone decide di rientrare a Bologna con le prede ed i prigionieri collocati nella retroguardia, assale gli avversari. Rimane ferito nello scontro ed è facilmente respinto in una scaramuccia dalla furia dei bracceschi.

Ott.

Brescia

Milano

 

Lombardia

Si collega con Giovanni da Vignate, il Fondulo, Filippo Arcelli, signore di Piacenza, ed il marchese di Ferrara contro il duca di Milano.

Nov.

 

 

 

 

I veneziani gli danno in prestito 12000 ducati.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Nuova tregua con il Visconti, che non dà alcuno frutto per i sospetti reciproci.

1416

 

 

 

 

 

Apr.

Brescia

Milano

 

Lombardia

Si impadronisce di Lecco: ne verrà poco dopo ricacciato dai ducali.

Lug.

 

 

 

Lombardia Romagna

Con la cattura del fratello Carlo da parte del Montone e la morte dell’altro fratello Andrea, è costretto ad acconsentire ad un’ulteriore tregua di due anni con il Visconti. Lascia la Lombardia e si reca a difendere le terre malatestiane in Romagna.

...............

Rimini

Perugia

 

Romagna

A Rimini, con 4000 cavalli e molti fanti.

Ott. nov.

 

 

 

Marche

Con Martino da Faenza contrasta il Montone nelle Marche. Insieme allontanano gli avversari da Corinaldo e travolgono ogni ostacolo ad Osimo, a Montelupone ed a Civitanova Marche.

Dic.

 

 

 

Marche

Firma una tregua con il signore di Fermo Ludovico Migliorati, alleato del Montone

1417

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Marche

Ottiene la liberazione del fratello Carlo, catturato nella battaglia di Sant’Egidio dal Montone, solo dopo il pagamento di una taglia di 60000 ducati (dei quali 30000 gli sono forniti dai veneziani e 30000 da Martino da Faenza) e della consegna di Jesi. Negli stessi giorni firma la pace con il capitano perugino ed il signore di Camerino Rodolfo da Varano su un lodo preparato dall’ambasciatore del concilio di Costanza Bartolomeo Bonetti.

Giu.

Venezia

 

Capitano g.le

Romagna  Lombardia

Dalla Romagna transita per Forlì con 3000 cavalli e 500 fanti; rientra in Lombardia con la protezione dei veneziani che lo nominano loro capitano generale.

Lug.

Brescia

Milano

 

Lombardia ed Emilia

Riprende la guerra contro i ducali con l’Arcelli ed il Fondulo. Contrasta il Carmagnola e tenta di liberare dall’assedio il castello di Piacenza.

Ago.

 

 

 

Emilia

Rioccupa Piacenza con l’Arcelli, dopo che la città è stata fatta evacuare dal Visconti. Espugna la cittadella di Stralevata e saccheggia quel poco che è rimasto nelle case cittadine. I cronisti coevi riferiscono che sono tolti dalle porte i cardini e le inferriate dalle finestre. Niccolò da Tolentino ed il Biancarello sono inviati dal Malatesta in soccorso del Fondulo, che è minacciato dal Carmagnola. Gli abitanti di Castelponzone e quelli di San Giovanni in Croce si danno in signoria al Malatesta in odio al signore di Cremona.

Sett.

 

 

 

Emilia

Si trasferisce nel parmense, per unirsi con gli estensi al ponte sull’Enza con 2500 cavalli e 500 fanti. Viene depredato il territorio.

Ott.

 

 

 

Emilia

Prende parte alla conquista di Castell’Arquato con gli estensi del Contrari. Ricevuti aiuti dal Fondulo, recupera in Piacenza la cittadella di Stralevata e rientra a Parma. Si muove alla volta di Torricella, controllata dai veneziani, ed attraversa il Po.

1418

 

 

 

 

 

Inverno

 

 

 

Lombardia

Ha incontri con il signore di Cremona a Robecco d’Oglio ed a Quinzano d'Oglio.

…….......

 

 

 

Lombardia

Si allea con i genovesi ed è aiutato contro il Carmagnola dalle truppe feltresche, comandate da Bernardino degli Ubaldini.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Si allontana da Brescia con 1500 cavalli e 400 fanti per devastare il territorio di Soncino. A fine mese (in un giorno in cui si trova ad Orzinuovi) le sue schiere sono assalite da Giacomo di Covo e da Pietro Barbuò, assistiti da 400 cavalli provenienti da Pumenengo. I suoi uomini sono colti impreparati ed in disordine; i bresciani devono abbandonare le operazioni di assedio subendo la cattura di 50 cavalli e l'uccisione di altri 12. Rientra a Bergamo.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Guada l’Adda nei pressi di Olginate per tentare un’incursione nell’alto comasco con 1000 fanti; si spinge innanzi animosamente lungo la sponda sinistra dell'Adda verso Lecco; a fine mese, mentre sta attraversando il fiume su un ponte di barche di fronte a tale località, viene sconfitto ancora dai ducali che gli infliggono la perdita di 400 uomini, tra i soldati uccisi nella scaramuccia e quelli che muoiono affogati nel fiume mentre stanno cercando di fuggire. Deve riattraversare l'Adda. A seguito di questa disavventura incomincia ad accarezzare un progetto che prevede la permuta dei suoi possedimenti più lontani (la riviera di Salò) con altri più vicini (alcune località di confine del cremonese).

Ott.

 

 

 

Lombardia

A metà mese riceve a Brescia il papa Martino V di ritorno dal concilio di Costanza dove è stato appena eletto. Il Malatesta lo accompagna fino a Mantova. Il pontefice opera da intermediario per la firma di un trattato di pace fra il duca di Milano ed il Malatesta. Il Fondulo si vede escluso e chiede la mediazione dei veneziani.

1419

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

Il tentativo del pontefice ha successo; il Malatesta si rappacifica con il duca di Milano e gli promette la restituzione alla sua morte di Bergamo e di Brescia. Si impegna, inoltre, a versare a Filippo Maria Visconti la somma di 70000 fiorini: a sua volta, dovrebbe ricevere 1500 fiorini l’anno come provvigione ed altri 12000 per la costruzione di una fortezza.

Mar.        
Si riavvicina al Fondulo. I due signori comprendono che per sopravvivere devono combattere insieme il duca di Milano.
................       Veneto Si reca a Venezia e chiede la mediazione della Serenissima.

Nov.

 

 

 

 

Martino V lo esenta dal pagamento del censo dovuto alla camera apostolica.

1420

 

 

 

 

 

Apr.

Brescia

Milano

 

Lombardia

Rompe la tregua con i ducali ed invia 300 lance a Cremona in aiuto del Fondulo: quest'ultimo, infatti, gli ha ceduto la città ed il suo contado in cambio della riviera di Salò. Cremona è assediata ed egli è attaccato nel bergamasco.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Il Carmagnola occupa Bergamo con un mese di assedio; il Malatesta è soccorso solamente dal fratello Carlo (non dai veneziani cui tenta, inutilmente, di mettere a disposizione il bresciano e neppure dai fiorentini) che gli manda 3000 cavalli e 1000 fanti agli ordini di Ludovico Migliorati.

Ott.

 

 

 

Lombardia

E’ sbaragliato dal Carmagnola con il Migliorati a Montichiari: sono catturati 2500 cavalli e tutti i fanti.

Nov.

 

 

 

Romagna

Alla ricerca di nuove alleanze e per verificare nel contempo la situazione, organizza a Rocca delle Caminate una grande partita di caccia, cui partecipano l’Este, Gian Francesco Gonzaga, Carlo e Malatesta Malatesta, Smeduccio Smeducci, Bartolomeo e Corrado Trinci, nonché il Migliorati.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Viene assediato in Brescia dal Carmagnola.

1421

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lombardia

Ridotto allo stremo, accetta la resa a patti in cambio di 34000 fiorini.

Apr.

 

 

 

Marche

Transita per Ferrara e fa ritorno a Fano. Lo accompagna Niccolò da Tolentino.

................       Marche
Si reca in visita a Corinaldo. Fa restaurare i borghi vicino alle mura; costruire un palazzo in città munito di logge, torri e pontili.

Ott.

 

 

 

Lazio

Con Berardo da Varano, si incontra a Roma con gli ambasciatori fiorentini Rinaldo degli Albizzi e Michele Castellani.

1422

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Veneto

Si reca a Verona.

Mag.

Chiesa

 

Capitano g.le

 

Al servizio del papa con il titolo di capitano generale.

1423

 

 

 

 

 

…….......

Rimini

Milano

 

Romagna

Con il fratello Carlo, interviene a Forlì per sostenervi la reggente Lucrezia Alidosi contro il duca di Milano, che ha inviato nella città, a maggio, Angelo della Pergola e Secco da Montagnana.

Ago.

Firenze

Milano

Capitano g.le 500 lance

Toscana

Gli è dato il comando generale delle truppe. Si porta a Firenze con 200 cavalli. Alloggia all’albergo della Corona; il gonfaloniere di giustizia Tommaso Betti gli consegna le insegne del capitanato nel momento più favorevole secondo gli astrologi.

Sett.

 

 

 

Romagna

E’ raggiunto dagli ambasciatori Rinaldo degli Albizzi e Francesco Tornabuoni. Staziona tra Cesena e Bertinoro. Con Niccolò da Tolentino (5000 cavalli), intercetta Fabrizio da Capua che con 1000 cavalli sta scortando verso Carpegna e Magliano un carico di uva appena vendemmiata. Si mette all’inseguimento dei nemici, poiché le sue spie gl riferiscono che il resto dell’esercito ducale è fermo a Forlimpopoli. I capitani avversari, al contrario, appostano a Ruffio un grosso squadrone con il della Pergola, il Montagnana ed Angelo Belmamolo; Fabrizio da Capua nella sua fuga conduce i fiorentini al ponte di Ronco, dove i fiorentini sono sorpresi dai ducali che catturano loro 1300 cavalli. Il Malatesta fugge verso Bertinoro e ripara a Forimpopoli.

Ott.

 

 

 

Romagna

Sempre a Forlimpopoli, presiiede un consiglio di guerra con gli altri condottieri al soldo dei fiorentini: deve fare valere la sua autorità in una disputa sorta tra Ludovico degli Obizzi e Jacopo Orsini. Ha modo di lamentarsi per il ritardo delle paghe che lo obbliga ad una sostanziale inattività. Al pagamento di queste, si dirige a Ghiaggiolo con il Tolentino e Rinaldo Orsini con 500 cavalli e 150 fanti, perché sospetta che il congiunto Ramberto Malatesta si sia alleato con il Visconti. Costui lo inganna e gli viene incontro fuori del castello; vi si rinchiude e con segnali di fumo chiede ai ducali aiuto. Il Malatesta assedia la località ed invia 264 lance alla difesa di Imola.

Nov.

 

 

 

Romagna

Si incontra a Rimini con il fratello Carlo e l’Albizzi.

1424

 

 

 

 

 

…….......

 

 

 

Romagna

Riprende la guerra in Romagna. Le sue truppe, tuttavia, tardano a radunarsi. Un suo contingente subisce gravi perdite in uno scontro vicino a Forlimpopoli ed il suo esercito non riceve dai fiorentini forze sufficienti per assediare Forlì. L’entusiasmo iniziale dell’Albizzi nei suoi confronti scema progressivamente per la sua propensione, sempre più spiccata, per la tattica difensiva.

Giu.

 

 

 

Romagna

Con il fratello Carlo, assale Fiumana, la conquista e vi fa impiccare il castellano Rondone Ugolini (Domenico del Scrivano per altre fonti).

Lug.

 

 

 

Romagna

Espugna Sadurano, che viene data alle fiamme, ed assedia in Forlì il della Pergola ed il Montagnana. Invitato ad intervenire a Zagonara da Alberico da Barbiano, intraprende una lunga marcia sotto la pioggia per venire in suo soccorso. Le sue milizie, stanche per una lunga marcia sotto la pioggia e nell’ impossibilità di agire in modo efficace con la cavalleria pesante a causa del fango, attaccano il della Pergola, il Montagnana e Guido Torelli. Sconfitto pesantemente, riesce a fuggire con soli 25 cavalli a Ravenna; qui si imbarca su una piccola nave e raggiunge i suoi possedimenti. Il fratello Carlo è, viceversa, fatto prigioniero con 3200 cavalli.

Sett.

Rimini

Urbino

 

Marche

Guidantonio da Montefeltro approfitta della situazione di debolezza dei Malatesta, per togliere ai Brancaleoni Castel Durante (Urbania). Affronta subito i feltreschi; il papa fa da paciere fra le due parti.

1425

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Il della Pergola lo costringe a recarsi a Milano a chiedere la pace.

Feb.

 

 

 

Lombardia

Entra in Pavia dove è accolto per volontà del duca con tutti gli onori.

Mar.

 

 

 

Romagna  Lombardia

A Forlì, ove è ricevuto dal governatore visconteo Luigi Crotti. E’ poi a Russi ed a Milano.

Mag.

 

 

 

RomagnaToscana

Ritorna dalla Lombardia, tocca ancora Forlì, viene a Sansepolcro e vi lascia come vicario Filippo Ronconi.

1426

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Romagna

Vuole vendicarsi di Ramberto Malatesta; i suoi famigli catturano il congiunto a Cusercoli e lo conducono a Cesena. Accorre il legato pontificio di Romagna, il cardinale Domenico di Capranica, che gli ricorda come Ramberto sia protetto dallo stato della Chiesa. I pontifici occupano anche Ghiaggiolo in via cautelativa.

1427

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

Si rappacifica con veneziani e fiorentini.

…….......

 

 

 

Toscana e Marche

Cade gravemente infermo. Si risposa per la terza volta con la giovane Margherita Anna dei conti Guidi di Poppi. Si sente male e pensa di recarsi a piedi a Loreto.

Ott.

 

 

 

Romagna

Parte da Rimini; giunto a Fano, vi si ferma definitivamente e muore in tale città ai primi del  mese. E’ sepolto nella città nel convento di San Francesco. Negli ultimi anni della sua vita ha modo di raccogliereantichi codici e di mantenere buone amicizie con i dotti del suo tempo come Francesco Filelfo ed Angelo Nogarola.

VENTISEI CITAZIONI

Prode in armi, altrettanto saggio principe. Soldato di gran valore. Uno dei migliori condottieri del suo tempo.

Espertissimo nell’arte militare.

Personaggio rinomato per le sue imprese guerriere.

Più irrequieto e turbolento del fratello Carlo, fu più audace di lui e fortunato nelle molte imprese di guerra.

Uomo prudentissimo.

Era sempre solito perdere. Pauroso in guerra e pronto alla fuga.

Seppe mantenere la sua compagnia ad un livello di consistenza numerica e di continuità che con qualche ragione la si potrebbe dire un esercito permanente.

Sapeva trattare i soldati e farsi ubbidire volentieri da loro.

Di animo magnanimo.

Fra i suoi sempre ubriaco e insolente.

Non ebbe mai in gran conto né l’onestà né la religione. Lascivo.

Colto. Scriveva con eleganza in latino, conosceva il provenzale ed il francese.