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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1482
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Romagna
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Alla morte del padre Roberto, veneziani e pontifici gli
concedono la dignità onorifica di capitano generale, gli concedono uno
stipendio di 16000 scudi e gli inviano 150 uomini d’arme per la difesa del
suo stato.
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1485
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Rimini
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Forlì
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Romagna
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Viene protetto dai veneziani, allorché Girolamo Riario tenta di
impadronirsi di Rimini.
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1486
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Dic.
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Romagna
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E’ armato cavaliere a San Lazzaro, nella chiesa del
Pantano, da Alfonso d’Aragona
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1487
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Gen.
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Emilia
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A Bologna, per le nozze di Annibale Bentivoglio con
Lucrezia d’Este.
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Feb.
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Emilia
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A Ferrara.
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1488
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Chiesa
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50 lance
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1489
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Chiesa
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Romagna e Marche
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Scade la condotta con lo stato della Chiesa e si offre ai veneziani; interviene
Lorenzo dei Medici e gli è rinnovata la ferma dai pontifici. Si reca in
pellegrinaggio a Loreto.
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1490
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Apr.
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I pontifici gli riconfermano la condotta.
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Sett.
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Emilia
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Trascorre alcuni giorni a Bologna, ospite di Giovanni
Bentivoglio.
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1492
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Mar.
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Romagna
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In occasione di una festa mascherata, uccide a colpi di
pugnale il tutore Raimondo Malatesta, che regge le sorti dello stato.
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Lug.
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Romagna
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Galeazzo Malatesta attenta alla sua vita con i figli: la
trama è scoperta.
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…….
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Romagna
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Accoglie in Rimini Ercole d’Este.
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1493
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Mag.
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400 cavalli
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Passa agli stipendi dei veneziani con una condotta di 100
uomini d’arme. La ferma è stabilita in due anni, lo stipendio è di 7000
ducati l’anno ed ha l’obbligo di servire in qualsiasi parte d’Italia. Gli è
assicurata la protezione dei suoi stati.
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Sett.
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Lombardia
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Sorveglia i confini della Ghiaradadda.
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Dic.
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Emilia
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Si reca a Bologna con la moglie Violante Bentivoglio; vi è accolto dai cognati Annibale ed
Alessandro Bentivoglio, Niccolò Maria Rangoni e Giberto Pio.
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1494
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Gen.
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Emilia
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Cavalca con i parenti a Corticella per l’apertura di un
canale navigabile sul Reno.
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Ago.
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400 cavalli
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Romagna
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Si incontra a Rimini con Niccolò Orsini.
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1495
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Gen.
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Venezia
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Gli è rinnovata la condotta per altri due anni; lo
stipendio gli è elevato a 8000 ducati l’anno: nel contratto è inserita la
clausola per la quale, alla scadenza della condotta, si impegna a non
combattere per sei mesi le truppe della Serenissima.
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Feb.
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Rimini
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Bagno
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Romagna
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Con Antonio Malatesta, toglie il castello di Cusercoli a
Guido Guerra da Bagno.
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Apr.
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Venezia
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Francia
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Lazio
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Invia 25 cavalli a Roma per proteggere il papa Alessandro
VI.
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Mag.
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|
Romagna
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E’ ospite di Caterina Sforza.
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Giu.
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Romagna
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Viene sollecitato dai veneziani ad unirsi con il resto
dell’esercito, per combattere i francesi nel parmense.
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Lug.
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Emilia e Piemonte
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Partecipa alla battaglia di Fornovo; attraversa, indi, il
modenese con 12 squadre e si trasferisce all’assedio di Novara.
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|
Ago.
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Piemonte
|
Al campo di Vespolate. Presenzia alla cerimonia in cui
sono consegnati a Francesco Gonzaga il bastone e lo stendardo di capitano generale
della Lega Italica. Segue Niccolò Orsini verso Granozzo e Casalino, per
intercettare una colonna di rifornimenti diretta a Novara e proveniente da
Vercelli.
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|
Ott.
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|
Romagna
|
E’ segnalato a Crema; rientra in Romagna.
|
|
Nov.
|
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|
Romagna
|
Fornisce alcuni uomini al conte di Bagno, che penetra nel
territorio veneziano e conquista
Castelnuovo nel ravennate. La Serenissima si lamenta del suo operato; il
Malatesta manda allora a chiamare il Bagno e, per dimostrare la sua innocenza,
lo trattiene prigioniero. Ha l’ordine di farlo impiccare: non gli può usare
altro riguardo, che quello di farlo strozzare in carcere e di mostrarlo
morto alla popolazione.
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1496
|
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|
|
Mar.
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|
|
Romagna
|
Rifiuta di ottemperare alle sue obbligazioni, allorché i
veneziani lo inviano con 100 uomini d’arme e 35 balestrieri a cavallo nel
regno di Napoli per affrontarvi i francesi: ha timore di novità pericolose
nei suoi stati.
|
|
Apr.
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Martinelli
|
Tiberti
|
|
Romagna
|
Invia 100 fanti ai Martinelli, affinché si difendano da
Polidoro Tiberti; ottiene per trattato il castello di Monte Giotone e con ciò
suscita la reazione dei cesenati. Compie alcune razzie nel territorio di Savignano sul
Rubicone. Alla fine, è costretto a cedere per la pronta reazione della signora
di Forlì Caterina Sforza, di Guidobaldo da Montefeltro, nonché degli
abitanti della stessa Cesena.
|
|
Mag.
|
Venezia
|
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|
Romagna
|
In Romagna, per conto dei veneziani con 100 uomini d’arme.
|
|
Ago.
|
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|
Romagna
|
Riceve a Rimini il legato pontificio, il cardinale di
Santa Croce.
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1497
|
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|
……..
|
Rimini
|
Rivoltosi
|
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Romagna
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Alla morte della madre Elisabetta Aldovrandini, commette
violenze ed omicidi nei suoi stati. Cerca di violentare una giovane di
Rimini, figlia di Castracane Castracani, che viene nascosta in un convento.
Tenta di penetrarvi; scoperto è costretto a fuggire per una finestra:
salvatosi, raduna i suoi provvigionati e cattura tredici persone che si sono
adoperate per catturarlo. Tutti sono impiccati; anche il padre della donna è
inseguito dai suoi scherani; ne è messa a sacco la casa ed i beni gli sono confiscati. La popolazione
si ribella, il Malatesta si rinchiude nella rocca dove è assediato; deve
ricorrere ai veneziani per potere ristabilire la calma.
|
|
Mar.
|
Rimini
|
Tiberti
|
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Romagna e Veneto
|
Achille Tiberti gli tende un agguato (che va a vuoto) con alcuni
balestrieri. Protesta a Venezia per il ritardo delle paghe e
chiede al loro posto 100 staia di frumento e 600 d’orzo: si reca nella città
con un seguito di 90 persone. La Serenissima, per le sue spese, gli riconosce
una provvigione giornaliera di 12 ducati; il Malatesta domanda una condotta per il
fratello Carlo.
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|
Sett.
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|
Gli è rinnovata la condotta di 400 cavalli ed è esentato
dall’obbligo della rassegna.
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|
Ott.
|
Rimini
|
Forlì
|
|
Romagna
|
Il Tiberti compie nuove scorrerie nei suoi territori con
l’ausilio di Caterina Sforza; per rappresaglia fa mettere a sacco sette borghi
del forlivese.
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1498
|
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|
|
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|
Gen.
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|
Romagna
|
Si rende colpevole del rapimento e di atti di violenza nei
riguardi di una donna della famiglia Marcheselli. Costoro, con altri
cittadini, vogliono vendicarsi e
cercano di ucciderlo all’ora del vespero nella chiesa di Sant’Agostino: il Malatesta salta
prima sull’organo e, successivamente, sull’altare maggiore che si rompe dotto il suo
peso. Quattro organisti ferraresi, che sono al suo fianco, lo difendono con
le loro spade, per cui riesce a riparare nel castello. Ne esce con i suoi
armati, fa uccidere Ludovico e Piero Belmonte, fa saccheggiare quindici case ed
altre quattro sono date alle fiamme; ancora tredici riminesi sono impiccati, fra i quali
vi sono due suoi consiglieri. Anche gli organisti che hanno salvato la sua vita
subiscono il peso della sua ira e vengono cacciati dalla città; uno di
costoro, anzi, è trattenuto in carcere con il sospetto di essere stato
complice o, quanto meno, consapevole dell’attentato.
|
|
Feb.
|
Rimini
|
Forlì
|
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Romagna e Emilia
|
Viene attaccato dai forlivesi; richiede aiuto ai veneziani e
ripara a Ravenna. Al suo ritorno a Rimini, deve disfarsi del suo favorito
Borso da Ferrara, causa di molti malcontenti. Si porta, di seguito, a Bologna
con 500 cavalli presso il suocero Giovanni Bentivoglio; solamente quando i
tumulti sono sedati, rientra a Rimini.
|
|
Mag.
|
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|
|
Romagna
|
Una nuova congiura ai suoi danni termina con
l’impiccagione di due uomini.
|
|
Giu.
|
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|
Emilia
|
A Ferrara con il Montefeltro.
|
|
Lug.
|
Venezia
|
Firenze
|
|
|
E’ inviato dai veneziani con il Montefeltro, Paolo Orsini
ed Astorre Manfredi in soccorso di Piero dei Medici, per aiutarlo a
recuperare Firenze.
|
|
Ago.
|
|
|
|
Romagna
|
Sorgono nuovi disordini a Rimini: i veneziani gli
propongono lo scambio di Rimini con Bassano del Grappa o Conegliano. Non se
ne fa nulla.
|
|
Sett.
|
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|
Romagna
|
Si muove in val di Lamone con la sua compagnia; se ne resta
inattivo.
|
|
Ott.
|
|
|
|
Romagna
|
Cattura Antioco Tiberti con alcuni uomini: di costoro,
alcuni sono impiccati.
|
|
Dic.
|
|
|
|
Romagna
|
Protesta con i veneziani per la condotta concessa al suo
nemico personale Lamberto Malatesta da Sogliano e si offre di comandare le
truppe di Galeata al posto del congiunto. Domanda, nel contempo, ai veneziani
un prestito, per pagare alcuni suoi debiti e riscattare alcuni suoi gioielli, da lui
impegnati a Milano.
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|
1499
|
|
|
|
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|
|
Feb.
|
Venezia
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|
|
Alla scadenza della ferma, viene ulteriormente ricondotto
per altri due anni.
|
|
Mar.
|
|
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|
|
Chiede sia un aumento della condotta, sia quello dei suoi
emolumenti da portarsi a 10000 ducati, nonché il saldo delle paghe arretrate.
|
|
Apr.
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|
Viene pagato in natura mediante la consegna, come acconto, di
1000 staia di frumento.
|
|
Mag.
|
|
|
|
|
Domanda ai veneziani 1000 ducati del suo stipendio, al fine
di potere fare fronte, pena la
scomunica, al pagamento del censo allo stato della Chiesa. I veneziani
assicurano in merito il papa.
|
|
Lug.
|
|
|
|
Romagna
|
Propone alla Serenissima di fare la mostra alle sue
truppe.
|
|
Ago.
|
Venezia
|
Milano
|
100 lance e 25 cavalli leggeri
|
Romagna
|
Rinnova le sue richieste e desidera partire per il campo:
non accetta le tre paghe offertegli, vuole almeno 500 ducati ed anche i
riminesi fanno pressione in tal senso sulla Serenissima pur di levarselo di
intorno.
|
|
Sett.
|
|
|
|
Romagna
|
Prende parte all’assedio di Cotignola; pianta le bombarde, ma una
sortita di 200 fanti lo mette in fuga con Giacomazzo da Venezia e Meleagro da
Forlì. Sfuggito a stento alla cattura e ferito con la perdita di 9 cavalli,
si ritira a Piangipane; si scusa con la Signoria e rientra nei suoi
possedimenti, anche perché gli alleati francesi si oppongono a che i
veneziani si impossessino di Cotignola. Il comportamento degli uomini del
Malatesta è altamente criticato dalle autorità veneziane di Ravenna. Il papa
gli richiede il pagamento del censo arretrato ed il Malatesta è di nuovo in difficoltà.
|
|
1500
|
|
|
|
|
|
|
Feb.
|
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|
|
Veneto
|
E’ minacciato da Cesare Borgia. Si porta a Venezia (dove
alloggia a San Giovanni Nuovo) con un seguito di 50 persone e si mette sotto
la protezione della Serenissima. Chiede denaro a saldo delle paghe arretrate
e soccorsi.
|
|
Apr.
|
|
|
|
Romagna
|
Reitera le sue richieste ai veneziani.
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|
Mag. sett.
|
|
|
|
Romagna
|
Ha il sospetto che i castellani delle sue fortezze si
siano accordati con i pontifici: cambia i capitani. E’ scomunicato da
Alessandro VI. Si ammala di terzana e si trasferisce a Coriano: invoca
ancora i veneziani, ma costoro non si muovono in suo soccoroso. Non gli è neppure rinnovata la
condotta ed è ritirato da Rimini l’ambasciatore veneziano.
|
|
Ott.
|
Rimini
|
Chiesa
|
|
Romagna ed Emilia
|
Vistosi solo, senza il sostegno dei riminesi, è costretto
a cedere. Consegna la rocca ai pontifici con armi e munizioni al prezzo di
estimo di 2900 ducati e fugge travestito da Rimini. In precedenza ha inviato
a Bologna la moglie e tutte le ricchezze che ha potuto raccogliere; al
momento della partenza, fa uccidere nel castello Antioco Tiberti. Si rifugia
a Cervia; si accorge che nella fretta ha dimenticato un suo cane, cui è molto
affezionato; scrive a Rimini per riaverlo. Attraversa, quindi, il ferrarese
con la protezione di 100 provvigionati e cerca di avere in prestito del denaro dal locale
monte di Pietà. A Bologna.
|
|
Nov.
|
|
|
|
Veneto
|
Si reca a Venezia ed è ricevuto con il fratello Carlo dal
doge Agostino Barbarigo.
|
|
Dic.
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|
Domanda di trasferirsi a Ravenna o nel Polesine.
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|
1502
|
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|
…….
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|
Veneto
|
Si trova a Venezia.
|
|
Sett. ott.
|
Malatesta
|
Chiesa
|
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Romagna
|
Nonostante le rimostranze dei veneziani, tenta di
rientrare in Rimini: ne è impedito dalla resistenza di Dionigi Naldi.
|
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1503
|
|
|
|
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|
|
Gen.
|
|
|
|
Veneto
|
Si trova a Venezia ed alloggia alla Giudecca.
|
|
Ago.
|
|
|
|
Romagna e Marche
|
Con la morte di Alessandro VI e la contemporanea malattia
di Cesare Borgia, tenta di rioccupare Rimini con il sostegno di Bartolomeo
d’Alviano. Saccheggia il porto di Cesenatico e prosegue per Rimini, dove è
respinto dagli abitanti; ripara a Pesaro.
|
|
Sett.
|
|
|
|
Romagna
|
Entra in Rimini e si scontra con i fanti di Dionigi Naldi,
fortificatisi nel palazzo.
|
|
Ott.
|
|
|
|
Marche e Romagna
|
Esce dal castello di Pietracuta ed assale Vincenzo
Cassina, che torna da Rimini a Cesena carico di prede. Raduna truppe, si
appropria di 4 falconetti posti nella rocca di Fano e con 4000 uomini si
accampa nei pressi di Rimini ai Frà Bianchi. Ributtato ancora una volta dal
condottiero pontificio Imola da Imola, si ritira a San Marino ed a Coriano.
Conquista Meldola e convince Maldonato Valdonsello a cedergli per 1500/ 4000 ducati
la rocca detenuta per conto del Borgia.
|
|
Nov.
|
|
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Veneto e Romagna
|
Si reca a Venezia a ringraziare la Serenissima per il suo
appoggio. Incapace di reggere lo stato ed odiato da tutti, si incontra con lo
zio Giovanni Aldovrandini ed il doge Leonardo Loredan e cede ai veneziani
Rimini, Sarsina e Meldola. Come indennizzo, gli sono dati 10000 ducati, più
altri 4400 per il castellano della rocca, una condotta con il fratello
Carlo, benefici ecclesiastici per il figlio nel veneziano per 1000 ducati,
una provvigione annua di 500 ducati per la moglie, la proprietà del sale di
Rimini e la signoria di Cittadella, che comporta una rendita annua di 2700
ducati.
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|
Dic.
|
|
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|
Veneto
|
Viene aggregato al Maggior Consiglio con il fratello e prende
possesso di Cittadella.
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1504
|
|
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|
Gen. feb.
|
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|
Veneto
|
Domanda che sia data a lui ed al fratello la condotta
promessa di 100 uomini d’arme e di 50 balestrieri a cavallo.
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1506
|
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Mag.
|
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400 cavalli
|
Veneto
|
Il podestà di Padova, Andrea Gritti, presenzia alla mostra
dei suoi uomini svoltasi a
Montagnana. Permette che a Cittadella abbiano luogo alcuni duelli fra
abitanti di Mirandola e di Vicenza: intervengono le autorità ed i
combattimenti non hanno luogo.
|
|
Ago.
|
|
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|
Veneto
|
A Cittadella con la sua compagnia.
|
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1507
|
|
|
|
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|
……..
|
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|
Veneto
|
Con il fratello Carlo, giunge a Bassano del Grappa per
sorvegliare il passo del Canale.
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|
Giu. lug.
|
|
|
|
Veneto
|
Si reca a Venezia e chiede un aumento della sua
provvigione; il mese seguente gli è riconosciuta una certa sovvenzione.
|
|
1508
|
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|
Gen.
|
Venezia
|
Impero
|
480 cavalli
|
Veneto
|
|
|
Feb.
|
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|
Veneto
|
Si trova a Bassano del Grappa con la sua compagnia, molti fanti
e 100 stradiotti.
|
|
Mar.
|
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|
|
Veneto
|
Affianca, seppure in ritardo, la marcia dell’Alviano ed ha l’incarico di attaccare
il fianco sinistro della fanteria tedesca; partecipa alla battaglia di Tai di
Cadore e prende parte all’assedio del castello di Pieve di Cadore, alla cui difesa si
trova Leonardo Chorel. Con la morte del fratello Carlo, gli è accresciuta la
condotta di 40 uomini d’arme.
|
|
Apr.
|
|
|
|
Friuli
|
A Tricesimo bruciano le stalle della sua compagnia e
nell’incendio trovano la morte alcuni cavalli. Si segnala all’attacco di Gorizia ed
in un’occasione corre un brutto pericolo, allorché prendono fuoco due barili
di polvere mentre si trova vicino alle artiglierie: i vestiti bruciano e riporta
alcune ustioni, per le quali deve farsi curare ad Udine. Giunge a Lucinico con
Giampaolo Manfrone: i contadini ostacolano l’ingresso ai veneziani, i soldati
reagiscono ed uccidono 12/16 abitanti e ne feriscono altri 50/60.
|
|
Lug.
|
|
|
|
Veneto
|
Si porta a Venezia ed in piazza San Marco assiste alla cerimonia
in cui vengono consegnate all’Alviano lo stendardo ed il bastone di
governatore generale. Nell’anno la sua paga complessiva ascende a 7944
ducati.
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|
1509
|
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|
|
Feb.
|
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|
|
Veneto
|
A Venezia.
|
|
Mar.
|
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|
Veneto
|
Gli sono dati 500 ducati per rimettere in ordine la sua
compagnia; ha l’ordine di non ospitare
più a Cittadella i parenti Bentivoglio, considerati indesiderati per la repubblica.
|
|
Apr.
|
Venezia
|
Francia Impero
|
200 lance e 50 cavalli leggeri
|
Lombardia
|
Viene citato a Bologna dai pontifici per la sua amicizia
con i Bentivoglio. Al campo di Pontevico alla testa di 200 uomini d’arme e
di 50 balestrieri a cavallo: è inquadrato nella quarta colonna comandata
dall’Alviano.
|
|
Mag.
|
|
|
|
Lombardia
|
Partecipa alla battaglia di Agnadello. Con la sconfitta, si
ritira a Cittadella e, indotto anche da Francesco Gonzaga, fa atto di
sottomissione all’imperatore.
|
|
Giu.
|
Impero
|
Venezia
|
|
Veneto e Lombardia
|
Si impossessa delle entrate di Cittadella. Preposto alla
guardia di Asola, si collega con un altro transfuga dei veneziani, Rinieri
della Sassetta, ed incomincia a fare prigionieri alcuni nobili della
Serenissima.
|
|
Lug.
|
|
|
|
Veneto
|
Scorre con il Sassetta nel territorio di Cornuda; gravi
eccessi, che culminano con l’uccisione di due bambini, sono poi compiuti nel
contado di Mogliano Veneto. Cade in un agguato al Barco, tra Cittadella e
Castelfranco Veneto, dove sta per essere catturato da 250 stradiotti
comandati da Domenico Busicchio e da Giovanni Snati; invia allora un suo
emissario ai veneziani e si scusa per il suo operato. E’ costretto ad
abbandonare Cittadella per l’ostilità della popolazione; abbandona la
località con tutti i suoi carriaggi.
|
|
Ago.
|
|
|
100 cavalli
|
Veneto
|
E’ all’assedio di Padova.
|
|
Ott.
|
|
|
|
Veneto
|
Deve lasciare l’assedio di Padova; si allontana anche da
Vicenza per la pressione dei veneziani. Si dirige verso Bassano del Grappa,
al fine di rientrare a Cittadella.
|
|
Nov.
|
|
|
40 cavalli
|
Veneto e Lombardia
|
Lascia Cittadella con 40 cavalli e 400 fanti tedeschi ne
saccheggiano il territorio prima di fuggire a Trento. Il Malatesta si rifugia
a Mantova; ha sempre modo di
distinguersi negativamente partecipando ad una congiura ai danni dei Gonzaga.
|
|
1510
|
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|
|
|
|
Giu.
|
|
|
|
Veneto
|
Raggiunge Vicenza per recuperare Cittadella: contatta
Alessandro Bigolino per avere la città per trattato e gli promette il favore
imperiale se gli fa trovare aperta una porta.
|
|
Sett.
|
|
|
|
Veneto
|
Passa alla difesa di Verona: quando gli imperiali fanno
alcuni prigionieri a Zevio, alcune donne si lamentano del suo operato con il vescovo della
città. Interpellato, il Malatesta interviene e minaccia costoro di farle
impiccare con la scusa che collaborano con gli avversari.
|
|
Ott.
|
|
|
|
Trentino
|
A Trento.
|
|
1511
|
|
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|
|
Ago.
|
Impero
|
Venezia Chiesa
|
|
Veneto e Friuli
|
Rientra a Cittadella con 400 cavalli e vi scaccia il
provveditore Gregorio Pizzomano; scorre il territorio circostante,
attraversa il Piave e devasta il Friuli. Alla notizia della morte del papa
Giulio II (rivelatasi falsa), si trasferisce in Romagna.
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|
1512
|
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|
|
|
|
Apr.
|
|
|
|
Romagna
|
Partecipa alla battaglia di Ravenna e con Alfonso d’Este
ha a patti la città. I francesi non rispettano, tuttavia, i capitolati; la città
è messa orrendamente a sacco finché l’ordine non è ristabilito dal la
Palisse, che fa impiccare 34 soldati trovati in un monastero. Il Malatesta viene chiamato a
Rimini dai suoi fautori; i francesi non gli vogliono consegnare la città.
Nonostante ciò, egli vi entra con 300 cavalli italiani e ne assedia la rocca,
i cui difensori sono convinti ad arrendersi da Matteo da Zara.
|
|
Ago.
|
|
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Trentino
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Si reca a Trento; l’imperatore lo investe di Cittadella.
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Sett.
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Lombardia
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A Mantova.
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1513
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Feb.
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Malatesta
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Chiesa
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Romagna
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Muore Giulio II ed il Malatesta medita di riconquistare Rimini. Falliti
i tentativi, ritorna al soldo degli imperiali.
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…….
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Impero
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Venezia
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Veneto
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Si trova alla guardia di Verona: contatta l’Alviano e promette
di aprire ai veneziani la porta di San Giorgio, volta verso la Valpolicella.
L’Alviano si muove con le truppe; il complotto è scoperto da un paggio e
l’autore del trattato, un certo Faella, è catturato e dato in consegna
proprio al Malatesta.
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Lug.
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Venezia
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Impero Spagna
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Veneto
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Smascherato a sua volta, passa al soldo dei veneziani e
viene mandato con altri condottieri alla custodia di Treviso.
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1515
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Ago.
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Veneto
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E’ sempre a Treviso. Non mancano sospetti sulla sua
lealtà.
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1522
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Mag.
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Malatesta
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Chiesa
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Romagna
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Rientra a Rimini con le armi del figlio Sigismondo. Spera
di ottenere, tramite il nipote Guido Rangoni, l’investitura della
città; il papa Adriano VI non vuole
accedere alle sue richieste.
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Dic.
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Impero
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Rimini
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Romagna
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Federico Gonzaga, che conduce 3000 spagnoli, e le
artiglierie di Alfonso d’Este lo forzano a domandare un salvacondotto a
Francesco Maria della Rovere per potersi recare a Roma.
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1523
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Mar.
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Emilia
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Ripara a Ferrara.
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Ott.
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Romagna
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Parte da Ferrara e tenta l’avventura del riacquisto di
Rimini.
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1527
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Giu.
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Malatesta
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Chiesa
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Romagna
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Rientra ancora a Rimini dopo il sacco di Roma con le armi
del figlio Sigismondo e quelle di Roberto da San Severino.
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1528
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Gen.
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Francia
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Rimini
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Romagna
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Minacciato dai francesi, si rinchiude in Rimini con 5000
uomini. Ottiene la mediazione dei veneziani, si incontra con il Lautrec e
capitola: gli sono concesse Meldola, Bertinoro e Sarsina e gli è promesso
del denaro per i suoi famigliari.
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Mar.
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Malatesta
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Rimini
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Romagna
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I francesi non ottemperano ai patti ed egli rientra a
Rimini con il figlio Sigismondo.
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Giu.
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Rimini
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Chiesa
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Romagna ed Emilia
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E’ scacciato da Rimini, a seguito di alcuni attacchi
portati da Giovanni da Sassatello. I suoi atti di crudeltà spingono una
volta di più i riminesi a chiedere l’intervento del papa Clemente VII. Ripara
a Ferrara; vive nella città in
miseria con qualche sussidio da parte del duca Alfonso d’Este.
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1532
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Emilia
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Il duca di Ferrara è tanto infastidito dalle sue continue
richieste di denaro, che lo obbliga a non molestarlo per un intero anno.
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1534
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Giu.
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Lazio
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Muore a Roma in povertà. Il papa, a ricordo del padre
Roberto, gli fa celebrare nobili funerali. E’ sepolto nella chiesa di Santa
Maria in Trastevere.
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Uomo crudele ed insolente.
Dissoluto.
Pauroso.