Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0949      PANDOLFO MALATESTA  (Pandolfaccio Malatesta)  Di Verucchio. Signore di Rimini, Sarsina, Meldola e Cittadella. Figlio naturale di Roberto, fratello di Carlo, padre di Sigismondo, Galeotto e di Malatesta; cognato di Ranuccio da Marciano, Giberto Pio, Galeotto Manfredi e Niccolò Maria Rangoni, Annibale ed Alessandro Bentivoglio; nipote di Giovanni Aldovrandini.

               1475 (luglio) – 1534 (giugno)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1482

 

 

 

Romagna

Alla morte del padre Roberto, veneziani e pontifici gli concedono la dignità onorifica di capitano generale, gli concedono uno stipendio di 16000 scudi e gli inviano 150 uomini d’arme per la difesa del suo stato.

1485

Rimini

Forlì

 

Romagna

Viene protetto dai veneziani, allorché Girolamo Riario tenta di impadronirsi di Rimini.

1486

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Romagna

E’ armato cavaliere a San Lazzaro, nella chiesa del Pantano, da Alfonso d’Aragona

1487

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

A Bologna, per le nozze di Annibale Bentivoglio con Lucrezia d’Este.

Feb.

 

 

 

Emilia

A Ferrara.

1488

Chiesa

 

50 lance

 

 

1489

Chiesa

 

 

Romagna e Marche

Scade la condotta con lo stato della Chiesa e si offre ai veneziani; interviene Lorenzo dei Medici e gli è rinnovata la ferma dai pontifici. Si reca in pellegrinaggio a Loreto.

1490

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

I pontifici gli riconfermano la condotta.

Sett.

 

 

 

Emilia

Trascorre alcuni giorni a Bologna, ospite di Giovanni Bentivoglio.

1492

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

In occasione di una festa mascherata, uccide a colpi di pugnale il tutore Raimondo Malatesta, che regge le sorti dello stato.

Lug.

 

 

 

Romagna

Galeazzo Malatesta attenta alla sua vita con i figli: la trama è scoperta.

…….

 

 

 

Romagna

Accoglie in Rimini Ercole d’Este.

1493

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

400 cavalli

 

Passa agli stipendi dei veneziani con una condotta di 100 uomini d’arme. La ferma è stabilita in due anni, lo stipendio è di 7000 ducati l’anno ed ha l’obbligo di servire in qualsiasi parte d’Italia. Gli è assicurata la protezione dei suoi stati.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Sorveglia i confini della Ghiaradadda.

Dic.

 

 

 

Emilia

Si reca a Bologna con la moglie Violante Bentivoglio;  vi è accolto dai cognati Annibale ed Alessandro Bentivoglio, Niccolò Maria Rangoni e Giberto Pio.

1494

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Cavalca con i parenti a Corticella per l’apertura di un canale navigabile sul Reno.

Ago.

 

 

400 cavalli

Romagna

Si incontra a Rimini con Niccolò Orsini.

1495

 

 

 

 

 

Gen.

Venezia

 

 

 

Gli è rinnovata la condotta per altri due anni; lo stipendio gli è elevato a 8000 ducati l’anno: nel contratto è inserita la clausola per la quale, alla scadenza della condotta, si impegna a non combattere per sei mesi le truppe della Serenissima.

Feb.

Rimini

Bagno

 

Romagna

Con Antonio Malatesta, toglie il castello di Cusercoli a Guido Guerra da Bagno.

Apr.

Venezia

Francia

 

Lazio

Invia 25 cavalli a Roma per proteggere il papa Alessandro VI.

Mag.

 

 

 

Romagna

E’ ospite di Caterina Sforza.

Giu.

 

 

 

Romagna

Viene sollecitato dai veneziani ad unirsi con il resto dell’esercito, per combattere i francesi nel parmense.

Lug.

 

 

 

Emilia e Piemonte

Partecipa alla battaglia di Fornovo; attraversa, indi, il modenese con 12 squadre e si trasferisce all’assedio di Novara.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Al campo di Vespolate. Presenzia alla cerimonia in cui sono consegnati a Francesco Gonzaga il bastone e lo stendardo di capitano generale della Lega Italica. Segue Niccolò Orsini verso Granozzo e Casalino, per intercettare una colonna di rifornimenti diretta a Novara e proveniente da Vercelli.

Ott.

 

 

 

Romagna

E’ segnalato a Crema; rientra in Romagna.

Nov.

 

 

 

Romagna

Fornisce alcuni uomini al conte di Bagno, che penetra nel territorio veneziano e  conquista Castelnuovo nel ravennate. La Serenissima si lamenta del suo operato; il Malatesta manda allora a chiamare il Bagno e, per dimostrare la sua innocenza, lo trattiene prigioniero. Ha l’ordine di farlo impiccare: non gli può usare altro riguardo, che quello di farlo strozzare in carcere e di mostrarlo morto alla popolazione.

1496

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

Rifiuta di ottemperare alle sue obbligazioni, allorché i veneziani lo inviano con 100 uomini d’arme e 35 balestrieri a cavallo nel regno di Napoli per affrontarvi i francesi: ha timore di novità pericolose nei suoi stati.

Apr.

Martinelli

Tiberti

 

Romagna

Invia 100 fanti ai Martinelli, affinché si difendano da Polidoro Tiberti; ottiene per trattato il castello di Monte Giotone e con ciò suscita la reazione dei cesenati. Compie alcune razzie nel territorio di Savignano sul Rubicone. Alla fine, è costretto a cedere per la pronta reazione della signora di Forlì Caterina Sforza, di Guidobaldo da Montefeltro, nonché degli abitanti della stessa Cesena. 

Mag.

Venezia

 

 

Romagna

In Romagna, per conto dei veneziani con 100 uomini d’arme.

Ago.

 

 

 

Romagna

Riceve a Rimini il legato pontificio, il cardinale di Santa Croce.

1497

 

 

 

 

 

……..

Rimini

Rivoltosi

 

Romagna

Alla morte della madre Elisabetta Aldovrandini, commette violenze ed omicidi nei suoi stati. Cerca di violentare una giovane di Rimini, figlia di Castracane Castracani, che viene nascosta in un convento. Tenta di penetrarvi; scoperto è costretto a fuggire per una finestra: salvatosi, raduna i suoi provvigionati e cattura tredici persone che si sono adoperate per catturarlo. Tutti sono impiccati; anche il padre della donna è inseguito dai suoi scherani; ne è messa a sacco la casa ed i  beni gli sono confiscati. La popolazione si ribella, il Malatesta si rinchiude nella rocca dove è assediato; deve ricorrere ai veneziani per potere ristabilire la calma.

Mar.

Rimini

Tiberti

 

Romagna e Veneto

Achille Tiberti gli tende un agguato (che va a vuoto) con alcuni balestrieri. Protesta a Venezia per il ritardo delle paghe e chiede al loro posto 100 staia di frumento e 600 d’orzo: si reca nella città con un seguito di 90 persone. La Serenissima, per le sue spese, gli riconosce una provvigione giornaliera di 12 ducati; il Malatesta domanda una condotta per il fratello Carlo.

Sett.

 

 

 

 

Gli è rinnovata la condotta di 400 cavalli ed è esentato dall’obbligo della rassegna.

Ott.

Rimini

Forlì

 

Romagna

Il Tiberti compie nuove scorrerie nei suoi territori con l’ausilio di Caterina Sforza; per rappresaglia fa mettere a sacco sette borghi del forlivese.

1498

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Si rende colpevole del rapimento e di atti di violenza nei riguardi di una donna della famiglia Marcheselli. Costoro, con altri cittadini,  vogliono vendicarsi e cercano di ucciderlo all’ora del vespero nella chiesa di Sant’Agostino: il Malatesta salta prima sull’organo e, successivamente, sull’altare maggiore che si rompe dotto il suo peso. Quattro organisti ferraresi, che sono al suo fianco, lo difendono con le loro spade, per cui riesce a riparare nel castello. Ne esce con i suoi armati, fa uccidere Ludovico e Piero Belmonte, fa saccheggiare quindici case ed altre quattro sono date alle fiamme; ancora tredici riminesi sono impiccati, fra i quali vi sono due suoi consiglieri. Anche gli organisti che hanno salvato la sua vita subiscono il peso della sua ira e vengono cacciati dalla città; uno di costoro, anzi, è trattenuto in carcere con il sospetto di essere stato complice o, quanto meno, consapevole dell’attentato.

Feb.

Rimini

Forlì

 

Romagna e Emilia

Viene attaccato dai forlivesi; richiede aiuto ai veneziani e ripara a Ravenna. Al suo ritorno a Rimini, deve disfarsi del suo favorito Borso da Ferrara, causa di molti malcontenti. Si porta, di seguito, a Bologna con 500 cavalli presso il suocero Giovanni Bentivoglio; solamente quando i tumulti  sono sedati, rientra a Rimini.

Mag.

 

 

 

Romagna

Una nuova congiura ai suoi danni termina con l’impiccagione di due uomini.

Giu.

 

 

 

Emilia

A Ferrara con il Montefeltro.

Lug.

Venezia

Firenze

 

 

E’ inviato dai veneziani con il Montefeltro, Paolo Orsini ed Astorre Manfredi in soccorso di Piero dei Medici, per aiutarlo a recuperare Firenze.

Ago.

 

 

 

Romagna

Sorgono nuovi disordini a Rimini: i veneziani gli propongono lo scambio di Rimini con Bassano del Grappa o Conegliano. Non se ne fa nulla.

Sett.

 

 

 

Romagna

Si muove in val di Lamone con la sua compagnia; se ne resta inattivo.

Ott.

 

 

 

Romagna

Cattura Antioco Tiberti con alcuni uomini: di costoro, alcuni sono impiccati.

Dic.

 

 

 

Romagna

Protesta con i veneziani per la condotta concessa al suo nemico personale Lamberto Malatesta da Sogliano e si offre di comandare le truppe di Galeata al posto del congiunto. Domanda, nel contempo, ai veneziani un prestito, per pagare alcuni suoi debiti e riscattare alcuni suoi gioielli, da lui impegnati a Milano.

1499

 

 

 

 

 

Feb.

Venezia

 

 

 

Alla scadenza della ferma, viene ulteriormente ricondotto per altri due anni.

Mar.

 

 

 

 

Chiede sia un aumento della condotta, sia quello dei suoi emolumenti da portarsi a 10000 ducati, nonché il saldo delle paghe arretrate.

Apr.

 

 

 

 

Viene pagato in natura mediante la consegna, come acconto, di 1000 staia di frumento.

Mag.

 

 

 

 

Domanda ai veneziani 1000 ducati del suo stipendio, al fine di potere fare fronte,  pena la scomunica, al pagamento del censo allo stato della Chiesa. I veneziani assicurano in merito il papa.

Lug.

 

 

 

Romagna

Propone alla Serenissima di fare la mostra alle sue truppe.

Ago.

Venezia

Milano

100 lance e 25 cavalli leggeri

Romagna

Rinnova le sue richieste e desidera partire per il campo: non accetta le tre paghe offertegli, vuole almeno 500 ducati ed anche i riminesi fanno pressione in tal senso sulla Serenissima pur di levarselo di intorno.

Sett.

 

 

 

Romagna

Prende parte all’assedio di Cotignola; pianta le bombarde, ma una sortita di 200 fanti lo mette in fuga con Giacomazzo da Venezia e Meleagro da Forlì. Sfuggito a stento alla cattura e ferito con la perdita di 9 cavalli, si ritira a Piangipane; si scusa con la Signoria e rientra nei suoi possedimenti, anche perché gli alleati francesi si oppongono a che i veneziani si impossessino di Cotignola. Il comportamento degli uomini del Malatesta è altamente criticato dalle autorità veneziane di Ravenna. Il papa gli richiede il pagamento del censo arretrato ed il Malatesta è di nuovo in difficoltà.

1500

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

E’ minacciato da Cesare Borgia. Si porta a Venezia (dove alloggia a San Giovanni Nuovo) con un seguito di 50 persone e si mette sotto la protezione della Serenissima. Chiede denaro a saldo delle paghe arretrate e soccorsi.

Apr.

 

 

 

Romagna

Reitera le sue richieste ai veneziani.

Mag. sett.

 

 

 

Romagna

Ha il sospetto che i castellani delle sue fortezze si siano accordati con i pontifici: cambia i capitani. E’ scomunicato da Alessandro VI. Si ammala di terzana e si trasferisce a Coriano: invoca ancora i veneziani, ma costoro non si muovono in suo soccoroso. Non gli è neppure rinnovata la condotta ed è ritirato da Rimini l’ambasciatore veneziano.

Ott.

Rimini

Chiesa

 

Romagna ed Emilia

Vistosi solo, senza il sostegno dei riminesi, è costretto a cedere. Consegna la rocca ai pontifici con armi e munizioni al prezzo di estimo di 2900 ducati e fugge travestito da Rimini. In precedenza ha inviato a Bologna la moglie e tutte le ricchezze che ha potuto raccogliere; al momento della partenza, fa uccidere nel castello Antioco Tiberti. Si rifugia a Cervia; si accorge che nella fretta ha dimenticato un suo cane, cui è molto affezionato; scrive a Rimini per riaverlo. Attraversa, quindi, il ferrarese con la protezione di 100 provvigionati e cerca di avere in prestito del denaro dal locale monte di Pietà. A Bologna.

Nov.

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia ed è ricevuto con il fratello Carlo dal doge Agostino Barbarigo.

Dic.

 

 

 

 

Domanda di trasferirsi a Ravenna o nel Polesine.

1502

 

 

 

 

 

…….

 

 

 

Veneto

Si trova a Venezia.

Sett. ott.

Malatesta

Chiesa

 

Romagna

Nonostante le rimostranze dei veneziani, tenta di rientrare in Rimini: ne è impedito dalla resistenza di Dionigi Naldi.

1503

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

Si trova a Venezia ed alloggia alla Giudecca.

Ago.

 

 

 

Romagna e Marche

Con la morte di Alessandro VI e la contemporanea malattia di Cesare Borgia, tenta di rioccupare Rimini con il sostegno di Bartolomeo d’Alviano. Saccheggia il porto di Cesenatico e prosegue per Rimini, dove è respinto dagli abitanti; ripara a Pesaro.

Sett.

 

 

 

Romagna

Entra in Rimini e si scontra con i fanti di Dionigi Naldi, fortificatisi nel palazzo.

Ott.

 

 

 

Marche e Romagna

Esce dal castello di Pietracuta ed assale Vincenzo Cassina, che torna da Rimini a Cesena carico di prede. Raduna truppe, si appropria di 4 falconetti posti nella rocca di Fano e con 4000 uomini si accampa nei pressi di Rimini ai Frà Bianchi. Ributtato ancora una volta dal condottiero pontificio Imola da Imola, si ritira a San Marino ed a Coriano. Conquista Meldola e convince Maldonato Valdonsello a cedergli per 1500/ 4000 ducati la rocca detenuta per conto del Borgia.

Nov.

 

 

 

Veneto e Romagna

Si reca a Venezia a ringraziare la Serenissima per il suo appoggio. Incapace di reggere lo stato ed odiato da tutti, si incontra con lo zio Giovanni Aldovrandini ed il doge Leonardo Loredan e cede ai veneziani Rimini, Sarsina e Meldola. Come indennizzo, gli sono dati 10000 ducati, più altri 4400 per il castellano della rocca, una condotta con il fratello Carlo, benefici ecclesiastici per il figlio nel veneziano per 1000 ducati, una provvigione annua di 500 ducati per la moglie, la proprietà del sale di Rimini e la signoria di Cittadella, che comporta una rendita annua di 2700 ducati.

Dic.

 

 

 

Veneto

Viene aggregato al Maggior Consiglio con il fratello e prende possesso di Cittadella.

1504

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

Veneto

Domanda che sia data a lui ed al fratello la condotta promessa di 100 uomini d’arme e di 50 balestrieri a cavallo.

1506

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

400 cavalli

Veneto

Il podestà di Padova, Andrea Gritti, presenzia alla mostra dei suoi uomini svoltasi a  Montagnana. Permette che a Cittadella abbiano luogo alcuni duelli fra abitanti di Mirandola e di Vicenza: intervengono le autorità ed i combattimenti non hanno luogo.

Ago.

 

 

 

Veneto

A Cittadella con la sua compagnia.

1507

 

 

 

 

 

……..

 

 

 

Veneto

Con il fratello Carlo, giunge a Bassano del Grappa per sorvegliare il passo del Canale.

Giu. lug.

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia e chiede un aumento della sua provvigione; il mese seguente gli è riconosciuta una certa sovvenzione.

1508

 

 

 

 

 

Gen.

Venezia

Impero

480 cavalli

Veneto

 

Feb.

 

 

 

Veneto

Si trova a Bassano del Grappa con la sua compagnia, molti fanti e 100 stradiotti.

Mar.

 

 

 

Veneto

Affianca, seppure in ritardo, la marcia  dell’Alviano ed ha l’incarico di attaccare il fianco sinistro della fanteria tedesca; partecipa alla battaglia di Tai di Cadore e prende parte all’assedio del castello di Pieve di Cadore, alla cui difesa si trova Leonardo Chorel. Con la morte del fratello Carlo, gli è accresciuta la condotta di 40 uomini d’arme.

Apr.

 

 

 

Friuli

A Tricesimo bruciano le stalle della sua compagnia e nell’incendio trovano la morte alcuni cavalli. Si segnala all’attacco di Gorizia ed in un’occasione corre un brutto pericolo, allorché prendono fuoco due barili di polvere mentre si trova vicino alle artiglierie: i vestiti bruciano e riporta alcune ustioni, per le quali deve farsi curare ad Udine. Giunge a Lucinico con Giampaolo Manfrone: i contadini ostacolano l’ingresso ai veneziani, i soldati reagiscono ed uccidono 12/16 abitanti e ne feriscono altri 50/60.

Lug.

 

 

 

Veneto

Si porta a Venezia ed in piazza San Marco assiste alla cerimonia in cui vengono consegnate all’Alviano lo stendardo ed il bastone di governatore generale. Nell’anno la sua paga complessiva ascende a 7944 ducati.

1509

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

A Venezia.

Mar.

 

 

 

Veneto

Gli sono dati 500 ducati per rimettere in ordine la sua compagnia; ha  l’ordine di non ospitare più a Cittadella i parenti Bentivoglio, considerati indesiderati per la repubblica.

Apr.

Venezia

Francia Impero

200 lance e 50 cavalli leggeri

Lombardia

Viene citato a Bologna dai pontifici per la sua amicizia con i Bentivoglio. Al campo di Pontevico alla testa di 200 uomini d’arme e di 50 balestrieri a cavallo: è inquadrato nella quarta colonna comandata dall’Alviano.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Partecipa alla battaglia di Agnadello. Con la sconfitta, si ritira a Cittadella e, indotto anche da Francesco Gonzaga, fa atto di sottomissione all’imperatore.

Giu.

Impero

Venezia

 

Veneto e Lombardia

Si impossessa delle entrate di Cittadella. Preposto alla guardia di Asola, si collega con un altro transfuga dei veneziani, Rinieri della Sassetta, ed incomincia a fare prigionieri alcuni nobili della Serenissima.

Lug.

 

 

 

Veneto

Scorre con il Sassetta nel territorio di Cornuda; gravi eccessi, che culminano con l’uccisione di due bambini, sono poi compiuti nel contado di Mogliano Veneto. Cade in un agguato al Barco, tra Cittadella e Castelfranco Veneto, dove sta per essere catturato da 250 stradiotti comandati da Domenico Busicchio e da Giovanni Snati; invia allora un suo emissario ai veneziani e si scusa per il suo operato. E’ costretto ad abbandonare Cittadella per l’ostilità della popolazione; abbandona la località con tutti i suoi carriaggi.

Ago.

 

 

100 cavalli

Veneto

E’ all’assedio di Padova.

Ott.

 

 

 

Veneto

Deve lasciare l’assedio di Padova; si allontana anche da Vicenza per la pressione dei veneziani. Si dirige verso Bassano del Grappa, al fine di rientrare a Cittadella.

Nov.

 

 

40 cavalli

Veneto  e Lombardia

Lascia Cittadella con 40 cavalli e 400 fanti tedeschi ne saccheggiano il territorio prima di fuggire a Trento. Il Malatesta si rifugia a Mantova; ha sempre  modo di distinguersi negativamente partecipando ad una congiura ai danni dei Gonzaga.

1510

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Veneto

Raggiunge Vicenza per recuperare Cittadella: contatta Alessandro Bigolino per avere la città per trattato e gli promette il favore imperiale se gli fa trovare aperta una porta.

Sett.

 

 

 

Veneto

Passa alla difesa di Verona: quando gli imperiali fanno alcuni prigionieri a Zevio, alcune donne si lamentano del suo operato con il vescovo della città. Interpellato, il Malatesta interviene e minaccia costoro di farle impiccare con la scusa che collaborano con gli avversari.

Ott.

 

 

 

Trentino

A Trento.

1511

 

 

 

 

 

Ago.

Impero

Venezia Chiesa

 

Veneto e Friuli

Rientra a Cittadella con 400 cavalli e vi scaccia il provveditore Gregorio Pizzomano; scorre il territorio circostante, attraversa il Piave e devasta il Friuli. Alla notizia della morte del papa Giulio II (rivelatasi falsa), si trasferisce in Romagna.

1512

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna

Partecipa alla battaglia di Ravenna e con Alfonso d’Este ha a patti la città. I francesi non rispettano, tuttavia, i capitolati; la città è messa orrendamente a sacco finché l’ordine non è ristabilito dal la Palisse, che fa impiccare 34 soldati trovati in un monastero. Il Malatesta viene chiamato a Rimini dai suoi fautori; i francesi non gli vogliono consegnare la città. Nonostante ciò, egli vi entra con 300 cavalli italiani e ne assedia la rocca, i cui difensori sono convinti ad arrendersi da Matteo da Zara.

Ago.

 

 

 

Trentino

Si reca a Trento; l’imperatore lo investe di Cittadella.

Sett.

 

 

 

Lombardia

A Mantova.

1513

 

 

 

 

 

Feb.

Malatesta

Chiesa

 

Romagna

Muore Giulio II ed il Malatesta medita di riconquistare Rimini. Falliti i tentativi, ritorna al soldo degli imperiali.

…….

Impero

Venezia

 

Veneto

Si trova alla guardia di Verona: contatta l’Alviano e promette di aprire ai veneziani la porta di San Giorgio, volta verso la Valpolicella. L’Alviano si muove con le truppe; il complotto è scoperto da un paggio e l’autore del trattato, un certo Faella, è catturato e dato in consegna proprio al Malatesta.

Lug.

Venezia

Impero Spagna

 

Veneto

Smascherato a sua volta, passa al soldo dei veneziani e viene mandato con altri condottieri alla custodia di Treviso.

1515

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Veneto

E’ sempre a Treviso. Non mancano sospetti sulla sua lealtà.

1522

 

 

 

 

 

Mag.

Malatesta

Chiesa

 

Romagna

Rientra a Rimini con le armi del figlio Sigismondo. Spera di ottenere, tramite il nipote Guido Rangoni, l’investitura della città;  il papa Adriano VI non vuole accedere alle sue richieste.

Dic.

Impero

Rimini

 

Romagna

Federico Gonzaga, che conduce 3000 spagnoli, e le artiglierie di Alfonso d’Este lo forzano a domandare un salvacondotto a Francesco Maria della Rovere per potersi recare a Roma.

1523

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Ripara a Ferrara.

Ott.

 

 

 

Romagna

Parte da Ferrara e tenta l’avventura del riacquisto di Rimini.

1527

 

 

 

 

 

Giu.

Malatesta

Chiesa

 

Romagna

Rientra ancora a Rimini dopo il sacco di Roma con le armi del figlio Sigismondo e quelle di Roberto da San Severino.

1528

 

 

 

 

 

Gen.

Francia

Rimini

 

Romagna

Minacciato dai francesi, si rinchiude in Rimini con 5000 uomini. Ottiene la mediazione dei veneziani, si incontra con il Lautrec e capitola: gli sono concesse Meldola, Bertinoro e Sarsina e gli è promesso del denaro per i suoi famigliari.

Mar.

Malatesta

Rimini

 

Romagna

I francesi non ottemperano ai patti ed egli rientra a Rimini con il figlio Sigismondo.

Giu.

Rimini

Chiesa

 

Romagna ed Emilia

E’ scacciato da Rimini, a seguito di alcuni attacchi portati da Giovanni da Sassatello. I suoi atti di crudeltà spingono una volta di più i riminesi a chiedere l’intervento del papa Clemente VII. Ripara a Ferrara;  vive nella città in miseria con qualche sussidio da parte del duca Alfonso d’Este.

1532

 

 

 

Emilia

Il duca di Ferrara è tanto infastidito dalle sue continue richieste di denaro, che lo obbliga a non molestarlo per un intero anno.

1534

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Lazio

Muore a Roma in povertà. Il papa, a ricordo del padre Roberto, gli fa celebrare nobili funerali. E’ sepolto nella chiesa di Santa Maria in Trastevere.

CINQUE CITAZIONI

Uomo crudele ed insolente.

Dissoluto.

Pauroso.