Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0956      SIGISMONDO MALATESTA  Figlio di Pandolfo, fratello di Malatesta, Galeotto e Roberto, padre di Ercole, zio di Giacomo e di Lamberto Malatesta da Sogliano, genero di Giovan Francesco della Mirandola, cugino di Guido Rangoni.

                1498 (novembre)   1553 (dicembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1513

 

 

 

Marche  Romagna e Lazio

Alla  morte del papa Giulio II, attraversa il territorio di Fano e si porta a Rimini. Da qui, il padre Pandolfo lo invia dal nuovo pontefice Leone X, al fine di riottenere la signoria di Rimini.

1521

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Romagna

Si presenta davanti alla porta di San Bartolomeo di Rimini e viene respinto dagli abitanti.

1522

 

 

 

 

 

Mag.

Malatesta

Chiesa

 

Romagna

Entra in Rimini con il padre: cattura il castellano della rocca ed ottiene il controllo della città.

Dic.

Impero

Rimini

 

Romagna Marche

Viene scacciato da Rimini dalle truppe del papa Adriano VI ed è costretto a riparare ad Ancona.

1523

Ferrara

Impero

 

Emilia

Affianca i francesi e prende parte al recupero di Nonantola, di Reggio Emilia e di Rubiera.

1524

 

 

 

 

 

Feb.

Milano

Francia

300 fanti

Lombardia

Rimane alla difesa di Milano con Stefano Colonna e Francesco Salamoni, allorché il viceré di Napoli Carlo di Lannoy si sposta nel pavese per contrastare i francesi.

Ott.

 

 

50 lance

 

 

1525

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

E' presente alla battaglia di Pavia.

Mag.

 

 

 

Emilia

Sono licenziati i fanti che militano ai suoi ordini.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Ha ai suoi ordini 30 cavalli leggeri.

Dic.

 

 

 

Lombardia

 A Milano.

1526

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

E’ licenziata anche la sua compagnia di cavalli leggeri.

Giu.

Impero

Venezia

 

Lombardia

Si trova alla difesa di Lodi, quando la città è assalita e conquistata dai veneziani di Malatesta Baglioni con l’aiuto di Ludovico Vistarini.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Sfida a duello il Vistarini e lo accusa di tradimento; gli offre la scelta delle armi e del campo.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Ha luogo a Lambrate il suo duello con il Vistarini. Si presenta all’appuntamento con Roberto da San Severino, Ludovico da Fermo e Luigi Rodomonte Gonzaga: con lo scontro alla spada ferisce il cavallo del rivale. Getta l’arma ormai inutilizzabile e prende la mazza ferrata; il Vistarini gliela fa cadere, lo ferisce alla mano destra, mentre sta cercando di tagliargli la briglia del cavallo. L’avversario gli si avventa addosso con la mazza; Sigismondo, che si vede disarmato, fugge sul terreno schivando facilmente i colpi che gli sono inferti, anche perché la cavalcatura del Vistarini è ferita. Dopo tre ore la vittoria è data al rivale.

Dic.

 

 

 

Emilia

Affianca i lanzichenecchi a Castell’Arquato e si scontra nelle vicinanze con Paolo  Luzzasco: viene messo in fuga con la perdita dell’insegna e l’uccisione di 200 fanti.

1527

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Invia a Piacenza un proprio messo e si offre al soldo dei pontifici. A fine mese è segnalata la sua presenza a Casalmaggiore.

Feb.

 

 

 

Emilia

Si muove sui monti del piacentino, per vettovagliare il campo dei lanzichenecchi: ha istruzioni dal marchese di Vasto Alfonso d’Avalos di non depredare il contado.

Mar.

Chiesa

Impero

 

Emilia

Ha l’incarico di luogotenente nella compagnia del San Severino. Segue il capitano nella defezione di quest'ultimo dal campo imperiale a quello pontificio; entra in Parma con 200 cavalli leggeri e 1500 fanti. Si trasferisce nel territorio di Fiorenzuola d’Arda, per fermare la marcia dei lanzichenecchi. 

Giu.

Malatesta

Rimini

 

Romagna

Dopo il sacco di Roma, con l’aiuto del San Severino e di Alfonso d’Este, riprende la signoria di Rimini per conto del padre. Entra nella città senza incontrarvi opposizione: nonostante ciò, si vendica non solo sui nemici della sua famiglia, ma anche su tutti coloro che hanno la sfortuna di  suscitare il suo sospetto.

1528

 

 

 

 

 

Gen.

Francia

Rimini

 

Romagna

Rimini è attaccata dai francesi del Lautrec: il Malatesta cede loro la città e si rinchiude nella  rocca. Al padre sono promessi la signoria di Meldola, di Bertinoro e di Sarsina e del denaro per i suoi famigliari. Firma a Cesena la capitolazione; lo scambio non può avere luogo, sia perché Meldola è stata data in precedenza dal pontefice ad Alberto Pio (che la controlla), sia perché gli abitanti di Bertinoro non vogliono accettare la signoria dei Malatesta.

Mar.

Malatesta

Rimini

 

Romagna

Rientra a Rimini e toglie il governo della città al fratello Malatesta Malatesta. Continuano, da parte sua, le uccisioni e le torture ai danni degli abitanti.

Apr. giu.

Rimini

Chiesa

 

Romagna

I riminesi si rivolgono al papa Clemente VII, che manda il vescovo di Siponto Giovanni Maria del Monte con 300 soldati: il Malatesta fa incarcerare e giustiziare altri  maggiorenti della città. Assediato in Rimini, consegna la località ai pontifici in cambio di 6000 ducati per una sorella non sposata, di una rendita di 2000  ducati per lui ed il padre e del godimento dei beni dotali per la madre. Prima di partire, fa avvelenare quanti ancora languono in carcere per suo ordine. Abbandona la rocca nelle mani di Guido Rangoni; se ne reimpossessa, tuttavia, quasi subito perché il papa non rispetta le sue obbligazioni. E’attaccato da 3000 fanti comandati da Giovanni da Sassatello, da Niccolò Guerra da Bagno e da Pompeo Ramazzotto. All’inizio riesce a respingere gli assalti portati dai pontifici; alla fine, è costretto alla resa a patti per la mancanza di vettovaglie e di uomini a sua disposizione (solo 100 fanti). Ripara con i suoi famigliari a Ravenna ed a Ferrara.

Lug.

Venezia

Impero

 

Veneto

Si reca a Venezia con un fratello nel collegio dei Pregadi. E’ a colloquio con il doge Andrea Gritti ed il consiglio dei Savi gli concede una condotta.

Ago.

 

 

1000 fanti

Lombardia e Veneto

Viene mandato alla difesa di Cremona. A metà mese si porta a Venezia in collegio.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Si trova alla conquista di Pavia e con Antonio da Castello conduce il primo assalto alle mura della città.

Ott.

 

 

 

Lombardia e Liguria

Segue il della Rovere da Pavia a Savona: la città capitola prima del suo arrivo e l’intervento non si rivela più necessario.

1529

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

A Venezia, quando si propala la falsa notizia della morte del papa.

Mag.

 

 

775 fanti

Lombardia

Al campo di Pozzuolo Martesana si scontra con gli svizzeri che militano al servizio della lega antimperiale.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Al comando di 682 fanti.

Lug.

 

 

 

Veneto.

Giunge a Murano. Si presenta a Venezia in collegio e si offre di combattere i pontifici in Romagna: la richiesta non ha l’accoglienza sperata. Il consiglio dei Savi gli concede una condotta di 1000 fanti e di 100 cavalli leggeri (in realtà 60).

Sett.

 

 

975 fanti e 60 cavalli leggeri

Lombardia e Veneto

Si trova alla difesa di Brescia ed i suoi uomini si accampano a Sant’Eufemia della Fonte. Esce dalla città con i suoi cavalli leggeri e 50 archibugieri a cavallo; si unisce con il San Severino e Cesare Fregoso ed obbliga gli imperiali, con una piccola scaramuccia, ad abbandonare Carpenedolo. Appoggia ancora il San Severino a Valeggio sul Mincio e con lui cade in un’imboscata tesa da 1100 cavalli (di cui 100 archibugieri) e 600 archibugieri. Si salva con Aventino Fracastoro: nello scontro gli è ucciso il cavallo ed è ferito leggermente al viso.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Sempre a Sant’Eufemia della Fonte; Francesco Maria della Rovere lo sposta alla difesa di Cremona.

Nov.

 

 

 

Lombardia e Veneto

A Brescia. Nella città litiga con il Fregoso e non vuole sottostare ai suoi ordini; deve recarsi a Venezia, in collegio, al fine di giustificarsi per il suo comportamento. Nella contesa ottiene l’appoggio del della Rovere.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Il doge lo rimanda a Brescia e lo obbliga a rappacificarsi con il Fregoso. Al termine del conflitto viene licenziato.

1530

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

Ritorna a Venezia.

Mag.

 

 

 

Veneto

Vive a Murano e si fa vedere in giro armato con la sua scorta, nonostante gli ordini del podestà locale che, pena l'impiccagione, proibisce a tutti gli abitanti di mostrarsi in pubblico in modo siffatto. Viene emessa una grida, per la quale sono promessi 100 ducati per ogni uomo della sua corte consegnato vivo alle autorità e 25 ducati per ciascun morto. Nel periodo, è contattato dai fiorentini per combattere i pontifici in Romagna e creare in tale regione un’azione diversiva ai loro danni.

1531

 

 

 

 

 

Lug.

Francia

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Veneto

A Verona; viene sfidato a duello da Babone e Guido Naldi, che lo rimproverano di essere stato causa, con la sua fuga a Valeggio sul Mincio verificatasi anni prima, della cattura del San Severino e, conseguentemente, del licenziamento di quest'ultimo condottiero da parte dei veneziani. A questi addebiti se ne aggiungono altri relativi alla perdita di Lodi ed al suo successivo duello, perso con il Vistarini; il Malatesta viene, fra l’altro, anche accusato di avere ucciso il fratello Annibale durante un banchetto. Il duello è sfavorevole al Malatesta.

1532

 

 

 

 

 

Giu.

Impero

Impero Ottomano

1000 fanti

 

Ha il comando di un colonnello di 1000 fanti, per fronteggiare i turchi in Ungheria.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Si trova nel lodigiano con i suoi uomini.

1533

Ferrara

 

 

Lombardia

E’ segnalato ad Ostiano.

1534

Malatesta

Chiesa

 

Emilia e Romagna

Vive negli stati estensi. Raccoglie truppe, scorre la Romagna e si avvicina a Rimini.

1538

Malatesta

Chiesa

 

Emilia e Romagna

Si ripete la medesima situazione. Vive negli stati estensi. Raduna truppe in tale territorio, scorre in Romagna e tenta ancora una volta di impadronirsi di Rimini.

1540

 

 

 

 

 

…….

Malatesta

Chiesa

 

Emilia e Romagna

Si accorda a Reggio Emilia con Ippolito da Correggio e Giulio Boiardi; raccoglie numerose truppe, cui si uniscono i fuoriusciti, ed irrompe una volta di più nel riminese commettendovi depredazioni e saccheggi. Nella città non vi è alcun tumulto a suo favore, per cui è costretto a licenziare i suoi soldati.

……..

Ragusa

 

 

Croazia

Salpa per Costantinopoli, per chiedere aiuto al sultano Solimano contro i pontifici; giunto a Ragusa, vi cade gravemente ammalato. Amici lo dissuadono dal continuare nella sua azione. Guarito, ha dagli abitanti della repubblica l’incarico di sovrintendere alla costruzione delle nuove fortificazioni.

1541

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

Presenzia ad un duello che si svolge tra Cornelio Bentivoglio ed un Trivulzio.

1542

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Calunnia il Vistarini e fa arrestare dagli imperiali il suo antico nemico, con l’accusa che sta per passare agli stipendi dei francesi.

1543

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Emilia

Si stabilisce definitivamente negli stati estensi. Sulla fine del mese, muore poveramente a Reggio Emilia.

CINQUE CITAZIONI

Famoso per il suo valore. Capitano valoroso. Battagliero.

Avventuriero e soldato di fortuna.

Crudele.

Empio e ladro.