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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1513
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Marche Romagna e
Lazio
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Alla morte del
papa Giulio II, attraversa il territorio di Fano e si porta a Rimini. Da qui, il
padre Pandolfo lo invia dal nuovo pontefice Leone X, al fine di riottenere la
signoria di Rimini.
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1521
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Dic.
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Romagna
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Si presenta davanti alla porta di San Bartolomeo di Rimini
e viene respinto dagli abitanti.
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1522
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Mag.
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Malatesta
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Chiesa
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Romagna
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Entra in Rimini con il padre: cattura il castellano della
rocca ed ottiene il controllo della città.
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Dic.
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Impero
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Rimini
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Romagna Marche
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Viene scacciato da Rimini dalle truppe del papa Adriano VI ed
è costretto a riparare ad Ancona.
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1523
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Ferrara
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Impero
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Emilia
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Affianca i francesi e prende parte al recupero di Nonantola, di Reggio
Emilia e di Rubiera.
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1524
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Feb.
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Milano
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Francia
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300 fanti
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Lombardia
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Rimane alla difesa di Milano con Stefano Colonna e
Francesco Salamoni, allorché il viceré di Napoli Carlo di Lannoy si sposta
nel pavese per contrastare i francesi.
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Ott.
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50 lance
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1525
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Feb.
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Lombardia
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E' presente alla battaglia di Pavia.
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Mag.
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Emilia
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Sono licenziati i fanti che militano ai suoi ordini.
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Ago.
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Piemonte
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Ha ai suoi ordini 30 cavalli leggeri.
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Dic.
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Lombardia
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A Milano.
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1526
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Mar.
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E’ licenziata anche la sua compagnia di cavalli leggeri.
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Giu.
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Impero
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Venezia
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Lombardia
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Si trova alla difesa di Lodi, quando la città è assalita e
conquistata dai veneziani di Malatesta Baglioni con l’aiuto di Ludovico
Vistarini.
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Lug.
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Lombardia
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Sfida a duello il Vistarini e lo accusa di tradimento; gli
offre la scelta delle armi e del campo.
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Ago.
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Lombardia
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Ha luogo a Lambrate il suo duello con il Vistarini. Si
presenta all’appuntamento con Roberto da San Severino, Ludovico da Fermo e
Luigi Rodomonte Gonzaga: con lo scontro alla spada ferisce il cavallo del
rivale. Getta l’arma ormai inutilizzabile e prende la mazza ferrata; il
Vistarini gliela fa cadere, lo ferisce alla mano destra, mentre sta cercando di
tagliargli la briglia del cavallo. L’avversario gli si avventa addosso con la
mazza; Sigismondo, che si vede disarmato, fugge sul terreno schivando
facilmente i colpi che gli sono inferti, anche perché la cavalcatura del
Vistarini è ferita. Dopo tre ore la vittoria è data al rivale.
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Dic.
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Emilia
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Affianca i lanzichenecchi a Castell’Arquato e si scontra
nelle vicinanze con Paolo Luzzasco:
viene messo in fuga con la perdita dell’insegna e l’uccisione di 200 fanti.
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1527
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Gen.
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Emilia e Lombardia
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Invia a Piacenza un proprio messo e si offre
al soldo dei pontifici. A fine mese è segnalata la sua
presenza a Casalmaggiore.
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Feb.
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Emilia
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Si muove sui monti del piacentino, per vettovagliare il campo dei
lanzichenecchi: ha istruzioni dal marchese di Vasto Alfonso d’Avalos di non
depredare il contado.
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Mar.
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Chiesa
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Impero
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Emilia
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Ha l’incarico di luogotenente nella compagnia del San
Severino. Segue il capitano nella defezione di quest'ultimo dal campo imperiale a quello
pontificio; entra in Parma con 200 cavalli leggeri e 1500 fanti. Si
trasferisce nel territorio di Fiorenzuola d’Arda, per fermare la marcia dei
lanzichenecchi.
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Giu.
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Malatesta
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Rimini
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Romagna
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Dopo il sacco di Roma, con l’aiuto del San Severino e di
Alfonso d’Este, riprende la signoria di Rimini per conto del padre. Entra
nella città senza incontrarvi opposizione: nonostante ciò, si vendica non
solo sui nemici della sua famiglia, ma anche su tutti coloro che hanno la
sfortuna di suscitare il suo
sospetto.
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1528
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Gen.
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Francia
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Rimini
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Romagna
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Rimini è attaccata dai francesi del Lautrec: il Malatesta cede loro la
città e si rinchiude nella rocca. Al
padre sono promessi la signoria di Meldola, di Bertinoro e di Sarsina e del denaro
per i suoi famigliari. Firma a Cesena la capitolazione; lo scambio non può
avere luogo, sia perché Meldola è stata data in precedenza dal pontefice ad
Alberto Pio (che la controlla), sia perché gli abitanti di Bertinoro non
vogliono accettare la signoria dei Malatesta.
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Mar.
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Malatesta
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Rimini
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Romagna
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Rientra a Rimini e toglie il governo della città al fratello
Malatesta Malatesta. Continuano, da parte sua, le uccisioni e le torture ai danni degli abitanti.
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Apr. giu.
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Rimini
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Chiesa
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Romagna
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I riminesi si rivolgono al papa Clemente VII, che manda il
vescovo di Siponto Giovanni Maria del Monte con 300 soldati: il Malatesta fa
incarcerare e giustiziare altri
maggiorenti della città. Assediato in Rimini, consegna la località ai
pontifici in cambio di 6000 ducati per una sorella non sposata, di una
rendita di 2000 ducati per lui ed il
padre e del godimento dei beni dotali per la madre. Prima di partire, fa
avvelenare quanti ancora languono in carcere per suo ordine. Abbandona la
rocca nelle mani di Guido Rangoni; se ne reimpossessa, tuttavia, quasi subito
perché il papa non rispetta le sue obbligazioni. E’attaccato da 3000 fanti
comandati da Giovanni da Sassatello, da Niccolò Guerra da Bagno e da Pompeo
Ramazzotto. All’inizio riesce a respingere gli assalti portati dai pontifici;
alla fine, è costretto alla resa a patti per la mancanza di vettovaglie e di
uomini a sua disposizione (solo 100 fanti). Ripara con i suoi famigliari a
Ravenna ed a Ferrara.
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Lug.
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Venezia
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Impero
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Veneto
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Si reca a Venezia con un fratello nel collegio dei
Pregadi. E’ a colloquio con il doge Andrea Gritti ed il consiglio dei Savi
gli concede una condotta.
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Ago.
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1000 fanti
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Lombardia e Veneto
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Viene mandato alla difesa di Cremona. A metà mese si porta a
Venezia in collegio.
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Sett.
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Lombardia
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Si trova alla conquista di Pavia e con Antonio da Castello
conduce il primo assalto alle mura della città.
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Ott.
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Lombardia e Liguria
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Segue il della Rovere da Pavia a Savona: la città capitola
prima del suo arrivo e l’intervento non si rivela più necessario.
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1529
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Gen.
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Veneto
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A Venezia, quando si propala la falsa notizia della morte
del papa.
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Mag.
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775 fanti
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Lombardia
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Al campo di Pozzuolo Martesana si scontra con gli svizzeri
che militano al servizio della lega antimperiale.
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Giu.
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Lombardia
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Al comando di 682 fanti.
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Lug.
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Veneto.
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Giunge a Murano. Si presenta a Venezia in collegio e si offre
di combattere i pontifici in Romagna: la richiesta non ha l’accoglienza
sperata. Il consiglio dei Savi gli concede una condotta di 1000 fanti e di
100 cavalli leggeri (in realtà 60).
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Sett.
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975 fanti e 60 cavalli leggeri
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Lombardia e Veneto
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Si trova alla difesa di Brescia ed i suoi uomini si accampano
a Sant’Eufemia della Fonte. Esce dalla città con i suoi cavalli leggeri e 50
archibugieri a cavallo; si unisce con il San Severino e Cesare Fregoso ed
obbliga gli imperiali, con una piccola scaramuccia, ad abbandonare Carpenedolo.
Appoggia ancora il San Severino a Valeggio sul Mincio e con lui cade in
un’imboscata tesa da 1100 cavalli (di cui 100 archibugieri) e 600
archibugieri. Si salva con Aventino Fracastoro: nello scontro gli è ucciso il
cavallo ed è ferito leggermente al viso.
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Ott.
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Lombardia
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Sempre a Sant’Eufemia della Fonte; Francesco Maria della
Rovere lo sposta alla difesa di Cremona.
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Nov.
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Lombardia e Veneto
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A Brescia. Nella città litiga con il Fregoso e non vuole
sottostare ai suoi ordini; deve recarsi a Venezia, in collegio, al fine di giustificarsi per il suo
comportamento. Nella contesa ottiene l’appoggio del della Rovere.
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Dic.
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Lombardia
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Il doge lo rimanda a Brescia e lo obbliga a rappacificarsi
con il Fregoso. Al termine del conflitto viene licenziato.
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1530
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Feb.
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Veneto
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Ritorna a Venezia.
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Mag.
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Veneto
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Vive a Murano e si fa vedere in giro armato con la sua
scorta, nonostante gli ordini del podestà locale che, pena l'impiccagione, proibisce a tutti gli abitanti di
mostrarsi in pubblico in modo siffatto. Viene emessa una grida, per
la quale sono promessi 100 ducati per ogni uomo della sua corte consegnato
vivo alle autorità e 25 ducati per ciascun morto. Nel periodo, è contattato
dai fiorentini per combattere i pontifici in Romagna e creare in tale regione
un’azione diversiva ai loro danni.
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1531
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Lug.
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Francia
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Nov.
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Veneto
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A Verona; viene sfidato a duello da Babone e Guido
Naldi, che lo rimproverano di essere stato causa, con la sua fuga a Valeggio
sul Mincio verificatasi anni prima, della cattura del San Severino e, conseguentemente,
del licenziamento di quest'ultimo condottiero da parte dei veneziani. A questi addebiti se ne
aggiungono altri relativi alla perdita di Lodi ed al suo successivo duello,
perso con il Vistarini; il Malatesta viene, fra l’altro, anche accusato di avere ucciso il
fratello Annibale durante un banchetto. Il duello è sfavorevole al Malatesta.
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1532
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Giu.
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Impero
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Impero Ottomano
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1000 fanti
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Ha il comando di un colonnello di 1000 fanti, per
fronteggiare i turchi in Ungheria.
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Lug.
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Lombardia
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Si trova nel lodigiano con i suoi uomini.
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1533
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Ferrara
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Lombardia
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E’ segnalato ad Ostiano.
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1534
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Malatesta
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Chiesa
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Emilia e Romagna
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Vive negli stati estensi. Raccoglie truppe, scorre la
Romagna e si avvicina a Rimini.
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1538
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Malatesta
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Chiesa
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Emilia e Romagna
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Si ripete la medesima situazione. Vive negli stati estensi. Raduna truppe in tale territorio, scorre in Romagna
e tenta ancora una volta di impadronirsi di Rimini.
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1540
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…….
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Malatesta
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Chiesa
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Emilia e Romagna
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Si accorda a Reggio Emilia con Ippolito da Correggio e
Giulio Boiardi; raccoglie numerose truppe, cui si uniscono i fuoriusciti, ed
irrompe una volta di più nel riminese commettendovi depredazioni e saccheggi.
Nella città non vi è alcun tumulto a suo favore, per cui è costretto a
licenziare i suoi soldati.
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……..
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Ragusa
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Croazia
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Salpa per Costantinopoli, per chiedere aiuto al sultano
Solimano contro i pontifici; giunto a Ragusa, vi cade gravemente ammalato.
Amici lo dissuadono dal continuare nella sua azione. Guarito, ha dagli abitanti della repubblica l’incarico di sovrintendere alla costruzione
delle nuove fortificazioni.
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1541
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Mag.
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Presenzia ad un duello che si svolge tra Cornelio
Bentivoglio ed un Trivulzio.
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1542
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Gen.
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Calunnia il Vistarini e fa arrestare dagli imperiali il suo antico nemico,
con l’accusa che sta per passare agli stipendi dei francesi.
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1543
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Dic.
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Emilia
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Si stabilisce definitivamente negli stati estensi. Sulla fine del mese, muore
poveramente a Reggio Emilia.
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Famoso per il suo valore. Capitano valoroso. Battagliero.
Avventuriero e soldato di fortuna.
Crudele.
Empio e ladro.