Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0961      FRANCESCO MALDONADO  Spagnolo.

               + 1517 (aprile)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1502

Chiesa

 

 

 

Milita agli stipendi di Cesare Borgia.

1503

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Rivoltosi

 

Marche

Cattura in Ancona il conte Ferretti, ambasciatore della città, che deve riconoscergli, per la sua liberazione, una taglia di 200 scudi.

……..

Chiesa

Malatesta

 

Romagna e Marche

Si trova alla guardia della rocca di Rimini; con altri, capitani vende la fortezza a Pandolfo Malatesta in cambio di una grossa somma di denaro da pagarsi a Venezia. Salpa con il Sanchez, a bordo di 3 navi, al fine di raggiungere tale città: una tempesta obbliga i due capitani a sbarcare ad Ancona, dove sono trattenuti prigionieri dagli abitanti che desiderano, sia rifarsi dei danni subiti pochi mesi prima, sia del furto subito da alcuni mercanti della città di un grande quantitativo di frumento.

1504

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

Un breve papale devolve i suoi beni agli anconetani.

1510

 

 

 

 

 

Sett.

Ferrara

Venezia

 

Veneto

Affianca i lanzichenecchi alla difesa di Verona. Catturato in una sortita da Vincenzo Naldi, viene condotto a Padova.

1511

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Veneto

Incarcerato a Venezia.

Sett.

 

 

 

Veneto

E’ liberato in cambio di Giacomo Novello, di Alessio Bua, di Niccolò Xapandi e di Giovanni Crano.

1513

 

 

 

 

 

Lug.

Spagna

Venezia

 

Veneto

Espugna Peschiera del Garda; nell’azione cattura Vigo da Perugia, il castellano Ludovico Contarini, cui è imposta una taglia di 3500 ducati, ed i connestabili Bartolomeo dalla Barba e Scipione degli Ugoni.

1515

 

 

 

Veneto

Si trova nuovamente alla difesa di Verona.

1516

 

 

 

 

 

Feb.

Spagna

Venezia Francia

 

Veneto

Abbandona Verona con 600 fanti spagnoli e si porta a San Martino Buon Albergo a causa del ritardo delle paghe. Convinto dalla promessa di un acconto, rientra a Verona ed è sorpreso in aperta campagna da Mercurio Bua. E’ catturato con Basco da Cuna, dopo un violento scontro in cui restano uccisi 17 spagnoli; altri 180 fanti sono portati prigionieri a Vicenza ed a Venezia.

……...

 

 

 

Lombardia

Liberato, si sposta alla difesa di Brescia. Quando gli spagnoli sono costretti alla resa, è da costoro dato in ostaggio con Giovanni Cerbellon a garanzia della buona esecuzione dei patti.

Sett.

 

 

 

Veneto

Ritorna alla guardia di Verona. Dall’alto di porta Calzari riconosce i capitani francesi Lescun e Saint-Pol; si unisce con Marcantonio Colonna ed ha un colloquio con i due francesi.

Ott.

Venezia

Spagna

 

Veneto

Per il ritardo delle paghe e la mancanza di vettovaglie in Verona, diserta nel campo avverso con altri capitani spagnoli quali Suarez di Leon, il Plazo, Cristoforo Marchio, Giovanni Perez e Giovanni Ladrone. Passa immediatamente all'assedio di Verona con 400 fanti spagnoli.

Nov.

 

 

 

Veneto

E’ elogiato il suo comportamento dal provveditore generale Andrea Gritti per il  modo con cui riesce a controllare i suoi uomini.

Dic.

 

 

186 fanti

Veneto

Gli è dato il comando di un colonnello.

1517

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Chiesa

 

Lombardia

Al termine del conflitto, la sua compagnia viene licenziata. Il Maldonato si reca a Sermide ed ha alcuni contatti con Lorenzo dei Medici; alla fine, preferisce assecondare Francesco Maria della Rovere, nel suo tentativo di recuperare proprio al Medici il ducato di Urbino.

Feb.

 

 

 

Marche

Si accosta a Fano: l’assalto è infruttuoso, sia per la mancanza di polvere da sparo, sia per il suo operato che risulta non particolarmente attivo in appoggiio all’attacco condotto dai feltreschi alla porta di San Patrignano. Il della Rovere decide di ripiegare verso Mombaroccio, perché sono entrati alcuni soccorsi nella città. E’ segnalato tra Novilara e Candelara; ha  contatti con gli avversari tramite Renzo di Ceri. 

Mar.

 

 

 

Marche

Batte a Sorbolongo Giovanni dei Medici; è sconfitto a Tavernelle.

Apr.

 

 

 

Marche e Umbria

Si accorda con i pontifici, per consegnare loro il della Rovere e Carlo Baglioni in cambio di 15000 ducati e della promessa di altri 2000 ducati in benefici ecclesiastici per un figlio: la trattativa è conclusa a suo nome dal Suarez di Leon, che si è fatto a bella posta catturare dagli avversari, per potersi incontrare con Lorenzo dei Medici a Cesena. Al Maldonado è anche garantita una provvigione mensile di 300 ducati in tempo di guerra ed una annuale di 700 ducati in tempo di pace e gli è dato il permesso di compiere una rappresaglia ai danni degli anconetani per 16000 ducati, a fronte delle perdite subite anni prima. Ammalatosi, è fatto condurre dal della Rovere ad Urbino per esservi curato. Aumentano nel frattempo i sospetti nei suoi confronti e sono intercettati dai feltreschi molti carriaggi che, da Fano, sono diretti a Pesaro: in essi sono trovate alcune lettere riguardanti i suoi accordi con gli avversari. E’ pure fatto prigioniero un uomo d’arme di Suarez di Leon, Antonio Ortiz, rientrato da Roma, ove si è recato con un salvacondotto per concordare i dettagli del trattato. Vi è un processo avviato da Angelo del Bufalo: quando i suoi uomini seguono il della Rovere in Umbria, il Maldonado fa in modo che si sollevino a Cantiano. E’ invitato a portarsi a Cagli; egli, viceversa, si reca a Nocera Umbra ed a Pianello, ove si incontra con il della Rovere. Quest’ultimo convoca un consiglio di guerra, al termine del quale il Maldonado è fatto giustiziare a Gubbio con i complici Suarez di Leon, Plazo, Marchio, Perez, Gonzales. Tutti costoro sono uccisi dai loro compagni spagnoli.

QUATTRO CITAZIONI

Capitano valoroso.

Illustre. Famoso per molte imprese.

Avido e superbo.