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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1509
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Estate
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Venezia
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Francia
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Veneto
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Si trova alla difesa di Padova.
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1510
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Gen.
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Veneto
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Fronteggia gli avversari nel veronese con 26 cavalli
leggeri.
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Lug.
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Venezia
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Francia
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75 cavalli leggeri
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Veneto
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E' a Padova e, oltre ad avere il comando dei cavalli della sua
condotta, ottiene il governo anche di quelli del congiunto Dionigi. Un suo balestriere
a cavallo ferisce mortalmente a Codalunga un caporale di Traverso Traversi:
ne nasce un disordine tale da fare credere a tutto il campo l'approssimarsi
alla città dell'esercito nemico. I provveditori mettono a tacere la cosa e
fanno pressioni per un suo licenziamento.
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Ago.
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Veneto
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I veneziani gli vogliono ridurre la condotta a 50
balestrieri a cavalli: si ribella e domanda di abbandonare il servizio con il
fratello Babone: ottiene solo il permesso di recarsi a Venezia ad esporre il
suo punto di vista. Viene licenziato dai provveditori.
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1512
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Gen.
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Venezia
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Francia Impero
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Veneto
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E' riassunto. E' segnalato ad Arcole con 70 cavalli
leggeri.
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Feb..
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40 cavalli leggeri
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Lombardia e Veneto
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Prende parte alla difesa di Brescia ed è catturato allorché la città viene
riconquistata dai francesi. Si riscatta con il pagamento di una taglia di 50
ducati: prende commiato dal provveditore generale Andrea Gritti (che rimane
in carcere) e ritorna a combattere per i veneziani. Raggiunge Cologna Veneta
con 40 cavalli e da qui passa a Venezia: riferisce nel collegio dei Pregadi
sul fatto d'armi che si è svolto a Brescia.
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Mar.
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Veneto
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A Vicenza, per la mostra dei suoi uomini.
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Giu.
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Ha il comando di 136 fanti.
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Ott.
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Lombardia
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Affianca Giampaolo Baglioni all'assedio di Brescia: si
distingue per la sua indisciplina nei confronti del governatore generale, che
peraltro non stima. Allorché due fanti di Annibale da Bologna sono condannati
all'impiccagione perché sorpresi a rubare in Brescia (dove i veneziani sono
entrati con gli alleati spagnoli), li protegge e li fa nascondere in mezzo ai
suoi fanti romagnoli: si fa ripetere l'ordine tre volte e si disinteressa
sempre della vicenda.
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Dic.
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65 cavalli leggeri
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Ritorna ad avere un comando di cavalli leggeri.
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1513
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Feb.
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Ai suoi ordini vi sono 55 cavalli leggeri e 85
provvigionati.
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Apr.
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Venezia
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Spagna Impero
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Nella sua compagnia militano sempre 65 cavalli leggeri.
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Mag.
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Ha il comando di 57 cavalli leggeri e di 107 fanti.
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Giu.
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Veneto
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E' a Barbarano Vicentino e passa alla guardia di Treviso.
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Lug.
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Veneto
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Si trova alla difesa di Padova ed ha il compito di
controllare il tratto di mura dal bastione di Codalunga a San Giovanni.
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Ago.
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Veneto
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Con il ritiro degli spagnoli dall'assedio di Padova, è
inviato da Bartolomeo d'Alviano sui monti del vicentino: si unisce con i
contadini ed in vari scontri sono uccisi 400 fanti nemici.
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Ott.
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54 cavalli leggeri
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Veneto
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Opera dapprima sul Brenta sulle cui rive cattura 3 uomini d'arme
e 25 fanti. Partecipa alla battaglia di Creazzo; con la sconfitta, ritorna
alla difesa di Padova ed ha l'incarico di difendere il tratto di mura che va
dal bastione Impossibile a Codalunga.
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Dic.
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Veneto
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Ha ai suoi ordini anche 90 provvigionati con 2 caporali.
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1514
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Mar.
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Veneto
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Con alcuni cavalli leggeri, recupera il bottino fatto dai
nemici a Motta nei pressi di Este; si appropria pure di alcune barche.
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Apr.
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Veneto
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A Padova. Un fante di Riccio da Cavina uccide un
alabardiere dell'Alviano ed il capitano generale decide di farlo giustiziare
in Prato della Valle: i fanti romagnoli si ribellano all'ordine. Il Naldi
prende allora una partigiana ed uccide il fante con le sue mani. Partecipa ad
una partita di caccia nei pressi di Battaglia Terme; per poco non viene catturato
da una pattuglia spagnola che fa prigionieri 2 uomini della sua scorta. Gli è
concessa dai veneziani una provvigione di 30 ducati per paga.
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Lug.
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50 cavalli leggeri
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Veneto
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Al campo di Brentelle presso Padova; affronta a Battaglia
Terme i nemici usciti da Monselice e, con l'aiuto di Mercurio Bua, respinge i
loro assalti.
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Ago.
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Veneto
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Si muove nel territorio di Cavarzere per difendere i lavori nei campi dei contadini;
aggancia i nemici e li mette in fuga.
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Sett.
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Veneto
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Cavalca alla volta di Saletto e di Valancone; affianca, indi, il
Bua sull'Adige.
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Ott.
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Veneto
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Attraversa l'Adige con il Bua; con tale condottiero, il
Farfarello e Malatesta Baglioni, batte a Zevio 400 cavalli leggeri, 100
uomini d'arme e molti fanti spagnoli; sono catturati 300 cavalli e ne sono
uccisi 100.
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Nov.
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Veneto
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Sempre con il Bua, controlla i movimenti degli spagnoli in
marcia da Zevio a Legnago. Impedisce ai nemici di gettare un ponte di barche
alla Tomba, effettua una scorreria sotto Verona e si impadronisce di un buon
quantitativo di panni. Gli imperiali escono dal capoluogo e gli recuperano
metà bottino; anche gli spagnoli riescono ad allestire ad Albaredo d'Adige un
ponte di barche. Non può più ostacolare i nemici sul fiume; riprende allora con le incursioni a
Lazise. Giunge a Brendola.
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1515
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Mar.
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Veneto
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L'Alviano si lamenta del suo operato: il Naldi si porta
subito a Venezia ed in sede di consiglio dei Dieci non manca di far valere le
sue ragioni: come risultato, si interpongono i veneziani e si rappacifica con
il capitano generale, che gli perdona i
disordini provocati dai suoi uomini al campo.
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Apr.
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Veneto
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A Bovolenta con cavalli leggeri e fanti per controllare i
movimenti dei nemici.
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Mag.
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Veneto
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Lascia Piove di Sacco ed a Conca d'Albero sorprende 50
cavalli leggeri spagnoli della compagnia del Pitet: sono catturati 30 nemici.
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Giu.
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Veneto
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Verso Albaredo d'Adige con 37 cavalli leggeri: sul fiume
si imbatte in 150 uomini d'arme, 150 cavalli leggeri, 150 fanti e 30
schioppettieri; attacca una scaramuccia con gli avversari e per tale fatto è
elogiato dai veneziani. Attraversa l'Adige verso Ponte Molino: si scontra con il veronese Bernardino Calderaro,
che con 40 cavalli si sta dirigendo verso il Polesine. I nemici sono
sconfitti ed è catturato il ribelle Niccolò Pisato che viene impiccato; i veneziani
riconoscono al Naldi (a seguito di una sua visita in collegio) una somma pari
alla taglia persa.
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Lug.
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Veneto
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Viene armato a Venezia cavaliere di San Marco: alla cerimonia
assistono Taddeo della Motella ed Alessandro Donato. Il consiglio dei Savi
gli aumenta sia la condotta (da 50 a 100 cavalli leggeri) che la provvigione,
che è portata da 30 a 40 ducati per paga, sempre per otto paghe l'anno.
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Ago.
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Veneto e Emilia
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Inquadrato nell'avanguardia, lascia il campo di Este e
segue l'Alviano a Badia Polesine; si dirige a Ficarolo, attraversa il Po ed a Stellata,
con Baldassarre Signorelli ed il Contino, cattura un segretario del marchese
di Pescara Ferdinando d'Avalos con 15 cavalli, 2 muli e 16 fanti, che stanno traportando
del denaro destinato a raccogliere truppe nel regno di Napoli. Il Naldi è preposto alla
guardia di Ficarolo; sconfina ancora
nel territorio estense per intercettare un corriere nemico diretto a Ferrara.
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Sett.
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Lombardia
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Prende parte alla battaglia di Melegnano: dopo la
vittoria, con Giacomo da Vicovaro, il Signorelli e Marco da Zara, insegue 500
svizzeri in fuga verso Como; è ferito nel corso dell'azione da sassi e da
colpi di picca. Si trasferisce a Crema.
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Nov.
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Veneto e Lombardia
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Cavalca a Cologna Veneta e sul lago di Garda; con il fratello
Babone, ostacola il flusso dei
rifornimenti diretto a Brescia.
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Dic.
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Veneto e Lombardia
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A Lendinara. Da qui per Ficarolo ed Ostiglia fiancheggia
il Signorelli ed il Farfarello, che devono trasportare 11000 ducati al campo
veneziano che si trova sotto Brescia.
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1516
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Gen.
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Veneto e Lombardia
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Compie una scorreria sotto le porte di Verona: ritiratosi,
prepara un agguato a San Giacomo del Gagia con il provveditore Giacomo
Manolesso ed i condottieri Troilo Pignatelli e Giulio Manfrone. Si fa
pertanto inseguire da 5000 fanti e 1000 cavalli usciti dalla città con alcuni
pezzi di artiglieria per contrastarlo: i veneziani ripiegano combattendo per
sette miglia fino a Villanova, dove gli imperiali sono bloccati. Subito dopo
rientra nel bresciano; appoggia Giano Fregoso e sconfigge gli avversari ad
Anfo, in uno scontro in cui sono uccisi fra i nemici 500 fanti e ne sono
catturati altri 800 con 50 uomini d'arme borgognoni.
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Mar.
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Veneto
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Esce da Vicenza e si muove in perlustrazione a Montorio
Veronese; attraversa il Mincio ed irrompe nel mantovano, dove intercetta un
carico di vino destinato all'esercito nemico. Sono sfondate le botti e si
appropria di un bottino valutato sui 5000 ducati: le prede sono avviate a
Vicenza. Si batte, successivamente, con gli avversari tra Rivolta e Cassano d'Adda: è sul
punto di soccombere ed è salvato dall'intervento del Farfarello.
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Apr.
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100 cavalli leggeri
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Lombardia e Veneto
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Scorta con la sua compagnia 7 burchi sul Po da Cremona
verso il Veneto; al termine della missione, si sposta a Legnago.
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Mag.
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Veneto e Lombardia
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Rafforza l'organico della sua compagnia con 30 cavalli
leggeri napoletani, che preferiscono militare con i veneziani anziché con gli
imperiali a Verona. Si impadronisce di 28 carri di frumento, che dal
mantovano sono diretti a Verona: le derrate sono condotte a Vicenza.
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Giu.
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Veneto
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Scorre nei pressi di Verona e cattura nei borghi 42
cavalli dei saccomanni, 3 uomini d'arme e 5 stradiotti; di seguito, è segnalato a Ponton. Il
Manolesso lo invia con Giulio di Scipione al ponte del Restello: è qui
raggiunto dal provveditore dei cavalli leggeri Giovanni Vitturi, che lo
invita a ritirarsi verso Legnago per l'avvicinarsi di 6000 fanti e di 700
cavalli. Si porta a Padova al campo di Brentelle con Malatesta Baglioni; con il
ripiegamento degli imperiali, rientra a Vicenza per la porta di San Pietro,
mentre i nemici ne escono per quella di San Felice e si dirigono ad Olmo.
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Ago.
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Veneto
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Prende parte all'assedio di Verona; ha l'incarico di controllare le
artiglierie ed i depositi di polvere da sparo, a seguito di un incendio che
ha distrutto 800 barili di polvere.
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Ott.
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Veneto
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Con Girolamo Barisello, scorta 42 carri di polvere e 10
casse di pane destinati alle truppe rimaste nelle vicinanze di Verona.
Ritorna a Ponton e con il Bua distrugge sull'Adige 9 zattere (su 11) cariche
di botti di segale e di sacchi di pane da condursi a Verona; sconfigge 4
bandiere di fanti, ributtate alla Chiusa, e si impossessa di 3 pezzi di
artiglieria.
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Nov.
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Veneto
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Con il Bua, Macone da Correggio e Giovanni da Como, si
pone in imboscata vicino a Rovereto. Al passo di Peri è intercettato il conte
di Cariati Giovanni Battista Spinelli diretto a Trento: costui è inseguito
sino a Serravalle all'Adige, finché i veneziani sono bloccati da 2 bandiere di
fanti. Respinto, si sposta nelle terre del conte di Lodrone e razzia 200 capi di bestiame. Espugna Avio, che viene
messa a sacco con l'eccezione di una torre; la scorreria prosegue verso
Trento. Rientra nel veronese e persevera nelle operazioni di interruzione
delle linee di vettovagliamento nemiche. Con la pace di Noyon, passa alla guardia di
Caprino Veronese.
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Dic.
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85 cavalli leggeri
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Veneto
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Attraversa l'Adige con 40 cavalli e cattura alla Chiusa 35
somieri, che trasportano foraggi, panni, maiali ed altro bestiame destinati a Verona:
sono uccisi alcuni fanti e tutti gli animali che non possono essere
trasferiti al di là del fiume.
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1517
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Gen. feb.
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Veneto
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Alla fine della guerra, i suoi uomini svernano nel
padovano; il suo operato è elogiato prima dal provveditore Giovanni Paolo
Gradenigo e poi dal Gritti.
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Mar.
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Veneto
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Accompagna a Venezia il Gritti con il Bua; è pure presente
ai festeggiamenti dati dalla Serenissima in onore di Teodoro da Trivulzio.
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Apr.
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Veneto
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E' ancora a Venezia per il battesimo di un figlio naturale
del Bua, che si svolge nella chiesa di Santa Maria Formosa.
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Mag.
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A causa della riduzione delle spese di guerra, l'organico della
sua compagnia è ridotto da 40 a 30 cavalli leggeri; gli sono concesse alcune
agevolazioni di carattere fiscale.
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1518
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Sett.
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Gli è ridotta la provvigione annua da 320 a 250 ducati.
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1520
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Mar.
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Continua la pace ed ai suoi ordini militano ora solo 10 cavalli
leggeri.
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1521
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Lug.
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Venezia
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Impero
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Veneto
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Lascia Montagnana ed è inviato alla guardia di Verona con
80 cavalli leggeri; raggiunge al campo di Chiari il Trivulzio.
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|
Ago.
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|
Lombardia
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Si congiunge con Malatesta Baglioni e Marco da Napoli, per
verificare con tali condottieri ed il capitano del Garda Niccolò Barbaro le
possibilità di difendere i passi da eventuali attacchi imperiali: rientra a Verona alla
conclusione della missione. Passa sulle rive del Po per controllare i
movimenti degli avversari.
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|
Sett.
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Emilia e Lombardia
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Insegue alcuni fautori dei Pallavicini; arriva a Stradella con
Giovanni da Birago ed il cavaliere di
Birago con 600 cavalli.
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Ott.
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Lombardia e Veneto
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Viene utilizzato per operazioni di polizia nel bresciano e
nel veronese e perseguita le bande dei malfattori che infestano le strade.
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1522
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Mar.
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Lombardia
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Si trova al campo di Binasco. Alcuni suoi cavalli leggeri
abbandonano l'accampamento e ritornano a Crema per il ritardo delle paghe.
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Lug.
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Al termine del conflitto, l'organico della sua compagnia è
ridotto da 77 a 50 balestrieri a cavallo.
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1523
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Ott.
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Venezia
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Francia
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E' inviato con il Bua da Francesco Maria della Rovere
sull'Oglio per spiare i movimenti degli avversari. Ha ai suoi ordini 80
cavalli leggeri.
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Dic.
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|
Lombardia
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Cattura alcuni cavalli francesi usciti da Lodi e diretti a
Cassano d'Adda.
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1524
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|
Gen.
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|
Lombardia
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Con altri capitani, accompagna il della Rovere da
Treviglio a Milano per un consiglio di guerra con il viceré di Napoli Carlo
di Lannoy.
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Feb.
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|
Lombardia
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Attraversa l'Adda e raggiunge il campo di Lacchiarella con
80 cavalli leggeri.
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|
Mar.
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|
Lombardia
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Viene attaccato ad Agnano, nei pressi di Garlasco, da 50
cavalli e da 70 fanti, per lo più schioppettieri: i nemici sono respinti con la
cattura di 30 cavalli e di molti fanti. Di questi ultimi, i più sono uccisi o
feriti. Il Naldi ritorna a Romano di Lombardia ed il Fregoso lo invia verso
Caravaggio, da dove sono usciti 70 fanti: coglie costoro nei pressi di Chiari
e ne fa prigionieri 25. Prende parte all'espugnazione di Garlasco. Da ultimo,
con Paolo Luzzasco, Luigi Gonzaga e Carlo Malatesta da Sogliano, sorprende a
Scaldasole Pirro Gonzaga da Bozzolo, che, con 80 lance e 150 cavalli leggeri,
sta cercando di tagliare le linee di rifornimento all'esercito veneto-imperiale: nello
scontro è catturato Cesare Pioli con 250 uomini.
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|
Lug.
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Il consiglio dei Savi gli aumenta la provvigione da 150 a
300 ducati l'anno.
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|
Ott.
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Dispone di 80 cavalli leggeri.
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1525
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|
Feb.
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|
Lombardia
|
E' a Romano di Lombardia.
|
|
Apr.
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Veneto
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Alla testa di 95 cavalli leggeri, controlla nel Polesine
gli argini dell'Adda dalle minacce degli imperiali.
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Mag.
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Veneto
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A Canda ed a Crocetta con 100 cavalli leggeri.
|
|
Ott.
|
Venezia
|
Impero
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Lombardia
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Sorveglia ora le rive dell'Adda; si sposta sull'Oglio con
il Farfarello ed ha l'ordine di non ripiegare se gli avversari dovessero
cercare di oltrepassare il fiume. Ha pure l'ingiunzione di non cercare
autonomamente scaramucce.
|
|
Dic.
|
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|
Lombardia
|
Colloca a Romano di Lombardia la sua base operativa: da
qui controlla la sicurezza delle strade.
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1526
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|
Feb.
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|
Lombardia
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Di stanza a Crema, partecipa ad una grande cena offerta
dal Baglioni a molti capitani veneziani (quattordici portate per 80 commensali). Ha ai
suoi ordini 80 cavalli leggeri.
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Giu.
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|
Lombardia
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Staziona ad Ombriano e nel lodigiano (Palazzo Bentivogli) con
compiti di esploratore (73 cavalli leggeri).
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Lug.
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|
Lombardia
|
Appoggia il della Rovere sotto Milano e partecipa
all'attacco a porta Romana, in cui viene ferito il suo luogotenente Pietro
Girolamo Maggi.
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|
Ago.
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80 cavalli leggeri
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Lombardia
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Affianca il Baglioni all'assedio di Cremona. E' con
Giovanni Averoldi, al ponte di Maccastorna, per impedire che nella città
entrino soccorsi dall'esterno; ispeziona il terreno fino a Pizzighettone e
non si imbatte in formazioni imperiali. Prende parte all'assalto alle mura
verso porta Moso inquadrato nella batteria di Camillo Orsini.
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|
Sett.
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|
Lombardia
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In una scaramuccia è ferito al volto da un colpo di
archibugio. L'organico della sua compagnia si riduce a 63 cavalli leggeri.
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|
Nov.
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Lombardia e Veneto
|
Ristabilitosi, parte dal campo di Pioltello con Bernardino
da Roma e 250 fanti e punta verso il vicentino, per fronteggiarvi l'avanzata
dei lanzichenecchi di Giorgio Frundsberg. Cerca invano di contrastare gli avversari a
Gavardo; dopo la battaglia di Governolo passa a sorvegliare i confini del
veronese.
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|
Dic.
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|
Lombardia
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Lascia Villafranca di Verona per Ghedi.
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1527
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Gen.
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|
Emilia
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Attraversa il Po con Giorgio di Santacroce.
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|
Feb.
|
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|
Emilia
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E' coinvolto in attività esplorative con Roberto da San Severino verso
Fiorenzuola d'Arda: i lanzichenecchi abbandonano il piacentino ed il Naldi li
precede nel bolognese.
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Mar.
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|
Emilia
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Si collega con i pontifici di Guido Rangoni ed ha una
scaramuccia sul ponte del Reno nei pressi del capoluogo: i suoi uomini sono
respinti e nelle mani dei nemici rimangono 40 archibugieri con alcuni
cavalli. Si scontra ancora con i lanzichenecchi a San Giovanni in Persiceto e
cattura alcuni tedeschi per avere informazioni sui movimenti delle loro
truppe. Il della Rovere lo invia con il Farfarello, 2 compagnie di uomini
d'arme e 300 archibugieri alla riconquista di Busseto: i cavalli leggeri
imperiali sono messi in fuga (ne sono svaligiati 50/60); i fanti veneziani
superano il Taro ed entrano nella città con l'uccisione di 200 uomini, che ne
sono alla difesa. Il della Rovere lo rimanda a Fiorenzuola d'Arda; da qui è
spedito a Castell'Arquato, che perviene senza contrasti in suo potere con la
rocca; vi lascia un presidio di 40 fanti e ne asporta numeroso bestiame che
vi era custodito. Rientra nel bolognese e molesta il campo imperiale di San
Giovanni in Persiceto: è pure compiuta una razzia in una stalla del
Connestabile di Borbone, che si conclude con la sottrazione di 18 muli e di
40 cavalli. E' affrontato da 200 archibugieri, che gli tagliano la strada ed
uccidono le cavalcature sia a lui che al suo luogotenente: due uomini della sua
compagnia cedono loro i cavalli, cosicché entrambi possono porsi in salvo. Il
Connestabile, per recuperare le sue bestie, gli deve offrire un congruo riscatto.
Sempre negli stessi giorni, ha modo di lamentarsi con i veneziani del
trattamento che ricevono i suoi cavalli leggeri per quanto attiene l'alloggiamento e
la possibilità di pascolo per le loro cavalcature; chiede, inoltre, di avere a
disposizione 150 cavalli leggeri e di godere di un trattamento economico
migliore (dieci paghe annue anziché otto).
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|
Apr.
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Romagna Toscana
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Giunge ad Imola, si trasferisce alla difesa
di Oriolo dei Mille Fichi e con 100 terrazzani respinge cinque
assalti portati al castello da 2500 fanti e da 400 cavalli imperiali.
Si incontra a Brisighella con il della Rovere, che gli affida
alcuni messaggi per il marchese Michelantonio di Saluzzo; segue
il della Rovere a Firenze con 100 cavalli leggeri.
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Giu.
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Romagna
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Rientra a Ravenna con i suoi uomini, a seguito di un tentativo
dei Rasponi di entrare nella città
con l'ausilio degli imperiali: si introduce con la forza nella rocca e ne
sono uccisi tutti i difensori con il castellano Andrea Balducci, favorevole
agli avversari. Esce dalla città con Marco Antonio da Faenza per attaccare
Cotignola, dove si sono racchiusi 200 imperiali: fa costruire un bastione
davanti alla porta e, nel successivo scontro, è ferito da un colpo di
archibugio: dopo tre giorni gli spagnoli che sono in Cotignola si arrendono a
patti.
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Lug.
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Romagna
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Interviene a Cervia con Guido Vaina quando la città è
dilaniata dalle lotte tra guelfi e ghibellini; invia 150 archibugieri a
favore dei primi.
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Ago.
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Romagna
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Entra in Faenza per impedire che la città si dia agli
imperiali: il consiglio dei Savi, intanto, gli aumenta la condotta da 100 a
150 cavalli leggeri.
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Sett.
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Romagna
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Si impadronisce della rocca di Cotignola ed ha nuovamente
l'incarico di recuperare la città con 3 bandiere di fanti: attaccato,
respinge i nemici con la perdita di un valente capitano quale Pietro Girolamo
d'Ancona. Il centro gli si arrende a patti.
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Ott.
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Romagna
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Coadiuva il legato pontificio Bernardino della Barba nel
recupero della rocca di Faenza, che si è ribellata allo stato della Chiesa:
ha un colloquio con il castellano e rientra a Ravenna.
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1528
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Gen.
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100 cavalli leggeri
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Romagna e Veneto
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Parte da Ravenna e si reca a Venezia: protesta in collegio
perché la sua nuova condotta non è ancora divenuta effettiva, mentre questa è
stata aumentata al Luzzasco. Il doge Gritti lo rimanda al consiglio dei Savi
e tale organo gli conferma il comando di 150 cavalli leggeri, di cui 50
archibugieri a cavallo. Per il tempo di pace gli è riconosciuta una
provvigione annua di 600 ducati.
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Feb.
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Romagna
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Uomini della sua compagnia scoprono 800 fuoriusciti di
Cervia della fazione ghibellina e per poco non sono svaligiati da costoro.
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Apr.
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92 cavalli leggeri
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Veneto
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E' chiamato alla difesa di Vicenza e raggiunge la città
con 92 cavalli leggeri e 500 fanti di Baldassarre della Massa. Sorgono
contrasti tra i suoi uomini e gli abitanti, a causa del loro alloggiamento e
delle pretese dei soldati.
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Mag.
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Veneto e Lombardia
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Allorché il pericolo rappresentato dai lanzichenecchi del
duca di Brunswick si sposta dal veronese al bresciano, egli passa alla
guardia di Verona. Il della Rovere lo spedisce all'inseguimento del nemico
verso Peschiera del Garda; si muove sull'Adige con i suoi cavalli leggeri e 200
archibugieri per interrompere il flusso dei rifornimenti loro diretti da
Trento; da ultimo, si imbarca a Salò e con 500 fanti attraversa il lago di
Garda per venire a Brescia.
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Giu.
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Lombardia
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E' con il fratello Guido (900 fanti) a Brescia, per
difendere la città minacciata dagli imperiali di Antonio di Leyva. Esce per
spostarsi a Palazzolo sull'Oglio con i suoi cavalli leggeri e scorta una
compagnia di fanti che si deve recare a Bergamo: si imbatte in 200 uomini
d'arme borgognoni e ne segue una scaramuccia. Asseconda il della Rovere alla
riconquista di Palazzolo sull'Oglio, si trasferisce alla guardia di Orzinuovi e, da qui,
a quella di Crema. A Tormo, nei pressi di Lodi, sconfigge la compagnia di
Luigi Gonzaga, cui infligge numerose perdite: è catturato un capitano con 22
archibugieri a cavallo. Rifiuta di restare a Crema e preferisce rientrare a
Bergamo con il fratello Guido.
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Lug.
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100 cavalli leggeri
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Lombardia
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Opera nel cremasco ed assale 400 lanzichenecchi di Ludovico
Barbiano da Belgioioso che hanno attraversato l'Adda; toglie loro un po' di
vettovaglie e prosegue per Lodi, assediata dagli imperiali, al fine di
introdurre nella città 300 some di farina ed altri viveri. E' segnalato a
Pizzighettone.
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Ago.
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Lombardia
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Lascia Romano di Lombardia e cade in un'imboscata proposta
da 250 cavalli e da 500 archibugieri: si trova presto a mal partito, è colpito
da tre palle di archibugio e 35 dei suoi uomini sono fatti prigionieri dai
nemici. La salvezza gli è data dall'intervento di Cesare Fregoso che, uscito
da Martinengo, si trova casualmente nelle vicinanze. Supera l'Adda con il San
Severino e Claudio Rangoni e si collega con i francesi del Saint-Pol; corre fino al campo
imperiale di Melegnano e sfida invano a battaglia i nemici. Si dirige al campo di Torretta e, da tale località, protegge fino a San
Zenone al Lambro la marcia della fanteria diretta a Pavia. A fine mese, il
della Rovere lo manda con 3000 fanti, 300 cavalli leggeri e 6 cannoni a
conquistare Sant'Angelo Lodigiano, alla cui difesa vi sono 400 fanti: è ucciso sotto le mura da un colpo di archibugio o di artiglieria mentre si sta
accampando con i suoi uomini. E' sepolto a Padova nella chiesa del Carmine.
Dopo la sua morte, i veneziani concederanno a mo glie e figli una provvigione
annua di 300 ducati.
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Valoroso capitano. Buon capitano.