| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1488 |
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Mag. |
Faenza |
Bologna Milano |
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Romagna |
Con l'uccisione
a Faenza di Galeotto Manfredi, è tra coloro che si oppongono
a bolognesi e ducali tesi alla conquista della città: il Naldi
entra con altri condottieri nella rocca cittadina. |
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1494 |
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Sett. |
Napoli |
Francia |
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Romagna |
Combatte i
francesi agli ordini del duca di Calabria Ferdinando d'Aragona
e di Niccolò Orsini. |
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.............. |
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Romagna |
Viene espulso
da Brisighella perché contrario alla politica dei Manfredi. |
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1495 |
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.............. |
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Romagna |
Con Niccolò
Castagnino, contrasta fiorentini e ducali di Ludovico Sforza
che vorrebbere mettere le mani su Faenza. Difende la causa di
Astorre Manfredi, che trova protezione nei veneziani. |
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Nov. |
Faenza |
Bagno |
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Romagna |
Ancora con
il Castagnino, soccorre (400 fanti) la signora di Forlì Caterina
Sforza, le cui milizie assediano la rocca di Cusercoli ai danni
di Guido Guerra da Bagno. |
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Dic. |
Manfredi |
Faenza |
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Romagna |
Appoggia Ottaviano
Manfredi, che ospita a Brisighella, per attaccare Faenza: viene
respinto dalla città
dalle truppe della Sforza, dai veneziani (80 balestrieri e 200
cavalli guidati dal provveditore Cristoforo Moro) e dai bolognesi:
è imposta sulla sua testa una taglia di 200 scudi e sono messe
a sacco a Brisighella le sue case. I veneziani nel corso della
loro azione catturano il fratello Pier Francesco ed un suo partigiano
Sicuranza dei Galamini: il Naldi si offre ai veneziani e passa
al loro servizio dopo che il congiunto ed il suo fautore sono
stati fatti decapitare dai faentini. |
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1496 |
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Gen. |
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Romagna |
Il nuovo provveditore
veneziano Domenico Trevisan fa revocare la taglia ed il bando
nei suoi confronti dalla Serenissima. |
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Ago. |
Venezia |
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I veneziani
gli concedono una provvigione mensile di 20 ducati e fanno in
modo che i Manfredi di Faenza gli tolgano la taglia posta sul
suo capo. |
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1498 |
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Mar. |
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Romagna |
E' segnalata
la sua presenza nel faentino; esercita forti pressioni per potere
rientrare nel capoluogo. |
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Mag. |
Venezia |
Firenze |
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Romagna |
Lascia la val
di Lamone e si porta a Ravenna, alla notizia che Ottaviano Riario,
figlio della Sforza, si è condotto con i fiorentini. |
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Ago. |
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Romagna |
Rientra in
val di Lamone. |
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Sett. |
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Romagna |
Opera ai danni
dei fiorentini; ritorna a Ravenna allorché Astorre Manfredi
viene condotto dai veneziani. |
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Ott. |
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300 fanti |
Romagna |
Gli è consegnato
del denaro a valere sulla sua provvigione (50 ducati), si sposta
nel riminese e vi raccoglie 300 provvigionati per combattere
i fiorentini nel Casentino. |
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Nov. |
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Toscana |
Si comporta
in Casentino in modo insolente. |
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Dic. |
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Toscana
Romagna |
Si dirige verso
Bibbiena; viene dirottato con Giovanni da Feltre e Melchiorre
Ramazzotto in val di Bagno con 800 fanti, in soccorso di Ramberto
Malatesta da Sogliano. Protesta
vivacemente con tali capitani per il ritardo delle paghe. Riprende
a combattere, perché il provveditore Giovanni Paolo Gradenigo
interviene a suo favore sui Manfredi per fargli restituire i
beni confiscati a Brisighella. Gli sono consegnati 1000 ducati,
che divide con Giovanni da Feltre ed il Ramazzotto: affianca
il Gradenigo e batte a Caresto 1000 fanti fiorentini comandati
da Chiriaco dal Borgo. |
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1499 |
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Gen. |
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50 fanti |
Marche e Toscana |
E', sempre
con il Ramazzotto, a Casteldelci con soli 50 fanti, in quanto
gli altri soldati della compagnia sono fuggiti per la mancanza
di denaro; gli sono inviati 70 fanti e con questi uomini si
trasferisce a Pratieghi ove si unisce con Alvise Greco. |
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Apr. |
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Alla conclusione
della guerra fra veneziani e fiorentini si riavvicina alla Sforza. |
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Mag. |
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Il suo comportamento
nel recente conflitto in Toscana è elogiato nel collegio dei
Pregadi dal provveditore Giacomo Venier. |
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Giu. |
Naldi |
Faenza |
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Romagna |
Riceve parte
delle sue spettanze. E' di stanza a Ravenna e non manca di molestare
i Manfredi in val di Lamone. |
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Sett. |
Venezia |
Milano |
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Lombardia |
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1500 |
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Ago. |
Naldi |
Faenza |
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Romagna |
Imperversa
in val di Lamone ai danni dei Manfredi. |
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Nov. |
Chiesa |
Faenza |
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Romagna |
Chiede licenza
ai veneziani e passa agli stipendi di Cesare Borgia contro Faenza.
Con il cugino Dionigi e Vitellozzo Vitelli occupa Brisighella
e brucia le case dei Buosi, i cui fautori insegue sino a Castrocaro
Terme. |
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Dic. |
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Romagna |
Si porta all'Osservanza
con un salvacondotto del signore di Faenza Astorre Manfredi.
Avvicina i Sedici della guerra di Faenza con alcune proposte
di resa: queste vengono respinte. |
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1503 |
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Mar. |
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Romagna |
Raccoglie 100
fanti a Cesena. |
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Sett. |
Malatesta |
Chiesa |
400 fanti |
Romagna |
Con la morte
del papa Alessandro VI, fa sollevare la val di Lamone ai danni
dei pontifici; alla testa di 400 provvigionati si collega con
i Malatesta per devastare il riminese a spese del Borgia. |
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Nov. |
Venezia |
Faenza |
Maestro di campo |
Romagna |
Si presta con
i suoi partigiani affinché Faenza cada in potere dei veneziani:
si porta in un primo momento verso Brisighella, per impedire
il passo ad eventuali soccorsi dei fiorentini alla città; indi,
con Giovanni Greco e Franco dal Borgo entra in Brisighella,
mentre tutta la val di Lamone inalbera il vessillo di San Marco.
Promette al castellano spagnolo di Faenza, il Cortez, la somma
di 10000 ducati, di cui 6000 come controvalore delle artiglierie
e delle munizioni esistenti nella fortezza; entra nella rocca
con Cesare Viarana e, visto che la somma offerta non è stata
autorizzata dal provveditore Moro, il Cortez si deve accontentare
della metà della somma assicuratagli. Si sposta, infine, a sue
spese a Oriolo dei Mille Fichi per impedire che la località
pervenga in potere dei fiorentini. Rientra a Brisighella ed
inizialmente, con il congiunto Dionigi, sostiene la candidatura
di Sigismondo Manfredi alla signoria di Faenza, contro quella
di Astorre (Francesco) Manfredi; cambia presto parere e coadiuva
il provveditore Moro all'assedio della città. E' nominato maestro
di campo. Con Dionigi Naldi, Giampaolo Manfrone e Giulio Vitelli,
esprime l'opinione di un attacco alla città da condursi su tre
lati con 2000 fanti e gli uomini della val di Lamone (verso
la porta di Imola con il piazzamento di 2 cannoni; dalla rocca
riempiendo i fossati con fascine e terra; verso porta Montanara);
una tattica attendista è invece espressa da altri capitani quali
Giovambattista Caracciolo, Antonio Pio e Lazzaro Grasso. Alla
fine, Faenza si arrende e sono licenziati 21 provvigionati della sua
compagnia. |
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Dic. |
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Veneto |
Si reca a Venezia
in collegio ed è accolto con buone parole dal doge Leonardo
Loredan. |
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1504 |
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Gen. |
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Veneto |
Si presenta
al consiglio dei Savi e si lamenta dei danni subiti in passato,
per 10000 ducati, da parte di Astorre Manfredi e del Castagnino:
a titolo di ricompensa, gli sono promessi 2000 ducati in contanti.
Gli viene concessa una provvigione annua di 500 ducati e l'esenzione
dalle imposte; è investito
di Madrara e gli sono donati un mulino a Solarolo ed una casa
a Venezia: alloggia alla Giudecca presso Piero Donato. |
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Feb. |
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Veneto e Romagna |
Riceve un acconto
di 1000 ducati sui 2000 promessigli; è armato cavaliere e gli
viene donata, secondo le consuetudini, una veste d'oro. Prende
parte in piazza San Marco alla festa della caccia; rientra in
val di Lamone. |
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Mag. |
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Veneto |
E' nuovamente
a Venezia con il cugino Dionigi: in consiglio dei Savi. |
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1506 |
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Apr. |
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Romagna |
Entra in discordia
con il cugino Dionigi: si interpone il provveditore di Faenza
che induce i due Naldi a rappacificarsi. |
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1508 |
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.............. |
Venezia |
Impero |
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Gli sono concessi
una provvigione annua di 500 ducati ed il comando di 1000 fanti. |
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Mar. |
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Veneto |
E' segnalato
a Primolano. |
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Nov. |
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Romagna |
Al termine
della guerra contro gli imperiali, rientra in Romagna. Ha il
compito di controllare i movimenti dei pontifici. |
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Dic. |
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300 fanti |
Romagna |
Si trasferisce
a Rimini con 300 provvigionati. |
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1509 |
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Gen. |
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Romagna |
Sono spediti
a lui ed a Dionigi Naldi 10000 ducati per arruolare fanti: il
denaro è perso in mare con l'affondamento della nave che lo
sta trasportando. |
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Mar. |
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1000 fanti |
Lombardia |
Entra nel castello
di Cremona con 1000 provvigionati: i suoi uomini si rivelano
indisciplinati; fra di essi molti sono sudditi dello stato della
Chiesa, degli estensi e dei fiorentini. |
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Apr. |
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Lombardia |
Fatta la mostra
delle sue compagnie, ha l'incarico di sorvegliare le rive dell'Adda,
per impedire il passaggio del fiume dei nemici che provengono
da Lodi. Con Giustiniano Morodini e Vitello Vitelli, si muove
verso Treviglio per fronteggiare i francesi dello Chaumont (6000
fanti e le artiglierie) che crede avanzare in ordine sparso.
Manda in avanscoperta 200 fanti ed alcuni stradiotti, si scontra
con una parte delle truppe nemiche e le insegue fino al rivellino
della porta; sopraggiunge, nel frattempo, il resto dell'esercito
nemico, che punta le artiglierie contro i suoi uomini ed obbliga
i veneziani alla resa a discrezione. 200 fanti della Serenissima
sono uccisi; ne sono catturati 800 con 100 cavalli leggeri.
Tutti i prigionieri sono svaligiati di armi e di cavalli e sono
rilasciati: il provveditore, il Naldi, il Vitelli e Braccio
di Montone sono, invece, trattenuti prigionieri. Viene condotto
a Milano. |
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1510 |
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Feb. |
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Veneto |
E' liberato
mediante uno scambio di prigionieri. Si reca a Venezia in collegio. |
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Mar. |
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Veneto e Romagna |
A Venezia.
Il consiglio dei Savi gli concede una condotta di 50 uomini
d'arme: rifiuta, si licenzia e se ne ritorna in val di Lamone. |
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Giu. |
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Veneto |
Rifiuta pure
una condotta di cavalli leggeri. Ritorna a Venezia e chiede
di essere lasciato libero dai propri impegni verso la Serenissima:
gli è concesso tale permesso, seppure con difficoltà, dal doge
Leonardo Loredan. |
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Lug. |
Venezia |
Francia |
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Veneto |
Si porta a
Padova al capezzale del cugino Dionigi: alla morte del congiunto,
è nominato temporaneamente dai provveditori capitano generale
della fanteria. Il collegio non lo conferma nell'incarico e
preferisce dargli una condotta di 1000 fanti. Si reca a Venezia,
ha dal doge il comando dei fanti romagnoli ed una provvigione
annua di 500 ducati. Rientra a Padova ed opera con il provveditore
generale Andrea Gritti. |
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Ago. |
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605 fanti |
Veneto |
A Venezia,
per perorare la causa del nipote Giovanni Naldi, che è stato
licenziato negli stessi
giorni; è pure disattesa la sua richiesta di una condotta di
25 cavalli per il nipote Babone. E' acquietato, ma per poco:
fa notare che alcuni suoi fanti, al momento della formazione
dei colonnelli, sono posti agli ordini di Chiriaco dal Borgo. |
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Sett. |
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500 fanti |
Veneto |
Ristabilitosi
dopo una breve malattia, si sposta all'assedio di Verona. 1800
fanti tedeschi, più alcuni cavalli francesi, escono dal castello
di San Felice per impadronirsi dell'artiglieria veneziana: il
naldi respinge gli assalitori e fa prigioniero sotto le
mura il capitano spagnolo Francesco Maldonado. I veneziani
ripiegano da Verona ed è
inviato in Polesine al comando di un colonnello di 500 fanti. |
| 1511 |
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Emilia |
Nella primavera
si trova alla difesa di Modena alla testa di 1000 fanti. I suoi
uomini si scontrano con i pontifici di Orsino Orsini davanti
al palazzo del governatore cittadino, il vescovo di Chiusi Niccolò
Bonafede. Il presule esce immediatamente dall'edificio armato
di una partigiana e prega i due capitani di intervenire per
sedare la rissa. Un altro giorno, durante un'assenza del comandante
del presidio Marcantonio Colonna, 100 uomini d'arme e 300 fanti
delle compagnie di quest'ultimo vengono alle mani in una strada
cittadina con i fanti romagnoli del Naldi. Cerca nuovamente
di intervenire al fine di rappacificare i contendenti il Bonafede.:
restano morti sul terreno 8/10 cavalli colonnesi e 20 fanti
d'ambo le parti. |
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1512 |
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| Feb. |
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Lombardia |
Collabora con
il provveditore Andre Gritti alla conquista di Brescia. Si colloca
con i suoi fanti a San Pietro in Oliveto. Dopo pochi giorni
si presenta Gastone di Foix che riesce, a sua volta, a penetrare
in città attraverso il castello. I suoi fanti non riescono
ad arginare l'assalto francese. |
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Ago. |
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Lombardia |
Prende parte
all'assedio di Brescia. Con Bernardino di Montone e Giovanni
dal Borgo, espugna il castello di Sant'Eufemia della Fonte. |
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1515 |
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Ago. |
Venezia |
Spagna |
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1516 |
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Ago. |
Chiesa |
Francia |
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Emilia |
Si trova alla
guardia di Modena: i suoi 500 fanti sono alloggiati al Carmine. |
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Sett. |
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Emilia |
Viene trasferito
nel piacentino; rientra a Modena ed a fine mese parte dalla
città. |
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1517 |
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Gen. |
Chiesa |
Comp. ventura |
1000 fanti |
Romagna |
Combatte le
truppe di Francesco Maria della Rovere, teso alla riconquista
del ducato di Urbino. Ha il comando di 1000 fanti della val
di Lamone. Si sposta da Castrocaro Terme e giunge a Forlì, ove
si incontra con Lorenzo dei Medici che assiste alla mostra dei
suoi fanti. Il Naldi rimane alla guardia della città; acquartiera
i suoi nel Palazzo Pubblico. Costoro si rivelano impertinenti,
incendiano i banchi, le porte e le finestre del palazzo, per
cui dopo pochi giorni sono tutti trasferiti a Cesena. Le autorità
cercano di fare eseguire l'ordine; si oppone loro Balasso Naldi;
Cesare Naldi tenta di uccidere con un colpo di spiedo Girolamo
Morattini, che, con il governatore cittadino, cerca di convincere
i soldati ad allontanarsi dalla città. Il gesto di quest'ultimo
provoca un inizio di rivolta da parte della popolazione. 800
fanti si oppongono agli abitanti al borgo di San Pietro; assaliti,
i fanti romagnoli sono costretti alla fuga. Interviene ancora
il Morattini, che calma gli animi dei forlivesi e salva la vita
a Cesare Naldi, facendolo rifugiare in una stanza segreta del
palazzo. Nella rissa rimangono uccisi 30 fanti della compagnia
di Vincenzo Naldi; moltissimi sono pure i feriti. |
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1525 |
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Gen. |
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Romagna |
Muore a Brisighella
agli inizi del mese. E' sepolto nella chiesa degli osservanti. |
Valoroso capitano.
Capitano famoso.
Ardito, infaticabile nelle armi e nei negozi civili. Capo di
parte in val di Lamone.