Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
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1223      CESARE DA NAPOLI  (Cesare Masi, Cesare Maggi) Di Napoli.. Conte di Annone. Signore di Moncrivello.

               + 1568

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

..............

 

 

 

Campania

Orfano, a diciassette anni abbandona Napoli con soli 5 carlini in tasca in cerca di fortuna. Lascia presto il servizio di un gentiluomo e si dà al mestiere delle armi.

1514

 

 

 

 

 

Ago.

Venezia

Milano Spagna

 

Lombardia

E' segnalato alla difesa di Crema agli ordini di Renzo di Ceri. Partecipa alla battaglia di Ombriano.

1517

Chiesa

Comp. ventura

 

Marche

Combatte, sempre agli ordini del Ceri, le truppe di Francesco Maria della Rovere, teso alla riconquista del ducato di Urbino.

1521

 

 

 

 

 

Giu.

Venezia

Impero Chiesa

 

Lombardia

Si trova con altri capitani a Castelleone.

Sett.

 

 

 

Emilia

All'assedio di Parma.

1522

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

180 fanti

Lombardia

Al campo di Rovato, inquadrato nel colonnello di Antonio da Castello.

Lug.

 

 

 

 

L'organico della sua compagnia è ridotto a 112 fanti.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Si trova a Mantova per duellare, con la spada e la partigiana, con Battista da Goito.

1524

 

 

 

 

 

Gen.

Francia

Impero

300 fanti

Lombardia

Viene inviato con i suoi uomini nella rocca di Melegnano, mentre alla difesa della città si pongono 500 lanzichenecchi. Attaccato dagli spagnoli (400 lance e 4000 fanti dotati di artiglieria), si rinchiude nella fortezza: è costretto ad arrendersi a patti a  seguito dell'uccisione di 60 uomini.

1525

 

 

 

 

 

Giu.

Impero

Francia

 

Lombardia

Milita agli ordini del marchese di Pescara Ferdinando d'Avalos. Prende parte alla difesa di Lodi; catturato in combattimento, è condotto a Crema. E' subito liberato.

Sett.

 

 

 

Piemonte

Staziona con la sua compagnia nel marchesato di Ceva.

..............

 

 

 

Francia

All'assedio di Marsiglia contro il Ceri.

1526

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Piemonte

Ad Asti. Con Alfonso Galante, viene più volte a contrasto con Fabrizio Maramaldo: è anche sospettato di tradimento per pretesi contatti con il marchese di Saluzzo o con i veneziani. Interviene il marchese di Vasto Alfonso d'Avalos e per un po' di tempo si pensa che sia stato fatto giustiziare dagli imperiali. Viene, invece, licenziato per le sue ruberie.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Presto riassunto, raccoglie fanti napoletani nel cremasco ed entra in Milano con il Galante: è sempre inquadrato nel colonnello del Maramaldo.

Giu.

Impero

Venezia Francia

 

Lombardia

A Soresina; passa, successivamente, alla guardia di Lodi e cerca di mettere sull'avviso il Maramaldo nei confronti di Ludovico Vistarini. Allorché i veneziani penetrano nella città con l'aiuto proprio del Vistarini, si rinchiude in alcune case per difendersi; all'alba, si crede abbandonato ed accetta la resa. Incarcerato nel castello di Crema, tenta di impadronirsene; è trasferito a Venezia in un nuova prigione. Ne fugge con l'ausilio di un frate francescano di Lecce; affamato e senza denari, raggiunge in Lombardia l'esercito imperiale di Antonio di Leyva.

1527

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Lombardia

Viene sorpreso dai veneziani presso Sant'Angelo Lodigiano e fra i suoi uomini restano uccisi 60 fanti: gli viene pure tolta l'insegna. Si trasferisce a Melegnano e tenta di impedire l'attraversamento del Lambro ai nemici condotti da Babone Naldi, da Giampaolo Manfrone, da Giacomo Novello, da Ambrogio da Landriano, da Antonio da Castello e da Gian Ludovico Pallavicini. Nello scontro è ferito ad un braccio.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Batte a Carate Brianza Gian Giacomo dei Medici.

1528

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

Lombardia

Affronta ancora il Medici nel comasco.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Fronteggia veneziani e francesi tra Novara e Mortara ed in Lomellina.

1529

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Piemonte

Si avvia alla volta di Domodossola. Durante la marcia viene assalito dagli uomini del Medici, guidati dal fratello di costui Gabriele e da Federico Borromeo che, sebbene militino anch'essi per gli imperiali, si impadroniscono dei suoi pezzi di artiglieria.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Partecipa alla battaglia di Landriano.

Lug.

 

 

800 fanti

Lombardia

Parte da Milano e giunge a Trezzo sull'Adda con il suo colonnello pronto ad attraversare il fiume ed a irrompere nel bergamasco. Viene contrastato dai cavalli leggeri e da 1200 fanti, che dispongono di 4 pezzi di artiglieria e che sono comandati da Lucantonio Cuppano e da Carlo Malatesta da Sogliano. Cesare da Napoli preferisce riattraversare subito l'Adda e distruggere il locale ponte di barche. Sono così lasciati sull'altra riva 100/150 fanti delle sue compagnie, che sono tutti uccisi o fatti prigionieri dai nemici.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Occupa Brembate con Gianfrancesco Pusterla; trascorrono alcuni giorni ed è forzato a rientrare a Trezzo sull'Adda.

Nov.

 

 

 

Lombardia

E' alla conquista di Sant'Angelo Lodigiano con 7000 fanti spagnoli e 3000 italiani. Respinto inizialmente sino ai borghi, la resistenza è superata, il castello cede e 400 fanti sono uccisi fra i difensori. Si sposta a Cassano d'Adda ed è firmata la pace fra i contendenti.

Dic.

 

 

 

Emilia

Si trova a Bologna con il di Leyva; è prima destinato a combattere i turchi; di seguito viene inviato con il suo colonnello di 1500 fanti in Toscana, per agevolare i pontifici nella loro guerra con i fiorentini.

1530

 

 

 

 

 

Gen. Chiesa Firenze 1500 fanti Toscana
E' accampato nel Mugello per tagliare, da quel territorio, le linee di rifornimento a Firenze.

Feb.

Chiesa

 

 

Romagna

Radunati 4/5000 uomini, si presenta davanti a Monte Poggiolo e taglieggia Modigliana.

Mar.

 

 

 

Romagna

Con Leonello da Carpi, assedia Castrocaro Terme con 6 pezzi di artiglieria; è  respinto dalla località dal commissario Lorenzo Carnesecchi. Ingenti sono le perdite fra le sue truppe: i fiorentini cercano di subornarlo, gli promettono terre, onori, denari, ma egli rifiuta ogni proposta. I pontifici gli consegnano 1395 ducati per il suo servizio.

Mag.

 

 

 

Toscana

Il principe d' Orange lo invia in Ungheria con 2000 fanti per contrastarvi i turchi: non abbandona, viceversa, la Toscana, assale Marradi e si sposta nel Mugello, ove cattura uomini ed impone taglie a castelli e borghi. Passa in Valdarno; con la caduta nelle mani degli imperiali della cittadella di Arezzo, punta su Borgo San Sepolcro (Sansepolcro). Gli aretini gli consegnano 3000 scudi; molti abitanti del contado si uniscono con i suoi uomini e con costoro prosegue verso il Casentino, che viene messo a sacco sino a Rassina.

Lug.

 

 

 

Toscana

Giunge a Barberino di Mugello ed impone una taglia al borgo di Mangona: vi invia quattro suoi emissari per quantificare la somma richiesta. Costoro vengono uccisi dai contadini assieme ad alcuni dei suoi fanti: accorre prontamente e presto è trovato un accordo.

Ago.

 

 

 

Toscana e Emilia

Con la resa della repubblica fiorentina, scende dalla Valdarno e si presenta all' improvviso davanti alla porta di San Gallo del capoluogo: tenta di entrare nella città, ma ne è respinto. In lite con il Maramaldo, si volge allora su Piacenza, dove sta il di Leyva; a fine mese, è a Montevarchi; domanda ancora agli aretini 2000 fiorini per le necessità dei suoi uomini. Gli sono fornite solo vettovaglie.

1531

 

 

 

 

 

Mar.

Impero

 

 

Lombardia

A Mantova sfida a duello il Maramaldo; il marchese Federico Gonzaga si oppone all' effettuazione dello scontro ed impedisce che sia consegnato al suo rivale il cartello di sfida.

1532

 

 

 

 

 

Gen.

Musso

Milano

 

Lombardia

Lascia gli stipendi degli imperiali e milita con il Cosco al servizio del marchese di Musso Gian Giacomo dei Medici contro gli sforzeschi.

Feb.

 

 

 

Lombardia

Gli è dato il comando di un colonnello e gli sono consegnati 600 scudi per arruolare nel bresciano e nel bergamasco 400 fanti: i veneziani si oppongono al loro reclutamento e gli frappongono molti ostacoli anche su pressione del duca di Milano. Cesare da Napoli entra in Lecco e ne esce con il Cosco alla testa di 300 fanti, per assalire con i fuochi artificiati il campo di Malgrate, dove è alloggiato Accursio da Lodi con 300 fanti. Il capitano nemico viene ucciso in combattimento, sono catturati 100 fanti e prelevati 3 pezzi di artiglieria. Il condottiero saccheggia tutta la valle e conduce molto bestiame in Lecco.

Mar.

Impero

 

 

Lombardia

Con la resa del Medici, ritorna agli stipendi degli imperiali.

Lug.

Impero

Impero Ottomano

 

Austria

Affianca il di Leyva in Austria: prima di partire, chiede al della Rovere l'armatura da lui indossata alla mostra dei suoi uomini d'arme tenuta a Ghedi. Ottiene una risposta negativa.

1535

Impero

Francia

 

Piemonte

Assale invano Vische, alla cui difesa si trovano Andrea di Solero ed il feudatario  locale: finge di abbandonare l'impresa, salvo a riproporre l'attacco non appena si allenta la sorveglianza di costoro. La località è espugnata e messa a sacco.

1536

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Piemonte

E' costretto a lasciare Torino ed a riparare a Vercelli: negli stessi giorni 300 fanti delle sue compagnie si ribellano ed occupano Cavallermaggiore; in due giorni i suoi uomini ne vengono scacciati dai francesi di Marco Antonio Cusano.

Giu. lug.

 

 

 

Piemonte

Viene preposto alla guardia di Volpiano. Con Giacomo Folgore di Piossasco, affronta il Cusano allorché costui esce da Torino per assalire Savigliano; muove contro Emilio Grego, che si è fortificato in Mazzè, e si impossessa di San Giorgio Canavese.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Assedia Torino e viene battuto con Paolo Luzzasco da una sortita dei difensori.

1537

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Piemonte

Segue con Luigi Gonzaga e Brunoro Gambara il marchese di Vasto nella sua controffensiva in Piemonte. Fallisce un suo tentativo di occupare di sorpresa Torino, che viene respinto da pochi soldati.

Mar.

 

 

 

Piemonte

Coadiuva il marchese Francesco di Saluzzo al recupero di Carmagnola. Con Brunoro da Thiene si impadronisce della località quasi senza combattere; assedia il castello difeso da Stefano Malabaila. Dopo qualche giorno il marchese viene ucciso da un colpo di archibugio mentre sta indicando ai suoi artiglieri i punti più deboli della fortezza. A tale vista gli imperiali si gettano con ferocia contro le mura ed espugnano il castello. Il marchese di Vasto fa impiccare il Malabaila ed i soldati del presidio sono avviati alle galee come rematori. Cesare da Napoli si avvia, verso Moncalieri con Camillo Colonna; con 600 fanti cerca di opporsi all'avanzata su Susa dei rinforzi francesi, condotti dal gran connestabile Annes de Montmorency.

Lug.

 

 

 

Piemonte

Ripete il tentativo di impossessarsi di Torino dove alla guardia della città sono restate le sole compagnie del Wartiz e dell'Angart. Corrompe un caporale guascone della guarnigione, che dovrebbe fargli trovare aperto il bastione di San Giorgio vicino alla chiesa di Nostra Signora. Lascia nottetempo Volpiano con 10 insegne di fanti e 200/300 cavalli. Giunto al bastione, sono poste le scale, è aperta la porta ed entrano in città 5 insegne di fanti al segnale convenuto. La porta viene chiusa alle spalle degli aggressori: secondo la leggenda da quattro santi comparsi all'improvviso sulle mura. I torinesi credono che siano i tre santi martiri di Tebe, Solutore, Avventore ed Ottavio, dei quali erano conservate le reliquie in una cappella vicino al bastione scalato dagli avversari.. Cesare da Napoli è costretto a ritirarsi; marcia contro Caselle Torinese, vi conduce un vigoroso assalto su tre lati che costa la vita a 120/140 uomini; è ancora una volta obbligato a ritirarsi abbandonando nel fossato 30 o 40 scale.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Il d'Avalos riceve in soccorso 12000 lanzichenecchi e può attaccare Cherasco: la città è espugnata con la cattura di Baldassarre della Massa e del  guascone Ramon.

Sett.

 

 

 

Piemonte

Il Maramaldo viene eletto maestro generale di campo: per il dispetto Cesare da Napoli è sul punto di chiedere licenza agli imperiali. Rassicurato da Giambattista Castaldo e dal d'Avalos, è inviato oltre il Po con 3000 fanti e 500 cavalli. Si dirige su Susa per ostacolare l'arrivo dei lanzichenecchi di Enrico Ludovico di Landberg.

Ott.

 

 

 

Piemonte

Attaccato nella sua marcia da un contingente comandato dal Brissac, rafforzato a sua volta da molti archibugieri di Guglielmo di Furstenberg, viene disfatto con la perdita della maggior parte dei bagagli.

..............

 

 

 

Piemonte

Ha numerose scaramucce con i francesi a Rivarolo Canavese, a Foglizzo, a Caluso, a Lanzo Torinese ed a Romano Canavese. Alla fine i francesi lo attaccano in Volpiano; resiste validamente, finché interviene la pace a separare le parti.

1538          
Ago.       Piemonte Agli ordini di Alfonso d'Avalos si impadronisce di Moncalieri.
1539          
..............       Piemonte
Esce da Volpiano e scorre nel territorio di Rivoli. Si impadronisce di numerose mandrie di bovini trovati nelle campagne. Il bestiame sarà venduto, successivamente, in Lombardia. Per tale impresa il condottiero non sarà più chiamato Cesare da Napoli, ma "Cesare delle vacche".
..............       Piemonte
Si accorda con un caposquadra della compagnia del capitano guascone Rinat, di guardia al bastione San Giorgio di Rivoli, presso la chiesa della Consolata. Lascia nottempo Volpiano e si porta sotto il bastione. Trova la porta malamente aperta. Viene dato l'allarme e Cesare da Napoli si ritira.

1541

Impero

Francia

 

Piemonte

Si trova alla difesa di Trino.

1542          

Feb.

 

 

 

Piemonte

Fa preparare 4/5 grossi carri carichi di fieno ed in ciascuno vi sono nascosti 6 soldati. I carri vengono portati nottetempo a Torino da alcuni contadini accompagnati da un prete; si rompe una fune all'ingresso nella città, i fanti sono scoperti dai fanti guasconi di guardia alla città e tutti, con l'eccezione di uno, sono uccisi. Appostato nei pressi della porta, il condottiero non fa in tempo a capire i segnali che gli sono inviati dai suoi uomini; arriva, invece, il Bouttières, per cui, persa ogni speranza di soccorso, rientra a Volpiano.

1543

 

 

 

Piemonte

Per i suoi meriti, il marchese di Vasto gli fa ottenere una rendita annua di 1000 scudi nel regno di Napoli. Con il recupero di Carignano da parte del d'Avalos, viene lasciato a Carmagnola con alcune insegne di fanti italiani. Depreda il territorio circostante; risparmia, viceversa, i raccolti del torinese in cambio di 300 scudi; razzia, infine, molto bestiame a Rivalta di Torino i cui abitanti non accetano le sue condizioni. Nel frattempo muore a Barge il governatore di Fossano, Pietro d'Apport; alla notizia, Cesare da Napoli invia subito nella località 3 compagnie di fanti con Biagio di Somma: costoro si rifiutano di muoversi se non con la scorta della cavalleria. Biagio di Montluc sorprende la colonna e mette in rotta i cavalli spagnoli. Cesare da Napoli si allontana da Carmagnola con 500 archibugieri a cavallo ed altri 500 cavalli leggeri, si colloca nei pressi di Vinovo e di Vigone con l'obiettivo di cogliere in agguato il capitano francese. Le milizie del Bouttières approfittano della sua assenza, per impadronirsi delle due località rimaste senza alcun presidio: vi è una scaramuccia; a questo punto, decide di allontanarsi da Carmagnola per rifugiarsi a Chieri.

1544

 

 

 

 

 

..............

 

 

Maestro di campo

Piemonte

Viene nominato dal d'Avalos suo maestro di campo. Rientra a Carmagnola, di cui si colloca alla difesa con 2000 fanti tedeschi e qualche insegna di fanti italiani.

Apr.

 

 

 

Piemonte

A metà mese prende parte alla battaglia di Ceresole Alba, che si svolge nell'altopiano della Gerbola, dove ha il comando dell'avanguardia. Sono pure presenti per gli imperiali Eriprando Madruzzi, fratello del cardinale di Trento Cristoforo, con 10000 lanzichenecchi; Raimondo di Cardona con i veterani di Spagna e di Germania; Ferrante da San Severino, principe di Salerno, con le fanterie italiane; Filippo di Lannoy, principe di Sulmona, con la cavalleria leggera. Alfonso d'Avalos è il capitano generale. I francesi sono capitanati dal duca d'Enghien Francesco di Borbone. Altri capitani sono il Termes, Paolo de la Barthes che comanda la cavalleria leggera, Biagio di Montluc e Martino du Bellay, barone di Langey e goverbatore di Torino. Costoro sono coadiuvati da Guido di Boutières, da Giovanni di Thays che è alla testa dei veterani; alla retroguardia sono Claudio di Clermat, barone di Dampierre (uomini d'arme ed arcieri a cavallo), il d'Escros ed il Drosio con 3000 fanti italiani, il luogotenente del conte di Grueres con 4000 fanti svizzeri. All'inizio la vittoria sembra arridere agli imperiali; cede però la fanteria tedesce di fronte ai fanti guasconi e svizzeri, mentre resistono sulla sinistra i 6000 fanti italiani agli ordini di Cesare da Napoli e del San Severino. Il marchese di Vasto, ferito da un colpo di mazza ferrata alla mano sinistra e da un colpo di archibugio al ginocchio destro, decide di ritirarsi con le sue schiere verso Asti. Anche Cesare da napoli ed il San Severino, che già si sono scontrati con la cavalleria leggera del Termes, stabiliscono di retrocedere. Inseguiti dai francesi, solo a notte riescono a raggiungere Asti. Gravi sono le perdite d'ambo le parti. Tra i francesi è catturato il Termes nello scontro con la cavalleria fiorentina di Rodolfo Baglioni; restano invece uccisi Giovanni battista Grimaldi, il D'Escros ed il Drosio, Carlo Vagnone di Trufarello, già governatore di Mondovì. Fra gli imperiali sono catturati il Cardona, maestro di campo e comandante dei fanti spagnoli, Carlo Gonzaga, marchese di Gazzuolo, che comanda la cavalleria italiana, ed Eriprando Madruzzi, coperto di ferite. Nel complesso fra gli imperiali sono uccisi 10000 fanti, per lo più spagnoli.

Mag.

 

 

 

Emilia

Fronteggia nel piacentino Piero Strozzi e tallona la sua retroguardia.

Giu.

 

 

 

Emilia  Lombardia Piemonte

Con la cavalleria e 3000 fanti blocca l'avanzata dello Strozzi a Stradella. Lo sconfigge sul fiume Scrivia, tra Serravalle Scrivia e Novi Ligure, dove ha il comando della seconda schiera. A fine mese lascia Vulpiano con Giuliano Cesarini e con i suoi fanti cerca di prestare soccorso in Carignano a Pirro Colonna, Felice d'Arco e Michele Spagnolo assediati da tempo in tale centro.

Lug.

 

 

 

Emilia

Con Rodolfo Baglioni, molesta la retroguardia dello Strozzi impegnato in un nuovo  tentativo di raggiungere il Piemonte.

1545       Trentino
Si ammala a Trento. Ripresosi parte per la Germania al comando di un contingente di cavalli leggeri.

1546

 

 

 

 

 

Estate

Impero

Protestanti

 

Germania

Contrasta in Germania le truppe del duca Giovanni Federico di Sassonia e del landgravio di Assia. Si porta a Ratisbona con Pirro Colonna; lascia, indi, la città per molestare l'esercito protestante in marcia verso Ingolstadt: ha una scaramuccia con gli avversari che termina con l'uccisione di 25 cavalli della sua compagnia e di altri uomini del Baglioni. Combatte ancora i nemici sotto Augusta; con il Castaldo, Alessandro Vitelli, Giulio Orsini, Pirro Colonna e Paolo Vitelli, raggiunge Ulm. Viene inviato in avanscoperta con 600 archibugieri italiani e spagnoli e 60 cavalli leggeri; con Tommaso Coccapani ed Astorre Baglioni cade in un'imboscata presso un'abbazia dopo che gli avversari si sono nascosti in un bosco. Riesce a fuggire in una foresta dove rimane nascosto fino al calare della sera.

1551

 

 

 

 

 

.............. Impero Francia   Piemonte
Milita agli ordini di Ferrante Gonzaga. Con Giorgio Costa, signore di Trinità, e battista della Chiesa recupera Cuneo per conto del marchese Ludovico di Saluzzo. la città è messa a sacco.

Sett.

 

 

 

Piemonte

Cerca, invano, di precedere gli avversari in Saluggia.

Nov.

 

 

 

Piemonte

Soccorre Lanzo Torinese con 6 compagnie di fanti italiani.

1552

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Piemonte

Si trova alla guardia di Asti; da tale località interviene a favore di Verrua Savoia. Il suo intervento si rivela tardivo, per cui viene spostato da Ferrante Gonzaga alla difesa di Crescentino.

..............

 

 

 

Piemonte

Segue il Gonzaga all'assedio di Casale Monferrato; distaccato a Rivarolo Canavese con metà fanteria, ha il compito di attaccare il campo francese di San Martino per ostacolare i nemici che stanno assediando Volpiano.

Nov.

 

 

 

Piemonte

Libera Volpiano dall'assedio, espugna la fortezza di Ponte, che viene distrutta dalle fondamenta, e rientra a Rivarolo Canavese.

1553

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Piemonte

Si trova a Cortemilia ed ostacola i francesi usciti da Alba.

..............

 

 

Maestro di campo fanteria

Piemonte

E' nominato maestro di campo della fanteria italiana ed ha il mandato di riconquistare Alba: assedia la città per diciassette-diciotto giorni e la batte con le artiglierie per una settimana; fa pure brillare due mine, dopo avere fatto scavare alcuni cuniculi che vanno dal fossato alle mura. Espugna il campo di San Martino.

Nov.

 

 

 

Piemonte

I francesi del Brissac si impossessano con un colpo di mano di Vercelli: lascia Vulpiano e con Francesco d'Este  si avvia al recupero della città. Si muove alla testa di 1500 cavalli e di altrettanti fanti, portati sulle groppe delle cavalcature, mentre il resto dell'esercito imperiale prosegue più lentamente. I francesi si ritirano dalla località tallonati da Cesare da Napoli. Prima di partire gli avversari spogliano la tomba del duca Carlo di Savoia, tumulata nella chiesa di Sant'Eusebio.

1554

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Piemonte

Staziona a Volpiano; il Brissac si muove attorno a Valfernera. Cesare da Napoli manda alcune spie a Torino, tratta con un soldato francese di guardia alla porta Palazzo della stessa città. Il trattato è scoperto. Nella notte stabilita le compagnie del Remonet e gli abitanti si presentano in massa sulle strade che portano dalla chiesa di San Domenico a quella di San Michele attigue alle mura. Il condottiero si avviicina ma ha modo di accorgersi dell'imboscata preparata ai suoi danni. Si allontana.

1555

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

Maestro di campo fanteria e capitano g.le artiglieria  

Piemonte

Alla difesa di Valenza con il Figueroa. Assalito dal Brissac, conduce numerose sortite con il marchese di Pescara Ferdinando d'Avalos ed Alvaro di Sander.

Lug. ago.

 

 

 

Piemonte

Varca il Po ed ottiene senza combattere Torrione; spinge il duca d'Alba ad assediare Santhià. Dopo venti giorni è costretto a ripiegare per la resistenza trovatavi.

Sett.

 

 

 

Piemonte

Assale Ponzone; ha il comando della spedizione (4 compagnie di fanti e 4 di cavalli leggeri) inviata in soccorso della guarnigione di Volpiano. Dei capitani imperiali, solo Emanuele di Luna riesce a penetrarvi con 200 uomini. Molti  sono i morti e 72 i prigionieri: l'Aumale, che assedia la piazza, fa impiccare 25 fanti spagnoli ed altri 25 invia alle galee come rematori. Cesare da Napoli scorre il contado e conquista Robella; a fine mese, tuttavia, Volpiano cade in potere dei francesi.

Nov.

 

 

 

Piemonte

Sconfigge alcune compagnie nemiche con il marchese di Pescara. Con tale capitano e Giambattista Castaldo, si pone in agguato presso Incisa Scapaccino: il Vecchialanza  attira gli avversari ed i francesi subiscono notevoli perdite.

1557

 

 

 

 

 

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Piemonte

Appoggia il marchese di Vasto contro il Brissac che sta assediando Cuneo.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Ottiene la resa di Gattinara, alla cui difesa sono rimasti 200 francesi con il Barasse ed alcune schiere italiane con Giovan Paolo Cusano.

1558       Francia
E' segnalato a Nizza nella prima parte dell'anno; funge da consulente per il governatore sabaudo Andrea Provana per il rafforzamento di alcune opere difensive cittadine quali Monte Albano ed il forte di Sant'Elmo.
1559          

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Spagna

 

 

 

Agli stipendi del re Filippo II.

Lug. Duca Savoia     Svizzera
Milita al servizio del duca di savoia Emanuele Filiberto. Il duca, dopo la pace ci Chateau-Cambresis, si propone di recuperare ai suoi domini Ginevra, città in cui domina Giovanni Calvino. In tale centro vi si reca dapprima un avventuriero napoletano che si finge protestante e che, con denari del duca, acquista la città la baronia di Vitry. Anche Cesare da Napoli si reca a Ginevra e prepara un piano per impadronirsi della località che prevede l'impiego di 20000 fanto e di 1500 cavalli. Il progetto sabaudo non va in porto per l'ostilità dei francesi (hanno grossi problemi con gli ugonotti) e lo scarso appoggio degli spagnoli.

1561

Duca Savoia

 

 

Piemonte

E' proprietario con il capitano Moretti di Nizza di mezza galea corsara ancorata nel porto di Villafranca (Villefranche).

1565

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

Lombardia Emilia Toscana

Ha l'incarico dal re di Spagna di raccogliere 3000 fanti da avviare alla difesa di Malta: lascia la Lombardia, è segnalato a Piacenza ed a Pontremoli dove passa con 4000 fanti. Alloggia per tre giorni all'Annunziata, alla pieve di Saliceto, alla Costa, a Campoli ed a Vico. I suoi uomini arrecano ovunque gravi danni.

Dic.

 

 

 

Piemonte

Il duca di Savoia gli conferma l'acquisto di Moncrivello.

1566

 

 

 

Piemonte

Ha il compito da Emanuele Filiberto di ispezionare le fortificazioni sabaude sul confine svizzero.

1568

Spagna

 

 

Lombardia

Ottiene il comando delle artiglierie del ducato di Milano. Muore. E' sepolto nel santuario del Sacro Monte di Varallo, di cui è uno dei più devoti benefattori.

DICIOTTO CITAZIONI

Capitano valoroso. Bellicoso. Uno dei migliori capitani dei suoi tempi. "Uno dei più vecchi, ed il più astuto e ardito tra i capitani che servivano a Spagna." Adriani

Soldato espertissimo e vigile. Accorto. Esperto nella guerra di artiglieria. Maestro di guerra.

Capitano famoso.

Intraprendente. Sagace.

Nemico infesto dei piemontesi, nonché dei francesi.

Poco fortunato nelle sue imprese che furono lo stesso belle e bene inventate.

Capitano fedele.

Avido.

Di giuste proporzioni e forti membra; il volto rubicondo; occhi, barba e capelli neri.

Amante delle lettere. Fece parte dell'accademia degli Affidati di Pavia.