| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Campania |
Orfano, a diciassette
anni abbandona Napoli con soli 5 carlini in tasca in cerca di
fortuna. Lascia presto il servizio di un gentiluomo e si dà
al mestiere delle armi. |
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1514 |
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Ago. |
Venezia |
Milano Spagna |
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Lombardia |
E' segnalato
alla difesa di Crema agli ordini di Renzo di Ceri. Partecipa
alla battaglia di Ombriano. |
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1517 |
Chiesa |
Comp. ventura |
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Marche |
Combatte, sempre
agli ordini del Ceri, le truppe di Francesco Maria della Rovere,
teso alla riconquista del ducato di Urbino. |
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1521 |
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Giu. |
Venezia |
Impero Chiesa |
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Lombardia |
Si trova con
altri capitani a Castelleone. |
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Sett. |
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Emilia |
All'assedio
di Parma. |
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1522 |
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Feb. |
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180 fanti |
Lombardia |
Al campo di
Rovato, inquadrato nel colonnello di Antonio da Castello. |
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Lug. |
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L'organico
della sua compagnia è ridotto a 112 fanti. |
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Ago. |
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Lombardia |
Si trova a
Mantova per duellare, con la spada e la partigiana, con Battista
da Goito. |
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1524 |
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Gen. |
Francia |
Impero |
300 fanti |
Lombardia |
Viene inviato
con i suoi uomini nella rocca di Melegnano, mentre alla difesa
della città si pongono 500 lanzichenecchi. Attaccato dagli spagnoli
(400 lance e 4000 fanti dotati di artiglieria), si rinchiude
nella fortezza: è costretto ad arrendersi a patti a seguito dell'uccisione di 60 uomini. |
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1525 |
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Giu. |
Impero |
Francia |
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Lombardia |
Milita agli
ordini del marchese di Pescara Ferdinando d'Avalos. Prende parte
alla difesa di Lodi; catturato in combattimento, è condotto
a Crema. E' subito liberato. |
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Sett. |
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Piemonte |
Staziona con
la sua compagnia nel marchesato di Ceva. |
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.............. |
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Francia |
All'assedio
di Marsiglia contro il Ceri. |
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1526 |
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Feb. |
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Piemonte |
Ad Asti. Con
Alfonso Galante, viene più volte a contrasto con Fabrizio Maramaldo:
è anche sospettato di tradimento per pretesi contatti con il
marchese di Saluzzo o con i veneziani. Interviene il marchese
di Vasto Alfonso d'Avalos e per un po' di tempo si pensa che
sia stato fatto giustiziare dagli imperiali. Viene, invece,
licenziato per le sue ruberie. |
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Mag. |
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Lombardia |
Presto riassunto,
raccoglie fanti napoletani nel cremasco ed entra in Milano con
il Galante: è sempre inquadrato nel colonnello del Maramaldo. |
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Giu. |
Impero |
Venezia Francia |
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Lombardia |
A Soresina;
passa, successivamente, alla guardia di Lodi e cerca di mettere
sull'avviso il Maramaldo nei confronti di Ludovico Vistarini.
Allorché i veneziani penetrano nella città con l'aiuto
proprio del Vistarini, si rinchiude in alcune case per difendersi;
all'alba, si crede abbandonato ed accetta la resa. Incarcerato
nel castello di Crema, tenta di impadronirsene; è trasferito
a Venezia in un nuova prigione. Ne fugge con l'ausilio di un
frate francescano di Lecce; affamato e senza denari, raggiunge
in Lombardia l'esercito imperiale di Antonio di Leyva. |
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1527 |
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Giu. |
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Lombardia |
Viene sorpreso
dai veneziani presso Sant'Angelo Lodigiano e fra i suoi uomini
restano uccisi 60 fanti: gli viene pure tolta l'insegna. Si
trasferisce a Melegnano e tenta di impedire l'attraversamento
del Lambro ai nemici condotti da Babone Naldi, da Giampaolo
Manfrone, da Giacomo Novello, da Ambrogio da Landriano, da Antonio
da Castello e da Gian Ludovico Pallavicini. Nello scontro è
ferito ad un braccio. |
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Lug. |
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Lombardia |
Batte a Carate
Brianza Gian Giacomo dei Medici. |
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1528 |
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.............. |
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Lombardia |
Affronta ancora
il Medici nel comasco. |
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Ott. |
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Lombardia |
Fronteggia
veneziani e francesi tra Novara e Mortara ed in Lomellina. |
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1529 |
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Gen. |
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Piemonte |
Si avvia alla
volta di Domodossola. Durante la marcia viene assalito dagli
uomini del Medici, guidati dal fratello di costui Gabriele e
da Federico Borromeo che, sebbene militino anch'essi per gli
imperiali, si impadroniscono dei suoi pezzi di artiglieria. |
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Giu. |
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Lombardia |
Partecipa alla
battaglia di Landriano. |
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Lug. |
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800 fanti |
Lombardia |
Parte da Milano
e giunge a Trezzo sull'Adda con il suo colonnello pronto ad
attraversare il fiume ed a irrompere nel bergamasco. Viene contrastato
dai cavalli leggeri e da 1200 fanti, che dispongono di 4 pezzi
di artiglieria e che sono comandati da Lucantonio Cuppano e
da Carlo Malatesta da Sogliano. Cesare da Napoli preferisce
riattraversare subito l'Adda e distruggere il locale ponte di
barche. Sono così lasciati sull'altra riva 100/150 fanti delle
sue compagnie, che sono tutti uccisi o fatti prigionieri dai
nemici. |
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Ago. |
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Lombardia |
Occupa Brembate
con Gianfrancesco Pusterla; trascorrono alcuni giorni ed è forzato
a rientrare a Trezzo sull'Adda. |
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Nov. |
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Lombardia |
E' alla conquista
di Sant'Angelo Lodigiano con 7000 fanti spagnoli e 3000 italiani.
Respinto inizialmente sino ai borghi, la resistenza è superata,
il castello cede e 400 fanti sono uccisi fra i difensori. Si
sposta a Cassano d'Adda ed è firmata la pace fra i contendenti. |
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Dic. |
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Emilia |
Si trova a
Bologna con il di Leyva; è prima destinato a combattere i turchi;
di seguito viene inviato con il suo colonnello di 1500 fanti
in Toscana, per agevolare i pontifici nella loro guerra con
i fiorentini. |
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1530 |
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| Gen. |
Chiesa |
Firenze |
1500 fanti |
Toscana |
E' accampato
nel Mugello per tagliare, da quel territorio, le linee di rifornimento
a Firenze. |
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Feb. |
Chiesa |
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Romagna |
Radunati 4/5000
uomini, si presenta davanti a Monte Poggiolo e taglieggia Modigliana. |
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Mar. |
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Romagna |
Con Leonello
da Carpi, assedia Castrocaro Terme con 6 pezzi di artiglieria;
è respinto dalla
località dal commissario Lorenzo Carnesecchi. Ingenti
sono le perdite fra le sue truppe: i fiorentini cercano di subornarlo,
gli promettono terre, onori, denari, ma egli rifiuta ogni proposta.
I pontifici gli consegnano 1395 ducati per il suo servizio. |
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Mag. |
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Toscana |
Il principe
d' Orange lo invia in Ungheria con 2000 fanti per contrastarvi
i turchi: non abbandona, viceversa, la Toscana, assale Marradi
e si sposta nel Mugello, ove cattura uomini ed impone taglie
a castelli e borghi. Passa in Valdarno; con la caduta nelle
mani degli imperiali della cittadella di Arezzo, punta su Borgo
San Sepolcro (Sansepolcro). Gli aretini gli consegnano 3000
scudi; molti abitanti del contado si uniscono con i suoi uomini
e con costoro prosegue verso il Casentino, che viene messo a
sacco sino a Rassina. |
|
Lug. |
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Toscana |
Giunge a Barberino
di Mugello ed impone una taglia al borgo di Mangona: vi invia
quattro suoi emissari per quantificare la somma richiesta. Costoro
vengono uccisi dai contadini assieme ad alcuni dei suoi fanti:
accorre prontamente e presto è trovato un accordo. |
|
Ago. |
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Toscana e Emilia |
Con la resa
della repubblica fiorentina, scende dalla Valdarno e si presenta
all' improvviso davanti alla porta di San Gallo del capoluogo:
tenta di entrare nella città, ma ne è respinto. In lite con
il Maramaldo, si volge allora su Piacenza, dove sta il di Leyva;
a fine mese, è a Montevarchi; domanda ancora agli aretini 2000
fiorini per le necessità dei suoi uomini. Gli sono fornite solo
vettovaglie. |
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1531 |
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Mar. |
Impero |
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Lombardia |
A Mantova sfida
a duello il Maramaldo; il marchese Federico Gonzaga si oppone
all' effettuazione dello scontro ed impedisce che sia consegnato
al suo rivale il cartello di sfida. |
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1532 |
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Gen. |
Musso |
Milano |
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Lombardia |
Lascia gli
stipendi degli imperiali e milita con il Cosco al servizio del
marchese di Musso Gian Giacomo dei Medici contro gli sforzeschi.
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Feb. |
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Lombardia |
Gli è dato
il comando di un colonnello e gli sono consegnati 600 scudi
per arruolare nel bresciano e nel bergamasco 400 fanti: i veneziani
si oppongono al loro reclutamento e gli frappongono molti ostacoli
anche su pressione del duca di Milano. Cesare da Napoli entra
in Lecco e ne esce con il Cosco alla testa di 300 fanti, per
assalire con i fuochi artificiati il campo di Malgrate, dove
è alloggiato Accursio da Lodi con 300 fanti. Il capitano nemico
viene ucciso in combattimento, sono catturati 100 fanti e prelevati
3 pezzi di artiglieria. Il condottiero saccheggia tutta la valle
e conduce molto bestiame in Lecco. |
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Mar. |
Impero |
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Lombardia |
Con la resa
del Medici, ritorna agli stipendi degli imperiali. |
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Lug. |
Impero |
Impero Ottomano |
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Austria |
Affianca il
di Leyva in Austria: prima di partire, chiede al della Rovere
l'armatura da lui indossata alla mostra dei suoi uomini d'arme
tenuta a Ghedi. Ottiene una risposta negativa. |
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1535 |
Impero |
Francia |
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Piemonte |
Assale invano
Vische, alla cui difesa si trovano Andrea di Solero ed il feudatario
locale: finge di abbandonare l'impresa, salvo a riproporre
l'attacco non appena si allenta la sorveglianza di costoro.
La località è espugnata e messa a sacco. |
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1536 |
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Mar. |
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Piemonte |
E' costretto
a lasciare Torino ed a riparare a Vercelli: negli stessi giorni
300 fanti delle sue compagnie si ribellano ed occupano Cavallermaggiore;
in due giorni i suoi uomini ne vengono scacciati dai francesi
di Marco Antonio Cusano. |
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Giu. lug. |
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Piemonte |
Viene preposto
alla guardia di Volpiano. Con Giacomo Folgore di Piossasco,
affronta il Cusano allorché costui esce da Torino per
assalire Savigliano; muove contro Emilio Grego, che si è fortificato
in Mazzè, e si impossessa di San Giorgio Canavese. |
|
Ago. |
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Piemonte |
Assedia Torino
e viene battuto con Paolo Luzzasco da una sortita dei difensori. |
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1537 |
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Feb. |
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Piemonte |
Segue con Luigi
Gonzaga e Brunoro Gambara il marchese di Vasto nella sua controffensiva
in Piemonte. Fallisce un suo tentativo di occupare di sorpresa
Torino, che viene respinto da pochi soldati. |
|
Mar. |
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Piemonte |
Coadiuva il
marchese Francesco di Saluzzo al recupero di Carmagnola. Con
Brunoro da Thiene si impadronisce della località quasi
senza combattere; assedia il castello difeso da Stefano Malabaila.
Dopo qualche giorno il marchese viene ucciso da un colpo di
archibugio mentre sta indicando ai suoi artiglieri i punti più
deboli della fortezza. A tale vista gli imperiali si gettano
con ferocia contro le mura ed espugnano il castello. Il marchese
di Vasto fa impiccare il Malabaila ed i soldati del presidio
sono avviati alle galee come rematori. Cesare da Napoli si avvia,
verso Moncalieri con Camillo Colonna; con 600 fanti cerca di
opporsi all'avanzata su Susa dei rinforzi francesi, condotti
dal gran connestabile Annes de Montmorency. |
|
Lug. |
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|
Piemonte |
Ripete il tentativo
di impossessarsi di Torino dove alla guardia della città sono
restate le sole compagnie del Wartiz e dell'Angart. Corrompe
un caporale guascone della guarnigione, che dovrebbe fargli
trovare aperto il bastione di San Giorgio vicino alla chiesa
di Nostra Signora. Lascia nottetempo Volpiano con 10 insegne
di fanti e 200/300 cavalli. Giunto al bastione, sono poste le
scale, è aperta la porta ed entrano in città 5
insegne di fanti al segnale convenuto. La porta viene chiusa
alle spalle degli aggressori: secondo la leggenda da quattro
santi comparsi all'improvviso sulle mura. I torinesi credono
che siano i tre santi martiri di Tebe, Solutore, Avventore ed
Ottavio, dei quali erano conservate le reliquie in una cappella
vicino al bastione scalato dagli avversari.. Cesare da Napoli
è costretto a ritirarsi; marcia contro Caselle Torinese,
vi conduce un vigoroso assalto su tre lati che costa la vita
a 120/140 uomini; è ancora una volta obbligato a ritirarsi abbandonando
nel fossato 30 o 40 scale. |
|
Ago. |
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Piemonte |
Il d'Avalos
riceve in soccorso 12000 lanzichenecchi e può attaccare Cherasco:
la città è espugnata con la cattura di Baldassarre della Massa
e del guascone Ramon. |
|
Sett. |
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Piemonte |
Il Maramaldo
viene eletto maestro generale di campo: per il dispetto Cesare
da Napoli è sul punto di chiedere licenza agli imperiali. Rassicurato
da Giambattista Castaldo e dal d'Avalos, è inviato oltre il
Po con 3000 fanti e 500 cavalli. Si dirige su Susa per ostacolare
l'arrivo dei lanzichenecchi di Enrico Ludovico di Landberg.
|
|
Ott. |
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Piemonte |
Attaccato nella
sua marcia da un contingente comandato dal Brissac, rafforzato
a sua volta da molti archibugieri di Guglielmo di Furstenberg,
viene disfatto con la perdita della maggior parte dei bagagli. |
|
.............. |
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|
Piemonte |
Ha numerose
scaramucce con i francesi a Rivarolo Canavese, a Foglizzo, a
Caluso, a Lanzo Torinese ed a Romano Canavese. Alla fine i francesi
lo attaccano in Volpiano; resiste validamente, finché interviene
la pace a separare le parti. |
| 1538 |
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| Ago. |
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Piemonte |
Agli ordini di Alfonso d'Avalos
si impadronisce di Moncalieri. |
| 1539 |
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| .............. |
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Piemonte |
Esce da Volpiano
e scorre nel territorio di Rivoli. Si impadronisce di numerose
mandrie di bovini trovati nelle campagne. Il bestiame sarà
venduto, successivamente, in Lombardia. Per tale impresa il
condottiero non sarà più chiamato Cesare da Napoli,
ma "Cesare delle vacche". |
| .............. |
|
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|
Piemonte |
Si accorda
con un caposquadra della compagnia del capitano guascone Rinat,
di guardia al bastione San Giorgio di Rivoli, presso la chiesa
della Consolata. Lascia nottempo Volpiano e si porta sotto il
bastione. Trova la porta malamente aperta. Viene dato l'allarme
e Cesare da Napoli si ritira. |
|
1541 |
Impero |
Francia |
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Piemonte |
Si trova alla
difesa di Trino. |
| 1542 |
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Feb. |
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Piemonte |
Fa preparare
4/5 grossi carri carichi di fieno ed in ciascuno vi sono nascosti
6 soldati. I carri vengono portati nottetempo a Torino da alcuni
contadini accompagnati da un prete; si rompe una fune all'ingresso
nella città, i fanti sono scoperti dai fanti guasconi di guardia
alla città e tutti, con l'eccezione di uno, sono uccisi.
Appostato nei pressi della porta, il condottiero non fa in tempo
a capire i segnali che gli sono inviati dai suoi uomini; arriva,
invece, il Bouttières, per cui, persa ogni speranza di soccorso,
rientra a Volpiano. |
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1543 |
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Piemonte |
Per i suoi
meriti, il marchese di Vasto gli fa ottenere una rendita annua
di 1000 scudi nel regno di Napoli. Con il recupero di Carignano
da parte del d'Avalos, viene lasciato a Carmagnola con alcune
insegne di fanti italiani. Depreda il territorio circostante;
risparmia, viceversa, i raccolti del torinese in cambio di 300
scudi; razzia, infine, molto bestiame a Rivalta di Torino i
cui abitanti non accetano le sue condizioni. Nel frattempo muore
a Barge il governatore di Fossano, Pietro d'Apport; alla notizia,
Cesare da Napoli invia subito nella località 3 compagnie di
fanti con Biagio di Somma: costoro si rifiutano di muoversi
se non con la scorta della cavalleria. Biagio di Montluc sorprende
la colonna e mette in rotta i cavalli spagnoli. Cesare da Napoli
si allontana da Carmagnola con 500 archibugieri a cavallo ed
altri 500 cavalli leggeri, si colloca nei pressi di Vinovo e
di Vigone con l'obiettivo di cogliere in agguato il capitano
francese. Le milizie del Bouttières approfittano della sua assenza,
per impadronirsi delle due località rimaste senza alcun presidio:
vi è una scaramuccia; a questo punto, decide di allontanarsi
da Carmagnola per rifugiarsi a Chieri. |
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1544 |
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.............. |
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Maestro di campo |
Piemonte |
Viene nominato
dal d'Avalos suo maestro di campo. Rientra a Carmagnola, di
cui si colloca alla difesa con 2000 fanti tedeschi e qualche
insegna di fanti italiani. |
|
Apr. |
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|
Piemonte |
A metà
mese prende parte alla battaglia di Ceresole Alba, che si svolge
nell'altopiano della Gerbola, dove ha il comando dell'avanguardia.
Sono pure presenti per gli imperiali Eriprando Madruzzi, fratello
del cardinale di Trento Cristoforo, con 10000 lanzichenecchi;
Raimondo di Cardona con i veterani di Spagna e di Germania;
Ferrante da San Severino, principe di Salerno, con le fanterie
italiane; Filippo di Lannoy, principe di Sulmona, con la cavalleria
leggera. Alfonso d'Avalos è il capitano generale. I francesi
sono capitanati dal duca d'Enghien Francesco di Borbone. Altri
capitani sono il Termes, Paolo de la Barthes che comanda la
cavalleria leggera, Biagio di Montluc e Martino du Bellay, barone
di Langey e goverbatore di Torino. Costoro sono coadiuvati da
Guido di Boutières, da Giovanni di Thays che è
alla testa dei veterani; alla retroguardia sono Claudio di Clermat,
barone di Dampierre (uomini d'arme ed arcieri a cavallo), il
d'Escros ed il Drosio con 3000 fanti italiani, il luogotenente
del conte di Grueres con 4000 fanti svizzeri. All'inizio la
vittoria sembra arridere agli imperiali; cede però la
fanteria tedesce di fronte ai fanti guasconi e svizzeri, mentre
resistono sulla sinistra i 6000 fanti italiani agli ordini di
Cesare da Napoli e del San Severino. Il marchese di Vasto, ferito
da un colpo di mazza ferrata alla mano sinistra e da un colpo
di archibugio al ginocchio destro, decide di ritirarsi con le
sue schiere verso Asti. Anche Cesare da napoli ed il San Severino,
che già si sono scontrati con la cavalleria leggera del
Termes, stabiliscono di retrocedere. Inseguiti dai francesi,
solo a notte riescono a raggiungere Asti. Gravi sono le perdite
d'ambo le parti. Tra i francesi è catturato il Termes
nello scontro con la cavalleria fiorentina di Rodolfo Baglioni;
restano invece uccisi Giovanni battista Grimaldi, il D'Escros
ed il Drosio, Carlo Vagnone di Trufarello, già governatore
di Mondovì. Fra gli imperiali sono catturati il Cardona,
maestro di campo e comandante dei fanti spagnoli, Carlo Gonzaga,
marchese di Gazzuolo, che comanda la cavalleria italiana, ed
Eriprando Madruzzi, coperto di ferite. Nel complesso fra gli
imperiali sono uccisi 10000 fanti, per lo più spagnoli. |
|
Mag. |
|
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|
Emilia |
Fronteggia
nel piacentino Piero Strozzi e tallona la sua retroguardia. |
|
Giu. |
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|
Emilia
Lombardia Piemonte |
Con la cavalleria
e 3000 fanti blocca l'avanzata dello Strozzi a Stradella. Lo
sconfigge sul fiume Scrivia, tra Serravalle Scrivia e Novi Ligure,
dove ha il comando della seconda schiera. A fine mese lascia
Vulpiano con Giuliano Cesarini e con i suoi fanti cerca di prestare
soccorso in Carignano a Pirro Colonna, Felice d'Arco e Michele
Spagnolo assediati da tempo in tale centro. |
|
Lug. |
|
|
|
Emilia |
Con Rodolfo
Baglioni, molesta la retroguardia dello Strozzi impegnato in
un nuovo tentativo di
raggiungere il Piemonte. |
| 1545 |
|
|
|
Trentino |
Si ammala a
Trento. Ripresosi parte per la Germania al comando di un contingente
di cavalli leggeri. |
|
1546 |
|
|
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|
Estate |
Impero |
Protestanti |
|
Germania |
Contrasta in
Germania le truppe del duca Giovanni Federico di Sassonia e
del landgravio di Assia. Si porta a Ratisbona con Pirro Colonna;
lascia, indi, la città per molestare l'esercito protestante
in marcia verso Ingolstadt: ha una scaramuccia con gli avversari
che termina con l'uccisione di 25 cavalli della sua compagnia
e di altri uomini del Baglioni. Combatte ancora i nemici sotto
Augusta; con il Castaldo, Alessandro Vitelli, Giulio Orsini,
Pirro Colonna e Paolo Vitelli, raggiunge Ulm. Viene inviato
in avanscoperta con 600 archibugieri italiani e spagnoli e 60
cavalli leggeri; con Tommaso Coccapani ed Astorre Baglioni cade
in un'imboscata presso un'abbazia dopo che gli avversari si
sono nascosti in un bosco. Riesce a fuggire in una foresta dove
rimane nascosto fino al calare della sera. |
|
1551 |
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| .............. |
Impero |
Francia |
|
Piemonte |
Milita agli
ordini di Ferrante Gonzaga. Con Giorgio Costa, signore di Trinità,
e battista della Chiesa recupera Cuneo per conto del marchese
Ludovico di Saluzzo. la città è messa a sacco. |
|
Sett. |
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|
Piemonte |
Cerca, invano,
di precedere gli avversari in Saluggia. |
|
Nov. |
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Piemonte |
Soccorre Lanzo
Torinese con 6 compagnie di fanti italiani. |
|
1552 |
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Giu. |
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|
Piemonte |
Si trova alla
guardia di Asti; da tale località interviene a favore di Verrua
Savoia. Il suo intervento si rivela tardivo, per cui viene spostato
da Ferrante Gonzaga alla difesa di Crescentino. |
|
.............. |
|
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|
Piemonte |
Segue il Gonzaga
all'assedio di Casale Monferrato; distaccato a Rivarolo Canavese
con metà fanteria, ha il compito di attaccare il campo francese
di San Martino per ostacolare i nemici che stanno assediando
Volpiano. |
|
Nov. |
|
|
|
Piemonte |
Libera Volpiano
dall'assedio, espugna la fortezza di Ponte, che viene distrutta
dalle fondamenta, e rientra a Rivarolo Canavese. |
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1553 |
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|
Feb. |
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|
Piemonte |
Si trova a
Cortemilia ed ostacola i francesi usciti da Alba. |
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.............. |
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Maestro di campo fanteria |
Piemonte |
E' nominato
maestro di campo della fanteria italiana ed ha il mandato di
riconquistare Alba: assedia la città per diciassette-diciotto
giorni e la batte con le artiglierie per una settimana; fa pure
brillare due mine, dopo avere fatto scavare alcuni cuniculi
che vanno dal fossato alle mura. Espugna il campo di San Martino. |
|
Nov. |
|
|
|
Piemonte |
I francesi
del Brissac si impossessano con un colpo di mano di Vercelli:
lascia Vulpiano e con Francesco d'Este
si avvia al recupero della città. Si muove alla
testa di 1500 cavalli e di altrettanti fanti, portati sulle
groppe delle cavalcature, mentre il resto dell'esercito imperiale
prosegue più lentamente. I francesi si ritirano dalla località
tallonati da Cesare da Napoli. Prima di partire gli avversari
spogliano la tomba del duca Carlo di Savoia, tumulata nella
chiesa di Sant'Eusebio. |
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1554 |
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|
Ago. |
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|
Piemonte |
Staziona a
Volpiano; il Brissac si muove attorno a Valfernera. Cesare da
Napoli manda alcune spie a Torino, tratta con un soldato francese
di guardia alla porta Palazzo della stessa città. Il
trattato è scoperto. Nella notte stabilita le compagnie
del Remonet e gli abitanti si presentano in massa sulle strade
che portano dalla chiesa di San Domenico a quella di San Michele
attigue alle mura. Il condottiero si avviicina ma ha modo di
accorgersi dell'imboscata preparata ai suoi danni. Si allontana. |
|
1555 |
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Mag. |
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Maestro di campo fanteria e
capitano g.le artiglieria
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Piemonte |
Alla difesa
di Valenza con il Figueroa. Assalito dal Brissac, conduce numerose
sortite con il marchese di Pescara Ferdinando d'Avalos ed Alvaro
di Sander. |
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Lug. ago. |
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Piemonte |
Varca il Po
ed ottiene senza combattere Torrione; spinge il duca d'Alba
ad assediare Santhià. Dopo venti giorni è costretto a ripiegare
per la resistenza trovatavi. |
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Sett. |
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Piemonte |
Assale Ponzone;
ha il comando della spedizione (4 compagnie di fanti e 4 di
cavalli leggeri) inviata in soccorso della guarnigione di Volpiano.
Dei capitani imperiali, solo Emanuele di Luna riesce a penetrarvi
con 200 uomini. Molti sono
i morti e 72 i prigionieri: l'Aumale, che assedia la piazza,
fa impiccare 25 fanti spagnoli ed altri 25 invia alle galee
come rematori. Cesare da Napoli scorre il contado e conquista
Robella; a fine mese, tuttavia, Volpiano cade in potere dei
francesi. |
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Nov. |
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Piemonte |
Sconfigge alcune
compagnie nemiche con il marchese di Pescara. Con tale capitano
e Giambattista Castaldo, si pone in agguato presso Incisa Scapaccino:
il Vecchialanza attira
gli avversari ed i francesi subiscono notevoli perdite. |
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1557 |
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Piemonte |
Appoggia il
marchese di Vasto contro il Brissac che sta assediando Cuneo. |
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Ago. |
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Piemonte |
Ottiene la
resa di Gattinara, alla cui difesa sono rimasti 200 francesi
con il Barasse ed alcune schiere italiane con Giovan Paolo Cusano. |
| 1558 |
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Francia |
E' segnalato
a Nizza nella prima parte dell'anno; funge da consulente per
il governatore sabaudo Andrea Provana per il rafforzamento di
alcune opere difensive cittadine quali Monte Albano ed il forte
di Sant'Elmo. |
| 1559 |
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Spagna |
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Agli stipendi
del re Filippo II. |
| Lug. |
Duca Savoia |
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Svizzera |
Milita al servizio
del duca di savoia Emanuele Filiberto. Il duca, dopo la pace
ci Chateau-Cambresis, si propone di recuperare ai suoi domini
Ginevra, città in cui domina Giovanni Calvino. In tale
centro vi si reca dapprima un avventuriero napoletano che si
finge protestante e che, con denari del duca, acquista la città
la baronia di Vitry. Anche Cesare da Napoli si reca a Ginevra
e prepara un piano per impadronirsi della località che
prevede l'impiego di 20000 fanto e di 1500 cavalli. Il progetto
sabaudo non va in porto per l'ostilità dei francesi (hanno
grossi problemi con gli ugonotti) e lo scarso appoggio degli
spagnoli. |
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1561 |
Duca Savoia |
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Piemonte |
E' proprietario
con il capitano Moretti di Nizza di mezza galea corsara ancorata
nel porto di Villafranca (Villefranche). |
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1565 |
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Lombardia Emilia
Toscana |
Ha l'incarico
dal re di Spagna di raccogliere 3000 fanti da avviare alla difesa
di Malta: lascia la Lombardia, è segnalato a Piacenza ed a Pontremoli
dove passa con 4000 fanti. Alloggia per tre giorni all'Annunziata,
alla pieve di Saliceto, alla Costa, a Campoli ed a Vico. I suoi
uomini arrecano ovunque gravi danni. |
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Dic. |
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Piemonte |
Il duca di
Savoia gli conferma l'acquisto di Moncrivello. |
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1566 |
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Piemonte |
Ha il compito
da Emanuele Filiberto di ispezionare le fortificazioni sabaude
sul confine svizzero. |
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1568 |
Spagna |
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Lombardia |
Ottiene il
comando delle artiglierie del ducato di Milano. Muore. E' sepolto
nel santuario del Sacro Monte di Varallo, di cui è uno dei più
devoti benefattori. |
Capitano valoroso. Bellicoso. Uno dei migliori capitani
dei suoi tempi. "Uno dei più vecchi, ed il più
astuto e ardito tra i capitani che servivano a Spagna." Adriani
Soldato espertissimo e vigile. Accorto. Esperto nella guerra
di artiglieria. Maestro di guerra.
Capitano famoso.
Intraprendente. Sagace.
Nemico infesto dei piemontesi, nonché dei francesi.
Poco fortunato nelle sue imprese che furono lo stesso belle
e bene inventate.
Capitano fedele.
Avido.
Di giuste proporzioni e forti membra; il volto rubicondo;
occhi, barba e capelli neri.
Amante delle lettere. Fece parte dell'accademia degli
Affidati di Pavia.