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Ago.
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Toscana
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Partecipa alla battaglia di Gavinana. Con
Amico d'Arsoli, Carlo da Castro e Carlo di Civitella, carica
gli avversari e si scontra con gli uomini d'arme del principe
d'Orange. Armato di una mazza di ferro, viene alle mani con
il capitano generale imperiale che, a sua volta, maneggia uno
spadone. Incomincia a retrocedere con lentezza per attirare
il principe verso alcuni suoi commilitoni collocatisi più lontano;
sta per farlo prigioniero allorché intervengono in soccorso
dell'Orange Piermaria dei Rossi e Giovanni bandini. Alla fine
l'Orange è colpito da tre palle di archibugio (una al petto,
una nel braccio sinistro ed una nel collo). Niccolò da
Napoli scende da cavallo ed aiuta il paggio del principe, il
Tanteville, a sorreggere il corpo del morente. Al termine dello
scontro, viene fatto prigioniero dagli stradiotti che militano
nel campo avverso: paga la taglia ed è libero.
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Toscana
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Con la resa della repubblica fiorentina, scende in Valdarno e giunge a San
Salvi, si unisce con alcuni soldati italiani e con costoro si dà al brigantaggio sulle
strade; da ultimo, si dirige a Firenze e cerca di entrarvi per la porta di
San Gallo. Ne viene respinto da Paolo da Spoleto.
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