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Giu. |
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Toscana |
Lasciato
un presidio a Ripoli, attraversa il Casentino e punta su Arezzo con
1600 cavalli e 10000 fanti forniti da fiorentini, lucchesi, pratesi,
pistoiesi, senesi e bolognesi; altri contingenti sono procurati da San
Miniato, da San Gimignano, da Colle di Val d'Elsa, da Volterra e da Maghinardo
da Susinana. Devasta le terre del podestà di Arezzo Guido Novello Guidi;
il vescovo della città nemica, Guglielmino degli Ubertini, avvia trattative
segrete con i fiorentini. Nonostante ciò, il prelato muove contro gli
avversari a Bibbiena con 800 cavalli e 8000 fanti. Lo scontro avviene
nel piano ai piedi di Poppi, in località Certomondo, e nel piano di
Campaldino: favorevole agli aretini inizialmente, l'intervento di Corso
Donati è decisivo per i guelfi. Gli aretini, inferiori di numero, sono
sbaragliati con l'uccisione di Guglielmino dei Pazzi e di Buonconte
da Montefeltro con altri 1700 uomini fra fanti e cavalli; sono catturati
più di 2000 uomini, dei quali 740 sono condotti legati a Firenze. Con
la vittoria, il Narbona saccheggia Bibbiena; si dirige in
ritardo contro Arezzo, alla cui difesa passano gli scampati e molti
contadini. Assedia la città; conquista Castiglion Fiorentino, Montecchio,
Rondine, Monte Civitella, Laterina e Monte San Savino; fa correre un
palio di asini davanti ad Arezzo. Viene dato un assalto che non si rivela
decisivo; escono dalla città i difensori che danno alle fiamme le macchine
da guerra. |