| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1407 |
Fermo |
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Marche |
Con Angelo
della Pergola, ricopre l'incarico di luogotenente generale delle
compagnie del signore di Fermo Ludovico Migliorati. |
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1422 |
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Mag. |
Chiesa |
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Marche |
Si trova a
Macerata con 100 cavalli: i suoi uomini si acquartierano nelle
case dei nobili cittadini. |
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Ott. |
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Marche |
Scorta a
Macerata con 100 cavalli il cardinale legato. |
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Dic. |
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Umbria |
Lascia Macerata
per trasferirsi a Spoleto. |
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1423 |
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Mar. |
Chiesa |
Re d'Aragona |
71 lance |
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Milita agli
stipendi del papa Martino V e contrasta ancora il Montone. |
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Mag. |
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Abruzzi |
Viene inviato
in soccorso dell'Aquila con numerose truppe e molte vettovaglie:
mentre sta scendendo da Rocca di Mezzo verso la valle dell'Aterno,
è assalito presso Fontecchio da Niccolò Piccinino ed è costretto
a rinchiudersi nel castello di Stiffe. Ne esce dopo qualche
giorno perché, apparentemente, non vi sono più gli avversari
nei dintorni: cade così in un'imboscata tesagli dal Montone
ed è catturato nonostante la sua accanita resistenza. Viene
rinchiuso nel castello di Ocre e gran parte della sua compagnia
è condotta a Montereale. |
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1424 |
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Giu. |
Chiesa |
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Abruzzi |
E' liberato
solo a seguito della morte del Montone nella battaglia dell'Aquila.
Ritorna agli stipendi dei pontifici. |
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Lug. |
Chiesa |
Conti |
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Lazio |
Giunge a Gallicano
nel Lazio a fianco del pontefice. Segue Andrea della Serra ed
il Gattamelata e si dirige verso Valmontone ai danni di Avernino
Conti. |
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Ott. |
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Abruzzi |
Domati i ribelli
allo stato della Chiesa, rientra negli Abruzzi. |
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Nov. |
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Abruzzi |
Al fianco di
Antonio Caldora. |
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1425 |
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Apr. |
Firenze |
Milano |
150 lance e 100 fanti |
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Contattato
ripetutamente dai fiorentini, passa ai loro stipendi per combattere
i viscontei. |
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Lug. |
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Umbria |
Si muove in
Umbria con Ardizzone da Carrara e punta sulla Toscana. I pontifici
si oppongono al suo transito per volontà del legato di Perugia. |
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1426 |
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Milano |
Venezia |
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Lombardia |
Cerca di sostenere
i difensori di Brescia dagli attacchi del Carmagnola. |
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Nov. |
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Lombardia |
Al termine
della ferma con i viscontei, è avvicinato dai fiorentini che
fanno pressioni su di lui affinché non si congiunga con il Carrara
e Giovanni da Varano e molestare in tal modo il loro territorio.
Gli sono offerti alloggiamenti nel ravennate ed un soldo di
due fiorini per ogni lancia in aspetto. |
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1427 |
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Mag. |
Venezia |
Milano |
150 lance |
Lombardia |
Asseconda il
Carmagnola e cade a Gottolengo in un'imboscata tesagli dal Piccinino,
da Angelo della Pergola, da Francesco Sforza e da Guido Torelli.
Il Piccinino lo sbalza da cavallo ed il Navarrino si salva a
stento dalla cattura; l'esito del combattimento si presenta
sfavorevole, finché l'intervento di Gian Francesco Gonzaga ne
ristabilisce in un certo
qual modo le sorti. |
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1428 |
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Mag. |
Milano |
Venezia |
200 lance e 300 fanti |
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Falliscono
le trattative per il rinnovo della condotta con i veneziani,
per cui passa agli stipendi del duca Filippo Maria Visconti. |
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1430 |
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Lug. |
Lucca |
Firenze |
100 lance |
Toscana |
Viene assunto
dal signore di Lucca Paolo Guinigi ed affianca lo Sforza nel
difendere la città dai fiorentini. |
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Ago. |
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Toscana |
E' coinvolto
in una congiura ai danni del Guinigi: a metà mese, ad un segnale
convenuto, arresta Ladislao Guinigi nel padiglione di quest'ultimo
al campo di Sant'Alessio e lo consegna allo Sforza che lo fa
mettere in catene. Entra nella cittadella. |
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Nov. |
Venezia |
Milano |
150 lance |
Emilia e Veneto |
Si reca a Ferrara:
viene contattato da Giacomo delle Correggie per passare agli
stipendi dei bolognesi con una condotta di 500 cavalli e contrastare
le truppe del papa Martino V. Accetta in un primo momento; alla
fine, ritorna al servizio dei veneziani con una condotta di
150 lance molto remunerativa dal punto di vista economico: gli
è riconosciuto, infatti, un soldo di 12 ducati per lancia se la
sua opera è richiesta nel vicentino, nel padovano o nel trevigiano,
di 10 nel Friuli e di 13 nel veronese. La stipula avviene a
Venezia nel Palazzo Ducale, previa la sua completa assoluzione
per tutte le offese da lui arrecate in precedenza alla Serenissima.
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1432 |
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Mar. |
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Viene informato
in anticipo dell'imprigionamento del Carmagnola. |
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1434 |
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Ago. |
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190 lance |
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Gli è rinnovata
la condotta anche per il periodo di rispetto (sei mesi). |
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1436 |
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Sett. |
Chiesa |
Sforza |
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Emilia |
Combatte agli
stipendi del papa Eugenio IV. Coadiuva Baldassarre da Offida
nel suo tentativo di uccidere lo Sforza a Ponte Poledrano (Bentivoglio):
quest'ultimo sventa ogni insidia e dopo qualche giorno lo sorprende
a Riccardina. |
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1437 |
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Apr. |
Venezia |
Milano |
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Lombardia |
Segue il Gonzaga
contro i viscontei in un attacco che prevede, come prima mossa,
l'attraversamento dell'Adda. |
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1438 |
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Lug. |
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Lombardia |
Entra alla
difesa di Brescia. |
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Ago. |
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Lombardia
Trentino e Veneto |
Si trova a
Bornato ed appoggia il Gattamelata a Rovato, ove sono battuti
gli avversari. Con il ripiegamento in Brescia del governatore
generale veneziano a causa della pressione del Piccinino, è inviato alla difesa di Orzinuovi con il
provveditore Gerardo Dandolo. La località è bombardata e stretta
d'assedio; il Navarrino riceve soccorsi portatigli da Guglielmo
Capriolo. Dopo pochi giorni, tuttavia, Piero da Lucca consegna
tale centro al Piccinino. Il Navarrino ritorna alla difesa di
Brescia e si colloca a porta Pile. Si dirige a Nave ed affianca
il Gattamelata, Bartolomeo Colleoni, Guglielmo Cavalcabò ed
Antonio da Martinengo in una famosa ritirata che porta i veneziani dalla val di Sabbia nel Trentino e nel veronese. |
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1439 |
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900 cavalli |
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1440 |
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Lug. |
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Veneto |
Conquista Lazise,
assediata per terra e dal lago: la località è messa a sacco. |
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1441 |
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Apr. |
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Gli è rinnovata
fino all'ottobre successivo una condotta di 40 cavalli, che
prevede una provvigione mensile di 400 ducati di caposoldo. |
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1443 |
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.............. |
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Emilia |
Catturato a
tradimento a Castel San Pietro Terme da Luigi dal Verme, è inviato
a Bologna dal Piccinino, che dà mandato al figlio Francesco
di rinchiuderlo in carcere. |
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Giu. |
Bologna |
Milano |
500 cavalli e 300 fanti |
Emilia |
Bologna si
ribella ai viscontei. I ducali attaccano la città comandati
dal dal Verme e da Guidantonio Manfredi ed il Navarrino è liberato
dai cittadini. Annibale Bentivoglio gli concede una condotta
di 500 cavalli e di 300 fanti. |
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Ago. |
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Emilia |
A Bologna il
Bentivoglio fa suonare la campana di San Giacomo e raccoglie
tutto il popolo sulla piazza: i cittadini, tutti insieme, escono
al ponte del Gambito sopra il Savena e per Corticella aggrediscono
i viscontei che stanno al castello di San Giorgio di Piano.
Il Navarrino assale gli avversari al comando della seconda schiera
e mette in fuga il dal Verme. |
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Ott. |
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Capitano g.le |
Emilia |
Si impadronisce
del castello di San Giovanni in Persiceto ed a fine mese rientra
a Bologna: è nominato capitano generale. |
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Nov. |
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Romagna |
Transita nell'imolese
per saccheggiarne il territorio ed occupare la città; respinto
dal Manfredi, ritorna a Bologna carico di prede. |
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1445 |
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Giu. |
Bologna |
Canedoli |
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Emilia |
Cavalca a Budrio
con 300 cavalli, allorché i Canedoli si ribellano in Bologna
ai Bentivoglio. All'uccisione di Annibale Bentivoglio da parte
di Gaspare Canedoli, spalleggia l'azione di Galeazzo Marescotti,
raccoglie più uomini d'arme, entra nella piazza e si scontra
con gli avversari. |
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Lug. |
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Emilia |
Il Canedoli
è costretto ad abbandonare Bologna. |
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1446 |
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Mar. |
Bologna |
Milano |
800 cavalli |
Emilia |
Attacca San
Lorenzo in Collina con Taddeo d'Este ed aggredisce i contadi
di Crespellano e di Bazzano: è razziato il bestiame e sono fatti
numerosi prigionieri. Sulla via del ritorno i due capitani cadono
in un agguato posto loro dai contadini: di costoro, ne sono
uccisi 40 ed i restanti sono messi in fuga. |
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Mag. |
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Emilia |
Ottiene con
dieci giorni di assedio il castello di San Lorenzo in Collina;
gli si arrende anche Crespellano ed affronta i viscontei nel
territorio di San Giovanni in Persiceto. |
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1447 |
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Giu. |
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Emilia |
Viene fatto
incarcerare dal senato bolognese con il figlio Giovanni ed il
proprio cancelliere, perché sospettato di volere consegnare
ai fuoriusciti Castelfranco Emilia. |
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.............. |
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Lombardia |
Liberato, si
ritira nel ducato di Milano dove vivrà ancora per alcuni
anni. |
| 1462 |
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| Mar. |
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Lombardia |
E' segnalato a Milano. |
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1465 |
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Muore. |
Capitano molto valoroso. Ottimo guerriero.
Esperto.
Saggio capitano.
Avido di ricchezze e, soprattutto, di gloria.