Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
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1239      PIETRO NAVARRO  Di Valdeconcal in Navarra. Di famiglia appartenente alla piccola nobiltà. Conte di Oliveto e di Alvito. Signore di  Carde in Biscaglia. Detto "El Salteador".

               1454 - 1528

Ragusa.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

..............

 

 

 

 

Ha inizialmente l'incarico di staffiere del cardinale di Aragona; solo in un secondo momento si darà alla professione delle armi.

1487          
.............. Re d'Aragona Granada   Spagna
Milita agli stipendi del re d'Aragona Ferdinando il Cattolico contro l'emiro Abou Abdallah, il Boabdil delle cronache. Il Navarro appronta una mina che apre una breccia nei bastioni della fortezza di Velez, nelle vicinanze di Malaga.

..............

Firenze

Genova

 

Toscana  Liguria

Passato al soldo dei fiorentini, combatte in Lunigiana agli ordini di Piero del Monte a Santa Maria contro i genovesi. Si fa notare per le sue doti di ingegnere militare e gli è concessa una provvigione mensile di 30 ducati. E' segnalato a Sarzana.

1495

Napoli

Francia

 

 

Al servizio del re di Napoli Federico d'Aragona.

1497

 

 

 

 

 

Gen.

In proprio

 

 

Sicilia

Esercita la guerra di corsa nelle acque siciliane presso Palermo; sulle coste africane si impossessa di una nave veneziana "la Contarina". Si porta, indi, verso l'isola di Favignana ed all'isola di Capo Passero alla ricerca di altre prede.

Mar.

 

 

 

Sicilia

L'operato del Navarro viene sconfessato dal re di Napoli.

Apr.

In proprio

Napoli

 

Toscana

Attaccato dalla flotta aragonese, perde un vascello nelle acque di Piombino: si rifà in breve tempo, recupera la nave ed uccide molti nemici.

Mag. ago.

 

 

 

Calabria e Lazio

Si porta a Napoli, dove arma un galeone e due fuste per la guerra di corsa. La sua base di appoggio è ora in Calabria, a Roccella, un feudo appartenente al marchese di Crotone Antonio di Centelles. Si impadronisce nei pressi di Civitavecchia di un galeone genovese carico di frumento e di altre merci di proprietà di Andrea Lavagnino; anche navi veneziane pervengono nelle sue mani e spesso membri degli equipaggi sono da lui fatti impiccare. Nel periodo sono pure affondati dai corsari undici navi.

Sett.

In proprio

Venezia

 

Calabria

Gli muovono contro da Cattaro 4 galee veneziane, comandate da Domenico Malipiero: in breve la sua flottiglia è sgominata e le sue navi sono date alle fiamme. Il Navarro viene attaccato in Roccella; dopo un combattimento di sei ore, in cui è aiutato anche dal marchese di Crotone, è sconfitto: dei suoi, 17 uomini sono uccisi ed altri 80 feriti. Seppure ferito alla coscia ed alla spalla, riesce a sfuggire alla cattura e ripara presso il Centelles, che lo protegge dai nemici. E' posta sulla sua testa una taglia di 100 ducati se consegnato vivo, di 50 se morto; anche Consalvo di Cordoba fa sapere alla Serenissima di un suo prossimo intervento per punire il Navarro.

1499

 

 

 

 

 

Giu.

In proprio

 

Venezia  

 

Sicilia

Scorre i mari per conto del marchese di Crotone; ha una barza sulla quale sono imbarcati 400 uomini. Presso Palermo si impossessa di un mercantile veneziano. Punta su Trapani e minaccia altre navi della Serenissima.

Feb.        
Fa incendiare nel porto di Trapani una nave veneziana.
Mar. In proprio Genova   Sicilia
Giunge all'isola di Favignana e si appropria di un bastimento genovese, di 500 botti di stazza, carico di frumento e di formaggi e diretto a Genova. Si trova a Capo Passero con altri cinque corsari marsigliesi.
Mag. In proprio Genova Napoli   Francia Toscana
Esce da Marsiglia con 2 barze e si impossessa di una barza e di un galeone genovesi. Buono è il bottino. Gli vengono contro le galee del re di Napoli; viene catturata una sua nave nel mare di Piombino. Il Navarro, nel corso del combattimento, riesce a recuperarla con l'uccisione degli aragonesi che sono trovati a bordo.
Giu. In proprio Venezia   Grecia
Esercita la guerra di corsa nelle acque di Corfù con una propria flottiglia e 300 uomini ai suoi ordini. Assale una nave veneziana, "la Marcella" e nell'attacco gli è incendiata dagli avversari la caravella che viaggia di conserva con la sua barza; nottetempo approfitta dell'oscurità per allontanarsi con la galea che è riescito a catturare, la sua barza, una caravella ed un brigantino.

1500

 

 

 

 

 

Mag.        
Il re di Napoli gli toglie la propria protezione. Opera con una barza di 700 botti.
Giu. In proprio Ragusa   Campania
Cattura nelle acque di Capri alcune imbarcazioni di Ragusa.
Lug. In proprio Spagna   Sicilia Toscana
Viene assalito da 4 barze spagnole; deve abbandonare le acque di Palermo. Si trasferisce nel canale di Piombino. Il fratello è vinto da una barza portoghese; muore e la nave affonda.

Nov.

Spagna

Impero Ottomano

 

Sicilia e Grecia

Milita per gli spagnoli agli ordini del Cordoba contro i turchi. Salpa da Messina e giunge a Corfù per soccorrervi i veneziani, la cui flotta è comandata dal provveditore generale Benedetto Pesaro. Espugna Cefalonia, grazie ad una mina fatta da lui brillare sotto la rocca con Antonello da Trani.

1501        
Gen.       Sicilia Rientra in Sicilia.
Feb. In proprio Ragusa    
Nel mare Adriatico si appropria di una caravella ragusea.
Mar.        
Naviga nelle acque di Parenzo.

1502

 

 

 

 

 

Giu.

Spagna

Francia

 

Puglia

Combatte in Puglia i francesi. Viene lasciato dal Cordoba, con il Cuello e Fernando di Peralta, alla difesa di Canosa di Puglia alla testa di 1200 uomini.

Lug.

 

 

 

Puglia

E' assediato in Canosa di Puglia dai francesi forti di 850 lance e di 5000 fanti, di cui 500 tedeschi e 800 svizzeri: le difese cittadine sono bombardate per quattro giorni continui. Segue un violento attacco, sferrato da 150 uomini d'arme e da 1500 fanti guasconi, che viene respinto. Vi sono nuovi bombardamenti e nuovi assalti, anche più impetuosi, che portano tutti allo stesso risultato negativo. Il Cordoba non può inviargli soccorsi e lo invita a lasciare la posizione: il Navarro intavola trattative con il duca di Nemours ed accetta le condizioni di resa offertegli dai francesi, che gli danno in ostaggio Andrea Giovanni d'Arbouville ed il la Crote. 900 fanti escono da Canosa e sono scortati dall'Aubigny fuori della città con le bandiere spiegate, a suon di trombe e di tamburi.  Raggiunge Barletta; porta con sé anche i feriti che sono trasportati a cavallo.

Sett. ott.

 

 

 

Puglia

Viene inviato con 600 spagnoli (100 cavalli e 500 fanti) a Taranto. Si colloca nei pressi con Luigi di Herrera ed a Pulsano sorprende Fabrizio Gesualdo e Giulio da Capua con 33 uomini d'arme, 50 arcieri a cavallo e 10 stradiotti: dei nemici solo 3 uomini sfuggono alla cattura o alla morte. Sempre con l'Herrera, ottiene per trattato dai terrazzani Castellaneta: fra i nemici sono catturati o uccisi altri 50 uomini d'arme e 100 arcieri a cavallo con il capitano Saint-Bonnet. Conquista poi Massafra. Altre località della Terra d'Otranto si danno agli spagnoli.

1503

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Puglia

Sollecitato dagli abitanti di Rutigliano, tende un agguato presso Corato ad Andrea Matteo Acquaviva, che vuole congiungersi con il duca di Nemours a Barletta con 56 lance, 150 cavalli leggeri e 300 fanti: il duca di Atri viene gravemente ferito nello scontro  ed è fatto prigioniero. Negli stessi giorni, il Navarro lascia Taranto, di cui è stato nominato governatore, per assalire in mare la squadra di Prégeant de Bidoux, che ha tentato di opporsi all'avanzata della flotta aragonese comandata da Bernardo de Villamarin e da Juan de Lezcano. Il capitano francese deve fuggire verso Otranto.

Mar.

 

 

 

Puglia

Parte da Taranto per unirsi a Grottaglie con il Lezcano; sorprende un contingente francese in marcia (200 uccisi e 50 prigionieri); tocca Otranto e vi raduna 1200 fanti spagnoli, 60 lance e 300 cavalli leggeri; assale in Ostuni Luigi d'Ars, che conduce 300 cavalli e 300 fanti: gli avversari sono forzati a riparare ad Oria. Il Navarro è richiamato dal Cordoba a Barletta con l'Herrera ed il Lezcano (400 uomini d' arme, 100 cavalli leggeri e 600 fanti).

Apr.

 

 

 

Puglia

Prende parte alla battaglia di Cerignola e vi si distingue con Garcia di Paredes: al comando delle fanterie, si contrappone al quadrato dei picchieri svizzeri. Fra i francesi restano uccisi una cinquantina di uomini d'arme e 3000 fanti, fra i quali si annoverano il Nemours e lo Chandée; gli spagnoli lamentano la perdita di un centinaio di uomini fra morti e feriti.

Giu.

 

 

 

Campania

I fanti del Navarro, grazie ad una poderosa mina, preparata con Antonello da Trani, si impadroniscono di Castelnuovo a Napoli. Conquista, successivamente, la torre di San Vincenzo a seguito di un intenso bombardamento portato da terra e dal mare.

Lug.

 

 

 

Campania

Ottiene Castel dell'Ovo: fa tagliare il monte su cui poggia la fortezza ed invia alcune barche con tetto rinforzato sotto le sue mura. I guastatori scavano in esse e vi collocano una mina dalla parte che guarda Pizzifalcone. A metà mese il castello salta in aria.

Ago.

 

 

 

Lazio

Alla testa di 3000 fanti spagnoli e di 500 cavalli leggeri, guida l'assalto generale contro Gaeta, dove si sono asserragliati Ivo d'Allègre e Ludovico di Saluzzo con 3000 fanti: anche in questa occasione utilizza le tecniche usate a Napoli scavando cunicoli per le mine e facendo togliere le merlature dalle mura. Il tiro preciso delle artiglierie francesi impedisce il progredire della sua opera, provocando la morte di molti capitani spagnoli. A metà mese, è superata la resistenza degli avversari; gli spagnoli penetrano nella città e fanno strage dei soldati del presidio, come degli abitanti della località. Si salvano solo 400 francesi, che sono inseguiti dai cavalli leggeri spagnoli.

..............

 

 

 

Lazio

Scaccia i francesi da Roccaguglielma.

Nov.

 

 

 

Lazio

Allorché il Villalba viene assediato in Roccasecca da Francesco Gonzaga, è mandato in soccorso del centro con Prospero Colonna e Diego di Mendoza: fa impiccare un trombetta venuto ad intimare la resa che egli, in precedenza, ha diffidato a ripresentarsi.

Dic.

 

 

 

Lazio

Comanda con il Paredes l'avanguardia nella battaglia del Garigliano (3500 fanti spagnoli, 100 schioppettieri e poche lance spezzate di Bartolomeo d'Alviano). Con i suoi fanti e la cavalleria dell'Alviano, ha l'incarico di inseguire i nemici subito dopo la colonna di cavalli leggeri del Colonna, inviata in avanscoperta. Sorprende e sconfigge sulla via Appia alcuni francesi che vogliono occupare Roccaguglielma; prosegue per Fondi e vi cattura alcune squadre di cavalli; prende i borghi di Formia e monte Orlando, posto sopra Gaeta, abbandonato dai nemici. Vi pianta alcuni piccoli pezzi di artiglieria spintivi a mano dai soldati: la città si arrende a patti.

1504

 

 

 

 

 

Gen.       Campania A Napoli. E' nominato conte di Oliveto.

Feb. mar.

 

 

 

Puglia

Si dirige verso la Puglia con l'Alviano, per contrastarvi Luigi d'Ars che controlla Venosa ed Altamura.

Mag.

 

 

 

Campania

Arresta a Napoli Cesare Borgia, che vi si è rifugiato con un salvacondotto del Cordoba per sfuggire alla sorveglianza del papa Giulio II.

1506

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Spagna

Parte de Napoli e si reca in Spagna, dove è stato chiamato dal re Ferdinando.

Dic.

 

 

 

Puglia

Ha l'ordine di trovare in Puglia alloggiamenti per 5000 fanti.

1507

 

 

 

 

 

Gen.

Spagna

Tunisi

 

Tunisia

Assale a Gerbe i berberi  con 4000 fanti imbarcati su 6 galee e su 4 navi.

Mag.

 

 

 

Campania

Rientra a Napoli; è investito della contea di Alvito, tolta a Ristagno Cantelmi, che comprende Settefrati, Posta, Gallinaro, Belmonte Castello, Vicalvi, Campoli Appennino, San Donato Val di Comino, Atina e Picinisco.

Lug.

 

 

 

Campania

Liguria e Spagna

Conduce la flotta spagnola (15 navi, 16 galee e molti fanti) da Napoli a Savona. A bordo si trova il re di Spagna, che si deve incontrare in tale città con il re di Francia Luigi XII. Il colloquio fra i due sovrani avviene sulla nave ammiraglia francese "La Générale". Ad esso presenziano tutti i capitani francesi e spagnoli, fra cui il Cordoba (caduto, peraltro, in disgrazia a corte per la sua ambizione), il Villamarin ed il Bidoux. Dopo tre giorni, il Navarro prosegue il suo viaggio per la Spagna.

Dic.

Spagna

Ribelli spagnoli

 

Spagna

Al comando di 10000 fanti e di un buon numero di cavalli, fronteggia il duca di Nazara, che non vuole cedere a Ferdinando il Cattolico le fortezze da lui controllate.

1508

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Spagna

Raccoglie 8000 fanti per comandare una nuova spedizione africana.

Ago.

 

 

 

 

Sorveglia i mari, per impedire che navi genovesi o veneziane possano rifornire di armi i berberi.

Nov.

Spagna

Tunisi

 

Algeria

Parte per fronteggiare i nemici su incarico del primate di Spagna Francesco Jimenéz de Cisneros; occupa Velez de la Gomera, posta tra Ceuta ed Alcadia.

1509

 

 

 

Algeria e Marocco

Si impadronisce del porto di Mazanchibir ed espugna Orano: il porto diviene la sua base per espandere la sua azione contro Bugia e Tripoli.

1510

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Tunisia

Assale e conquista Bugia (Bougie) al comando di una flotta di 30 barze e di 9 galee.

Mag.

 

 

 

Tunisia

Costringe il re di Tunisi a dichiararsi vassallo del re di Spagna.

Giu.

 

 

 

Tunisia e Sicilia

Lascia Bugia con 8000 uomini e si dirige a Favignana, per attendervi la flotta spagnola ed attaccare Tripoli.

Lug.

 

 

 

Sicilia Malta e Libia

Si allontana da Favignana con 56 barze, 34 caravelle, 10 galee, 30 fuste, brigantini ed altri navigli; sosta a Malta per raccogliervi altre 5 fuste: ha ora a disposizione 20000 uomini, di cui 15000 combattenti. Attacca Tripoli; sbarca con 6000 uomini, dei quali una metà assale la città, mentre l'altra metà rimane alla guardia del campo per fronteggiare gli abitanti del territorio. Con il concorso della flotta, conquista subito un tratto di mura e due torri; si impadronisce, in un secondo momento, della torre sovrastante la porta degli Arabi. Gli spagnoli la superano ed irrompono nella città che cade in loro potere dopo un accanito combattimento strada per strada: fra i mori si registrano 2000/5000 morti e 6000 prigionieri, poche centinaia (150/170 per alcune fonti), viceversa, sono le vittime fra gli spagnoli. Sono prese nel porto una caravella, una galeotta, 2 fuste, varie barche; nei giorni successivi cadono nelle mani degli spagnoli altre navi che provengono da Alessandria e dal Levante. Quattro giorni dopo la conquista di Tripoli, gli arabi delle campagne si presentano al Navarro per trattare la pace: gli viene offerto il vettovagliamento per le truppe.

Ago.

 

 

 

Libia e Tunisia

Per rendere più sicuro il possesso di Tripoli, il Navarro  si accinge ad una nuova spedizione contro Gerbe (Djerba). Salpa con 8 galee e 4 navi: gli abitanti non vogliono cedere, per cui rientra alla città di partenza. A metà mese, passa in rassegna le sue truppe (15000 uomini); ne lascia di guarnigione 3000 a Tripoli ed il resto viene imbarcato su 15 navi e 3 vascelli con destinazione Gerbe. La flotta raggiunge l'isola; segue uno sbarco nella mattinata sotto un sole cocente. Il nemico aspetta gli spagnoli in un'oasi, dove si trovano i pozzi d'acqua. E' tesa loro un'imboscata; gli spagnoli sono sconfitti con la morte del duca d'Alba Garcia Alvarez di Toledo e di 3000 fanti. Il Navarro, l'ultimo giorno del mese, a causa di una tempesta fa vela verso Tripoli dopo soli diciannove giorni di campagna.

Sett.

 

 

 

Libia

Spedisce a Palermo 1400 schiavi, che sono venduti all'asta per un prezzo variabile dai 3 ai 25 ducati a testa.

Ott.

 

 

 

Libia

Riprende il mare e lascia a Tripoli Diego di Vera con 3000 fanti: la tempesta lo risospinge a Tripoli.

Nov.

 

 

 

Tunisia e Sicilia

Abbandona nuovamente l'Africa: alla difesa di Tripoli rimangono 4000 fanti, di cui 1000 ammalati, senza denari e senza acqua per la mancanza della pioggia. Il navarro si ritira a Monastir ed a Lampedusa, dove si fermerà fino al successivo gennaio.

1511

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Sicilia

A Lampedusa: raccoglie molta calce per potere costruire una fortezza a Gerbe.

Apr.

 

 

 

Tunisia

La flotta è ancorata alle isole Qarganato o Kertene, che sono utilizzate come base di raccolta dell'acqua necessaria per gli usi dei soldati impegnati all'impresa contro Gerbe. Anche questa iniziativa ha un esito infelice: 400 armati, che vi sono stati lasciati per purificare i pozzi, sono assaliti nottetempo dai mori (probabilmente per il tradimento di un alfiere) e sono tutti massacrati. Si trova con costoro anche il colonnello veneziano Girolamo Vianello che dirige i lavori.

Lug.

 

 

 

Campania

Richiamato dal re di Spagna, raggiunge Capri con la flotta ridotta a 23 navi; l'organico dei combattenti a sua disposizione è ora di 4000 fanti. Si porta a Napoli con 500 fanti in attesa del resto delle truppe.

Sett.

Spagna

Francia Ferrara

Capitano g.le fanteria

Campania

A Capri; i suoi uomini protestano per il ritardo delle paghe. Ha il comando della fanteria spagnola (10000 uomini) con la quale si dispone a combattere nuovamente i francesi in ausilio del papa Giulio II.

Ott.

 

 

 

Lazio

Sbarca a Gaeta con 6000/8000 fanti, di cui molti sono di origine maghrebina.

Nov.

 

 

 

Abruzzi Romagna

Staziona negli Abruzzi: i suoi uomini sono piuttosto male in ordine e fra di essi vi sono molti schioppettieri. Tocca, indi, Lugo e con Giovanni Vitelli assale la bastia del Genivolo, alla cui difesa si trova Vestitello Pagani con 150 fanti.

Dic.

 

 

 

Romagna

Si ferma a Coriano con 700 cavalli e 6000 fanti. Si muove nel forlivese e nel faentino, dove ha per accordo Villafranca; la stessa cosa si ripete a Russi; transita per Imola ed in tale centro si incontra con il legato pontificio, il cardinale Giovanni dei Medici (il futuro Leone X). Bombarda di nuovo la fortezza del Genivolo con 3 pezzi di artiglieria: i fanti nei danno l'assalto superando il fossato su alcune travi; quasi tutti i difensori, con il loro capitano, sono uccisi. Si allontana e gli estensi recuperano la  bastia dopo averla bombardata con 9 pezzi di artiglieria.

1512

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Si avvia a Budrio ed affianca il viceré di Napoli Raimondo di Cardona e Fabrizio Colonna contro Bologna. Le forze alleate non trovano subito un punto comune nel condurre l' assedio. Sono piantate le artiglierie contro porta Santo Stefano; il Navarro ha, invece, il compito di predisporre un cuniculo sotterraneo verso porta Castiglione (all'altezza della cappella del Barracano). I bolognesi adottano alcune contromisure per difendersi dall'insidia e collocano sul terreno, lungo le mura, bacili di rame e sonagli vari in modo che questi strumenti recepiscano le vibrazioni provocate dai lavori di scavo. Il rumore permette, pertanto, ai difensori di individuare la direzione presa dai guastatori nemici, di trivellare il terreno e di bloccare le operazioni.

Feb.

 

 

 

Emilia

Fa dare il fuoco alla mina: il tentativo fallisce perché le macerie della cappella e delle mura ostruiscono il passaggio agli attaccanti. L'avvicinarsi, alfine, dei francesi lo obbliga a ripiegare a Castel San Pietro Terme

Apr.

 

 

 

Romagna e Emilia

Partecipa alla battaglia di Ravenna contro Gastone di Foix. L'esercito della lega è composto di 1700 uomini d'arme, da 13500 fanti con 24 cannoni e da 1500 cavalli leggeri; quello francese di 1900 lance, di 5000 fanti tedeschi, di 8000 fanti fra guasconi e piccardi, di 5000 italiani, di 3000 fra arcieri e cavalli leggeri, 50 pezzi di artiglieria. Data la loro inferiorità numerica di circa un terzo, i collegati decidono di mettersi sulla difensiva, salvo a contrattaccare energicamente al momento opportuno. Il Navarro sul fronte, dietro un fossato, posiziona una cinquantina di carrette a due ruote, munite dalla parte esterna di una picca e di un duplice ferro ricurvo a guisa di falce. Queste trincee hanno il compito di ostacolare la carica della cavalleria e di rompere, nel contempo, la compattezza della fanteria attaccante: fra una carretta e l'altra sono posti un paio di archibugi a cavalletto. Le due artiglierie si fronteggiano a centocinquanta metri di distanza l'una dall'altra; Alfonso d' Este fa spostare in avanti i suoi cannoni verso l'ala destra spagnola ed il suo tiro da frontale diviene incrociato. La cavalleria pesante spagnola è particolarmente colpita perché senza possibilità di riparo; Fabrizio Colonna inizia il suo attacco ed è seguito dalla fanteria. I fanti spagnoli sembrano prevalere al centro: sui fianchi, viceversa, ha la meglio la cavalleria francese che incontra una minore resistenza e, alla fine, consegue la vittoria. Gli spagnoli addebitano la responsabilità della sconfitta al Navarro, che ha fatto troppo avvicinare i cavalli ed i fanti avversari prima di intervenire: il suo appoggio si rivela così tardivo, perché si verifica proprio quando la cavalleria ispano -pontificia sta per cedere. Nel complesso, sono uccisi 7000/12000 soldati dell'esercito della lega contro 3000/4000 di parte francese con il Foix, l'Allègre, Jacopo di Ems ed il Molard. Il Navarro è catturato da Vincenzo de la Fayette detto il Gran Diavolo; con lui sono fatti prigionieri Fabrizio Colonna, Ferdinando d'Avalos, Giovanni Francesco Acquaviva ed il cardinale legato. Viene condotto a Ferrara ed a Bologna, dove presenzia ai funerali del Foix.

Mag.

 

 

 

Lombardia e Francia

E' portato prima a Milano e, successivamente, in Francia dove, ad ottobre. è rinchiuso nel carcere di Lochies con Bartolomeo d'Alviano.

1514

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Francia

Il re di Spagna chiede invano la sua liberazione.

1515

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

10000 fanti

Francia

Il re di Francia Francesco I paga il suo riscatto di 20000 scudi. Il Navarro, sdegnato con Ferdinando il Cattolico perché il sovrano non ha voluto fare fronte alla sua taglia e, inoltre, gli ha attribuito ogni responsabilità nella sconfitta, rinuncia al suo feudo di Valle Siciliana negli Abruzzi e passa al servizio dei francesi con l'incarico di capitano della fanteria guascona. Gli è dato anche il comando di 12 galee; è nominato ciambellano e gli viene concessa una rendita di 6000 franchi.

Mag.

 

 

 

Francia

Dopo la conquista di Blessy, si trova a Lione con 10000 fanti pronto a trasferirsi in Italia.

Lug.

 

 

 

Francia

A Grenoble.

Ago.

Francia

Spagna Milano Impero Chiesa

 

Liguria e Piemonte

Giunge a Genova per mare; da qui si sposta in Piemonte ed ispeziona con il Lautrec  alcuni passi alpini, indicati ai francesi dal nobile sabaudo il conte di Morette, in grado di fare attraversare le montagne all'esercito e di eludere la sorveglianza delle milizie svizzere. In base al rapporto dei due capitani, sono mandati avanti le truppe 4000 guastatori per preparare la strada; il Navarro passa a guado il Durance e si avvia per l'Argentera ed il passo di Gillestre, tocca la fortezza di Saint- Paul fra Embrun e Barcelonette. Prosegue sul lato italiano della rocca di Piè di Porco e punta verso Alessandria e Tortona. E' a Vercelli con 4500 fanti; conquista il castello di Novara.

Sett.

 

 

10000 fanti

Lombardia

Si dirige su Milano e prende parte alla battaglia di Melegnano, alla testa di 10000 fanti baschi e guasconi. Tenta di difendere una batteria di 7 pezzi di artiglieria dall' attacco della fanteria svizzera: i suoi uomini vengono respinti dall'avanguardia nemica e l'assalto è tamponato solo con l'intervento della  cavalleria di Gian Giacomo da Trivulzio e del Connestabile di Borbone. Nel proseguimento del combattimento, il Navarro recupera 4 dei pezzi perduti inizialmente e costringe gli avversari a ritirarsi in un boschetto: le sue sortite sono ributtate dagli svizzeri che, da ultimo, sono posti in fuga dall'intervento della cavalleria veneziana dell'Alviano. Entra in Milano ed assedia con 8000 fanti guasconi il Castello Sforzesco, dove si sono rinchiusi con 2000 uomini Giovanni Gonzaga e Girolamo Morone. Tolta l'acqua agli assediati, si impadronisce di una casamatta del fossato posta sul fianco del castello verso la porta Comasina; si accosta al fossato con le macchine ossidionali (i gatti) che proteggono i lavori dei guastatori e fa scavare un secondo fossato; prepara mine sotto le mura della fortezza e fa puntellare queste ultime in attesa del momento opportuno; si accinge, infine, a battere il castello con le artiglierie (20 cannoni e 3 colubrine) dal lato del convento dei frati del Carmine.

Ott.

 

 

 

Lombardia

L'assedio termina rapidamente, perché il Gonzaga si arrende nelle mani del Connestabile di Borbone: il Navarro si ribella di fronte alla capitolazione perché si è impegnato con il re di espugnare il Castello Sforzesco in trenta giorni dietro la promessa di un premio di 30000 scudi. Protesta e, senza darsene per inteso, continua il bombardamento con più forza; si spinge troppo in avanti nel fossato per dirigere il tiro o per mostrare una miccia al Vendome ed è colpito da due pezzi di un merlo staccatosi dalle mura perché abbattuto da una palla di cannone. Tramortito dal colpo, è trasportato su una barella in casa del senatore Girolamo Cusano ed è fatto curare con ogni sollecitudine dal sovrano. Si riprende in pochi giorni.

Nov.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Viene a trovarlo a Milano l'ambasciatore veneziano Andrea Gritti, per indurlo a passare all'assedio di Brescia. Parte da Milano con pochi uomini e corre il rischio di essere catturato da una pattuglia spagnola; raggiunge il monte di Brianza e da qui tocca Travagliato alla testa di 5000 fanti guasconi e di 3000 venturieri. Accompagna con il Lautrec a Bologna il re Francesco I, che deve incontrarvisi con il papa Leone X. Inizia le operazioni di assedio di Brescia con Teodoro da Trivulzio. Appena giunto (è seguito anche dai suoi carriaggi personali), vuole visionare le difese cittadine: è colto alla sprovvista da un improvviso attacco della guarnigione che si appropria di 15 muli delle sue masserizie; anche Gian Giacomo da Trivulzio ed il provveditore generale Domenico Contarini corrono il rischio di essere vittime di colpi di archibugio. I suoi ospiti vogliono dargli 500 ducati per rifonderlo delle perdite subite: rifiuta.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Chiede ai veneziani che sia liberato a Venezia un suo vecchio commilitone, lo spagnolo Rodrigo Alonso. Intanto sotto Brescia incomincia ad usare le sue solite arti: si colloca davanti a porta Pile, tra le chiese di Sant'Apollinare, di San Fiorano e di San Salvatore, fa costruire una trincea sotterranea che deve portare entro la città e vi  colloca le mine; i difensori si accorgono dai rumori della manovra, scavano alcune controtrincee, le riempiono di polvere da sparo, vi appiccano il fuoco e rovinano il suo lavoro procurando la morte a molti guastatori. E' portato l'assalto generale alla città dai suoi fanti biscaglini e guasconi, ma pentole piene di zolfo e di altre sostanze infiammabili ed i fuochi artificiati lanciati dalle mura, spengono presto ogni velleità offensiva. Il fallimento dei tentativi perpetrati e l'avvicinarsi di 8000 fanti tedeschi provenienti dalla Germania, convincono i veneziani a ripiegare a Ghedi con le artiglierie più grosse e quasi tutti i carriaggi; egli si reca a Milano ed i suoi uomini sono alloggiati negli accampamenti invernali di Calvisano.

1516

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Ritorna al campo di Lonato e presenzia ad un consiglio di guerra tenuto con Gian Giacomo da Trivulzio, il Contarini, il Gritti ed il Lautrec.

Feb.

 

 

 

Lombardia

Si trova a Rezzato con 5000 fanti e con Teodoro da Trivulzio stringe sempre più da vicino Brescia su tutti e quattro i lati; respinge una sortita di 500 fanti, la maggioranza  schioppettieri, usciti dalla città.

Mar.

 

 

 

Lombardia

Staziona sul Po, nei pressi di Cremona, per difenderne le sponde. Viene richiamato a Milano, allorché la capitale del ducato è assalita dagli avversari; si scontra con costoro e li ributta fino a Peschiera Borromeo.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Affianca il Lautrec verso Trezzo sull'Adda e Melzo; sorveglia le rive dell'Adda nel momento in cui gli svizzeri si ritirano da Lodi su Bergamo.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Occupa i passi delle valli nelle prossimità di Brescia; ritorna all'assedio della città con 5000 fanti e si unisce a Mompiano con il Trivulzio. Brescia si arrende.

Giu.

 

 

 

Emilia

Attraversa il Po con 2000 fanti e si avvia verso Mirandola, per controllare le truppe di Prospero e di Muzio Colonna che stanno rientrando nel regno di Napoli: negli stessi giorni, i veneziani rilasciano su sua richiesta, 30 fanti spagnoli con il capitano Cugnido, trattenuti prigionieri a Venezia. Allontana i pontifici da Concordia.

Ago.

 

 

 

Francia

Si trova a Marsiglia per armare una flotta, con la quale deve assalire e predare le coste africane della Barberia. Lascia la corte a Tours e gli sono consegnati 20000 ducati. La spedizione africana, provocata dalla conquista di Algeri da parte di Arouj Barbarossa, prevede l'imbarco di 6000 fanti su 18 navi.

Ott. dic       Tunisia e Francia
Salpa da Marsiglia . Le condizioni climatiche sono pessime e le tempeste si rivelano di rara intensità: 2 galee di Bernardino d'Ornesan sono costrette a rientrare anzitempo in Francia. Durante la navigazione, i suoi equipaggi sono tormentati dalla mancanza di vettovaglie, dal freddo e dalle malattie. A fine novembre, si presenta davanti al porto di Marsiglia: le condizioni in cui versa la sua flotta è tale che il consiglio cittadino ne impedisce l'entrata nel porto, non facendo abbassare la catena di difesa. In quarantena.

1517

 

 

 

 

 

Gen.       Francia
Vessato dal cattivo tempo e dalle epidemie sorte a bordo della flotta, deve riprendere il mare per puntare su Nizza, dove arriva ai primi del mese. L'iniziativa in Africa si è conclusa con un risultato decisamente negativo.

Feb.

 

 

 

Francia

Rientra a Marsiglia.

Apr.

 

 

 

Francia

A corte, a Parigi.

Mag.

Francia

Corsari barbareschi

 

Francia Liguria

In Provenza, ove allestisce un'altra flotta per fronteggiare i corsari barbareschi sulle coste africane. Lascia Marsiglia con 6/7 navi non bene in ordine. Nel passare per Genova, la sua squadra viene rafforzata da qualche imbarcazione cittadina.

Sett.

 

 

 

Sardegna

Naviga al largo della Sardegna con 1500 uomini imbarcati su 13 navi, un galeone ed una caravella.

Ott. Algeria e
Bombarda Mehedia. I difensori con i loro pezzi di artiglieria affondano una barza ed abbattono l'albero di un'altra ; al momento dello sbarco, in secondo luogo, nascono alcune discordie fra le milizie francesi ed i 1500 spagnoli trasportati dalla flotta. A causa della esiguità delle forze a disposizione, infine, il Navarro può condurre più che altro un'azione dimostrativa; si indirizza, da ultimo, verso la Sicilia e l'isola di Favignana. Punta su Marsiglia.

Nov.

 

 

 

Lazio

Si incontra a Roma con il pontefice e lo accompagna a Civitavecchia: si dichiara sempre disponibile a combattere i turchi.

Dic.

 

 

 

Lazio

Raduna 400 fanti nell'agro romano e gli sono consegnati 4000 ducati.

1518

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio e Toscana

Conduce le truppe raccolte a Terracina ed è pronto a riprendere la lotta con i turchi. Lascia Porto Santo Stefano con 5 navi ed alcuni brigantini.

Giu. lug.

 

 

 

Sicilia  Tunisia e Francia

Salpa da Favignana con 9 galeoni, 5 brigantini e 2000 fanti per attaccare Monastir. Durante il tragitto sosta a Lampedusa alla ricerca di prede; assale Monastir; a causa della resistenza riscontrata, fa vela per Favignana, la Sardegna e Marsiglia, nonostante che Ugo di Moncada cerchi un colloquio con lui.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Visita a Milano il Lautrec, di cui è amico.

Dic.

 

 

 

Francia

E' a Parigi ed il re gli assicura una flotta di 12 galee per combattere i mori.

1519

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Francia

In Provenza, per visionare i preparativi della flotta.

Mar.

 

 

 

Francia

A Lione; è sempre occupato nella predisposizione della flotta con cui combattere i barbareschi.

Mag.       Francia Francesco I gli dà il comando della squadra delle galee di Levante. L'armamento di tali navi procede a rilento per le difficoltà legate al reclutamento dei galeotti.

Lug.

 

 

 

Francia e Liguria

Da Marsiglia a Genova, per raccogliervi un certo numero di fanti. Viaggia in ordinanza fino all'isola di Embiez: si solleva all'improvviso un forte mistral e le sue navi sono costrette ad andare alla deriva. Superato l'ostacolo, tocca Genova.

Sett.

Francia

Corsari barbareschi  

 

Liguria  Toscana e Lazio

Parte da Genova con la flotta e punta su Piombino; giunge a Civitavecchia con 2 galee e viene accolto da alcuni cavalli pontifici, che lo scortano a Roma per rendere omaggio a Leone X. Dopo un lungo colloquio, rientra a Civitavecchia e salpa per Portovenere.

Ott.

 

 

 

Francia

Si colloca con 10 vascelli davanti a Mehedia per combattere il corsaro Sinan. I suoi sforzi si rivelano vani, per cui fa rientro in Provenza. Mette le sue navi nei bacini di carenaggio di Toussaint: parte degli equipaggi è stremata dalla fame e parte dalle malattie.

1520

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Sicilia

Naviga al largo dell'isola di Favignana con la flotta francese.

Sett.

 

 

 

 

Attacca i corsari barbareschi sulle coste africane con 2 galeoni e 2 caravelle.

Ott.

 

 

 

Francia

Deve desistere dalle operazioni e fare vela per la Provenza.

1521

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Francia

Lascia Nizza (città in cui gode di una provvigione annua di 3000 ducati) e si reca a Milano, dove è stato chiamato dal Lautrec. Prende parte ad un consiglio di guerra e con Federico Gonzaga da Bozzolo e Giulio da San Severino ha l'incarico di supervisionare le difese dei passi di confine della Lombardia e delle terre della Serenissima.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Dalla corte francese ritorna a Milano.

Ago.

Francia

Impero

 

Emilia

Si dirige sotto Busseto, castello dei Pallavicini, con 300 lance e 2000 svizzeri ed è fronteggiato da 700 fanti e da 400 cavalli: si ritira per la pioggia insistente e per il mancato arrivo dell'artiglieria. Si sposta a Cremona e partecipa con il Lautrec, il marchese di Saluzzo ed il San Severino a vari consigli di guerra. Entra in Parma con Marcantonio Colonna e Francesco Maria della Rovere, per esaminarne lo stato delle fortificazioni cittadine. Gli imperiali attraversano il Po a Brescello ed i francesi superano il fiume al ponte delle Torreselle, vicino a Casalmaggiore.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Con la caduta di Milano in potere degli imperiali, si porta a Ponte San Pietro ed a Palazzolo sull'Oglio con il Lautrec, Marcantonio Colonna, il della Rovere ed il provveditore generale Gritti, per studiare azioni congiunte atte a fronteggiare i nemici.

1522

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

Lombardia

Tenta di liberare il Castello Sforzesco di Milano dall'assedio postovi da Prospero Colonna; il tentativo non ha successo; con il Lescun ed il Baiardo si trasferisce perciò in Lomellina. Ottiene in un giorno la resa del castello di Vigevano.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Assedia Pavia: le forti piogge lo inducono ad allontanarsi ed a spostarsi a Lardirago, nelle vicinanze del campo imperiale di Prospero Colonna. Tallona gli imperiali in ritirata verso Milano; nel campo franco- veneziano sorgono da un lato contrasti tra il Lautrec ed il Gritti, dall'altro gli svizzeri  protestano sempre più per il ritardo delle paghe. Questi ultimi decidono di aspettare ancora solamente quattro giorni prima di ritornare alle loro terre. I collegati si risolvono a dare battaglia alla Bicocca, prima della prevedibile dissoluzione del loro esercito. Il Navarro si oppone invano all'attacco frontale voluto dagli svizzeri, che si conclude con una disfatta per il Lautrec.

Mag.

 

 

 

Lombardia e Francia

Passa con il Lescun e Giacomo di Sainte-Colombe (400 lance), alla difesa di Cremona. Con la resa a patti della città, rientra in Francia. Si reca a Marsiglia con Andrea Doria. A fine mese, parte dalla città con 8 galee per passare alla difesa di Genova, attaccata dal Colonna e dal d'Avalos.

Giu.

 

 

 

Francia e Liguria

Esce da Marsiglia con 4 galee e si colloca alla difesa di Genova, assediata dal Colonna e dal d'Avalos. Vi entra con 800 fanti; vengono intavolate alcune trattative, durante le quali i fanti spagnoli approfittano della negligenza dei difensori per conquistare e saccheggiare la città. Il Navarro viene catturato con Ottaviano Fregoso da Giovanni d'Urbina, che ha militato anni prima come luogotenente ai suoi ordini diretti. E' fatto prigioniero, secondo le fonti, nella sua camera o in piazza mentre sta combattendo: trattato all'inizio con singolare umanità, è condotto a Napoli da un partigiano degli Adorno, Bernardo Gallo, per essere dato in consegna al viceré Carlo di Lannoy. Di seguito, è fatto rinchiudere dal d'Avalos nel castello d'Ischia.  

1526

 

 

 

 

 

Mar. mag.

 

 

 

Campania Lazio ed Emilia

Viene liberato, a seguito della pace tra il re di Francia e l'imperatore Carlo V, attraverso uno scambio di prigionieri (il principe d'Orange, Filiberto di Chalon). Si reca a Roma e si incontra con il nuovo papa Clemente VII, che lo accoglie benevolmente: si lamenta per il trattamento che gli è stato riservato dagli spagnoli. Nel rientrare in Francia viene ospitato a Modena da Guido Rangoni.

Giu.

 

 

 

Francia

Ha il comando della flotta di Levante. Si ferma all'abbazia di Saint-Victor, nei pressi di Avignone.

Lug.

 

 

 

Francia e Liguria

Giunge a Marsiglia ai primi del mese. Non tutti i capitani accettano di sottostare ai suoi ordini. Salpa dalla Provenza per unirsi con la flotta degli alleati italiani che, da parte loro, gli riconoscono una provvigione mensile di 200 ducati ciascuno. Affiancano la sua galea nella spedizione l'Ornesan con un galeone e 2 galee, il Saint-Blancard con 6 galee, Magdalon d'Ornesan e Maurice de Jonas con 2 galee a testa, Antonio Doria con una galea; altre 3 galee sono guidate da altri capitani. Suo luogotenente è l'Ornesan. Il Navarro, alla testa di 14 galee, di 4 galeoni e di alcuni legni minori conquista la rocca di Portovenere.

Ago.

 

 

 

Liguria

Tocca Villafranca (Villefranche), vi sorprende alcune navi mercantili genovesi. Una di queste è affondata ed un'altra è catturata: i loro equipaggi sono avviati al remo. A metà mese, arriva a Savona, dove è accolto trionfalmente. Bblocca dal mare il flusso dei rifornimenti destinati a Genova.  Assale la città e la stringe d'assedio. Si impadronisce con il Doria e le galee veneziane di 32 navi cariche di frumento: le derrate sono sbarcate parte a Savona e parte a Livorno. A fine mese, fallisce un suo tentativo, portato con il Doria ed i veneziani, ai danni di Genova.

Sett.

 

 

Capitano g.le flotta

Liguria

Propone di anticipare le mosse del nemico per dare alle fiamme la flotta imperiale ferma a Cartagena: nonostante l'opposizione del Doria e del provveditore veneziano Alvise d'Armer, che gli fanno presente le difficoltà della navigazione nell'autunno inoltrato, lascia Savona e si porta alla volta di Villafranca, accompagnato da 2 galee veneziane e da 2 genovesi. Attende invano i rinforzi promessigli a Marsiglia da Annes de Montmorency, alcuni vascelli comandati da Claude Villiers d'Ancienville e le galee che gli devono essere condotte da Antonio Doria: i vascelli non sono ancora pronti ed Antonio Doria, deliberatamente, ha fatto ritardare l'ultimazione dei lavori delle sue 2 galee. Il Navarro rientra a Savona e riprende ad assediare Genova con 16 galee e 4 galeoni francesi, 13 galee veneziane e 11 pontificie. Richiede al della Rovere l'invio di 4000 fanti, affinché coadiuvino la flotta nelle sue operazioni. Respinge con l'aiuto dei veneziani e di Filippino Doria un attacco della fanteria nemica  alla sua flotta ormeggiata a Portofino: non manca, come altre volte nel passato, di qualche gesto di cavalleria nei confronti dei suoi ex -commilitoni, come quando libera un figlio dell'amico Ferdinando di Alarcon, catturato a bordo di una nave.

Ott.  nov.

 

 

 

Liguria

E' raggiunto finalmente a Savona dai vascelli del Villiers d'Ancienville. Sa che la flotta imperiale, nella quale si trovano il Lannoy e Ferrante Gonzaga (20 galee, 22 navi da carico sulle quali sono imbarcati 4000 fanti), è stata colta da una tempesta ed ha dovuto fermarsi sulle coste della Corsica. Manda a chiamare Andrea Doria, che staziona tra Lerici e La Spezia; lascia alla guardia di Savona 400 fanti, i vascelli del Villiers d'Ancienville e 2 galee di Magdalon d'Ornesan, e con il Saint-Blancard punta su La Spezia. Si dirige a Portofino; da qui, si muove con il Doria (6 galee francesi, 5 pontificie, 5 veneziane) per intercettare 24 navi imperiali a punta Chiappa. A fine novembre, si trova all'altezza di Sestri Levante; unj brigantino lo informa che l'armata avversaria naviga a poche miglia di distanza. Il Navarro decide nottetempo di cercare lo scontro con i nemici. Il combattimento dura quattro/cinque ore. La galea ammiraglia degli avversari, "la Portonda", viene rasa come un pontone dall'artiglieria del Navarro; il Doria si getta con la sua nave in mezzo a 2 vascelli, demolisce il primo con i falconetti e le bombarde che sparano ad alzo zero e cola a picco il secondo con un colpo di rostro: nella battaglia muoiono un migliaio di soldati e molti galeotti e marinai della flotta imperiale. Si alza all'improvviso un vento impetuoso, che ostacola la navigazione alle galee. Le navi francesi sono obbligate a dirigersi su Civitavecchia; quelle veneziane riguadagnano Portofino.

Dic.

 

 

 

Lazio e Toscana

Si reca a Viterbo ed a Roma per essere ricevuto dal pontefice; è segnalato a Firenze, dove provvede alle difese cittadine; raggiunge Pisa per acquistare vettovaglie per la cambusa delle sue navi ed a Civitavecchia per preparare una spedizione contro il regno di Napoli (all'ormeggio vi sono 28 galee francesi, veneziane e pontificie). L'azione viene rimandata.

1527

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Si trova alla difesa di Bologna, che è minacciata dai lanzichenecchi.

Feb.

 

 

 

Liguria

Si sposta a Savona e ritorna a bloccare Genova dal mare. Il ritardo delle paghe riduce cecisamente il numero degli uomini a sua disposizione.

Mar.

 

 

 

Liguria

Prosegue nel rafforzamento delle opere difensive di Savona: gli abitanti protestano.

Giu.

 

 

 

Liguria e Piemonte

Esce da Savona e punta su Asti per unirvisi con il Lautrec, che ha lasciato la Francia con 500 lance e 10000 fanti. Si avvia nell'alessandrino ed assale Alessandria alla testa di 7000 fanti: la città è difesa da 1500 lanzichenecchi e da 500 fanti italiani agli ordini di Giovanni Battista di Lodrone e di Alberigo Barbiano da Belgioioso.

Lug.

 

 

 

Piemonte

Sconfigge il Lodrone, scava trincee ed allestisce una mina; in breve costringe gli avversari ad arrendersi dietro la promessa di non militare per sei mesi contro l'esercito francese.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Assedia il castello di Bosco Marengo con 10000 svizzeri ed altri 6000 fanti: nella località si trova ancora il Lodrone con 1000 fanti, di cui 600/700 lanzichenecchi. Con le sue mine rovina quasi tutta la cinta muraria del castello: gli avversari si arrendono a discrezione e sono svaligiati.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Assedia Pavia: un violento fuoco di artiglieria (11 pezzi) abbatte la parte del castello volta verso il Barco, ma l'altezza dell'acqua nel fossato ne ostacola l'attraversamento.  Nella notte successiva, il Navarro ordina di svuotarlo e di riempirlo con fascine per arrivare con facilità sotto le mura. La città è presa d'assalto ed è messa a sacco. Subito dopo, si allontana con 8000 fanti (3000 guasconi, 3000 fra lanzichenecchi e svizzeri, 2000 italiani) e blocca verso Abbiategrasso un contingente imperiale uscito da Milano con 2000 fanti, 50 uomini d'arme e 4 pezzi di artiglieria. Antonio di Leyva si impadronisce della città; il Navarro si porta allora a Casalpusterlengo e giunge a Lodi. Si collega con i veneziani comandati da Giano Fregoso ed insieme pongono il campo a Casorate Primo. Con un breve fuoco di artiglieria i difensori si arrendono a discrezione: la terra e la rocca sono date al saccheggio.

Nov.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Passa a Lacchiarella e minaccia Monza. 1600/1800 fanti guasconi si ammutinano per il ritardo delle paghe: deve abbandonare il centro e puntare su Vigevano; supera l'Adda, tocca Treviglio, muove su Parma per collegarsi con il Lautrec.

Dic.

 

 

Capitano g.le fanteria

 

Ai suoi ordini militano 2690 fanti francesi, 4060 guasconi e 3633 italiani.

1528

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Si trova a Bologna ed in Romagna.

Feb.

 

 

 

Marche e Abruzzi

Parte da Fermo con 12000 fanti, la metà francesi, ed irrompe negli Abruzzi. Per via  gli si arrendono Teramo e Giulianova; prende la strada della Leonessa seguito dal marchese di Saluzzo e, più lontano, da Orazio Baglioni con 150 cavalli leggeri e 4000 fanti delle Bande Nere. Nell'aquilano espugna Penne ed altri quattordici castelli. L'Aquila gli apre le porte, perché il principe di Melfi Giovanni Caracciolo si ritira alla notizia del suo arrivo. Si ferma di fronte a Castel di Sangro.

Mar.

 

 

 

Puglia

Si spinge in Puglia per riscuotere 80000 ducati, derivanti dalla dogana che pagano i pastori per trasferirsi dalla regione ai pascoli abruzzesi. E' presto a Lucera ed a Foggia con 10000 uomini; aggredisce un colle vicino a Troia con 2000 archibugieri;  assale Melfi con i fanti veneziani di Camillo Orsini. Due attacchi terminano con la morte di 500 uomini, che cadono sotto il fuoco degli archibugi; la notte il Lautrec fa avere nuovi pezzi di artiglieria e giungono anche i fanti del Baglioni. Gli abitanti tumultuano ed il Caracciolo si ritira nel castello con 1000 uomini: i nemici si arrendono a discrezione e la terra è saccheggiata con l'uccisione di 3000 persone, compresi i soldati del presidio.

Apr.

 

 

 

Puglia Basilicata Calabria

E' a Venosa con 4000 fanti: la rocca, difesa da 400 fanti tra spagnoli e lanzichenecchi, si arrende a doscrezione in tre giorni: i capitani sono trattenuti prigionieri ed i soldati sono rilasciati senza le armi. Conquista Ascoli Satriano ed espugna Capistrano: durante l'assalto è ferito Biagio di Montluc. I guasconi, che militano al suo servizio, per vendicare tale capitano uccidono gli abitanti ed incendiano le loro case.

Giu.

 

 

 

Campania

Passa all'assedio di Napoli e si accampa a Poggioreale, sulle colline che guardano il monte di San Martino (sorvegliato da Giovanni di Urbina con 1000 archibugieri e 4 pezzi di artiglieria) e la porta di San Germano. Incomincia a bombardare la città dalla Montagnetta, ora Moiarello; costruisce un forte a San Martino e scava trincee. In un giro di ispezione corre il rischio di essere catturato dall'Urbina.

Lug.

 

 

 

Campania

Deve interrompere i lavori di scavo delle trincee allorché Filippino Doria defeziona nel campo avversario: i marinai veneziani, che sostengono i suoi lavori dalla spiaggia, devono tralasciare tali opere per potere svolgere dal mare le operazioni di intercettamento dei rifornimenti a Napoli, prima svolte dalle galee del Doria. In ogni caso, il Navarro affianca il Lautrec nella sua opposizione a trasferire gli accampamenti dai luoghi paludosi, dove essi si trovano, ad Aversa in un punto più salubre. La peste falcidia, nel frattempo, l'esercito francese.

Ago.

 

 

 

Campania

Si ammala di peste. Nonostante la cattiva salute, cerca di recuperare Capua i cui abitanti hanno aperto le porte agli imperiali. A fine mese, con il nuovo comandante dei francesi (il Lautrec è morto) il marchese di Saluzzo, il Rangoni e Paolo Camillo da Trivulzio, stabilisce di ritirarsi approfittando di una forte pioggia: abbandona il monte di San Martino con 800 fanti e si colloca alla retroguardia. Attaccato dall' Urbina sul monte Lanzata, tenta di raggiungere Aversa: i suoi uomini, per lo più ammalati come lo stesso Navarro, non hanno la forza di resistere e si arrendono: sono rilasciati senza le armi. Il capitano spagnolo è catturato dagli stradiotti, mentre sta cercando di fuggire a dorso di un mulo su una strada secondaria: viene condotto a Napoli ed è ospitato nel palazzo di Fabrizio Giustiniani.

..............

 

 

 

Campania

L'imperatore Carlo V ordina la sua decapitazione. Il governatore del castello Luigi Icardo lo fa strozzare in prigione o lo fa soffocare a letto mentre dorme, per impedire che sia pubblicamente giustiziato. E' sepolto con il Lautrec a Napoli nella chiesa di Santa Maria Nuova.

CINQUANTADUE CITAZIONI

Capitano di grande valore.

Famoso capitano. Famoso capitano di fanti. Uno dei più celebri capitani del suo secolo.

Stratega sprovvisto di intuizione.

Famoso corsaro: opera ai danni sia dei cristiani che dei mussulmani.

Peritissimo nelle fortificazioni. Ebbe la fama di essere il più abile nell'arte della fortificazione.

Superiore a tutti gli altri capitani nella espugnazione delle terre e nel maneggio delle artiglierie.

Esperto nell'allestire mine e contro mine. Ingegnere celebre per le sue mine.

Sagace. Di grande spirito. Pronto ed accorto nel trovare nelle difficoltà nuove soluzioni.

Personaggio antieroico. Ebbe una disposizione mezzo contadina nell'abito e nel volto.

Alto e di carnagione scura; occhi, barba e capelli neri.