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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1355
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Ago.
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Fuoriusciti
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Lucca
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Toscana ed Emilia
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Si unisce con Orlando Salamoncelli e muove contro Lucca
alla testa dei fuoriusciti. Fallito il tentativo di avere la città di
sorpresa a causa del ritardo di Valeriano e di Arrigo Castracani, assedia con
400 cavalli e 2000 fanti Castiglione di Garfagnana. Vengono loro contro
pisani e senesi, forti di 6000 fanti e di 700 cavalli. Fiducioso nel vantaggio
della posizione, l'Obizzi si accorge in ritardo che il capitano avversario, Biordo
degli Ubertini, ha aggirato l'altura su cui si sono posti gli assedianti e
che si è impadronito del passo attraverso il quale transitano i rifornimenti
alle sue truppe. Lascia di notte il campo e si rifugia nel Frignano.
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1363
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Ott.
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Firenze
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Pisa
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Toscana
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Con Ranuccio Farnese, è sconfitto e catturato nella
battaglia di Incisa dalla Compagnia Bianca di Alberto Sterz: i fiorentini,
fra morti e prigionieri, perdono più di 400 uomini.
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1365
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Sett.
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Padova
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Austria
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Trentino
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Guerreggia in Valsugana contro le truppe di Rodolfo
d'Austria. Assedia nel castello di Ivano Biagio di Grigno, che è costretto,
dopo un mese e mezzo, ad arrendersi a patti per mancanza di vettovaglie
perché non gli arrivano i soccorsi entro il termine stabilito di otto giorni.
Le milizie che provengono da Trento sono bloccate dai carraresi ed il Grigno
deve abbandonare la fortezza.
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1368
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Giu.
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Chiesa
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Perugia
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Toscana
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Sorprende e cattura presso Arezzo Giovanni Acuto. Il
combattimento dura quattro ore.
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1369
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Mar.
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Toscana
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Rientra in Lucca al seguito dell'imperatore Carlo di
Boemia
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Apr.
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Impero
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Pisa
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Toscana
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Con il Salamoncelli ed altri fuoriusciti di Lucca (300
cavalli), appoggia gli imperiali contro i pisani. Si trasferisce in val di Serchio e ne
infesta il territorio con razzie, incendi e cattura di prigionieri. Assale
Motrone: il castellano Bruto da Camaiore si arrende, a seguito della minaccia di impiccagione
sotto le mura del fratello e di altri parenti.
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Estate
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Lucca
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Castracani
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Toscana
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Collabora nello scacciare da Lucca le milizie che Bernabò
Visconti ha inviato nella città per sostenervi la parte filoimperiale Gli viene
dato l'incarico di imprigionare Alderigo Castracani.
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1370
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Toscana
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Difende Lucca dagli attacchi portati da Alderigo, da Giovanni
e da Orlando Castracani, i quali sono spalleggiati dai Visconti. Si sposta
in Garfagnana, riconquista il castello di Camporgiano.
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1371
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Toscana
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Recupera pure a patti Gallicano con il podestà di Lucca
Ugolino Galluzzi: anche questa fortezza, come quella di Camporgiano, viene fatta
smantellare dal comune.
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Toscana
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A Lucca viene impedito agli Obizzi di ricoprire cariche
pubbliche; in particolare, a Giovanni è proibito di rientrare nel capoluogo. Il condottiero disprezza
l'ordine e solleva gli abitanti a suo
favore. Entra di nascosto per la porta di San Gervaso; suona la campana
del popolo e gli abitanti prendono le armi.
L'Obizzi è arrestato dal podestà ed è condannato al confino, oltre che all'esborso di
10000 fiorini per non avere rispettato l'ordine precedente: fra i suoi
mallevadori vi sono Tommaso degli Obizzi e Niccolò Diversi che devono far fronte all'intera somma per la sua disubbidienza.
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Autunno
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Padova
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Veneto
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Si trova alla guardia di Cittadella per conto dei
carraresi.
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1372
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Dic.
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Comp. ventura
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Lucca
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Toscana
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Rientra in Toscana, si reca a Firenze ed istiga la
repubblica a muovere guerra a Lucca.
Irrompe nel lucchese con Corrado Lando: nella città è scoperta una congiura,
che si conclude con l'esecuzione di alcuni complici. Da parte sua, devasta il
contado ed ottiene Moriano dal castellano, il Basselotto.
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1373
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Gen.
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Toscana
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Continua nelle sue scorrerie: tutti i suoi famigliari sono
scacciati da Lucca ed i loro beni sono confiscati. Alla fine, l'arrivo nella
regione del conte Amedeo di Savoia e di Enguerrand di Coucy, lo costringono
ad allontanarsi da Moriano ed a trasferirsi in Lunigiana con il Lando ed il Bottigler.
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Feb.
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Padova
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Venezia
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Veneto
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Ritorna a Cittadella al servizio dei carraresi.
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Lug. ago.
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Capitano g.le
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Veneto
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Viene nominato capitano generale a seguito della rotta subita dai carraresi ad opera dei veneziani alla
bastia del Buon Conforto. L'ultimo giorno del mese, l'Obizzi assale la bastia di
Medicina, costruita da poco da Francesco Ordelaffi, con Giovanni da Peraga,
Arcuano Buzzaccarini, Francesco da Carrara e Giovanni di Polisna: con il
Peraga, getta un ponte sul fossato, esce con la cavalleria e vince la
resistenza degli avversari. Sempre negli stessi giorni, è edotto della
congiura di Marsilio da Carrara ai danni del fratello Francesco.
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1375
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Napoli
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Abruzzi
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Milita al servizio della regina di Napoli Giovanna d'Angiò;
viene nominato capitano dell'Aquila al posto di Tommaso degli Obizzi.
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1376
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L'Aquila
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Rieti
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Abruzzi e Lazio
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Ha il comando delle milizie cittadine dell'Aquila (15000
uomini) per combattere Rieti e Cittaducale: le due località sono forzate a
trattare con gli aquilani.
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1377
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Abruzzi
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Lascia la carica al rientrante Tommaso degli Obizzi.
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1378
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Mag.
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Padova
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Venezia
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Capitano g.le
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Veneto
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I carraresi lo rieleggono loro capitano generale nella
guerra contro i veneziani.
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Giu.
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Veneto
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Alla testa di 16000 uomini, compresi gli ungheri e le
truppe del patriarca di Aquileja, entra nel trevigiano e terrorizza il territorio con
incendi e scorrerie; si muove ad Oriago, dove fa ricostruire la bastia con il
fossato ed edifica un castello; rafforza pure Castelcarro, nonostante i
continui attacchi che provengono da Chioggia.
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Lug.
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Veneto
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Esce da Padova a bandiere spiegate; sosta a Carpanedo ed
attacca Mestre, dove si impossessa del borgo di San Lorenzo, alla cui difesa
cadono molti veneziani. Dopo il combattimento, è armato cavaliere Sicco da
Caldonazzo; tutti i prigionieri sono condotti a Padova. Dà alle fiamme il
borgo ed inizia a colpire Mestre con le bombarde; tenta di impadronirsi del castello sorvegliato
da 300 fanti. Vi sono più assalti, che si concludono con numerose perdite per
gli attaccanti. Uno di questi è portato direttamente da Francesco Novello da
Carrara ed è respinto dopo quattro ore di combattimento; fra i padovani sono
uccisi 25 uomini ed altri 500 sono feriti, fra i quali vi sono Simone Lupo e
Giacomo di Porcia; fra i veneziani si registrano nel complesso 28 morti e 100
feriti. L'Obizzi è preso a male parole dal Carrara e viene criticato da Gerardo da
Monteloro che, inutilmente, durante la battaglia lo ha esortato a fare riposare i
soldati: solo Giovanni da Peraga ed Antonio Lupo aiutano l'Obizzi nella disputa.
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Ago.
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Veneto
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E' sospettato di essersi fatto corrompere dai veneziani e
di non avere esercitato al meglio le sue capacità: è privato del suo incarico
da Francesco da Carrara ed i padovani abbandonano l'assedio a causa della
peste entrata nel campo.
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1384
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Ott.
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Firenze
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Comp. ventura
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Capitano g.le
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Toscana
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Viene inviato nell'aretino, a seguito dell'entrata nel
capoluogo dei Tarlati con Carlo da Pietramala e dei viscontei con Ruggero
Cane. Conquista Castiglion Fiorentino e si accampa nei pressi di Arezzo: guerreggia
le milizie angioine del Coucy, che si sono impossessate della città. Minaccia
anche il lucchese; il comune fa rafforzare i presidi di Lucca e delle quaranta
rocche e castelli controllati.
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Nov. dic.
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Toscana
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Il Coucy vende Arezzo ai fiorentini per 45000 fiorini, che
salgono a 60000 con la cessione del
castello cittadino. L'Obizzi entra in Arezzo; a dicembre torna a Firenze e
consegna ai dieci di Balia le insegne del comando.
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1385
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Toscana
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Alla morte di Francesco Guinigi, cerca di rientrare in
Lucca: due cittadini (Matteo Gigli e Biagio Averardi) che si sono messi in
contatto con lui tramite due frati carmelitani, sono subito decapitati.
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Mar. apr.
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Firenze
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Comp. ventura
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Emilia
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Viene mandato in soccorso dei bolognesi, sconfitti da Giovanni degli Ubaldini. Ad aprile
rientra a Firenze.
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Mag.
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Firenze
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Tarlati
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Toscana
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Cavalca nell'aretino contro i Pietramala.
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Giu.
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Firenze
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Cortona Tarlati
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Toscana
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Entra nel cortonese e vi razzia del bestiame, perché il
signore di Cortona Francesco Casali cerca di ostacolare i fiorentini nel
possesso del castello di Penna. Prosegue
nell'aretino la sua azione ai danni dei Pietramala e si impadronisce
della rocca di Anghiari; assedia Sorci ed entra in Chiusi. Fa costruire cinque
bastie ed assedia Pietramala con macchine da guerra e bombarde.
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Ago.
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Toscana
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Dopo due mesi di assedio, obbliga Marco da Pietramala ad
abbandonare Pietramala in cambio di 2000 fiorini: il castello è distrutto
dalle fondamenta. Rientra a Firenze accoltovi con tutti gli onori dalle autorità a dalla parte
guelfa.
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1386
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Apr.
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Firenze
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Urbino
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Umbria e Marche
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Combatte Antonio da Montefeltro. Da Città di Castello
si dirige nel nel territorio del signore di Urbino; si attenda vicino alle mura di
Gubbio con 2000 cavalli e 200 fanti. Assalito dai nemici, si spinge verso
Cagli, Colbordolo e Talacchio, recando ovunque gravi guasti alle campagne.
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Lug.
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Toscana
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I fiorentini si accordano con il Montefeltro e l'Obizzi
ritorna a Firenze.
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Toscana
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Richiamato, alfine, a Lucca, gli viene assegnata una onorata
provvigione.
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1388
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|
Apr.
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Toscana
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A Firenze. Nella chiesa di San Giovanni presenzia alla
cerimonia in cui Giovanni Panciatichi è armato cavaliere dal capitano del
popolo Gabriele Emo.
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1390
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Emilia
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Muore a Ferrara.
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Capitano valoroso.
Grande soldato e uomo di guerra.