Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1258      GIOVANNI DEGLI OBIZZI  Di Lucca. Fuoriuscito. Figlio di Alamanno, padre di Antonio e di Niccolò.

                + 1390 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1355

 

 

 

 

 

Ago.

Fuoriusciti

Lucca

 

Toscana ed Emilia

Si unisce con Orlando Salamoncelli e muove contro Lucca alla testa dei fuoriusciti. Fallito il tentativo di avere la città di sorpresa a causa del ritardo di Valeriano e di Arrigo Castracani, assedia con 400 cavalli e 2000 fanti Castiglione di Garfagnana. Vengono loro contro pisani e senesi, forti di 6000 fanti e di 700 cavalli. Fiducioso nel vantaggio della posizione, l'Obizzi si accorge in ritardo che il capitano avversario, Biordo degli Ubertini, ha aggirato l'altura su cui si sono posti gli assedianti e che si è impadronito del passo attraverso il quale transitano i rifornimenti alle sue truppe. Lascia di notte il campo e si rifugia nel Frignano.

1363

 

 

 

 

 

Ott.

Firenze

Pisa

 

Toscana

Con Ranuccio Farnese, è sconfitto e catturato nella battaglia di Incisa dalla Compagnia Bianca di Alberto Sterz: i fiorentini, fra morti e prigionieri, perdono più di 400 uomini.

1365

 

 

 

 

 

Sett.

Padova

Austria

 

Trentino

Guerreggia in Valsugana contro le truppe di Rodolfo d'Austria. Assedia nel castello di Ivano Biagio di Grigno, che è costretto, dopo un mese e mezzo, ad arrendersi a patti per mancanza di vettovaglie perché non gli arrivano i soccorsi entro il termine stabilito di otto giorni. Le milizie che provengono da Trento sono bloccate dai carraresi ed il Grigno deve abbandonare la fortezza.

1368

 

 

 

 

 

Giu.

Chiesa

Perugia

 

Toscana

Sorprende e cattura presso Arezzo Giovanni Acuto. Il combattimento dura quattro ore.

1369

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Toscana

Rientra in Lucca al seguito dell'imperatore Carlo di Boemia

Apr.

Impero

Pisa

 

Toscana

Con il Salamoncelli ed altri fuoriusciti di Lucca (300 cavalli), appoggia gli imperiali contro i pisani. Si trasferisce in val di Serchio e ne infesta il territorio con razzie, incendi e cattura di prigionieri. Assale Motrone: il castellano Bruto da Camaiore si arrende,  a seguito della minaccia di impiccagione sotto le mura del fratello e di altri parenti.

Estate

Lucca

Castracani

 

Toscana

Collabora nello scacciare da Lucca le milizie che Bernabò Visconti ha inviato nella città per sostenervi la parte filoimperiale Gli viene dato l'incarico di imprigionare Alderigo Castracani.

1370

 

 

 

Toscana

Difende Lucca dagli attacchi portati da Alderigo, da Giovanni e da Orlando Castracani, i quali sono spalleggiati dai Visconti. Si sposta in Garfagnana, riconquista il castello di Camporgiano.

1371

 

 

 

 

 

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Toscana

Recupera pure a patti Gallicano con il podestà di Lucca Ugolino Galluzzi: anche questa fortezza, come quella di Camporgiano, viene fatta smantellare dal comune.

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Toscana

A Lucca viene impedito agli Obizzi di ricoprire cariche pubbliche; in particolare, a Giovanni è proibito di rientrare nel capoluogo. Il condottiero disprezza l'ordine e solleva gli abitanti a suo   favore. Entra di nascosto per la porta di San Gervaso; suona la campana del popolo e gli abitanti prendono le armi.  L'Obizzi è arrestato dal podestà ed è condannato al confino, oltre che all'esborso di 10000 fiorini per non avere rispettato l'ordine precedente: fra i suoi mallevadori vi sono Tommaso degli Obizzi e Niccolò Diversi che devono far fronte all'intera somma per la sua disubbidienza.

Autunno

Padova

 

 

Veneto

Si trova alla guardia di Cittadella per conto dei carraresi.

1372

 

 

 

 

 

Dic.

Comp. ventura

Lucca

 

Toscana

Rientra in Toscana, si reca a Firenze ed istiga la repubblica a muovere guerra a   Lucca. Irrompe nel lucchese con Corrado Lando: nella città è scoperta una congiura, che si conclude con l'esecuzione di alcuni complici. Da parte sua, devasta il contado ed ottiene Moriano dal castellano, il Basselotto.

1373

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

Continua nelle sue scorrerie: tutti i suoi famigliari sono scacciati da Lucca ed i loro beni sono confiscati. Alla fine, l'arrivo nella regione del conte Amedeo di Savoia e di Enguerrand di Coucy, lo costringono ad allontanarsi da Moriano ed a trasferirsi in Lunigiana con il Lando ed il Bottigler.

Feb.

Padova

Venezia

 

Veneto

Ritorna a Cittadella al servizio dei carraresi.

Lug. ago.

 

 

Capitano g.le

Veneto

Viene nominato capitano generale a seguito della rotta subita dai carraresi ad opera dei veneziani alla bastia del Buon Conforto. L'ultimo giorno del mese, l'Obizzi assale la bastia di Medicina, costruita da poco da Francesco Ordelaffi, con Giovanni da Peraga, Arcuano Buzzaccarini, Francesco da Carrara e Giovanni di Polisna: con il Peraga, getta un ponte sul fossato, esce con la cavalleria e vince la resistenza degli avversari. Sempre negli stessi giorni, è edotto della congiura di Marsilio da Carrara ai danni del fratello Francesco. 

1375

Napoli

 

 

Abruzzi

Milita al servizio della regina di Napoli Giovanna d'Angiò; viene nominato capitano dell'Aquila al posto di Tommaso degli Obizzi.

1376

L'Aquila

Rieti

 

Abruzzi e Lazio

Ha il comando delle milizie cittadine dell'Aquila (15000 uomini) per combattere Rieti e Cittaducale: le due località sono forzate a trattare con gli aquilani.

1377

 

 

 

Abruzzi

Lascia la carica al rientrante Tommaso degli Obizzi.

1378

 

 

 

 

 

Mag.

Padova

Venezia

Capitano g.le

Veneto

I carraresi lo rieleggono loro capitano generale nella guerra contro i veneziani.

Giu.

 

 

 

Veneto

Alla testa di 16000 uomini, compresi gli ungheri e le truppe del patriarca di Aquileja, entra nel trevigiano e terrorizza il territorio con incendi e scorrerie; si muove ad Oriago, dove fa ricostruire la bastia con il fossato ed edifica un castello; rafforza pure Castelcarro, nonostante i continui attacchi che provengono da Chioggia.

Lug.

 

 

 

Veneto

Esce da Padova a bandiere spiegate; sosta a Carpanedo ed attacca Mestre, dove si impossessa del borgo di San Lorenzo, alla cui difesa cadono molti veneziani. Dopo il combattimento, è armato cavaliere Sicco da Caldonazzo; tutti i prigionieri sono condotti a Padova. Dà alle fiamme il borgo ed inizia a colpire Mestre con le bombarde; tenta  di impadronirsi del castello sorvegliato da 300 fanti. Vi sono più assalti, che si concludono con numerose perdite per gli attaccanti. Uno di questi è portato direttamente da Francesco Novello da Carrara ed è respinto dopo quattro ore di combattimento; fra i padovani sono uccisi 25 uomini ed altri 500 sono feriti, fra i quali vi sono Simone Lupo e Giacomo di Porcia; fra i veneziani si registrano nel complesso 28 morti e 100 feriti. L'Obizzi è preso a male parole dal Carrara e viene criticato da Gerardo da Monteloro che, inutilmente, durante la battaglia lo ha esortato a fare riposare i soldati: solo Giovanni da Peraga ed Antonio Lupo aiutano l'Obizzi nella disputa.

Ago.

 

 

 

Veneto

E' sospettato di essersi fatto corrompere dai veneziani e di non avere esercitato al meglio le sue capacità: è privato del suo incarico da Francesco da Carrara ed i padovani abbandonano l'assedio a causa della peste entrata nel campo.

1384

 

 

 

 

 

Ott.

Firenze

Comp. ventura

Capitano g.le

Toscana

Viene inviato nell'aretino, a seguito dell'entrata nel capoluogo dei Tarlati con Carlo da Pietramala e dei viscontei con Ruggero Cane. Conquista Castiglion Fiorentino e si accampa nei pressi di Arezzo: guerreggia le milizie angioine del Coucy, che si sono impossessate della città. Minaccia anche il lucchese; il comune fa rafforzare i presidi di Lucca e delle quaranta rocche e castelli controllati.

Nov. dic.

 

 

 

Toscana

Il Coucy vende Arezzo ai fiorentini per 45000 fiorini, che salgono a 60000  con la cessione del castello cittadino. L'Obizzi entra in Arezzo; a dicembre torna a Firenze e consegna ai dieci di Balia le insegne del comando.

1385

 

 

 

 

 

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Toscana

Alla morte di Francesco Guinigi, cerca di rientrare in Lucca: due cittadini (Matteo Gigli e Biagio Averardi) che si sono messi in contatto con lui tramite due frati carmelitani, sono subito decapitati.

Mar. apr.

Firenze

Comp. ventura

 

Emilia

Viene mandato in soccorso dei bolognesi,  sconfitti da Giovanni degli Ubaldini. Ad aprile rientra a Firenze.

Mag.

Firenze

Tarlati

 

Toscana

Cavalca nell'aretino contro i Pietramala.

Giu.

Firenze

Cortona Tarlati

 

Toscana

Entra nel cortonese e vi razzia del bestiame, perché il signore di Cortona Francesco Casali cerca di ostacolare i fiorentini nel possesso del castello di Penna. Prosegue  nell'aretino la sua azione ai danni dei Pietramala e si impadronisce della rocca di Anghiari; assedia Sorci ed entra in Chiusi. Fa costruire cinque bastie ed assedia Pietramala con macchine da guerra e bombarde.

Ago.

 

 

 

Toscana

Dopo due mesi di assedio, obbliga Marco da Pietramala ad abbandonare Pietramala in cambio di 2000 fiorini: il castello è distrutto dalle fondamenta. Rientra a Firenze accoltovi con tutti gli onori dalle autorità a dalla parte guelfa.

1386

 

 

 

 

 

Apr.

Firenze

Urbino

 

Umbria e Marche

Combatte Antonio da Montefeltro. Da Città di Castello si dirige nel nel territorio del signore di Urbino; si attenda vicino alle mura di Gubbio con 2000 cavalli e 200 fanti. Assalito dai nemici, si spinge verso Cagli, Colbordolo e Talacchio, recando ovunque gravi guasti alle campagne.

Lug.

 

 

 

Toscana

I fiorentini si accordano con il Montefeltro e l'Obizzi ritorna a Firenze.

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Toscana

Richiamato, alfine, a Lucca, gli viene assegnata una onorata provvigione.

1388

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Toscana

A Firenze. Nella chiesa di San Giovanni presenzia alla cerimonia in cui Giovanni Panciatichi è armato cavaliere dal capitano del popolo Gabriele Emo.

1390

 

 

 

Emilia

Muore a Ferrara.

QUATTRO CITAZIONI

Capitano valoroso.

Grande soldato e uomo di guerra.