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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1404
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Ago.
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Padova
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Venezia
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Veneto
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Milita al servizio di Francesco Novello da Carrara contro
i veneziani. Contribuisce alla vittoria di Gorgo ai danni delle milizie di
Malatesta Malatesta che stanno con quistando il campo: fa calare il ponte ed
esce all'improvviso con Ludovico Buzzacarini dalle linee difensive alla testa
di 4000 cavalli. Coglie alle spalle i guastatori: il Malatesta interviene con
la sua cavalleria e costringe i due capitani carraresi a ritirarsi verso il
ponte. L'Obizzi rimane alla difesa del serraglio di Gorgo con Filippo da Pisa ed
Ubertino da Carrara.
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Sett.
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Veneto
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Piero da Padova si presenta al Malatesta e concede il passo ai
veneziani: gli avversari possono entrare nel serraglio con i fanti e molti
uomini d'arme prima che i difensori se ne accorgano.
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1405
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Gen.
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Veneto
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Si trova alla difesa di Verona. Con Giacomo da Carrara,
respinge un attacco notturno portato alla città da Jacopo dal Verme e da
Francesco Gonzaga: nello scontro sono uccisi 400 uomini, quasi tutti
veneziani.
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Apr.
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Veneto
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Recupera le bastie di Mezzane, di Porcile (Belfiore) e di Albarè.
Ottiene a patti la rocca di Garda.
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Mag.
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Veneto
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Sempre alla difesa di Verona, con Giacomo da Carrara e
Paolo Lion attacca al borgo di Sorio la retroguardia di Galeazzo da Mantova e
mette in fuga tale condottiero: i carraresi si impadroniscono di alcune bombarde e delle
insegne degli avversari, che subiscono, inoltre, la perdita di 200 uomini.
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Giu.
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Veneto
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Respinge un nuovo assalto di Galeazzo da Mantova a Verona,
condotto alla porta di Santa Croce. A metà mese, si reca a Padova con il Lion
per un consiglio di guerra con Francesco Novello da Carrara: durante la sua
assenza i veronesi si ribellano ai carraresi e si arrendono nelle mani del
dal Verme.
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1406
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Prim.
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Firenze
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Pisa
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150 lance
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Toscana
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Prende parte alle contese che dividono Muzio Attendolo
Sforza con il Tartaglia.
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1408
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Giu.
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Firenze
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100 lance
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Toscana
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Ha il compito di scortare con i suoi uomini d'arme il papa
Gregorio VII e l'ambasciatore Rinaldo degli Albizzi da Lucca a Siena ed a
Sansepolcro.
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1409
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Ago.
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Comp. ventura
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Lucca
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Toscana
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Licenziato apparentemente dalla repubblica fiorentina, organizza, con
il genovese Battista Lomellino ed il fiorentino Bonaccorso Alderotti, un
trattato per togliere Lucca a Paolo Guinigi. La trama viene scoperta e
l'Obizzi deve riparare nell'aretino.
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Sett.
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Firenze
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Napoli
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Toscana e Umbria
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Contrasta le truppe di Ladislao d'Angiò. E' segnalato con 90 lance
ad Arezzo assieme con Malatesta Malatesta, lo Sforza, Braccio di Montone,
Francesco da Prato, Lorenzo Attendolo e Tommasino Crivelli. Si trasferiisce in Umbria
ed è bloccato ad Orvieto: con la defezione di Paolo Orsini, può proseguire le
operazioni.
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Ott.
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Lazio
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Entra in Roma ed assedia Castel Sant'Angelo: a fine mese,
si sposta agli accampamenti invernali.
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1410
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Sett.
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Con l'Attendolo, vanta un grosso credito nei confronti dei
fiorentini a causa del ritardo delle paghe.
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1418
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Giu.
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Comp. ventura
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Lucca
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Toscana
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Si licenzia dai fiorentini ed attacca i lucchesi:
un'analoga azione è compiuta negli stessi giorni dal Montone.
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1423
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Firenze
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Toscana
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Si trova alla guardia di Pisa.
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Imola
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Milano
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Romagna
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Lascia Pisa; passa agli stipendi del signore d'Imola
Ludovico Alidosi e contrasta i
viscontei in Romagna.
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Sett.
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Romagna
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Cade ammalato nei pressi di Cesena con Jacopo Orsini e
Cristoforo da Lavello.
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Ott.
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Romagna
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Si trasferisce con la sua compagnia a Forlimpopoli; presenzia ad un
consiglio di guerra con Pandolfo Malatesta ed altri capitani: nell'occasione,
trova soluzione una sua controversia con il Lavello. Anche l'Orsini ha modo
di lamentarsi del comportamento dei suoi uomini, i quali hanno occupato gli
alloggiamenti di un capitano licenziato, Domenico da Roma, dopo averne espulso
gli uomini dello stesso Orsini. Anche su tale vicenda deve farsi sentire
Pandolfo Malatesta. Con la rassegna delle sue lance a Bertinoro, l'Obizzi viene inviato alla guardia di Imola con
Rinaldo Orsini.
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1424
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Lug.
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Firenze
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Milano
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Romagna
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Prende parte all'assedio di Forlì. Cerca
inutilmente di dissuadere Carlo e Pandolfo Malatesta dall' abbandonare
tali operazioni per intervenire in soccorso in Zagonara, dove
Alberico da Barbiano è sul punto di arrendervisi. Accusato di viltà, si collega con
il resto dell' esercito e marcia sulla località per esservi
affrontato da Angelo della Pergola. Nella successiva battaglia,
combatte con vigore e rincuora i fiorentini che stanno per darsi
alla fuga: cade da cavallo e muore soffocato dal fango. E' sepolto
a Firenze nella chiesa di Santa Croce; il monumento funebre
è costituito da una pietra tombale opera di Filippo di
Cristofano su disegno del Ghiberti. Intorno
alla sua tomba furono deposte tre bandiere, tre targhe, uno
scudo, tre sopravvesti da uomo e da cavallo.
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Esperto nell'arte della guerra.
Capitano famoso.
Sempre fedelissimo ai fiorentini.