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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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Romagna
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Viene battezzato nella chiesa di San Mercuriale. Suoi padrini di battesimo sono il cardinale Orsini e Bartolomeo Colleoni. Sono pure organizzate alcune feste, cui prende parte anche Sigismondo Pandolfo Malatesta.
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1466
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Romagna
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E' fatto imprigionare con il padre dallo zio Pino.
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| 1469 |
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Apr.
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Romagna
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Con l'aiuto di Battaglino da Faenza, un caposquadra già amico del padre Cecco e dello zio materno Carlo Manfredi, viene liberato con la madre ed i fretelli dalla
prigionia. Si rifugia a Faenza.
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| 1477 |
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| Dic. |
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Romagna e Marche |
Deve abbandonare Faenza, allorché Carlo Manfredi perde la signoria della città ad opera del fratello Galeotto. L'Ordelaffi segue lo zio a Ferrara; di seguito, ripara a Fano con i congiunti. |
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1480
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| Mar. apr. |
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Romagna |
Alla morte dello zio Pino, lascia il regno di Napoli con i fratelli Francesco e Ludovico; salpa da Fano e, convinto dai fautori del padre Cecco, si trasferisce a Modigliana. Ad aprile scoppia in Forlì una rivolta a suo favore. |
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Lug. ago.
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Ordelaffi
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Forlì Chiesa
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Marche e Romagna
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Cerca di impadronirsi della signoria di Forlì ai danni della vedova
Lucrezia della Mirandola. Accolto
favorevolmente dalla popolazione, alla testa di milizie cittadine guidate
da Graziolo dell'Orso e di truppe faentine fornitegli da Galeotto Manfredi e da Pretone da Modigliana,
entra in Forlì e tenta di entrare nella rocca di Ravaldino, dove si è rifugiata la congiunta. Lascia la città con il fratello Francesco e si accinge ad impadronirsi dei castelli della giurisdizione di Forlì: tutti gli aprono le porte, tranne la rocca di Forlimpopoli. A metà mese, inizia ad assediare la fortezza di Ravaldino. La zia
intuisce il pericolo, gli si offre in moglie e lo adula con doni e
lusinghe (una celata, già del marito, lavorata in oro ed argento, un giuppone, una giornea, le barde della cavalcatura di Pino). L'Ordelaffi sembra favorire questo disegno, anche perché, nel frattempo, muore il figlio naturale dello zio, Sinibaldo, scelto dal padre come erede della signoria; permette, pertanto, che entrino vettovaglie nella rocca. Nel suo sforzo di conciliazione, l'Ordelaffi seda un tumulto sorto tra i suoi partigiani e quelli della parte
avversa. Gli muove contro l'esercito pontificio condotto da Federico da
Montefeltro. Fallite le trattative di matrimonio perché Lucrezia della Mirandola si disimpegna guadagnando sempre nuovo tempo, l'Ordelaffi si perde d'animo ed abbandona
Forlì, per risparmiare la città dal saccheggio delle truppe di Girolamo Riario e quelle del Montefeltro. I condottieri pontifici ottengono la fortezza dalla Mirandola con le minacce e dietro
l'esborso di una grossa somma di denaro.
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Ott. dic.
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Romagna
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Ripara a Modigliana nel fiorentino; si accorda con
Galeotto Manfredi e Giovanni Bentivoglio ed organizza un trattato in Forlì,
cui aderiscono numerosi artigiani: il complotto è scoperto e si conclude con
alcune esecuzioni. Si rifugia a Faenza con i fratelli. A metà dicembre è scoperta in Forlì una nuova congiura, tendente, come la volta precedente, a favorire il suo ingreso in città per la porta di Schiavonia.
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1482
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Ago.
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Firenze
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Chiesa
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Romagna
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Su istigazione dei fiorentini nemici del papa Sisto IV,
avanza su Forlì alle prime luci dell'alba. Si colloca con i fuoriusciti davanti alle mura tra la rocca di Ravaldino e la porta Schiavonia; aspetta l'arrivo dello zio Galeotto Manfredi, che deve giungere con molti uomini d'arme. Il congiunto non compare; nonostante ciò, tenta di scalare le mura cittadine con i suoi uomini fiducioso in un qualche movimento interno. Alla difesa della città si trovano 4 squadre di uomini d'arme e 200 fanti, senza contare le truppe pontificie comandate da Alfonso Spagnolo. Respinto, dopo un'ora è costretto a ritirarsi; si dirige verso Ladino e San Pietro in Arco. Il giorno seguente tenta un nuovo assalto alla porta di San Pietro; ha
ancora la peggio e, a seguito di un lungo combattimento deve ritirarsi a Castrocaro
Terme. Depreda il forlivese e fa alcuni prigionieri; nuovamente istigato, si
accosta a Banzole, occupa Petrignano, che gli è data da Francesco dal Masare,
e sorprende in una scaramuccia i soldati che ne sono alla guardia..
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Sett.
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Romagna e Toscana
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Gian Francesco da Tolentino lo costringe a lasciare il
forlivese ed a rifugiarsi in Toscana: viene dichiarato ribelle.
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Dic.
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Lombardia
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Fugge a Milano.
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1483
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Gen.
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Lombardia e Veneto
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Alla notizia dell'alleanza dello stato della Chiesa con
gli sforzeschi, abbandona il ducato e si rifugia a Crema con sette persone. Tocca
Cremona, Legnago e Venezia.
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Apr.
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Venezia
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Chiesa
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150 cavalli
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Romagna
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Gli è concessa dai veneziani una condotta di 150 cavalli e di 25
provvigionati. Giunge nel ravennate; gli sono donati 100 ducati.
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Estate
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Romagna
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Alloggia a Ravenna nella casa di Matteo Fabbri, presso la
chiesa di Santa Maria Maggiore.
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Autunno
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Romagna
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Si trova sempre in Romagna alla testa di 3 squadre di
uomini d'arme.
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1486
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Apr.
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Ordelaffi
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Forlì
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Romagna
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Il giorno del venerdì santo cerca di entrare in Forlì.
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1487
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Estate
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Ordelaffi
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Forlì
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Romagna
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Organizza un nuovo complotto con l'ausilio di alcuni
contadini di Rubano: costoro sono scoperti, impiccati e squartati.
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1488
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Venezia
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.................
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Ordelaffi
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Forlì
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Romagna
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All'uccisione del Riario, attua un ulteriore tentativo per impadronirsi della
signoria di Forlì; la vedova Caterina Sforza sventa le sue mire e l'Ordelaffi
si deve accontentare di vivere a Ravenna con la provvigione di 300 ducati
anno che gli viene passata dalla Serenissima.
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1489
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Ott.
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Romagna e Friuli
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Si parla di un suo possibile matrimonio con la Sforza:
costei mette subito a tacere ogni voce perseguitando i propalatori della
diceria. I veneziani gli rinnovano la provvigione annua di 300 ducati e lo
trasferiscono in Friuli.
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1494
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Sett.
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Ordelaffi
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Forlì
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Romagna
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Si allea con il partito filofrancese e tenta ancora una
volta di rientrare in Forlì. E' segnalata la sua presenza a Sant'Agata; deve
fuggire a Ravenna.
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Friuli
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I veneziani lo spostano nuovamente in Friuli.
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1498
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Giu.
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Romagna
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Ritorna a Ravenna, allorché Ottaviano Riario è condotto
dai fiorentini per combattere i veneziani in Toscana.
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Ago.
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Romagna
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Staziona in val di Lamone.
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Ott.
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Romagna
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A Ravenna. I veneziani lo appoggiano nel suo tentativo di ottenere
Forlì ai danni della Sforza e gli anticipano 120 ducati. Il tentativo abortisce.
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Dic.
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Romagna
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A Ravenna. Chiede denaro.
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1499
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Gen. giu.
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Romagna
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Continue sono le sue richieste ai veneziani per avere
sussidi o, in alternativa, una condotta.
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Dic.
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Romagna
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E' sempre a Ravenna.
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1503
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Sett.
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Romagna
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La notizia della morte del papa Alessandro VI lo coglie a
Ravenna.
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Ott.
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Ordelaffi
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Chiesa
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Romagna
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Irrompe nel forlivese con l'aiuto dei Morattini; si porta a
Castrocaro Terme e cede tale rocca ai fiorentini in cambio di 10000 fiorini.
Si congiunge con il commissario fiorentino Giovanni Battista Ridolfi, si
impossessa della torre di Schiavonia (facendovi prigioniero il castellano spagnolo Zuccar) ed entra in Forlì con 25 balestrieri a
cavallo e molti cittadini: il luogotenente di Cesare Borgia, Pietro Remiro,
si rinchiude nella rocca di Ravaldino prima ed a Cesena successivamente. L'Ordelaffi chiede invano soccorsi ai veneziani; è viceversa
accolto dalla popolazione nella cattedrale. Manda a Roma propri ambasciatori
al papa Pio III per domandare l'investitura ufficiale di Forlì: ottiene una
risposta negativa.
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Nov.
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Romagna
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Si ammala di quartana. A metà mese, alla morte del pontfice, invia degli ambasciatori al nuovo papa Giulio II con la speranza di ottenere il riconoscimento della signoria su Forlì.
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Dic.
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Romagna
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Assale con le artiglierie la rocca di
Ravaldino in Forlì. Fa impiccare uno spagnolo che, uscito dalla fortezza,
reca con sé alcune lettere a Cesena destinate alle autorità ecclesiastiche. Cerca ancora
l'aiuto dei veneziani, cui offre la rocca di Forlimpopoli; apre trattative con
Consalvo di Mirafonte per avere Ravaldino.
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1504
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Gen.
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Romagna
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Ottiene la rocca di Forlimpopoli dal castellano spagnolo Bravo da Stilla in cambio di 800 ducati, che sono depositati su una banca di Ravenna. Su tale esempio, anche il castellano di Forlì, il Mirafonte, capitola con la mediazione di Luffo Numai e del medico Pier Antonio Padovani. L'Ordelaffi può entrare nella fortezza di Ravaldino a Forlì dopo
avere garantito allo stesso Mirafonte la somma di 15000 ducati da
depositarsi su un banco di Venezia. Per raccogliere la somma gli sono concessi venti giorni.
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Feb.
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Romagna
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Ammalato da tempo, muore ai primi del mese. E' sepolto
nella città nella chiesa di Santa Maria da Fornovo.
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