Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1273      ANTONIO MARIA ORDELAFFI Figlio di Cecco. Di Forlì. Signore di Forlì e Forlimpopoli.

               1460 (maggio) - 1504 (febbraio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Romagna

Viene battezzato nella chiesa di San Mercuriale. Suoi padrini di battesimo sono il cardinale Orsini e Bartolomeo Colleoni. Sono pure organizzate alcune feste, cui prende parte anche Sigismondo Pandolfo Malatesta.

1466

 

 

 

Romagna

E' fatto imprigionare con il padre dallo zio Pino.

1469          

Apr.

 

 

 

Romagna

Con l'aiuto di Battaglino da Faenza, un caposquadra già amico del padre Cecco e dello zio materno Carlo Manfredi, viene liberato con la madre ed i fretelli dalla prigionia. Si rifugia a Faenza.

1477          
Dic.       Romagna e Marche Deve abbandonare Faenza, allorché Carlo Manfredi perde la signoria della città ad opera del fratello Galeotto. L'Ordelaffi segue lo zio a Ferrara; di seguito, ripara a Fano con i congiunti.

1480

 

 

 

 

 

Mar. apr.       Romagna Alla morte dello zio Pino, lascia il regno di Napoli con i fratelli Francesco e Ludovico; salpa da Fano e, convinto dai fautori del padre Cecco, si trasferisce a Modigliana. Ad aprile scoppia in Forlì una rivolta a suo favore.

Lug. ago.

Ordelaffi

Forlì Chiesa

 

Marche e Romagna

Cerca di impadronirsi della signoria di Forlì ai danni della vedova Lucrezia della Mirandola. Accolto favorevolmente dalla popolazione, alla testa di milizie cittadine guidate da Graziolo dell'Orso e di truppe faentine fornitegli da Galeotto Manfredi e da Pretone da Modigliana, entra in Forlì e tenta di entrare nella rocca di Ravaldino, dove si è rifugiata la congiunta. Lascia la città con il fratello Francesco e si accinge ad impadronirsi dei castelli della giurisdizione di Forlì: tutti gli aprono le porte, tranne la rocca di Forlimpopoli. A metà mese, inizia ad assediare la fortezza di Ravaldino. La zia intuisce il pericolo, gli si offre in moglie e lo adula con doni e lusinghe (una celata, già del marito, lavorata in oro ed argento, un giuppone, una giornea, le barde della cavalcatura di Pino). L'Ordelaffi sembra favorire questo disegno, anche perché, nel frattempo, muore il figlio naturale dello zio, Sinibaldo, scelto dal padre come erede della signoria; permette, pertanto, che entrino vettovaglie nella rocca. Nel suo sforzo di conciliazione, l'Ordelaffi seda un tumulto sorto tra i suoi partigiani e quelli della parte avversa. Gli muove contro l'esercito pontificio condotto da Federico da Montefeltro. Fallite le trattative di matrimonio perché Lucrezia della Mirandola si disimpegna guadagnando sempre nuovo tempo, l'Ordelaffi si perde d'animo ed abbandona Forlì, per risparmiare la città dal saccheggio delle truppe di Girolamo Riario e quelle del Montefeltro. I condottieri pontifici ottengono la fortezza dalla Mirandola con le minacce e dietro l'esborso di una grossa somma di denaro.

Ott. dic.

 

 

 

Romagna

Ripara a Modigliana nel fiorentino; si accorda con Galeotto Manfredi e Giovanni Bentivoglio ed organizza un trattato in Forlì, cui aderiscono numerosi artigiani: il complotto è scoperto e si conclude con alcune esecuzioni. Si rifugia a Faenza con i fratelli. A metà dicembre è scoperta in Forlì una nuova congiura, tendente, come la volta precedente, a favorire il suo ingreso in città per la porta di Schiavonia.

1482

 

 

 

 

 

Ago.

Firenze

Chiesa

 

Romagna

Su istigazione dei fiorentini nemici del papa Sisto IV, avanza su Forlì alle prime luci dell'alba. Si colloca con i fuoriusciti davanti alle mura tra la rocca di Ravaldino e la porta Schiavonia; aspetta l'arrivo dello zio Galeotto Manfredi, che deve giungere con molti uomini d'arme. Il congiunto non compare; nonostante ciò, tenta di scalare le mura cittadine con i suoi uomini fiducioso in un qualche movimento interno. Alla difesa della città si trovano 4 squadre di uomini d'arme e 200 fanti, senza contare le truppe pontificie comandate da Alfonso Spagnolo. Respinto, dopo un'ora è costretto a ritirarsi; si dirige verso Ladino e San Pietro in Arco. Il giorno seguente tenta un nuovo assalto alla porta di San Pietro; ha ancora la peggio e, a seguito di un lungo combattimento deve ritirarsi a Castrocaro Terme. Depreda il forlivese e fa alcuni prigionieri; nuovamente istigato, si accosta a Banzole, occupa Petrignano, che gli è data da Francesco dal Masare, e sorprende in una scaramuccia i soldati che ne sono alla guardia..

Sett.

 

 

 

Romagna e Toscana

Gian Francesco da Tolentino lo costringe a lasciare il forlivese ed a rifugiarsi in Toscana: viene dichiarato ribelle.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Fugge a Milano.

1483

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia e Veneto

Alla notizia dell'alleanza dello stato della Chiesa con gli sforzeschi, abbandona il ducato e si rifugia a Crema con sette persone. Tocca Cremona, Legnago e Venezia.

Apr.

Venezia

Chiesa

150 cavalli

Romagna

Gli è concessa dai veneziani una condotta di 150 cavalli e di 25 provvigionati. Giunge nel ravennate; gli sono donati 100 ducati.

Estate

 

 

 

Romagna

Alloggia a Ravenna nella casa di Matteo Fabbri, presso la chiesa di Santa Maria Maggiore.

Autunno

 

 

 

Romagna

Si trova sempre in Romagna alla testa di 3 squadre di uomini d'arme.

1486

 

 

 

 

 

Apr.

Ordelaffi

Forlì

 

Romagna

Il giorno del venerdì santo cerca di entrare in Forlì.

1487

 

 

 

 

 

Estate

Ordelaffi

Forlì

 

Romagna

Organizza un nuovo complotto con l'ausilio di alcuni contadini di Rubano: costoro sono scoperti, impiccati e squartati.

1488

 

 

 

 

 

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Venezia

 

 

 

 

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Ordelaffi

Forlì

 

Romagna

All'uccisione del Riario, attua un ulteriore tentativo per impadronirsi della signoria di Forlì; la vedova Caterina Sforza sventa le sue mire e l'Ordelaffi si deve accontentare di vivere a Ravenna con la provvigione di 300 ducati anno che gli viene passata dalla Serenissima.

1489

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Romagna e Friuli

Si parla di un suo possibile matrimonio con la Sforza: costei mette subito a tacere ogni voce perseguitando i propalatori della diceria. I veneziani gli rinnovano la provvigione annua di 300 ducati e lo trasferiscono in Friuli.

1494

 

 

 

 

 

Sett.

Ordelaffi

Forlì

 

Romagna

Si allea con il partito filofrancese e tenta ancora una volta di rientrare in Forlì. E' segnalata la sua presenza a Sant'Agata; deve fuggire a Ravenna.

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Friuli

I veneziani lo spostano nuovamente in Friuli.

1498

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Romagna

Ritorna a Ravenna, allorché Ottaviano Riario è condotto dai fiorentini per combattere i veneziani in Toscana.

Ago.

 

 

 

Romagna

Staziona in val di Lamone.

Ott.

 

 

 

Romagna

A Ravenna. I veneziani lo appoggiano nel suo tentativo di ottenere Forlì ai danni della Sforza e gli anticipano 120 ducati. Il tentativo abortisce.

Dic.

 

 

 

Romagna

A Ravenna. Chiede denaro.

1499

 

 

 

 

 

Gen. giu.

 

 

 

Romagna

Continue sono le sue richieste ai veneziani per avere sussidi o, in alternativa, una condotta.

Dic.

 

 

 

Romagna

E' sempre a Ravenna.

1503

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Romagna

La notizia della morte del papa Alessandro VI lo coglie a Ravenna.

Ott.

Ordelaffi

Chiesa

 

Romagna

Irrompe nel forlivese con l'aiuto dei Morattini; si porta a Castrocaro Terme e cede tale rocca ai fiorentini in cambio di 10000 fiorini. Si congiunge con il commissario fiorentino Giovanni Battista Ridolfi, si impossessa della torre di Schiavonia (facendovi prigioniero il castellano spagnolo Zuccar) ed entra in Forlì con 25 balestrieri a cavallo e molti cittadini: il luogotenente di Cesare Borgia, Pietro Remiro, si rinchiude nella rocca di Ravaldino prima ed a Cesena successivamente. L'Ordelaffi chiede invano soccorsi ai veneziani; è viceversa accolto dalla popolazione nella cattedrale. Manda a Roma propri ambasciatori al papa Pio III per domandare l'investitura ufficiale di Forlì: ottiene una risposta negativa.

Nov.

 

 

 

Romagna

Si ammala di quartana. A metà mese, alla morte del pontfice, invia degli ambasciatori al nuovo papa Giulio II con la speranza di ottenere il riconoscimento della signoria su Forlì.

Dic.

 

 

 

Romagna

Assale con le artiglierie la rocca di Ravaldino in Forlì. Fa impiccare uno spagnolo che, uscito dalla fortezza, reca con sé alcune lettere a Cesena destinate alle autorità ecclesiastiche. Cerca ancora l'aiuto dei veneziani, cui offre la rocca di Forlimpopoli; apre trattative con Consalvo di Mirafonte per avere Ravaldino.

1504

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Ottiene la rocca di Forlimpopoli dal castellano spagnolo Bravo da Stilla in cambio di 800 ducati, che sono depositati su una banca di Ravenna. Su tale esempio, anche il castellano di Forlì, il Mirafonte, capitola con la mediazione di Luffo Numai e del medico Pier Antonio Padovani. L'Ordelaffi può entrare nella fortezza di Ravaldino a Forlì dopo avere garantito allo stesso Mirafonte la somma di 15000 ducati da depositarsi su un banco di Venezia. Per raccogliere la somma gli sono concessi venti giorni.

Feb.

 

 

 

Romagna

Ammalato da tempo, muore ai primi del mese. E' sepolto nella città nella chiesa di Santa Maria da Fornovo.

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