Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1274      CECCO ORDELAFFI  Di Forlì. Fratello di Pino, padre di Antonio Maria, genero di Sigismondo Pandolfo Malatesta e di Astorre Manfredi. Signore di Forlì.

                1435 - 1466 (aprile)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1435       Romagna Suo padrino di battesimo è Guelfo di Dovadola. Alla cerimonia prendono parte i rappresentanti di Niccolò Piccinino, di Niccolò Fortebraccio e di Lionello d'Este.

1436

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Romagna ed Emilia

Vi è una sollevazione popolare in Forlì el'Ordelaffi viene allontanato dalla città. E' condotto dal padre Antonio a Spilamberto presso i Rangoni.

1441

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Romagna

Può lasciare Spilamberto e rientrare a Forlì con il fratello Pino sotto la scorta di Gherardo Rangoni.

1442

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Romagna  Toscana

E' costretto ad abbandonare la Romagna per essere inviato in ostaggio a Firenze con la madre. Il condottiero Stefano di Nardo, il futuro cardinale Stefano Nardini, lo porta con sé a piedi fino a Castrocaro Terme.

Ago.       Romagna Con il fratello Pino, viene richiamato dal padre a Forlì. Sono entrambi ricevuti dai cittadini con attestati di allegria.

1447

 

 

 

 

 

Apr.       Romagna
Viene deciso il suo matrimonio con Lucrezia Malatesta, figlia di Sigismondo Pandolfo. Sempre nel mese, è investito di Forlì dal papa Niccolò V con il padre ed il fratello Cecco. La cerimonia d'investitura costa agli Ordelaffi 5000 lire.

Nov.

 

 

 

Romagna

E' accolto in Rimini dal futuro suocero.

1448

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Romagna

Alla morte per peste del padre, ne è nominato erede con il fratello Pino: a causa della giovane età dei due Ordelaffi la signoria viene esercitata da un comitato di reggenza, di cui ne fanno parte la madre e lo zio Ugo Rangoni.

Nov.

Venezia

Milano

300 cavalli

Romagna Lombardia

Per impratichirsi nel mestiere delle armi, Parte da Bertinoro e si dirige verso la Lombardia. Combatte al servizio dei veneziani;. si ferma a Bagnolo Mella; raggiunge il Malatesta a Fontanella per contrastare le truppe della Repubblica Ambrosiana.

1450

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Rientra a Forlì con 20 cavalli; dopo tre giorni si reca a Rimini perché sia celebrato il suo matrimonio con Lucrezia Malatesta.

Apr.

 

 

 

Lombardia

 

Giu.

 

 

 

Romagna

Affianca il Malatesta a Ravenna. Rientra in Romagna perché la guerra è finita.

1451

 

 

 

 

 

Mag.

Venezia

 

 

Romagna

Ritorna agli stipendi dei veneziani, che lo considerano loro raccomandato; è pure aggregato al patriziato veneto. Per tale motivo sarà dipinto il leone di San Marco nel cortile del palazzo sopra l'arco del volto che guarda verso il giardino interno.

Lug.

 

 

 

Romagna e Veneto

Dopo la rassegna tenuta dal collaterale Belpetro Manelmi, tocca Ravenna, Chioggia e si reca a Venezia, dove è accolto con tutti gli onori dal doge Francesco Foscari, che gli va incontro al suo ingresso nel Palazzo Ducale Nell'occasione sono ad aspettarlo cento patrizi della Serenissima, che indossano tutti un vestito simile al suo. Rientra a Forlì.

Dic.

 

 

 

Romagna

Si reca a Faenza per presenziare alle nozze di Giovanni Galeazzo Manfredi con Parisina della Mirandola.

1452

 

 

 

 

 

Sett.

Venezia

Milano

300 cavalli

Romagna ed Emilia

Parte da Forlì con la sua compagnia e per Lugo si porta a Correggio: combatte per i veneziani le truppe di Francesco Sforza, divenuto duca di Milano. Si tratterà in tale territorio fino al termine dell'anno.

1453

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna ed Emilia

Rientra a Forlì in incognito con pochi cavalli ed alcuni familiari; nella città viene ospitato dal suo cancelliere. Ne riparte subito e durante il tragitto tocca Bologna (dove si incontra con il legato pontificio), Modena, Spilamberto e Correggio.

Ago.

 

 

 

Romagna

A Forlì con i suoi uomini, alloggiati a Ronco e nei villaggi vicini a spese dei contadini: è la prima volta che gli Ordelaffi utilizzano tale metodo di mantenimento per le loro truppe.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Fronteggia lo Sforza presso Ghedi con 400 cavalli e 100 fanti. Costretto ad arrendersi per l'uccisione del cavallo che gli provoca la rottura della spalla, è condotto alla presenza dello Sforza: durante la sua convalescenza viene a trovarlo Tiberto Brandolini

Nov.

 

 

 

Lombardia e Romagna

Liberato, alla condizione di non riprendere le armi e di ritornare in Romagna, si incontra a Cremona con la moglie dello Sforza Bianca Maria Visconti; prosegue direttamente per Forlì.

1454

 

 

 

 

 

Primavera       Romagna e Veneto Si reca a Ravenna ed a Venezia, dove è ospitato da Marino Lion. Si trattiene in tale città quindici giorni; giusto il tempo perché sia promulgata la pace fra i contendenti.

Ago.

 

 

 

Veneto

Si dirige con la madre ad Abano Terme per curare la spalla.

Ott. nov.

 

 

 

Romagna

Si trova a Forlì al centro di una rivolta popolare, all'inizio a suo favore, contraria in ogni caso al governo dello zio Ugo. Poiché la sommossa si aggrava, chiede ausilio ad Astorre Manfredi, che accorre nella città con molti uomini della val di Lamone insieme con diversi fanti veneziani che giungono da Ravenna agli ordini di Antonio Loredan. Qualche impiccagione e l'emanazione di un bando, con il quale viene promessa la liberazione a chiunque uccida un nemico della sua casata (con confisca a suo favore dei beni dell'ucciso, la consegna di 400 ducati ed un vitalizio), riportano la calma; essa è di breve durata, perché lo zio finisce per riprendere il sopravvento. L'Ordelaffi teme per la propria vita e si rifugia nella rocca di Forlimpopoli, da dove è in grado di controllare meglio la situazione. Raggiunge presto un compromesso con lo zio.

Dic.

 

 

 

Romagna

Fa arrestare il castellano di Forlì Francesco di Matteo, colpevole di non avere rivelato un trattato ordito dal Brandolini e volto ad impadronirsi della signoria di Forlì.

1455

 

 

 

 

 

Mar.       Romagna
Si trova nella sala grande del suo palazzo con molti cittadini: fa arrestare Filippo Denti, che si è espresso criticamente nei suoi confronti. L'uomo viene rinchiuso nella rocca di Ravaldino, dove sarà ucciso.

Mag.

 

 

 

Romagna

Si incontra a Forlì con Jacopo Piccinino e lo agevola in una sua scorreria nel senese;  si reca a Venezia con il Rangoni.

Giu.

 

 

 

Romagna

Riceve il legato pontificio, l'arcivescovo di Ragusa Giacomo di Recanati, alla guida delle milizie sforzesche che devono affrontare in Toscana il Piccinino.

Dic.       Romagna
Sono annullate le sue nozze con la figlia del Malatesta: si decide per il suo matrimonio con Elisabetta Manfredi, figlia anch'essa di Astorre, come già per la promessa sposa del fratello Pino.

1456

 

 

 

 

 

Gen.       Romagna
A Faenza con il fratello Pino per il suo matrimonio. A fine mese è attaccato, di nascosto, alla porta del duomo e della chiesa di San Mercuriale un cartello del legato pontificio di Bologna con il quale i due fratelli sono convocati a Roma. Ispiratore dell' iniziativa è il Brandolini.

Feb.

 

 

 

Veneto

Si porta a Venezia per chiedere l'aiuto della Serenissima nella vicenda con il Brandolini.

Giu.

 

 

 

Romagna

Accoglie in Forlì Carlo Gonzaga.

Lug.

 

 

 

Romagna

Si incontra a Villafranca con il suocero Astorre Manfredi.

Sett.

 

 

 

Romagna

Raggiunge a Faenza il Manfredi a causa della peste che regna in Forlì.

1458

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Emilia

Giunge a Ferrara ed accompagna il papa Pio II nel monastero di Sant'Antonio.

1459

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Toscana

Rende omaggia al papa a Siena;  viene armato cavaliere nella chiesa di San Giovanni.

Apr.

 

 

 

Toscana

Si trova a Firenze con il Manfredi, il Malatesta e Taddeo Manfredi e con tali signori è costretto a portare sulle spalle la lettiga del pontefice fino al palazzo preparato per quest'ultimo in Santa Maria Novella.

1460

 

 

 

 

 

Apr.       Romagna Cinge Forlì di nuove mura.

Mag.

Forlì

Imola

 

Romagna

Nasce il figlio Antonio Maria: padrini di battesimo del bambino sono il cardinale Orsini e Bartolomeo Colleoni. Sempre nel mese, soccorre il suocero contro il nipote di costui Taddeo. Si avvia a Faenza alla testa di numerose truppe, tocca Solarolo ed induce,  dopo una scaramuccia, gli avversari a ritirarsi. Dopo pochi giorni rientra a Forlì.

Lug.       Romagna
Cerca di riconciliare Carlo Manfredi con il padre Astorre. Quest'ultimo, quando sa che il figlio si è rifugiato a Forlì, intima al genero la sua consegna. Cecco si reca a Faenza, ma non riesce a smuovere l'ostinazione del suocero. Carlo Manfredi lascerà Forlì a fine novembre con un seguito di soli 4 cavalli.

1462

 

 

 

 

 

................

 

 

 

Romagna

Il malcontento contro il governo del Rangoni si accresce e mette in dubbio la signoria degli Ordelaffi in Forlì. Cecco fa pressioni sulla madre Caterina affinché convinca il fratello Ugo ad allontanarsi dalla città. Ha successo e l'Ordelaffi diviene effettivo signore di Forlì: tutti i fautori del Rangoni devono abbandonare le loro cariche.

Ago. ott.

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia per incontrarvi il nuovo doge Cristoforo Moro; sulla via del ritorno, sosta nella basilica di Sant'Antonio a Padova. Dopo la sconfitta di Cesano patita dal Malatesta  ad opera dei pontifici, con il fratello Pino non partecipa direttamente alla lotta contro il signore di Rimini nonostante l'invito del vescovo di Sessa Angelo Geraldini : si accontenta di dare libero e sicuro transito a truppe e vettovaglie  dell'esercito del Manfredi e di quello ecclesiastico.

Dic.

Forlì

Faenza

 

Romagna

Respinge a Casemurate un'incursione di Carlo Manfredi, figlio di Astorre, e recupera il bestiame razziato per lo più ai Malatesta: cattura alcuni uomini d'arme. Il Manfredi, per rappresaglia, impedisce ai forlivesi di acquistare granaglie nei suoi territori.

1463

 

 

 

 

 

Estate

Chiesa

Rimini

 

Marche

Al comando di 300 cavalli e di 100 fanti, assedia in Fano Roberto Malatesta: le truppe dovrebbero essere comandate dal fratello Pino, che non può invece muoversi perché si è ammalato all'improvviso. Cecco è sospettato di avere tentato di avvelenare il fratello; ciò fa scattare l'odio fra i due Ordelaffi, alimentato anche dalla madre e dallo zio. Ai primi di luglio, anche di seguito alle recenti insinuazioni, ordina al Rangoni di abbandonare Forlì.

1464

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lombardia

Si dirige in Lombardia, per fare ottenere una condotta al fratello di cui non tollera più la presenza alla corte di Forlì. La condotta viene stabilita con il Colleoni; Pino Ordelaffi passa agli stipendi dei veneziani.

Mag.       Romagna Accompagna fino a Villanova il fratello, che è diretto in Lombardia.

1466

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna

E' ammalato. Il suo ministro Francesco Bifolci esercita la sua carica in modo disonesto. I partigiani di Pino approfittano della situazione ed istigano la popolazione contro l'esosità e le ruberie del Bifolci. Pino, ritornato da Venezia, cavalca il malcontento e minaccia pubblicamente il ministro. I fautori deI fratello penetrano nel palazzo ed incarcerano Cecco con moglie e figli nella torre dell'Orologio. Vi è un tentativo di avvelenamento, da parte della cognata Barbara, che viene sventato dalla moglie Elisabetta; alla fine, uno dei congiurati, Guido Gambaraldi, irrompe nella prigione e lo uccide con un colpo di stiletto al cuore. Le cronache locali parlano, al contrario, più pudicamente, di una morte per malattia e di solenni funerali indetti da parte del fratello. E' sepolto nella chiesa di San Francesco.

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