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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1324
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Forlì
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Rimini
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Romagna
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Fronteggia i Malatesta con lo zio Cecco ed occupa il
castello di Roversano.
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1326
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Apr.
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Forlì
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Faenza
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Romagna
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Entra in conflitto con il signore di Faenza Francesco
Manfredi per il possesso del castello di Lugo.
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1327
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Romagna
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Ottiene i vicariati di Forlì, di Forlimpopoli e di Cesena
dall'imperatore Ludovico il Bavaro.
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1331
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Ago.
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Forlì
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Chiesa
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Romagna
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Muore lo zio Cecco per una caduta da cavallo e Francesco
Ordelaffi è salutato come signore di Forlì. Si fa rinnovare da Ludovico il Bavaro il mandato di vicario imperiale di Forlì. E' assediato nella città dal
legato pontificio, il cardinale Bertrando del Poggetto, che fa costruire
alcune bastie attorno alla località.
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Nov.
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Romagna
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Deve cedere ed accettare a Faenza le condizioni di pace
propostigli: la sua signoria si riduce a Forlimpopoli ed a Ronco.
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1332
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Mar.
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Romagna
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Rende atto di omaggio al del Poggetto prima a
Faenza e, successivamente, a Forlì.
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1333
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Apr.
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Chiesa
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Ferrara
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Emilia
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Combatte le truppe di Rinaldo d'Este e dei collegati di quest'ultimo.
Partecipa alla battaglia di Ferrara, nella quale è sconfitto e fatto prigioniero.
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|
Ago.
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Ordelaffi
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Chiesa
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Romagna
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Rilasciato senza il pagamento di alcun riscatto, nutre
sempre più risentimento nei confronti
del del Poggetto, che si è rifiutato di pagare la taglia impostagli in un primo
momento. Si ribella ai pontifici.
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Sett.
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Romagna
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Rientra nottetempo in Forlì con l'aiuto degli estensi nascosto in un
carro di fieno; il mattino seguente, con i suoi seguaci solleva la popolazione. Scaccia il legato Tommaso Formiglini ed i familiari
di quest'ultimo,che si rifugiano in Faenza. Sono aperte le prigioni e viene messo a sacco il Palazzo Pubblico con la combustione degli atti e dei bandi emessi dagli ecclesiastici. Si impossessa anche di Forlimpopoli;
ovunque il popolo si muove a suo favore. A fine mese, si porta a Roversano ed ottiene la rocca di Sogliano al Rubicone; con il conte di Ghiaggiolo Ramberto Malatesta, entra in Cesena.
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Ott.
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Forlì
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Chiesa
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Romagna
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A Cesena. Assedia con mangani, trabucchi ed altre macchine da guerra
il castello, nel quale si sono rinchiuse più di 130 persone con il podestà cittadino, il modenese Rodolfo Grassoni. Convoca
un consiglio generale a Forlì ed a Cesena; fa catturare cinque cavalieri
sospettati di essere ostili alla sua politica ed uno di costoro viene assassinato
all'istante: il corpo viene gettato dalla finestra
del palazzo comunale sulla piazza sottostante; gli altri quattro saranno uccisi
più tardi in prigione.
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1334
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Gen.
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Veneto
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Ottiene la resa dei difensori della rocca
di Cesena. Nello stesso mese si reca a Peschiera del Garda per
partecipare ad una riunione dei signori della lega lombarda:
tema dell'incontro è il proseguimento della guerra contro il
del Poggetto e l'imperatore Giovanni di Boemia.
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Feb.
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Romagna
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Si fa eleggere capitano
di Cesena per un anno: entra nella città e scaccia dalla podesteria Ramberto Malatesta,
in quanto entrambi mirano alla signoria della località.
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Mar.
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Romagna
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Respinge un contrattacco portato dal vescovo di Sarsina
Francesco da Calboli e dal conte Guido da Bagno; recupera in breve
Lugaruccio, Tisello, Mercato Saraceno, Montecavallo, Monte Abate e Bagnolo;
assedia in Castrocaro Terme lo zio Fulceri da Calboli, che detiene la
località per i pontifici. Negli stessi giorni, invia a Bologna una bandiera di
cavalli, per aiutare gli abitanti che si sono ribellati al dominio dello
stato della Chiesa.
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Dic.
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|
Romagna
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Si rappacifica con Fulceri da Calboli e gli lascia
Castrocaro Terme.
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1335
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| Gen. |
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Romagna |
Gli succede nella podesteria di Cesena il figlio Giovanni. |
|
Mar.
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Forlì
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Calboli Chiesa
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Romagna
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Usurpa Popiglio, che appartiene al vescovo di Ravenna; gli
muove ancora guerra Francesco da Calboli.
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Apr. mag.
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|
Romagna
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Occupa Linaro con il favore degli abitanti ed assedia Montecavallo
con l'aiuto dell'arcidiacono di Sarsina, Francesco da Monte Abate, nemico
del vescovo Francesco da Calboli. A metà maggio, espugna il castello,
in cui cattura 23 difensori, ed attacca la vicina località di Teodorano;
si impossessa ancora di Bagnolo; con Giovanni degli Ubaldini, assedia Paoluccio da
Calboli in Meldola.
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|
.Ott.
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Romagna
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Circonda Calboli di trincee e di fossati,
per impedire l'ingresso di eventuali soccorsi in favore dei
difensori e continua le operazioni fino ai primi giorni di ottobre.
In un assalto cattura
Ottolino Belga e gli fa tagliare entrambe le mani. Il papa Benedetto
XII invia il tesoriere di Romagna a Firenze e si assicura l'aiuto
del comune contro l'Ordelaffi. Il signore di Forlì accetta un
compromesso; trascorrono pochi giorni e l'Ordelaffi entra in
Oriolo dei Mille Fichi, che si è ribellata alla Santa Sede,
e ne espelle l'arcivescovo di Ravenna Francesco Michiel. Il
presule, ferito, viene denudato delle sue vesti ed altrettanto
è fatto ai suoi accompagnatori; è, successivamente, fatto
montare alla rovescia su un asino ed in tal modo è condotto
in trionfo a Forlì.
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|
Nov.
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Forlì
|
Malatesta
|
|
Romagna
|
Si ripete a Cesena una scena similare. Nei pressi del
castello vi è una casa abitata da alcuni canonici: costoro sono accusati di essersi rifiutati di celebrare la messa nella città, perché l'Ordelaffi ed i suoi sostenitori sono incorsi nella scomunica, e per
avere cospirato con i guelfi Calesidio. Fa spianare l'abitazione ed ordina la loro espulsione da Cesena. L'Ordelaffi viene attaccato nel riminese da
Ramberto Malatesta.
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1336
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|
Romagna
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Ha dagli abitanti il castello di Valdinoce. Fa strangolare
sette sacerdoti che vogliono applicare l'interdetto pontificio nei suoi
stati; altri li fa circolare nudi per le strade; sono bruciate immagini
che raffigurano i cardinali ed il papa. Il pontefice Benedetto XII ordina, invano, al rettore di Romagna Guglielmo dal Querco di contrastarlo con le armi.
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1337
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|
Mar.
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|
Romagna
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E' scomunicato dal papa. L'Ordelaffi non si preoccupa
della messa al bando dalla Chiesa ed insiste nella ferma opposizione
all'opera di restaurazione pontificia. Benedetto XII gli deve togliere la
scomunica e lo nomina vicario di Forlì, di Cesena e di Forlimpopoli, dietro un
censo annuo di 3000 fiorini e con l'impegno di fornire al legato, per qualsiasi scopo difensivo, 500
fanti e 200 cavalli.
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..............
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Conclusa la pace con lo stato della Chiesa, invia a
Mastino della Scala, in guerra con fiorentini e veneziani, alcuni
contingenti.
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1338
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|
Gen.
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Forlì
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Guidi
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Marche
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Consegna a Nolfo da Montefeltro la rocca di San Leo,
conquistata con un colpo di mano da Niccolò da Montefeltro a Guido della
Petrella.
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| .............. |
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|
Romagna |
Rifiuta di pagare il censo allo stato della Chiesa. Viene scomunicato dal papa; Forlì, al contrario, non è soggetta all'interdetto. |
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Nov.
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|
Romagna
|
Ottiene da Zacco e Vecchio da Rontagnano il castello di Taibo,
da essi trafugato all'arcivescovo di Ravenna.
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1339
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|
Gen.
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Romagna
|
Con Niccolò da Montefeltro, conquista per trattato la rocca di
Monte Leone, in cui si è rinchiuso Nino della Petrella: anche tale fortezza viene
consegnata a Nolfo da Montefeltro
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Lug.
sett.
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Forlì
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Calboli Faenza
|
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Romagna
|
L'anno precedente lo zio Fulceri da Calboli ha venduto
Castrocaro Terme a Riccardo Manfredi per 6000 fiorini. L'Ordelaffi si sdegna
per tale fatto e nell'estate si muove contro il Manfredi al comando di truppe
che provengono da Cesena, da Rimini e da Ravenna. Scorre nel faentino, si
impadronisce di Nuzzo a spese di Riccardo Manfredi ed assedia Calboli. Gli vengono contro gli avversari:
sconfitto, deve ritirarsi dopo avere subito numerose perdite.
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|
Ott..
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|
Romagna
|
Si riconcilia con i Calboli ed i Manfredi su
interposizione dei fiorentini.
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1340
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|
Romagna
|
Viene colpito nuovamente dalle censure ecclesiastiche.
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1341
|
Forlì
|
Firenze Chiesa
|
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|
Si allea con Luchino Visconti ed i Gonzaga contro i fiorentini.
Per liberarsi dall'influenza dello stato della Chiesa, si fa investire
di Forlì da Ludovico il Bavaro e rifiuta al papa ogni censo: è scomunicato
una seconda volta ed è attaccato dai bolognesi. Respinge gli avversari.
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1342
|
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..............
|
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|
|
Il papa Clemente VII gli toglie ogni condanna e lo
riconferma nei suoi vicariati.
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|
Giu.
|
Forlì
|
Firenze
|
|
Toscana
|
Con i Tarlati, il signore di Cortona, i della Faggiuola, i
Pazzi di Valdarno e gli Ubertini (300 cavalli e 3000 fanti), tenta di entrare
in Arezzo per trattato.
|
|
Ott.
|
Forlì
|
Chiesa
|
|
Romagna
|
Conduce in Romagna per conto dei Visconti la Grande Compagnia
di Guarnieri di Urslingen: con il sostegno dei venturieri, è in grado
di ricacciare l'intervento del rettore pontificio su Cesena e Forlì. Irrompe nel riminese, tocca con le sue scorrerie Santa Giustina e Gatteo.
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1344
|
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| .............. |
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|
Romagna |
Respinge un attacco su Cesena portato da Astorgio di Durafort. |
|
Dic.
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Invia truppe in favore di Obizzo d'Este al
fine di difendere le ragioni di quest'ultimo su Parma, contestate
dai Visconti e dai Gonzaga.
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1345
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|
Con Ostasio da Polenta e Malatesta Malatesta, continua a
sostenere il marchese di Ferrara contro Filippino Gonzaga.
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1347
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|
Dic.
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|
Romagna
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Viene armato cavaliere a Forlì da Ludovico d'Ungheria con i
figli Giovanni ed Enrico.
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1348
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Gen. feb.
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Ungheria
|
Napoli
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Romagna e Regno di Napoli
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Parte da Rimini e segue il re d'Ungheria nel regno di Napoli
con 300 cavalli e 500 fanti. E' costretto a ritornare a Forlì per un
improvviso assalto ai suoi stati da parte del rettore Astorgio di Durafort,
che prende come spunto il ritardato pagamento dei tributi alla Chiesa.
|
|
Mar.
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|
Romagna
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Si riconcilia con il conte di Romagna; paga il tributo e
gli è tolta ogni censura: la peste in corso facilita la tregua.
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Giu.
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|
Emilia
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Si reca a Ferrara con Malatesta Malatesta, per domandare
ad Obizzo d'Este di essere arbitro in una controversia che i due signori
romagnoli hanno per la proprietà dei castelli di Montecchio e di Mondaino:
il marchese rifiuta l'incarico. L'Ordelaffi si porta a Bologna da Giovanni e Giacomo
Pepoli: costoro lo persuadono ad addivenire ad una tregua con il rivale
fino al momento in cui essi non esprimeranno il loro parere.
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| 1349 |
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| Mag. |
Forlì |
Chiesa |
|
Romagna |
Il figlio Ludovico assale Bertinoro: si impossessa dei borghi, occupa due porte e si impadronisce del palazzo del comune. A metà mese, con mangani ed altre macchine d'assedio si impadronisce del castello e della rocca. |
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1350
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|
|
Feb.
|
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|
Romagna
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Dà aiuto a Giovanni Manfredi, che si è impadronito di Faenza;
richiama in Romagna la compagnia dell'Urslingen, che ha lasciato con
500 barbute il regno di Napoli.
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|
Mag.
|
|
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|
Romagna
|
Respinge i tentativi del Durafort e si impadronisce della
rocca di Bertinoro dopo tre mesi di assedio.
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Lug.
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|
Romagna
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Assale Castrocaro Terme; obbliga alla resa i difensori con
un assedio di diciassette giorni.
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Ago.
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|
Romagna
|
Irrompe nel territorio di Meldola e conquista la località con la rocca. Più tardi sospetta di un trattato degli abitanti con i guelfi fiorentini; l'Ordelaffi marcia risoluto contro Meldola con l'intenzione di darla alle fiamme. I terrazzani si rifugiano in chiesa e pregano Santa Caterina d'Alessandria, la santa del giorno, di proteggerli. Le loro preghiere vengono esaudite; si alza una forte nebbia tale da fare sbagliare strada all'esercito forlivese ed a condurlo invece a Teodorano. Per ricordare il fatto gli abitanti di Meldola decideranno di celebrare in tal giorno una messa solenne.
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1351
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Gen.
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Romagna
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Ospita a Cesena il principe di Taranto, il duca di Durazzo
e Filippo d'Angiò, appena liberati dal re di Ungheria e diretti verso il
regno di Napoli.
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Apr.
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Forlì
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Malatesta
|
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Romagna
|
E' ospitato ad Argenta con Malatesta Malatesta dal marchese
di Ferrara. Rientra nelle sue terre ed organizza un attacco contro il
conte di Ghiaggiolo Ramberto Malatesta ed il conte Carlo di Dovadola:
suo alleato nella circostanza è l'abate di Galeata, di cui il Malatesta
tiene alcune proprietà e rifiuta il servizio feudale. L'Ordelaffi, con il figlio Ludovico, conquista
Fontanafredda e Cusercoli.
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|
Mag.
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Milano
|
Chiesa
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800 cavalli
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Romagna
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Francesco Ordelaffi occupa Ghiaggiolo; il figlio Ludovico attacca Dovadola, ma è ridotto a mal partito da Carlo di Dovadola. Interviene da Cesena la moglie dell'Ordelaffi Cia degli Ubaldini. Lo scontro si riaccende ed il Dovadola è sconfitto e fatto prigioniero. L'Ordelaffi, nel frattempo, passa al servizio dell'arcivescovo di
Milano Giovanni Visconti e con Giovanni Manfredi, i Polenta di Ravenna e gli
Ubaldini conduce un attacco contro Imola, alla cui difesa si trova Roberto
Alidosi. E' costruita una bastia; le operazioni, tuttavia, non hanno successo
e l'assedio è tolto lo stesso mese.
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Lug.
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|
Lombardia
|
Si trova a Bologna ed a Milano.
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1353
|
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Mar.
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Forlì
|
Rimini
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|
Marche
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Invia 12 bandiere di cavalli in soccorso del signore di
Fermo Gentile da Mogliano: i suoi uomini cadono in un'imboscata, ad opera di
Malatesta Malatesta, durante la marcia di trasferimento.
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|
Nov.
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|
|
|
Marche e Lombardia
|
Si collega con frà Moriale e costringe gli avversari a
levare l'assedio da Fermo. Con il Mogliano, riconosce alla compagnia del
condottiero francese 30000 fiorini. Nello stesso mese, si porta a Milano per
il battesimo di Marco Visconti, figlio di Bernabò.
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1354
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|
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|
Mar.
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|
|
Viene convocato ad Avignone dal papa.
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Giu.
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E' scomunicato. Allorché sente le campane che annunciano in Forlì la sua scomunica, fa ardere nella piazza alcuni fantocci di carta, ripieni di fieno, che raffigurano il papa ed i cardinali: un falso sacerdote scomunica papa e cardinali e getta i loro manichini in un grande rogo. L'Ordelaffi costringe il clero a celebrare la messa. Quattordici religiosi, che si sono rifiutati di obbedire al suo ordine, ricevono il martirio: sette sono strangolati e sette scorticati. Il vescovo di Forlì si salva dalla sua ira solo con la fuga.
|
| Lug. |
|
|
|
Romagna |
Viene
citato con il figlio Ludovico per il possesso di Cesena e per
avere imposto nei suoi territori tasse e gabelle al clero. Per
tutta risposta, l'Ordelaffi assale Teodorano, il cui castello
è espugnato dopo quattro giorni di assedio. |
|
Ott.
|
|
|
|
|
E' dichiarato eretico.
|
| Nov. dic. |
|
|
|
Romagna |
Sono
distrutti su suo ordine i castelli di Monte Borro, di Sogliano
al Rubicone e di Formignano, i cui abitanti sono sospettati
di volere aderire alla causa ecclesiastica. |
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1355
|
|
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|
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|
|
Feb.
|
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|
|
Romagna
|
Gli è rinnovata la scomunica dal patriarca di Grado ed arcivescovo di Ravenna, Fortunerio. L'Ordelaffi tenta
di vincolare i signori delle Marche e della Romagna (Manfredi, Malatesta, il
Mogliano) ad un'alleanza comune contro i pontifici.
|
|
Mar.
|
|
|
|
Marche
|
Cavalca con 200 cavalli nella marca di Ancona. Sa che 400
cavalli agli ordini di Rodolfo da Varano vogliono tendergli un agguato:
si fa precedere da 100 dei suoi uomini per attirare a su a volta gli
avversari in un'imboscata. Costoro li assalgono: giunge in loro soccorso,
sorprende i pontifici e cattura agli avversari più di 200 cavalli.
|
|
Mag. giu.
|
|
|
|
Toscana
|
Cerca di persuadere alla sua causa l'imperatore Carlo di
Boemia: gli chiede udienza, si reca a Pisa, ma costui non lo vuole ricevere.
La concessione di un vicariato ai Malatesta ed ai Polenta da parte dell'Albornoz
ed il debole sostegno avuto dai Manfredi, in breve lasciano solo l'Ordelaffi
contro i pontifici comandati da Galeotto Malatesta.
|
|
Lug.
|
|
|
|
Romagna
|
Assale Savignano sul Rubicone (che è difesa dal Dovadola),
prepara un'imboscata nei pressi e vi sconfigge i pontifici: nello scontro
muore Carlo di Dovadola e sono catturati due figli di Ramberto Malatesta.
|
|
Dic.
|
|
|
|
Romagna
|
Assedia Montibono, Sogliano al Rubicone e Formignano, che
gli si sono ribellate.
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|
1356
|
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|
|
|
|
Mar.
|
|
|
|
Romagna
|
E' reiterata la scomunica a lui ed al Manfredi
dall'Albornoz. E' predicata la crociata nei suoi confronti nella chiesa di
San Pietro a Bologna. Nunzi speciali sono inviati in tutte le località della legazione; il vescovo di Narni va a predicare in Toscana; il patriarca di Grado in Romagna e nelle province di Aquileja, di Grado e di Ravenna. Non solo in Italia, ma anche nel Brandeburgo è bandita la crociata. Innocenzo VI si rivolge con calde parole al re d'Ungheria descrivendogli le crudeltà dei Manfredi a Faenza e degli Ordelaffi a Forlì per smuoverlo a dare il suo aiuto alla Chiesa. L'Ordelaffi rafforza le difese delle città da lui controllate; a Cesena la chiesa di Santa Maria del Monte viene trasformata in una fortezza circondata da un profondo fossato.
|
|
Apr.
|
|
|
|
Romagna
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Rifiutate le ultime proposte di accordo da parte del cardinale legato Egidio Albornoz, l'Ordelaffi viene attaccato senza considerevoli risultati attorno a
Cesena ed a Forlì da Galeotto e da Malatesta Malatesta. Sempre nel periodo, viene stabilito dagli avversari un premio di 1000 fiorini per chi catturi lui o il figlio Ludovico, e di 500 fiorini per chi faccia prigioniero Giovanni o Guglielmo Manfredi.
|
|
Lug.
|
|
|
|
Romagna
|
Francesco Manfredi, i fuoriusciti di Forlì come Azzo degli Orgogliosi e Malatesta Ungaro devastano il forlivese, mentre Galeotto Malatesta e Roberto Alidosi compiono un'analoga azione devastatrice nel cesenate. E' assediato in Forlì. L'Ordelaffi fa tagliare il ponte di pietra che collega la porta Valeriana con le rive del fiume Montone, e murare quattro porte
della città (la Valeriana, quella di Santa Chiara, quella di San Biagio ed il Portone della Rotta) lasciando aperte le altre quattro. Compie con molti fanti una sortita da porta Schiavonia ed assale con la cavalleria pesante gli
alloggiamenti degli ecclesiastici al serraglio di San Giorgio.
|
| Ago. |
|
|
|
Romagna |
Gli abitanti
di Forlì inviano propri ambasciatori al pontefice per
cercare la pace. L'Ordelaffi, viceversa, chiude con un netto
rifiuto ogni possibile trattativa di resa. |
|
Sett.
|
|
|
|
Romagna
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Si reca a Cesena, a Bertinoro, a Meldola, ad Oriolo, a Castrocaro
Terme ed a Forlimpopoli e ne verifica lo stato delle fortificazioni.
|
|
Ott.
|
|
|
|
Romagna
|
Esauritasi l'offensiva degli avversari, prende l'iniziativa
e fa costruire due bastie, una a Villafranca, di fronte a Cosina, difesa
da 400 cavalli ed un'altra alla chiesa di San Bartolomeo, pure essa
dotata di un forte presidio. Porta le armi nel riminese, entra nel borgo
di San Giuliano e lo pone a sacco. Ritorna a Cesena carico di prede.
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|
Nov.
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|
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|
Romagna
|
Faenza cede ai pontifici; l'Ordelaffi viene contattato dall'Albornoz.
|
|
Dic.
|
|
|
|
Romagna
|
Si ripetono le richieste di resa da parte
dei pontifici; gli sono offerti la signoria di Forlì
ed il titolo di capitano generale in cambio della consegna di
Castrocaro Terme, di Meldola, di Bertinoro e di Cesena. L'Ordelaffi
convoca un'assemblea ed il popolo gli raccomanda di cercare
un accordo con il pontefice; ciò provoca la sua ira e per poco
non fa uccidere l'ambasciatore che gli reca la richiesta. Invia
la moglie Cia degli Ubaldini a Cesena con i figli e rifornisce
di vettovaglie tutti i castelli; fa uscire, nel contempo, da
Forlì tutti gli inabili alla difesa (donne, vecchi e bambini).
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1357
|
|
|
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|
|
Feb.
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|
Romagna
|
Si rafforza in Forlì e delega alla difesa di Cesena la moglie. Al presidio della bastia di Villafranca, che si lamenta riguardo la rigidità invernale e le continue piogge, fa avere numerose stuoie di papiro e di canne, nonché grandi quantità di vimini e di legname da costruzione. Fortiifica la bastia di San Bortolo e dà il comando di tale guarnigione ad uno spagnolo. Alla rassegna generale delle sue truppe, si trova ad avere a disposizione solo 900 cavalli e 1500
fanti.
|
|
Apr.
|
|
|
|
Romagna
|
I pontifici sono a Faenza con il nuovo legato, il
cardinale Androino de la Roche: va loro contro, cade in un'imboscata e perde
100 uomini, per lo più cavalli.
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|
Mag.
|
|
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|
Romagna
|
Rigetta un tentativo di mediazione dei fiorentini. Cesena
si ribella al governo della moglie, che si asserraglia nella rocca con
400 cavalli e molti masnadieri. La donna la difende coraggiosamente
con il figlio Sinibaldo contro la cavalleria crociata, nella quale milita
pure il padre della donna. L'Ordelaffi cattura due capi dell'opposizione e li fa
giustiziare; sfoga, successivamente, la sua ira bruciando il campanile della cattedrale
e le case circostanti. Cesena è esposta al bombardamento portato da
8 mangani e le mura del castello vengono puntellate da cave sotterranee
da parte degli assedianti.
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Giu.
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|
|
Romagna
|
Cia degli Ubaldini si arrende a patti; i difensori sono rilasciati,
mentre la donna è condotta ad
Ancona. Ora è l'Ordelaffi ad essere assediato in Forlì: entrano per
trattato nella città alcuni pontifici, che egli riesce a ricacciare.
Ai prigionieri fa imprimere con ferri roventi
il segno della croce sul petto e sulla fronte; altri sono
scorticati.
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Lug.
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Romagna
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Il figlio Giovanni abbandona il castello di Bertinoro, dopo che è stata tolta l'acqua ai difensori e che sono stati scavati dei cuniculi sotterranei per abbattere le mura. Con la connivenza dei Visconti, l'Ordelaffi richiama la Grande
Compagnia, comandata al momento da Amerigo del Cavalletto; a Forlì è pure
raggiunto da un'altra compagnia tedesca di 2000 barbute, capitanate da Lucio
Lando e da Anichino di Baumgarten, che depredano i territori vicini per non
gravare troppo sulla città. Perde Bertinoro.
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Ago.
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Romagna
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Con il ritorno del conte Lando in Lombardia, viene
assediato nuovamente in Forlì da 2000 cavalli e da molti più fanti.
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1358
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Apr.
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Romagna
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Il de la Roche promette il perdono a tutti coloro che abbandonano
la città di Forlì: viene ripreso dai pontifici l'assedio alla città.
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Mag.
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Romagna
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Sono costruite dagli avversari, attorno a Forlì, due bastie,
una sulla strada che porta a Faenza ed una sul ponte del Ronco.
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Giu.
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Romagna
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L'abate di Cluny ha un trattato con alcune guardie di Forlì
affinché gli siano date in consegna alcune bertesche: 600 uomini fra fanti e cavalli
se ne impossessano ed entrano nella città. La pronta reazione dei cittadini
ributta gli assalitori e fa molti prigionieri, fra i quali vi è il figlio
del conte Bandino di Montegranelli.
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Lug.
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Romagna
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I pontifici occupano Meldola e si accampano a San Varano.
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Ago.
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Romagna
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Interviene ancora in suo aiuto la Grande Compagnia e Forlì
viene liberata dall' assedio.
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Sett.
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Romagna
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Esce dalla porta di San Pietro con il conte
Lando e mette in fuga a San Lazzaro Malatesta Ungaro. Sempre
con il Lando, affronta gli avversari alla bastia di San Bortolo
ed a Villanova. Molte sono le perdite d'ambo le parti. Ricevuti
nuovi rinforzi da Forlì, attacca i pontifici sulle due
direttrici di Cassirano e di San Lazzaro: i nemici si danno
alla fuga verso Oriolo dei Mille Fichi, mentre il campo della
Cosina, dove si è asserragliato Malatesta Ungaro, resiste
ai suoi assalti. La sua situazione ritorna assai presto pericolosa,
perché invece dei 15000 fiorini promessi ai venturieri ne può
consegnare loro solo 2000; dà in pegno ai soldati alcuni prigionieri,
quali il figlio del conte di Montegranelli e due figli di Ramberto
Malatesta, la cui consegna è valutata da Corrado Lando in 4000
fiorini.
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1359
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Gen. mag.
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Romagna
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Accoglie ancora in Forlì la Grande Compagnia, reduce da
scorrerie nel riminese. In una scaramuccia con gli avversari, è ferito da un
colpo di mazza ferrata infertogli da Nicoluccio da Calboli. Ottiene una
tregua grazie alla pressione del conte Lando. A Forlì regna la fame; l'Ordelaffi, nonostante ciò, continua a rifiutare ogni prospettiva di pace.
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Giu.
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Romagna
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Allo scadere della tregua, è attaccato in Forlì. Fa decapitare
due parenti del fuoriuscito Bartolo Codiferri, che ha cercato di fare
insorgere la città ai suoi danni.
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Lug.
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Romagna
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Gli abitanti di Forlì si ribellano sempre più apertamente
nei suoi confronti. L'Ordelaffi cerca un diversivo ed assale il campo ecclesiastico
con tutti i suoi uomini: dopo cinque ore, è forzato a ritirarsi con notevoli
perdite e solo l'intervento dei suoi capisquadra vale a salvarlo dalla
cattura; i suoi uomini per rientare in città devono fare strage degli abitanti che si oppongono al loro ingresso. Riprende l'assedio e nello stesso mese è costretto alla resa:
fa da mediatore il signore di Bologna Giovanni Visconti da Oleggio.
Si reca a Cesena a rendere atto di omaggio all'Albornoz, confessa i
suoi errori e viene perdonato; deve compiere un pellegrinaggio di espiazione
nelle chiese di Faenza, è ricomunicato, gli sono restituiti moglie e
figli e gli sono lasciate in signoria per dieci anni Castrocaro Terme,
Forlimpopoli e Meldola.
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Romagna e Marche
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I patti non sono, tuttavia, rispettati dall'Albornoz che
fomenta rivolte nelle varie località, tanto che nel giro di pochi mesi
l'Ordelaffi (incarcerato e minacciato di morte ad Ancona) si vede obbligato
a riprendere il conflitto.
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1360
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Apr.
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Ordelaffi
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Chiesa
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Romagna e Veneto
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Viene assediato in Forlimpopoli. Promette di recarsi al confino di Chioggia in cambio della liberazione della moglie e dei suoi famigliari, nonché di una provvigione annua di 6000 lire. Allorchè Cia degli Ubaldini gli fa sapere di essere arrivata sana e salva nella città veneta, lascia nottetempo Forlimpopoli e la raggiunge in tale località. I pontifici controllano ora anche le sue signorie residue.
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1361
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Mar.
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Milano
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Chiesa
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Veneto e Romagna
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Rompe il confino e passa agli stipendi di Bernabò Visconti,
che lo nomina suo capitano a Lugo.
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Mag.
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Emilia e Romagna
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Invade il bolognese con 2000 cavalli; ha
il castello di Piumazzo e si sposta a Lugo con 300 barbute,
al fine di domarvi un'insurrezione a favore dei pontifici; giunge
nei pressi di Bologna e vi sostiene l'azione di Francesco d'Este,
che impegna la città dal ponte del Reno. Si collega con il Manfredi
ed insieme i due condottieri tessono un complotto ai danni del
signore di Imola Roberto Alidosi: Ramberto Alidosi, che deve
uccidere il congiunto, scoperto, viene impiccato ai merli delle
mura cittadine.
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Giu.
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Romagna e Marche
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Ai primi del mese, si avvicina a Forlì in attesa che nella città sorga qualche tumulto a suo favore. Rimane deluso nelle sue speranze: due connestabili tedeschi, che hanno complottato contro lo stato della Chiesa, vengono decapitati. L'Ordelaffi si leva da Forlì e si colloca alle porte di Rimini, per un'azione
diversiva che, di fatto, diminuisce il numero dei viscontei attorno
a Bologna: si parla di un falso trattato organizzato dall'Albornoz nella
città dei Malatesta che gli fa credere ormai prossima la fine dei suoi
odiati nemici nella città. Si accampa a Santa Giustina e mette a ferro
e fuoco tutto il territorio fino alla periferia di Rimini. Con la sconfitta
subita dai viscontei al ponte di San Ruffillo ad opera di Galeotto Malatesta
e Malatesta Ungaro, scorre la marca di Ancona; ripiega poi verso la
Romagna e raggiunge Lugo in ventiquattro ore con una marcia di cinquantasei miglia.
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1362
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Estate
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Romagna
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Staziona sempre a Lugo. Desola nuovamente il riminese.
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1363
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| .............. |
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Romagna |
Fa rientrare in Imola gli Alidosi, che ne sono stati scacciati dai pontifici. |
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Mag.
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Romagna
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Esce da Bagnacavallo ed affronta pontifici ed estensi. Dà loro addosso con tanta foga che li mette in fuga; insegue in particolare i pontifici e fa uccidere quanti cesenati cadano nelle sue mani. 16
carri carichi di cadaveri di soldati nemici vengono condotti a Cesena.
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Ott.
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Romagna
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Pone i suoi alloggiamenti a San Valeriano presso Forlì. Mediante un trattato, si introduce nottetempo nella città con molti ghibellini in località Scampacecca: scoperto, ripiega
per la resistenza trovatavi.
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1364
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Feb.
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Lombardia
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Con la fine della guerra si trasferisce a
Milano e rimane al soldo di Bernabò Visconti, che lo utilizzerà
come suo luogotenente a Cremona.
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| 1365 |
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| Mar. |
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Con Giovanni e Riccardo Manfredi, viene assolto da ogni scomunica. |
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1366
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Milano
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Genova
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Lombardia e Liguria
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ha l'incarico di podestà di Cremona ed affianca Galeazzo Visconti in un
conflitto con i genovesi.
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1368
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Mag.
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Lombardia
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Si trova al campo di Borgoforte, dove scoppia una rissa tra i mercenari
tedeschi da un lato e quelli italiani dall'altro: calma gli animi dei
contendenti dopo che i soldati tedeschi hanno attaccato gli alloggiamenti
dei rivali. Questi vengono incendiati; molti sono gli uccisi nei successivi
combattimenti (almeno 1000 secondo fonti mantovane).
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1372
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Dic.
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Venezia
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Padova
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Veneto
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Attacca la torre del Curano e costringe i difensori alla
resa.
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1373
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Feb.
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Capitano g.le
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Veneto
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Ricopre temporaneamente l'incarico di capitano generale degli eserciti della Serenissima,
a seguito della rinuncia al mandato da parte di Rinieri da Baschi.
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Lug.
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Capitano g.le
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Veneto
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Agli ordini di Giberto da Correggio, batte i carraresi presso
la bastia del Buon Conforto, dove è catturato il voivoda di Transilvania:
all'Ordelaffi sono donati 1000 ducati per essersi impadronito della bandiera del condottiero ungherese. E'
ancora nominato capitano generale alla morte per peste del da Correggio.
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Ott.
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Veneto
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Fa ricostruire la bastia di Medicina con un fossato che la
unisce attraverso le paludi a quella del Buon Conforto. Ammalatosi anch'egli
di peste, è condotto a Venezia o a Chioggia, dove muore nello stesso mese. Gli
sono accordati funerali solenni a Venezia. Con il recupero della signoria da
parte del figlio Sinibaldo, sarà sepolto con la moglie a Forlì, nella chiesa
di San Francesco, nel giugno 1381.
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Guerriero di provato valore. Uno dei più grandi condottieri
del suo tempo. Di grande animo. Uno dei più intrepidi guerrieri italiani del
secolo XIV.
Molto esperto nell'arte militare.
Liberalissimo con i soldati.
Collerico, libidinoso.
Crudele. Capace di ogni delitto. Crudele e vendicativo con i
nemici.
Nemico della pace. Aspro nemico dei preti ed eretico. Dotato
di una feroce vena umoristica che pervade ogni storia narrata su di lui.
Fu tiranno benefico, caritatevole, alla mano, amato dai
forlivesi.
Non riconosceva autorità alcuna.
Robusto di membra. Di piccola statura, volto severo, capelli
e barba nera.