Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
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1275      FRANCESCO ORDELAFFI  Di Forlì. Ghibellino. Padre di Sinibaldo, nipote di Fulceri da Calboli, genero di Giovanni degli Ubaldini.  Signore di Forlì, Cesena, Bertinoro, Forlimpopoli, Castrocaro Terme, Meldola, Oriolo, Predappio, Dovadola.

               1310 ca. - 1373 (ottobre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1324

Forlì

Rimini

 

Romagna

Fronteggia i Malatesta con lo zio Cecco ed occupa il castello di Roversano.

1326

 

 

 

 

 

Apr.

Forlì

Faenza

 

Romagna

Entra in conflitto con il signore di Faenza Francesco Manfredi per il possesso del castello di Lugo.

1327

 

 

 

Romagna

Ottiene i vicariati di Forlì, di Forlimpopoli e di Cesena dall'imperatore Ludovico il Bavaro.

1331

 

 

 

 

 

Ago.

Forlì

Chiesa

 

Romagna

Muore lo zio Cecco per una caduta da cavallo e Francesco Ordelaffi è salutato come signore di Forlì. Si fa rinnovare da Ludovico il Bavaro il mandato di vicario imperiale di Forlì. E' assediato nella città dal legato pontificio, il cardinale Bertrando del Poggetto, che fa costruire alcune bastie attorno alla località.

Nov.

 

 

 

Romagna

Deve cedere ed accettare a Faenza le condizioni di pace propostigli: la sua signoria si riduce a Forlimpopoli ed a Ronco.

1332

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

Rende atto di omaggio al del Poggetto prima a Faenza e, successivamente, a Forlì.

1333

 

 

 

 

 

Apr.

Chiesa

Ferrara

 

Emilia

Combatte le truppe di Rinaldo d'Este e dei collegati di quest'ultimo. Partecipa alla battaglia di Ferrara, nella quale è sconfitto e fatto prigioniero.

Ago.

Ordelaffi

Chiesa

 

Romagna

Rilasciato senza il pagamento di alcun riscatto, nutre sempre più  risentimento nei confronti del del Poggetto, che si è rifiutato di pagare la taglia impostagli in un primo momento. Si ribella ai pontifici.

Sett.

 

 

 

Romagna

Rientra nottetempo in Forlì con l'aiuto degli estensi nascosto in un carro di fieno; il mattino seguente, con i suoi seguaci solleva la popolazione. Scaccia il legato Tommaso Formiglini ed i familiari di quest'ultimo,che si rifugiano in Faenza. Sono aperte le prigioni e viene messo a sacco il Palazzo Pubblico con la combustione degli atti e dei bandi emessi dagli ecclesiastici. Si impossessa anche di Forlimpopoli; ovunque il popolo si muove a suo favore. A fine mese, si porta a Roversano ed ottiene la rocca di Sogliano al Rubicone; con il conte di Ghiaggiolo Ramberto Malatesta, entra in Cesena.

Ott.

Forlì

Chiesa

 

Romagna

A Cesena. Assedia con mangani, trabucchi ed altre macchine da guerra il castello, nel quale si sono rinchiuse più di 130 persone con il podestà cittadino, il modenese Rodolfo Grassoni. Convoca un consiglio generale a Forlì ed a Cesena; fa catturare cinque cavalieri sospettati di essere ostili alla sua politica ed uno di costoro viene assassinato all'istante: il  corpo viene gettato dalla finestra del palazzo comunale sulla piazza sottostante; gli altri quattro saranno uccisi più tardi in prigione.

1334

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

Ottiene la resa dei difensori della rocca di Cesena. Nello stesso mese si reca a Peschiera del Garda per partecipare ad una riunione dei signori della lega lombarda: tema dell'incontro è il proseguimento della guerra contro il del Poggetto e l'imperatore Giovanni di Boemia.

Feb.

 

 

 

Romagna

Si fa eleggere capitano di Cesena per un anno: entra nella città e scaccia dalla podesteria Ramberto Malatesta, in quanto entrambi mirano alla signoria della località.

Mar.

 

 

 

Romagna

Respinge un contrattacco portato dal vescovo di Sarsina Francesco da Calboli e dal conte Guido da Bagno; recupera in breve Lugaruccio, Tisello, Mercato Saraceno, Montecavallo, Monte Abate e Bagnolo; assedia in Castrocaro Terme lo zio Fulceri da Calboli, che detiene la località per i pontifici. Negli stessi giorni, invia a Bologna una bandiera di cavalli, per aiutare gli abitanti che si sono ribellati al dominio dello stato della Chiesa.

Dic.

 

 

 

Romagna

Si rappacifica con Fulceri da Calboli e gli lascia Castrocaro Terme.

1335

 

 

 

 

 

Gen.       Romagna Gli succede nella podesteria di Cesena il figlio Giovanni.

Mar.

Forlì

Calboli Chiesa

 

Romagna

Usurpa Popiglio, che appartiene al vescovo di Ravenna; gli muove ancora guerra Francesco da Calboli.

Apr. mag.

 

 

 

Romagna

Occupa Linaro con il favore degli abitanti ed assedia Montecavallo con l'aiuto dell'arcidiacono di Sarsina, Francesco da Monte Abate, nemico del vescovo Francesco da Calboli. A metà maggio, espugna il castello, in cui cattura 23 difensori, ed attacca la vicina località di Teodorano; si impossessa ancora di Bagnolo; con Giovanni degli Ubaldini, assedia Paoluccio da Calboli in Meldola.

.Ott.

 

 

 

Romagna

Circonda Calboli di trincee e di fossati, per impedire l'ingresso di eventuali soccorsi in favore dei difensori e continua le operazioni fino ai primi giorni di ottobre. In un assalto cattura Ottolino Belga e gli fa tagliare entrambe le mani. Il papa Benedetto XII invia il tesoriere di Romagna a Firenze e si assicura l'aiuto del comune contro l'Ordelaffi. Il signore di Forlì accetta un compromesso; trascorrono pochi giorni e l'Ordelaffi entra in Oriolo dei Mille Fichi, che si è ribellata alla Santa Sede, e ne espelle l'arcivescovo di Ravenna Francesco Michiel. Il presule, ferito, viene denudato delle sue vesti ed altrettanto è fatto ai suoi accompagnatori; è, successivamente, fatto montare alla rovescia su un asino ed in tal modo è condotto in trionfo a Forlì.

Nov.

Forlì

Malatesta

 

Romagna

Si ripete a Cesena una scena similare. Nei pressi del castello vi è una casa abitata da alcuni canonici: costoro sono accusati di essersi rifiutati di celebrare la messa nella città, perché l'Ordelaffi ed i suoi sostenitori sono incorsi nella scomunica, e per avere cospirato con i guelfi Calesidio. Fa spianare l'abitazione ed ordina la loro espulsione da Cesena. L'Ordelaffi viene attaccato nel riminese da Ramberto Malatesta.

1336

 

 

 

Romagna

Ha dagli abitanti il castello di Valdinoce. Fa strangolare sette sacerdoti che vogliono applicare l'interdetto pontificio nei suoi stati; altri li fa circolare nudi per le strade; sono bruciate immagini che raffigurano i cardinali ed il papa. Il pontefice Benedetto XII ordina, invano, al rettore di Romagna Guglielmo dal Querco di contrastarlo con le armi.

1337

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

E' scomunicato dal papa. L'Ordelaffi non si preoccupa della messa al bando dalla Chiesa ed insiste nella ferma opposizione all'opera di restaurazione pontificia. Benedetto XII gli deve togliere la scomunica e lo nomina vicario di Forlì, di Cesena e di Forlimpopoli, dietro un censo annuo di 3000 fiorini e con l'impegno di fornire al  legato, per qualsiasi scopo difensivo, 500 fanti e 200 cavalli.

..............

 

 

 

 

Conclusa la pace con lo stato della Chiesa, invia a Mastino della Scala, in guerra con fiorentini e veneziani, alcuni contingenti.

1338

 

 

 

 

 

Gen.

Forlì

Guidi

 

Marche

Consegna a Nolfo da Montefeltro la rocca di San Leo, conquistata con un colpo di mano da Niccolò da Montefeltro a Guido della Petrella.

..............       Romagna Rifiuta di pagare il censo allo stato della Chiesa. Viene scomunicato dal papa; Forlì, al contrario, non è soggetta all'interdetto.

Nov.

 

 

 

Romagna

Ottiene da Zacco e Vecchio da Rontagnano il castello di Taibo, da essi trafugato all'arcivescovo di Ravenna.

1339

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Con Niccolò da Montefeltro, conquista per trattato la rocca di Monte Leone, in cui si è rinchiuso Nino della Petrella: anche tale fortezza viene consegnata a Nolfo da Montefeltro

Lug. sett.

Forlì

Calboli Faenza

 

Romagna

L'anno precedente lo zio Fulceri da Calboli ha venduto Castrocaro Terme a Riccardo Manfredi per 6000 fiorini. L'Ordelaffi si sdegna per tale fatto e nell'estate si muove contro il Manfredi al comando di truppe che provengono da Cesena, da Rimini e da Ravenna. Scorre nel faentino, si impadronisce di Nuzzo a spese di Riccardo Manfredi ed assedia  Calboli. Gli vengono contro gli avversari: sconfitto, deve ritirarsi dopo avere subito numerose perdite.

Ott..

 

 

 

Romagna

Si riconcilia con i Calboli ed i Manfredi su interposizione dei fiorentini.

1340

 

 

 

Romagna

Viene colpito nuovamente dalle censure ecclesiastiche.

1341

Forlì

Firenze Chiesa

 

 

Si allea con Luchino Visconti ed i Gonzaga contro i fiorentini. Per liberarsi dall'influenza dello stato della Chiesa, si fa investire di Forlì da Ludovico il Bavaro e rifiuta al papa ogni censo: è scomunicato una seconda volta ed è attaccato dai bolognesi. Respinge gli avversari.

1342

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

 

Il papa Clemente VII gli toglie ogni condanna e lo riconferma nei suoi vicariati.

Giu.

Forlì

Firenze

 

Toscana

Con i Tarlati, il signore di Cortona, i della Faggiuola, i Pazzi di Valdarno e gli Ubertini (300 cavalli e 3000 fanti), tenta di entrare in Arezzo per trattato.

Ott.

Forlì

Chiesa

 

Romagna

Conduce in Romagna per conto dei Visconti la Grande Compagnia di Guarnieri di Urslingen: con il sostegno dei venturieri, è in grado di ricacciare l'intervento del rettore pontificio su Cesena e Forlì. Irrompe nel riminese, tocca con le sue scorrerie Santa Giustina e Gatteo.

1344

 

 

 

 

 

..............       Romagna Respinge un attacco su Cesena portato da Astorgio di Durafort.

Dic.

 

 

 

 

Invia truppe in favore di Obizzo d'Este al fine di difendere le ragioni di quest'ultimo su Parma, contestate dai Visconti e dai Gonzaga.

1345

 

 

 

 

Con Ostasio da Polenta e Malatesta Malatesta, continua a sostenere il marchese di Ferrara contro Filippino Gonzaga.

1347

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Romagna

Viene armato cavaliere a Forlì da Ludovico d'Ungheria con i figli Giovanni ed Enrico.

1348

 

 

 

 

 

Gen. feb.

Ungheria

Napoli

 

Romagna e Regno di Napoli

Parte da Rimini e segue il re d'Ungheria nel regno di Napoli con 300 cavalli e 500 fanti. E' costretto a ritornare a Forlì per un improvviso assalto ai suoi stati da parte del rettore Astorgio di Durafort, che prende come spunto il ritardato pagamento dei tributi alla Chiesa.

Mar.

 

 

 

Romagna

Si riconcilia con il conte di Romagna; paga il tributo e gli è tolta ogni censura: la peste in corso facilita la tregua.

Giu.

 

 

 

Emilia

Si reca a Ferrara con Malatesta Malatesta, per domandare ad Obizzo d'Este di essere arbitro in una controversia che i due signori romagnoli hanno per la proprietà dei castelli di Montecchio e di Mondaino: il marchese rifiuta l'incarico. L'Ordelaffi si porta a Bologna da Giovanni e Giacomo Pepoli: costoro lo persuadono ad addivenire ad una tregua con il rivale fino al momento in cui essi non esprimeranno il loro parere.

1349          
Mag. Forlì Chiesa   Romagna Il figlio Ludovico assale Bertinoro: si impossessa dei borghi, occupa due porte e si impadronisce del palazzo del comune. A metà mese, con mangani ed altre macchine d'assedio si impadronisce del castello e della rocca.

1350

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

Dà aiuto a Giovanni Manfredi, che si è impadronito di Faenza; richiama in Romagna la compagnia dell'Urslingen, che ha lasciato con 500 barbute il regno di Napoli.

Mag.

 

 

 

Romagna

Respinge i tentativi del Durafort e si impadronisce della rocca di Bertinoro dopo tre mesi di assedio.

Lug.

 

 

 

Romagna

Assale Castrocaro Terme; obbliga alla resa i difensori con un assedio di diciassette giorni.

Ago.

 

 

 

Romagna

Irrompe nel territorio di Meldola e conquista la località con la rocca. Più tardi sospetta di un trattato degli abitanti con i guelfi fiorentini; l'Ordelaffi marcia risoluto contro Meldola con l'intenzione di darla alle fiamme. I terrazzani si rifugiano in chiesa e pregano Santa Caterina d'Alessandria, la santa del giorno, di proteggerli. Le loro preghiere vengono esaudite; si alza una forte nebbia tale da fare sbagliare strada all'esercito forlivese ed a condurlo invece a Teodorano. Per ricordare il fatto gli abitanti di Meldola decideranno di celebrare in tal giorno una messa solenne.

1351

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Ospita a Cesena il principe di Taranto, il duca di Durazzo e Filippo d'Angiò, appena liberati dal re di Ungheria e diretti verso il regno di Napoli.

Apr.

Forlì

Malatesta

 

Romagna

E' ospitato ad Argenta con Malatesta Malatesta dal marchese di Ferrara. Rientra nelle sue terre ed organizza un attacco contro il conte di Ghiaggiolo Ramberto Malatesta ed il conte Carlo di Dovadola: suo alleato nella circostanza è l'abate di Galeata, di cui il Malatesta tiene alcune proprietà e rifiuta il servizio feudale. L'Ordelaffi, con il figlio Ludovico, conquista Fontanafredda e Cusercoli.

Mag.

Milano

Chiesa

800 cavalli

Romagna

Francesco Ordelaffi occupa Ghiaggiolo; il figlio Ludovico attacca Dovadola, ma è ridotto a mal partito da Carlo di Dovadola. Interviene da Cesena la moglie dell'Ordelaffi Cia degli Ubaldini. Lo scontro si riaccende ed il Dovadola è sconfitto e fatto prigioniero. L'Ordelaffi, nel frattempo, passa al servizio dell'arcivescovo di Milano Giovanni Visconti e con Giovanni Manfredi, i Polenta di Ravenna e gli Ubaldini conduce un attacco contro Imola, alla cui difesa si trova Roberto Alidosi. E' costruita una bastia; le operazioni, tuttavia, non hanno successo e l'assedio è tolto lo stesso mese.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Si trova a Bologna ed a Milano.

1353

 

 

 

 

 

Mar.

Forlì

Rimini

 

Marche

Invia 12 bandiere di cavalli in soccorso del signore di Fermo Gentile da Mogliano: i suoi uomini cadono in un'imboscata, ad opera di Malatesta Malatesta, durante la marcia di trasferimento.

Nov.

 

 

 

Marche e Lombardia

Si collega con frà Moriale e costringe gli avversari a levare l'assedio da Fermo. Con il Mogliano, riconosce alla compagnia del condottiero francese 30000 fiorini. Nello stesso mese, si porta a Milano per il battesimo di Marco Visconti, figlio di Bernabò.

1354

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

Viene convocato ad Avignone dal papa.

Giu.

 

 

 

 

E' scomunicato. Allorché sente le campane che annunciano in Forlì la sua scomunica, fa ardere nella piazza alcuni fantocci di carta, ripieni di fieno, che raffigurano il papa ed i cardinali: un falso sacerdote scomunica papa e cardinali e getta i loro manichini in un grande rogo. L'Ordelaffi costringe il clero a celebrare la messa. Quattordici religiosi, che si sono rifiutati di obbedire al suo ordine, ricevono il martirio: sette sono strangolati e sette scorticati. Il vescovo di Forlì si salva dalla sua ira solo con la fuga.

Lug.       Romagna
Viene citato con il figlio Ludovico per il possesso di Cesena e per avere imposto nei suoi territori tasse e gabelle al clero. Per tutta risposta, l'Ordelaffi assale Teodorano, il cui castello è espugnato dopo quattro giorni di assedio.

Ott.

 

 

 

 

E' dichiarato eretico.

Nov. dic.       Romagna
Sono distrutti su suo ordine i castelli di Monte Borro, di Sogliano al Rubicone e di Formignano, i cui abitanti sono sospettati di volere aderire alla causa ecclesiastica.

1355

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

Gli è rinnovata la scomunica dal patriarca di Grado ed arcivescovo di Ravenna, Fortunerio. L'Ordelaffi tenta di vincolare i signori delle Marche e della Romagna (Manfredi, Malatesta, il Mogliano) ad un'alleanza comune contro i pontifici.

Mar.

 

 

 

Marche

Cavalca con 200 cavalli nella marca di Ancona. Sa che 400 cavalli agli ordini di Rodolfo da Varano vogliono tendergli un agguato: si fa precedere da 100 dei suoi uomini per attirare a su a volta gli avversari in un'imboscata. Costoro li assalgono: giunge in loro soccorso, sorprende i pontifici e cattura agli avversari più di 200 cavalli.

Mag. giu.

 

 

 

Toscana

Cerca di persuadere alla sua causa l'imperatore Carlo di Boemia: gli chiede udienza, si reca a Pisa, ma costui non lo vuole ricevere. La concessione di un vicariato ai Malatesta ed ai Polenta da parte dell'Albornoz ed il debole sostegno avuto dai Manfredi, in breve lasciano solo l'Ordelaffi contro i pontifici comandati da Galeotto Malatesta.

Lug.

 

 

 

Romagna

Assale Savignano sul Rubicone (che è difesa dal Dovadola), prepara un'imboscata nei pressi e vi sconfigge i pontifici: nello scontro muore Carlo di Dovadola e sono catturati due figli di Ramberto Malatesta.

Dic.

 

 

 

Romagna

Assedia Montibono, Sogliano al Rubicone e Formignano, che gli si sono ribellate.

1356

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Romagna

E' reiterata la scomunica a lui ed al Manfredi dall'Albornoz. E' predicata la crociata nei suoi confronti nella chiesa di San Pietro a Bologna. Nunzi speciali sono inviati in tutte le località della legazione; il vescovo di Narni va a predicare in Toscana; il patriarca di Grado in Romagna e nelle province di Aquileja, di Grado e di Ravenna. Non solo in Italia, ma anche nel Brandeburgo è bandita la crociata. Innocenzo VI si rivolge con calde parole al re d'Ungheria descrivendogli le crudeltà dei Manfredi a Faenza e degli Ordelaffi a Forlì per smuoverlo a dare il suo aiuto alla Chiesa. L'Ordelaffi rafforza le difese delle città da lui controllate; a Cesena la chiesa di Santa Maria del Monte viene trasformata in una fortezza circondata da un profondo fossato.

Apr.

 

 

 

Romagna

Rifiutate le ultime proposte di accordo da parte del cardinale legato Egidio Albornoz, l'Ordelaffi viene attaccato senza considerevoli risultati attorno a Cesena ed a Forlì da Galeotto e da Malatesta Malatesta. Sempre nel periodo, viene stabilito dagli avversari un premio di 1000 fiorini per chi catturi lui o il figlio Ludovico, e di 500 fiorini per chi faccia prigioniero Giovanni o Guglielmo Manfredi.

Lug.

 

 

 

Romagna

Francesco Manfredi, i fuoriusciti di Forlì come Azzo degli Orgogliosi e Malatesta Ungaro devastano il forlivese, mentre Galeotto Malatesta e Roberto Alidosi compiono un'analoga azione devastatrice nel cesenate. E' assediato in Forlì. L'Ordelaffi fa tagliare il ponte di pietra che collega la porta Valeriana con le rive del fiume Montone, e murare quattro porte della città (la Valeriana, quella di Santa Chiara, quella di San Biagio ed il Portone della Rotta) lasciando aperte le altre quattro. Compie con molti fanti una sortita da porta Schiavonia ed assale con la cavalleria pesante gli alloggiamenti degli ecclesiastici al serraglio di San Giorgio.

Ago.       Romagna
Gli abitanti di Forlì inviano propri ambasciatori al pontefice per cercare la pace. L'Ordelaffi, viceversa, chiude con un netto rifiuto ogni possibile trattativa di resa.

Sett.

 

 

 

Romagna

Si reca a Cesena, a Bertinoro, a Meldola, ad Oriolo, a Castrocaro Terme ed a Forlimpopoli e ne verifica lo stato delle fortificazioni.

Ott.

 

 

 

Romagna

Esauritasi l'offensiva degli avversari, prende l'iniziativa e fa costruire due bastie, una a Villafranca, di fronte a Cosina, difesa da 400 cavalli ed un'altra alla chiesa di San Bartolomeo, pure essa dotata di un forte presidio. Porta le armi nel riminese, entra nel borgo di San Giuliano e lo pone a sacco. Ritorna a Cesena carico di prede.

Nov.

 

 

 

Romagna

Faenza cede ai pontifici; l'Ordelaffi viene contattato dall'Albornoz.

Dic.

 

 

 

Romagna

Si ripetono le richieste di resa da parte dei pontifici; gli sono offerti la signoria di Forlì ed il titolo di capitano generale in cambio della consegna di Castrocaro Terme, di Meldola, di Bertinoro e di Cesena. L'Ordelaffi convoca un'assemblea ed il popolo gli raccomanda di cercare un accordo con il pontefice; ciò provoca la sua ira e per poco non fa uccidere l'ambasciatore che gli reca la richiesta. Invia la moglie Cia degli Ubaldini a Cesena con i figli e rifornisce di vettovaglie tutti i castelli; fa uscire, nel contempo, da Forlì tutti gli inabili alla difesa (donne, vecchi e bambini).

1357

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

Si rafforza in Forlì e delega alla difesa di Cesena la moglie. Al presidio della bastia di Villafranca, che si lamenta riguardo la rigidità invernale e le continue piogge, fa avere numerose stuoie di papiro e di canne, nonché grandi quantità di vimini e di legname da costruzione. Fortiifica la bastia di San Bortolo e dà il comando di tale guarnigione ad uno spagnolo. Alla rassegna generale delle sue truppe, si trova ad avere a disposizione solo 900 cavalli e 1500 fanti.

Apr.

 

 

 

Romagna

I pontifici sono a Faenza con il nuovo legato, il cardinale Androino de la Roche: va loro contro, cade in un'imboscata e perde 100 uomini, per lo più cavalli.

Mag.

 

 

 

Romagna

Rigetta un tentativo di mediazione dei fiorentini. Cesena si ribella al governo della moglie, che si asserraglia nella rocca con 400 cavalli e molti masnadieri. La donna la difende coraggiosamente con il figlio Sinibaldo contro la cavalleria crociata, nella quale milita pure il padre della donna. L'Ordelaffi cattura due capi dell'opposizione e li fa giustiziare; sfoga, successivamente, la sua ira bruciando il campanile della cattedrale e le case circostanti. Cesena è esposta al bombardamento portato da 8 mangani e le mura del castello vengono puntellate da cave sotterranee da parte degli assedianti.

Giu.

 

 

 

Romagna

Cia degli Ubaldini si arrende a patti; i difensori sono rilasciati, mentre la donna è  condotta ad Ancona. Ora è l'Ordelaffi ad essere assediato in Forlì: entrano per trattato nella città alcuni pontifici, che egli riesce a ricacciare. Ai prigionieri fa imprimere con ferri roventi  il segno della croce sul petto e sulla fronte; altri sono  scorticati.

Lug.

 

 

 

Romagna

Il figlio Giovanni abbandona il castello di Bertinoro, dopo che è stata tolta l'acqua ai difensori e che sono stati scavati dei cuniculi sotterranei per abbattere le mura. Con la connivenza dei Visconti, l'Ordelaffi richiama la Grande Compagnia, comandata al momento da Amerigo del Cavalletto; a Forlì è pure raggiunto da un'altra compagnia tedesca di 2000 barbute, capitanate da Lucio Lando e da Anichino di Baumgarten, che depredano i territori vicini per non gravare troppo sulla città. Perde Bertinoro.

Ago.

 

 

 

Romagna

Con il ritorno del conte Lando in Lombardia, viene assediato nuovamente in Forlì da 2000 cavalli e da molti più fanti.

1358

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna

Il de la Roche promette il perdono a tutti coloro che abbandonano la città di Forlì: viene ripreso dai pontifici l'assedio alla città.

Mag.

 

 

 

Romagna

Sono costruite dagli avversari, attorno a Forlì, due bastie, una sulla strada che porta a Faenza ed una sul ponte del Ronco.

Giu.

 

 

 

Romagna

L'abate di Cluny ha un trattato con alcune guardie di Forlì affinché gli siano date in consegna alcune bertesche: 600 uomini fra fanti e cavalli se ne impossessano ed entrano nella città. La pronta reazione dei cittadini ributta gli assalitori e fa molti prigionieri, fra i quali vi è il figlio del conte Bandino di Montegranelli.

Lug.

 

 

 

Romagna

I pontifici occupano Meldola e si accampano a San Varano.

Ago.

 

 

 

Romagna

Interviene ancora in suo aiuto la Grande Compagnia e Forlì viene liberata dall' assedio.

Sett.

 

 

 

Romagna

Esce dalla porta di San Pietro con il conte Lando e mette in fuga a San Lazzaro Malatesta Ungaro. Sempre con il Lando, affronta gli avversari alla bastia di San Bortolo ed a Villanova. Molte sono le perdite d'ambo le parti. Ricevuti nuovi rinforzi da Forlì, attacca i pontifici sulle due direttrici di Cassirano e di San Lazzaro: i nemici si danno alla fuga verso Oriolo dei Mille Fichi, mentre il campo della Cosina, dove si è asserragliato Malatesta Ungaro, resiste ai suoi assalti. La sua situazione ritorna assai presto pericolosa, perché invece dei 15000 fiorini promessi ai venturieri ne può consegnare loro solo 2000; dà in pegno ai soldati alcuni prigionieri, quali il figlio del conte di Montegranelli e due figli di Ramberto Malatesta, la cui consegna è valutata da Corrado Lando in 4000 fiorini.

1359

 

 

 

 

 

Gen. mag.

 

 

 

Romagna

Accoglie ancora in Forlì la Grande Compagnia, reduce da scorrerie nel riminese. In una scaramuccia con gli avversari, è ferito da un colpo di mazza ferrata infertogli da Nicoluccio da Calboli. Ottiene una tregua grazie alla pressione del conte Lando. A Forlì regna la fame; l'Ordelaffi, nonostante ciò, continua a rifiutare ogni prospettiva di pace.

Giu.

 

 

 

Romagna

Allo scadere della tregua, è attaccato in Forlì. Fa decapitare due parenti del fuoriuscito Bartolo Codiferri, che ha cercato di fare insorgere la città ai suoi danni.

Lug.

 

 

 

Romagna

Gli abitanti di Forlì si ribellano sempre più apertamente nei suoi confronti. L'Ordelaffi cerca un diversivo ed assale il campo ecclesiastico con tutti i suoi uomini: dopo cinque ore, è forzato a ritirarsi con notevoli perdite e solo l'intervento dei suoi capisquadra vale a salvarlo dalla cattura; i suoi uomini per rientare in città devono fare strage degli abitanti che si oppongono al loro ingresso. Riprende l'assedio e nello stesso mese è costretto alla resa: fa da mediatore il signore di Bologna Giovanni Visconti da Oleggio. Si reca a Cesena a rendere atto di omaggio all'Albornoz, confessa i suoi errori e viene perdonato; deve compiere un pellegrinaggio di espiazione nelle chiese di Faenza, è ricomunicato, gli sono restituiti moglie e figli e gli sono lasciate in signoria per dieci anni Castrocaro Terme, Forlimpopoli e Meldola.

..............

 

 

 

Romagna e Marche

I patti non sono, tuttavia, rispettati dall'Albornoz che fomenta rivolte nelle varie località, tanto che nel giro di pochi mesi l'Ordelaffi (incarcerato e minacciato di morte ad Ancona) si vede obbligato a riprendere il conflitto.

1360

 

 

 

 

 

Apr.

 Ordelaffi

Chiesa 

 

Romagna e Veneto

Viene assediato in Forlimpopoli. Promette di recarsi al confino di Chioggia in cambio della liberazione della moglie e dei suoi famigliari, nonché di una provvigione annua di 6000 lire. Allorchè Cia degli Ubaldini gli fa sapere di essere arrivata sana e salva nella città veneta, lascia nottetempo Forlimpopoli e la raggiunge in tale località. I pontifici controllano ora anche le sue signorie residue.

1361

 

 

 

 

 

Mar.

Milano

Chiesa

 

Veneto e Romagna

Rompe il confino e passa agli stipendi di Bernabò Visconti, che lo nomina suo capitano a Lugo.

Mag.

 

 

 

Emilia e Romagna

Invade il bolognese con 2000 cavalli; ha il castello di Piumazzo e si sposta a Lugo con 300 barbute, al fine di domarvi un'insurrezione a favore dei pontifici; giunge nei pressi di Bologna e vi sostiene l'azione di Francesco d'Este, che impegna la città dal ponte del Reno. Si collega con il Manfredi ed insieme i due condottieri tessono un complotto ai danni del signore di Imola Roberto Alidosi: Ramberto Alidosi, che deve uccidere il congiunto, scoperto, viene impiccato ai merli delle mura cittadine.

Giu.

 

 

 

Romagna e Marche

Ai primi del mese, si avvicina a Forlì in attesa che nella città sorga qualche tumulto a suo favore. Rimane deluso nelle sue speranze: due connestabili tedeschi, che hanno complottato contro lo stato della Chiesa, vengono decapitati. L'Ordelaffi si leva da Forlì e si colloca alle porte di Rimini, per un'azione diversiva che, di fatto, diminuisce il numero dei viscontei attorno a Bologna: si parla di un falso trattato organizzato dall'Albornoz nella città dei Malatesta che gli fa credere ormai prossima la fine dei suoi odiati nemici nella città. Si accampa a Santa Giustina e mette a ferro e fuoco tutto il territorio fino alla periferia di Rimini. Con la sconfitta subita dai viscontei al ponte di San Ruffillo ad opera di Galeotto Malatesta e Malatesta Ungaro, scorre la marca di Ancona; ripiega poi verso la Romagna e raggiunge Lugo in ventiquattro ore con una marcia di cinquantasei miglia.

1362

 

 

 

 

 

Estate

 

 

 

Romagna

Staziona sempre a Lugo. Desola nuovamente il riminese.

1363

 

 

 

 

 

..............       Romagna Fa rientrare in Imola gli Alidosi, che ne sono stati scacciati dai pontifici.

Mag.

 

 

 

Romagna

Esce da Bagnacavallo ed affronta pontifici ed estensi. Dà loro addosso con tanta foga che li mette in fuga; insegue in particolare i pontifici e fa uccidere quanti cesenati cadano nelle sue mani. 16 carri carichi di cadaveri di soldati nemici vengono condotti a Cesena.

Ott.

 

 

 

Romagna

Pone i suoi alloggiamenti a San Valeriano presso Forlì. Mediante un trattato, si introduce nottetempo nella città con molti ghibellini in località Scampacecca: scoperto, ripiega per la resistenza trovatavi.

1364

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

Con la fine della guerra si trasferisce a Milano e rimane al soldo di Bernabò Visconti, che lo utilizzerà come suo luogotenente a Cremona.

1365          
Mar.         Con Giovanni e Riccardo Manfredi, viene assolto da ogni scomunica.

1366

Milano

Genova

 

Lombardia e Liguria

ha l'incarico di podestà di Cremona ed affianca Galeazzo Visconti in un conflitto con i genovesi.

1368

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Lombardia

Si trova al campo di Borgoforte, dove scoppia una rissa tra i mercenari tedeschi da un lato e quelli italiani dall'altro: calma gli animi dei contendenti dopo che i soldati tedeschi hanno attaccato gli alloggiamenti dei rivali. Questi vengono incendiati; molti sono gli uccisi nei successivi combattimenti (almeno 1000 secondo fonti mantovane).

1372

 

 

 

 

 

Dic.

Venezia

Padova

 

Veneto

Attacca la torre del Curano e costringe i difensori alla resa.

1373

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

Capitano g.le

Veneto

Ricopre temporaneamente l'incarico di capitano generale degli eserciti della Serenissima, a seguito della rinuncia al mandato da parte di Rinieri da Baschi.

Lug.

 

 

Capitano g.le

Veneto

Agli ordini di Giberto da Correggio, batte i carraresi presso la bastia del Buon Conforto, dove è catturato il voivoda di Transilvania: all'Ordelaffi sono donati 1000 ducati per essersi impadronito della bandiera del condottiero ungherese. E' ancora nominato capitano generale alla morte per peste del da Correggio.

Ott.

 

 

 

Veneto

Fa ricostruire la bastia di Medicina con un fossato che la unisce attraverso le paludi a quella del Buon Conforto. Ammalatosi anch'egli di peste, è condotto a Venezia o a Chioggia, dove muore nello stesso mese. Gli sono accordati funerali solenni a Venezia. Con il recupero della signoria da parte del figlio Sinibaldo, sarà sepolto con la moglie a Forlì, nella chiesa di San Francesco, nel giugno 1381.

DICIANNOVE CITAZIONI

Guerriero di provato valore. Uno dei più grandi condottieri del suo tempo. Di grande animo. Uno dei più intrepidi guerrieri italiani del secolo XIV.

Molto esperto nell'arte militare.

Liberalissimo con i soldati.

Collerico, libidinoso.

Crudele. Capace di ogni delitto. Crudele e vendicativo con i nemici.

Nemico della pace. Aspro nemico dei preti ed eretico. Dotato di una feroce vena umoristica che pervade ogni storia narrata su di lui.

Fu tiranno benefico, caritatevole, alla mano, amato dai forlivesi.

Non riconosceva autorità alcuna.

Robusto di membra. Di piccola statura, volto severo, capelli e barba nera.