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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1377
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Sett.
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Toscana
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Si reca a Firenze con lo zio Sinibaldo e gli è concessa la
cittadinanza del comune.
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1380
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Venezia
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Padova Genova
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Veneto
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Combatte nella guerra di Chioggia e capitana con Francesco
Inglese la Compagnia della Stella.
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1381
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Mar.
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Fuorusciti
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C.di Castello
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Umbria
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Si unisce con Giovanni degli Ubaldini: perviene nel
contado di Città di Castello e con i fuoriusciti locali ne danneggia il
territorio.
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1382
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Mar.
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Siena
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Toscana
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E' nominato senatore di Siena. Durante il suo incarico,
entra in lite con il podestà Luigi da Todi per un cane da caccia: nella
successiva zuffa fra i suoi famigliari vi sono 5 feriti ed un morto.
Intervengono i cittadini a rappacificare i due contendenti: giorni dopo,
l'Ordelaffi fa uccidere un connestabile del podestà a Sant'Agostino. Viene licenziato prima
della scadenza del suo mandato.
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..............
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Rimini
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Milita agli stipendi di Carlo e Pandolfo Malatesta.
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..............
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Napoli
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Angiò
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Regno di Napoli
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Combatte nel regno di Napoli con Giannino della Treccia,
suo fratello di sangue.
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1385
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Gen.
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Comp. ventura
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Bologna
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Lombardia ed Emilia
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Lascia la Lombardia con Guido da Correggio, l'Ubaldini e
Riccardo Ramsey ed entra nel bolognese.
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Feb.
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Emilia e Romagna
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Batte i bolognesi a San Prospero; si trasferisce a
Barbiano presso Giovanni da Barbiano e perviene, successivamente, a Zagonara.
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Mar.
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Comp. ventura
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Forlì
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Romagna e Marche
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Si fortifica in Barbiano, a seguito delle minacce dei
bolognesi e dei loro alleati. Assediatovi, abbandona il castello e fugge
verso Forlì: i forlivesi gli muovono contro ed egli si porta con gli altri
venturieri sui monti sopra Bertinoro. Scende verso Cesena, razzia 300 capi di
bestiame con gli altri condottieri e ripara nel Montefeltro.
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Giu.
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Comp. ventura
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Bologna Milano
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Romagna ed Emilia
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Opera in Romagna e da qui ritorna nel bolognese: gli abitanti
riconoscono alla compagnia una notevole somma di denaro, anche perché ai venturieri
si sono congiunti altri capitani quali Boldrino da Panicale, Giovanni Acuto e
Taddeo Pepoli. Viene costituita la Compagnia della Rosa: questa punta sulla
Lombardia per liberare Bernabò Visconti, incarcerato di recente dal nipote
Gian Galeazzo. La compagnia, bloccata dai viscontei, si scioglie.
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Ago.
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Padova
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..............
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Milano
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1386
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..............
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Verona
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Padova
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300 lance e 800 fanti
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Veneto
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Gli scaligeri concedono all'Ordelaffi ed a Gualtiero
Borgognone il comando di 300 lance, di 400 balestrieri e di 400 fanti. Parte da
Mestre con Ostasio da Polenta e raggiunge a Quinto di Treviso l'esercito
veronese. Il capitano di Treviso manda loro contro 100 lance per assalire
alle spalle i suoi uomini: sono catturati 30 fanti, che sono portati nella
città. Attraversa il Piave e divide le sue truppe in più schiere.
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Apr.
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Veneto
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Nelle vicinanze di Conegliano, è attaccato da 250 lance,
da 150 fanti di Conegliano e di Serravalle (Vittorio Veneto) e da 30 cavalli ungheri
capitanati da Ugolino Ghislieri, da Antonio Balestrazzo e da Bartolomeo Boccanera: i
carraresi, dopo un successo iniziale, vengono respinti, soprattutto per
l'intervento del Polenta.
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Giu.
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Veneto
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E' sconfitto e fatto prigioniero con 9000 uomini alle
Brentelle da Giovanni degli Ubaldini,
assieme con Cortesia da Serego, Facino Cane, il Polenta ed Ugolino dal Verme. Viene liberato mediante il pagamento
di una taglia: si impegna, inoltre, di non prendere le armi contro i
carraresi per due mesi.
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Lug.
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Ordelaffi
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Forlì
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Romagna
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Cerca di entrare di notte in Forlì con l'aiuto di Corrado
Lando, Astorre Manfredi e dei suoi partigiani. Al fallimento dell'impresa,
ritorna a militare per gli scaligeri.
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Sett.
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Verona
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Padova
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Capitano g.le
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Veneto e Friuli
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Assume temporaneamente il comando delle truppe in attesa
che arrivi Lucio Lando, nominato da Antonio della Scala capitano generale.
Parte da Marostica, supera il Brenta, cavalca fino al Montello e si dirige da
Nervesa della Battaglia a Sacile: ai suoi ordini vi sono 1500 lance, 700
fanti e 200 balestrieri. E' raggiunto da soldatesche veneziane, friulane ed
austriache: scarsa è la disciplina nell'esercito ed aspre contese si aprono
fra italiani e tedeschi. I primi, più numerosi, aggrediscono i secondi,
uccidendone molti e costringendo i superstiti a salvarsi nei castelli vicini
a Sacile con la perdita di armi e cavalli: alla fine, i tedeschi abbandonano
il campo veronese, riparano a
Cividale del Friuli e passano al soldo dei carraresi. Francesco da Carrara li
accoglie volentieri e li arruola a mezzo soldo per depredare l'udinese.
L'Ordelaffi ripassa il Piave, accosta il Montello dando alle fiamme nel suo
passaggio tutti i villaggi, tocca Montebelluna, attraversa il Brenta e si
ritira a Marostica, sua base logistica.
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Ott.
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Veneto
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Conduce le squadre scaligere alla volta di Mestre, per
mettersi a disposizione di Lucio Lando: per strada, assale all'improvviso
Treviso alla volta della porta dei Santi Quaranta; razzia molti capi di
bestiame e vi fa numerosi prigionieri perché coglie i cittadini intenti
tranquillamente alla vendemmia. A Mestre consegna il bastone di capitano
generale al Lando, che gli riconferma il comando delle milizie italiane. Insieme
prendono la via di Mirano e portano la guerra nel contado di Piove di Sacco:
si spostano portando con sé grandi quantità di graticci per attraversare alcune paludi; le difese apprestate
dai carraresi li obbligano, tuttavia, a ritornare indietro. Guada il Brenta a
Fontaniva; a metà mese 2500 barbute, 2000 fanti, molti arcieri ungheri e
balestrieri transitano per il padovano con i consueti metodi di guerra,
lasciando dietro di sé rovine e sangue. L'Ordelaffi si getta nuovamente sui
villaggi nei pressi di Treviso e mette ogni cosa a ferro e fuoco; sosta ad
Istrana ed a Ciano, ha a patti Oriago e ne distrugge dalle fondamenta il
castello, devasta i territori di Valdobbiadene, di Cavaso del Tomba, di Asolo e di
Bassano del Grappa.
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Nov.
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Veneto
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L'esercito discende a Longare per attaccare da migliore
posizione Padova; l'Ordelaffi non riesce ad impedire che l'Ubaldini soccorra le torri di
Novaglia. Ne continua l'assedio, ricorrendo alle bombarde ed allo scavo di
cunicoli per minarne le mura.
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Dic.
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Veneto
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Le fortificazioni di Longare sono smantellate e gli
scaligeri danno inizio ai lavori di deviazione del corso del Bacchiglione;
si impadronisce sul Brenta della fortezza di Cogolo.
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1387
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Gen.
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Veneto
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Tenta di opporsi alla Fossa Imperiale, a Castelbaldo,
all'avanzata dell'Ubaldini.
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Feb.
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Capitano g.le
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Veneto
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Le schiere condotte da Francesco Novello da Carrara si
congiungono a Monselice con le bande dell'Acuto e di Giovanni Tedesco da
Pietramala: il Carrara è reduce da
una scorreria nella bassa pianura veronese fronteggiata dall'Ordelaffi.
L'esercito carrarese varca l'Adige e si collega a Cerea con l'Ubaldini:
l'Ordelaffi obbliga gli avversari a ritirarsi e fa costruire una grossa bastia a
Castagnaro. Con il da Polenta, provvede a
chiudere tutte le vie di rifornimento al campo nemico; spinge i carraresi a
ripiegare su Bussolengo. Costoro vi si fermano per venti giorni mangiando
rane e legumi al posto del pane; gli avverasri sono pure forzati ad uccidere i loro cavalli
per potersi sfamare. Da Bussolengo le truppe carraresi, allo stremo delle
forze, si ritraggono tallonate dagli scaligeri ed evitano di venire a
battaglia campale. Giunti a Castalbaldo ed a Castagnaro, i padovani sono
fermati dalle difese erette in precedenza.
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Mar.
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Veneto
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Dispone di 9900 cavalli, di 1000 fanti, di 1600 arcieri e
balestrieri e di 16000 contadini armati con mazze ferrate: il tutto a formare 12
schiere; l'Acuto ha ai suoi ordini soli 6900 cavalli, 600 arcieri inglesi e
1000 fanti suddivisi in 8 schiere. L'Ordelaffi fa avanzare 3 carri a quattro piani ognuno dei quali è armato con
48 bombardelle (dodici per piano) che sparano piccole pietre; sono
all'avanguardia anche altri soldati che sono dotati di una sorta di
lanciafiamme per disordinare con il fuoco le schiere nemiche. L'Ordelaffi non
ha però fretta di concludere le operazioni e chiama i suoi capitani per le
ultime istruzioni prima dell'attacco. Gli eserciti sono separati da una
spaziosa campagna, delimitata da un lato dall'Adige e dall'altro da una palude;
nel mezzo vi è un fossato che spacca il campo in due parti. Il condottiero ha
disposizione dal della Scala di assalire i nemici; attacca all'alba con la
prima schiera il fossato che divide i due eserciti. L'Acuto manovra con i
suoi arcieri; i carraresi contrattaccano al centro dello schieramento
scaligero e contemporaneamente sui fianchi; il capitano Cermisone da Parma
prende posizione su di un varco gettato sul fossato. L'Ordelaffi lancia i
suoi contro queste ultime truppe e ne riesce a spezzare la resistenza. L'
Acuto, con un ampio giro attorno alla palude, piomba alle spalle del suo
esercito e vi getta lo scompiglio.
L'Ordelaffi inverte la direttiva d'attacco, riattraversa la fossa espugnata e si scontra con
le truppe dell'Ubaldini, di Ugolotto Biancardo e di Conte da Carrara sopraggiunte al momento giusto. Chiuso da
ogni parte, lo schieramento scaligero si disperde: solo una schiera di fanti,
condotti da Giovanni dell'Ischia, resiste per l'intera giornata allo scoperto
su di un prato difeso da fossati. Nella battaglia si contano 716 morti, 846 feriti e 4620
prigionieri fra i quali si annoverano lo stesso Ordelaffi, il da Polenta, il
Cane e Benedetto da Malcesine. Il condottiero viene portato a Padova: nella città entra al
seguito dell'Acuto e dell'Ubaldini; è intrattenuto a pranzo dal signore della
città Francesco da Carrara con tutti i
capitani.
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Dic.
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Comp. ventura
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Forlì Ravenna
Rimini
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Romagna
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Liberato, si congiunge con l'Ubaldini per
conquistare Forlì e liberare dalla prigionia lo zio Sinibaldo,
incarcerato dai figli Cecco e Pino. Si porta su Oriolo (Oriolo
dei Mille Fichi) con 300 cavalli ed alcuni fanti e ne viene
ributtato a colpi di balestra e frecce; non è più fortunato
nei successivi tentativi di avere i castelli di Fiumana e di
Rocca delle Caminate. Rimasto leggermente ferito al ventre da
un verrettone, retrocede e cerca di impadronirsi di sorpresa
di Tudorano (Teodorano); occupa nel cesenate e nel ravennate
alcune località quali Bolgari, Casalbuono, Polenta e Coglianello.
Espugna in val di Savio il castello di Lugaruccio, che mette
a sacco destando con ciò grande timore nelle terre finitime;
supera il Savio e si porta
a Sant'Arcangelo di Romagna ed a Longiano. Respinti i
suoi assalti, è costretto a ritornare indietro per la
mancanza di vettovaglie: ripara a Bertinoro ed a Ravenna. I
continui scacchi fanno sciogliere la compagnia; l'Ordelaffi
litiga con l'Ubaldini e si reca a Rimini, dove ha un colloquio
con Carlo e Pandolfo Malatesta: nel suo distacco dall'Ubaldini
si appropria di 4000 fiorini appartenenti a tale capitano. Per
questo fatto è tacciato di tradimento dal suo ex- compagno di
avventura.
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1388
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Gen.
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Perugia
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Comp. ventura
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Umbria
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E' condotto dai perugini per venti giorni al fine di
contrastare la compagnia dei bretoni. Gli viene concessa una provvigione di
400 fiorini.
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1389
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Ago. sett.
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Comp. ventura
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Siena
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Umbria Toscana
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Si unisce con Spinello dei Tolomei, Bernardo della Sala e
Corrado Lando. Spinto dai fiorentini, lascia Orvieto, entra in val d'Orcia e
tocca Corsignano (Pienza) e
Montepulciano; si trasferisce in val d'Arbia, perviene a Pecano nella Scialenga
ed a Santa Maria a Pilli (Santa Maria): molesta i contadi ed alza sia la
bandiera dei senesi che quella dei Tolomei. Porta le sue devastazioni fin
sulle porte di Siena in attesa di un qualche tumulto all'interno della
città; dà alle fiamme Rosia e vi si ferma per quindici giorni: la scorreria costa ai
senesi nel complesso più di 300000 fiorini.
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1390
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..............
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Bologna
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Milano
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Affronta le truppe del conte di Virtù Gian Galeazzo
Visconti.
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Lug.
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Romagna
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Affianca il Manfredi in un trattato per occupare Cesena.
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1392
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Ordelaffi
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Forlì
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Romagna
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Si impossessa di Roversano.
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1393
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Apr.
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Romagna
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Assedia Bertinoro: alla fine è costretto
a desistere a causa dell'intervento del pontefice.
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1396
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..............
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Ordelaffi
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Forlì
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Romagna
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Combatte ancora i congiunti; riceve soccorsi da San Marino
in uomini e denaro.
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Ott.
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Ferrara
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Comp. ventura
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Emilia
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Si trova a Modena con l'incarico di luogotenente per conto degli estensi. Cerca
invano di prestare soccorso ai difensori della rocca di Vignola, assediati da
Giovanni da Barbiano.
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1397
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Sett.
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Bologna
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Milano
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100 lance
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Lombardia
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Viiene inviato nel mantovano con 490 lance in aiuto del
marchese Francesco Gonzaga.
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..............
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Romagna
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Si rifugia a Forlì.
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1399
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Romagna
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Pino Ordelaffi lo richiama a Forlì. E' avvelenato da Cecco
dell'Aste su istigazione del congiunto.
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Capitano valoroso. Coraggioso. Senza paura.
Esperto nell'arte militare.
Condottiero famoso. Fra i migliori condottieri del suo
tempo.
Desideroso di gloria.
Sagace, temperante, magnanimo, eloquente.
Disprezzava quasi ogni persona.
Avido e di poca coscienza.
Amante degli studi.
Di grande statura e piuttosto sull'obeso. Di volto bianco e
piuttosto glabro. Zoppo.