| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1436 |
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Romagna ed Emilia |
E' battezzato
nella chiesa di San Mercuriale, a Forlì. Suoi padrini
di battesimo sono Lionello d'Este e Francesco Sforza, quest'ultimo
rappresentato da un suo capitano, il forlivese Tito Torelli.
Si ammala gravemente e gli viene cambiato, temporaneamente,
il nome di battesimo in quello di Bartolomeo. A luglio, sarà
allontanato da Forlì a seguito di un tumulto popolare, per essere
condotto a Spilamberto presso i Rangoni. |
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1441 |
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Sett. |
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Emilia e Romagna |
Può lasciare
Spilamberto e ritornare a Forlì con il fratello Cecco sotto
la scorta di Gherardo Rangoni. |
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1442 |
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Mag. |
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Romagna |
Viene dato
in ostaggio dal padre Antonio al condottiero sforzesco Pietro
Brunoro. Raggiunge immediatamente Castrocaro Terme e Firenze.
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| Ago. |
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Romagna |
Con il fratello Cecco, viene
richiamato a Forlì dal padre. Entrambi sono ricevuti dai
cittadini con attestati di allegria. |
| 1447 |
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| Apr. |
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Romag |
E' investito di Forlì
dal papa Niccolò V con il padre ed il fratello Cecco. |
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1448 |
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Ago. |
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Romagna |
Alla morte
del padre per peste, è nominato erede della signoria
con il fratello: essendo entrambi giovanissimi, Forlì è di fatto
governata da un comitato di reggenza, composto dalla madre Caterina
Rangoni e dal fratello di costei Ugo. |
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.............. |
Venezia |
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1451 |
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| Apr. |
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Romagna |
Viene
deciso il suo matrimonio con la settenne Barbara Manfredi, figlia
di Astorre. Si reca a Faenza per conoscere la futura sposa;
il suocero gli fa dono di un bel cavallo e di un falcone e lo
vuole accompagnare fino a Forlì. |
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Mag. |
Chiesa |
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100 cavalli |
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Dic. |
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Romagna |
Si porta a
Faenza, per assistere alle nozze di Giovanni Galeazzo Manfredi
con Parisina della Mirandola. |
| 1454 |
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| Dic. |
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Romagna |
Un cavaliere
della guardia, Baiozzo Pontiroli, è mandato a chiamare;
compare davanti a lui ed allo zio Ugo ed è gettato dalle
scale dopo che gli sono state legate le mani dietro la schiena
e gli è stato calcato in testa il cappello. Costui è
finito a colpi di bastone; il cadavere viene lasciato per qualche
tempo per terra. |
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1455 |
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Mag. |
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Romagna |
Si vede a Forlì
con Jacopo Piccinino e lo agevola nella sua incursione nel senese. |
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Sett. |
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Romagna |
Si reca a Faenza
per salutarvi Borso d'Este: è alloggiato nella fortezza. |
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1456 |
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| Gen. |
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Romagna |
Si reca
a Faenza con il fratello che si sposa con una figlia del Manfredi.
A fine mese, viene attaccato, di nascosto, alla porta del duomo
ed a quella della chiesa di San Mercuriale un cartello del legato
pontificio di Bologna con il quale Cecco e Pino Ordelaffi vengono
convocati a Roma. Ispiratore dell'iniziativa è stato
il Brandolini. |
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Giu. |
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Romagna |
Accoglie in
Forlì Carlo Gonzaga. |
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Lug. |
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Romagna |
A Villafranca
con il fratello Cecco, per un incontro indetto da Astorre Manfredi. |
| Sett. |
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Romagna |
A causa della presenza della
peste in Forlì, si sposta con i suoi cortigiani alla Rocca
del Moro. |
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1457 |
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.............. |
Napoli |
Rimini |
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Marche |
Milita agli
ordini del Piccinino contro Sigismondo Pandolfo Malatesta. |
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Dic. |
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Veneto |
Si reca a Venezia
a rendere omaggio al nuovo doge Pasquale Malipiero. |
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1459 |
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Apr. |
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Toscana |
Si avvia a
Firenze con 80 cavalli, per dichiarare la propria devozione
al papa Pio II. Con il Malatesta ed il Manfredi, è costretto
a portare il baldacchino del pontefice. |
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Mag. |
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Veneto |
E' segnalato
a Ferrara ed a Venezia. |
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1460 |
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Gen. |
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Romagna |
Ha un abboccamento
con il Piccinino a Bertinoro. |
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Mar. |
Angiò |
Napoli
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Romagna e Marche |
Si unisce con
il Piccinino a Bertinoro e lo appoggia nella sua spedizione
nel regno di Napoli a favore di Giovanni d'Angiò contro il re
di Napoli Ferrante d'Aragona. Giunge a Fano; varca con difficoltà
il Tronto in piena: molti soldati muoiono nel tentativo di guadare
il fiume. |
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Apr. |
Rimini |
Chiesa |
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Marche |
Si trova alla conquista di alcuni castelli.
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Mag. |
Forlì |
Imola |
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Romagna |
Si sposta a
Faenza ed aiuta il suocero a riportare la calma nella città.
Lo asseconda ai danni di Taddeo Manfredi. |
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Giu. |
Rimini |
Chiesa |
690 cavalli |
Marche |
Si unisce con
Giovanni Francesco della Mirandola. |
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Lug. |
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Marche |
Si dirige verso
gli Abruzzi con il della Mirandola e Silvestro da Lucino; giunto
a Montesanto (Potenza Picena), si deve ritirare in gran fretta
perché la strada è bloccata dagli avversari. |
|
Ago. |
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Marche |
Appoggia il
Malatesta nell'occupazione di Senigallia; si allontana dalla
città inseguito dai nemici ed è battuto a Cesano, dove patisce
molte perdite. Ripara a Fano. |
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Sett. |
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Romagna |
Staziona a
Serrungarina. Rientra a Forlì, accolto dal popolo con tutti
gli onori. |
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Ott. |
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Romagna |
Ospita a Forlì
il della Mirandola. Muta partito con il fratello; non partecipa
direttamente alla lotta contro il Malatesta nonostante l'invito
del vescovo di Sessa Angelo Geraldini: si accontenta di dare
libero passo a truppe e vettovaglie indirizzate all'esercito
del Manfredi ed a quello pontificio |
| 1461 |
Chiesa |
Angiò |
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| 1462 |
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| Feb. |
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Regno di Napoli |
Lascia il regno di Napoli
per rientrare a Forlì. |
| Mar. |
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Emilia |
In visita a Bologna. |
| Apr.
mag. |
Chiesa |
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500 cavalli e 100 fanti |
Romagna |
Si sposa
a Faenza con Barbara Manfredi. A metà maggio rientra
a Forlì, dove sono organizzati molti festeggiamenti in
onore dei due sposi. negli stessi giorni ritorna agli stipendi
dei pontifici con una condotta di 500 cavalli e di 100 fanti.
Gli viene riconosciuta una provvigione annua di 7000 ducati. |
| Sett. |
Angiò |
Napoli |
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Romagna |
Viene assoldato da Silvestro da
Lucino per conto del Piccinino. |
| 1463 |
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Apr. giu. |
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Romagna |
Ad aprile,
si ammala gravemente e sospetta, grazie anche alle insinuazioni
della madre, di essere stato avvelenato dal fratello. Guarito,
a giugno si porta a Faenza con la moglie presso il suocero Astorre
Manfredi: anche costui alimenta il suo odio nei confronti di
Cecco. |
| Lug. |
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Romagna |
In conseguenza
della sua guarigione, la madre farà erigere nella chiesa
di San Francesco di Forlì un altare con un quadro raffigurante
la Vergine con molti santi, fra i quali San Antonio da Padova,
che ha ai suoi piedi lo stesso Pino in ginocchio. |
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1464 |
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Mar. |
Venezia |
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|
Mag. |
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Romagna Lombardia |
Dopo una nuova
contesa con il fratello provocata da attriti fra i rispettivi
camerieri, si trasferisce in Lombardia per raggiungervi le milizie
di Bartolomeo Colleoni. Cecco lo accompagna fino a Villanova;
nel suo passaggio per Faenza, Pino è accolto con grandi onori
dal suocero che, da parte sua, continua ad istigarlo contro
il fratello. Nella città è organizzata una giostra
in suo onore. |
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1465 |
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Romagna |
E' colto da
una nuova grave infermità. |
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1466 |
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|
Apr. |
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Romagna |
Il fratello
giace infermo a Forlì; il ministro Francesco Bifolci
esercita la sua carica in modo disonesto. I partigiani di Pino
approfittano della situazione ed istigano la popolazione contro
l'esosità e le ruberie del Bifolci. Pino, ritornato da
Venezia, cavalca il malcontento e minaccia pubblicamente quest'ultimo.
Della trama fanno parte i suoi capisquadra Guido Gambaraldi,
Gaspare Stambazzi e Chelino da Forlì. Anche il suocero
è informato della congiura ed ha il compito di presentarsi
a Forlì con le sue truppe. I soldati dell' Ordelaffi
si impadroniscono della piazza e delle principali strade; in
un secondo momento, Pino ordina ai congiurati di recarsi nella
camera del fratello Cecco, di catturarlo e di incarcerarlo con
la moglie ed i figli nella torre dell'Orologio. Il Bifolci è
convocato a palazzo ed è ucciso con il figlio per strada
all'angolo di Santa Maria nella piazza: gli è legata
una cordicella ai genitali ed il cadavere è trascinato
fino al palazzo delle gabelle per esservi impiccato con i pantaloni
abbassati. Il mattino seguente giunge il Manfredi con il figlio
Carlo e la loro presenza rafforza la posizione di Pino. La moglie
Barbara prepara un veleno e lo mescola nelle vivande destinate
a Cecco: la trama è sventata dalla sorella di costei
Elisabetta. Alla fine, il Gambaraldi si porta con altri uomini
nella torre dove è custodito Cecco; irrompe nella prigione
ed ammazza con un colpo di stiletto al cuore il congiunto. Pino
vuole coprire il fratricidio e fa celebrare solenni funerali
in memoria di Cecco, che viene sepolto nella chiesa di San Francesco.
Indi, si porta a Venezia alla ricerca di un sostegno; la Serenissima
gli manda in soccorso Andrea da Parma. |
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Giu. |
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Romagna |
Entra in sospetto
per la presenza di truppe pontificie a Cesena e di quelle degli
sforzeschi che stanno rientrando dal regno di Napoli. Chiede
nuovamente aiuto ai veneziani, che gli mandano 500 cavalli agli
ordini del della della Mirandola e del da Lucino. |
| .............. |
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Romagna |
Si deve ritirare a Forlimpopoli
a causa della presenza della peste in Forlì. Muore all'improvviso
la moglie Barbara; Pino viene subito sospettato dal suocero di
averla avvelenata. Sono ora la madre ed il Manfredi a cercare
di togliergli il potere e fanno pressioni in tal senso sul papa.
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1467 |
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Mar. |
Venezia |
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400 cavalli |
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E' arruolato
con 400 cavalli in tempo di guerra e di 200 in tempo di pace.
La condotta è stabilita in due anni di ferma ed in uno di rispetto;
gli è riconosciuta una provvigione annua di 5000 ducati; in
cambio, allo scadere del contratto, si impegna a non combattere
le milizie della Serenissima. |
|
Mag. |
Venezia |
Firenze Chiesa |
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Emilia e Romagna |
Dopo molti
eccessi, fa avvelenare anche la madre: le sono celebrati, anche
in questo caso, solenni esequie. Di seguito, appoggia le truppe
di Bartolomeo Colleoni ed i fuoriusciti fiorentini. Si trova
sull'Idice e campeggia sotto Imola. Presto deve fare rientro
a Forlì per la scoperta di un trattato filo-pontificio
da parte del governatore Ghinolfo di Romena. |
| Giu. |
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Romagna |
Sono
impiccate a Forlì tre persone colpevoli di avere cercato
di fare entrare i pontifici in città. Altri congiurati
riescono a prendere la fuga. |
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Lug. |
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Emilia |
Partecipa alla
battaglia di Molinella e rimane ferito ad un braccio. |
|
Dic. |
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Romagna |
Si fortifica
in Forlì con il Colleoni, Gaspare e Gerardo da Martinengo, Costanzo
Sforza e Marco Pio con 800/900 uomini d'arme. Sempre nel periodo,
si rifiuta di liberare dal carcere la cognata ed i nipoti. |
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1469 |
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| Apr. |
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Romag |
Si reca
ad Imola per conoscere la sua futura sposa Zaffira Manfredi,
figlia di Taddeo. Un suo caposquadra, Battaglino da Faenza,
approfitta dell' assenza per accordarsi con Carlo Manfredi,
fare avvicinare tale condottiero con le sue truppe a porta Schiavonia,
introdursi segretamente nella prigione in cui sono rinchiusi
Elisabetta Manfredi ed i figli, ed aiutare costoro a porsi in
salvo. |
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Ago. |
Venezia |
Rimini |
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Romagna |
Milita per
i veneziani a favore del papa Paolo II contro Roberto Malatesta,
che si è impadronito della signoria di Rimini, e dei suoi alleati.
Assedia Rimini; abbandona il borgo di San Giuliano alla notizia
dell'arrivo dell'esercito della lega condotto da Federico da
Montefeltro e si accampa su un vicino monte. E' vinto a Mulazzano. |
|
.............. |
Forlì |
Fuoriusciti |
|
Romagna |
Assedia Rocca
delle Caminate, che appartiene ai Belmonti. Il castello è espugnato
e distrutto, perché in esso trovano ricetto gli esuli ed i malcontenti
di Forlì. |
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1470 |
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Gen. apr. |
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Lazio |
A Roma gli
è rinnovato il vicariato di Forlì e di Forlimpopoli. Viene armato
cavaliere dal papa. |
|
Mag. |
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Romagna |
Al suo rientro
a Forlì, è accolto dal clero in processione; si sposa
ed organizza una giostra per onorare la moglie Zaffira (che
farà più tardi avvelenare). Il premio del torneo è costituito
da un pallio di velluto cremisino. |
| Ago. |
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Romagna |
Emana
un bando di perdono generale per tutti i fuoriusciti con restituzione
dei beni confiscati. Sempre nel periodo, fa riedificare il castello
di Sadurano, rafforza le difese della rocca di Forlimpopoli,
di quelle di Rocca d'Elmici e di Predappio. |
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1471 |
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Mag. |
Milano |
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Capitano g.le |
Romagna |
Passa al servizio
del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza ed è nominato
capitano generale dell'esercito sforzesco in Romagna. Gli è
offerta uno stipendio snnuo di 16000 ducati in tempo di pace
e di 28000 in guerra. |
| Lug. |
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Rom |
Gli è
anticipato un terzo dello stipendio per mettere in ordine le
sue compagnie. |
|
Dic. |
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200 lance e 300 fanti |
Romagna |
Ha ai suoi
ordini 1200 cavalli e 300 provvigionati. |
| 1472 |
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| Mar. |
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Romagna |
Inizia
lavori migliorativi relativi al suo palazzo di Forlì
e la costruzione della cittadella. Indotto dalla moglie Zaffira
e da Gaspare Stambazzi, si vendica, alfine, di Battaglino da
Faenza, che viene ucciso da quattro sicari isul ponte dei Cavalieri
davanti al palazzo dei Numai. L'Ordelaffi piange pubblicamente
la morte dell'uomo d'armi, ma nessuno lo crede innocente di
tale assassinio. |
|
Dic. |
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Romagna |
Gli sono riconosciuti
dagli sforzeschi 12000 ducati per le sue competenze. Il consiglio
segreto ducale a Milano fissa per le cerimonie ufficiali l'ordine
di precednza per signori e condottieri: primo viene il marchese
di Mantova Ludovico Gonzaga, poi Taddeo manfredi e l'Ordelaffi.
Seguono Roberto da San Severino, Giovanni Conti e Giovanni Bentivoglio. |
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1473 |
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Gen. |
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Lombardia |
Si porta a
Milano per un consiglio di guerra con il duca Galeazzo Maria
Sforza, Ludovico Gonzaga,
Giovanni Conti ed il nipote del papa Girolamo Riario. |
| Giu. |
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|
Romagna |
Fa avvelenare
durante una cena anche lo Stambazzi, colpevole di essersi vantato
in pubblico della sua influenza sul signore di Forlì.
A metà mese, muore anche la moglie Zaffira, che viene
sepolta nella chiesa di Santa Maria dei Servi. |
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.............. |
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|
Il nuovo papa
Sisto IV lo riconferma nei precedenti vicariati. |
| Sett. |
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|
Romagna |
I suoi uomini
sono alloggiati in Romagna. A metà mese riceve l'ordine
di mettersi a disposizione del pontefice. |
| Nov. |
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|
Marche |
I suoi uomini
sono alloggiati nella Marca tra San Severino Marche, Rocca Contrada
(Arcevia), Serra San Quirico, Corinaldo, Jesi ed Osimo. |
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1474 |
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Giu. |
Chiesa |
C.di Castello |
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Umbria |
Combatte Niccolò
Vitelli, che si è impossessato di Città di Castello. Occupa
Todi con un breve assedio; irrompe nel tifernate al comando
di 300 cavalli e di 2000 fanti. Si unisce con Lorenzo da Castello. |
|
Lug. |
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Marche e Umbria |
Partecipa a
Fano ad un consiglio di guerra e rientra in Umbria. Si ferma
a Selci, si accampa sul torrente Cavaglione, che attraversa
Città di Castello, e si attesta al casalino di San Giuliano:
ha il comando di una parte dell'esercito e fa costruire una
bastia presso la chiesa di San Tommaso, di fronte alla porta
che dà sul corso d'acqua. Fa attaccare tale porta, che viene
data alle fiamme. |
| 1475 |
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|
|
| Ago. |
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Romagna |
Decide
di sposarsi per la terza volta allo scopo di garantirsi una
discendenza: viene scelta Lucrezia della Mirandola, figlia di
Giovan Francesco. Invia a Mirandola Ghinolfo di Romena per le
trattative; quest'ultimo viene avvelenato durante una cena dalla
futura sposa, cui sono ben note tutte le trame gestite in precedenza
dall'uomo di fiducia del marito. |
| Ott.
nov. |
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|
Emilia |
Si sposa a Mirandola ed a
novembre rientra a Forlì. Grandi festeggiamenti in città
accompagnano l'evento. |
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1476 |
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|
|
Feb. |
Forlì |
Faenza
|
|
Romagna |
Ospita a Forlì
Lancillotto Manfredi, fuggito da Faenza in odio a Carlo Manfredi;
dà pure ricetto a Galeotto Manfredi, altro fratello di
Carlo, e gli procura una condotta con i veneziani. Appoggia
quest'ultimo alla conquista della rocca di Solarolo; allorché
Galeotto deve cedere di fronte al congiunto, lo ospita nuovamente
in Forlì. |
|
1477 |
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|
| Sett. |
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|
Romagna |
Carlo
Manfredi invia a Forlì quattro sicari della val di Lamone
per uccidere l'Ordelaffi: costoro sono scoperti, confessano
ogni cosa sotto tortura e sono impiccati al rivellino della
rocca di Ravaldino dalla parte verso gli Appennini. |
|
Nov. dic. |
|
|
|
Romagna |
Aiuta Galeotto
Manfredi ad impossessarsi di Faenza ai danni del fratello Carlo.
Quest'ultimo si rinchiude nella rocca e Pino Ordelaffi gli chiede,
invano, che gli siano consegnati i figli del fratello. Alla
fine, Carlo Manfredi capitola e si incammina alla volta di Ferrara. |
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1478 |
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|
|
Mag. |
Chiesa |
Firenze |
|
|
Rifiuta un'offerta
dei fiorentini, che lo vogliono come capitano per combattere
aragonesi e pontifici (stipendio di 6000 ducati in tempo di
guerra e di 4000 in tempo di pace). Preferisce militare al soldo
dei pontifici contro gli stessi fiorentini. Sempre nel mese,
si distingue per la sua attività volta a favore della
popolazione: fa, infatti, venire dalla Puglia notevoli quantità
di frumento, che viene rivenduto a prezzi inferiori a quelli
di mercato. |
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1479 |
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|
Giu. |
|
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Marche e Umbria |
Parte da Pesaro
con Giovanni Francesco da Bagno, transita per Perugia e si dirige
a Passignano sul Trasimeno con 7 squadre di cavalli e molti
fanti. |
|
.............. |
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|
|
Romagna |
Si ammala di
quartana e manda al campo in Toscana 2 squadre di uomini d'arme
agli ordini di Ludovico dall'Orso. |
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1480 |
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Gen. |
|
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Romagna |
Si ammala gravemente.
La moglie, in questa fase, consigliata da Giacomo Suardi, pensa
di rimanere signora della città mediante il matrimonio
con il nipote Antonio Maria Ordelaffi. Pino Ordelaffi guarisce,
viene a conoscenza di quanto accaduto (come l'estromissione
dal potere del figlio naturale Sinibaldo) e fa incarcerare il
Suardi nella rocca, ove costui viene giustiziato: il suo cadavere
sarà gettato, rinchiuso in un sacco, nel fiume Ronco. |
| Feb. |
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|
Romagna |
Viene
invitato con la moglie ad una festa organizzata nella casa di
Francesco Paolucci: prima si reca a messa; si sente male ed
è ricoverato nel suo palazzo per la febbre. Sembra riprendersi
ed a metà mese muore. La moglie Lucrezia della Mirandola
è accusata di averlo avvelenato. L'Ordelaffi viene sepolto
nella chiesa di San Girolamo; il suo corpo è avvolto
nel saio francescano. |
Capitano valoroso.
Famoso condottiero. Fra i più rinomati condottieri romagnoli
ed italiani.
Uomo degno, amante del bene comune, intelligente. Liberale.