Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1286      CARLO ORSINI  Conte di Anguillara. Signore di Cerveteri. Figlio naturale di Virginio, fratello di Gian Giordano; cognato di Silvio, Antonio e Troiano Savelli. Signore di Anguillara Sabazia.

                + 1502 (luglio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1482

 

 

 

 

 

Ago.

Chiesa

Napoli

 

Lazio

Prende parte alla battaglia di Campomorto.

1486

 

 

 

 

 

Mag.

Firenze

Chiesa

 

Toscana

Dopo la battaglia di Montorio, scorre con Jacopo d'Appiano (200 cavalli e 100 fanti) nelle vicinanze di Roma, dà alle fiamme una porta della città, razzia alcuni capi di bestiame e fa 100 prigionieri

1492

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lazio

Esce da Bracciano ed accompagna a Roma il cardinale Giovanni dei Medici.

1493

 

 

 

Lazio

Riceve con vincolo di fidecomisso la contea di Anguillara, con Cerveteri, Monterano, Isola Farnese e Terme di Stigliano.

1494

 

 

 

 

 

Dic.

Napoli

Francia

 

Lazio

Viene assediato in Campagnano di Roma: è costretto ad arrendersi a patti. Su consiglio del padre, si reca dal re Carlo VIII ed affida la sua persona ed i suoi possedimenti nelle mani dei francesi . Apre agli avversari le porte di Anguillara Sabazia, Campagnano di Roma e Bracciano e rifornisce di vettovaglie le loro truppe in difficoltà per tale motivo fino a quel momento. Ospita Carlo VIII a Bracciano.

1495

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio

Si trova a Roma con Piero dei Medici al fianco del re di Francia. Negli stessi giorni, alla testa di 400 armati penetra nel palazzo di Bartolomeo della Rovere, che è stato investito di Anguillara Sabazia al suo posto dallo zio Sisto IV; ne mette a sacco l'abitazione e sequestra i figli del rivale al fine di riavere i suoi castelli. Recuperati in tal modo Monterano e Luiano dai colonnesi, lascia Roma per rientrare a Bracciano. Il re di Francia Carlo VIII gli riconosce il feudo di Anguillara Sabazia.

Giu.

Chiesa

Francia

 

 

 

Lug.

Francia

Venezia

 

 

Preferisce affiancare i francesi nella loro ritirata verso le Alpi.

Sett.

Perugia

Foligno

 

Umbria

Con il padre Virginio, appoggia i Baglioni all'assedio di Gualdo Cattaneo.

Ott.

 

 

 

Umbria e Toscana

Rimane ferito in un assalto alle mura di Gualdo Cattaneo da un colpo di archibugio. Si sposta, successivamente, a Rapolano Terme.

Nov.

 

 

 

Francia

A Lione come ostaggio, allorché il padre firma una condotta con i francesi.

1496

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

Francia

Vive a corte; con Vitellozzo Vitelli ed il conte di Montorio Giovanni Antonio Carafa, preme sul re per una nuova spedizione francese nel regno di Napoli.

Sett.

 

 

 

Francia

Con la resa di Atella, gli è consegnato del denaro da Carlo VIII; salpa dalla Provenza con il Vitelli per aiutare i suoi famigliari in lotta con i pontifici.

Ott.

Firenze

Impero Milano

 

Toscana

7 grosse navi lo sbarcano con i suoi uomini a Livorno. Difende la città per conto dei fiorentini, allorché questa è assalita dalle truppe dell'imperatore Massimiliano d'Austria. Con il Vitelli, respinge l'attacco nemico e costringe gli avversari a riparare sulla flotta ancorata al largo.

Nov.

Orsini

Chiesa

 

Toscana

Gli imperiali sono obbligati ad abbandonare l'assedio di Livorno; l'Orsini prosegue allora verso il Lazio per difendere i possedimenti della sua famiglia.

Dic.

 

 

 

Umbria

A Perugia con 50 uomini d'arme; altre truppe sono radunate a Città di Castello con il Vitelli. Si porta a Todi.

1497

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio

Entra nella rocca di Soriano nel Cimino con Ulisse da Maiato e 60 lance. Il Vitelli lo raggiunge nella città con altri 200 uomini d'arme e 1800 fanti umbri; è messa a sacco Toscanella (Tuscania). Nello stesso mese con il Vitelli e Giulio Orsini si scontra con i pontifici comandati da Guidobaldo da Montefeltro: mette in ordine i suoi uomini ed invia in avanscoperta un  contingente di cavalli leggeri; avanza l'avanguardia pontificia con Antonello Savelli e Fabrizio Colonna e l'Orsini la mette in fuga con la cavalleria. Le fanterie vitellesche si scontrano con quelle tedesche usando una picca più lunga e travolgono gli avversari. Nello scontro sono catturati fra i pontifici il Montefeltro e Giampiero Gonzaga e sono feriti il duca di Gandia Giovanni Sforza e Muzio Colonna;  le perdite per gli avversari, tra morti e prigionieri, ammontano a 500 uomini. Con la vittoria, l'Orsini si collega con Bartolomeo d'Alviano e con il Vitelli muove verso Monterotondo. Il papa Alessandro VI è forzato sia a liberare il fratello Gian Giordano, sia a restituire agli Orsini le loro terre dietro il pagamento di una taglia di 50000 ducati. Accetta le condizioni, anche per le minacce provenienti da Napoli ad opera di Consalvo di Cordoba e di Prospero Colonna.

Apr.

 

 

 

Lazio

Ritorna a Bracciano con il fratello.

Dic.

 

 

 

Francia

 

1498

 

 

 

 

 

Apr.

Orsini

Colonna

 

Lazio

Muove con altri membri della sua famiglia (800 cavalli e 2000 fanti) contro i Colonna: è sconfitto a fatto prigioniero a Montecelio; i morti  sono 800 (4000 per alcune fonti). Viene liberato poco dopo nei pressi di Tivoli, quando le due parti si rendono conto che entrambi i contendenti sono stimolati dal pontefice a farsi reciprocamente la guerra.

Sett.

Venezia

Firenze

130 lance

Marche e Toscana

Con l'Alviano, appoggia Piero dei Medici ai danni dei fiorentini; con le sue lance si unisce a Rezzano con i veneziani comandati dal Montefeltro. Ammalatosi, si ferma a Cagli: la Serenissima lo prende ai suoi stipendi con una condotta di 150 lance  ed uno stipendio di 15000 ducati. La ferma è di un anno più uno di rispetto.

Ott.

 

 

 

Toscana

Irrompe nel Casentino con 100 uomini d'arme ed alcuni cavalli leggeri ed entra in Bibbiena, appena conquistata dall'Alviano; occupa tutta la regione, con l'eccezione di Poppi, alla testa di 700 uomini d'arme e di 6000 fanti. Riprende Montefattecchio  con l'Alviano e ne scaccia 300 fanti.

Nov.

 

 

 

Toscana

Con Astorre Baglioni, respinge Giampaolo Baglioni da Franzola ed a Musolea si impadronisce di 200 staia di frumento. E' raggiunto a Montalone da Basilio dalla Scuola, che conduce alcuni pezzi di artiglieria.

Dic.

 

 

 

Toscana

Il Montefeltro prospetta l'ipotesi di ritirare il raggio di azione in Romagna per la mancanza di uomini, di vettovaglie e di artiglierie: contrasta il piano e spalleggia l'Alviano, che tende a privilegiare la linea difensiva di Bibbiena; nel contempo, sconsiglia nuove offensive contro Poppi e Pratovecchio a causa dei rigori invernali. Nel periodo è l'unico condottiero con l'Alviano a non richiedere denaro per le le paghe arretrate. Assedia Fonte Buono nei pressi di Camaldoli e vi perde un cavallo durante un attacco. Si incontra con il capitano avversario Paolo Vitelli e passa a Montalone, sui monti della Verna; con 90 uomini d'arme e 100 fanti respinge i nemici.

1499

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana  Romagna e Marche

E' ridotto in sempre più cattive condizioni, senza pane e vino per i soldati. Manda in soccorso di Mignano degli uomini d'arme; la località cade lo stesso nelle mani dei nemici dopo quattro ore di combattimento (sono catturati fra i veneziani 19 uomini d'arme e 80 fanti). Soccorre a Verghereto Melchiorre Ramazzotto ed Astorre Baglioni; alla fine, con il permesso del provveditore Piero Marcello, lascia Montalone con 40 lance, 40 balestrieri a cavallo e 200 fanti per l'opprimente pressione di Paolo Vitelli e di Gaspare da San Severino. Da Bibbiena punta prima a Ravenna (chiede 2000 ducati per la compagnia) e poi a Casteldelci, in valle Marecchia.

Feb. mar.

 

 

 

Marche

Si unisce a Casteldelci con Niccolò Orsini, per muovere insieme in aiuto di Bibbiena: il passo è loro bloccato sugli Appennini a Pieve Santo Stefano da Paolo Vitelli.

Mag.

 

 

 

Romagna e Veneto

Con la firma della pace fra veneziani e fiorentini, parte da Ravenna con 300 cavalli e si reca a Venezia con l'Alviano: si incontra nel collegio dei Pregadi con il doge Agostino Barbarigo. Gli sono consegnati 1500 ducati.

Lug.

 

 

150 lance

Veneto

Sosta nei suoi alloggiamenti nel vicentino ed a Montagnana: gli è riconfermata la condotta per un anno di ferma ed uno di  rispetto. Gli è dato l'ordine di portarsi in Friuli per contrastarvi i turchi: si oppone all'inizio e chiede il pagamento di tre paghe: gli risponde sdegnosamente il collegio. E' raggiunto a Monselice da Giovanni Paolo Gradenigo, che lo convince a trasferirsi in Friuli

Ago.

Venezia

Impero Ottomano

 

Veneto e Friuli

Soddisfatto in parte nelle sue richieste, tocca Padova, Treviso ed Oderzo e giunge a Gradisca d'Isonzo.

Sett.

 

 

 

Friuli

A Cormons, alla mostra dei suoi uomini: nella compagnia mancano parecchi cavalli e per tale fatto viene ripreso dal collegio. Chiede il saldo delle paghe arretrate al provveditore Andrea Zancani.

Ott.

 

 

 

Friuli

Peggiorano sempre più i rapporti con lo Zancani, specie quando non vuole affrontare in battaglia campale i turchi per la scarsità di uomini a sua disposizione (1500 cavalli contro gli 8000 degli avversari).

Dic.

 

 

 

Veneto

Viene a Venezia; non riceve le solite accoglienze per il suo cattivo comportamento.

1500

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

La sua compagnia è trasferita dal padovano nel veronese.

Feb.

Venezia

Sforza

 

Veneto e Lombardia

Contrasta le truppe di Ludovico Sforza, rientrato dalla Germania per riconquistare il ducato di Milano. Dal veronese si sposta in Ghiaradadda.

Mar.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Da Pizzighettone si dirige su Piacenza con 600 cavalli. Entra nella città con 100  uomini d'arme ed altri soldati; si unisce con Soncino Benzoni ed assedia la rocca di Borgonovo Val Tidone con 400 fanti, molte lance e balestrieri.

Apr.

 

 

 

Emilia e Lombard

Con la sconfitta di Novara, il cardinale Ascanio Sforza fugge in val di Tidone con la scorta di 400 balestrieri a cavallo: l'Orsini batte gli avversari e cattura a Rivalta Trebbia, dopo un breve assedio, il cardinale con il suo seguito (Alessandro ed Ermes Sforza, Giovanni Gonzaga). Cena con il cardinale e consegna Piacenza agli alleati francesi; prende la strada di Rivolta d'Adda con molti prigionieri, dei quali tratta autonomamente la taglia contro i capitolati previsti dalla sua condotta. Nella marcia gli abitanti pongono varie insidie ai suoi uomini per impadronirsi del bottino; l'Orsini perde qualche carriaggio. La Signoria lo riprende per il suo comportamento disinvolto, tanto che a fine mese è obbligato ad inviare nel collegio un segretario per giustificare il suo operato. In questo clima molti prigionieri, fra cui il Gonzaga (da cui ha ricevuto 3000 fiorini), riescono a fuggire.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Accompagna a Brescia ed a  Crema il cardinale Ascanio Sforza, che deve essere consegnato ai francesi. Informa i veneziani che Giovanni Bentivoglio cerca l'alleanza con i veneziani.

Lug.

 

 

 

Veneto

E' a Venezia e riferisce al doge sul suo ruolo nell'episodio che ha portato alla cattura del cardinale Sforza; in una riunione del Gran Consiglio fa presente che la sua ferma scade nel successivo ottobre.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Si trova ad Asola ed a Castelgoffredo; rende visita al cardinale Federico da San Severino.

Sett.

 

 

 

Veneto e Lazio

Chiede 7000 ducati a saldo delle spettanze ed il permesso di rientrare nei suoi possedimenti alla scadenza della ferma; tocca Fano e ritorna nel Lazio.

Ott.

Chiesa

 

 

Veneto Lombardia Romagna

Domanda ai veneziani il denaro dovutogli ed una lettera di buon servito. Si incontra con il doge in collegio a Venezia ed il consiglio dei Savi ha l'incarico di preparare il documento. Tale organo riporta nel suo messaggio che l'Orsini non è creditore della somma richiesta, perché alla mostra il numero dei suoi cavalli è risultato inferiore ai capitolati della condotta. Parte per Roma per porsi agli stipendi del papa Alessandro VI; da Asola viene a Legnago e per Ravenna entra nello stato della Chiesa. Raggiunge Imola.

Nov.

Chiesa

Faenza

400 cavalli

Romagna

Fa la mostra dei propri uomini a Forlì e si porta a Villafranca: combatte per Cesare Borgia contro i Manfredi di Faenza. Al termine delle operazioni, i suoi uomini si accampano tra Bagnolo, Coriano e Rubiano;  si pongono anche a Castelnuovo nel ravennate e, nonostante che egli si ritenga ancora creditore verso la Serenissima, essi non compiono alcuna rappresaglia.

Dic.

 

 

 

Romagna

Riceve una paga dai pontifici; si reca a Mondaino ed a Montefiore Conca con Giampaolo Baglioni.

1501

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche

A Fano.

Mar.

 

 

 

Lazio

Ritorna a Roma e prende alloggio nelle case del cardinale Latino Orsini; è ricevuto con Piero dei Medici dal pontefice.

Lug.

Francia

Napoli

 

Abruzzi

Combatte per i francesi contro gli aragonesi.  Conquista l'Aquila con Girolamo Gaglioffi ed entra nella città dopo esserne stato respinto inizialmente dal conte di Montorio, Ludovico Franchi.

Sett.

 

 

 

Emilia e Francia

Si dirige in Francia; nel transitare per Bologna, viene accolto con tutti gli onori dal signore della città Giovanni Bentivoglio.

1502

 

 

 

 

 

Apr.

Francia

Napoli

 

Abruzzi

Nel rientrare dalla Francia, passa ancora per Bologna; prosegue per gli Abruzzi.

Lug.

 

 

 

Abruzzi

E' fatto avvelenare dal Borgia e muore a metà mese a Montererale. I funerali si svolgono all'Aquila dove è sepolto.

TRE CITAZIONI

Valoroso. Grande capitano. Degno uomo nell'arte militare.

Di piccola statura e grasso.