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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1551
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Chiesa
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Francia
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Emilia
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Contrasta i francesi nella guerra di Parma. Allorché Piero
Strozzi entra alla difesa di Parma, passa con Alessandro Vitelli all'assedio
di Mirandola, alla cui difesa si trova il Termes con 4000 fanti e 600
cavalli.
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Lug.
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Emilia
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Si trova alla conquista del forte di Sant'Antonio.
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1552
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Romagna
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Mentre è acquartierato a Faenza un suo soldato è ucciso da
alcuni abitanti: sorgono disordini tali nella città, che è costretto a trovare
rifugio in un chiostro con il governatore Matteo Marcolini.
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Apr.
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Impero
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Francia
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Emilia
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Si trova ancora sotto Mirandola agli ordini di Francesco
d'Este.
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Lug.
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Firenze
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Francia
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Toscana
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Agli stipendi del duca di Firenze Cosimo
dei Medici, sempre contro i francesi. Alla notizia della rivolta
di Siena, lascia Pisa con Rodolfo Baglioni e si porta a Staggia
al comando di una compagnia di cavalli per sorvegliare il confine.
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1553
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Francia
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Segue Chiappino Vitelli in Corsica. Sbarca nell'isola con
Bartolomeo Greco e vi scorre senza problemi, in quanto i francesi non
dispongono di cavalleria. Con il Vitelli, si scontra con le truppe del Termes
e di Sampiero Corso. Assale lo stagno di Biguglia e forza al ritiro Pier
Antonio Valentone e Vitello della Rebbia; assedia San Fiorenzo e conduce con
Giordano Orsini le trattative di resa.
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1554
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Mar.
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50 cavalli
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Toscana
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Con la caduta di San Fiorenzo, ritorna in Toscana. E' di
stanza a Montepulciano; entra anche
nei territori controllati dai pontifici per intercettarvi i convogli di
vettovaglie destinati agli avversari. Con il Greco ed il Baglioni, depreda il
contado di Lucignano rompendovi i mulini e dando alle fiamme le case.
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Toscana e Umbria
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Esce da Montepulciano per affrontare, con 50 cavalli e 300
archibugieri, i difensori di Lucignano e di Chiusi usciti alla ricerca di
prede. Li mette in fuga con la cattura o l'uccisione di più di 200 avversari.
Penetra nel perugino e si scontra con 25 cavalli francesi diretti a Siena.
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Lug.
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Toscana
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E' alla guardia di Arezzo. A metà mese passa a Foiano
della Chiana con 50 cavalli; continua a tagliare le linee di rifornimento
alle truppe di Piero Strozzi. Accetta una tregua con gli avversari per il
periodo del raccolto e viene a Firenze. Ritorna a Foiano della Chiana e vi è
attaccato dallo Strozzi. Gian Giacomo dei Medici gli ordina di resistere due
giorni: i francesi iniziano un intenso fuoco di artiglieria e dopo dieci ore
di bombardamento sono abbattute più di 50 braccia della cinta muraria di tale località. Il
giorno seguente la terra è espugnata e messa a sacco; i difensori sono
ammazzati. Anche l'Orsini rimane
ucciso nel forte dove si è rinchiuso: un colpo di archibugio lo colpisce alla
testa, mentre con un berretto sta facendo segnali da una finestra per arrendersi.
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Valoroso.
Famoso signore.