Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1292      FRANCESCO ORSINI      Duca di Gravina. Padre di Gian Antonio, cugino di Paolo.

               1465 - 1503 (gennaio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1492

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Lazio

Accompagna a Roma il principe di Altamura Federico d'Aragona.

1496

 

 

 

Puglia

Diviene duca di Gravina.

Mag.

Napoli

Francia

 

Campania

Coadiuva Francesco Gonzaga al recupero di Monteverde, di Rocchetta e di Carbonara.

Sett.

 

 

 

Campania

Viene sconfitto e fatto prigioniero dai francesi a Lagopizzolo, nei pressi di Eboli.

..............

Francia

Napoli

 

 

 

1497

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Campania

A Capua, per l'incoronazione a re di Federico d'Aragona.

1498

 

 

 

 

 

Apr.

Orsini

Colonna

 

Lazio

Partecipa alla battaglia di Montecelio.

Giu.

 

 

 

Lazio

Si riavvicina al papa Alessandro VI e chiede la mano della figlia del pontefice Lucrezia Borgia.

1500

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Puglia Marche e Lazio

Parte da Trani, raggiunge Ascoli Piceno e da qui prosegue il suo viaggio per Roma. Vedovo con due figli, obiettivo è quello di chiedere nuovamente la mano della Borgia, rimasta vedova di recente per l'assassinio del marito, il principe di Salerno Alfonso d'Aragona. Per rafforzare la sua richiesta, propone che i due suoi figli abbraccino entrambi la carriera ecclesiastica in modo che i figli di secondo letto possano ereditare il ducato. Per tale fatto cade in disgrazia nei confronti del re di Napoli: in ogni caso, la sua richiesta non viene accettata.

Nov. Chiesa Faenza   Romagna Prende parte all'assedio di Faenza. Ai primi del mese si trova a Forlì per un consiglio di guerra.

1502

 

 

 

 

 

Mag. sett.

Chiesa

Urbino Camerino

 

Marche

Milita agli stipendi di Cesare Borgia. E' accolto in Recanati con Ugo di Moncada. Con Oliverotto da Fermo, assale le terre di Guidobaldo da Montefeltro e, successivamente, quelle di Giulio Cesare da Varano. Staziona presso Tolentino con 200 cavalli per impedire il vettovagliamento di Camerino; segue la strada lungo l'Esino con 100 fanti, 100 cavalli leggeri, due corpi di fanti spagnoli ed un migliaio di fanti romagnoli; tenta di impadronirsi di sorpresa di Pioraco e di Serravalle di Chienti ma è battuto a  Sant'Anatolia (Esanotoglia) da Annibale e da Venanzio da Varano. Si pone all'assedio di Camerino con Vitellozzo Vitelli ed Oliverotto da Fermo. Il commissario pontificio Niccolò Bonafede accusa i loro uomini di introdurre, a caro prezzo, notevoli quantità di frumento a favore degli assediati. I tre capitani vengono tutti redarguiti con un breve dal papa. Nel gioco delle parti i condottieri ritorcono l'accusa contro il Bonafede scrivendo ad Alessandro VI che Camerino avrebbe già ceduto alla fame senza i soccorsi alimentari approntati dal presule ed ammontanti a 10000 some di grano. Si impadronisce di Castelraimondo con Oliverotto da Fermo; deve, poco dopo, rinunciare ad una spedizione nei confronti di Matelica su pressione dello stesso Bonafede. A settembre, con la ribellione di Camerino ai da Varano, cattura diversi componenti di tale famiglia.

Ott.

Condottieri

Chiesa

 

Umbria e Marche

Si unisce a Magione con gli altri Orsini, Vitellozzo Vitelli, Giampaolo Baglioni, Oliverotto da Fermo, Ermes Bentivoglio, Ottaviano Fregoso per conto del Montefeltro, Guido Pecci ed Antonio da Venafro per il signore di Siena Pandolfo Petrucci, al fine di congiurare contro il duca Valentino. Si scontra a Calmazzo con le truppe del Borgia e le mette in fuga con il Vitelli e Paolo Orsini: Ugo di Cardona è catturato nel combattimento, mentre Michelotto Coreglia si dà alla fuga. Prosegue la sua  marcia a con il Vitelli raggiunge a Fossombrone il Baglioni. Raccoglie qui le sue milizie e punta su Pesaro; occupa vari castelli fra cui Mombaroccio e vi sosta nell' attesa delle artiglierie.

Nov.

 

 

 

Marche

E' contrario ad ogni ipotesi di accordo con il Borgia.

Dic.

Chiesa

Senigallia

 

Marche

Paolo Orsini persuade i vari congiurati ad addivenire ad un accordo con i pontifici ed anch'egli ritorna agli stipendi dello stato della Chiesa per assediare i della Rovere in Senigallia. Con il Vitelli, Paolo Orsini ed Oliverotto da Fermo, invita il duca Valentino a lasciare Pesaro ed a portarsi in tale città, perché il castellano Andrea Doria vuole arrendersi nelle sue mani. E' catturato con uno stratagemma dai pontifici.

1503

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Umbria

Viene condotto verso Roma. Per strada  è  strangolato con Paolo Orsini a Castel della Pieve (Città della Pieve) da Michelotto Coreglia.

DUE CITAZIONI

Egregio condottiero.