suocero di Francesco di Vico.
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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1334 |
Chiesa |
Impero Ottomano |
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Milita al servizio
del papa Giovanni XXII contro i turchi. |
| 1337 |
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| Gen. |
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Umbria |
A metà
mese si fa promotore con Guido Orsini da Soana della pace tra
il comune di Orvieto ed il rettore del Patrimonio Bernardo di
Lacu. |
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1339 |
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Lazio |
Viene nominato,
con Stefano Colonna, senatore di Roma a seguito di una sedizione
popolare che ha portato alla deposizione dei vicari nominati
dal papa Benedetto XII. |
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1341 |
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Ago. |
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Lazio |
E' eletto con
Orso dell'Anguillara senatore di Roma per sei mesi. |
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1342 |
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Apr. |
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Lazio |
Gli è rinnovato,
con Stefano Colonna, l'incarico di senatore di Roma per altri
sei mesi: gli è concesso il salario usuale di 3000 fiorini. |
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1344 |
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Lug. |
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Lazio |
Ancora senatore
di Roma per sei mesi. |
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Sett. |
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Lazio |
Il papa Clemente
VI lo sollecita a prendere le armi contro il prefetto Giovanni
di Vico e Luca Savelli, che stanno depredando il Patrimonio. |
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Roma |
Vico |
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Lazio |
Appoggia Cola
di Rienzo, quando costui vuole domare la potenza dei nobili
romani. Combatte ancora il Vico e lo forza alla sottomissione.
Arma cavaliere Cola di Rienzo: ne perde, tuttavia, il favore
e corre il pericolo di essere giustiziato. Salvato dagli amici,
recupera presto la benevolenza del tribuno ed è eletto console,
patrizio e prefetto dell'annona. |
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1345 |
Orvieto |
Fuoriusciti |
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Umbria |
Con Cecco Farnese
asseconda in Orvieto la signoria di Benedetto Monaldeschi della
Vipera ed il rettore del Patrimonio Bernardo di Lacu contro
i ghibellini ed i Monaldeschi della Cervara. |
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1346 |
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Gen. |
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Umbria |
Si trova a
Perugia con i rappresentanti dei comuni di Spoleto, di Foligno,
di Gubbio, di Città di Castello, di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro)
e del signore di Cortona Bartolomeo Casali per studiare una
politica uniforme nei confronti del re Ludovico d'Ungheria,
diretto alla conquista del regno di Napoli. |
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Chiesa |
Vico |
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Lazio |
Sostiene la
causa del capitano del Patrimonio Bernardo di Lacu contro il
Vico. |
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1347 |
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Gen. |
Chiesa |
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Umbria |
Eletto capitano
del Patrimonio, stipula un trattato di pace con il nuovo signore
di Orvieto Guido Orsini. |
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Giu. lug. |
Roma |
Vico |
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Lazio |
Con Niccolò
Orsini cinge d'assedio la rocca di Vetralla e devasta la campagna
viterbese. A luglio Giovanni di Vico cede ai romani. |
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Nov. |
Roma |
Orsini Colonna |
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Lazio |
Al comando
di 1000 cavalli, combatte per conto di Cola di Rienzo, con Niccolò
Orsini, Angelo Malabranca e Matteo Orsini, contro gli Orsini
di altri rami ed i colonnesi. Gli avversari si muovono da Montefiascone
con l'aiuto del legato pontificio Bertrando di Deux e puntano
ad entrare in Roma per la porta di San Lorenzo con 550 cavalli
e molti fanti. Giordano Orsini assale 150 cavalli penetrati
nella città, li fuga ed insegue i fuggiaschi: nello scontro
sono uccisi sei membri di casa Colonna, fra i quali Stefano
e Giovanni; fra gli altri viene ferito gravemente l'omonimo
Giordano Orsini. |
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Dic. |
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Lazio |
Viene obbligato
dal Rienzo a riconciliarsi con il Vico: come suggello della
pace, si festeggia il fidanzamento di una sua figlia con Francesco
di Vico. |
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1348 |
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Lazio |
Il Rienzo si
aliena gli animi dei suoi aderenti; l'Orsini sarà fra i primi ad abbandonarlo. |
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1351 |
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Lazio |
Viene eletto
senatore di Roma e capitano della città per sei mesi con Sciarra
Colonna. Un suo castello è assalito dai suoi nemici, lascia
l'incarico e ne passa alla difesa. Dimessosi, prende le redini
del governo il vescovo di Orvieto Ponzo Perotti: costui sarà
espulso dalla città poco dopo dai Colonna e da Jacopo e Luca
Savelli. |
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1352 |
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| Mag. |
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Lazio |
Ha il comando delle truppe di Roma. |
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Giu. |
Chiesa |
Vico |
Capitano di guerra |
Lazio |
Si trova a
Corneto (Tarquinia). A metà mese, Niccolò della
Serra lo chiama ad unirsi con l'esercito pontificio per combattere
il Vico. L'esercito romano e quello pontificio si congiungono
intorno a Monte Iugo: vi sono 1200 cavalli e 12000 fanti. Militano
con i pontifici Nicola d'Urbino, Guelfelino d'Aci ed altri condottieri.
L'Orsini muove contro Viterbo; esce da Montefiascone con Nicola
della Serra alla testa di 1200 cavalli e di 12000 fanti; si
sposta all'assedio di Viterbo. La morte del della Serra per
una caduta da cavallo scompagina l'esercito; l'Orsini non se
la sente di proseguire nell'impresa ed è forzato a ritirarsi
con ben poco onore. |
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Ago. |
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Lazio |
A Roma. Viene
invitato a muoversi ancora contro il Vico. Viene nominato rettore
del Patrimonio. |
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Sett. |
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Lazio |
Assume il nuovo
incarico a Montefiascone. Provvede alla difesa di Bolsena, che
è minacciata dagli avversari ; chiama i Farnese a Montefiascone. |
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Ott. |
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Lazio |
Stipula con
il Vico una breve tregua, per la quale il rivale deve consegnare
al suo inviato Tommaso d'Alviano le terre usurpate ai pontifici.
Invia Erasmo da Narni alla difesa di Narni. Parte per Avignone
il giudice del Patrimonio Canti da Parma, allo scopo di ottenere
l'accettazione del trattato da parte del pontefice. |
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Dic. |
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Lazio |
Respinge da
Bolsena gli attacchi portati da Aldobrandino da Bisenzo. |
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1353 |
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Feb. apr. |
Chiesa |
Narni |
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Umbria |
Soccorre il
castello di Miranda e mette in fuga gli avversari. Chiede invano
truppe ai perugini. |
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Mag. giu. |
Chiesa |
Vico |
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Lazio |
Arruola la
compagnia di frà Moriale. Gli viene nuovamente dato dal
cardinale Egidio Albornoz il comando delle truppe per contrastare
sempre il Vico. Previene un tentativo di quest'ultimo di impadronirsi,
durante una tregua, della rocca di Montefiascone; fa murare
le porte e le finestre della grande loggia posteriore. |
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Lug. |
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Umbria |
Si impossessa
di Narni a spese di Pietro di Vico, che ne è stato scacciato
dagli abitanti. Punta su Viterbo. |
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Ago. |
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Umbria |
Si unisce con
frà Moriale ed assale Orvieto: dà alle fiamme Petroio,
pone l'assedio al monte di Alfina con 2 bandiere di cavalli
e 200 fanti. Vi è un contrattacco di 80 cavalli e di 300 fanti
usciti da Orvieto. I suoi uomini, sorpresi mentre stanno assediando
Torre Alfina, vengono posti in fuga (20 morti tra i pontifici). |
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Sett. |
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Umbria |
Continua nelle
operazioni di assedio di Orvieto anche dopo il passaggio di
frà Moriale nel campo avverso. Occupa Corneto (Tarquinia). A
metà mese, viene espulso da Francesco Baroncelli da Roma, dove
egli sta ricoprendo la carica di senatore della città. |
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Nov. |
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Umbria |
Viene segnalato
a Città della Pieve. |
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1354 |
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Mar. |
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Umbria |
E' sostituito
nel suo incarico di capitano di guerra da Andrea Salamoncelli.
Nonostante ciò, marcia su Orvieto con le sue milizie
e quelle dei Monaldeschi, assale il monastero di San Lorenzo
delle Donne, trasformato dagli avversari in fortezza, alla cui
difesa si trova una guarnigione di 250 cavalli ed un buon numero
di fanti. Il monastero è conquistato con l'aiuto dei
Monaldeschi (30 morti nello scontro) e viene utilizzato dall'Orsini
come base d'appoggio per la sua attività offensiva. Il Vico
esce da Orvieto con tutta la sua cavalleria per recuperare la
posizione; il capitano rivale è completamente battuto
presso il Petroio; gli viene uccisa la cavalcatura; ferito,
il prefetto riesce a stento a salvarsi in città. L'Orsini
si ferma un giorno davanti ad Orvieto; dal momento che nessuno
ne esce per affrontarlo, lascia alla guardia del monastero Albertaccio
Ricasoli e Benedetto Armanno con 150 uomini, vi pone un battifolle
a difesa e con il resto delle truppe rientra a Bolsena. |
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Apr. |
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Lazio e Umbria |
Recupera Montalto
di Castro con Fernando Blasco e si porta a Narni al fine di
radunare nuove truppe. |
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Mag. |
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Lazio |
Si trova dapprima
all'assedio di Celleno; di seguito, raggiunge il Salamoncelli
a Vetralla e punta su Viterbo. 10000 fanti romani, capitanati
da Giovanni Conti di Valmontone si rovesciano sul territorio
mettendo a soqquadro tutto il contado. |
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Giu. |
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Lazio |
Chiama il Rougher
alla guardia di Montefiascone. |
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Lug. |
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Lazio ed Umbria |
Dopo la pace,
gli sono riconosciuti 6000 fiorini ( peraltro mai pagati) che
gli devono essere consegnati dagli abitanti di Sutri per la
distruzione di una rocca da lui edificata. Ritorna a Narni:
2 bandiere di cavalli ai suoi ordini restano al campo. |
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Ago. sett. |
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Lazio |
Con la vittoria,
l'Albornoz convoca a Montefiascone tutti i nobili del Patrimonio
che prestano nelle mani dell'Orsini il dovuto giuramento di
fedeltà alla Chiesa. Gli è affidata la guardia di Viterbo.
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Ott. |
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Lazio |
Si reca a Monterotondo
per affari personali. Viene in breve richiamato nel Patrimonio. |
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1355 |
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Gen. mar. |
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Lazio |
Il cardinale
legato gli lascia il comando di 300 cavalli e di 400 fanti comandati
da Giovanni di Valmontone. Si trova a Viterbo ed ha il compito
di vigilare sul Patrimonio. |
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Giu. |
Chiesa |
Vico |
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Lazio |
Ha l'ordine
di togliere Tarquinia al Vico, che al momento si trova a Pisa
presso l'imperatore Carlo di Boemia: l'Orsini assedia la città
con l'aiuto delle soldatesche di Bartolomeo Vitelleschi e la
conquista con una rapida campagna. |
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Sett. |
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Lazio |
Viene riconfermato
nell'incarico di rettore del patrimonio con un salario giornaliero
di 4 fiorini. |
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1356 |
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Gen. |
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Lazio |
Si trova a
Viterbo allorché gli abitanti si ribellano allo stato della
Chiesa ed assalgono anche il palazzo in cui egli è alloggiato. |
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Mag. |
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Lazio |
Fronteggia
ancora una volta le truppe del Vico, che ha recuperato Tarquinia. |
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1357 |
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Apr. mag. |
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Lazio e Marche |
A Montefiascone.
Emana al parlamento di Orvieto la convocazione di un incontro
organizzato a Fano dal cardinale Albornoz, avente come oggetto
la promulgazione delle "constitutiones aegidianae".
Si reca, indi, nella stessa città al parlamento generale
dello stato della Chiesa: lascia come suo luogotenente nel Patrimonio
il figlio Francesco. |
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Giu. |
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Lazio |
Raduna l'esercito
nel Patrimonio richiedendo un uomo per ogni focolare. Tocca
Monterotondo ed è esortato a trasferirsi subito a Viterbo minacciata
dai Vico. Recupera facilmente Tarquinia. |
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Ott. |
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Lazio |
Chiede all'Albornoz
(che sta in Romagna) l'invio in soccorso di alcuni uomini d'arme. |
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1358 |
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Lug. |
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Umbria |
Stabilisce
la sua residenza ad Orvieto. |
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1362 |
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Lazio |
Si ribella
ai pontifici per il problema di Sutri. E' calmato dall'Albornoz. |
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1365 |
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Umbria |
Controlla i
lavori di costruzione della rocca di Narni. Sempre nell'anno,
fa bruciare dagli abitanti di Viterbo il castello di Vico. |
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1373 |
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Umbria |
Entra in contrasto
con Gherardo di Puy, vescovo di Montmajeur, che lo sospetta
di intenzioni ostili: interviene il rettore del Patrimonio Niccolò
Orsini a mettere la pace fra i contendenti. |
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1378 |
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Antipapa |
Chiesa |
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Lazio |
Milita per
l'antipapa Clemente VII; con Giovanni e Rinaldo Orsini, Onorato
Gaetani e Francesco di Vico, assedia Roma da più parti, taglia
alla città ogni via di accesso e la riduce presto alla fame.
Si separa dagli alleati e la guerra si sposta nell'agro romano. |
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Dic. |
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Lazio |
Per il suo
appoggio gli sono dati in feudo i casali di valle Caia, di Pescadora
e di Pescarella, appartenenti al monastero di Santo Spirito;
i castelli di Nemi (che ottiene da Cristoforo Savelli dietro
un censo annuo di 70 fiorini), di Genzano di Roma, di Ardea
e di Fiorano di San Paolo di Roma (appartenenti al monastero
di Sant'Anastasio). |
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Chiesa |
Antipapa |
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Lazio |
Il suo passaggio
nel campo del papa Urbano VI incide sull'andamento generale
del conflitto. |
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1383 |
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Lazio |
Cede ogni suo
diritto su Torre Astura al nipote Onorato Gaetani, conte di
Fondi. |
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1385 |
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Muore. |
Buon capitano.
Prudente e fedele. Di specchiata onestà.
Gli mancano un po' più di audacia e di diligenza. Anche il
fisico non è all'altezza del suo ruolo di guerriero.