Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1301      GIORDANO ORSINI Di Roma. Signore di Monterotondo. Figlio di Valerio. Cavaliere dell'ordine di San Michele.

                1525 - 1564 (settembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Impero

Francia

 

Germania

Prende parte all'assedio ed alla conquista di Dura (Duren).

1547

 

 

 

 

 

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Firenze

 

 

Toscana

Milita al servizio del duca di Firenze, che gli dà l'incarico di governatore di Pisa e gli affida il comando della flotta medicea.

Estate

 

 

 

Toscana

Ha il compito di raccogliere 1000 fanti per intervenire a Napoli, che si è ribellata agli imperali, e soccorrervi il viceré don Pietro di Toledo.

1548

 

 

 

Piemonte

Compie una missione diplomatica a Torino presso il re di Francia Enrico II.

.............. Chiesa      
Combatte nella flotta pontificia agli ordini di Gentile Virginio Orsini.

1550

 

 

 

 

 

Apr. Firenze Corsari barbareschi    
Ha il comando di una galea dal duca di Firenze Cosimo dei Medici. A Livorno si unisce con la flotta imperiale di Andrea Doria per affrontare i corsari barbareschi sulle coste africane.

Mag.

Firenze

Impero Ottomano

 

Lazio Campania e Tunisia

Salpa da Civitavecchia con 3 galee per collegarsi con le forze del viceré di Sicilia don  Giovanni di Vega: obiettivo è quello di contrastare il corsaro barbaresco Dragut Rais. Tocca Napoli e, presto, litiga con don Garcia di Toledo, che ha il comando delle fanterie da sbarco ed è cognato del duca di Firenze. Sbarca  con il Toledo ed assale Monastir; con Alvaro di Vega, provvede a fare portare a terra le artiglierie per assalire la locale rocca.

Lug.

 

 

 

Tunisia

Con Astorre Baglioni, attacca il castello di Afrodisio (Mehedia), alla cui difesa si trova Hisar Rais, nipote di Dragut. Ha più volte modo di lamentarsi del comportamento arrogante degli spagnoli: durante le operazioni esce dal campo con il Baglioni ed alcuni gentiluomini fiorentini e romani per seguire la carovana dei taglialegna. Si trova isolato mentre sta cacciando, allorché viene agredito da alcuni berberi. Ferito al braccio sinistro da un colpo di lancia, è gettato da cavallo: il pronto intervento del Baglioni lo salva dalla cattura.

Ago.

 

 

 

Campania e Tunisia

Ritorna a Napoli per raccogliervi 1000 fanti spagnoli e 20 cannoni da condurre in Africa: don Garcia di Toledo gli riserva una cattiva accoglienza.

Sett.

 

 

 

Tunisia

Prende parte all'espugnazione ed al saccheggio di Monastir: fra gli attaccanti vi sono 50 morti, fra i turchi ed i mori 800. I 10000 prigionieri, compresi donne e bambini, sono tutti condotti in Sicilia ed a Napoli dove verranno venduti come schiavi.

Ott.

 

 

 

 

Sulla via del ritorno, preferisce non sbarcare a Napoli perché ha saputo che Francesco d'Este ha dato l'ordine di catturarlo per l'omicidio di un suo familiare (Orazio Brancadori di Fermo). Avvertito da un ambasciatore del duca di Firenze, fugge su una piccola nave mercantile. A fine mese, disarma a Livorno le 3 galee di cui è al comando.

Dic. Lazio e Francia
E' segnalato a Roma. Si trasferisce in Francia.

1551

Francia

Impero

 

Emilia

Licenziato da Cosimo dei Medici, passa al servizio dei francesi e combatte nella guerra di Parma. Si trova alla difesa di Mirandola.

1552

 

 

 

 

 

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Francia

Impero Firenze

 

Toscana

Affianca il cardinale Ippolito d'Este ed il maresciallo di Termes alla difesa di Siena e raggiunge la città con 4500 fanti. Quando gli imperiali pervengono in val di Chiana, si sposta con 500 fanti alla guardia di Pienza; abbandona, tuttavia, presto la   località a causa delle sue insufficienze difensive. Si trasferisce alla guardia di Montalcino con 1000/1500 fanti ed ha l'ordine tassativo di difendere il centro.

Mar.

 

 

 

Toscana

E' assediato in Montalcino da Alessandro Vitelli e da don Garcia di Toledo. Con l'arrivo degli avversari, fa occupare dai suoi un colle vicino alla città per impedire che essi vi si accampino. I francesi perdono la posizione e su di essa vi pongono i loro alloggiamenti 12000 fanti fra tedeschi, italiani e spagnoli e 2000 cavalli. L'Orsini fa immediatamente  rafforzare le difese cittadine; si attesta con i suoi fanti alla guardia del tratto di mura che intercorre dalla porta Cerbaia sino alla rocca e pone il suo alloggio nel torrione di San Martino. Nel corso dell'assedio Montalcino viene circondata a poco a poco in un anello di nove forti (nell'aprile saranno espugnate Castiglione e Rocca d'Orcia). Nonostante ciò, gli imperiali non riusciranno mai ad isolare del tutto la città tanto che le comunicazioni con Murlo, per i francesi ed i senesi loro base di vettovagliamento e magazzino di munizioni, resterà sempre aperta. Durante le operazioni di assedio, peraltro, un contadino, soprannominato Tirainfallo, riesce ad andare ed a ritornare da Siena ben ventidue volte recando in salvo persone e bestie da soma. Sempre nel mese, ha inizio il bombardamento nemico, portato da 28 pezzi davanti al baluardo di Santa Margherita; altri 12 pezzi, tirati da buoi e da bufali, sono piantati alla casa dell'Albergo fra la montagna e la rocca.

Apr.

 

 

 

Toscana

Vi è un tremendo fuoco di artiglieria alla cortina della rocca di Montalcino; in ventiquattro ore sono sparati sulla città 500 colpi di cannone. Il giorno di Pasqua l'Orsini viene ferito al braccio, durante un consiglio di guerra, dai frammenti provocati da un tiro di artiglieria. Il Toledo gli invia cavallerescamente un tamburino per offrirgli l' aiuto di un chirurgo e di medicine: egli lo ringrazia e gli manda a dire che nella città non mancano validi medici. Battistino Moretto lo informa di essere stato contattato dai nemici per consegnare loro una porta in cambio del suo rientro nella natia Calabria e di una rendita annua di 3000 scudi: l'Orsini ordina al suo capitano di stare al gioco per la consegna della porta Cerbaia. I nemici non si fanno vivi. Negli stessi giorni,  fa impiccare nudo alla cortina della rocca un caposquadra di Giovanni Vitelli ed un soldato della compagnia del Moretto che si sono accordati con gli imperiali; cattura pure in Montalcino lo spagnolo Francesco Oliveira, in contatto con alcuni fuoriusciti napoletani per potersi impadronire della porta di Collegattari.

Mag.

 

 

 

Toscana

Gli spagnoli si avvicinano alla porta di Collegattari secondo i segnali convenuti  con i pretesi disertori: è calata una corda e vi sale il segretario del Toledo che viene fatto prigioniero: una sentinella, che non sa nulla dell'imboscata preparata, dà l'allarme e gli imperiali si allontanano. A metà mese, l'Orsini fa appendere per un piede, fuori del  baluardo di San Martino, una spia spagnola che, con un trattato doppio, ha fatto fallire una sortita di 300 uomini volta ad ottenere il possesso di alcuni pezzi di artiglieria collocati nella casa di Niccolò dall'Oca fuori le mura. L'Orsini fa entrare in Montalcino un disertore spagnolo che reca la notizia di una prossima partenza dal campo dell'esercito per il regno di Napoli a seguito della comparsa nelle acque toscane  della flotta francese. Costui cade in alcune contraddizioni, lo fa torturare e viene a conoscenza del suo vero incarico, quello di dare fuoco alla santabarbara. Il soldato è appeso vivo per un piede al baluardo di San Martino davanti agli occhi dei suoi commilitoni. 

Giu.

 

 

 

 

Continuano le operazioni di assedio a Montalcino, specie davanti al baluardo di San Martino (scoppi di mine e lavori di guastatori intervallati da continui scontri). In una scaramuccia, preavvertito in precedenza, è sul punto di catturare Alessandro Vitelli, recatosi in una casamatta a regolare il tiro dell'artiglieria. Gli imperiali distruggono con i cannoni parte della cinta muraria; in Montalcino vi è tuttavia un continuo andirivieni di uomini e di vettovaglie dal campo imperiale. A metà mese, dopo ottanta giorni,è levato l'assedio e l'Orsini ne esce con Mario Sforza per fare alcuni prigionieri.

1553

Francia

Impero Genova

 

Francia

Con l'aiuto della flotta turca, conquista in Corsica San Fiorenzo, che diviene la sua base operativa contro i genovesi. Difende con efficacia San Bonifacio dall'assedio posto dal mare dalla flotta di Andrea Doria. Sulla fine dell'anno, è alla guardia di San Fiorenzo con 2500 soldati, per lo più francesi. I genovesi sbarcano sulla spiaggia agli ordini di Ludovico Vistarini: l'Orsini cerca di impedirne l'azione. I suoi uomini occupano un monastero, posto su una collina, da dove disturbano con l'artiglieria le operazioni di casermaggio ai nemici. Il Vistarini si impadronisce della posizione con un sanguinoso scontro;  l'Orsini viene assediato in San Fiorenzo per terra e per mare dal Doria e da Agostino Spinola, mentre il Termes si accampa a Murato nei pressi degli avversari. Continue sono le sortite dei difensori.

1554

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Francia

Dopo tre mesi di assedio,  è costretto a cedere per la mancanza di vettovaglie in San Fiorenzo e per il naufragio di alcune galee inviate in suo soccorso. I corsi si devono arrendere a discrezione; i francesi, al contrario, possono ritornare in Provenza e gli italiani in Toscana, con obbligo di non combattere i genovesi per un certo periodo di tempo. L'Orsini rimane in ostaggio del Doria con un capitano francese fino alla fine dell' evacuazione: finisce così l'assedio di San Fiorenzo nel quale hanno perso la vita, per le sole malattie, 10000 persone. Rientra in Italia e si impegna a non contrastare per otto mesi sia le milizie imperiali che quelle medicee.

1555

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

Francia

Lascia la Provenza e ritorna in Corsica per prendervi il posto del Termes. Sbarca ad Ajaccio con più di 1000 fanti; ai suoi ordini militano 3000 fanti italiani e francesi, nonché altri 3000 corsi. Recupera San Fiorenzo ed attacca Calvi; invia 500 fanti francesi e molti corsi verso la Balagna per ostacolare il vettovagliamento della città via terra; dal mare Calvi è assediata dalla flotta francese. L'Orsini bombarda con 10 pezzi la città; al tiro di artiglieria fa seguito l'assalto generale: arrivano rinforzi ai difensori condotti da Giovannandrea Doria, per cui  è costretto a ripiegare nella Balagna. Il Termes abbandona la Corsica; arrivano dalla Francia altri 1000 fanti e dalla Toscana giunge la flotta turca di Piali pascia con 4000 uomini. L'Orsini riprende l'assedio di Calvi ed anch' egli si  dirige verso la località: nella marcia di trasferimento sventa un' imboscata tesagli da Leonardo Giustinian.

Ago.

 

 

 

Francia

Fallisce un poderoso attacco a Calvi, portato dai turchi che subiscono la perdita di 1000 uomini senza contare i feriti. Gli alleati si ritirano e l'Orsini decide di tentare un'azione su Bastia. Sbarca nei pressi, respinge una sortita dei difensori postisi in agguato per impedirgli i lavori di acquartieramento; dopo avere respinto un attacco di Niccolò Pallavicini, ricomincia a battere con l'artiglieria le mura cittadine. 

Sett.

 

 

 

Francia

Si ritira ad Ajaccio e molesta con le sue scorrerie Calvi e Bastia.

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Francia

E' raggiunto da Sampiero Corso: con la sconfitta di tale capitano, si avvicina alla Balagna con alcune galee e blocca Calvi dal mare.

1556

 

 

 

 

 

Feb. apr.        
In Corsica. Cattura i resti degli equipaggi di 11galee genovesi appartenenti ad Andrea Doria e sulle quali si trova a bordo il giovane Giovan Andrea Doria, incagliatesi sugli scogli di Porto Vecchio, al largo del porto di San Cipriano. Antonio Doria e Plinio Tomacelli sono inviati ad Ajaccio presso l'Orsini per trattare la restituzione dei pezzi di artiglieria, delle attrezzature navali e delle ciurme.

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Chiesa

 

 

Lazio

E' richiamato a Roma dal papa. Ha il compito di sorvegliare la porta Tiburtina e San Lorenzo con 6 compagnie di fanti italiani.

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Francia

Impero Genova

 

Francia

Ritorna in Corsica e passa all'offensiva: obbliga i genovesi a rinchiudersi in Bastia, Erbalunga e Calvi. Con una tregua fra le parti, è richiamato in Francia; a  corte litiga con Sampiero Corso; da parte sua ostacola il ritorno del capitano in Corsica.

1557

 

 

 

 

 

..............

 

 

Luogotenente g.le

Francia

Rientra ancora una volta in Corsica, di cui viene nominato luogotenente generale e viceré. Sbarca una prima volta ad Ajaccio ed avvia alla volta di Calvi 1500 fanti francesi per impedire che i genovesi scorrano il territorio circostante; sbarca poi nel  golfo di San Fiorenzo e vi fa ricostruire la fortezza, nonostante il parere contrario del Corso; fa anche rafforzare le difese di Biguglia e trova sempre ostacoli nel capitano corso. Affrontato da Girolamo di Lodrone, muove in soccorso di Furiani ed obbliga gli avversari a retrocedere; ritorna, quindi, a San Fiorenzo e non manca di travagliare i nemici con ininterrotte scaramucce. Dalla Francia giungono alcuni ambasciatori regi; costoro lo riconciliano con il suo emulo e Sampiero Corso si trasferisce in Francia. Arrivano dei rinforzi e l'Orsini assale Farinole, che viene abbandonata dai genovesi; ottiene Furiani da alcuni disertori corsi e tallona gli avversari in fuga. Entra in Nonza.

Sett.

 

 

 

Francia

A Vescovado annuncia ai corsi che l'isola sarebbe stata incorporata alla Francia.

1558

 

 

 

Francia

Invia 1000 fanti a Nonza ed altri 1000 nella Balagna.

1559

 

 

 

Francia

Lascia la Corsica alla conclusione della pace di Cateau-Cambrésis: l'isola è consegnata ai commissari genovesi Giambattista Grimaldi e Cristoforo Sauli. Sbarca in Provenza con molti francesi e corsi e gli viene conferito l'ordine di San  Michele.

1560

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Francia

Si trova a Parigi, a corte; riceve numerosi attestati di liberalità dal re.

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Lascia presto anche la Francia, perché nauseato del trattamento subito dagli italiani a corte. Fa ritorno in Italia e passa al servizio dei veneziani.

1562

 

 

 

 

 

Mag.

Venezia

 

 

 

Il consiglio dei Dieci delibera l'assunzione dell'Orsini: gli è proposta una condotta per tre anni di ferma e due di rispetto; gli sono concessi una provvigione annua di 4000 ducati ed il pagamento di 10 lance spezzate, in pratica capitani senza condotta che militano ai suoi ordini.

Ago.

 

 

 

 

Accetta le condizioni che gli sono proposte.

Dic.

 

 

Capitano g.le fanteria 

Lombardia

Ai suoi 10 capisquadra è dato uno stipendio annuo di 48 ducati; a lui sono riconosciute alcune agevolazioni fiscali. In caso di conflitto, deve provvedere all'arruolamento di 1000 fanti e di 100 cavalli. Stabilisce la sua sede a Brescia.

1563

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

 

Consegna alla Serenissima una relazione sul modo di conservare in ordine le truppe in tempo di pace.

1564

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto e Lombardia

Si reca a Venezia e protesta nel collegio dei Pregadi per alcuni cambiamenti apportati alla sua condotta da un decreto del Senato del dicembre precedente. E' nominato governatore di Brescia.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Muore a Brescia, pper un incidente che lo vede scaraventato fuori dalla sua carrozza dopo aver perso il controllo dei cavalli.

OTTO CITAZIONI

Di grande valore. Accorto guerriero. Coraggioso.

Capitano esperto. Grande maestro di guerra.

Famoso capitano.

Desideroso di gloria.

Eloquente.