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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1510 |
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Mar. |
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Toscana |
A Pitigliano,
per le esequie del nonno Niccolò. |
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1521 |
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Venezia |
Impero |
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Milita nelle
compagnie di Teodoro da Trivulzio. |
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Ago. |
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50 cavalli leggeri |
Lazio e Veneto |
Il consiglio
dei Savi gli riconosce una condotta di 100 cavalli (dei quali
ottiene il comando 50 immediatamente) ed una
provvigione annua di 250 ducati. Raccoglie i cavalli
leggeri nell'agro romano e raggiunge Padova. |
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Sett. |
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Emilia |
Si trova al
campo di Fontanelle con 50 balestrieri a cavallo; si ammala
al campo di San Secondo Parmense. |
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Nov. |
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Lombardia |
Lascia Asola
e si porta ad Orzinuovi; a Porzano sono catturati dai nemici
7 dei suoi balestrieri a cavallo. |
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1526 |
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Mag. |
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Lazio |
Lo zio Aldobrandino
gli dona Fiano Romano, Morlupo, Filacciano e Monte Guardia. |
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Giu. |
Chiesa Firenze |
Colonna |
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Lazio |
Ha l'incarico
con il padre di raccogliere 150 uomini d'arme e molti fanti,
al fine di contrastare eventuali attacchi da parte dei colonnesi. |
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Ago. |
Chiesa Firenze |
Siena |
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Toscana |
Viene inviato
contro Siena, per riportare la repubblica nell'orbita di Firenze.
Assedia la città ed è travolto nella battaglia di porta Camollia:
abbandona vettovaglie, carriaggi ed artiglierie, allorché
400 fanti mettono in fuga la compagnia di Iacopo Corso, che
sorveglia l'artiglieria. |
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1528 |
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Apr. |
Venezia |
Impero |
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Il consiglio
dei Savi gli concede il comando di 600 fanti e di 50 cavalli
leggeri. |
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Mag. |
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1000 fanti e 100 cavalli leggeri |
Romagna e Veneto |
Gli è aumentata
la condotta, sempre dal consiglio dei Savi, a 1000 fanti ed
a 100 cavalli leggeri. Si porta a Ravenna con i suoi uomini
e si trasferisce in Polesine. |
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Giu. |
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Veneto e Lombardia |
Si reca a Venezia:
Francesco Maria della Rovere lo destina al presidio di Cremona.
Il duca di Milano Francesco Sforza, a causa della sua inesperienza,
non lo vuole in tale città; l'Orsini lascia così Chiari e si
sposta a Bergamo. |
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Lug. |
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Lombardia |
4 capisquadra
delle sue compagnie prendono contatti con i nemici per subornare
100 archibugieri stipendiati dai veneziani: sono fatti passare
in mezzo alle picche schierate ed impiccati per un piede in
cima ai bastioni di Bergamo. Sono ora ai suoi ordini 1000 fanti
e 55 cavalli leggeri. |
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Ago. |
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Lombardia |
Parte da Bergamo
e raggiunge a Dovera il provveditore generale Tommaso Moro:
si lamenta per le paghe arretrate. |
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1529 |
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Feb. |
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Viene licenziato
su ordine del consiglio dei Dieci dal provveditore generale
Paolo Nani; i suoi uomini sono collocati in altre compagnie. |
| 1534 |
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| Mag. |
Pitigliano |
Farnese |
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Toscana |
Entra in conflitto con il cognato
Pier Luigi Farnese per ragioni di confini. |
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1535 |
Chiesa |
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Umbria |
Minaccia Perugia,
in cui è entrato Rodolfo Baglioni. Con Bosio Sforza, persuade
il capitano avversario ad abbandonare la città. Rimane a Perugia
fino a dicembre, in attesa del nuovo governatore pontificio,
un Trivulzio, vescovo di Como. |
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1537 |
Francia |
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1538 |
Pitigliano |
Chiesa |
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Toscana e Lazio |
Fronteggia
nuovamente il Farnese, che gli toglie Pitigliano e Nepi. |
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1539 |
Francia |
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Toscana |
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1540 |
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Chiesa |
Perugia |
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Umbria |
Ritorna agli
stipendi del papa Paolo III e milita agli ordini del Farnese
contro Perugia, nella cosiddetta guerra del sale. |
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Lazio |
E' costretto
a dare in pegno Fiano Romano ad Orazio Farnese per 23000 scudi,
a causa delle eccessive spese della sua corte. |
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1543 |
Francia |
Impero |
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Toscana |
Parteggia per
i francesi e tenta di impadronirsi di Siena a spese degli imperiali. |
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1544 |
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Francia |
Impero |
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Lazio ed Emilia |
Avuto il permesso
dal pontefice, ha l'incarico da Piero Strozzi di radunare 2000
fanti nell'agro romano e di condurli a Mirandola. Si
congiunge con lo Strozzi a Castel San Giovanni e lo segue in
Piemonte. |
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Giu. |
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Piemonte |
Al comando
della retroguardia prende parte alla battaglia di Serravalle
Scrivia: il suo comportamento in tale scontro non è certo brillante,
tanto che è accusato di essere responsabile della rotta per
la lentezza dalla cavalleria da lui capitanata. Fatto prigioniero
è rinchiuso nella rocchetta del Tanaro: sarà liberato
solo dopo la conclusione della pace di Crépy. Verrà insignito
dell'ordine di San Michele. |
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1545 |
Chiesa |
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Lazio |
Ancora al sevizio
del papa Paolo III, che lo nomina governatore del Borgo Leonino
a Roma e capitano della guardia pontificia. |
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1546 |
Chiesa |
Protestanti |
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Germania |
Combatte i
protestanti nella guerra smalcaldica: è ferito da un colpo di
archibugio in un fatto d'arme. |
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1547 |
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Apr. |
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Toscana e Lazio |
Si trova a
Sorano: gli si ribellano gli abitanti di Pitigliano su istigazione
del figlio Nicola. Nei disordini sono uccisi la moglie Ersilia
Gaetani e Raimondo Malatesta; gli insorti occupano la rocca,
bruciano gli statuti e mettono a sacco il suo palazzo. Privato
dello stato, si rifugia a Roma. Nella città partecipa alle esequie
del re Francesco I avvenute nella chiesa di San Luigi dei Francesi.
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1549 |
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Francia |
Gode in Francia
di una pensione annua di 4000 lire tornesi. |
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1558 |
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Lazio |
Il papa Paolo
IV lo riconcilia con il figlio: egli rinuncia ai suoi beni mentre
il figlio Nicola si impegna a provvedere al suo sostentamento. |
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1559 |
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Ago. |
Chiesa |
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Lazio |
Alla morte
del pontefice, ha con Torquato Conti il comando delle truppe
di Roma per sorvegliare il buon andamento dei lavori del conclave. |
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1562 |
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Gen. |
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Toscana |
Pitigliano
si ribella anche al figlio Nicola su pressione di
Cosimo dei Medici. Il granduca di Toscana, su consiglio
di Chiappino Vitelli, tenta di farlo ammazzare dal Bombaglino: al fallimento della trama,
il sicario è fatto uccidere dal Medici. Da parte sua, l'Orsini
corre a Firenze ed ottiene la restituzione dei possedimenti
aviti. Disereda il figlio Nicola per dodici cause di ingratitudine. |
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1567 |
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Mag. |
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Lazio |
Muore a Roma:
poco prima della sua fine cambia le disposizioni testamentarie.
E' sepolto nel duomo di Orvieto. |
Cavaliere valoroso. Coraggioso.
Liberale, cortese, prudente.