Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1308      GIULIO ORSINI  Signore di Monterotondo. Figlio di Marzio, cugino di Giampaolo di Ceri, genero di Alfonso da San Severino.

                1511 - 1567

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1536

Francia

Impero

 

Francia

Combatte in Francia alla testa di 10 compagnie denominate "nere" e di due chiamate "verdi". Grande è il bottino colto in Tarantasia.

1537

 

 

 

 

 

.................       Piemonte E' segnalata la sua presenza a Rivoli ed a Vigone.

Autunno

 

 

 

Piemonte

Dopo il fallimento di un tentativo di Cesare da Napoli di impadronirsi di Torino, viene lasciato dall'Humières con 1000 fanti alla difesa di Alba;  con lui sono anche Piero Strozzi ed il guascone Artigue-Dieu con altri 1000 fanti. E' attaccato dal marchese di Vasto Alfonso d'Avalos: gli avversari scalano le mura ma ne sono respinti. Non riescono, infatti, a superare una seconda trincea, fatta di terra e di botti, dalla quale gli archibugieri francesi colpiscono gli attaccanti che stanno scendendo nella città. Alla fine, è costretto a cedere per la mancanza di soccorsi; si arrende a patti e ne esce con i suoi uomini, armi e bagagli. Nel portarsi a Pinerolo, gli imperiali si impossessano di parte dei carriaggi.

1538          
.................       Piemonte Alla difesa di Alba.

.................

Chiesa

Urbino

 

Marche

Dopo la pace di Noyon (giugno) passa al servizio del papa Paolo III. Affianca Ottavio Farnese nella guerra di Camerino.

1543

 

 

 

 

 

Lug.

Chiesa

Impero Ottomano

 

Ungheria

Viene inviato con Giovambattista Savelli in Ungheria, con 4000/6000 fanti italiani, in soccorso di Ferdinando d'Austria contro i turchi del sultano Solimano.

Ago.

 

 

 

Ungheria

Si muove sui confini ungherese ed austriaco, per rispondere alle scorrerie nemiche.

Sett.

 

 

 

Austria

Raggiunge a Vienna Filippo Tornielli.

1546

 

 

 

 

 

Sett.

Impero

Protestanti

 

Germania

Affianca il Farnese in Germania, per combattervi le truppe della lega smalcaldica. Contrasta le milizie del duca di Sassonia e del landgravio di Assia sotto Augusta; con Giambattista Castaldo, Cesare da Napoli, Alessandro Vitelli, Pirro Colonna e Paolo Vitelli, tocca Ulm ed è inviato in avanscoperta con 600 archibugieri italiani e spagnoli e 60 cavalli leggeri.

Ott. Germania
Assale Donanworth.

1547

Chiesa

 

 

Lazio

Richiamato dal papa , sulla fine dell'anno è segnalato sul confine con il regno di Napoli, al fine di controllare i movimenti di Ascanio Colonna e quelli del principe di Sulmona.

1548

 

 

 

Germania  e Belgio

Si reca ad Augusta, in missione diplomatica presso l'imperatore Carlo V, per domandare la restituzione di Piacenza ai Farnese: l'ambasceria fallisce per la posizione troppo rigida espressa dal pontefice. Si porta, successivamente, nelle Fiandre per consegnare all'infante Filippo di Spagna una spada ed un copricapo. 

1549

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Lazio

Alla morte di Paolo III, è chiamato dal collegio dei cardinali alla guardia di Roma, per fronteggiare Ascanio Colonna che vuole recuperare quanto toltogli in precedenza dai pontifici.

1551

 

 

 

 

 

Primavera

Chiesa

Francia

 

Emilia

Prende parte all'assedio di Mirandola.

1556

 

 

 

 

 

Estate

Chiesa

Impero

 

Lazio

Fronteggia gli imperiali per conto del papa Paolo IV. Ha il compito di sorvegliare il contado di Roma e, al comando della fanteria, contrasta sotto le mura di Roma una scorreria condotta da Marcantonio Colonna con 800 cavalli. Preposto con 500 fanti alla difesa di Valmontone con Francesco Colonna, Papirio Capizucchi ed Angelo da Spoleto, è costretto ad arrendersi a patti a seguito di un intenso bombardamento. I difensori escono con le loro armi ed i bagagli: i soldati e gli abitanti di Montefortino (Artena) mettono a sacco la città ed incendiano molte case in punti diversi. Marcantonio Colonna non riesce ad impedire tale fatto anche a causa del vento che alimenta le fiamme.

Sett.

 

 

 

Lazio

Deve abbandonare Frosinone.

Ott.

 

 

Capitano g.le fanteria italiana

Lazio

Con la perdita di Vicovaro, è preposto con 1000 fanti, per lo più guasconi, alla difesa di Paliano al posto del duca di Somma. Esce spesso dalla località per intercettare il flusso dei rifornimenti destinati al nemico; espugna e dà alle fiamme Serrone, attacca, alla testa di 1500 fanti, di 2 compagnie di cavalli e di 34 pezzi di artiglieria, Piglio, che  appartiene ai colonnesi. Giunge da Anagni con 300 fanti e 100 cavalli il conte di Sarno che, con l'aiuto degli abitanti di Paliano, lo mette in fuga infliggendogli molte perdite fra morti e prigionieri. 

Dic.

 

 

 

Francia

In Francia, per informare il re Enrico II sulla stipula di una tregua fra le parti.

1557

 

 

 

 

 

....

 

 

 

Abruzzi

Con l'arrivo dei soccorsi ai pontifici portati dal duca di Guisa, si scontra con gli  imperiali  sul Tronto.

Mag.

 

 

 

Lazio

Rientra a Roma e si accorge della debolezza delle posizioni nemiche nella campagna romana. Esce dalla città con 3000 fanti italiani, 2 compagnie di fanti veterani tedeschi di Montalcino e 7 cannoni. Attacca Montefortino (Artena), alla cui difesa si trova Giannantonio da Piacenza: dopo due giorni di bombardamento, i terrazzani si arrendono a discrezione, mentre i soldati sono lasciati andare a bandiere spiegare con armi e bagagli. La città viene messa a sacco ed è incendiata, per rappresaglia di un'  imboscata tesa in precedenza dagli abitanti agli stessi pontifici. L'Orsini occupa Alatri, Veroli e Subiaco; assale Piglio,  difesa dal Colonna e da Giorgio Doria, per restringere gli imperiali tra Frosinone, Ferentino ed Alatri. Incomincia a bombardarne le mura; i nemici, con una sortita di 15 insegne di fanti e di molti cavalli, scompaginano le sue file. Si trova circondato su tre lati; fa condurre le artiglierie a Paliano con la scorta di Cencio Capizucchi e si appresta a sostenere l'urto degli avversari. La ritirata avviene in ordine nonostante le continue scaramucce; nella pianura prevale, alfine, la cavalleria pontificia e gli avversari si ritirano. 

Lug.

 

 

 

Lazio

Tenta di prestare soccorso a Paliano, che è assediata dagli imperiali, con 3000 svizzeri, altrettanti fanti italiani, 200 cavalli ed un grosso convoglio di viveri e di munizioni: gli è bloccata la strada in una collina tra Valmontone, Paliano e Segni. Comincia a ripiegare; sul torrente Sanguinario viene affrontato dal Colonna, dal barone di Feltz , dal Salinas (400 archibugieri italiani) e da un altro squadrone di tedeschi agli ordini del Vualter. I fanti italiani, che militano al soldo dei pontifici, caricano gli spagnoli; l'Orsini deve retrocedere per l'intervento della cavalleria del Colonna e per il fuoco dell'artiglieria che lo prende d'infilata;  i lanzichenecchi del Vualter mettono in fuga i pontifici. Nel frattempo, anche i fanti svizzeri cedono di fronte ai lanzichenecchi  del Feltz: di costoro, molti sono uccisi e 400 sono fatti prigionieri; sono ammazzati o catturati tutti i loro ufficiali, tranne il colonnello Vuertz e due capitani che si salvano a cavallo. L'Orsini punta su Segni: ferito ad una coscia da un colpo di archibugio, viene catturato da Marcantonio Colonna. E' trattato dall'avversario con cortesia.

1567

 

 

 

 

Muore.

UNA CITAZIONE

Valoroso capitano.