1308 GIULIO ORSINI Signore di Monterotondo. Figlio di Marzio,
cugino di Giampaolo di Ceri, genero di Alfonso da San Severino.
1511
- 1567
| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1536 |
Francia |
Impero |
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Francia |
Combatte in
Francia alla testa di 10 compagnie denominate "nere"
e di due chiamate "verdi". Grande è il bottino
colto in Tarantasia. |
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1537 |
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Piemonte |
E' segnalata la sua presenza a Rivoli
ed a Vigone. |
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Autunno |
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Piemonte |
Dopo il fallimento
di un tentativo di Cesare da Napoli di impadronirsi di Torino,
viene lasciato dall'Humières con 1000 fanti alla difesa di Alba; con lui sono anche Piero Strozzi ed il guascone
Artigue-Dieu con altri 1000 fanti. E' attaccato dal marchese
di Vasto Alfonso d'Avalos: gli avversari scalano le mura ma
ne sono respinti. Non riescono, infatti, a superare una seconda
trincea, fatta di terra e di botti, dalla quale gli archibugieri
francesi colpiscono gli attaccanti che stanno scendendo nella
città. Alla fine, è costretto a cedere per la mancanza di soccorsi;
si arrende a patti e ne esce con i suoi uomini, armi e bagagli.
Nel portarsi a Pinerolo, gli imperiali si impossessano di parte
dei carriaggi. |
| 1538 |
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Piemonte |
Alla difesa di Alba. |
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Chiesa |
Urbino |
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Marche |
Dopo la pace
di Noyon (giugno) passa al servizio del papa Paolo III. Affianca
Ottavio Farnese nella guerra di Camerino. |
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1543 |
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Lug. |
Chiesa |
Impero Ottomano |
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Ungheria |
Viene inviato
con Giovambattista Savelli in Ungheria, con 4000/6000 fanti
italiani, in soccorso di Ferdinando d'Austria contro i turchi
del sultano Solimano. |
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Ago. |
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Ungheria |
Si muove sui
confini ungherese ed austriaco, per rispondere alle scorrerie
nemiche. |
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Sett. |
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Austria |
Raggiunge a
Vienna Filippo Tornielli. |
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1546 |
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Sett. |
Impero |
Protestanti |
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Germania |
Affianca il
Farnese in Germania, per combattervi le truppe della lega smalcaldica.
Contrasta le milizie del duca di Sassonia e del landgravio di
Assia sotto Augusta; con Giambattista Castaldo, Cesare da Napoli,
Alessandro Vitelli, Pirro Colonna e Paolo Vitelli, tocca Ulm
ed è inviato in avanscoperta con 600 archibugieri italiani e
spagnoli e 60 cavalli leggeri. |
| Ott. |
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Germania |
Assale Donanworth. |
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1547 |
Chiesa |
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Lazio |
Richiamato
dal papa , sulla fine dell'anno è segnalato sul confine con
il regno di Napoli, al fine di controllare i movimenti di Ascanio
Colonna e quelli del principe di Sulmona. |
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1548 |
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Germania
e Belgio |
Si reca ad
Augusta, in missione diplomatica presso l'imperatore Carlo V,
per domandare la restituzione di Piacenza ai Farnese: l'ambasceria
fallisce per la posizione troppo rigida espressa dal pontefice.
Si porta, successivamente, nelle Fiandre per consegnare all'infante
Filippo di Spagna una spada ed un copricapo.
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1549 |
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Nov. |
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Lazio |
Alla morte
di Paolo III, è chiamato dal collegio dei cardinali alla guardia
di Roma, per fronteggiare Ascanio Colonna che vuole recuperare
quanto toltogli in precedenza dai pontifici. |
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1551 |
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Primavera |
Chiesa |
Francia |
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Emilia |
Prende parte
all'assedio di Mirandola. |
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1556 |
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Estate |
Chiesa |
Impero |
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Lazio |
Fronteggia
gli imperiali per conto del papa Paolo IV. Ha il compito di
sorvegliare il contado di Roma e, al comando della fanteria,
contrasta sotto le mura di Roma una scorreria condotta da Marcantonio
Colonna con 800 cavalli. Preposto con 500 fanti alla difesa
di Valmontone con Francesco Colonna, Papirio Capizucchi ed Angelo
da Spoleto, è costretto ad arrendersi a patti a seguito
di un intenso bombardamento. I difensori escono con le loro
armi ed i bagagli: i soldati e gli abitanti di Montefortino
(Artena) mettono a sacco la città ed incendiano molte
case in punti diversi. Marcantonio Colonna non riesce ad impedire
tale fatto anche a causa del vento che alimenta le fiamme. |
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Sett. |
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Lazio |
Deve abbandonare
Frosinone. |
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Ott. |
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Capitano g.le fanteria italiana |
Lazio |
Con la perdita
di Vicovaro, è preposto con 1000 fanti, per lo più guasconi,
alla difesa di Paliano al posto del duca di Somma. Esce spesso
dalla località per intercettare il flusso dei rifornimenti destinati
al nemico; espugna e dà alle fiamme Serrone, attacca, alla testa
di 1500 fanti, di 2 compagnie di cavalli e di 34 pezzi di artiglieria,
Piglio, che appartiene ai colonnesi. Giunge da Anagni
con 300 fanti e 100 cavalli il conte di Sarno che, con l'aiuto
degli abitanti di Paliano, lo mette in fuga infliggendogli molte
perdite fra morti e prigionieri.
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Dic. |
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Francia |
In Francia,
per informare il re Enrico II sulla stipula di una tregua fra
le parti. |
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1557 |
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.... |
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Abruzzi |
Con l'arrivo
dei soccorsi ai pontifici portati dal duca di Guisa, si scontra
con gli imperiali
sul Tronto. |
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Mag. |
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Lazio |
Rientra a Roma
e si accorge della debolezza delle posizioni nemiche nella campagna
romana. Esce dalla città con 3000 fanti italiani, 2 compagnie
di fanti veterani tedeschi di Montalcino e 7 cannoni. Attacca
Montefortino (Artena), alla cui difesa si trova Giannantonio
da Piacenza: dopo due giorni di bombardamento, i terrazzani
si arrendono a discrezione, mentre i soldati sono lasciati andare
a bandiere spiegare con armi e bagagli. La città viene messa
a sacco ed è incendiata, per rappresaglia di un'
imboscata tesa in precedenza dagli abitanti agli stessi
pontifici. L'Orsini occupa Alatri, Veroli e Subiaco; assale
Piglio, difesa dal Colonna e da Giorgio Doria, per
restringere gli imperiali tra Frosinone, Ferentino ed Alatri.
Incomincia a bombardarne le mura; i nemici, con una sortita
di 15 insegne di fanti e di molti cavalli, scompaginano le sue
file. Si trova circondato su tre lati; fa condurre le artiglierie
a Paliano con la scorta di Cencio Capizucchi e si appresta a
sostenere l'urto degli avversari. La ritirata avviene in ordine
nonostante le continue scaramucce; nella pianura prevale, alfine,
la cavalleria pontificia e gli avversari si ritirano.
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Lug. |
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Lazio |
Tenta di prestare
soccorso a Paliano, che è assediata dagli imperiali, con 3000
svizzeri, altrettanti fanti italiani, 200 cavalli ed un grosso
convoglio di viveri e di munizioni: gli è bloccata la strada
in una collina tra Valmontone, Paliano e Segni. Comincia a ripiegare;
sul torrente Sanguinario viene affrontato dal Colonna, dal barone
di Feltz , dal Salinas (400 archibugieri italiani) e da un altro
squadrone di tedeschi agli ordini del Vualter. I fanti italiani,
che militano al soldo dei pontifici, caricano gli spagnoli;
l'Orsini deve retrocedere per l'intervento della cavalleria
del Colonna e per il fuoco dell'artiglieria che lo prende d'infilata; i lanzichenecchi del Vualter mettono in fuga
i pontifici. Nel frattempo, anche i fanti svizzeri cedono di
fronte ai lanzichenecchi del
Feltz: di costoro, molti sono uccisi e 400 sono fatti prigionieri;
sono ammazzati o catturati tutti i loro ufficiali, tranne il
colonnello Vuertz e due capitani che si salvano a cavallo. L'Orsini
punta su Segni: ferito ad una coscia da un colpo di archibugio,
viene catturato da Marcantonio Colonna. E' trattato dall'avversario
con cortesia. |
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1567 |
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Muore. |
UNA CITAZIONE
Valoroso capitano.
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