Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1364      GIAN LUDOVICO PALLAVICINI  Di Piacenza. Ghibellino. Marchese di Cortemaggiore. Signore di Busseto. Fratello di Manfredo e di Marco Antonio, suocero di Brunoro Gambara.

        + 1527 (settembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1509

 

 

 

Emilia

Succede al padre Rolando nel marchesato di Cortemaggiore.

1513

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

Il duca di Milano Massimiliano Sforza gli conferma le prerogative  nei suoi feudi.

Giu.

Francia

Milano

 

Piemonte

Combatte gli sforzeschi agli ordini di Gian Giacomo da Trivulzio e partecipa alla battaglia di Novara. Con la sconfitta, si ritira nelle sue terre; solo la protezione del papa Leone X impedisce l’attacco dei ducali ai suoi possedimenti.

1515

Francia

Milano

 

Emilia

Con il rientro in forze dei francesi ritorna al loro servizio. Ospita a Cortemaggire il re Francesco I.

1521

 

 

 

Francia

Si reca in Francia allorché viene a conoscenza che il fratello Manfredo è stato fatto giustiziare dal Lautrec. Si presenta al sovrano e dichiara che il capitano francese è un traditore della corona e briga a corte affinché sia richiamato dall’Italia.

1523

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

A Milano, per le feste di carnevale.

1524

Francia

Impero Milano

50 lance e 1000 fanti

 

Ritorna in Italia e combatte per i francesi, seppure dopo qualche esitazione. Gli è concesso l’ordine di San Michele.

1525

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

Lombardia

Prende parte all’assedio di Pavia, alla testa di 2000 fanti provenienti dal piacentino e dal parmense. E’ inviato a Cremona per ostacolare da tale versante il vettovagliamento ai difensori di Pavia. Si collega con il vescovo di Lodi ed entra in Casalmaggiore con 400 cavalli e 2000 fanti (800 fanti e 200 cavalli secondo le fonti); sono distrutte case e botteghe finché gli abitanti non consegnano ai suoi uomini del denaro. La località è occupata a nome dei francesi. Il Pallavicini lascia in Casalmaggiore un proprio podestà e si dirige su San Giovanni in Croce. Conduce con sé più carri carichi di materiali vari e di fascine per riempire il fossato di quel castello, alla cui difesa si trova Antonio Favagrossa con 80 fanti. Presto deve abbandonare le operazioni di assedio; si ritira a Gussola con i feriti. Ai primi di febbraio ritorna a Casalmaggiore. Alcuni soldati spagnoli, inviati in avanscoperta per spiare i movimenti dei suoi uomini, sono sorpresi e messi in fuga dasl suo caposquadra Costantino. Negli stessi giorni Alessandro Gonzaga occupa il vicino villaggio di Gussola. Continue sono le scaramucce fra ai due schieramenti. Il Pallavicini, alfine, sgomina 800 fanti sforzeschi e cattura 16 uomini d’arme; il Gonzaga è costretto a riparare a Cremona. Il condottiero, da parte sua, si collega con Niccolò Varolo; si rafforza in Casalmaggiore, fa alzare trincee e steccati attorno al castello. Le sue truppe non solo vivono alle spalle della popolazione (che corrisponde 17 soldi per ogni cavallo); vagano nelle campagne limitrofe costringendo i contadini a somministrare loro denaro e generi alimentari. A fine mese, senza aspettare Francesco Rangoni che lo deve raggiungere con fanti e cavalli, affronta Rodolfo da Varano, Alessandro Bentivoglio ed il Gonzaga che gli sono stati spediti contro dal duca di Milano Francesco Sforza con la compagnia di uomini d'arme di quest'ultimo e 1400 fanti. Il Pallavicini cade da cavallo mentre sta cercando di fermare i suoi che vogliono ritirarsi: catturato, viene rinchiuso nel castello di Cremona. E’ liberato solo dietro il pagamento di una taglia di 4000 scudi al Bentivoglio. Casalmaggiore è messa a sacco dai vincitori per tre giorni; nel saccheggio non sono rispettate neppure le chiese (quella delle Fontane, di San Francesco e di Santa Chiara in cui sono stati deposti in precedenza i beni dei notabili della località). Anche le campane sono tolte dai campanili. E' data alle fiamme una cascina con il pretesto che in essa sono rimasti uccisi due fanti ducali. Numerosi sono gli stupri; sono fatti prigionieri molti proprietari terrieri, uomini e donne; le biade sono trasportate a Cremona. Sono impiccati a Casalmaggiore anche due contadini accusati a torto di avere incendiato una casa ad Agoiolo; da ultimo viene pure saccheggiata la località limitrofa di Vicobellignano con la solita motivazione che in precedenza vi sono stati maltrattati alcuni soldati ducali. Dopo pochi giorni gli avversari lasciano Casalmaggiore. Come ricordo della loro presenza, rompono e spargono per le strade il vasellame dei mercanti e gli utensili degli artigiani; incendiano i mobili delle case accatastati in precedenza in mezzo alle vie cittadine; rovesciano del loro contenuto le botti prelevate nelle cantine; è dato fuoco ad alcune case. 500 persone, arrestate nella medesima occasione, sono costrette a riconoscere agli sforzeschi un riscatto variabile dai 20 ai 30 scudi pur di non essere condotte a Cremona.

1527

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Veneto

A Ficarolo ed a Venezia alla ricerca di una condotta da parte dei veneziani.

Mag.

Venezia

Impero

500 fanti

Lombardia

Combatte in Lombardia agli ordini del provveditore generale Domenico Contarini.

Giu.       Lombardia
Attraversa il Lambro con il suo colonnello di fanti ed alcuni pezzi di artiglieria: nell'attraversare il ponte con Babone Naldi, Giampaolo Manfrone, Giacomo Novello, Ambrogio da Landriano ed Antonio da Castello, è assalito dai nemici usciti da Melegnano. Nasce una scaramuccia con 2 bandiere di fanti italiani, militanti per gli imperiali, i quali si fortificano in una chiesa; qui costoro sono spalleggiati da Antonio di Leyva, giunto in loro soccorso da Milano alla testa di14 bandiere di lanzichenecchi, di altre 4 di fanti spagnoli ed italiani, più alcuni pezzi di artiglieria. Seguono a questo numerosi scontri con esito alterno.
Lug.       Lombardia
Staziona al campo di Riozzo. Nel periodo si incontra con il duca di Milano con il quale si lamenta del comportamento del Contarini e del ritardo nel pagamento delle sue spettanze. Al ritorno al campo, i suoi uomini si ammutinano ed a fine mese lasciano gli accampamenti.
Ago.       Veneto
Si reca a Venezia nel collegio dei Pregadi per illustrare la sua situazione.

Sett.

 

 

 

 

E’ sollecitato a portarsi al campo di Melegnano. Muore sulla fine del mese. E’ sepolto nella chiesa di San Francesco a Cortemaggiore.

Sett.       Lombardia
Viene sollecitato a trasferirsi al campo di Melegnano. Muore a fine mese. E' sepolto nella chiesa di San Francesco a Cortemaggiore

UNA CITAZIONE

Esperto capitano di fanti.

Persona degna. Dotto.