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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1509
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Emilia
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Succede al padre Rolando nel marchesato di Cortemaggiore.
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1513
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Apr.
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Il duca di Milano Massimiliano Sforza gli conferma le
prerogative nei suoi feudi.
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Giu.
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Francia
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Milano
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Piemonte
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Combatte gli sforzeschi agli ordini di Gian Giacomo da
Trivulzio e partecipa alla battaglia di Novara. Con la sconfitta, si ritira
nelle sue terre; solo la protezione del papa Leone X impedisce l’attacco
dei ducali ai suoi possedimenti.
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1515
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Francia
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Milano
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Emilia
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Con il rientro in forze dei francesi ritorna al loro
servizio. Ospita a Cortemaggire il re Francesco I.
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1521
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Francia
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Si reca in Francia allorché viene a conoscenza che il fratello
Manfredo è stato fatto giustiziare dal Lautrec. Si presenta al sovrano e
dichiara che il capitano francese è un traditore della corona e briga a corte
affinché sia richiamato dall’Italia.
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1523
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Gen.
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Lombardia
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A Milano, per le feste di carnevale.
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1524
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Francia
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Impero Milano
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50 lance e 1000 fanti
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Ritorna in Italia e combatte per i francesi, seppure dopo
qualche esitazione. Gli è concesso l’ordine di San Michele.
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1525
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Gen. feb.
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Lombardia
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Prende parte all’assedio di Pavia, alla testa
di 2000 fanti provenienti dal piacentino e dal parmense. E’
inviato a Cremona per ostacolare da tale versante il vettovagliamento
ai difensori di Pavia. Si collega con il vescovo di Lodi ed
entra in Casalmaggiore con 400 cavalli e 2000 fanti (800 fanti
e 200 cavalli secondo le fonti); sono distrutte case e botteghe
finché gli abitanti non consegnano ai suoi uomini del
denaro. La località è occupata a nome dei francesi.
Il Pallavicini lascia in Casalmaggiore un proprio podestà
e si dirige su San Giovanni in Croce. Conduce con sé
più carri carichi di materiali vari e di fascine per
riempire il fossato di quel castello, alla cui difesa si trova
Antonio Favagrossa con 80 fanti. Presto deve abbandonare le
operazioni di assedio; si ritira a Gussola con i feriti. Ai
primi di febbraio ritorna a Casalmaggiore. Alcuni soldati spagnoli,
inviati in avanscoperta per spiare i movimenti dei suoi uomini,
sono sorpresi e messi in fuga dasl suo caposquadra Costantino.
Negli stessi giorni Alessandro Gonzaga occupa il vicino villaggio
di Gussola. Continue sono le scaramucce fra ai due schieramenti.
Il Pallavicini, alfine, sgomina 800 fanti sforzeschi e cattura
16 uomini d’arme; il Gonzaga è costretto a riparare a
Cremona. Il condottiero, da parte sua, si collega con Niccolò
Varolo; si rafforza in Casalmaggiore, fa alzare trincee e steccati
attorno al castello. Le sue truppe non solo vivono alle spalle
della popolazione (che corrisponde 17 soldi per ogni cavallo);
vagano nelle campagne limitrofe costringendo i contadini a somministrare
loro denaro e generi alimentari. A fine mese, senza aspettare
Francesco Rangoni che lo deve raggiungere con fanti e cavalli,
affronta Rodolfo da Varano, Alessandro Bentivoglio ed il Gonzaga
che gli sono stati spediti contro dal duca di Milano Francesco
Sforza con la compagnia di uomini d'arme di quest'ultimo e 1400
fanti. Il Pallavicini cade da cavallo mentre sta cercando di
fermare i suoi che vogliono ritirarsi: catturato, viene rinchiuso
nel castello di Cremona. E’ liberato solo dietro il pagamento
di una taglia di 4000 scudi al Bentivoglio. Casalmaggiore è
messa a sacco dai vincitori per tre giorni; nel saccheggio non
sono rispettate neppure le chiese (quella delle Fontane, di
San Francesco e di Santa Chiara in cui sono stati deposti in
precedenza i beni dei notabili della località). Anche
le campane sono tolte dai campanili. E' data alle fiamme una
cascina con il pretesto che in essa sono rimasti uccisi due
fanti ducali. Numerosi sono gli stupri; sono fatti prigionieri
molti proprietari terrieri, uomini e donne; le biade sono trasportate
a Cremona. Sono impiccati a Casalmaggiore anche due contadini
accusati a torto di avere incendiato una casa ad Agoiolo; da
ultimo viene pure saccheggiata la località limitrofa
di Vicobellignano con la solita motivazione che in precedenza
vi sono stati maltrattati alcuni soldati ducali. Dopo pochi
giorni gli avversari lasciano Casalmaggiore. Come ricordo della
loro presenza, rompono e spargono per le strade il vasellame
dei mercanti e gli utensili degli artigiani; incendiano i mobili
delle case accatastati in precedenza in mezzo alle vie cittadine;
rovesciano del loro contenuto le botti prelevate nelle cantine;
è dato fuoco ad alcune case. 500 persone, arrestate nella
medesima occasione, sono costrette a riconoscere agli sforzeschi
un riscatto variabile dai 20 ai 30 scudi pur di non essere condotte
a Cremona.
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1527
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Mar.
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Veneto
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A Ficarolo ed a Venezia alla ricerca di una condotta da parte dei
veneziani.
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Mag.
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Venezia
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Impero
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500 fanti
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Lombardia
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Combatte in Lombardia agli ordini del provveditore generale
Domenico Contarini.
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| Giu. |
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Lombardia |
Attraversa il Lambro con il
suo colonnello di fanti ed alcuni pezzi di artiglieria: nell'attraversare
il ponte con Babone Naldi, Giampaolo Manfrone, Giacomo Novello,
Ambrogio da Landriano ed Antonio da Castello, è assalito
dai nemici usciti da Melegnano. Nasce una scaramuccia con 2
bandiere di fanti italiani, militanti per gli imperiali, i quali
si fortificano in una chiesa; qui costoro sono spalleggiati
da Antonio di Leyva, giunto in loro soccorso da Milano alla
testa di14 bandiere di lanzichenecchi, di altre 4 di fanti spagnoli
ed italiani, più alcuni pezzi di artiglieria. Seguono
a questo numerosi scontri con esito alterno. |
| Lug. |
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Lombardia |
Staziona al campo di Riozzo.
Nel periodo si incontra con il duca di Milano con il quale si
lamenta del comportamento del Contarini e del ritardo nel pagamento
delle sue spettanze. Al ritorno al campo, i suoi uomini si ammutinano
ed a fine mese lasciano gli accampamenti. |
| Ago. |
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Veneto |
Si reca a Venezia nel collegio
dei Pregadi per illustrare la sua situazione. |
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Sett.
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E’ sollecitato a portarsi al campo di Melegnano. Muore
sulla fine del mese. E’ sepolto nella chiesa di San Francesco a
Cortemaggiore.
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| Sett. |
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Lombardia |
Viene sollecitato a trasferirsi
al campo di Melegnano. Muore a fine mese. E' sepolto nella chiesa
di San Francesco a Cortemaggiore |
Esperto capitano di fanti.
Persona degna. Dotto.