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Lug.
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Sforza
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Milano
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Lombardia
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Si muove con Giovanni del Matto contro i francesi ed a
favore di Francesco Sforza. Al comando di 400 fanti tedeschi e 400 italiani,
punta su Como alla cui guardia si trova il capitano basco Garron (Graziano di
Guerra). Il Pallavicini, fiducioso di trovarvi un appoggio all’interno, si
avvicina alla città, nella speranza che Benedetto Rumi ed Antonio Rusca
riescano a rompere un tratto di mura vicino alle loro case per farlo entrare.
Deluso nelle sue aspettative, è attaccato da un numero inferiore di francesi
e comaschi ed è messo in fuga con facilità. E’ catturato a Griante con il Matto, su indicazione dei fanti tedeschi; questi ultimi sono tutti liberati, i fuoriusciti sono condotti a Milano. E’
rinchiuso nel Castello Sforzesco; fatto torturare dal Lescun, confessa i nomi
dei congiurati e le trame tessute da Girolamo Morone. Gli sono confiscati i
beni; è squartato vivo sulla piazza del Castello Sforzesco e le sue membra
sono poste sulle porte della città.
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