Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it

1369      SFORZA PALLAVICINI  Di Fiorenzuola d’Arda. Marchese di Cortemaggiore e di Busseto. Signore di  Fiorenzuola d’Arda, Salsomaggiore, Santarcangelo di Romagna, Fidenza. Figlio di Manfredi, genero di Bosio Sforza.

                1519 – 1585 (febbraio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1521

 

 

 

Trentino

All’uccisione del padre da parte dei francesi, la madre lo porta con sé a Trento da Francesco Sforza, che seguirà più tardi in Lombardia.

1536

Impero

Francia

 

Piemonte

Combatte i francesi agli ordini di Antonio di Leyva. E’ alla conquista di Fossano.

……....

 

 

 

Piemonte

Milita agli ordini di Ferrante da San Severino, che gli dà il comando di una compagnia di cavalli già agli ordini di Cesare Pallavicini.

1542

 

 

 

 

 

Lug.

Chiesa

Impero Ottomano

 

Austria

Raccoglie sul Po 600 cavalli e passa alla difesa di Vienna contro i turchi.

……....

 

 

 

Ungheria

Affianca Alessandro Vitelli in Ungheria. Esce in perlustrazione con il Vitelli al comando, rispettivamente, di 2 compagnie di cavalli leggeri e di 3 compagnie di fanti: i giannizzeri costringono le truppe italiane a ripiegare. Il Vitelli si accorda con Pietro Pereno e si presenta sulle rive del Danubio; i turchi escono da Buda ed i fanti italiani si pongono in ordinanza, gli archibugieri davanti ai picchieri. Interviene anche il Pallavicini con la sua cavalleria e si segnala per il suo valore.

1542

 

 

 

 

 

……....

Impero

 

 

Ungheria

E’ messo in preallarme con Filippo Tornielli (500 cavalli leggeri), a seguito della conquista di Marano Lagunare da parte di Piero Strozzi.

Dic.

Impero

Francia

 

Piemonte

Si ammala e la sua compagnia si disgrega.

1543

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Emilia

Viene investito di Fiorenzuola d’Arda dal papa Paolo III.

1544

 

 

 

 

 

Mag. giu.

 

 

2000 fanti

Piemonte e Lombardia

Sconfigge lo Strozzi sul fiume Scrivia in un punto intermedia tra Serravalle Scrivia e Novi Ligure. Contro gli ordini del San Severino assale con impeto gli avversari e scompagina con Mario Sforza le file dei fanti. Nel combattimento viene catturato Giovan Francesco Gonzaga, cui viene imposta una taglia di 1300 ducati. Metà di essa è destinata al cognato Sforza Sforza. Si ritira subito a Sabbioneta per rimettere in ordine le sue compagnie.

1545

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Emilia

Si lega alla famiglia Farnese; è a Piacenza all’ingresso nella città del nuovo duca Pier Luigi.

…….....

 

 

 

 

Viene inviato dal Farnese in missione diplomatica presso l’imperatore Carlo V.

1546

 

 

 

 

 

…….....

Impero

Protestanti

 

Germania

Segue Ottavio Farnese in Germania nella cosiddetta guerra smalcaldica.

…….....

 

 

 

 

Fa perseguitare dai Farnese il congiunto Girolamo, marchese di Cortemaggiore, per ragioni di eredità.

1547

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Emilia

Si trova a Piacenza; alla notizia dell’assassinio di Pier Luigi Farnese si porta subito a Parma con 5000 fanti e vi previene gli spagnoli.

…….....

 

 

 

 

E’ inviato dal pontefice presso l’imperatore per chiedere la restituzione di Piacenza allo stato della Chiesa: è costretto da Ferrante Gonzaga a giurare fedeltà a Carlo V come feudatario imperiale, pena la confisca dei suoi beni.

…….....

Chiesa

 

Maestro di campo g.le

 

Passa al servizio di Paolo III, che lo nomina maestro di campo generale dell’esercito pontificio e gli dà in feudo Santarcangelo di Romagna, portatagli in dote dalla moglie Giulia Sforza.

1548

 

 

 

Lazio

Sio trova a Roma per rafforzare le difese del Borgo Leonino.

1549

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Emilia

Cerca di entrare in Parma con Ottavio Farnese per impadronirsi della città: ne è impedito  dal governatore pontificio Camillo Orsini.

…….....

 

 

 

Austria

Alla morte di Paolo III, si trasferisce a Vienna.

1551

Austria

Impero Ottomano

 

Ungheria

Lotta contro i turchi in Transilvania ed è alla conquista di Temeswar e di Lippa. Combatte agli ordini di Giambattista Castaldo. E' costretto, di seguito, a ritirarsi di fronte alla pressione degli avversari.

1552

 

 

 

 

 

Autunno

 

 

 

Ungheria

Attacca Lippa ed entra, alfine, nella città; i turchi si rifugiano nella cittadella e quelli trovati fuori sono tutti trucidati. Interviene il vescovo di Varadino, che fa uscire liberamente gli assediati. Su incarico dell’arciduca Ferdinando d’Austria e del Castaldo, il Pallavicini è tra i principali attori dell’assassinio a Bins del cardinale Giorgio Martinovich (il Varadino), sospettato di volersi impadronire del regno d’Ungheria con l’aiuto del sultano Solimano. Il prelato vieneferito a morte da un colpo di pugnale infertogli da Marcantonio Ferrari, segretario del Castaldo, che gli ha presentato una patente da firmare. Il Pallavicini gli taglia la testa con un colpo di scimitarra, mentre il bolognese Bartolomeo Campeggi gli spara con una pistola. Non passerà molto tempo che il Pallavicini sarà sconfitto e fatto prigioniero dagli ottomani, che il Ferrari sarà impiccato ad Alessandria e che il Campeggi morirà in uno scontro.

1553

 

 

 

 

 

…….....

 

 

 

 

E’ in un primo momento scomunicato dal papa Giulio III per l’omicidio; segue in breve l’assoluzione quando ne sono spiegati al pontefice i motivi. I fanti spagnoli si ammutinano per il ritardo di due mesi delle paghe: li affronta per ridurli alla ragione.

Autunno

 

 

3000 fanti

Ungheria

Ha il comando di un colonnello di 3000 fanti ed ai suoi ordini sono anche alcuni fanti tedeschi e cavalli ungheri. Attaccato a Palesth dal pascià di Buda, è costretto a venire a battaglia con i turchi di Achmet pascià. Ferito, è catturato dopo sette ore di combattimento; è condotto a Buda e viene liberato poco dopo con il pagamento di una taglia di 16000 ducati da parte di Ferdinando d’Austria.

…….....

 

 

 

Ungheria

E’ nominato maresciallo delle fortezze e gran maresciallo del regno ed ha il compito di sorvegliare il territorio tra il Danubio e la Tissa. Con la perdita di Temeswar, ha con Erasmo Teifel il comando dell’esercito austriaco e con altri capitani argina l’offensiva nemica. Punisce gli spagnoli che si sono ammutinati.

1556

 

 

Maestro di campo g.le

Ungheria

Eletto maestro di campo generale, è inviato con meno di 5000 soldati contro il castello di Coroten. Lo espugna con un intenso fuoco di artiglieria e vi taglia a pezzi i 500 soldati della guarnigione. Rientra in Italia lo stesso anno a seguito del trattato di Gand.

1557

Venezia

 

Capitano g.le fanteria

 

Gli è concessa la nobiltà veneta.

1558

 

 

 

Veneto

Protegge a Venezia l’umanista Luca Contile che, più tardi, perseguiterà.

1559

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

Governatore g.le 100 lance e 100 cavalli leggeri

Veneto e Grecia

E’ nominato governatore generale alle medesime condizioni di Guidobaldo della Rovere. E’ condotto per cinque anni di ferma e due di rispetto. Per ogni lancia gli sono riconosciuti 100 ducati e 50 per ogni cavallo leggero; gli sono inoltre concessi 5000 ducati l’anno per il suo piatto ed altri 70 mensili per la stalla in tempo di pace. Dal suo canto si impegna di effettuare ogni novembre la rassegna dei sergenti che militano ai suoi ordini e di risiedere nel veneziano: dovrà richiedere licenza al Senato per ogni sua eventuale assenza. Si imbarca subito per Corfù, per assumere il comando di tutte le milizie di terra.

1561

 

 

 

 

 

…….....

 

 

 

Lombardia

Supervisiona le fortificazioni di Bergamo con Astorre Baglioni e Girolamo da  Martinengo. Fa abbattere chiese, conventi, l’antica basilica di Sant’Alessandro, più di 500 case e taglia a mezzo il borgo Canale. E’ scomunicato con i suoi ingegneri perché vuole demolire anche la chiesa ed il convento di Sant’Agostino: è trovato un compromesso. I frati gli donano tali edifici in cambio di una buona somma di denaro e gli edifici sono inclusi entro la nuova cerchia muraria.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Il vescovo pone la prima pietra nel bastione di testa (di San Marco o del Fortino), tra il castello e la città: la nuova fortificazione si estende per quasi 3 miglia, conta 10 bastioni interi, 6 mezzi, e più di 20 piazze alte e basse nei fianchi.

1562

 

 

 

 

 

…….....

 

 

 

Lombardia

Fa riprendere con lena i lavori a Bergamo, a seguito delle minacce degli imperiali; è pure rafforzata la guarnigione.

…….....

 

 

 

Emilia

Diviene marchese di Cortemaggiore alla morte del cugino Cesare: ciò è motivo di contrasto con alcuni membri della sua famiglia, che saranno composti solo nel maggio 1569 con un’apposita convenzione.

1566

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

Governatore g.le 100 lance e 180 cavalli leggeri

Veneto e Friuli

E’ ricondotto dai veneziani con il medesimo incarico e, di massima, le medesime condizioni: gli è aumentato il numero dei cavalli leggeri a sua disposizione ed il piatto annuale è portato a 7000 ducati. Gli è consentito di avere a sua disposizione 12 gentiluomini, cui la Serenissima riconosce una provvigione annua di 120 ducati, e la somma di 400 ducati per caposoldo; ha la facoltà di ridurre tale numero senza perderne i vantaggi economici; gli sono confermati 12 alabardieri per la guardia della sua persona. Gli è garantita la reintegrazione dei beni persi per causa di servizio; si impegna a dimorare nel veneziano ed a consegnare i prigionieri di prestigio caduti nelle sue mani come i ribelli ed i traditori della Signoria; per gli altri, gli deve essere data la taglia. Ad Udine.

1567

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

Ritiene difficilmente difendibile l’isola di Cipro. Sempre nel periodo esamina i piani studiati per il rafforzamento delle difese di Udine e vende Borgo San Donnino (Fidenza) ai Farnese per 48500 scudi.

1569

 

 

 

 

 

Mag.

Venezia

Impero ott.

3000 fanti

Veneto e Croazia

Si imbarca a Venezia con 3000 fanti e passa in Dalmazia: a Zara provvede al rafforzamento delle difese cittadine e vi fa abbattere il borgo di San Martino.

1570

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

Il Senato gli dà il comando delle fanterie imbarcate sulla flotta con ogni potere giurisdizionale. Si offre di raccogliere a sue spese 5000 fanti.

Apr.

 

 

 

 

Fa concentrare a  Zara le truppe.

Mag.

 

 

 

Croazia

Salpa da Venezia con la flotta e raggiunge Zara, dove si trova con 12000 uomini.

Lug.

 

 

 

Grecia

Ha l’incarico di assalire la fortezza di Margaritino. Parte da Corfù con 48 galee, 5000 fanti e 4 pezzi di artiglieria; viene a Nista, fa sbarcare di mattino presto i suoi uomini ed invia una squadra di archibugieri sui monti per occupare i passi ed ostacolare da quel punto l’arrivo di soccorsi alla località. Compone quindi 2 squadroni, dei quali uno è collocato vicino al monte con le artiglierie; con l’altro se ne viene in avanscoperta con il provveditore generale Sebastiano Venier per studiare le difese del castello. Dopo il sopralluogo, decide di ritirarsi suscitando forti rimostranze nel Venier ed ordina il reimbarco; spedisce Cornelio Bentivoglio a scortare gli archibugieri fino al porto e fa ritorno a Nista ed a Corfù. Si deve giustificare.

Ago.

 

 

 

Grecia

E’ a Suda ed a Candia con la flotta ed il suo colonnello di 3000 fanti. Cerca ora di convincere i collegati sull’inutilità di soccorrere i difensori di Cipro, come proposto dall’ammiraglio veneziano Girolamo Zane, e di concentrare gli sforzi per un’azione dimostrativa sui Dardanelli o, quanto meno, di attaccare i castelli di Prevesa e di Santa Maura.

Sett. ott.

 

 

 

Grecia

Si porta a Casopo con Marcantonio Colonna e si dice pronto ad intervenire in difesa di Cipro: una tempesta scompiglia la flotta pontificia, per cui viene obbligato a raggiungere Liesna dove si deve fermare a lungo per un grave attacco di gotta.

Dic.

 

 

 

Croazia

Si reimbarca sulla flotta e corre il rischio di naufragare con 3 galee sugli scogli di Croma; barche uscite da Ragusa vengono in suo soccorso.

1571

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

Rientra a Venezia a disarmare la sua galea; è sempre travagliato dalla gotta.

Apr.

 

 

 

Veneto

Rafforza le difese del Lido di Venezia, nonché delle spiagge di Pellestrina e di Sottomarina per timore di un eventuale attacco turco alla capitale. Deve preparare un memoriale di difesa per rispondere ai suoi detrattori.

…….....

 

 

 

Veneto

Non è privato del grado di governatore generale; la sua funzione viene però ridotta ad un ruolo consulenziale per tutte le problematiche legate all’ingegneria militare.  Accetta il ridimensionamento delle proprie funzioni alla sola responsabilità per la terraferma dalmata con suprema dignità.

…….....

 

 

 

Sicilia

Si trasferisce a Messina con la flotta dei collegati. Ammalatosi nuovamente, non può prendere parte alla battaglia di Lepanto.

1573

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

E’ assolto da ogni addebito; propone un piano d’ urgenza per la difesa del Friuli e della Dalmazia da un attacco terrestre dei turchi.

Dic.

 

 

 

 

Viene approvata la sua richiesta di rinnovo del contratto di governatore generale.

1574

 

 

 

 

 

…….....

 

 

 

Grecia

Ritorna a Candia con 12000 fanti per presidiare l’isola e migliorarne le difese.

…….....

 

 

 

Grecia

A Corfù con Giulio Savorgnano e Battistino Moretto.

1579

 

 

 

Emilia

Rientra nel parmense; alla morte del cugino Girolamo diventa signore di Busseto.

1580

 

 

 

Emilia

A causa di Busseto è incarcerato nel castello di Piacenza dal duca Ottavio Farnese.

1581

 

 

 

Emilia e Veneto

E’ liberato con l’adozione di Alessandro Pallavicini, marchese di Zibello, cui il duca di Parma ha dato in moglie una propria figlia naturale. Ritorna agli stipendi  dei veneziani, che gli rinnovano la condotta per altri sette anni. Suggerisce il rafforzamento dell’esercito permanente, fino a farne una forza di linea capace di respingere un’invasione ed ispeziona di continuo le forze in Italia ed oltremare: consente in tal modo alla Signoria di essere sempre informata sullo stato in cui versano le forze armate. E’ pure nominato governatore di Verona.

1585

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

Muore agli inizi del mese a Salò.

TREDICII CITAZIONI

Valoroso capitano. Uno dei migliori capitani del suo tempo.

Sei volte fu ferito gravemente in battaglia o in assedi. Amava risparmiare il sangue altrui quanto più possibile, particolarmente negli assedi.

Uomo da tutti molto stimato.

Uno dei più esperti capitano del secolo XVI. Di gran merito nella scienza delle fortificazioni.

Comandante non all’altezza della sua fama.

Intelligente.

Di robustezza pari al coraggio. Animoso e forte.