| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1437 |
Milano |
Sforza |
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Marche |
Fronteggia
nella marca di Ancona le truppe di Francesco Sforza. |
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1440 |
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Ago. |
Milano |
Venezia |
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Lombardia |
Cerca di soccorrere
la rocca di Breno, che è assediata dagli avversari. |
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1446 |
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Mar. |
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Lombardia |
Staziona attorno
a Cremona, sempre ai danni dello Sforza, con Francesco e Jacopo
Piccinino ed Erasmo da Trivulzio. Si ritira dal cremonese con
l'avvicinarsi dell'esercito veneziano capitanato da Micheletto
Attendolo. |
| Sett. |
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Lombardia |
Affronta i veneziani comandati
dall'Attendolo. Viene sconfitto e catturato nella battaglia
del Mezzano. |
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1447 |
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Autunno |
Milano |
Venezia |
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Lombardia |
Passa al soldo
della Repubblica Ambrosiana. Ha da Francesco Piccinino il comando
della cavalleria e si trova all’avanguardia a Melegnano. |
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Ott. |
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Emilia |
Prende parte
all’assedio ed all’espugnazione di Piacenza. A fine mese si
trova nel parmense. |
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1448 |
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Gen. |
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Lombardia |
Viene segnalato
all’abbazia di Chiaravalle Milanese: si lamenta con il comune
di Parma perché un suo uomo d’arme è stato arrestato a Borgo
San Donnino (Fidenza) con l’accusa di furto di alcune vacche. |
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1449 |
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| Feb. |
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Francesco Piccinino lo manda,
con il suo familiare Francesco d'Assisi, dal re di Napoli Alfonso
d'Aragona per informare quest'ultimo della sua alleanza temporanea
con lo Sforza ai danni della Repubblica Ambrosiana, nonché
per assicurarlo del suo ritorno alla difesa di Milano con la
prossima primavera. |
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Mag. |
Milano |
Venezia Sforza |
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Lombardia |
E’ inviato
in avanscoperta con alcuni cavalli leggeri verso Melegnano al
fine di spiare le mosse degli avversari. |
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Ott. |
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Lombardia |
Alla morte
di Francesco Piccinino passa nella compagnia del fratello Jacopo. |
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1450 |
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Gen. |
Milano |
Sforza |
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Lombardia |
Con altri 6
capisquadra, fra i quali Conticino da Carpi e Gerardo Terzi,
si fa promotore di un avvicinamento allo Sforza, che informa
sui movimenti del suo capitano. Lo Sforza invia 8 squadre di
cavalli agli ordini di Giacomo da Salerno per catturare il Piccinino;
il Palmeri è trattenuto ed i suoi complici non hanno il coraggio
di eseguire il piano predisposto. |
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Feb. |
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Lombardia |
Non persosi
d’animo, il Palmeri approfitta dell’amicizia di cui gode sia
presso lo Sforza che presso il Piccinino e fa da tramite fra
i due condottieri. Le trattative non vanno a buon fine; alla
fine il Piccinino per non essere accusato di tradimento dai
veneziani (ora alleati ai milanesi) lo ritiene come unico colpevole
del negoziato. Catturato, viene impiccato ai merli delle mura
di Bosisio Parini. |