Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1377      BOLDRINO DA PANICALE  (Giacomo Paneri, Boldrino Paneri, Boldrino Pamieri, Boldrino da Perugia) Di Panicale. Di origine contadina. Signore di Civitanova Marche.

               1331 ca. – 1391 (giugno)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1351

 

 

 

Umbria

Vendica la morte del padre Ambrogio; è costretto a lasciare il mestiere di contadino ed a darsi alla ventura.

1364

 

 

 

 

 

Apr.

Pisa

Firenze

 

Toscana

Milita agli ordini di Giovanni Acuto contro i fiorentini. Partecipa alle devastazioni della Toscana che sono condotte fino sulle porte di Firenze.

……........

Firenze

Pisa

 

Toscana

Segue Anichino di Baumgarten nella sua diserzione a favore dei fiorentini.

Lug.

 

 

 

Toscana

Partecipa alla battaglia di Cascina in cui è battuto l’Acuto.

1375

 

 

 

Marche

Viene segnalato per un quinquennio nelle Marche che mette a soqquadro.

1378

 

 

 

Marche

Sverna con 1000 cavalli nei territori di Matelica e San Severino Marche; danneggia il contado di Camerino.

1382

 

 

 

 

 

……........

Chiesa

Camerino

 

Marche

Agli stipendi del rettore della Marca per combattere Gentile da Varano. Espugna il castello di Penna San Giovanni già conquistato dagli avversari.

……........

Perugia

Fuoriusciti

 

Umbria

E’ assoldato dai perugini per dodici giorni al fine di combattere i fuoriusciti. E’ licenziato al termine del periodo, mentre Giovanni Ramsey è confermato.

……........

Comp. ventura

Siena

 

Umbria e Toscana

Con il favore del signore di Cortona Uguccione Casali, si getta con Bartolomeo da Pietramala e Guido d’Asciano sul contado senese e lo mette a sacco. Semina ovunque terrore, rapine, uccisioni e vendette.

1383

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

 

 

Umbria

Vi è un intervento delle autorità perugine nei suoi confronti, affinché ponga un limite alle sue incursioni in Umbria.

Feb.

Comp. ventura

Siena

 

Toscana

Supera il ponte di Valiano e depreda il territorio di Montepulciano.

Estate

Comp. ventura

Cortona

 

Toscana

Saccheggia ancora il senese ed il territorio di Cortona; si ferma a Chiusi e vi realizza grandi prede.

……........

Perugia

Fuoriusciti

 

Umbria

Combatte Michelotto dei Michelotti e Niccolò dei Michelotti, accusati di volersi riconciliare con i fuoriusciti. Al comando di 600 cavalli piomba nel chiugino con Bartolomeo da Pietramala, viene a Castelnuovo e da qui si muove per saccheggiare le coste del lago Trasimeno, comprese l’Isola Maggiore ed Isola Polvese. Amico del Pietramala, è da lui insignito dell’arma dei Tarlati.

1384

 

 

 

 

 

Feb.

Fuoriusciti

Perugia

 

Umbria

Su pressione di Michelotto dei Michelotti muta partito, si porta nei dintorni di Perugia; sempre con il Pietramala, rovina Ponte San Giovanni e Ponte Valdiceppi.

……........

Perugia

Fuoriusciti

 

Umbria

Si rappacifica con i perugini e, su pressione del cardinale Bomporti, ritorna agli stipendi dei perugini per contrastare nuovamente i Michelotti.

Mag.

Perugia

Comp. ventura

Comp. ventura

Camerino

 

Umbria

Lotta con la compagnia dell’Acuto, di Giovanni degli Ubaldini e del Ramsey con i quali costituisce la "Compagnia della Rosa". Si trasferisce successivamente con i propri uomini nelle Marche ai danni delle terre dei da Varano: minaccia  Amandola con 500 cavalli e 300 fanti. Giunge a Cingoli.

Giu.

Pietramala

     Siena

C.di Castello

Fuoriusciti      

Capitano g.le 150 lance

Umbria e Toscana

Porta ostilmente le armi  nel contado di Città di castello a favore dell’amico Barto lomeo da Pietramala. Passa in breve al soldo dei senesi con 150 lance.

Lug.

Pietramala

     Siena

C.di Castello

Vico

 

Umbria e Toscana

Fa la mostra dei propri uomini e si volge nuovamente contro Città di Castello, i cui abitanti molestano di continuo le terre dei Pietramala. Combatte indi per i senesi il prefetto Francesco di Vico; si rifiuta viceversa di affrontare i Malavolti ed i Salim beni che stanno devastando il territorio vicino il capoluogo, con la scusa di non esseree stato condotto per aggredire i fuoriusciti. Accetta il denaro di questi ultimi e li favorisce di nascosto.

Dic.

Siena

Comp. ventura

 

Toscana

Sconfigge nei pressi di San Galgano la compagnia di Guido d’Asciano, di Ugolotto Biancardo e di Anderlino Trotti.

1385

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

 

 

Umbria

Sosta in Umbria: i perugini lo avvicinano tramite Contucciolo di Niccolò, Petruccio Montesperelli e Bartolomeo Guidalotti, che gli consegnano 500 fiorini affinché non aiuti i fuoriusciti, né tanto meno compia qualche azione ai danni del comune.

Feb.

Siena

Fuoriusciti

 

Toscana

I senesi lo inviano con parte della sua compagnia contro i Malavolti, che conducono la guerriglia contro il comune. Attacca Scorgiano con 300 cavalli e dà alle fiamme il palazzo, in cui si è fortificato Uguccione Malavolti: costui gli si arrende e si cala dalla fortezza tramite una corda con la nuora, 4 nipoti ed un prete; un famiglio muore per la rottura del canapo; muore così nell’incendio la moglie del Malavolti. Sono pure bruciati frumento, olio, foraggi, carne salata e masserizie varie per un  valore di 12000 fiorini. Il Panicale infesta poi il territorio circostante e razzia 50 buoi, 60 asini e molti maiali; fronteggia anche i Salimbeni e muove in soccorso di Giuncarico. I nobili assoldano 300 cavalli bretoni: costoro hanno la meglio nei suoi  confronti ed interrompono il flusso dei rifornimenti a Siena. Il Panicale si rinserra nella città e rifiuta di uscirne.

Mar.

 

 

Capitano di guerra

Toscana

Viene nominato capitano di guerra e gli sono consegnate le insegne del comando che accetta malvolentieri. Gli ambasciatori fiorentini gli consegnano 4000 fiorini a nome dei rivali affinché se ne stia inoperoso. Finge di volere la pace tra la fazione popolare e quella nobiliare, si allontana da Siena e sparpaglia le sue milizie nel  contado per saccheggiarlo.

Apr. mag.

Fuoriusciti

Siena

 

Toscana e Umbria

Spinto dai fuoriusciti, si colloca davanti ad una porta di Siena in attesa che gli sia aperta una porta: il trattato è rivelato da uno dei congiurati e termina con la decapitazione di 9 uomini, l’impiccagione di altri 13 e la messa al bando di  48. Muove allora contro San Quirico, dove gli è promesso il possesso di tutti i beni ivi raccolti dai Nove: è respinto con alcune perdite. Presto vi è una rivolta in Siena che porta al cambiamento del governo cittadino:  può così rientrare nel perugino carico di prede. Negli stessi giorni si collega con Taddeo Pepoli e minaccia il fiorentino. La repubblica chiede ai bolognesi di potere utilizzare 75 lance inglesi che, negli stessi giorni, hanno concluso il loro periodo di ferma con tale comune.

Giu.

Comp. ventura

Bologna Milano

 

Umbria Toscana ed Emilia

Viene avvicinato da Biordo Oddi, che gli promette 500 fiorini per evitare scorrerie nel territorio del comune per due mesi. Si muove in val di Chiana con Taddeo Pepoli; si collega con l’Acuto, l’Ubaldini ed il Pepoli e penetra nel bolognese con più di 4000 cavalli. I bolognesi, dopo avere subito gravissimi danni, riconoscono ai venturieri una taglia di 35000 fiorini. Si dirige indi verso il milanese con l’obiettivo di liberare Bernabò Visconti, che è stato privato della signoria dal nipote Gian Galeazzo. I viscontei bloccano la marcia alla compagnia, detta della Rosa. Abbandona allora l’U Ubaldini con 800 cavalli e si unisce nel bolognese con l’Asciano. Ottiene da Bologna un salvacondotto; minaccia una volta di più i senesi.

Lug.

Tolomei

      Chiesa

Siena

  Napoli

 

ToscanaRomagna Marche Umbria Campania

E’ al soldo dei Tolomei; presto si accorda con i senesi  dietro il riconoscimento di una provvigione annua di 500 fiorini ed il suo impegno a non affenderne il territorio per quattro anni. Ritorna al servizio del papa; parte da Imola con Grasso da Imola, at traversa il contado di Fano e si dirige a Nocera Umbra per combattervi le truppe di Carlo di Durazzo. Durante la marcia di avvicinamento a tale località si sfoga nell’assisate ove fa ingenti prede di bestiame e cattura molti uomini.

Ago.

Comp. ventura

Perugia

 

Umbria

Staziona con il Pepoli nel perugino (2000 cavalli) mentre vi sta transitando Giovanni Beltoft: ai tre capitani sono concessi 3000 fiorini.

Sett.

Comp. ventura

Camerino

Perugia

Chiesa

 

Umbria e Marche

Con il Pepoli ed il Beltoft ricompare ostilmente nel perugino e taglieggia Cerqueto, Papiano e Spina Nuova. Presto si ammala e si riconcilia con i perugini. Entra nella città per curarsi, vi è accolto con tutti gli onori. Viene arruolato da Rodolfo e da Gentile da Varano, cui Conte da Carrara ha tolto Penna San Giovanni: è sconfitto nei pressi dai pontifici.

Ott.

Chiesa

Ascoli Piceno

 

Marche

Si trova a Fabriano dove acconsente al matrimonio del figlio Giovanni Aretino di dieci anni con la novenne Piccardea da Gubbio: testimoni dell’atto sono il signore della città Guido Chiavelli, quello di Sassoferrato Giovanni di Sassoferrato e quello di Matelica Guido da Matelica, incaricato di stimare la dote della sposa. Passa agli stipendi del papa Urbano VI ed assale invano Ascoli Piceno.

Dic.

 

 

 

Marche

Alla difesa di Fermo con 500 cavalli: gli abitanti si rifiutano di farlo entrare nella città.

1386

 

 

 

 

 

Feb. mar.

Camerino

Varano

 

Marche

Milita per Gentile e Berardo da Varano. Con Grasso da Imola devasta il territorio di Tolentino ai danni di Gentile e Rodolfo da Varano. A metà marzo è assoldato a Camerino dai fiorentini tramite il Pietramala. 

Apr.

Comp. ventura

Firenze

Fermo

Urbino

 

Umbria e Marche

Molesta il territorio di Fermo con vari pretesti; si apposta a Montegranaro ed a San Giusto e scorre nel contado finitimo. Tocca Camerino; lascia tale città e punta su Gubbio con 1000 cavalli e 300 fanti per combattere Antonio da Montefeltro. Sempre nel periodo gli è riconosciuta ufficialmente dai perugini la provvigione annua di 500 fiorini e gli è data la cittadinanza.

Estate

Comp. ventura

S.Severino Marche

 

Marche

Coadiuva Onofrio e Roberto Smeducci ad impadronirsi di San Severino Marche a spese di Smeduccio e di Bartolomeo Smeducci.

Sett.

Chiesa

Ascoli Piceno

 

Marche

E’ assoldato dai pontifici e dalla lega delle città marchigiane composta da Fermo, Ancona e Recanati; scorre ancora l’ascolano perché gli abitanti non gli vogliono riconoscere il pagamento di una taglia.

Ott.

Perugia

Comp. ventura

 

Umbria

Accorre in aiuto dei perugini minacciati dalla compagnia dell’Acuto e dei  Michelotti: mette  rapidamente in fuga gli avversari.

Nov.

Chiesa

Fermo

500 cavalli

Marche

Viene affrontato da Grasso da Imola e da Nello da Camerino. Costoro lo ostacolano con 400 cavalli; l' azione del Panicale si spezzetta in una serie di scaramucce senza esito.

Dic.       Marche
Scorre con 500 cavalli nel territorio di Ascoli Piceno. Passa minaccioso sotto le mura di Fermo e depreda anche tale contado.

1387

 

 

 

 

 

Mar.

Chiesa

Angiò

 

Marche

Urbano VI lo invia in Puglia per combattervi le truppe di Luigi d’Angiò. E’ sconfitto dallo Smeducci.

……........

Fuoriusciti

S. Severino Marche

 

Marche

Lo Smeducci si avvicina a San Severino Marche. Esce dalla città ed è ancora vinto  dal rivale con la perdita di 100 uomini. Lo Smeducci rientra in San Severino.

Ago.

Milano

Verona

 

Marche e Umbria

Con Nello da Camerino uccide Grasso da Imola e si impadronisce di Civitanova Marche;  abbandona la località e ritorna nel perugino. Carlo Malatesta, tramite Pietro di Poggio, lo convince a condursi al servizio di Gian Galeazzo Visconti per impedire con altri condottieri che Bernardo della Sala raggiunga il veronese per militare a favore di Antonio della Scala ai danni dei viscontei.

Sett.

Perugia

Comp. ventura

200 lance

Umbria

Fronteggia la compagnia dei bretoni del della Sala e di Everardo della Campana che taglieggiano il perugino dalla loro base di Cannara. Non riesce a snidare gli avversari dai fortilizi in cui si sono asserragliati.

Ott.

Comp. ventura

Fermo

150 cavalli

Marche

Scorrazza nel fermano con 150 cavalli tra il capoluogo e Monturano; l’azione termina con l’uccisione di Matteo da Furco e la razzia di 200 buoi e di 600 pecore rubati ai coloni.

Nov.

Chiesa

  Perugia

Orsini

Comp. ventura 

200 lance

Umbria

E’ ancora in Umbria per combattervi Niccolò Orsini che si è impadronito di Terni e di Narni. Ha pure modo di affrontare il della Sala, il della Campana e Guido d’Asciano per conto dei perugini.

Dic.

Siena

Farnese

 

Toscana e Marche

E’ condotto con 25 lance dai senesi per soccorrere i Montemarte impegnati in un conflitto con i Farnese ed i Baschi. Rientra nelle Marche

1388

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

S.Severino Marche

 

Marche

Entra per trattato in San Severino Marche e vi cattura Bartolomeo Smeducci ed il figlio di quest'ultimo Smeduccio.

……....

Comp. ventura

Ancona

 

Marche

Tenta di avere per trattato il castello di Massignano: il complotto è sventato ed i capi di esso sono puniti.

Apr.

Chiesa

Fermo

 

Marche

Fa diversi prigionieri nel territorio di Fermo e vi razzia molto bestiame. E’ segnalato a Matelica, ove favorisce l’accordo fra gli Smeducci teso alla liberazione di Bartolomeo: quest’ultimo gli vende (secondo le intese) fittiziamente per 10000 fiorini Apiro e Ficano. Il condottiero perugino non gli vuole restituire i centri; cede la prima località al camerlengo pontificio e si trattiene in signoria la seconda. Entra in Montegranaro ed in San Giusto spintovi da Marco Zeno (Marco da Montegranaro), che vuole recuoerare la signoria della prima località, e si scontra ripetutamente con Giovanni Tedesco da Pietramala.

Estate

 

 

 

Umbria

Torna in Umbria. I senesi, per poterlo assoldare, si rivolgono al Pietramala.

Sett.       Marche Grazie a Giovanni Tedesco da Pietramala si rappacifica con Fermo.

................

 

 

 

Umbria

Incarcera alcuni cittadini di Bettona: i perugini gli fanno pressione tramite Crispolto Crispolti per ottenere la loro liberazione.

……........

Siena

Firenze

 

Toscana

Viene condotto dai senesi per parare le minacce dei fiorentini.

Dic. Comp. ventura Chiesa   Marche
In contrasto con il rettore della Marca. E' affrontato da Corrado di Altinberg.

1389

 

 

 

 

 

……........

Chiesa

Fermo

 

Marche

Rinnova la propria condotta con lo stato della Chiesa e le comunità marchigiane per mezzo di Guido Chiavelli, Roberto da San Severino ed il cardinale Andrea Pellegrino. Alla lega partecipa pure Fermo, con cui il Panicale da tempo è in contesa. E’ ferito nella piazza della città Nanno da San Giusto, da lui destinato alla podesteria di Fermo; il Panicale si inasprisce maggiormente con gli abitanti e si presenta sotto le loro mura. Presto comprende l’inutilità della sua azione.

Mar.

Chiesa

Ascoli Piceno

 

Marche

Conduce una scorreria nella valle del Tronto.

Apr.

 

 

 

Marche

Ottiene per trattato Arquata del Tronto ed assedia Ascoli Piceno.

................ Chiesa Sarnano Ancona   Marche
Afronta l'Antidisio che, istigato dagli abitanti di Sarnano, con la sua compagnia desola le campagne vicine. Prende in custodia la rocca dei Brunforte; da questa ne esce per predare, a sua volta, il contado di Sarnano. I terrazzani di Massignano si ribellano ad Ancona e chiedono il suo aiuto. L'azione sfuma; continuano non di meno le sue scorrerie in tale territorio.

Lug.

Chiesa

Fermo Camerino

 

Marche

Si collega con Corrado Lando, che con la sua compagnia ha invaso il fermano; con  tale condottiero minaccia Fermo e Camerino. Gli si oppongono Gentile da Varano, Ceccolo Broglia, Brandolino Brandolini, il Pietramala e Biordo dei Michelotti. Il Panicale scorre con 40 cavalli il fermano, razzia molti buoi e fa 12 prigionieri cui sono tagliati gli orecchi: li minaccia anche di morte perché il comune di Fermo non gli riconosce la taglia da lui imposta. Cade da cavallo e si ferisce seriamente: su preghiere del suo confessore e del vescovo di Fermo libera i malcapitati; il cardinale legato, infine, interviene e fa concludere fra le parti una tregua di due mesi.

Sett.

Milano

Firenze

200 lance

Toscana

Viene inviato dal conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti nel senese con il Broglia ed il Brandolini per contrastare i fiorentini in Toscana.

1390

 

 

 

 

 

Apr.       Marche
A fine mese sottoscrive a nome delle terre controllate dal rettore della Marca (Macerata, Osimo, Recanati, Castelfidardo, Montesanto (Potenza Picena), Montelupone, Civitanova Marche, Montecasuario, Morrovalle, Montolmo- Corridonia, Montemilone- Pollenza, Montefano, Montecchio-Treia, Montecassiano, Appignano, Filottrano, Staffolo, Apiro e Domo) con Ancona ed i collegati di quest'ultima. La sua azione è malamente controllata dal rettore, cosicché il Tomacelli temporeggia in attesa dell'occasione propizia per liberarsi della sua presenza.

Mag.

Perugia

Fuoriusciti

 

Umbria

Assedia in Agello Michelotto dei Michelotti e lo costringe alla resa a patti: gli sono consegnati 300 fiorini, derivanti dalle taglie di 12 difensori che si sono accordati con lui per avere salva la vita.

……........

Comp. ventura

Ancona

 

Marche

Il nuovo papa Bonifacio IX si riavvicina agli anconetani e manda il fratello Andrea Tomacelli a portare la pace nella provincia. Il Panicale ostacola il piano ed attizza la fazione nemica della Chiesa.

Dic.

Chiesa

 

 

Marche

La pace con gli anconetani è raggiunta ed a lui sono riconosciute dai pontifici la condotta di un anno ed una provvigione mensile di 100 ducati.

1391

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Antipapa

 

Umbria

Entra in Spoleto con Ugolino Trinci ai danni dei partigiani dell’antipapa Clemente VII; ne assedia il castello con trabucchi e bombarde giorno e notte. I maceratesi gli riconoscono 100 fiorini per farlo desistere dalle sue scorrerie. 

Feb.        
A fine mese nel parlamento di Macerata il rettore della Marca finge di sottostare alle richieste del Panicale e propone l'imposizione di una nuova taglia per soddisfare le sue richieste di denaro. Ancona non accetta il pagamento della taglia ritenendola un cedimento; anche i Montefeltro, Gentile da Varano, i Simonetti di Jesi, Benutino Cima di Cingoli ed i Buscareto sono d'accordo su tale linea.
Mar.        
Il papa Bonifacio IX esorta i fermani a prestare soccorso al Tomacelli contro le minacce della compagnia del Panicale.

Apr.

Comp. ventura

Chiesa

 

Marche

Molesta ancora il maceratese. E’ segnalato a Ficano ed a Domo.

Giu.

 

 

 

Marche

E’ invitato dal Tomacelli a Macerata per un banchetto. Parte dal castello di Ficano con 20 cavalli per venire all’appuntamento: durante il pranzo, mentre i convitati si stanno lavando le mani, il marchese della  Marca dà l’ordine di ucciderlo. Il Panicale è ferito mortalmente ed è sepolto nella città. I suoi capitani ed i suoi soldati, agli ordini del figlio Giovanni Artino, in odio al Tomacelli devastano l’intera provincia; il suo cadavere è dissotterrato, è imbalsamato e messo in una cassa, dove sarà conservato per tre anni dai suoi soldati raccoltisi in compagnia; anche i consigli di  guerra saranno tenuti davanti al suo feretro. Secondo un’altra fonte, il Panicale è invece ucciso nei pressi di Macerata da Bartolomeo Smeducci. Anni dopo, nel 1393, i suoi soldati piomberanno su Macerata con le milizie di Biordo dei Michelotti e di Azzo da Castello e metteranno a sacco la città. Biografia di Giuseppe Orsini. Ricordato da Lorenzo Spirito in "Lamento di Perugia soggiogata". Grazie alle numerose vittorie ottenute per Perugia, il Panicale ebbe in dono le chiavi della città. L'episodio è rappresentato in un telone dipinto da Mariano Piervittori e custodito nel teatro Cesare Caporali di Panicale.

DICIANNOVE CITAZIONI

Di prontezza d’animo meravigliosa, di temerario coraggio ed avido di gloria. Grandissimo capitano. Era il più temuto e valoroso soldato di quei tempi. Bellicoso.

Non fu mai un grande capitano.

Capitano di alta rinomanza. Uno dei più acclamati guerrieri del suo secolo.

Amatissimo e quasi idolatratato dai suoi uomini.

La sua vita errabonda ed irrequieta fu tipica di alcuni professionisti militari dell’Italia centrale.

Malvagio e crudele.

Aveva fama di sleale.

Tempra robusta, forme atletiche, sguardo severo.