Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it

1378      PAGANO DI PANICO  (Paganino di Panico) Ghibellino. Conte. Figlio di Ettore di Panigo.

 + 1390 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……..

 

 

 

Lombardia

Milita agli stipendi del signore Bernabò Visconti ed abita a Lodi.

1359

 

 

 

 

 

Apr.

Milano

Chiesa

 

Emilia

Si trova a Formigine con Anichino di Baumgarten.

Sett.

 

 

 

Emilia

Inizia a Formigine la costruzione di un castello.

1360

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

E’ attaccato alla bastia di Casalecchio di Reno, di cui è preposto alla guardia: dalla località, infatti, blocca il flusso delle acque del fiume prima diretto a Bologna. Organizza un trattato con 2 fanti del presidio del castello di San Felice per fare entra

re le truppe viscontee nella città: la trama è scoperta; i complici sono trascinati per le vie cittadine a coda d’asino e sono impiccati sui merli del castello. Il Panico continua nelle sue operazioni di assedio.

Lug.

 

 

 

Lombardia

E’ nel cremonese a Casalsigone. Tenta di avere per trattato il castello di Santa Maria in Monte per mezzo di Pirotto di Piacenza.

Ago.

 

 

 

Emilia

Si accorda con Menchino da Crespellano per avere la torre di Pragatolo. Costui fa uscire con un pretesto parte dei difensori e, subito dopo, alza il ponte levatoio perché non vi possano più rientrare: i rimasti nella torre, comprendono il significato della manovra, abbassano il ponte e Menchino deve darsi alla fuga. Il Panico dalla bastia della Canonica continua a travagliare i dintorni e toglie l’acqua al Reno.

Ott.

 

 

 

Emilia

Respinge gli attacchi portati da Galeotto Malatesta.

Nov.

 

 

 

Emilia

E’ assalito dagli ungheri di Simone della Morte, militanti al servizio del cardinale legato Egidio Albornoz. Costretto alla resa a patti, si sposta a Castelfranco Emilia.

1363

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Emilia

A seguito della sconfitta viscontea a Solara, passa con Antonio di Maghinardo alla difesa del castello di Formigine.

1368

 

 

 

 

 

……..

 

 

 

Lombardia

Podestà di Bergamo.

Mag.

Milano

Lega

 

Lombardia

Al campo di Borgoforte, con Federico Gonzaga e Francesco Ordelaffi.

1370

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Lombardia

E’ a Milano come teste all’atto di donazione di Sarzana, Avenza, Carrara, Santo Stefano di Magra, effettuata dal Visconti a favore della moglie Regina della Scala.

…….

Milano

Firenze

 

Toscana

Occupa San Miniato ed entra nella rocca. E’ qui catturato con i suoi uomini, allorché gli avversari recuperano il centro.

1375

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Lombardia

A Vimercate.

1378

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

E’ segnalato ancora a Vimercate.

Ago.

Milano

Verona

 

Veneto

Si trova all’assedio di Verona.

Dic.

 

 

 

Emilia

Capitano a Monteforte (Montese) nel modenese.

1380

 

 

 

 

 

…….

 

 

 

Lombardia

Podestà a Bergamo.

Giu.

Milano

Guelfi

 

Lombardia

Fa uccidere alcuni guelfi che si sono ribellati ai viscontei. Con 400 uomini si attenda a Sforzatica ed a Desio; subito dopo passa a Limone.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Si trova a Casalsigone. Si porta in tutta fretta in soccorso di Ludovico Gonzaga il cui territorio è minacciato dal passaggio degli ungheri di Carlo di Durazzo, diretti verso il regno di Napoli.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Fa decapitare a Bergamo Bono Foresti.

1381

 

 

 

 

 

Sett.

Milano

Guelfi

 

Lombardia

Si collega con Fernando Gropello; alla testa di 500 cavalli e fanti ghibellini assale all’improvviso Endine ed espugna il castello in cui si è rinchiuso Merino dell’Olmo. L’avversario muore per le ferite riportate nel combattimento.

1385

 

 

 

 

 

Mag. giu.

Visconti

Milano

 

Lombardia

E’ sempre a Bergamo come capitano e podestà della città. Con la cattura del Visconti da parte del nipote Gian Galeazzo, vuole mantenere la città fedele al figlio di Bernabò, Rodolfo; fa impiccare ai merli di un palazzo 8 suoi provvigionati, accusati di tradimento. E' assediato nella cittadella da 500 lance capitanate da Antonio Porro. A metà giugno, ricevuto del denaro dagli avversari, abbandona Bergamo con tutti i suoi uomini, dodici carri di masserizie e due muli   che trasportano il denaro preso in precedenza a credito dai cittadini ed appartenente a Rodolfo Visconti. In precedenza dalla cittadella sono partiti altri dieci carri. Il Panico si trasferisce a Dovara.

1390

 

 

 

 

Muore.

NESSUNA CITAZIONE