Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1571      CLAUDIO RANGONI  Conte. Signore di Castelvetro di Modena.  Cugino di Guido, cognato di Galeotto della Mirandola.

                1507 (luglio) – 1537 (febbraio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……..

 

 

 

 

Fa il suo apprendistato militare nelle compagnie di Guido Rangoni.

1522

 

 

 

 

 

Giu.

Firenze

Francia

100 cavalli leggeri

Emilia

Ritorna a Modena ed a Spilamberto per le nozze della sorella Lucrezia con Uguccione Rangoni.

1523

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

Organizza una festa in onore del cardinale Ercole Rangoni che deve recarsi a Roma

Nov.

Chiesa

Ferrara

 

Emilia

Affianca Guido Rangoni a Nonantola ed in un’imboscata cattura 40 cavalli.

1524

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Emilia

Presenzia a Modena alla cerimonia in cui viene armato cavaliere Gaspare Ferrari.

1525

 

 

 

 

 

…….

Firenze

Impero

 

 

 

……..

Chiesa

Impero

 

Lombardia

Si trova in Lombardia in appoggio ai veneziani di Francesco Maria della Rovere.

1526

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Emilia

Lascia Modena con il cugino Guido e lo segue contro gli imperiali.

Lug.

 

 

150 cavalli leggeri

Lombardia

Assale Monza con Lorenzo Cybo, alla testa di numerosi cavalli leggeri ed archibugieri; entra nella città e costringe 200 fanti spagnoli del presidio a rifugiarsi nella rocca con il capitano Sivilla. Con l’uccisione dell’avversario per un colpo di archibugio, irrompe nella fortezza con la morte di molti spagnoli. Viene poi sotto Milano ed a fine mese è ferito in una scaramuccia.

Dic.

 

 

 

Emilia

Parte da Busseto e con Girolamo Castiglione, Paolo Camillo da Trivulzio, il Pomperant e 200 archibugieri, si dirige verso Cortemaggiore: dalla località intercetta il flusso dei rifornimenti diretti al campo dei lanzichenecchi nel piacentino. Con Ugo Pepoli e Giulio da San Severino, cerca di bloccare in Saliceto di Chiaravalle Niccolò Varolo: vi sono trovati solo 25 saccomanni, dei quali 8 sono uccisi e 4 catturati. Si ferma in tale centro in attesa delle artiglierie, il cui trasporto è ostacolato dal cattivo tempo e dal pessimo stato delle strade.

1527

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

E’ nei pressi di Caorso con 35 cavalli; si imbatte in 25 cavalli leggeri condotti da Demetrio Capozimadi e da Pietro Barbati. Al termine di un’aspra scaramuccia, è catturato il Barbati con 8/10 cavalli da un lato, ed alcuni suoi cavalli leggeri dall’ altro. Ha il compito da Guido Rangoni di scortare il denaro per le paghe proveniente da Chiavenna Landi: arrivato a Pontenure con la sua compagnia e 5 bandiere di  fanti, si scontra con 200 cavalli leggeri di Roberto da San Severino. L’avversario si accorge dei fanti che lo accompagnano e preferisce ripiegare.

Feb.

 

 

 

Emilia

Esce da Piacenza con Paolo Luzzasco, alla testa di 200 cavalli leggeri e di molti archibugieri; assale gli imperiali a Mucinasso, cui cattura 80 cavalli e 100 fanti. Fra i prigionieri vi sono anche lo Zuchero, Giacomo Folgore da Piossasco ed il Grugno, maestro di stalla del principe d’Orange; quest’ultimo sfugge a stento alla prigionia. Attacca poi il campo nemico vicino al Trebbia con Ludovico da Fermo (30 lance), il Luzzasco ed alcune compagnie di archibugieri agli ordini di Morgante da Perugia e di Cesare Farina. E’ dato l’allarme; nello scontro cattura i capitani imperiali Arces e Brandon; alla fine è costretto a ritirarsi con diversi cavalli feriti.

Apr.

 

 

 

Emilia

Alla guardia di Modena.

Mag.

 

 

 

Toscana e Lazio

Appoggia il della Rovere in Toscana; è al campo di Isola Farnese e con Luigi Gonzaga effettua una scorreria fino alla Croce di Monte Mario a Roma, ove si appropria di molti bagagli dei nemici.

Giu.

 

 

 

Emilia

Rientra a Modena con pochi uomini della sua compagnia.

Sett.

Venezia

Impero

500 fanti

Lombardia

Raggiunge il campo.

Dic.

 

 

 

Lombardia

 

1528

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

E’ nel bresciano; passa al campo di Cassano d’Adda. Svoltasi la rassegna dei suoi uomini, prende parte ad un consiglio di guerra presieduto dal provveditore generale Tommaso Moro. E’ inviato alla difesa di Melzo con 700 fanti, dei quali 650 sono archibugieri e 50 picchieri ed alabardieri. Cattura un gentiluomo milanese che fa rilasciare; secondo gli accordi presi, manda nella casa di costui 8 archibugieri probabilmente per incassare la taglia concordata in precedenza. Costoro sono assaliti da 400 fanti nemici, fra spagnoli e lanzichenecchi;i suoi soldati  respingono gagliardamente gli avversari con le loro armi.

Feb.

 

 

 

Lomabar.

Appoggia Roberto da San Severino (anch’egli al servizio dei veneziani) e Giovanni Battista da Castro in una scorreria verso Milano: dalla città escono per scortare un convoglio di vettovaglie 60 lance e 450 fanti, lanzichenecchi e spagnoli. Costoro si mettono ad inseguire dei veneziani che li conducono, ad arte, a Rho, dove si sono posti in agguato 400 fanti agli ordini di Toso da Collalto e di Geremia Naldi. I nemici riparano in una cascina vicina e solo con il favore della notte possono rientrare a Milano. Nel combattimento, in cui gli è ferito il cavallo, sono uccisi fra gli imperiali 15 uomini d’arme e 130 fanti, per lo più lanzichenecchi; sono inoltre catturati 60 spagnoli con il capitano Diego Raines. A fine mese, abbandona Melzo perché la località sta per essere investita da Antonio di Leyva: inaeguito dagli avversari, li contrasta con efficacia e raggiunge il campo di Cassano d’Adda senza riportare perdite.  

Mar.

 

 

 

Lombardia

Gli imperiali attraversano l’Adda e superano la resistenza dei suoi uomini: a seguito della pressione nemica, è forzato ad abbandonare la posizione di Portone  con Piero da Longhena ed a riparare a Caprino Bergamasco. Appoggia Ercole Rangoni in una controversia con il Longhena e Guido Naldi, che è sedata solo con la mediazione di Giano Fregoso.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Si trova a Caprino Bergamasco. Ha ancora il comando di 500 fanti.

Mag.

 

 

468 fanti

Lombardia

Con l’uscita da Milano di 500 fanti e di 150 cavalli, è inviato loro contro per tendere un agguato con 700 fanti ed alcuni cavalli del San Severino. Lascia il campo di Cassano d’Adda, ma il fiume in piena lo ostacola nella sua offensiva; è a Caravaggio ad un consiglio di guerra con il della Rovere, il duca di Milano Francesco Sforza, il Fregoso, il Moro ed altri capitani per definire il piano strategico con cui contrastare i lanzichenecchi del duca di Brunswick (15000 fanti e 1200 cavalli). Il consiglio dei Savi gli aumenta la condotta di 100 cavalli leggeri.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Passa alla difesa di Bergamo con 300 fanti. La sua compagnia minaccia di allontanarsi dalla città per il ritardo delle paghe.

Lug.

 

 

 

Lombardia

E’ nel bresciano con 50 cavalli leggeri.

Ago.

 

 

 

Lombardia

A Bergamo;  è chiamato a Dovera dal Moro. Attraversa l’Adda con il San Severino e Giovanni Naldi per unirsi con i francesi del SaintPol; corre al campo imperiale di Melegnano nel tentativo di sfidare a battaglia i nemici; si sposta a Torretta ed a San Zenone al Lambro, per proteggere con i suoi cavalli leggeri i fanti in marcia su Pavia. Sempre con il San Severino scopre a Bissone un’imboscata preparata da 600 archibugieri, che sono volti in fuga (uccisi 30 fanti e catturati alcuni cavalli leggeri; perdita per veneziani e francesi, 2 cavalli).

Sett.

 

 

 

Lombardia

 Alla conquista di Pavia; attacca la città dal Ticino con il fanti del San Severino.

Ott.

 

 

 

Liguria e Lombardia

Asseconda con la sua compagnia il della Rovere, che punta a muoversi in soccorso di Savona: alla capitolazione della città rientra a Pavia.

Dic.

Francia

Impero

 

Piemonte Lombardia

E’ nel Monferrato e vi espugna un castello fornito di vettovaglie necessarie per i suoi uomini; forti sono pure le perdite fra le sue file. Si sposta in Lombardia per radunarvi 1000 fanti e 200 cavalli.

1529

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

90 cavalli leggeri

Emilia

Staziona con i suoi uomini tra Castelvetro di Parma, Livizzano, Ravarino e Stuffione. Nella rassegna successiva, a sua disposizione invece dei 200 cavalli leggeri previsti dalla sua condotta, ne risultano solo 90.

Mag.

 

 

 

Lombardia Piemonte

Attacca Mortara; affronta nel Monferrato il Valcerca e conquista Desana. Compie quindi una scorreria tra Abbiategrasso e Milano ed è ferito al volto in uno scontro con una compagnia di cavalli; in un’altra scaramuccia gli è ucciso il cavallo.

Giu.

 

 

 

Lombardia

E’ al campo di Gaggiano; compie una nuova incursione in cui costringe 40 spagnoli a fortificarsi in una casa: tutti gli avversari sono fatti a pezzi. Prende parte alla battaglia di Landriano, dove ha con il Castiglione il comando di 2000 fanti italiani:  ferito da un colpo di lancia ad una spalla, mentre cerca di attraversare un largo fossato con il cavallo, è fatto prigioniero; è condotto in una cascina, dove è alloggiato il di Leyva ed è quindi portato a Milano. Nel combattimento è tra i pochi capitani ad avere fatto completamente il proprio dovere di soldato.

Ago.

 

 

 

Emilia

E’ a Ferrara come padrino di Cristoforo Guasco impegnato in un duello con Niccolò Doria.

Nov.

 

 

 

Emilia

A Bologna, per il solenne ingresso nella città dell’imperatore Carlo V.

1530

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

Ospita a Modena il duca Carlo di Savoia, che è diretto a Bologna; si reca anch’egli in tale città per rendere atto di omaggio all’imperatore ed al papa Clemente VII.

Mar.

 

 

 

Emilia

Ospita ancora in Modena il duca di Savoia.

Apr.

 

 

 

Emilia

Su insistenza del pontefice non accetta una condotta propostagli dai fiorentini. A metà mese partecipa nel duomo di Modena ad una cerimonia religiosa a fianco del governatore imperiale Pietro Zapata e dell’exgovernatore estense Giacomo Alvarotti, che ha modo di invitare a pranzo.

Nov.

 

 

 

Emilia

Accoglie a Modena il cognato Galeotto della Mirandola.

1531

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Emilia

A Ferrara per una visita di cortesia al duca Alfonso d’Este. A Castelvetro di Parma.

Sett.

 

 

 

Emilia

Si affretta ad abbandonare Castelvetro di Parma ed a venire a Modena per la presenza di truppe spagnole nelle vicinanze.

1532

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Emilia

Si reca a Piacenza.

Nov.

 

 

 

Veneto

Si trova ad Albaredo d’Adige al fianco di Carlo V, allorché l’esercito imperiale, al ritorno dall’infelice campagna in Austria contro i turchi, rientra in Lombardia.

Dic.

 

 

 

Emilia

A Modena, per l’incontro tra l’imperatore ed il duca di Ferrara. Ha incxontri  con Guido Rangoni, Alfonso d’Avalos ed il duca di Mantova Federico Gonzaga.

1533

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Ospita a Modena due cardinali francesi (l’Agramont ed il Tournon) diretti a Bologna per incontrarsi con il papa; sempre nel mese riceve ancora una volta nel suo palazzo il duca di Savoia con il suo seguito di 500 cavalli (le spese sono sopportate dal duca di Ferrara).

Feb.

 

 

 

Emilia

Nelle dispute cittadine che dilaniano Modena, sostiene la fazione dei Tassoni contro i Belencini, che sono invece favoriti dal cugino Guido. Riceve ancora nella sua abitazione Carlo di Savoia. Si sposta a Castelvetro di Parma e con il cognato favorisce l’azione di Castagnino da Castagna che fronteggia il Podetto sui monti modenesi.

Ago.

 

 

 

Francia

E’ segnalato a Montpellier, dove ha un colloquio con l’ambasciatore veneziano Marino Giustinian.

1534

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Rientra a Modena: il re di Francia gli ha consegnato 6000 scudi.

Apr.

 

 

 

Emilia

Vende al conte Filippo Pepoli per 10000 scudi il suo palazzo di Bomporto; mutua alcune migliaia di scudi al cognato per aiutarlo nella sua azione su Mirandola.

1535

 

 

 

 

 

……..

Francia

 

 

 

Il re Francesco I gli dà il comando di 200 cavalli leggeri e di 50 moschettieri; gli è pure accordata una pensione di 6000 lire tornesi.

Nov.

 

 

 

Emilia

Alla morte del duca di Milano, ha l’incarico di arruolare truppe a Mirandola con Cagnino Gonzaga. Segue il duca Ercole d’Este nei suoi pellegrinaggi a Loreto ed a Roma.

1536

 

 

 

 

 

Gen.

Francia

Impero

 

Emilia

Con Cagnino Gonzaga minaccia Cremona.

Apr.

 

 

 

Emilia

I francesi lo chiamano in Piemonte con Uguccione Rangoni: si prepara a partire nonostante la diffida del duca di Ferrara.

Mag. giu.

Venezia

 

 

Emilia

Si incontra a Modena con Fabrizio Maramaldo; messo sull’avviso anche dall’imperatore per la sua scelta di campo, passa al servizio dei veneziani. Ciò non gli impedisce di agevolare di nascosto il cognato, cui manda alcuni materiali necessari per l’apprestamento di opere difensive a Mirandola.

Dic.

 

 

 

Emilia

E’ convocato a Ferrara dal duca Ercole d’Este, affinché lo accompagni a Venezia. Cade da cavallo, rientra a Modena e sta malissimo.

1537

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

Muore a Modena per i postumi della caduta da cavallo e per le troppe medicine prese per l’ansia di guarire. E’ sepolto nella chiesa di San Biagio, dove la moglie gli fa erigere un mausoleo disegnato da Giulio Romano: l’opera sarà poi trasportata nella chiesa di San Giorgio, detta già di San Francesco.

OTTO CITAZIONI

Uno dei più valorosi condottieri del secolo XVI.

Di animo generoso e civile.

Amico delle lettere e generoso protettore dei dotti.