Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1577      GUIDO RANGONI  Signore di Cordignano. Con i fratelli Uguccione e Venceslao governa varie terre e castelli nel contado di Modena, fra cui Castelcrescente, Spilamberto, Castelvetro di Modena, Levizzano Rangone e Campiglio. Figlio di Gherardo, padre di Niccolò Maria, suocero di Antonio da Tolentino.

               + 1467 (ottobre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1431

 

 

 

 

 

Mar.

Bologna

Chiesa

 

Emilia

E’ a Spilamberto con Aldobrandino Rangoni e Rinaldo di Provenza al comando di 200 cavalli.

1434

 

 

 

 

 

Ott.

Venezia

Milano

40 lance

 

E’ condotto dai veneziani, su segnalazione del Gattamelata, con 40 lance, aumentabili a 200 cavalli, per sei mesi di ferma ed altri sei di rispetto.

1435

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Emilia

Si trova a San Giovanni in Persiceto. Gli è riconfermata la condotta.

1436

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

 

Viene riconfermato dai veneziani.

1437

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Lombardia

Affianca Gian Francesco Gonzaga  nel suo tentativo di attraversare l’Adda e di penetrare nel milanese.

1438

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Lombardia

Passa alla difesa di Brescia e si colloca presso le fonti di Mompiano. I viscontei at taccano in forza le sorgenti che alimentano l’acquedotto urbano: teme di rimanere isolato e ripiega con i suoi entro le mura cittadine.

Sett.

 

 

 

Lombardia Trentino e Veneto

Segue il Gattamelata nella sua ritirata da Brescia a Verona passando sulle montagne a nord del lago di Garda. Durante la marcia, contrasta gli uomini del vescovo di Trento che vogliono fermare i veneziani gettando massi dall’alto delle cime: con Guglielmo Cavalcabò, alla testa di 300 soldati armati di pugnali e lance corte, snida gli avversari dalle loro posizioni.

Ott.

 

 

 

Veneto

Trasferisce i famigliari a Padova: nella città gli è data una casa ed una pensione.

1439

 

 

300 cavalli

 

 

1441

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

700 cavalli

 

Gli è rinnovata, con decorenza ottobre, la condotta per due anni di ferma ed uno di rispetto: gli è dato il comando di 700 cavalli (ridotti a 500 in tempo di pace) con la facoltà di avere ai suoi ordini il connestabile Giovanni Grande.

1443

 

 

 

 

 

Lug.

Venezia

Milano

 

Romagna ed Emilia

Lascia Ravenna per essere inviato con Tiberto Brandolini in soccorso dei Bentivoglio alla testa di 1000 cavalli e 200 fanti. 

Ago.

 

 

 

Romagna

Si trova attorno a Forlì, Castrocaro Terme e Bologna.

Sett.

Venezia

Chiesa

600 cavalli e 200 fanti

Romagna

Viene trasferito alla difesa di Rimini con 1000/1200 cavalli e 200/400 fanti.

Nov.

 

 

 

Romagna e Marche

Lascia il campo di San Giovanni in Marignano: invano Niccolò Piccinino cerca di impedire il congiungimento dei veneziani con le forze dello Sforza. E’ sul Foglia e batte a Montelauro gli avversari.

1444

 

 

 

 

 

Gen. mar.

 

 

 

Marche

Sverna con il Brandolini a Montalboddo. Ai primi di marzo passa per Rimini e ritorna nelle terre della Serenissima.

1445

 

 

 

 

 

Giu.

Venezia

Milano

 

Emilia

Con l’uccisione di Annibale Bentivoglio da parte dei Canedoli, rientra nel bolognese. Ha sempre ai suoi ordini 600 cavalli e 200 fanti.

1446

 

 

 

 

 

Mag.

Venezia

Milano

 

Lombardia

Nel bresciano con Cristoforo da Tolentino.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Parte da Manerbio, attraversa l’Oglio e si ferma a Robecco d’Oglio.

Sett.

 

 

 

Lombardia

E’ a San Giovanni in Croce ed agli ordini di Micheletto Attendolo batte sul Mezzano Francesco Piccinino: come preda di guerra gli aspettano 400 cavalli sui 4000 che pervengono nelle mani dei veneziani.

1447

 

 

 

 

 

Giu.

Venezia

Milano

700 cavalli

Emilia

Combatte le truppe della Repubblica Ambrosiana ed entra in Piacenza.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Si trova agli alloggiamenti invernali del  bresciano.

1448

 

 

 

 

 

Lug. ago.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Appoggia l’Attendolo nella sua spedizione in soccorso di Caravaggio, che è assediata dallo Sforza. Da Fornovo porta a Morengo un attacco all’avanguardia di Jacopo Piccinino, che ha successo per l’inazione di Dolce dell’Anguillara e per l’inazione di Francesco Piccinino. Compie numerose scaramucce verso le opere difensive nemiche, nel tentativo di prestare soccorso ai difensori del castello di Caravaggio. E’ contrattaccato un tardo pomeriggio quando i suoi uomini hanno il sole negli occhi: i nemici assalgono il suo campo fortificato ed è costretto a ritirarsi dopo avere subito alcune perdite ad opera degli schioppettieri milanesi.

.Sett.

 

 

 

Lombardia

Prende parte ad un consiglio di guerra e con altri condottieri è convinto assertore di una battaglia campale. Ha l’incarico con il Brandolini e Roberto da Montalboddo di assalire il campo sforzesco. Coinvolto nella sconfitta di Caravaggio, è catturato e condotto a Milano da Francesco Piccinino. Entra nella città per la porta Orientale dietro il gonfalone di Sant’Ambrogio; seguono il commissario Alvise Bossi con a fianco il provveditore veneziano Gerardo Dandolo, pure catturato nella medesima occasione, ed il commissario Piero Cotta con a fianco il Rangoni. I capitani veneziani sono entrambi preceduti dalle bandiere di San marco conquistate sul campo di battaglia.

1449

 

 

 

 

 

Ott. nov.

Venezia

Sforza

 

Lombardia

Gli è riconfermata la condotta per l’anno di rispetto. E' contattato da emissari di Jacopo Piccinino affinché, con il duca di Modena Borso d'Este, si faccia promotore di un progetto di alleanza tra la Serenissima e la Repubblica Ambrosiana ai danni dello Sforza.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Con Sigismondo Pandolfo Malatesta tenta con scarso successo di soccorrere Milano, alleatasi con i veneziani contro le mire dello Sforza.

1451

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Gli è rinnovata la condotta per un anno di ferma ed uno di rispetto, con la possibilità di sostituire Giovanno Traverso con un altro condottiero di 100 cavalli.

1452

 

 

 

 

 

…….

Venezia

Milano

700 cavalli e 100 fanti

Lombardia

Combatte ora le truppe dello Sforza divenuto duca di Milano. Viene a Romano di Lombardia con 800 cavalli ed opera una scorreria nel contado di Covo, che appartiene al condottiero sforzesco Bartolomeo Colleoni.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Affianca Gentile da Leonessa a Montichiari, allorché i veneziani sfidano vanamente a battaglia campale lo Sforza.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Si accampa sulle montagne del bresciano; è attorno a Ghedi e con Carlo Gonzaga e Cesare da Martinengo deve intervenire nel campo per sedare dei disordini provocati nottetempo dai saccomanni.

1453

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Lombardia

Si trova nei pressi di Montirone e con Cesare da Martinengo è chiamato a far parte di un giurì d’onore che decide la liberazione di Donato del Conte, nonostante che Giovannantonio di Gattamelata pretenda che sia suo prigioniero.

Ago.

 

 

 

Lombardia

E’ battuto a Ghedi.

Nov.

 

 

 

Veneto

Si trasferisce nel veronese.

1454

 

 

 

 

 

……..

 

 

700 cavalli

 

La sua condotta è sempre di 700 cavalli in tempo di guerra e di 500 in tempo di pace.

……..

 

 

 

Veneto

Ha in feudo dai veneziani il castello di Cordignano con San Cassiano di Meschio: il censo è stabilito in 10 libbre di cera bianca da consegnare alla chiesa di San Marco a Venezia. Sempre nello stesso periodo il duca di Ferrara Borso d'Este riconosce il suo potere sulle terre modenesi da lui controllate investendolo della loro giurisdizione.

1455          
Feb.       Romagna
A fine mese è contattato dal papa Niccolò V e dal duca di Milano Francesco Sforza, affinché con le sue truppe stanziate in Romagna impedisca il passo alla compagnia di Jacopo Piccinino in marcia verso Bologna.
1463          
Dic.         Viene contattato dai veneziani per affrontare i turchi in Morea.

1467

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Emilia

Muore a Spilamberto. E’ sepolto a Modena nella chiesa di San Francesco.

UNDICI CITAZIONI

Capitano valoroso. Di provato valore.

Esperto nell’arte militare. Eccellente nella disciplina militare.

Ai suoi giorni uno dei più famosi capitani in Italia. Celebre capitano assai lodato dagli storici del secolo XV.

Di grande autorità e fedeltà.