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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1431 |
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Mar. |
Bologna |
Chiesa |
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Emilia |
E’ a Spilamberto
con Aldobrandino Rangoni e Rinaldo di Provenza al comando di
200 cavalli. |
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1434 |
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Ott. |
Venezia |
Milano |
40 lance |
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E’ condotto
dai veneziani, su segnalazione del Gattamelata, con 40 lance,
aumentabili a 200 cavalli, per sei mesi di ferma ed altri sei
di rispetto. |
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1435 |
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Sett. |
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Emilia |
Si trova a
San Giovanni in Persiceto. Gli è riconfermata la condotta. |
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1436 |
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Ott. |
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Viene riconfermato
dai veneziani. |
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1437 |
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Apr. |
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Lombardia |
Affianca Gian
Francesco Gonzaga nel suo tentativo di attraversare l’Adda e di penetrare nel milanese. |
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1438 |
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Lug. |
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Lombardia |
Passa alla
difesa di Brescia e si colloca presso le fonti di Mompiano.
I viscontei at taccano in forza le sorgenti che alimentano l’acquedotto
urbano: teme di rimanere isolato e ripiega con i suoi entro
le mura cittadine. |
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Sett. |
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Lombardia Trentino e Veneto |
Segue il Gattamelata
nella sua ritirata da Brescia a Verona passando sulle montagne
a nord del lago di Garda. Durante la marcia, contrasta gli uomini
del vescovo di Trento che vogliono fermare i veneziani gettando
massi dall’alto delle cime: con Guglielmo Cavalcabò, alla testa
di 300 soldati armati di pugnali e lance corte, snida gli avversari
dalle loro posizioni. |
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Ott. |
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Veneto |
Trasferisce
i famigliari a Padova: nella città gli è data una casa ed una
pensione. |
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1439 |
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300 cavalli |
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1441 |
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Nov. |
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700 cavalli |
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Gli è rinnovata,
con decorenza ottobre, la condotta per due anni di ferma ed
uno di rispetto: gli è dato il comando di 700 cavalli (ridotti
a 500 in tempo di pace) con la facoltà di avere ai suoi ordini
il connestabile Giovanni Grande. |
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1443 |
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Lug. |
Venezia |
Milano |
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Romagna ed Emilia |
Lascia Ravenna
per essere inviato con Tiberto Brandolini in soccorso dei Bentivoglio
alla testa di 1000 cavalli e 200 fanti. |
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Ago. |
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Romagna |
Si trova attorno
a Forlì, Castrocaro Terme e Bologna. |
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Sett. |
Venezia |
Chiesa |
600 cavalli e 200 fanti |
Romagna |
Viene trasferito
alla difesa di Rimini con 1000/1200 cavalli e 200/400 fanti. |
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Nov. |
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Romagna e Marche |
Lascia il campo
di San Giovanni in Marignano: invano Niccolò Piccinino cerca
di impedire il congiungimento dei veneziani con le forze dello
Sforza. E’ sul Foglia e batte a Montelauro gli avversari. |
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1444 |
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Gen. mar. |
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Marche |
Sverna con
il Brandolini a Montalboddo. Ai primi di marzo passa per Rimini
e ritorna nelle terre della Serenissima. |
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1445 |
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Giu. |
Venezia |
Milano |
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Emilia |
Con l’uccisione
di Annibale Bentivoglio da parte dei Canedoli, rientra nel bolognese.
Ha sempre ai suoi ordini 600 cavalli e 200 fanti. |
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1446 |
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Mag. |
Venezia |
Milano |
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Lombardia |
Nel bresciano
con Cristoforo da Tolentino. |
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Ago. |
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Lombardia |
Parte da Manerbio,
attraversa l’Oglio e si ferma a Robecco d’Oglio. |
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Sett. |
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Lombardia |
E’ a San Giovanni
in Croce ed agli ordini di Micheletto Attendolo batte sul Mezzano
Francesco Piccinino: come preda di guerra gli aspettano 400
cavalli sui 4000 che pervengono nelle mani dei veneziani. |
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1447 |
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Giu. |
Venezia |
Milano |
700 cavalli |
Emilia |
Combatte le
truppe della Repubblica Ambrosiana ed entra in Piacenza. |
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Nov. |
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Lombardia |
Si trova agli
alloggiamenti invernali del bresciano. |
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1448 |
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Lug. ago. |
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Emilia e Lombardia |
Appoggia l’Attendolo
nella sua spedizione in soccorso di Caravaggio, che è assediata
dallo Sforza. Da Fornovo porta a Morengo un attacco all’avanguardia
di Jacopo Piccinino, che ha successo per l’inazione di Dolce
dell’Anguillara e per l’inazione di Francesco Piccinino. Compie
numerose scaramucce verso le opere difensive nemiche, nel tentativo
di prestare soccorso ai difensori del castello di Caravaggio.
E’ contrattaccato un tardo pomeriggio quando i suoi uomini hanno
il sole negli occhi: i nemici assalgono il suo campo fortificato
ed è costretto a ritirarsi dopo avere subito alcune perdite
ad opera degli schioppettieri milanesi. |
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.Sett. |
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Lombardia |
Prende parte
ad un consiglio di guerra e con altri condottieri è convinto
assertore di una battaglia campale. Ha l’incarico con il Brandolini
e Roberto da Montalboddo di assalire il campo sforzesco. Coinvolto
nella sconfitta di Caravaggio, è catturato e condotto a Milano
da Francesco Piccinino. Entra nella città per la porta Orientale
dietro il gonfalone di Sant’Ambrogio; seguono il commissario
Alvise Bossi con a fianco il provveditore veneziano Gerardo
Dandolo, pure catturato nella medesima occasione, ed il commissario
Piero Cotta con a fianco il Rangoni. I capitani veneziani sono
entrambi preceduti dalle bandiere di San marco conquistate sul
campo di battaglia. |
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1449 |
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Ott. nov. |
Venezia |
Sforza |
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Lombardia |
Gli è riconfermata
la condotta per l’anno di rispetto. E' contattato da emissari
di Jacopo Piccinino affinché, con il duca di Modena Borso
d'Este, si faccia promotore di un progetto di alleanza tra la
Serenissima e la Repubblica Ambrosiana ai danni dello Sforza. |
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Dic. |
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Lombardia |
Con Sigismondo
Pandolfo Malatesta tenta con scarso successo di soccorrere Milano,
alleatasi con i veneziani contro le mire dello Sforza. |
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1451 |
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Gen. |
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Gli è rinnovata
la condotta per un anno di ferma ed uno di rispetto, con la
possibilità di sostituire Giovanno Traverso con un altro condottiero
di 100 cavalli. |
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1452 |
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……. |
Venezia |
Milano |
700 cavalli e 100 fanti |
Lombardia |
Combatte ora
le truppe dello Sforza divenuto duca di Milano. Viene a Romano
di Lombardia con 800 cavalli ed opera una scorreria nel contado
di Covo, che appartiene al condottiero sforzesco Bartolomeo
Colleoni. |
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Nov. |
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Lombardia |
Affianca Gentile
da Leonessa a Montichiari, allorché i veneziani sfidano vanamente
a battaglia campale lo Sforza. |
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Dic. |
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Lombardia |
Si accampa
sulle montagne del bresciano; è attorno a Ghedi e con Carlo
Gonzaga e Cesare da Martinengo deve intervenire nel campo per
sedare dei disordini provocati nottetempo dai saccomanni. |
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1453 |
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Lug. |
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Lombardia |
Si trova nei
pressi di Montirone e con Cesare da Martinengo è chiamato a
far parte di un giurì d’onore che decide la liberazione di Donato
del Conte, nonostante che Giovannantonio di Gattamelata pretenda
che sia suo prigioniero. |
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Ago. |
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Lombardia |
E’ battuto
a Ghedi. |
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Nov. |
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Veneto |
Si trasferisce
nel veronese. |
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1454 |
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…….. |
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700 cavalli |
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La sua condotta
è sempre di 700 cavalli in tempo di guerra e di 500 in tempo
di pace. |
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…….. |
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Veneto |
Ha in feudo
dai veneziani il castello di Cordignano con San Cassiano di
Meschio: il censo è stabilito in 10 libbre di cera bianca da
consegnare alla chiesa di San Marco a Venezia. Sempre nello
stesso periodo il duca di Ferrara Borso d'Este riconosce il
suo potere sulle terre modenesi da lui controllate investendolo
della loro giurisdizione. |
| 1455 |
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| Feb. |
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Romagna |
A fine mese è contattato
dal papa Niccolò V e dal duca di Milano Francesco Sforza,
affinché con le sue truppe stanziate in Romagna impedisca
il passo alla compagnia di Jacopo Piccinino in marcia verso
Bologna. |
| 1463 |
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| Dic. |
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Viene contattato dai veneziani per affrontare i
turchi in Morea. |
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1467 |
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Ott. |
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Emilia |
Muore a Spilamberto.
E’ sepolto a Modena nella chiesa di San Francesco. |
Capitano valoroso. Di provato valore.
Esperto nell’arte militare. Eccellente nella disciplina
militare.
Ai suoi giorni uno dei più famosi capitani in Italia.
Celebre capitano assai lodato dagli storici del secolo XV.
Di grande autorità e fedeltà.