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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1368
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…….
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Impero
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Milano
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Viene in Italia con l’imperatore Carlo di Boemia. Lo segue
nelle sue lotte contro il signore di Milano Bernabò Visconti.
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Giu.
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Chiesa
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Perugia
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Toscana
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Agli ordini di Simone da Spoleto, sorprende nei pressi di
Arezzo Giovanni Acuto, che è fatto prigioniero con l’ambasciatore perugino
Bindo Monaldi. Si mette d’accordo con gli abitanti della città e si pone in
agguato con Flach di Risach (200
cavalli). L’avanguardia della compagnia nemica cade nell’imboscata;
intervengono i fanti aretini, che colgono gli avversari in disordine. Viene
armato cavaliere.
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Ago.
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Perugia
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Chiesa
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Umbria
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Alla scadenza della ferma, è contattato dall’Acuto a Ponte
Nuovo e passa con il Risach agli stipendi dei perugini contro i pontifici.
Agevola gli avversari nella loro azione: si reca ad Assisi con il Risach ed è
invitato a pranzo da un ministro del papa Urbano V: il pontefice, informato
della prossima defezione dei due capitani, cerca di catturarli per farli
giustiziare. Venuto a conoscenza del pericolo, si dirige subito nel perugino.
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1369
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……..
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Lazio
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Sempre con il Risach, è inviato in soccorso di Simonetto
Orsini con 500 cavalli.
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Apr.
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Impero
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Pisa
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Toscana
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Ritorna al servizio di Carlo di Boemia. Parte da Lucca e
viene a Ripafratta; è verso Castel Passarino, sul monte di Lupocaro, e da qui
scende in val di Serchio, di cui depreda il contado; fa prigionieri e razzia
numeroso bestiame. Assalita invano Ripafratta, rientra a Lucca. Nella città
un fratello del Risach uccide un nobile tedesco nella loggia; sorgono
disordini ed è dato l’ordine di arrestare il colpevole. Il Raten interviene a
suo favore e si rifugia con il Risach nel palazzo di San Michele.
L’imperatore ordina di attaccarvi i due capitani che sono costretti ad
arrendersi nelle mani di alcuni cittadini, anche perché le loro compagnie
sono lontane da Lucca. Non viene punito, anche se nella zuffa restano sul
terreno 14 morti e molti feriti.
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Giu.
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Comp. ventura
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Siena
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Toscana
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Irrompe nel senese con il Risach e Francesco Tedesco: il
comune dà ai venturieri 1500 fiorini, affinché si allontanino dal suo
territorio.
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Ago.
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Comp. ventura………Milano
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Siena ………Chiesa
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Toscana e Umbria
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Ritorna nel senese con Francesco Tedesco e, con la
mediazione del signore di Cortona, si fa consegnare altri 2700 fiorini. Passa
agli stipendi dei viscontei contro i pontifici e devasta l’assisate con
l’Acuto.
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Sett.
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Milano
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Firenze
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400 cavalli
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Toscana e Umbria
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Ha il compito di conquistare Castiglion Fiorentino: le
opere protettive ed il numero dei difensori lo persuadono a trasferirsi nel
territorio di Cortona. Nel perugino.
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Nov.
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Umbria e Toscana
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Lascia l’Umbria ed affianca l’Acuto nel pisano. E’ a
Laiatico con 2000 cavalli; da qui si muove in val d’Era (Terricciola ed
Alica); tocca Cascina e depreda tutta la Valdarno fino a San Savino.
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Dic.
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Toscana
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Ai primi di dicembre è segnalato a
Ripoli. Riceve una paga e si volge verso San Miniato. I fiorentini
sono in tale località; si tratta di 3000 uomini tra cavalli
e fanti, nonché di 400 balestrieri capitanati da Giovanni
Malatacca. Gli avversari scendono da Castel del Bosco verso
Pontedera divisi in tre schiere; hanno scorta di vettovaglie
per quattro giorni. Con l’Acuto batte il Malatacca a Cascina
e continuare le depredazioni in tutta la Valdarno. Non riesce,
tuttavia, con l’Acuto a liberare San Miniato dall'assedio postovi
dai fiorentini ;a fine mese è in grado solamente di introdurvi,
con la scorta di 500 cavalli, un convoglio di approvvigionamenti
e di armi. Al termine della campagna i venturieri si recano
a Pisa a rifornirsi di quanto loro necessario in cambio di armi,
muli e cavalli.
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1370
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Gen.
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Toscana
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Si accampa a Montespertoli e scorre i contadi di Poppiano
e Lucignano; è poi in val di Pesa, passa per il piano di Settimo e lo infesta
fino a Ponte a Greve; attraversa l’Arno e giunge a Rifredo dove sono corsi
due palii e sono armati 4 cavalieri. Tocca Peretola, Brozzi e San Donnino;
ripassa l’Arno nel piano di Settimo verso La Lastra e per Galgalandi scende
in val di Pesa a Quaranta.
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Mag.
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Perugia
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Chiesa
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Umbria
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E’ scomunicato dal papa con il Risach: Urbano V scrive
anche ai vescovi di Augusta e di Costanza, dove sono nati i due condottieri,
perché la sentenza sia pubblicata nelle loro diocesi e nelle terre da essi
possedute, da sottoporre ad interdetto.
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Giu.
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Milano
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Firenze
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Emilia e Toscana
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Parte dal parmense con l’Acuto ed Andrea di Rod per
contrastare le truppe del cardinale Anglico Grimoard. Entra in Toscana; i
fiorentini, capitanati da Rodolfo da Varano e da Malatesta Ungaro, gli
inviano il guanto di sfida; si ritira in val di Serchio, fra Pietrasanta a
Sarzana, e ritorna a Parma.
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Ago.
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Emilia
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Rientra nel parmense; stanzia con i suoi uomini tra Carpi,
Parma e Mirandola.
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1371
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Feb.
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Comp. ventura
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Firenze
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Toscana
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Con Federico di Vallelonga e Lucio Lando devasta parte
della Toscana e costringe i fiorentini a versare alla sua compagnia 10000
fiorini.
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Mar.
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Comp. ventura
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Siena
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Toscana
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Sempre con il Vallelonga ed il Lando, infesta il senese:
sono loro consegnati 8000/ 10000 fiorini dal comune. Gli abitanti catturano
ed uccidono 200 soldati della compagnia, che confessano di essere stati nella
realtà condotti dai fiorentini e di avere ricevuto un grosso per ogni casa
incendiata (2000 abitazioni nel complesso).
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Mag.
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Comp. ventura
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Pisa Lucca
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Liguria e Toscana
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Viene assoldato con il Rod per quattro mesi
da Giovanni dell'Agnello e da Ludovico dalla Rocca per conquistare
Pisa. Si ferma più giorni a Sarzana ed a Massa, bloccato
da steccati e serragli approntati dai lucchesi a Motrone ed
a Pietrasanta; Supera a forza gli ostacoli con l’uccisione e
la cattura di molti nemici in val di Serchio, guada il fiume
e si accampa a Pisa fra le chiese di San Michele degli Scalzi e di San Jacopo ad Orticaia,
davanti alla porta del Leone. Dopo inutili colloqui del dell’Agnello
e di Ludovico dalla Rocca con i rappresentanti della città,
sale nottetempo sulle mura con scale di legno (forse lanciate
dall'interno) e funi alla porta di San Zeno. 20 uomini riescono
a salire allorché sono avvistati dalle sentinelle: 4
vengono scaraventati giù dalle mura, 2, fra cui il fuoriuscito
Marco da Travalda ed un inglese sono catturati per essere successivamente
impiccati; altri 4 muoiono in combattimento. Fallito il tentativo,
attraversa l’Arno e raggiunge Parrana San Giusto e Livorno.
Deruba alcune galee angioine ferme nel porto di vino e vettovaglie;
sfugge a stento ad un'insidia tesagli da 20 marinai a bordo
di una galea. Lscia, alfine, la città con l'Acuto ed
il dalla Rocca alla testa di più di 1000 cavalli e si
dirige nella Maremma. Espugna Montescudaio.
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Giu.
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Comp. ventura
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Pisa Firenze Lucca.
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Toscana e Liguria
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Sempre con l’Acuto è a Santa Lucia, a San
Regolo, a Lorenzana, a Casciana, a Lari ed a Crespina; si porta
nuovamente in Maremma. Assale Guardistallo; punta verso le Caldane
di Campiglia Marittima e Piombino. Sono danneggiati i raccolti
ed è razziato il bestiame; non riesce, tuttavia, ad impadronirsi
di alcun castello. A metà mese arriva a Collesalvetti.
Alla notizia che truppe fiorentine, pisane, lucchesi, comandate
da Rodolfo da Varano, hanno raggiunto Empoli per affrontare
i venturieri, attraversa l'Arno mentre gli avversari puntano
su Laiatico ed entrano in val di Serchio (Montecchio e Calcinaia).
La compagnia decide di ritirarsi prendendo la via di Motrone.
E' inseguito dal Varano sino a Pietrasanta e Sarzana. Da ultimo,
si dirige in Lombardia.
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1372
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Mag.
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Milano
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Lega
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Emilia
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Affronta le truppe della lega con l’Acuto e Corrado di
Rotestein. Invia agli avversari il guanto di sfida e si dichiara pronto a
dare ed a ricevere ostaggi per la scelta del campo di battaglia.
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Giu.
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Emilia
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I due eserciti si scontrano a Rubiera: i collegati sono
sconfitti e sono catturati Filippo Guazzalotti, Francesco e Guglielmo da
Fogliano con 1000 fanti e 700 cavalli.
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1373
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Lug.
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Perugia
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Umbria
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Ritorna con il Risach agli stipendi dei perugini.
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1377
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Sett.
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Perugia
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Chiesa
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Umbria
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E’ assoldato dai perugini con 800 lance, 600 arcieri
inglesi e 1000 fanti per tre mesi. Contrasta con efficacia la compagnia dei
bretoni.
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1380
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Muore.
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