Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1595      DIEGO DELLA RATTA (Diego da Rapta, Diego di la Racta, Diego Lelarach. Diego de la Rat) Aragonese o catalano. Conte di Caserta e di Montorio.

                + 1325 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1297

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Sicilia

Si trasferisce in Italia al tempo dei Vespri Siciliani. Proprietario di alcuni beni ad Egea de los Caballeros nei pressi di Saragozza, giunge in Sicilia al seguito dell’infanta Violante d’Aragona, sorella del re Federico.

1300

 

 

 

Spagna

Ricopre l’incarico di scudiero di Giacomo d’Aragona.

1302

 

 

 

Campania

Scorta dalla Sicilia a Napoli Violante d’Aragona, che si sposa con il duca di Calabria Roberto d’Angiò. Gli è dato in feudo il castello di Raiano in Terra di Lavoro.

1305

 

 

 

 

 

Apr. mag.

Napoli

Pistoia

300 cavalli

Toscana

Giunge in Toscana alla testa di 300 cavalli aragonesi e catalani e di molti fanti armati di giavellotti (i cosiddetti mugaveri). Venuto in appoggio di fiorentini e lucchesi, assedia in Pistoia Tolosato degli Uberti ed Angelo dei Pazzi di Valdarno coadiuvati da soldati pisani ed aretini ed i guelfi bianchi scacciati da Firenze, Prato, Volterra e Lucca. Con fiorentini e lucchesi vi sono le milizie di Siena, Prato, Volterra, San Gimignano, Città della Pieve, Colle di Val d'Elsa, Città di Castello, Orvieto, nonché i fuoriusciti di Bologna, Pisa, Arezzo e Pistoia e di molte città romagnole. Circonda Pistoia con più battifolli: uno al ponte di Bonelle con fossi, steccati e bertesche sorvegliato dai fuoriusciti pistoiesi; altri al Nespolo ed a Sant'Agostino. Sono pure fortificati alcuni villaggi nei pressi del capoluogo. Il campo maggiore si trova presso la porta di Ripalta ed è sorvegliato congiuntamente da fiorentini e lucchesi. In un secondo momento gli attaccanti circondano con un fossato tutta la città e la rinserrano con steccati e bertesche per impedire sia che vi giungano soccorsi dall'esterno di uomini e di vettovaglie, sia che qualcuno ne possa uscire.

Sett.       Toscana
A metà mese entrano in Pistoia, inviati dal papa, due prelati Guglielmo Durante, vescovo di Mende, e Piliforte, abate di Lombez che impongono ai belligeranti una tregua di quindici giorni. Le due parti sono convocate, rispettivamente, a Pisa (i pistoiesi) ed a Lucca (fiorentini e lucchesi) per trovare un accordo. Tutto si rivela inutile.

Ott. nov.

 

 

Capitano g.le catalani

Toscana

Ha il comando delle operazioni allorché Roberto d’Angiò lascia la Toscana per non essere colpito dall’interdetto lanciato su fiorentini e lucchesi dal cardinale Napoleone Orsini, legato del papa Clemente V, che vuole la lace fra le varie città toscane. Ha il titolo di maresciallo e di capitano generale delle milizie catalane.

1306

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Lascia l’incarico.

1307

 

 

 

 

 

Giu.

Napoli

Ferrara

 

Toscana

Si trova al campo della lega guelfa a Gargonza con 300 cavalli e 500 fanti mugaveri. E’ inviato a Bologna, per contrastare il marchese di Ferrara Azzo d’Este.

Sett.

Ferrara

Verona Mantova

Maresciallo e capitano g.le

Veneto  Lombardia ed Emilia

Con la firma della pace fra i contendenti, passa al servizio dell’Este per contrastare gli scaligeri, i Bonacolsi ed i fuoriusciti di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. Raggiunge a Ficarolo gli estensi con 1200 bolognesi guidati da Dalmasio dei Banoli e 160 cavalli ungheri. Avanza su Ostiglia con la cavalleria e la fanteria estense che, ad un certo momento, si rifiutano di seguirlo perché Azzo d’Este vienecolpito da una forte emorragia accompagnata da dolori al ventre. Con il rientro al campo del marchese, conquista Ostiglia che è data alle fiamme e costringe Ramberto Ramberti e Salinguerra Torelli a ripiegare ad Isola della Scala con gli scaligeri. Il della Ratta espugna il castello di Serravalle a Po, grazie ad un’azione coraggiosa di Cortesia Cavalcabò che supera da solo il fossato; il della Ratta si impossessa del naviglio di Botticella Bonacolsi ivi ancorato: sono distrutti il ponte e la torre, dopo avere vinto la resistenza dei difensori (100 cavalli e 1000 fanti), dei quali ne sono catturati o uccisi 300, senza contare coloro che muoiono annegati nel Po. Arriva il Bonacolsi e gli estensi si ritirano incendiando il castello. Sorgono al campo dissidi fra il della Ratta e l’Este, e questi raggiungono l’acme con il suo ordine di decapitazione di Malvasio da Melara. Rientra a Ficarolo, a Ferrara ed a Bologna. In quest’ultima città ha il compito di domarvi un’insurrezione: viene assediato nella cittadella. Nella mischia sconfigge gli attaccanti: 30 prigionieri sono impiccati ed altri sono obbligati a riscattarsi con il pagamento di una grossa somma. 

1308

 

 

 

 

 

Giu.

Napoli

Ghibellini

 

Romagna

Riceve in soccorso dagli estensi 200 cavalli e si muove nell’imolese; è presso il canale di Conselice e viene nominato conte camerlengo. Devasta per alcuni giorni il contado distruggendo i raccolti e tagliando piante.

Sett.

Napoli

Donati

 

Toscana

Si porta a Firenze con 250 cavalli catalani e si schiera con la maggioranza dei guelfi neri contro Corso Donati, che ha tentato di divenire signore delle città con l’ausilio di Uguccione della Faggiuola. Assedia il Donati nelle sue case nel sestiere di porta San Pietro e lo insegue quando costui riesce a fuggirne. Alcuni suoi catalani lo catturano a Rovezzano e lo conducono a Firenze resistendo ad ogni tentativo di corruzione;  uccidono, infine, il Donati con un colpo di lancia alla gola su mandato di Rosso della Tosa e di Pazzino dei Pazzi alla badia di San Salvi, ad un miglio dalla porta di Santa Croce, allorché il nobile fiorentino si lascia cadere da cavallo.

1309

 

 

 

 

 

Mag. giu.

Firenze

Arezzo

 

Toscana

Viene a Monte San Savino con 200 cavalli e 100 fanti e danneggia il contado fino alle porte di Arezzo.

Ago.

Napoli

 

 

Emilia

Con la vittoria dei pontifici sui veneziani, si sposta a Ferrara come vicario del re di Napoli: non riesce a pacificare gli animi dei cittadini e fa impiccare 28 partigiani degli estensi.

1310

 

 

 

 

 

Feb.

Firenze

Arezzo

 

Umbria

In appoggio a Città di Castello prende la via della Valdarno con 400 cavalli e 6000 fanti; entra nell’aretino per Vallelunga e ne devasta il contado. Il della Faggiuola gli va incontro per sorprenderlo sotto Cortona: batte il capitano avvversario, lo fuga e gli cattura 3 bandiere; fra i nemici sono uccisi 400 uomini con Vanni Tarlati e Cione dei Gherardini.

Lug.

Firenze

Todi

 

Umbria

Appoggia i perugini contro Todi alla testa di 300 cavalli. I nemici sono vinti.

1311

 

 

 

 

 

..............        
Viene nominato da Roberto d'Angiò vicario generale in Provenza ed in Romagna.

Giu.

Napoli

Impero

 

Emilia

Contrasta le truppe dell’imperatore Enrico di Lussembrugo e si trova alla difesa di Bologna alla testa di 400 cavalli catalani..

Lug.

 

 

 

Romagna

Si sposta in Romagna e con Gilberto di Santilla incarcera tutti i capi ghibellini di Forlì, Faenza ed Imola, per impedore la loro unione con gli imperiali.

Ott.

 

 

 

Emilia e Liguria

E’ richiamato a Bologna. Passa in Lunigiana a Pietrasanta ed a Sarzana per ostacolare la marcia di Enrico di Lussemburgo, che da Genova si sta spostando a Pisa.

Nov.

 

 

 

Toscana

Entra alla difesa di Lucca.

1312

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Toscana Umbria e Lazio

Al comando di 300 cavalli catalani, 1000 fanti ed altri 200 cavalli fiorentini, parte da Firenze, tocca Orvieto e si congiunge a Roma con l’esercito confederato (600 cavalli catalani e pugliesi di Giovanni d’Acaja, 300 cavalli e 1000 fanti lucchesi, 200 cavalli e 600 fanti senesi). Con l’aiuto degli Orsini scaccia dal Campidoglio il senatore Luigi di Savoia, occupa mezza città con Castel Sant’Angelo, San Pietro e Trastevere: ai colonnesi ed ai partigiani dell’imperatore resta l’altra metà. Il giorno di San Giovanni Battista fa correre il palio secondo gli usi fiorentini. Con l’incoronazione in San Giovanni in Laterano Enrico di Lussemburgo si dirige con il suo esercito su Tivoli e Todi.

Ago. sett.

 

 

 

Umbria e Toscana

Il della Ratta lascia Todi ed Orvieto per trasferirsi alla difesa di Firenze con 2000 cavalli. L’imperatore si volta contro la città: egli punta al castello di Incisa per ostacolargli il cammino con 1800 cavalli. I fiorentini si rifiutano, tuttavia, di combattere anche se le forze in campo sono pressocché uguali; gli avversari possono così aggirare il passo e con il conte di Savoia ed Enrico di Fiandra attaccano all’improvviso a Montelfi la sua retroguardia. Il della Ratta è sconfitto seppur con perdite limitate fra i suoi (uccisi 25 cavalli e 100 fanti); tocca a Fiesole ed entra in Firenze, di cui inizia l’assedio da parte nemica. I guelfi vengono subito in soccorso della città ed in pochi gioni giungono rinforzi da Lucca (600 cavalli e 3000 fanti), Pistoia (100 cavalli e 500 fanti), Prato (50 e 400), Volterra (100 e 300), Colle di Val d’Elsa, San Gimignano e San Miniato (ciascun comune 50 cavalli e 200 fanti), Bologna (400 e 1000), Rimini, Ravenna, Faenza, Cesena (complessivamente 300 cavalli e 1500 fanti), Gubbio (100 cavalli) e Città di Castello (50 cavalli). Questo esercito forte di 4000 cavalli e di ancor più fanti si  trova a fronteggiare l’imperatore che guida 1800 cavalli (800 tedeschi e 1000 italiani, di Roma, della marca di Ancona, del ducato di Spoleto, di Arezzo, della Romagna, dei conti Guidi e di quelli di Santa Fiora) e di molti fanti.

Ott.

 

 

 

Toscana

Proseguono le operazioni per un mese; il periodo è caratterizzato dalle usuali scorrerie: né gli attaccanti né i difensori, infatti, tentano alcun attacco decisivo.

……......

 

 

 

Toscana

L’anno prosegue fra tafferugli, litigi e disordini fra i soldati del della Ratta e quelli di Ferrandino Malatesta.

1313

 

 

 

 

 

Feb. mar.

 

 

 

Toscana

Incalza gli imperiali che ripiegano a San Gimignano e sopraffà gli avversari a Castelfiorentino; Enrico di Lussemburgo abbandona Poggibonsi e si rifugia a Pisa.

……......

 

 

 

Campania

Il re di Napoli Roberto d’Angiò gli dà in feudo i beni di Bartolomeo Siginolfo, caduto in disgrazia, con la terra di Montorio nei Frentani ed il titolo comitale.

1314

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Emilia e Romagna

Ritorna a Ferrara come vicario angioino: nasce un tumulto a favore degli estensi e sgomina i rivoltosi. Da qui passa a Castrocaro Terme ed a Forlì: fa incarcerare Scarpetta Ordelaffi con un fratello ed un nipote. Non è, in ogni caso, in grado di avere la città, per cui libera tutti i prigionieri in cambio di 15000 fiorini.

Giu.

 

 

 

Emilia e Toscana

Sostituito nel suo incarico da Pino della Tosa, parte per Bologna e Firenze: porta con sé come ostaggio Azzo d’Este, figlio di Francesco.

……......

 

 

 

Campania

Viene nominato gran camerario del regno.

1315

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Campania

Riceve dalla corte angioina 2000 fiorini, quale saldo di suoi crediti.

Giu.

 

 

 

Romagna

Eletto nuovamente vicario della Romagna, è autorizzato di circondarsi di una guardia del corpo di 30 cavalli; gli è riconosciuto uno stipendio giornaliero di un’oncia e di15 tarì

Ago.

Napoli

Pisa

 

Toscana

Partecipa alla battaglia di Montecatini contro il della Faggiuola: inquadrato nell’ala sinistra affianca Piero d’Angiò, attraversa il Bona e cerca di riordinare le truppe di Carlo d’Angiò, messe in disordine dagli avversari;  deve ritirarsi per il mancato sostegno della fanteria.

1316

 

 

 

 

 

Mag.

Chiesa

Forlì

 

Romagna

Ricopre per un anno l’incarico di conte e di rettore della Romagna: le località sottoposte alla sua autorità sono nella realtà le sole Bertinoro, Meldola e Castrocaro Terme. Sempre nel mese, si trasferisce a Cesena con i suoi famigliari.

Giu. sett.

Chiesa

Forlì

 

Romagna

Con il podestà di Cesena Ferrandino Malatesta, assale i forlivesi sul torrente Bevano. A settembre vi è la pace fra le parti.

1317

 

 

 

 

 

Lug.

Chiesa

Este

 

Emilia

Trasferitosi a Ferrara, è scacciato dalla città, a seguito di un tumulto popolare alimentato dai partigiani degli estensi.

Ott.

Napoli

 

Capitano g.le 200 cavalli

Toscana

Ritorna a Firenze, quale vicario del re di Napoli al posto di Amelio del Balzo; ricopre la medesima carica anche per Pistoia e Prato. Ha il comando delle truppe guelfe in Toscana.

1318

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Campania

Ritorna a Napoli, per gravi interessi di Roberto d’Angiò e del papa Giovanni XXII.

Sett.       Romagna
Per conto del re di Napoli ricopre nuovamente con Alfonso de Vayllo la carica di conte e di vicario di Romagna. L'incarico avrà termine nell'agosto dell'anno successivo.

……......

 

 

Gran connestabile

Campania

Ottiene il titolo di conte di Caserta e gli viene conferita la carica di gran connestabile. Per i suoi meriti gli sono riconosciuti in perpetuo 800 once d'oro l'anno.

1324

 

 

 

 

 

Nov.

Napoli

Sicilia

 

Campania

E’ invitato a porre in ordine le truppe per appoggiare il duca di Calabria nella sua prossima spedizione contro il re di Sicilia.

1325

 

 

 

 

Muore.

SEI CITAZIONI

Valorosissimo nell’arte militare. Uomo di grande valore.

Persona di una certa esperienza. Pratichissimo nelle cose di guerra.

Di un certo prestigio. Uomo di gran governo.

Dal corpo bellissimo e grande vagheggiatore.