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Venezia
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Padova Genova
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100 lance e 400 fanti
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Veneto
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Partecipa all’assedio di Chioggia agli ordini di Carlo
Zeno: scontento, promuove una sedizione nell’esercito veneziano, nel corso
della quale oltraggia lo Zeno. Imprigionato, viene fatto immediatamente
liberare dal Senato.
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Giu.
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Veneto
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E’ contattato dagli avversari per incitare alla rivolta i
mercenari che militano nel campo veneziano. Si mette alla testa degli
ammutinati e chiede allo Zeno paga doppia per i suoi uomini sino alla fine
della guerra: in caso contrario, minaccia la defezione nel campo avverso. La
situazione è risolta dal capitano generale, che convince i soldati a restare
fino alla fine del mese; promette paga doppia ed il saccheggio di Chioggia.
Roberto da Recanati è viceversa convocato dallo Zeno e gli è rinfacciato il
tradimento. Ferito alla testa, è disarmato ed incarcerato; i suoi soldati
cercano di liberarlo ed uno di costoro tenta pure di colpire il provveditore
con lo stocco. Torturato, confessa di essersi accordato con i nemici per
uccidere in una sortita lo Zeno ed il provveditore generale Saraceno Dandolo
in cambio di 40000 ducati. Inviato a Venezia, è impiccato fra le due colonne
di San Marco come ribelle.
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