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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1433 |
Chiesa |
Milano |
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Lazio |
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1435 |
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Lazio |
Cattura Lelio
Maddalena e Valeriano Maffei; entra in Castel Sant’Angelo con
il cardinale Francesco Condulmer, nipote del papa Eugenio IV. |
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1440 |
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Mar. |
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Lazio |
Imprigiona
sul ponte di San Pietro, nei pressi di Castel Sant’Angelo, il
cardinale Giovanni Vitelleschi accusato di connivenza con il
duca di Milano Filippo Maria Visconti. Il Rido esce dalla fortezza,
gli piglia le redini del cavallo e fa abbassare davanti al prelato
la saracinesca della porta del castello mentre alle spalle si
abbassa quella della porta del borgo. Sbucano fuori, nel contempo,
molte guardie del castellano che con le alabarde in pugno corrono
verso il presule per catturarlo. Sorpreso, il Vitelleschi snuda
la spada; il cognato Giampaolo Sacchi grida alle milizie di
scorta di venire in loro soccorso. Essendo sbarrati tutti i
passi, i soldati che sono davanti non possono tornare indietro
e quelli che seguono dopo non sono in grado di avanzare. Il
Rido ferisce il cardinale alla coscia (o ad un ginocchio, secondo
un'altra versione) con un verrettone mentre un suo famigliare
lo blocca con un’alabarda al viso. Il Vitelleschi, ferito alla
coscia, alla mano, alla testa, è tratto giù da
cavallo ed è trascinato insieme con il Sacchi nel castello.
Gli accompagnatori del cardinale, quali Everso dell’Anguillara,
nulla possono fare nell’ occasione. Il Rido, inizialmente, tratta
con amabilità il prigioniero; allorché quest'ultimo organizza
una congiura per ucciderlo ordina di incarcerare il presule
nel carcere di San Marocco, uno dei più duri di Castel
Sant'Angelo. Il Vitelleschi morrà nei primi giorni del
mese seguente dopo avere fatto testamento ed avere lasciato
in eredità al pontefice gran parte dei suoi beni. Il
prelato muore ufficialmente per le ferite riportate; secondo
una versione fiorentina, mentre il chirurgo cerca di operare
il Vitelleschi, Luca Pitti afferra la mano del medico e gliela
ficca nel cervello procurandogli la morte. I più sospettano,
al contrario, che il Vitelleschi sia stato ucciso per veleno.
Durante la prigionia, infatti, il cardinale ha organizzato una
trama per potere fuggire dal carcere corrompendo gli otto suoi
guardiani dietro la promessa di corrisponedere loro un premio
di 10000 ducati se avessero ucciso il Rido e lo avessero aiutato
ad impadronirsi della fortezza. Uno di costoro rivela l'intrigo
al castellano. Il Rido fa catturare i traditori che moriranno
tutti nelle prigioni del Campidoglio. Di seguito, il castellano
si assumerà ogni colpa dell'uccisione del Vitelleschi
facendola passare per una specie di vendetta privata, anticipatrice
della volontà dell'avversario di farlo ammazzare a sua
volta. Eugenio IV, davanti all'opinione pubblica, viene così
assolto da ogni colpa. |
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Mag. |
Chiesa |
Civitavecchia |
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Lazio |
Il cardinale
legato Ludovico Scarampo lo conferma nella sua carica. Lo affianca
a Civitavecchia per togliere la città a Pietro Vitelleschi con
Ludovico dei Michelotti, Antonello della Serra e Simonetto da
Castel San Pietro. 400 fanti sono introdotti nella città; lo
Scarampo lascia Civitavecchia ed egli rimane ad assediarne la
rocca. |
| Ago. |
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Lazio |
Il papa amplia la sua giurisdizione
di castellano di Castel Sant'Angelo conferendogli il potere
di punire qualsiasi ecclesiastico a Roma e nelle province del
Patrimonio, della Campagna e della Marittima. |
| Nov. |
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Lazio |
Fa liberare il Sacchi dopo
averlo fatto torturare per conoscere i termini dell'accordo
del Vitelleschi con il duca di Milano. Per ottenere la libertà
il congiunto del Vitelleschi deve pagare una taglia di 8000
ducati (richiesta iniziale, 12000). |
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1442 |
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Estate |
Chiesa |
Sforza |
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Lazio |
Fronteggia
le truppe di Francesco Sforza. Si unisce con Pietro da Bevagna,
raccoglie 800 uomini a Soriano nel Cimino e vi si congiunge
con Angelo di Roncone. Si porta alla selva di San Giovanni per
assalire in Toscanella il Sarpellione. |
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Ott. |
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Lazio |
Assedia con
2000 uomini Bernardo d’Utri in Proceno. Fa costruire due bastie. |
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Nov. |
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Lazio |
Con la diserzione
di Francesco da Bologna nel campo sforzesco, fa bruciare una
bastia, lascia nell’altra 400 fanti forniti di vettovaglie per
parecchi mesi e si ritira ad Acquapendente. |
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1444 |
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Feb. mar. |
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Lazio |
Si trova sempre
ad Acquapendente. Vi fa incarcerare l’Utri passato, nel frattempo,
nel campo pontificio. Nel periodo gli sono concessi i feudi
di Ariccia, e di Ardea ed il dominio dei castelli di San Pietro
in Formis (Campomorto) e di Borghetto confiscati al ribelle
Cola Savelli. |
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1445 |
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…….. |
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Abruzzi Umbria e Marche |
Si sposta negli
Abruzzi, è sotto Pescara con gli aragonesi ed è messo in fuga
dagli sforzeschi con la perdita di molti uomini fra morti e
prigionieri. Penetra nella marca di Ancona dal ducato di Spoleto.
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Ago. |
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Romagna |
E' segnalato
a San Salvatore, presso Rimini, con Sigismondo Pandolfo Malatesta. |
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Sett. |
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Marche |
Transita per
Fabriano; a San Severino Marche è assalito dalle milizie sforzesche
che ne sono alla guardia; a stento ripara a Recanati, dopo avere
perso molti uomini ed i carriaggi. Gli abitanti sono costretti
a riconoscere a lui ed al Malatesta 500 ducati. |
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Ott. |
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Marche e Romagna |
Sempre con
il Malatesta, conduce un vano attacco alla porta di Capodimonte
di Ancona; arriva sul Chienti e segue una politica attendista
nei confronti degli avversari. A metà mese si porta nel
forlivese con il cardinale Scarampo ed il Malatesta: le truppe
sono rifornite dal capoluogo di vettovaglie e di foraggio per
la cavalleria. |
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Nov. dic. |
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Marche |
Entra in Fermo
e con Taliano Furlano assedia nella rocca del Girifalco Alessandro
Sforza e Santo Parente. Fallisce un primo tentativo portato
dopo avere scavato profondi cunicoli sotto di essa; pensa di
forare il monte, di riempire una nuova cava di botti piene di
polvere da bombarda e di dare fuoco ad esse. Alessandro Sforza
si arrende a patti e si fa consegnare dai fermani 11000 ducati. |
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1446 |
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Feb. |
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Marche |
Controlla con
altri sei cittadini i lavori di demolizione della rocca del
Girifalco: con i materiali di risulta è rafforzata la cinta
muraria di Fermo e sono costruiti nuovi bastioni. |
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Lug. |
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Marche |
Si muove tra
Fossombrone e Fano. Partecipa al consiglio di guerra in cui
si decide di proseguire la campagna fino alla definitiva scacciata
dello Sforza dalla Marca. |
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Ago. |
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Marche |
Occupa Montefabbri. |
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1447 |
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Apr. |
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Lazio |
Cessa dal suo
incarico di castellano di Castel Sant’Angelo. |
| Lug. |
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Il papa Niccolò V conferma
la vendita del feudo di Campomorto al Capitolo di San Pietro
dietro la somma di 9000 ducati. |
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Ago. |
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Marche |
Ritorna nella
marca di Ancona ed entra in Montecassiano con 50 cavalli. |
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1449 |
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| Sett. |
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Lazio |
Alcuni suoi uomini d'arme
si trovano di presidio a Bolsena. Il nuovo papa Niccolò
V gli ordina di impedire che da tale località si conducano
azioni ostili ai danni di Orvieto. |
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Dic. |
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Fornisce di
300 fanti i fuoriusciti di Orvieto perché scaccino dalla città
Gentile della Sala che ne è momentaneamente assente. |
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1450 |
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Sett. |
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Lazio |
Muore di peste
a Montefiascone. E’ sepolto a Roma nella chiesa di Santa Maria
Nuova o Santa Francesca Romana. Gli viene eretto un mausoleo
con statua di marmo. |
Pronto a compiere ogni grande impresa.
Esperto nell’arte della guerra. Studioso dei problemi legati
alla guerra.
Famigerato castellano di Sant'Angelo.