Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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1608      ANTONIO RIDO  (Antonio Rizzo, Antonio da Rio) Di Padova. Signore di Ardea ed Ariccia.

               + 1450 (settembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1433

Chiesa

Milano

 

Lazio

 

1435

 

 

 

Lazio

Cattura Lelio Maddalena e Valeriano Maffei; entra in Castel Sant’Angelo con il cardinale Francesco Condulmer, nipote del papa Eugenio IV.

1440

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lazio

Imprigiona sul ponte di San Pietro, nei pressi di Castel Sant’Angelo, il cardinale Giovanni Vitelleschi accusato di connivenza con il duca di Milano Filippo Maria Visconti. Il Rido esce dalla fortezza, gli piglia le redini del cavallo e fa abbassare davanti al prelato la saracinesca della porta del castello mentre alle spalle si abbassa quella della porta del borgo. Sbucano fuori, nel contempo, molte guardie del castellano che con le alabarde in pugno corrono verso il presule per catturarlo. Sorpreso, il Vitelleschi snuda la spada; il cognato Giampaolo Sacchi grida alle milizie di scorta di venire in loro soccorso. Essendo sbarrati tutti i passi, i soldati che sono davanti non possono tornare indietro e quelli che seguono dopo non sono in grado di avanzare. Il Rido ferisce il cardinale alla coscia (o ad un ginocchio, secondo un'altra versione) con un verrettone mentre un suo famigliare lo blocca con un’alabarda al viso. Il Vitelleschi, ferito alla coscia, alla mano, alla testa, è tratto giù da cavallo ed è trascinato insieme con il Sacchi nel castello. Gli accompagnatori del cardinale, quali Everso dell’Anguillara, nulla possono fare nell’ occasione. Il Rido, inizialmente, tratta con amabilità il prigioniero; allorché quest'ultimo organizza una congiura per ucciderlo ordina di incarcerare il presule nel carcere di San Marocco, uno dei più duri di Castel Sant'Angelo. Il Vitelleschi morrà nei primi giorni del mese seguente dopo avere fatto testamento ed avere lasciato in eredità al pontefice gran parte dei suoi beni. Il prelato muore ufficialmente per le ferite riportate; secondo una versione fiorentina, mentre il chirurgo cerca di operare il Vitelleschi, Luca Pitti afferra la mano del medico e gliela ficca nel cervello procurandogli la morte. I più sospettano, al contrario, che il Vitelleschi sia stato ucciso per veleno. Durante la prigionia, infatti, il cardinale ha organizzato una trama per potere fuggire dal carcere corrompendo gli otto suoi guardiani dietro la promessa di corrisponedere loro un premio di 10000 ducati se avessero ucciso il Rido e lo avessero aiutato ad impadronirsi della fortezza. Uno di costoro rivela l'intrigo al castellano. Il Rido fa catturare i traditori che moriranno tutti nelle prigioni del Campidoglio. Di seguito, il castellano si assumerà ogni colpa dell'uccisione del Vitelleschi facendola passare per una specie di vendetta privata, anticipatrice della volontà dell'avversario di farlo ammazzare a sua volta. Eugenio IV, davanti all'opinione pubblica, viene così assolto da ogni colpa.

Mag.

Chiesa

Civitavecchia

 

Lazio

Il cardinale legato Ludovico Scarampo lo conferma nella sua carica. Lo affianca a Civitavecchia per togliere la città a Pietro Vitelleschi con Ludovico dei Michelotti, Antonello della Serra e Simonetto da Castel San Pietro. 400 fanti sono introdotti nella città; lo Scarampo lascia Civitavecchia ed egli rimane ad assediarne la rocca.

Ago.       Lazio
Il papa amplia la sua giurisdizione di castellano di Castel Sant'Angelo conferendogli il potere di punire qualsiasi ecclesiastico a Roma e nelle province del Patrimonio, della Campagna e della Marittima.
Nov.       Lazio
Fa liberare il Sacchi dopo averlo fatto torturare per conoscere i termini dell'accordo del Vitelleschi con il duca di Milano. Per ottenere la libertà il congiunto del Vitelleschi deve pagare una taglia di 8000 ducati (richiesta iniziale, 12000).

1442

 

 

 

 

 

Estate

Chiesa

Sforza

 

Lazio

Fronteggia le truppe di Francesco Sforza. Si unisce con Pietro da Bevagna, raccoglie 800 uomini a Soriano nel Cimino e vi si congiunge con Angelo di Roncone. Si porta alla selva di San Giovanni per assalire in Toscanella il Sarpellione.

Ott.

 

 

 

Lazio

Assedia con 2000 uomini Bernardo d’Utri in Proceno. Fa costruire due bastie.

Nov.

 

 

 

Lazio

Con la diserzione di Francesco da Bologna nel campo sforzesco, fa bruciare una bastia, lascia nell’altra 400 fanti forniti di vettovaglie per parecchi mesi e si ritira ad Acquapendente.

1444

 

 

 

 

 

Feb. mar.

 

 

 

Lazio

Si trova sempre ad Acquapendente. Vi fa incarcerare l’Utri passato, nel frattempo, nel campo pontificio. Nel periodo gli sono concessi i feudi di Ariccia, e di Ardea ed il dominio dei castelli di San Pietro in Formis (Campomorto) e di Borghetto confiscati al ribelle Cola Savelli.

1445

 

 

 

 

 

……..

 

 

 

Abruzzi Umbria e Marche

Si sposta negli Abruzzi, è sotto Pescara con gli aragonesi ed è messo in fuga dagli sforzeschi con la perdita di molti uomini fra morti e prigionieri. Penetra nella marca di Ancona dal ducato di Spoleto.

Ago.

 

 

 

Romagna

E' segnalato a San Salvatore, presso Rimini, con Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Sett.

 

 

 

Marche

Transita per Fabriano; a San Severino Marche è assalito dalle milizie sforzesche che ne sono alla guardia; a stento ripara a Recanati, dopo avere perso molti uomini ed i carriaggi. Gli abitanti sono costretti a riconoscere a lui ed al Malatesta 500 ducati.

Ott.

 

 

 

Marche e Romagna

Sempre con il Malatesta, conduce un vano attacco alla porta di Capodimonte di Ancona; arriva sul Chienti e segue una politica attendista nei confronti degli avversari. A metà mese si porta nel forlivese con il cardinale Scarampo ed il Malatesta: le truppe sono rifornite dal capoluogo di vettovaglie e di foraggio per la cavalleria.

Nov. dic.

 

 

 

Marche

Entra in Fermo e con Taliano Furlano assedia nella rocca del Girifalco Alessandro Sforza e Santo Parente. Fallisce un primo tentativo portato dopo avere scavato profondi cunicoli sotto di essa; pensa di forare il monte, di riempire una nuova cava di botti piene di polvere da bombarda e di dare fuoco ad esse. Alessandro Sforza si arrende a patti e si fa consegnare dai fermani 11000 ducati.

1446

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Marche

Controlla con altri sei cittadini i lavori di demolizione della rocca del Girifalco: con i materiali di risulta è rafforzata la cinta muraria di Fermo e sono costruiti nuovi bastioni.

Lug.

 

 

 

Marche

Si muove tra Fossombrone e Fano. Partecipa al consiglio di guerra in cui si decide di proseguire la campagna fino alla definitiva scacciata dello Sforza dalla Marca.

Ago.

 

 

 

Marche

Occupa Montefabbri.

1447

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Lazio

Cessa dal suo incarico di castellano di Castel Sant’Angelo.

Lug.        
Il papa Niccolò V conferma la vendita del feudo di Campomorto al Capitolo di San Pietro dietro la somma di 9000 ducati.

Ago.

 

 

 

Marche

Ritorna nella marca di Ancona ed entra in Montecassiano con 50 cavalli.

1449

 

 

 

 

 

Sett.       Lazio
Alcuni suoi uomini d'arme si trovano di presidio a Bolsena. Il nuovo papa Niccolò V gli ordina di impedire che da tale località si conducano azioni ostili ai danni di Orvieto.

Dic.

 

 

 

 

Fornisce di 300 fanti i fuoriusciti di Orvieto perché scaccino dalla città Gentile della Sala che ne è momentaneamente assente.

1450

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Lazio

Muore di peste a Montefiascone. E’ sepolto a Roma nella chiesa di Santa Maria Nuova o Santa Francesca Romana. Gli viene eretto un mausoleo con statua di marmo.

TRE CITAZIONI

Pronto a compiere ogni grande impresa.

Esperto nell’arte della guerra. Studioso dei problemi legati alla guerra.

Famigerato castellano di Sant'Angelo.