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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1480
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Venezia
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1487
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Lug.
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Venezia
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Austria
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Trentino
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E’ a Riva del Garda con Alessandro del Turco, Pietro da
Erba, Giacomazzo da Venezia e Giovanni dalla Riva: si porta con costoro nel
contado di Arco, ne distrugge i raccolti e ne taglia alberi da frutta e
vigneti; sono anche dati alle fiamme 11 villaggi ed i palazzi dei signori
della località. Da Arco escono 600 fanti, che sono respinti con l’uccisione
di 144 uomini (18 morti e 16 feriti tra i veneziani).
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Ago.
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Trentino
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Conquista il castello di Tesino; è spedito con Francesco
Grasso da Roberto da San Severino sui fianchi della montagna con 500 uomini
in appoggio alle truppe che attraversano l’Adige a Calliano. E’ ributtato dai
lanzichenecchi di Giorgio Pietrapiana; gli avversari colgono impreparati i
veneziani.
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1494
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Estate
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100 fanti
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Veneto
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Si trova a Badia Polesine per sorvegliare il confine con
gli estensi.
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1495
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Giu.
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Venezia
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Francia
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Emilia
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E’ nel parmense.
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Lug.
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Emilia
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Prende parte alla battaglia di Fornovo.
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Nov.
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150 fanti
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Regno di Napoli
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Viene inviato nel regno di Napoli per sostenere gli
aragonesi contro i francesi.
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1497
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Gen.
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Venezia
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Firenze
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Toscana
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In Toscana con Giovanni del Matto e Michele Schiaveto (nel
complesso 600 fanti), per appoggiarvi i pisani contro i fiorentini.
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Mar.
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Toscana e Veneto
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A causa del ritardo delle paghe, incomincia a tenere un
comportamento insolente nei confronti delle autorità militari: è trasferito a
Legnago.
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Mag.
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30 fanti
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Veneto
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Alla guardia di Legnago.
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1498
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Ott.
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200 fanti
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Romagna Toscana
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E’ a Rimini con Antonazzo da Viterbo e vi raccoglie fanti
da condurre in Toscana. Passa alla guardia di Bibbiena con 200 provvigionati
con la conquista di tale località da parte di Bartolomeo d’Alviano. Segue quest’ultimo
contro Poppi; penetra in un rivellino ma alla fine ne viene rigettato.
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Nov.
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Toscana
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Con Antonazzo da Viterbo ha ai suoi ordini solo 300 fanti
sui 1000 previsti.
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Dic.
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Toscana
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Gli cade addosso un mulo, mentre affianca Guidobaldo da
Montefeltro in un assalto al castello di Lierna. Ristabilitosi, viene con i
suoi uomini alla Sina vicino a Bibbiena; da qui si sposta a Castel Focognano
con Ludovico da Vilmercate; riceve l’ ordine di unirsi a Rasina con
Giacomazzo da Venezia: al passaggio di un torrente ingrossatosi per le
recenti piogge, è aggredito dai contadini che gli infliggono la perdita di 60
uomini fra morti, feriti ed annegati. E’ ripreso dal Montefeltro, perché il
numero dei fanti a sua disposizione è inferiore a quanto previsto dalla sua
condotta.
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1499
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Gen.
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Toscana
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Si reca a Bibbiena e chiede licenza al provveditore Piero
Marcello di rientrare nel riminese per ricostituire l’organico della sua
compagnia.
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Feb.
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60 fanti
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Romagna e Marche
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A Ravenna con 60 fanti; si trasferisce nel riminese e vi
completa la compagnia. E’ a Casteldelci con Niccolò Orsini e comanda 600
fanti con il Matto e lo Schiaveto.
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Mar.
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Marche
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Si segnala a Casteldelci per la sua arroganza provocata
dal ritardo delle paghe.
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Sett.
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Venezia
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Impero Ottomano
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Friuli
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E’ spedito con Antonazzo da Viterbo a Gradisca d’Isonzo
per fronteggiare l’avanzata dei turchi.
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Ott.
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Veneto
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Con il Viterbo, Girolamo Barisello e Piero dalle Corazine
(400 fanti), sorveglia i territori di Feltre e di Bassano del Grappa dove si
temono eventuali azioni offensive degli sforzeschi.
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1500
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Ott.
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Il signore di Rimini Pandolfo Malatesta sollecita i
veneziani di mandarlo in suo aiuto a Rimini a seguito delle minacce dei
pontifici.
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1502
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Giu.
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100 fanti
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Veneto e Romagna
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E’ connestabile a Legnago, dove ha acquistato alcune
proprietà immobiliari. Gli sono date
due paghe ed è spostato a Ravenna, allorché Cesare Borgia ha Urbino.
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Ott.
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Romagna
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Si ribellano nel riminese 3 castelli ai pontifici; chiede
il permesso di intervenire a favore del Malatesta: è diffidato dal muoversi.
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Nov. dic.
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Romagna e Veneto
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E’ sospettato di volere defezionare per passare agli
stipendi del Borgia. Sottoposto a processo, è letta una sua relazione nel
consiglio dei Dieci dove protesta la sua in nocenza e chiede il beneplacito
dei veneziani. Fatto venire da Ravenna a Venezia, viene licenziato dal
consiglio dei Savi.
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1503
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…….
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Chiesa
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Nov.
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Venezia
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Faenza
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200 fanti
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Romagna e Veneto
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Si offre ai veneziani impegnati nell’assedio di Faenza: la
sua proposta è accettata. Raccoglie 300 fanti a Legnago (dei quali ne sono
selezionati 200) ed è sotto Faenza con Giacomino di Val Trompia e lo
Schiaveto. Con la caduta della città, avvenuta pochi giorni dopo, i suoi
provvigionati ricevono solo una parte della paga; effettua la mostra dei suoi
uomini con Piero della Badia e dei 400 iniziali ne rimangono solo 250. E’ a
Venezia, quando il Malatesta cede Rimini alla Serenissima.
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1504
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Gen.
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Veneto
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Si reca a Venezia ed è ricevuto nel collegio dei Pregadi
con Lazzaro Grasso e Zanone da Colorno: è lodato per il suo operato.
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Mar.
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Il consiglio dei Savi decide di aumentargli a 10 fiorini
il mese la sua perovvigione per 8 paghe l’anno.
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1505
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Romagna
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Si trova alla guardia di Faenza con 400 fanti.
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1508
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Feb.
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Venezia
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Impero
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Trentino
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E’ nella rocca di Rovereto.
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Apr.
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Trentino
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Viene spostato con la sua compagnia a Riva del Garda.
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1509
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Feb.
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Venezia
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Francia
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Lombardia
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A Crema con 200 provvigionati.
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Lug.
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Veneto
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Con l’aiuto dei contadini, si impadronisce di Porto nei
pressi di Legnago; entra nella città che gli è ceduta da Federico di San
Bonifacio; la rocca gli è consegnata da Federico Cavalli, dopo avere
minacciato di dare alle fiamme le sue case.
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Ago.
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Veneto
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Con Lucio Malvezzi e Zitolo da Perugia, partecipa
all’azione di Isola della Scala in cui con l’aiuto di molti contadini è
catturato Francesco Gonzaga; nel combattimento sono uccisi fra i gonzagheschi
150/200 uomini. Per l’impresa gli è aumentata la provvigione annua a 200
ducati e gli è aumentata la condotta da 200 a 300 provvigionati. Passa alla
difesa di Padova.
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Sett.
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Veneto
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Si collega con Giovanni Forti (e sempre con l’ausilio dei
contadini) intercetta presso Legnago un carico di seta appartenente al
Cavaliere Bianco, del valore di alcune migliaia di ducati.
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Ott.
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Veneto
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E’ informato che da Ferrara sono condotti 30000 ducati
destinati alle paghe delle truppe: con il Forti attraversa l’Adige alla testa
di 300 cavalli e di 1500 contadini ed occupa Castelbaldo. Sopraggiungono molti
cavalli francesi e nello scontro sono uccisi 250 veneziani; sconfitto,
rientra a Legnago; i francesi saccheggiano Castelbaldo e vi uccidono più di
1000 persone tra uomini, donne e bambini.
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Nov.
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Veneto
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Ottiene il castello di Bevilacqua.
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1510
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Gen.
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205 fanti
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Veneto
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Mag.
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Veneto
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Alcuni suoi caporali protestano con il capitano generale
delle fanterie Dionigi Naldi per il ritardo delle paghe: sono respinti per
l’irritualità delle loro richieste. A fine
mese è dato loro un acconto.
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Giu.
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Venezia
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Francia Impero
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329 fanti
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Veneto
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Con Giovanni dal Borgo ed il Colorno, spinge per un’azione
risoluta volta alla conquista di Vicenza.
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Lug.
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241 fanti
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Veneto
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Rimane alla difesa di Padova: si colloca con i suoi
provvigionati a San Giovanni.
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Ago.
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Veneto
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Lascia il campo ed è ricevuto dal consiglio dei Dieci che
gli dà un incarico speciale
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Sett.
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Veneto
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E’ dato il soldo ai suoi uomini, passa a Vicenza e da qui
all’assedio di Verona. Nella marcia di avvicinamento i suoi provvigionati
entrano a contesa con quelli del Colorno e solo un energico intervento del
provveditore generale Andrea Gritti pacifica gli animi. Il Colorno sfida a
duello Marco da Rimini: Renzo di Ceri riesce a rimandare alla fine della
guerra ogni chiarificazione sul campo. Giunge a Verona ed è di guardia con
200 fanti alle artiglierie che bombardano il castello di San Felice. I suoi
uomini si sparpagliano alla ricerca di legname per prepararsi dei rifugi:
nottetempo dalla città escono 2000 tedeschi, dei quali molti portano con sé
fascine. Costoro assalgono i veneziani di guardia e fanno strage dei suoi
uomini, dei quali il giorno seguente ne sono trovati vivi solo 6. Nel mese è
cassato dal numero dei consiglieri di Rimini, perché da molto tempo non
risiede nella città.
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1511
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Feb.
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Veneto
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E’ a Montagnana.
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Mar.
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Veneto
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Si trova a Trecenta, per proteggere i lavori diretti al
taglio dell’Adige: il suo operato merita gli elogi del Gritti.
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Lug.
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Friuli
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Ai suoi ordini militano 273 fanti.
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Ago. ott.
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275 fanti
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Veneto
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Passa alla difesa di Treviso: pone i suoi alloggiamenti
nella piazza del podestà. Come altre volte i suoi uomini si fanno notare per
i reclami legati al ritardo delle paghe. Solo ad ottobre vi è la risoluzione
della questione economica. Con la fine dell’ assedio da parte dei francesi,
si reca a Venezia in collegio.
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Nov.
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Friuli e V.Giulia
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Non vuole restare a Treviso e preferisce affiancare il
Ceri ed il provveditore Giovanni Paolo Gradenigo nella loro azione in Friuli,
volta alla riconquista del territorio caduto nel frattempo in potere degli
imperiali. Si muove all’avanguardia ed occupa Monfalcone con la rocca: vi
cattura il corsaro Giovanni da Pesaro che non è impiccato dai veneziani solo
perché Marco da Rimini possa incassare una taglia. Con il Ceri ha anche Venzone
e Chiusaforte.
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Dic.
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Friuli
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Ha il comando di un colonnello di 1500 fanti, supera
l’Isonzo ed assale vanamente Gradisca d’Isonzo.
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1512
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|
Feb.
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188 fanti
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Veneto e Lombardia
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A Montagnana. Si trasferisce alla difesa di Brescia dove
viene fatto prigioniero dai francesi.
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Mar.
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Veneto
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Riscattatosi, rientra bel Veneto. Il collegio gli dà
l’incarico di radunare un certo numero di fanti e di venire a Padova.
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Apr.
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Veneto
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Muore di febbre a Padova a metà mese. E’ sepolto nella
chiesa degli Eremitani.
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Buon capitano. Valoroso colonnello.